La signorina Felicita ovvero la felicita'

15 marzo 2006alberto bisin

Fa piacere ogni tanto leggere qualcosa di inaspettatamente intelligente: "Quando ieri sera Prodi ha annunciato che il suo governo darà più felicità a tutti mi sono venuti i brividi alla schiena: la felicità ognuno se la organizza da solo". Lo afferma il presidente del Pri Giorgio La Malfa commentando il confronto tv di ieri sera. "Quella frase mette in luce un aspetto terrificante della sinistra che Prodi interpreta bene: la filosofia agghiacciante di uno Stato che dà la felicità ai cittadini. Ma organizzare la felicità non è compito dello Stato".

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Berlusconi & Prodi: non ci resta che piangere

15 marzo 2006giorgio topa

Prodi: "Il Paese cresce solo se ripartiamo tutti insieme. Per la scuola, contro il precariato, perché i giovani possano farsi una famiglia. Si può fare solo con un senso di solidarietà, se si portano avanti gli stessi obiettivi con senso di giustizia redistributiva, di difesa dei più deboli." Caspita, neanche all'AGESCI parlavamo cosi'! Berlusconi: "1.500 lire per euro." Secondo me e' anche troppo disfattista. Secondo me bisognava reclamare la parita', come per i tedeschi dell'Est. Come, loro si' e noi no?!

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La Pena di Becker

12 marzo 2006andrea moro

In un recente articolo pubblicato nel Becker-Posner blog, e ripubblicato su The Economists' Voice, Gary Becker appoggia l'uso della pena di morte per i colpevoli di omicidio con delle argomentazioni che potrebbero sembrare piuttosto convincenti. Ad una analisi piu' approfondita pero' la sua logica presenta qualche difetto.

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Grandi Statisti (II)

27 febbraio 2006michele boldrin

Sembra chiaro, queste prime due puntate, scritte a distanza di pochi giorni, non sono che l'inizio di una lunga serie. Una serie la cui morale temo sia la seguente

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La scienza delle finanze in calzettini a pois

27 febbraio 2006michele boldrin

Lo ammetto: questo è un peccato, mi genufletto e chiedo venia. Però è solo un peccatino veniale e prometto che, se non mi tirano per la giacca, non lo faccio proprio più. Eppoi, per una volta almeno devo: devo scrivere un pezzettino “ad personam”. Anche se non si fa, anche se e’ ingiusto, cheap, di cattivo gusto, volgare, inutile, cafonesco, controproducente, meschino, inelegante come i calzini corti colorati ed a pois, insomma anche se è una cosa che lui ha fatto, fa, farebbe e farà e che, anche solo per questo, non andrebbe fatta … però con lui, con il commercialista di Sondrio non posso fare a meno di lasciarmi andare.

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Grandi Statisti (I)

27 febbraio 2006michele boldrin

L’unione politica europea non e’ una chimerica invenzione di governanti e parassiti vari intenti ad aggiungere tecnocrazia a burocrazia, regolazione a proibizione, tasse a gabelle, imposte a contributi, spesa improduttiva decisa a Bruxelles a sprechi di denaro pubblico decisi a Roma. No, l’unione europea e’ un fatto acquisito, una realta’ viva e quotidianamente operante nell’economia e nella politica degli stati che compongono la cosidetta UE. Le guerriglie economiche iniziate a febbraio, nella loro simultaneita’, forniscono una luccicante prova di questo (mis)fatto.

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Le prigioni per i fustigatori della logica

22 febbraio 2006alberto bisin

Nella trasmissione di Porta a Porta di ieri, 21 Febbraio, l'on. Fassino ha dichiarato che puo' essere pericoloso ridurre i finaziamenti Europei all'Autorita' Palestinese ora controllata da Hamas (e fin qui nulla da ridire) perche' (vado a memoria) "se non li finanziamo noi si faranno finanziare da stati e organizzazioni con finalita' terroristiche". E invece se li finanziamo noi rifiuteranno educatamente ogni altro finanziamento? oppure, gli diamo i finanziamenti solo se fanno i bravi? Ma suvvia..., non fustighiamo la logica con la politica. "Braccia rubate all'agricoltura" si diceva una volta, o "in prigione, in prigione".

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Breve recensione a Tony Judt: "Postwar: A History of Europe Since 1945," Penguin, 2005.

21 febbraio 2006alberto bisin

Il libro e' una ponderosa ma interessante storia dell'Europa (dell'Ovest e dell'Est) dal 1945 a oggi. Non contiene nessuna scoperta su direct sources, ma e' molto ben documentato. Una importante chiave di lettura della storia dell'Europa moderna, che l'autore privilegia, e' l'analisi dei processi di formazione e della dinamica della 'collective memory' riguardo ai crimini Nazisti e poi dell'Unione Sovietica. L'ultimo capitolo, The Epilogue, contiene una analisi eccezionalmente lucida di questi processi. Una battuta di origine Armena (loro ne sanno qualcosa riguardo ai crimini etnici cancellati dalla storia) che fa da sommario e motivazione a tutto il libro: "Puo' la storia essere utile a comprendere il futuro?" "Oh, il futuro lo possiamo predire perfettamente senza problemi, e' la nostra storia passata che continua a cambiare."

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La prova moviola

17 febbraio 2006giorgio topa

Recenti episodi hanno messo in risalto come le decisioni arbitrali siano spesso soggette ad errori palesi (si pensi al clamoroso gol in fuorigioco di Del Piero in Juve-??? nel campionato corrente, oppure ai diversi gol annullati all’Italia nel corso dei Mondiali in Corea e Giappone). In questi casi, la disponibilita’ della prova-moviola sarebbe risolutiva, in quanto consentirebbe all’arbitro di ridurre di molto il margine di errore nelle decisioni sue e dei suoi collaboratori. Si argomenta spesso, in difesa della mancata adozione della prova-moviola da parte delle varie federazioni nazionali ed internazionali, che la prova-moviola si presterebbe a facili abusi, venendo invocata da ambo le squadre ad ogni minima decisione dubbia, spezzando cosi’ in modo inaccettabile il ritmo del gioco. Tuttavia, quest’obiezione puo’ essere facilmente superata qualora si diano agli allenatori delle squadre i corretti incentivi. Si puo’ pensare, ad esempio, ad uno schema in cui ogni squadra disponga di un “budget” di tre prove-moviola per partita, per ribaltare una decisione arbitrale ritenuta erronea. Qualora la decisione risultasse valida anche a seguito della prova-moviola, la squadra che ha richiesto la verifica verrebbe penalizzata con un calcio di punizione (o calcio d’angolo) a sfavore. In questo modo, ciascun allenatore razionale utilizzerebbe la prova solo in situazioni in cui la probabilita’ di un errore arbitrale a sfavore fosse sufficientemente alta.

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Mercati Tedeschi

17 febbraio 2006alberto bisin

Nel mese di Giugno si terranno in Germania i campionati del mondo di calcio. Per ragioni di sicurezza i biglietti saranno nominativi. Si pone quindi l'interessante problema di come garantire un mercato efficiente pur senza transazioni anonime. Naturalmente ci sono vari modi per farlo. Si potrebbe organizzare una grossa asta. Oppure si potrebbe permettere un mercato anonimo e poi richiedere una registrazione pochi giorni prima di ogni partita per chiunque in possesso di un biglietto. Il comitato organizzatore ha invece scelto di fissare prezzi (abbastanza bassi, certo inferiori ai prezzi di mercato per molte delle partite), richiedere a chiunque interessato di inviare una domanda con un esplicito ranking delle partite, e poi di razionare con una lotteria. Meccanismo elaborato, accentratore, e assolutamente inefficiente. Ancora una volta la solita morale: i prezzi di mercato sono un meccanismo infinitamente piu' efficiente delle burocrazie per allocare risorse scarse ! Questo vale anche per le burocrazie Tedesche. Peggio di cosi' si poteva solo dare i biglietti all'O.N.U. da distribuire.

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