Gli Americani a Vicenza molestano. E a Teheran?

20 gennaio 2007 michele boldrin
Anche i discendenti di grandi dinastie possono risultare utili. A volte, più dei genietti che manifestano a Vicenza o a Montecitorio.

Chiedo scusa ai lettori che con l'inglese non si trovano a loro agio. L'articolo del New York Times che potete trovare al link precedente riporta, in due parole, la seguente notizia.

Il Senatore John D. Rockefeller IV, presidente della Commissione sullo Spionaggio (una commissione piuttosto importante nel Senato USA) ha cominciato a rilasciare interviste nelle quali si dichiara estremamente preoccupato per il tono usato dall'amministrazione Bush nei confronti dell'Iran. Più precisamente, si dichiara preoccupato per la raccolta di informazioni che l'amministrazione sta sponsorizzando, per gli atti diplomatici e militari (invio di altre truppe in Iraq) che sta compiendo, e per tutto il lavorio di "intelligence" (si traduce "intelligenza", vuol dire "spionaggio", ma molto di più di spionaggio ... informazione, propaganda, disinformazione se volete, ...) che l'amministrazione ha messo in moto.

Ad avviso di Rockefeller, è la stessa cosa di cinque anni fa con l'Iraq: Bush vuole alzare la posta in maniera definitiva, iniziando un'altra guerra, questa ancor più drammaticamente folle della precedente. Non mi sorprende, avendolo congetturato mesi fa in quanto possibile conseguenza della strategia di "conquest" prima, e della guerra del Libano poi.

Ad avviso di Rockefeller, questo è dovuto in parte alle particolari limitazioni mentali ed intellettuali del Presidente degli Stati Uniti, che JDR IV descrive per ciò che è:

“I don’t think he understands the world,” Mr. Rockefeller said. “I
don’t think he’s particularly curious about the world. I don’t think he
reads like he says he does.”

He added, “Every time he’s read something he tells you about it, I think.”

Insomma, un minus habens. Ovviamente, non c'è solo Caligola dialogante con il proprio cavallo nel palazzo presidenziale dietro ad una scelta del genere. C'e' un'intera macchina politico-militare che comincia a Washington e finisce a Tel Aviv, o viceversa.

Ecco, queste sono le notizie con cui i nostri cari pacifisti dovrebbero confrontarsi, ed i politici italiani che fanno politica estera prima ancora di loro. Altro che viaggi a Cuba, incontri con Chavez, e dichiarazioni di disapprovazione per l'intervento in Somalia. Altro che polemiche di bassa lega sulle basi da ampliarsi o restringersi.

Come influenzare l'opinione pubblica ed il Parlamento USA al fine di evitare questa follia? Come far uscire gli iraniani dall'angolo in cui si sono cacciati, o sono stati cacciati, e farli diventare il paese "normale" che meritano essere? Come bloccare la scommessa israeliana, che prima ha fomentato questa ipotesi (vedasi interviste di Olmert prima dell'estate e la propaganda della lobby pro-Israele sui media USA), poi ha giocato il tutto per tutto in Libano cercando di tirarci dentro Siria ed Iran (senza riuscirci, e distruggendo il tenue equilibrio libanese), e che ora rilancia alla disperata alimentando la guerra civile fra palestinesi nell'attesa della soluzione finale cucinata a Washington e servita a Teheran? Come ribaltare i termini del dibattito fra i paesi occidentali su come garantire la nostra sicurezza, quella d'Israele, e permettere allo steso tempo che il mondo musulmano diventi "se stesso" e si autogoverni, smettendo d'essere o una colonia dell'occidente o in guerra con esso? Cosa fare perche' si sviluppino in quel mondo meccanismi di decisione collettiva propri e non imposti militarmente da noi, che al contempo non si riducono a rais e sultani corrotti, ayatollah e santoni vari proni alla teocrazia ed alla guerra di religione, nuovi califfi con la bomba atomica in mano?

Qui si gioca il destino del medio oriente, ed il nostro. Se D'Alema e gli allegrotti rivoluzionari italiani vogliono far politica internazionale per la pace ed il progresso (come dicono loro), altro che manifestazioni contro l'aeroporto di Vicenza. Riflettessero su queste questioni ed agissero per risolverle.

Hic Rodus, Hic Salta. In compagnia del Senatore J.D. Rockefeller IV, che e' un supporter della base a Vicenza.


8 commenti (espandi tutti)

Concordo appieno sull'esortazione ai politici, politicanti, e aspiranti tali, a occuparsi dei veri problemi, almeno per quanto attiene alla politica estera.

E' ultra-ovvio comunque, che Bush non andra' a far guerra in Iran. Ce la farebbe solo con un colpo di Stato, che non e' proprio possibile. Tra i Repubblicani ci sono Senatori eccellenti che dovranno riconquistarsi il posto alle elezioni tra soli 22 mesi, ed altri (Chuck Hagel, McCain, ...) che a quella stessa tornata elettorale vogliono diventare Presidenti. A Bush non gli faranno nemmeno prendere la penna in mano, nei prossimi due anni. Hai visto per caso Chuck Hagel mostrarsi ultra-incazzato con Condy Rice durante la sua audizione al Foreign Relations Committee? Quindi gli interventi di Rockfeller sono solamente strumentali.

Scenario. Teheran continua con il proprio programma nucleare, mantenedo l'ambiguita' su cosa stanno esattamente facendo, eccetera. I vari sforzi diplomatici falliscono, o continuano nel palco del teatrino di cui siamo stati spettatori sino ad ora. I servizi israeliani si convincono che Teheran sta arrivando alla bomba. Il governo israeliano decide di fare l'intervento chirurgico per scongiurare la bomba, o almeno ritardarla, come fecero a suo tempo con l'Irak di Saddam Hussein. Ossia, attaccano e bombardano installazioni Iraniane. L'Iran, come molte volte promesso, risponde attaccando in territorio israeliano. Assumiamo che colpiscano anche solo obiettivi militari. Il confronto cresce, si passa a scontri aerei (tra Israele ed Iran, oltre alla Giordania, c'e' l'Irak) ... Forte s'alza la domanda di sostenere con le nostre (io sono cittadino USA) lo stato d'Israele e di risolvere il problema Iran una buona volta.

E' "ultra-ovvio" che questo e' uno scenario impossibile? Lo dubito. Non e' l'unico. Se leggi in giro ce ne sono almeno altri tre o quattro. Per esempio, al fine di ridurre le tensioni e la guerra civile in Irak si prova (magari perche' loro lo impongono, visto il ruolo chiave che svolgono nel governo) a dare maggiore indipendenza ai kurdi. Dall'autogoverno locale si passa ad una dichiarazione di stato indipendente "confederato" al governo di Baghdad. A seguito dell'indipendenza kurda, i kurdi iraniani ...

Hillary, la candidata di GL e di mia moglie, ha ufficializzato oggi la mossa. Hillary ora dice cose miste sull'Irak, ma cinque anni fa ... nel mezzo della campagna presidenziale, al fine di mantenersi fedele il voto ...

Io, di ultra ovvio, nella situazione medio orientale ci vedo solo la totale assenza di qualsiasi predizione ultra ovvia. 

Scenario. Il Governo Canadese chiede a Steve Jobs di non distribuire la canzone "Blame Canada" su iTunes. Jobs rifiuta. Harper decide di oscurare il sito di iTunes in Canada. Gli amici Democratici di Jobs bloccano gli import di legname dall'Alberta e si rifiutano di pagare i debiti pregressi. I Canadesi sequestrano Dwayne Wade mentre si trova a Toronto per giocare contro Bargnani & Co. Ora anche i Repubblicani si incazzano e Bush manda la Delta Force per recuperare il giocatore....

Bottom Line: se qualcuno gli da' veramente una buona ragione, e' chiaro che l'amministrazione Bush qualcosa fara'. Ma questo non era il punto di Rockfeller, ne' quello che illustravi tu nella tua prolusione. Tu parlavi della naturale predisposizione di Bush a fare cazzate, indipendentemente dalla situazione internazionale in cui opera. Semplicemente perche' e' demente, o perche' e' mal consigliato. Io sottolineavo semplicemente che il Congresso non permettera' a Bush di prendere iniziative, a meno che, ovviamente, non si concretizzino scenari apocalittici.

Divagazioni

luigi pisano 21/1/2007 - 11:28

 

A mio modesto parere, questo è proprio il genere di situazioni nelle quali emergono con maggiore chiarezza i limiti di un sistema politico come quello americano, nel quale i partiti hanno un ruolo assai limitato nella formazione della linea politica. Non penso sarebbe serio né produttivo condurre battaglie dure e di ampio respiro mettendosi nella scia di qualcuno che rappresenta solo se stesso, ed è liberissimo di cambiare idea alla prima folata di vento.

 

Il sistema dei partiti può degenerare, ma resto convinto che un modello alternativo non sia proponibile. Anche per questo, la realtà italiana mi sembra, troppo spesso, deprimente.

Il 90 % della vicenda e' decisa da che cosa esattamente fanno i Persiani.

Se decidono che non "si molla nemmeno un metro" (dalla "Saga di Giarabub") e' assai possibile a modesto avviso del sottoscritto che

a. il governo d'israele cada

e

b. venga sostituito da una alleanza Liebermann & Bibi

e

c. che si cominci a pensare seriamente ad una serie di armi atomiche tattiche su due dozzine di localita' in Persia.

Dopodiche' all bets are off, IMHO

Siccome sto meditando di scrivere una cosa assai lunga sul cosidetto "medio" oriente mi trattengo dall'annoiare il lettore ulteriormente.

Poiche' l'Iran continua ad affascinarmi, riporto in velocita' due notizie, andando a braccio perche' e' tardi. I dettagli qui .

1) un giornale iraniano di proprieta' dell'Ayatollah Khamenei ha scritto che l'Iran dovrebbe astenersi dallo sviluppare capacita' nucleari.

2) un "senior cleric" ha criticato il presidente iraniano Ahmadinejad per le sue posizioni antagonistiche nei confronti dell'Occidente. La cosa interessante e' che ha richiamato l'attenzione di Ahmadinejad ad altri problemi interni dell'Iran, in particolare problemi economici.

Su questo sito ho sostenuto che l'Occidente farebbe bene a nutrire e fomentare il dibattito interno all'Iran piuttosto che demonizzare l'intero paese. Un misto di sanzioni/fermezza (nelle dichiarazioni ufficiali) e flessibilita'/capacita' di leggere i segnali interni all'Iran (dietro le quinte) puo' portare molto frutto.

a Teheran, e'  -- mi dicono gli esperti-- assai difficile fomentare alcunche', perche' abbiamo tutti tagliato i ponti. "tutti" qui sono gli "occidentali" cosidetti. sono esclusi i cretini di Neturei Karta, un nipote di Marinetti (non sto scherzando) ed alcuni gruppi di dementi coi capelli verdi che fanno parte dei naziskin.

Qualcuno piu' posato e (forse) anche piu' esperto di me sembra avere il medesimo timore. Mi sa che il vecchio patrizio non sta solo cercando di farsi pubblicita'.

Il report in inglese e' qui, altre "rassicuranti" notizie son qui.   

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