Ancora su Alitalia e conflitto di interessi

3 settembre 2008 redattori noiseFromAmeriKa

Fedeli alla mezza promessa fatta da uno di noi in risposta ad una richiesta d'un lettore, noi la lettera l'abbiamo inviata il giorno 2 Settembre 2008, via posta elettronica, ai direttori e alle rubriche delle lettere di La Repubblica, il Sole 24 Ore, Il Corriere della Sera, La Stampa. Ora fate anche voi la vostra parte, elettori del PD ed associati a Confindustria!

La spedizione ha avuto parziale successo: La Stampa di oggi ha pubblicato la lettera. L'ha pubblicata fra gli editoriali, che non avevamo richiesto, ed addirittura menzionando nFA, che pure non avevamo richiesto. Chapeau. Al momento non abbiamo notizia degli altri giornali. Comunque, in un modo o nell'altro, l'idea che in tutta questa faccenda ci siano (insieme a tante altre pessime cose) dei cospicui conflitti di interessi sembra diffondersi. Ne parlano infatti sia Marcegaglia sia Colaninno, in interviste che commentiamo qui sotto.

Approfittiamo dunque per commentare l'intervista di Emma Marcegaglia che, guarda caso, si è ora accorta che qualche mala lingua parla di conflitto d'interessi e ci spiega che così non è.

Dice EM:

ribatte a quanti in questi giorni hanno criticato la scelta per 'conflitto di interessì e anticipa che non avrà "nessun tipo di ruolo" nella nuova società.

Signora, avrà dei capitali investiti che pagheranno profitti, non le sembra abbastanza?

Oggi si è di fronte a due sole alternative. Lasciare effettivamente che l'azienda fallisca, con conseguenze drammatiche per migliaia di lavoratori e per la gestione immediata dei collegamenti interni ed internazionali, fondamentali per il Paese. Può sembrare, in teoria, una soluzione più netta e magari esteticamente più interessante. Ma comporterebbe nel breve e forse anche nel medio termine risvolti molto pesanti per il sistema Italia.

Balle. Basta mettere in vendita l'Alitalia con la tecnica dello spezzatino, che è stata discussa in tempi antichi anche su questo sito. Funziona, in soldoni, così: "Rotta Milano-Roma, offriamo i primi 5 voli giornalieri e tre aerei (con o senza equipaggio) al miglior offerente. Rotta Venezia-Milano, offriamo 2 voli giornalieri ed un aereo (con o senza equipaggio) al miglior offerente." E via così, sino all'esaurimento di quanto è vendibile. Quanto non è vendibile, e non crediamo sia molto se il package si fa appropriatamente, lo lasciamo alla scatola vuota che Alitalia sarebbe una volta terminate le aste. A quel punto può anche tranquillamente fallire ed al trasporto aereo italiano, interno ed internazionale, non succede un beato piffero. Bastava iniziare anche solo a Febbraio, quando fallì la trattativa con AF. Ma si può iniziare anche ora, a dire il vero. Basta volerlo.

Stendiamo ovviamente un velo pietoso sull'eroica descrizione dell'altra alternativa, quella a cui la signora EM partecipa senza nessun tipo di ruolo.

Qualcuno dice che come presidente di Confindustria non avrei dovuto far parte della cordata. Credo che ciò non sia vero. E proprio il mio ruolo in Confindustria rafforza il carattere puramente simbolico della mia partecipazione al fianco di un gruppo di imprenditori che crede in un progetto difficile e importante per il futuro del nostro paese«.

Ma che fa, umoreggia? Quanto ha contribuito? Un euro? Dieci euro? No, perché se simbolica deve essere dieci euro bastano ed avanzano. Sa com'è, nelle società per azioni i dividendi sono proporzionali al capitale investito. Se solo voleva fare un atto simbolico e guadagnarci nulla, dieci euro bastavano.

Ma non basta. Quelli, come noi, che han detto che non era opportuno che lei partecipasse, hanno dato degli argomenti. Lei, signora EM, che fa? Dice solo che lei crede che non sia vero! Potrebbe spiegarci PERCHÉ? Potrebbe controbattere agli argomenti, dimostrando la loro inconsistenza? Che fa, parla per scienza rivelata?

 

 

Anche l'onorevole Matteo Colaninno ha detto la sua. In un dibattito organizzato dal suo partito ha sentenziato quanto segue

“Critico fortemente il percorso che il governo Berlusconi ha deciso di seguire per il salvataggio di Alitalia, ma non posso biasimare una scelta imprenditoriale, né imprenditori che si comportano come tali. Detto questo con la scelta di mio padre io non c’entro nulla, e le interviste molto differenti tra loro che abbiamo rilasciato al Corriere della Sera stanno lì a dimostrarlo. Io ho lasciato le mie imprese e Confindustria per diventare deputato del Partito Democratico”. Questione chiusa, dunque.

No, non è chiusa per niente. Cosa ha "lasciato", onorevole Colaninno? Potrebbe dirci dove e come è investito il suo patrimonio personale? E dell'eredità del Colaninno Sr., cosa pensa di farne, onorevole? Donarla ai viaggiatori italiani che verrano massacrati dai prezzi da monopolio della CAI? Ma che fa, umoreggia pure lei?

Lasciamo stare i soldini di famiglia, parliamo di logica. Ci può spiegare come sia possibile biasimare l'operazione che il governo del BS ha organizzato e non biasimare la scelta imprenditoriale che la definisce? Lei se la prende per lo schiaffo in faccia agli italiani ma non per la mano che lo dà? Davvero, abbiamo difficoltà a capire.

Però ci proviamo. Il suo argomento funziona così. Il BS ha fatto fallire per ragioni elettorali e di populismo spicciolo tutte le soluzioni precedenti. OK, so far. Ora, all'ultimo minuto, se ne esce con una soluzione peronista-puzzona che più schifo di così è difficile (suggerimento, si può: Veronica for hostess on the Milano-Casablanca flight!). La soluzione peronista-puzzona del BS ha un elemento chiave: lo stato (ossia, chi paga le tasse) si accolla tutte le perdite mentre a un gruppo di imprenditori "patriottici" diamo tutti gli assets ed il monopolio sui voli interni, così riescono a far soldi pur gestendo la compagnia aerea più ridicola del mondo. Questo fa danno all'economia nazionale, turismo incluso, ed ovviamente ai consumi degli italiani ma basta continuare a soffiare la tromba dell'onor patrio e non se ne accorgeranno. D'altra parte, se non gli diamo la compagnia patriottica allora gli italiani rischiano d'incazzarsi per quanto BS ha fatto. 

Di fronte all'offerta che BS loro fa, questi coraggiosi imprenditori schumpeteriani ragionano così: il BS sta facendo una cosa orrenda, che farà danno al paese. Lo fa perché pensa che così prende voti, o tiene buono Fini che è l'eroe di Fiumicino; sia l'uno, sia l'altro, a noi non importa un accidente. Per farlo ha bisogno di dare a qualcuno una valanga di soldi, perché ha bisogno che qualcuno gli faccia volare degli aerei con il tricolore bianco-rosso-verde. Approfittiamone: ci dà quasi gratis tutto il capitale buono di Alitalia e ci dà anche il monopolio sui voli interni. Inoltre, convince una bella grande banca nazional-popolare a prestarci quello che non abbiamo, ovviamente ad un tasso da miseria. Noi mettiamo due lire, il resto lo prendiamo a prestito, e facciamo una bella compagnia monopolistica. Il popolo italiano, che elegge il figlio di uno di noi, paga la bolletta: stracazzi sua. Si svegliasse, una volta tanto. Qui c'è un'opportunità profittevole per chi ha i numeri di telefono giusti. Tutti in barca ragazzi, che pagano i proletari lombardo-veneti con le loro tasse e le partite IVA, quando viaggiano, con i prezzi esorbitanti dei biglietti! 

E questi signori, onorevole Colaninno, sarebbero i moderni e socialmente utili imprenditori a cui lei si ispira? Lei davvero pensa che "el malo de la película" in tutto questo, è solo il signor BS? Suvvia, onorevole imprenditore, non ci faccia così fessi.

39 commenti (espandi tutti)

Magari è la volta buona che i lettori dei giornali italiani scoprono che che c'è ancora qualcuno che parla (anzi scrive, visto il contesto) come mangia.

Grazie e avanti cosi', fino alla presa del Palazzo d'Inverno :)

si conoscono le quote della compagine azionaria ? giusto per farmi una idea personali sulle quote "simboliche" e quelle speculative

Sperando di fare cosa gradita, qui di seguito l'elenco soci di C.A.I. (tratto dal Registro delle Imprese)

ATLANTIA SPA, IMMSI SPA, HELIOPOLIS SRL, MACCA SRL, FINGEN SPA, TOTO SPA, FINANZIARIA DI PARTECIPAZIONI E INVESTIMENTI SPA, ACQUA MARCIA SPA, MARCEGAGLIA SPA, RIVA FIRE SPA, FINDIM GROUP S.A., EQUINOX TWO S.C.A., MARINVEST S.R.L., FONDIARIA-SAI S.P.A., INTESA SANPAOLO SPA, PIRELLI & C. SPA., tutti con una quota di euro 10.000 ciascuno.

Non son sicuro di aver ben capito. Quello che io inferisco è:

1) La società è stata appena formata e tutti i soci (compresa la Marcegaglia SpA) hanno versato una uguale quota di 10.000 euro. Questo significa che al momento tutti hanno una identica quota di proprietà di CAI, società che risulta avere una capitalizzazione inferiore ai 200.000 euro.

2) Essendo l'ammontare versato palesemente inadeguato rispetto al conclamato obiettivo della società, dobbiamo aspettarci ulteriori apporti di capitale da parte dei soci, apporti che modificheranno le quote di proprietà (presumibilmente ponendo fine alla uguaglianza delle quote). Tali apporti, è lecito sospettare, verranno decisi una volta concluse le trattative con i sindacati e finalizzati i contorni legali dell'operazione di dismissione degli assets Alitalia.

3) Se le cose stanno così, l'affermazione della Marcegaglia di partecipare con quota simbolica puzza leggermente di presa per i fondelli. Certo che i 10.000 euro sono simbolici, ma lo stesso vale per tutti gli altri: sono quindi tutti lì simbolicamente e non in sostanza? Ovviamente no, ciò che è interessante è capire quali sono i piani per gli apporti futuri di capitale. Tali piani probabilmente non sono ancora stati definiti, in attesa di sapere cosa fanno i sindacati, cosa fa Air France etc.

4) Infine, se le cose stanno così più casino si fa sulla questione meglio è. Se il vero apporto della Marcegaglia SpA è ancora da determinare, più si dice che è molto, molto opportuno che la Sciura Emma se ne stia fuori più è probabile che almeno questo pezzetto di schifezza ci venga risparmiato.

non ho capito una cosa. c'è la possibilità che Alitalia non finisca a CAI? insomma si possono fare avanti altri compratori? 

Al momento tutto quello che è successo è che Alitalia è stata dichiarata in liquidazione e Fantozzi è stato nominato commissario. Sono stati poi approntati gli strumenti giuridici per l'operazione. In particolare:

1) Si è cambiata la legge sulla bancarotta in modo da permettere a Fantozzi di vendere gli assets di Alitalia a CAI come e a quanto piace a lorsignori.

2) Si è cambiata la normativa antitrust in modo da permettere a lorsignori la monopolizzazione di diverse tratte interne.

A questo punto inizia la partita vera. Bisogna stabilire il prezzo al quale gli assets di Alitalia passano a Cai; questo verrà fatto, suppongo, cercando di mantenere il massimo segreto possibile. Bisogna stabilire cosa succede ai dipendenti; se potessero lo farebbero in segreto ma qui è un po' più complicato, immagino che cercheranno comunque di confondere le acque il più possibile. Bisogna vedere se altri soci industriali, come Air France e Lufthansa entrano nell'affare. Bisogna stabilire quanti soldi dare a creditori e azionisti di Alitalia, società in liquidazione. Non è difficile immaginare come andranno a finire le cose, ma per il momento non sono ancora finite. E, come disse un immortale, it ain't over till is over.

sandro in linea generale hai ragione difatti il decreto legge dice

il commissario straordinario individua l'acquirente, a trattativa privata, tra i soggetti che garantiscono la continuità nel medio periodo del relativo servizio, la rapidità dell'intervento e il rispetto dei requisiti previsti dalla legislazione nazionale, ivi compresi i trattati di cui è parte l'Italia. Il prezzo di cessione non è inferiore a quello di mercato come risultante da perizia effettuata da primaria istituzione finanziaria con funzione di esperto indipendente, individuata con decreto del ministro dello Sviluppo economico.

In astratto é quindi possibile che un terzo faccia l'offerta sulla base del valore ripulito di AZ, visto che il peso della "bad company" finisce sul nostro groppone. D'altra parte perché tutto vada in porto é necessario che il commercialista con i calzini a pois dica di si, altrimenti (sempre il decreto legge) dice

 Qualora non sia possibile adottare, oppure il Ministro non autorizzi il programma di cui all'articolo 27, comma 2, lettera a) né quello di cui alla lettera b) del decreto legislativo n. 270, il tribunale, sentito il commissario straordinario, dispone la conversione della procedura di amministrazione straordinaria in fallimento

Io non so se avrebbero la faccia di arrivare fino a tanto se si presenta un socio sgradito. Probabilmente no, ma va a sapere. Secondo me non ci sarà un'altra offerta oltre quella di CAI perché all'ipotetico contendente verrà detto: per adesso togliti dai piedi; l'asta vera la faremo dopo e la faranno i nostri capitani coraggiosi. 

Quindi ammettiamo che arrivi una compagnia alla quale non possiamo dire di no , che so aereoflot , potrebbe comprare alitalia in deroga all' antitrust ?

oh yes. D'altra parte, in questo caso, ci sarebbero solo le rotte AZ e quelle di Aeroflot, ma non quelle di AP. E' ben possibile che in questo caso a doversene occupare non sarebbe l'antitrust italiana bensì la commissione europea. In questo caso la valutazione antitrust ci sarebbe e riguarderebbe le aree di sovrapposizione, cioé le tratte fra Italia-Russia.

oh yes. D'altra parte, in questo caso, ci sarebbero solo le rotte AZ e
quelle di Aeroflot, ma non quelle di AP. E' ben possibile che in questo
caso a doversene occupare non sarebbe l'antitrust italiana bensì la commissione europea.

...dove il Commissario ai Trasporti e' Antonio Tajani. Hmm.

In realtà la società non è stata appena costituita. Era (vado a memoria perchè ora non ho sottomano i documenti, domani potrò essere più preciso) una c.d. dormant company (società inattiva), costituita qualche anno fa, che aveva quale unico socio Intesa Sanpaolo. Si giunge a quella cifra attraverso un aumento di capitale sociale di 160.000 deliberato a fine agosto, aumento che evidentemente è stato sottoscritto da 15 soci, perchè Intesa Sanpaolo era già tale (l'aumento deliberato è infatti fino a 170.000 e, se non ho letto male, c'è tempo fino al 31.12.2008 per concludere le sottoscrizioni; quindi è possibile che entri un altro socio). Da quanto si è letto sui giornali la società, attualmente s.r.l., dovrebbe a breve (cioè concluse le varie trattative etc.), trasformarsi in s.p.a. e varare un altro aumento di capitale sociale. E' in quella sede, naturalmente, che si vedrà l'effettivo esborso di ciascuno socio. E' inoltre certo che, a monte, c'è un accordo di coinvestimento che prevede tempi e modalità di esecuzione dell'aumento, ripartizione delle quote, governance della società e quant'altro necessario. 

Ma, se questa CAI ( potrebbe essere un Comitato di Affari Italiano ? ) è nata qualche anno fa si potrebbe malignamente pensare che siamo alle fasi finali di una bella partita di scacchi, che alla fine ha messo in mano a un giocatore tutti i pedoni tramutati in regine ( 'adeguamenti' di leggi su misura)....

Confermo quanto detto da Daniele.

Da un controllo in Registro Imprese, risulta che la società era effettivamente dormiente, trattandosi, sino allo scorso agosto, di una società con unico socio (Intesa-SanPaolo) costituita nel 1999 per occuparsi - in origine - del commercio all'ingrosso di filati.

Il 26 agosto 2008 - atto notaio Marchetti - ha deliberato le modifiche statutarie e l'aumento a €. 170.000,00 del capitale sociale.

Domani dovrebbe trasformarsi in SPA e quindi fare ulteriori modifiche statutarie, nominare i nuovi amministratori e così via, il tutto sarà condito da patti parasociali per decidere chi e come comanda e sino a quando.

Mmm, allora potrebbe essere ( con meno malignità ) che i soci, non confidando nel successo dello slancio di BS, abbiano aspettato fino all'ultimo momento utile e utilizzando quanto avevano di pronto in casa... ( giuro non vi 'posto' più commenti dietrologici. Scusatemi )

Mmm, allora potrebbe essere ( con meno malignità ) che i soci, non
confidando nel successo dello slancio di BS, abbiano aspettato fino
all'ultimo momento utile e utilizzando quanto avevano di pronto in
casa... ( giuro non vi 'posto' più commenti dietrologici. Scusatemi )

Non credo: usare "shelf companies" dormienti e' una pratica molto comune per risparmiare tempo. Non so in Italia, ma in altri mercati questa pratica e' comune anche per quotarsi in borsa evadendo la necessita' di passare l'esame del regolatore ("reverse takeover").  

mi pare ovvio che i 160 mila euro sono stati messi li per dare dignità giuridica alla "scatola".

complimenti per la lettera, continuate così; chissà che qualcosa nella testa della gente che legge si muova.

Sul "Il Sole 24 ore" di ieri 4 settembre (versione cartacea), a pagina 5 compariva la seguente composizione della CAI:

Capitale deliberato 170.000

Capitale versato 160.000 

Quota di 10.000 euro di capitale versato a testa 

Possibile investimento: 

IMMSI (Colaninno)  200 milioni

Intesa Sanpaolo oltre 100 milioni

Atlantia 100-150 milioni

Marinvest (Aponte) 100 milioni

Toto Costruzioni 60-100 milioni

Gruppo Riva Fire 30-50 milioni

Findim Group (Fossati) 30-50 milioni

Equinox Two 30-50 milioni

Fondiaria Sai 30-50 milioni

Finanziaria partecipazioni e investimenti (gruppo Gavio) 20-50 milioni

Macca srl (famiglia Maccagnani) meno di 20 milioni

Fingen spa (Corrado Fratini) meno di 20 milioni

Pirelli meno di 20 milioni

Marcegaglia spa 10 milioni

Acqua MArcia 10 milioni

Heliopolis srl (gruppo Pozzoli) da definire 

Ritengo, in primis come associato a Confindustria,
assolutamente necessaria la pubblicazione sul Sole anche della lettera
inviata dai "redattori di nFA"  ed un vero chiarimento in merito a
quanto ivi espresso, con la discussione di misure tese a risolvere i
punti più inaccettabili di tutta l'operazione.

Confido vivamente avverrà.

segnalo questa magnifica perla dell'intervistatore

Il figlio Matteo, ministro ombra e deputato del PD, viene
incomprensibilmente additato di una sorta di conflitto di interesse.
Accusa che non ha alcun problema a scacciare.

Già, incomprensibilmente. Una sorta. Chissà cosa hanno in mente quei cattivoni che parlano di conflitto d'interessi del povero Matteo. Tra l'altro, poi, il PD si è mosso con tale efficacia sulla questione da fugare qualsiasi dubbio.

Povero Matteo prima all'ombra del padre e adesso all' ombra del pd.

Sarebbe interessante sapere anche quanto metteranno i "salvatori" di alitalia e quanto è il prezzo fissato per il bocconcino buono da parte del tesoro. Giusto per fare due calcoli sul coefficiente di leva, perchè sicuramente la rendita monopolistica durerà tanto quanto i debiti contratti. Un bel leverage buyout da parte dei simpatici compagni di merende. 

Come elettore del PD il mio dovere l'ho fatto ed ho chiesto ad Andrea Causin, membro della segreteria nazionale e referente per il Veneto, una sua valutazione sull'articolo pubblicato da La Stampa. Nessuna risposta. Un compagno della direzione regionale cui avevo mandato analoga richiesta mi ha invece già risposto:

Riassumiamo la filosofia della presidenza di Confidustria in due battute.  

- Scusi Signora Emma, è incinta ?

- Sì, ma solo un pochino.

Chi è il padre ? (Non si può dire, ma comincia per C e finisce per o)

Non credo che queste battute sfigurino troppo al cospetto delle dichiarazioni surreali dei protagonisti. In fondo nel Bel Paese tutto (o quasi) finisce in farsa. 

 


"Con questo editoriale ha passato quel limite oltre il quale non c'è più ritorno. Bon voyage" (cfr. "Nella foga della discussione di michele boldrin, 29 Agosto 2008, 03:01")

4 settembre, notizie sul seguito del voyage: 
"Ma non c'è conflitto d'interessi, la concorrenza é garantita e l'indipendenza pure"

 

 

Volando troppo alto a volte viene a mancare l'ossigeno, e quando manca l'ossigeno la testa, si sa, funziona come può ...

.............oltre al conflitto di interessi c'e' anche un altro punto:

se io,come enterpreneur( lo sono dal lontano 1965) avessi SOLO provato,in una situazione come quella di Alitalia, a cedere ad una nuova Azienda le parti "buone",lasciando alla vecchia solo quelle malate:

sarei stato IMMEDIATAMENTE accusato di bancarotta fraudolenta .............

ne' a destra ne' al centro e neppure a sinistra....ma neppure dall'Europa si e' paventata questa possibilita'.......

ma certamente essendo alitalia una azienda statale.........

 

Ed ancora dico: vedo arrestato M. Cambi per aver non condotto in maniera esemplare la sua azienda,ma l'A.U. di Alitalia che se ne e' andato con una liquidazione di ben euro 7.000.000 avendo peggiorato la situazione dell'azienda dov'e'??????....cosa gli viene attribuito???????........ gli si richiede indietro la liquidazione???????......qualcuno ha controllato se le spese da questo signore approvate sono state necessarie oppure potevano essere evitate?????.....ossia ha agito per il bene aziendale oppure no??????.............

Certo che fare impresa cosi' e' molto ma molto semplice..............vorrei proprio vedere questo signore condurre una Azienda media come tante in Italia..........

un caro saluto

 

C'é stato un giornalista tedesco della F.A.Z. che l'ha scritto:
"Denn die ganze Aktion erinnert schließlich stark an eine Handlungsweise, die im Gesetzbuch als „betrügerischer Bankrott“ beschrieben ist"
"Tutto il progetto ricorda tanto un modo di fare che il codice definisce con  l'espressione "bancarotta fraudolenta""

 

Credo che la risposta a questa domanda si trovi nell'art. 3, 1° comma, del d.l. 134/08 (decreto "Alitalia"), il quale recita:

Art. 3.

1.  In relazione ai comportamenti, atti e provvedimenti che siano stati posti in essere dal 18 luglio 2007 fino alla data di entrata in vigore del presente decreto al fine di garantire la continuità aziendale di Alitalia-Linee aeree italiane S.p.A., nonché di Alitalia Servizi S.p.A. e delle società da queste controllate, in considerazione del preminente interesse pubblico alla necessità di assicurare il servizio pubblico di trasporto aereo passeggeri e merci in Italia, in particolare nei collegamenti con le aree periferiche, la responsabilità per i relativi fatti commessi dagli amministratori, dai componenti del collegio sindacale, dal dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, è posta a carico esclusivamente delle predette società. Negli stessi limiti è esclusa la responsabilità amministrativa-contabile dei citati soggetti, dei pubblici dipendenti e dei soggetti comunque titolari di incarichi pubblici. Lo svolgimento di funzioni di amministrazione, direzione e controllo, nonché di sindaco o di dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari nelle società indicate nel primo periodo non può costituire motivo per ritenere insussistente, in capo ai soggetti interessati, il possesso dei requisiti di professionalità richiesti per lo svolgimento delle predette funzioni in altre società.

Adesso che Bisin fa l'editorialista alla Stampa, si sono aperte le porte a nfa? Tutti amici con Brunetta, eh? E il conflitto di interessi?

 

Le due cose sono indipendenti. Mentana arriva attraverso una compagna di liceo che legge nfa e che e' amica dell'amica dell'amica della cugina dell'amante del aiuto del parrucchiere del direttore editoriale di Matrix - o qualcosa di simile :)

Puro familismo amorale, insomma.  

Questo è l'Economist, nella traduzione pubblicata dal Sole.

Si noti l'accento sulle motivazioni elettoralistiche di tutta l'operazione e, soprattutto, la considerazione per i conti forniti dall'IBL .

http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/080905/index.htm

Cari amici di nFA in un articolo apparso su "Il Foglio" di oggi nella rubrica "Tre palle, un soldo", Enrico Cisnetto, credo che vi chiami in causa. L'articolo lo trovate nel link sopra riportato:"Cari amici liberisti, su Alitalia non siete affatto ragionevoli".

Grazie Marco. E' orribile. Io titolerei la risposta, "tre soldi una palla"

 "Having a chip on one's shoulder". Me l'ha insegnata il coinquilino britannico qualche giorno fa.  Che sia ora di usarla?

sul Corrierone...

http://tinyurl.com/67k68f

Leggendo l'ultimo paragrafo mi sa che la lettera sulla Stampa l'ha fatta un po' inc...avolare.

Notare la chicca su Alitalia: «...lo si vedrà nei fatti, se la stella polare della mia e della nostra
azione non resteranno mercato e concorrenza. Che però, attenzione, non
è un concetto accademico...»

Vabbe' siccome lei ha fatto l'MBA...lo vuole trasformare in un "concetto pratico"...

 

E' l'ennesima volta che leggo frasi tipo "Lufthansa o Air France hanno sul mercato domestico quote ben più elevate di quelle di Alitalia", a mo' di giustificazione dell'operazione in corso.

Qualcuno glielo spiega che si sta parlando di altre cose?

Scusate se di questo avete gia' parlato (nel qual caso mi sono perso un pezzo): ma chi paga e come per la "bad company". In un fallimento, quale mi pare si verra' a configurare dopo che il blocco con i pezzi migliori e' stato ceduto, dovrebbero essere i creditori (fornitori, dipendenti ecc.) a rimetterci. Qui ed in vari altri interventi si continua a dire che "pagheranno i contribuenti": e' quello che immagino anch'io, vista la prassi. Solo che non capisco bene come cio' potra' avvenire.

Non vedo come i creditori possano recuperare i loro crediti (fattura ancora insolute, fondi pensione ecc.) senza l'immissione di denaro fresco da parte del Tesoro (che scatenerebbe le ire europee e forse anche di qualche contribuente). Ma forse sono troppo ingenuo.

I contribuenti sono ovviamente le casse dello stato, visto che ogni ingresso mancato o spesa aggiuntiva alla fine dovrà essere pagata dai contribuenti in maggiori tasse o minori servizi.

Tanto per cominciare c'è stato mancato introito del pagamento azioni di Air France. Con la nuova operazioni lo Stato non incassa un euro. Da quel che ci dicono sembra che succederanno inoltre le cose seguenti: 1) a varie migliaia di ex dipendenti Alitalia (non si sa esattamente quanti, ma tutto lascia preupporre che sia un numero nettamente superiore a quello del deal Air France) verranno concesse forme di sostegno del reddito per un periodo fino a sette anni; tali forme di sostegno non sono a disposizione dei comuni mortali e saranno interamente a carico dei contribuenti 2) si parla di un risarcimento degli ex azionisti alitalia usando i fondi dei depositi bancari dormienti, ossia soldi pubblici. 

Trovi altre informazioni in questo articolo di Repubblica.

Ovviamente, oltre ai contribuenti pagheranno salato anche i consumatori, che si troveranno con un mercato interno in cui le tratte più frequentate, Milano-Roma in particolare, sono state monopolizzate. E chi è contribuente e consumatore pagherà due volte.

Grazie tante. Questo colma qualche pezzo, nel senso di evidenziare i costi per contribuenti/stato:

- esuberi assistiti socialmente per 7 anni

- azionisti (e forse obbligazionisti, stando alle dichiarazioni di Tremonti riportate da Repubblica) risarciti con denaro sostanzialmente pubblico;

 pero' mi mancano ancora dei pezzi su chi coprira' gli ammanchi della bad company: debiti verso fornitori, debiti per aperture di credito (qui c'era anche il famoso "prestito ponte", ma quello e' gia' stato consolidato, credo), fondi pensione depositati presso l'azienda ecc.

Potrebbe essere che a tutti questi verranno dati tanti soldi in altro modo (per esempio io suggerirei a Tremonti di introdurre in finanziaria una "detraibilita' fiscale integrale delle perdite verso aziende di trasporto aereo"...).

Ma esistono dati per fare un'ipotesi ragionevole di bilancio? Questo sarebbe naturalmente il ruolo di un ministro ombra...

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