Letture per il fine settimana, 27-01-2017

Dialogo sui minimi sistemi

Una conversazione nata su FB, a seguito forse d'un post di Michele Boldrin, è diventata una conversazione fra noi tre sul tema di cosa sia il populismo oggi ed in che senso esso sia diverso dai populismi del secolo scorso o di quelli precedenti. Lontani dalla pretesa di avere analizzato l’argomento in modo sistematico ed esaurente, presentiamo qui le nostre riflessioni su tre aspetti del problema.

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Valori burocratici, parte 3: il caso dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato

4 gennaio 2017Paolo Piergentili

Ieri mi è arrivata una raccomandata inattesa, dall’Autorità garante per la concorrenza ed il mercato (AGCM). Non me la aspettavo proprio. Me ne ero quasi dimenticato, della questione, anche perché l’aereo lo prendo meno ultimamente. Il funzionamento di una burocrazia e la qualità del suo operato lo si vede anche (forse di più) dalle piccole cose come questa. E allora vediamo di raccontare l’episodio, che riguarda i parcheggi dell’aeroporto Marco Polo di Venezia.

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Sotto l'albero di Natale di MPS c'è un Tesoro

24 dicembre 2016Costantino De Blasi

La prima considerazione che mi viene in mente è che se da troppi anni si parla di stato di crisi di una banca, vuol dire che nulla (o poco e male) si è fatto per risolvere quella crisi.

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La vicenda Mediaset, tra italianità e Codice Civile

22 dicembre 2016Gianluca Codagnone

Alcune osservazioni su un caso complicato. 

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Per la fine della pubblica amministrazione

16 dicembre 2016Francesco G. Capitani

Meglio: del diritto pubblico. La pubblica amministrazione italiana è la peggiore pagatrice d’Europa. Non le conviene essere più virtuosa, perché norme irrazionali la proteggono dalla sua inefficienza. Le imprese soffrono e falliscono contro il muro di gomma delle burocrazie statali. Raramente il funzionario pubblico paga. La soluzione è quella di common law: rompere il tabù della pubblica amministrazione che conta più del privato. Ribaltare l'attuale prevalenza delle norme speciali pubblicistiche su quelle di diritto comune privato. In assenza di riforme strutturali, qualche segnale giurisprudenziale induce all’ottimismo.

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Il terremoto, la ricostruzione, il populismo.

27 novembre 2016gilberto bonaga e michele boldrin

Il nostro paese ha una politica di rimborso dei danni delle calamità naturali che premia la deresponsabilizzazione di proprietari, costruttori, progettisti ed amministratori e penalizza chi, fra i precedenti, investe nella sicurezza del proprio patrimonio e fa il proprio dovere. È sensata questa politica? L'approvazione del decreto di ricostruzione per il terremoto di Agosto ci offre l'occasione per una riflessione a nostro avviso utile, anche se forse sgradita ad alcuni. 

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Ricerca e sviluppo: quando manca una strategia, meglio copiare. L'Istituto Fraunhofer.

24 novembre 2016Vitalba Azzollini

Ricerca e innovazione sono essenziali per la competitività delle imprese e, quindi, per la crescita delle economie nazionali. Si tratta di ambiti in cui l’Italia non eccelle. 

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Complottismo e…cultura

22 novembre 2016Giovanni Perazzoli

Il complottismo è un elemento immancabile del populismo. Una nota che tenta di individuare  e riconoscere il populismo. Ecco allora un tentativo di fenomenologia della mente complottista. Che cos’è il complottismo e come si distingue dal complotto? Il complottismo è circoscritto ai margini della cultura oppure l’ha più o meno infiltrata? Qualche pagina in più del normale (per nFA) per provare a mostrare che il complottismo ha una struttura riconoscibile e verificabile, e che ha trovato ospitalità nella cultura di massa.

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La vittoria di Trump: alcuni commenti a temperatura ambiente

14 novembre 2016giovanni federico

L’attenzione si concentra sulle cause del voto e sugli effetti della presidenza Trump. Credo che non si possa giudicare la vittoria di Trump come un episodio sfortunato, determinato dalla scelta sbagliata del candidato democratico. La ritengo invece, e non sono il solo, parte di un trend nazional-populista anti-globalizzazione che sta, in forme diverse, caratterizzando la scena politica in tutto l’Occidente. A questo punto, mi sembra necessario porsi una domanda - che fare?

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