La crisi ha ridotto i residui fiscali regionali

13 maggio 2015lodovico pizzati

Nei primi cinque anni di recessione il divario tra tasse e spesa pubblica è diminuito nelle regioni ricche, e tutto sommato la differenza tra spesa pubblica e tasse non è aumentata granché nelle regioni povere. Il declino economico ha diminuito l’ineguaglianza fiscale tra regioni.

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La sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni

8 maggio 2015gianfranco savino

Una recente sentenza della Corte Costituzionale ha annullato retroattivamente la norma (contenuta nella riforma Fornero) che limitava la perequazione automatica dei trattamenti pensionistici all’inflazione programmata per le pensioni di importo superiore a tre volte il trattamento minimo INPS. Questa decisione ha riaperto un dibattito intorno alla natura politica delle sentenze della Consulta e, più in generale, intorno agli effettivi vincoli che il sistema giuridico e istituzionale italiano implicitamente impone ad ogni tentativo di riforma delle dinamiche della spesa pubblica.

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Appunti per un manuale di difesa dalla spesa pensionistica

4 maggio 2015sandro brusco

La spesa pensionistica italiana, grazie alla riforma Fornero, appare essere sotto controllo nel lungo periodo. Nel breve periodo però la spesa resta troppo alta, a causa degli importi eccessivi destinati a coloro che hanno ottenuto l'assegno con il sistema retributivo. Sia per una elementare questione di giustizia intergenerazionale sia per evitare eccessivi problemi al bilancio pubblico è quindi opportuno ridurre la spesa pensionistica anche nel breve periodo. La recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittimo il blocco delle indicizzazioni per le pensioni superiori a 3 volte il minimo, ha reso chiaro una volta di più che gli ostacoli a una riduzione della spesa pensionistica non sono solo politici (promettere aumenti delle pensioni è da sempre l'arma preferita dei demagoghi scassabilanci) ma anche giuridici. La domanda quindi è: quali strumenti restano per attuare un minimo di giustizia intergenerazionale?

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Ma perché non le privatizziamo, queste ASL?

27 aprile 2015Paolo Piergentili

Gli ambienti culturali e politici che si richiamano all’area liberale spesso propongono l’introduzione di gestori privati nell’offerta di servizi sanitari che rompano il sostanziale monopolio del SSN. Il ragionamento è che le aziende sanitarie pubbliche né riescono né mai potranno essere veramente efficienti proprio perché entità pubbliche italiane. I bilanci pubblici non possono sopportare l’onere di un sistema universalistico, le aziende sanitarie non riescono a gestire efficientemente il personale, sono esposte a illegalità di varia natura (corruzione o collusione anche del personale sanitario, tangenti, distorsioni artificiali dei prezzi, illegalità nella scelta dei fornitori, infiltrazioni della malavita organizzata), sono condizionate pesantemente dalla politica specie nella selezione del management (spesso anche del sanitario, cioè dei primari), che alla fine è di qualità mediamente povera, etc. etc. Fatto salvo che il privato sanitario, in Italia, non sempre ha dato una grande prova di sé, è indubbio che la sua potenziale  efficienza nella gestione di strutture e servizi abbia un certo appeal. La domanda è: è automatico che sia anche efficace nel perseguire obiettivi di salute? La questione è più complicata di quanto possa apparire perché vi sono implicazioni che non sempre sono evidenti a non specialisti. Di seguito porremo alcune questioni su cui riflettere.

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Letture per il fine settimana 25-4-2015

Letture per il fine settimana 18-4-2015

Why are interest rates so low (III)*

17 aprile 2015michele boldrin e Carlos Garriga

Some days ago Bernanke published the third piece in the series, where he begins to outline his explanation of why interest rates are so low. Not surprisingly, his first suspect turns out to be "Global Savings Glut", an argument he has been pushing for at least a decade. Nothing new under the sun and nothing really convincing. 

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Della corruzione e delle pene

12 aprile 2015Costantino De Blasi

La terra dei Lupi. 

Secondo uno studio OCSE la percezione della corruzione nella pubblica amministrazione in Italia raggiunge il 90%. In questa speciale, e poco onorevole, classifica siamo primi davanti a Grecia e Portogallo e lontanissimi dai Paesi più virtuosi come Svezia e Danimarca. Insomma, non è vero che non sappiamo fare nulla, vi sono cose nelle quali ci impegnamo per davvero.

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Sintomi e cause del declino (I): tre esempi

6 aprile 2015michele boldrin

Il declino italiano, lo andiamo ripetendo da quando nacque il blog, è socio-culturale ed etico, anzitutto, oltre che economico e politico. A suo tempo mi dedicai per qualche mese a documentare questa idea con una serie di "microfondazioni". Non so se avrò ora la costanza che ebbi allora, son maggiori sia gli impegni che la noia per la quotidianità italiana. Ma tre piccoli episodi degli ultimi giorni, che raccolgo qui, mi sembrano troppo indicativi per essere passati sotto silenzio.

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Letture per il fine settimana 4-4-2015

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