9 - 11

11 settembre 2011 alberto bisin

Nel decimo anniversario di 9/11. Immagini. Senza nessun ordine, così come mi vengono in mente (anche questa è struttura).

L'odore acre. L'angoscia, al primo passo fuori, ogni mattina quando porto Vitto a scuola.  I primi giorni si diceva fosse carne bruciata, ma è durato per mesi. Ogni tanto passava, ma poi un giramento di vento riportava crudelmente odore e angoscia. Oggi ci dicono fosse amianto.

I capannelli su B'dway attorno alle auto ferme colla radio accesa, pochi minuti dopo. Il silenzio da day after (su B'dway!). Le voci che si rincorrono su altri aerei e altri obiettivi.

La cerimonia a Grace Church la settimana dopo - GC School ha perso 4 genitori. Sobria. Controllata. Il pianto a dirotto mentre la chiesa canta America the beautiful.

I ponti bloccati da Ashcroft le settimane successive, a singhiozzo - la realizzazione di vivere su un'isola - la paura di vivere su un'isola! - e il pianto di mio figlio per la sua compagna che non può tornare a B'klyn e dorme a scuola.

La gente in coda per donare il sangue a St. Vincent; manderanno via  me e Giorgio perché sono finiti i recipienti - o perché poco è il bisogno di sangue.

Il disegno di mio figlio sul patchwork della scuola - col la gente che si getta dalle torri. E le sue domande; cui non so rispondere.

La storia di Varadhan: il figlio all'ultimo piano di una torre che chiama per l'addio. Ancora oggi non ho la forza di parlargli in ascensore.

La storia di Glauco e Maria Teresa: la corsa via da Battery Park fino al West Village dove una famiglia li ospita nel basement. La storia simile di Hamid, che ha lasciato i vestiti al Club Quarters.

Il caffè con Giovanna e Antonia al No Place Coffee (o come si chiamava? a Soho, piaceva anche ad Ariel - peccato abbia chiuso) il pomeriggio del giorno stesso. Le ore perse a fare le prime analisi strategiche.

I piani di trasferimento delle famiglie a Princeton, con Giorgio.

L'email di Paul Willen dopo la cosa dell'anthrax: could  this be Warsaw 1939? Should we leave to protect our children?

Shachar che alla mia incredulità nei confronti di un attentato mentre guardiamo la prima torre in fiamme dice: do you know how hard it is to hit a building with a big plane like that?

Luca che entra in classe e sommessamente mi chiede di smettere di insegnare che sono cadute le torri. Come ho potuto iniziare a insegnare?

La mancata consegna del NYTimes il giorno dopo.  Il posto di blocco su Houston che mi costringe a mostrare il passaporto ogni volta che porto o prendo Vitto da Leo. Il poliziotto sotto casa (perché?) per varie settimane.

Nessun aereo tranne i caccia nel cielo di NY. E il nervosismo ancora mesi dopo quando permetteranno agli aerei di linea di tornare a volare sopra la città.

L'ilarità infantile - con Giorgio - al vedere un ciclostile su Bleecker con un disegno rappresentante Osama e un missile con scritto: we are coming, motherfuckers (motherfuckers non era epiteto così comune allora).

Il bisogno in questi anni di andare a ground zero - ogni tanto - a riflettere. La forza di non andarci - con gli studenti di NYU - la sera dell'uccisione di Osama. Il disprezzo per quelli che hanno condannato gli studenti per averlo fatto.

Le stazioni dei pompieri, frequentissime, le liste dei caduti, i fiori.

Le file di Suv neri giù per B'dway tutte le mattine mentre porto Vitto a scuola, per mesi. I camion di detriti su Houston, avanti indietro, in fila, per molti più  mesi.

Il viso, che lentamente vado scordando, di una studentessa che tre anni prima era andata a lavorare da Cantor Fitzgerald. Ma non mi ricordavo il nome e non ho mai saputo/voluto sapere nulla.

La telefonata di Cristina che ci invita a Minneapolis.

60 commenti (espandi tutti)

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Corrado Ruggeri 11/9/2011 - 00:39

Allora

io che dalla radio non capisco cosa stia succedendo e cerco disperatamente di chiamare mio zio che avrebbe dovuto essere li' quel giorno 

l'arrivo a casa e la vista di quelle immagini, la pelle che si accapona e la domanda :"chi puo' essere stato''

Oggi

le telefonate alla radio di gente che dice che era contenta perche' gli USA se lo meritavano

Espresso che ha il coraggio di allegare Zero ridicolo e sbugiardato documentario complottista di Chiesa passando per un'inchiesta

Re: 9 - 11

massimo 11/9/2011 - 00:54

Popular mechanics pazientemente smonta molte, se non tutte le teorie complottistiche.

sono state smontate TUTTE e da anni. A me fa male vedere trasmissioni televisive e riviste che continuano a riproporli ad libitum facendo guadagnare gli ipocriti che le propongono (e contribuendo a tenere basso il gia' basso livello culturale del paese. E' sciallaggio bello e buono

Infatti. In questo giorno a qualcuno succederà di parlare con qualche fenomeno che "il buco del Pentagono è troppo piccolo" o "le torri erano piene di esplosivo". Suggerimento: invitateli a leggere le FAQ di questo sito e a vedere questa serie di documentari.

Re(3): 9 - 11

Pietro 12/9/2011 - 15:20

non ho tempo e voglia di leggere pagine di trattatati tecnici in inglese ma vorrei porre una domanda a cui magari qualcuno sa rispondermi. domanda senza polemica sia chiaro.... ma com'e' possibile che sia crollato anche questo edificio di 47 piani? fisicamente come è caduto?
http://it.wikipedia.org/wiki/7_World_Trade_Center

Già, ma potresti almeno leggere la scheda di wiki che riporti.

Non sono centinaia di pagine, solo poche righe.

 

Re(5): 9 - 11

Pietro 12/9/2011 - 15:38

si bhe quella l'ho letta... ma volevo una spiegazione un po' più tecnica di "incendi e detriti" ... se esiste

C'è la pagina inglese http://en.wikipedia.org/wiki/7_World_Trade_Center#9.2F11_and_collapse

Piu' le spiegazioni sono tecniche piu' i testi si allungano.

QUI affrontano le varie domande che sono poste da complottisti vari e le spiegano/smontano in modo, a mio avviso, eccellente e plausibile.

Sono morte quasi 3000 persone l'11 Settembre di dieci anni fa. In America era usuale sentire dire: <Ogni americano ricorda perfettamente dove era e cosa faceva quando fu assassinato il presidente Kennedy a Dallas>. Oggigiorno invece in molte parti del mondo si sente il racconto dettagliato di dove si era e cosa si faceva quando crollarono le Torri Gemelli: civili innocenti di svariate nazionalita' sono morti.

Le immagini sparate da tutte le televisioni hanno reso la tragedia indelebile, e per me quei resti scheletrici neri fumanti , quasi spettrali aculei svettanti verso il cielo, hanno sempre evocato il simbolo di un urlo.

Dall'europa raggiungere D.C. per sapere chi dei colleghi amici era coinvolto (l'ala colpita del Pentagono ospitava l'ufficio dove si recava mio marito quando eravamo assegnati a Washington) fu possibile solo via internet. Eravamo a Latina, per un convegno Nato: Italia 2001: pochi punti internet, poche TV con notizie USA in inglese; i figli piccoli a SHAPE, Belgium, per la prima volta soli con amici, impossibilita' di rientrare alla base, la caserma in massima allerta, la scuola chiusa per due giorni: tutte emozioni irrilevanti davanti allo strazio e al dolore di tante vittime innocenti.

Non posso dimenticare le lacrime di mio marito per la sua America e non posso dimenticare la serie infinita di lutti provocati da questo atto terroristico. San Antonio TX, cimitero militare dove vengono sepolti i caduti della risposta politica a questo attacco.

 

 

While displaying my US Flag from the balcony of my home in Fusaro, Napoli, I retrived the letter the Ville de Soignies, Belgium sent  us in Rue de neufvilles Nuefvilles, Belgium on sept 14th 2001 signed in handwriting  by the Premier Echevin, Depute' Echevin and Echevin . The letter was in English and French and is a testimony to the european sentiments of those tragic days:

Chere Madame,

Cher Monsieur,

Nous avons ete' particulierement touches par les terribles evenements qui ont frappes le peuple americain.

En ces moments si penibles, nous savon que les mots sont impuissants a' attenur votre douleur.  Sachez cependant que nous sommes a' vos cotes pour combattre radicalement ces actes de barbaries et que nous condamnons avec hargne le terrorisme diabolique qui tente de perturber notre libre democratie que nous defendons tous ensemble.

Nous considerons qu'il s'agit la' d'un terrible affront a' l'egard de la dignite' humaine.

Soyez convaincu de notre profonde e'motion et de nos sentiments les plus attristes en ces circonstances.

Avec toute notre sympathie.

come tanti ricordo nitidamente i minuti successivi all'aver appreso la notizia dell'attentato da una telefonata di mi figlia che parlava quasi in lacrime. La mia non lunghissima esperienza americana pur lontana nel tempo mi ha fatto intuire la forza del colpo che quel paese ed i suoi cittadini hanno subito. Le parole di Alberto ed il vedere eroismo ed abnegazione dei primi momenti e la voglia di reagire, siano un motivo di ammirazione per quel paese. America is beautiful!

mi hai fatto venire in mente la reazione inglese dopo l'attentato alla metropolitana di Londra. Ogni volta che penso a come sono andati tranquillamente al lavoro il giorno dopo (prendendo la metropolitana!!!)ed alla loro reazione in generale sono sopraffatto dall'ammirazione: che popolo!

9 - 11 2011

palma 11/9/2011 - 12:29

1. al-Qiada is virtualy dead

2. the j'had fizzled and was made fizzle by facebook and the people of Egypt

3. when they get rid of Assad.2 I offer my free advise to anybody in Syria who find em useful to do fuck-all or anything

4. my song id for the ny fire dept

5. nFA will have six amarone cases for the one who gets al Waziri

6. http://www.youtube.com/watch?v=__ItC22XxEs

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marco esposito 11/9/2011 - 14:42

Ogni commento è superfluo. Grazie anche a Giuliana Allen che ci ha reso partecipi del "suo" 9-11.

9 - 11

tobbiasen 11/9/2011 - 15:01

Esiste un giorno in cui si piange per le migliaia di vittime civili afghane, civili come i morti delle twin towers? perchè se esiste mi piacerebbe sapere quanti titoli di giornali verrebbero dedicati a questa strage (che continua tutt'ora), quante lacrime vere, quante di coccodrillo e quanta retorica.

Esiste un giorno in cui si piange per le migliaia di vittime civili afghane,

No, non esiste un giorno per commemorare le vittime civili di guerra. Perche', in Afghanistan c'e' una guerra, se non te ne eri accorto, mentre a New York guerre non ce ne erano, l'11 settembre 2001.

 

Re(1): 9 - 11

tobbiasen 11/9/2011 - 16:05

La risposta che mi aspettavo. E chi avrebbe deciso che in afghanistan ci deve essere una guerra?

Ok ragazzi non cominciamo. Veramente non avete di meglio da fare che iniziare una stupida digressione su chi sia la colpa? Pensate di poter cambiare idea alla fine? No perche' se non pensate di poter cambiare idea alla fine allora veramente risparmiateci il dibattito e gli insulti.

Re(3): 9 - 11

tobbiasen 11/9/2011 - 18:01

Scusa Bisin ma quand'è che avrei parlato di colpe? è che sinceramente mi sembra ipocrita ogni anno, lo stesso giorno raccontare questa tragedia nello stesso modo; e siccome da quando vi seguo mi sembra che nFA sia una piazza aperta ho ritenuto di poter chiedere se le donne e i bambini (e i pompieri) di NY abbiamo lo stesso valore di quelli afghani? è una domanda da terrorista? a me non sembra, soprattutto perchè non sono nemmeno un complottista che crede a certe bufale che girano nei giornali o su internet.

Tobia era una domanda provocatoria puoi averla fatta con le migliori intenzioni ma non puoi negarlo. Il paragone tra gente che viene uccisa mentre va a lavorare e gente che viene uccisa in un paese in guerra, paese che era in guerra (guerra civile) anche prima che gli Usa ed alleati vi intervenissero e' provocatorio. Fermo restando che io la guerra ai talebani l'avrei dichiarata anche prima dell11settembre ed a prescindere dal fatto che abbiano o meno ospitato BinLaden.

Tutti i morti secondo me hanno lo stesso valore e tutto sommato non condivido nemmeno la contabilità che in guerra divide vittime militari da quelle civili.

Direi che pero' le vittime di un attentato terroristico particolarmente odioso e vigliacco (cosa sensibilmente diversa dalle vittime civili che ogni guerra comporta da 10'000 anni a questa parte) debbano poter essere ricordate in modo specifico, senza interferenze. Quando ricordiamo piazza fontana o bologna, nessuno di solito tira in ballo la Libia, le reni spezzate alla grecia ed altre cose nel corno d'africa.

Re(5): 9 - 11

wmute 12/9/2011 - 11:33

Quest'argomentazione e quella dell'altro post poco sopra che fanno differenza tra vittime di guerra e terrorismo mi pare dimentichino che sparare col laser all'uomo di Neanderthal* è odioso e vigliacco.

Far finta che il tipo di guerra di cui stiamo parlando qui assomigli al tipo di conflitto perlopiù relativamente "paritario", cui ci ha abituato la nostra storia (nel senso di storia europea) mi sembra ingenuo nel migliore dei casi.

Aldilà di questo punto che mi premeva, penso che invece di discutere della guerra in Afghanistan nel post di Bisin, (che qui scrive dei suoi ricordi personali, che sono di NYC, non di Kabul) uno potrebbe scrivere un post (non sarebbe il primo su NfA, anche se non in tempi recentissimi), sulle guerre in Iraq e Afghanistan, persino da un punto di vista più "lirico/intimista" che analitico (proprio come questo su 9-11). Non penso incontrerebbe resistenze alla pubblicazione.

*Trattasi di iperbole, spero il messaggio sia chiaro. Se per caso sembrasse che io stia paragonando i Talebani agli Indiani d'America, ci tengo a precisare che non è così.

Quest'argomentazione e quella dell'altro post poco sopra che fanno differenza tra vittime di guerra e terrorismo mi pare dimentichino che sparare col laser all'uomo di Neanderthal* è odioso e vigliacco.

No. Non facciamo differenza tra le vittime, facciamo differenza tra la gravità del gesto di chi le vittime le ha fatte. Quella c'è, eccome.

Certo nella mente del terrorista tutto  è guerra, le BR e quei pirla che hanno messo la bomba alla stazione di Bologna hanno compiuto atti di guerra. Peccato che la guerra sia solo nel loro cervello, che abbiamo ucciso gente ignara, che magari era pure della loro parte politica, che lo abbiano fatto vigliaccamente senza metterci la faccia.

Se poi vogliamo ragionare come Bin Laden e, considerando gli americani colpevoli di tutti i mali del medio oriente, considerarli tutti nemici allora possiamo paragonare la gravità del gesto, ma io mi rifiuto.

PS

Confesso che sono della scuola di Alberto Sordi ("Ma me menate in due?" " Bhe se eravamo in tre, te menavamo in tre") poi, se ad attaccare per primo è l'uomo di Neanderthal, sono ca**i suoi poteva pensarci meglio.

Re(7): 9 - 11

wmute 13/9/2011 - 08:06

Continuo a non vedere uno higher ground morale. Questi usano il sotterfugio, quelli armi non disponibili agli altri. Amen.

Riguardo alla scuola di Alberto Sordi, mi trovi pienamente d'accordo, e sono felicissimo di essere dalla parte del mondo dove siamo in tre a menare (anzi pure di quella che lascia fare il lavoro sporco all'altra) ma -ripeto- non vedo nessuna superiorità etica.

Veramente non ho fatto differenza sulle vittime, e mi pare di averlo scrittto chiaramente.
La differenza la faccio invece negli atti. Chè differenza tra guerra e terrorismo e mi pare che già Kant ne abbia parlato, credo a proposito di Pace Perpetua. Spero di non sbagliami, perché vado a memoria, ma è in quel libro o in una delle note a margine lette, che si ricorda che dopo una guerra due popoli possono riappacificarsi ma che un atto di terrorismo condotto da uno stato verso un altro popolo mina nel profondo la possibilità dei due popoli di trovare una pace duratura.

Re(7): 9 - 11

wmute 13/9/2011 - 08:10

Scusa la confusione. Il mio discorso si riferisce agli atti in ogni caso. Vedi reply qua sopra a Corrado Ruggeri.

No, non e' una domanda terrorista (e nessuno ha detto che lo sia): e' una domanda stupida! Nel senso che e' una domanda retorica il cui unico scopo e'  attaccar briga. 

Ti chiedo quindi di non farla. Non e' interessante, non e' intelligente. Ci sono migliaia di forum in cui questa domanda e' bene accetta. Cercane uno. Grazie. 

Re(5): 9 - 11

tobbiasen 11/9/2011 - 18:47

Devo ammettere che rimango disarmato dalla tua risposta. Credevo sinceramente che si potesse discutere senza pre-concetti qui. A quanto pare non è così, se vuoi discutere devi prima premurarti di essere d'accordo con ciò che c'è scritto, con il modo in cui è stato scritto (che poi era l'unica critica che facevo).

Discutere di che? 

"se le donne e i bambini (e i pompieri) di NY abbiamo lo stesso valore di quelli afghani?" 

Ti pare che qualcuno possa rispondere  alla domanda negativamente? Allora e' una domanda retorica. Come tale stupida e inutile. 

Si', si puo' discutere senza pre-concetti qui. No, questo non significa poter dire qualunque cosa. La tua domanda non fa parte di "discutere". Per questo ti chiedo di non continuare. 


Re(7): 9 - 11

tobbiasen 11/9/2011 - 20:16

Parliamoci chiaro: se questo post voleva essere un racconto personale del 9/11, allora faccio mea culpa e chiedo scusa (un pò in ritardo lo ammetto). Se, invece, questo è il modo di raccontare l'attentato delle twin towers di nFA a 10 anni di distanza, allora ti dico (forse non era chiaro nei miei commenti) che è un modo banale che non guarda oltre il proprio naso.

Cordiali saluti

Esiste un giorno in cui si piange per le migliaia di vittime civili...

Direi che ogni giorno ogni paese ha il suo. Piu' di uno. Noi piangiamo Piazza Fontana, Bologna, l'Italicus, Piazza della Loggia, ... mi fermo qui solo perché l'elenco è lungo e ci siamo capiti. Ognuno piange i suoi. Poi se volessimo proprio celebrare un giorno unico per tutti, proporrei di individuare il giorno in cui Cartagine cadde, sotto i colpi del glorioso impero romano, perché le stime parlano di mezzo milione di morti. Donne, bambini, anziani. Cosa che proporzionalmente alla popolazione attuale del pianetà è un'enormità senza precedenti, nemmeno con le due bombe atomiche sul giappone, credo.

9 - 11

ne'elam 11/9/2011 - 21:06

Esiste sempre una difficoltà nel far comprendere il significato che assumono alcuni episodi nello svolgimento della propria vita. Talvolta si pensa che se l'evento che viene ricordato ha cambiato non solo la propria ma anche la vita di moltissimi altri, sia più facile far comprendere perchè il senso di smarrimento ancora non ti abbandona. Non é così. Chi vive con un ordine mentale che ha già sistemato tutte le caselle, non si accontenta di un racconto privato; va alla ricerca di un'altra ragione che quella testimonianza ignora. A me é servito. Grazie Alberto.

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marco mantovani 11/9/2011 - 23:11

Scendevo dal traghetto ad Ancona, vacanze di settembre. Vecchio westfalia, io chiara luca e michele. chiama il papà di luca. lui attacca e fa: "è successa una cosa assurda, accendi la radio".

Ci dovevamo fermare ogni tanto per riabboccare l'olio, il motore perdeva; a bordo strada, aspettando un po', ogni volta, perché il motore si raffreddasse, incollati alla radio. Non credo andò così, ma nel mio ricordo è come se non avessimo più aperto bocca, sbigottiti. Le chiacchiere sulla "pista palestinese", poi il crollo, una grande confusione.

ciao a tutti

Marco

9 - 11

GianniCiardo 12/9/2011 - 10:43

Domanda delle cento pistole, l'attentato e':

1) frutto dell'abilita' dei terroristi e dell'incapacita' dei servizi USA

2) frutto dell'abilita' dei terroristi e di una scelta di non intervernire/prevenire da parte del governo USA

La due è più una domanda dei cento pistola :-)

Della seconda c'è zero evidenza, solo un chilo di dietrologia e ignoranza.

Che poi questo complottismo da quattro soldi in realtà fa un favore alla pessima condotta dell'intelligence americana. Invece di chiedere alla CIA e all'NSA che minchia ci fanno con i fantastiliardi di bilancio che hanno a disposizione, invece di licenziare in tronco una massa di imbecilli che non sono riusciti a prevenire il più grande attentato terroristico della storia, invece di chiedere conto a questi signori dei poteri enormi che hanno a disposizione e che hanno utilizzato a cazzo di cane, invece di dirgli che non solo si permettono di spiare i cittadini, ma che non hanno nemmeno l'intelligenza minima per farlo come Dio comanda...

NO, facciamoci le seghe mentali con gli aerei olografici, la nanotermite, i savi di Sion, le pergamene del Mar Morto e le solite cospirazioni degli ebrei. Scusate lo sfogo, ma quanto sento certe cose...

Complottismo a parte credo che nessuna persona comune abbia le giuste conoscenze per dire con sicurezza cosa sia vero e cosa sia falso. Quello che si puo' provare a fare (al piu') e' capire sia probabile e cosa improbabile. Ora a parte la straordinaria perizia (o quello che volete voi) degli attentatori c'e' qualcuno che ritiene probabile che i servizi degli USA siano cosi' scadenti/noncuranti/poco attenti/ecc. ?

Alla baia dei porci ne sono tutti abbastanza convinti :-)

Scherzi a parte, sì ed è purtroppo quello che è accaduto.

C'è una bella puntata di South Park** in cui il presidente Bush vuol far credere che sia tutto un complotto USA, interrogato sul perchè dice che la gente si sente più tranquilla a sapere di essere vittima di una macchinazione dei loro servizi segreti piuttosto che in balia dei terroristi.

**verrà rivalutato.

Io non parlavo di complotto/i  comunque in materia di opinioni ciascuno e' libero di farsene una.

Riguardo la CIA per una andata male c'e' qualcun altra andata bene http://en.wikipedia.org/wiki/Mossadeq

http://en.wikipedia.org/wiki/Augusto_Pinochet

http://en.wikipedia.org/wiki/Omar_Torrijos

 

 

Scusa Gianni ma, se "non ritieni i servizi segreti americani tanto scadenti", che altra ipotesi puoi fare che non sia complottista (l'hanno fatto loro/hanno lasciato che accadesse)?

Se lo sapessi non starei a discutere qui :)

Personalmente la tesi che i servizi erano in altre faccende affaccendati mi sembra piuttosto naive ma come ho detto sopra in tema di opinioni ciascuno ha la sua.

Re(6): 9 - 11

Pietro 13/9/2011 - 13:33

comunque in un certo senso stimo sia i complottisti che i debunker... son proprio bravi ad esporre le loro teorie e ad apparire credibili

http://www.youtube.com/watch?v=mOkplgMxETc

Re(3): 9 - 11

massimo 13/9/2011 - 01:17

L'episodio è qui (secondo atto).

non ne avevo mai sentito parlare, ma ieri ho visto questo documentario alla cnn:

http://www.road2resilience.com/video-boatlift-a-911-tale-of-resilience/

gran bell'esempio di quello spirito che lasciava intravvedere anche bisin nel suo pezzo.

un altro spunto invece è questo

http://rt.com/news/911-afghans-al-qaeda-taliban-089/

su come la spirale di violenza possa portare a situazioni ben oltre il limite dell'assurdo... sia ben chiaro, non c'è nessuna valutazione politica da parte mia in questo, che necessiterebbe altro tempo e altro post.

 

 

 

       Luca che entra in classe e sommessamente mi chiede di smettere di insegnare che sono cadute le torri. Come ho potuto iniziare a insegnare?

 

Non son sicuro, Prof. bisin, di aver ben capito, ma immagino che, con questa domanda, lei si riferisca a dove mai ha scovato la forza interiore, per continuare ad insegnare anche dopo l'11 settembre...

Ovviamente, nulla posso aggiungere circa le sue motivazioni. Però, sono convinto che lei, come me, e, suppongo, molti altri lettori, abbia ritenuto che, continuare ad insegnare anche dopo l'11 settembre, fosse la miglior risposta agli attacchi terroristici. Anzi. Oserei dire che, soprattutto dopo l'11 settembre, insegnare sia diventata una sorta di missione civile, e mi scusi l'espressione forse un po' troppo enfatica...  :)

In altre parole, penso si sia trattato di ripresa normalità, come reazione a chi intendeva creare uno stato di panico, quotidiano, effettivo e permanente. Da questo punto di vista, a me sembra che il terrorismo abbia decisamente perso. Mi sbaglio?

La reazione di voi americani  alla violenza  - e degli inglesi, come ha ricordato Corrado Ruggeri -, io la chiamerei, maturità e compostezza. 

Non è roba da poco, direi! 

 

 

 

 

 

Grazie per la fiducia. Mi piacerebbe poter dire che sono andato a insegnare per tutte le ragioni "alte" che dici. La realta' pero' credo sia che non mi ero reso ben conto della gravita' di quello che era successo.  Solo quando mi hanno detto che le torri erano cadute ho capito che stavamo parlando di migliaia di morti e che le dimensioni dell'attacco erano mai viste prima. 

9 - 11

Giorgio Antonello 12/9/2011 - 21:40

Ieri la prima lettura era Siracide 27,33-28,9 che iniziava così. "Rancore e ira sono cose orribili, e il peccatore le porta dentro. Chi si vendica subirà la vendetta del Signore, il quale tiene sempre presenti i suoi peccati. Perdona l'offesa al tuo prossimo e per la tua preghiera di saranno rimessi i peccati. .... "

Anche le altre letture erano in tema. Ora anche nell'A.T. quindi si parlava di perdono.

Non è mai troppo tardi per iniziare... Speriamo qualcuno inizi, prima o poi.

Giorgio Antonello

 

9 - 11

massimo 13/9/2011 - 01:00

La commemorazione peggiore che abbia mai letto è questa.

Re: 9 - 11

andrea moro 13/9/2011 - 15:15

Franco Piperno? Per favore... davvero merita un link? Certa gente va dimenticata.

Da wikipedia (voce che pare scritta da lui o da un familiare benevolente):

All'elezione del presidente della repubblica il 9 maggio 2006 ricevette due voti durante il secondo scrutinio e tre durante il terzo.

like

dragonfly 13/9/2011 - 16:24

Franco Piperno? Per favore... davvero merita un link? Certa gente va dimenticata.

esatto! e se avessi a disposizione il tasto per approvare, non avrei neanche aggiunto questo post.

(ho sbirciato il link: una sbrodolata, in tarda età non poteva diventare conciso)

col suo direttore è una bella gara!

 

rettifico: Sansonetti è direttore di Calabria Ora

Re: 9 - 11

palma 13/9/2011 - 16:51

certo per quello che "conio'" l'idea di geometrica potenza, scader a invocar noRMan Chomsky e' un richiamo alle ineluttabili potenze 9del morbo di Alzheimer)

 

Ma l’America non è solo quella che compare in televisione. Norman Chomsky, uno dei quattro intellettuali per il quali l’onore degli States può ancora salvarsi, visitando le rovine di Ground Zero, colto da una pietà inane, ha avvertito che da quel groviglio dantesco di carne che mescolava alla rinfusa i cadaveri degli assassini e delle loro inconsapevoli vittime, s’alzava un lamento, un coro abissale di milioni d’anime che ancora vagano come spettri non avendo trovato una degna sepoltura: i tedeschi di Dresda, gli italiani di Firenze, i giapponesi di Hiroshima e Nagasaki, gli arabi di Bagdad, tutti civili e tutti innocenti allo stesso titolo dei newyorkesi.

Per pura pignoleria, Chomsky si chiama Noam, non Norman. L'errore è di Piperno e del suo correttore di bozze (ammesso che esista ancora ...)

Quanta ipocrisia sui giornali e in TV riguardo all` 11 di Settembre! Secondo loro pare sia stata la piu` grossa catastrofe dell` umanita` negli ultimi anni.. Nessuno che parla mai dei bombardamenti americani in Vietnam, delle uccisioni di massa, di Kissinger che ha ordinato di bombardare Laos e Cambogia, dell` operazione Menu in SudAmerica.. Quanta ipocrisia..

Nessuno che parla mai dei bombardamenti americani in Vietnam, delle uccisioni di massa, di Kissinger che ha ordinato di bombardare Laos e Cambogia, dell` operazione Menu in SudAmerica..

ti sei scordato la notte dei cristalli e la fame nel mondo.

potresti rimediare facilmente, i nessi logici non sono certo un problema quando si è motivati.

(manu in sudamerica? ma quando mai?)

E` un po` quello che dico anche io..

Dove e` il nesso logico nel parlare tanto dell` 11 Settembre e dei crimini di Bin Laden e ignorare i crimini di Kissinger? 

Un giorno qualcuno lo spieghera`..

 

 

Una giorno arriverà il Messia, e i giusti risorgeranno.

commenti

Siro Pillan 11/9/2013 - 19:18

Mah, avrei preferito che un articolo come questo fosse rimasto intatto e silenzioso, senza tutti questi commenti.

E scusate per aver aggiunto anche il mio.

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