Ancora sul calcio....

9 febbraio 2007 carlo maria pinardi
Come sempre, si interviene solo in situazione di emergenza. Domanda: è questo che si intende per rigoroso rispetto delle regole? Chiudere gli stadi è la risposta giusta?

Grande Giuliano Amato… Quello che aveva solennemente giurato - nel 1994, se ben ricordo - che avrebbe definitivamente lasciato la politica. Ed infatti eccolo qui ministro degli interni… e ora la legge si applica senza alcuna deroga: wow!

Che qualcosa di serio andasse fatto per evitare il ripetersi di quanto è successo venerdì scorso a Catania è fuori di discussione. Ma, come sempre, si interviene solo in situazione di emergenza. Domanda: è questo che si intende per rigoroso rispetto delle regole? Chiudere gli stadi è la risposta giusta?
Il problema in Italia, come si sa, è un altro. Nessuno rispetta le regole e non c’è enforcement per farle rispettare. Chi rispetta le regole – e considerando il contesto sono un numero di persone sorprendenti! - lo fa perché è una persona perbene e non riesce a fare altrimenti. Una minoranza fa il contrario e lo Stato, non solo non interviene tardivamente, ma spesso da il cattivo esempio (vogliamo ricordare le non poche norme approvate – specie in materia fiscale - con effetti di fatto retroattivi?). E a rimetterci ancora una volta sono i cittadini onesti e si da una bella mazzata a una “industria” che già boccheggia. Come ricordava Draghi sabato scorso con riguardo alla tassazione: “Il livello dell'imposizione tributaria in Italia è elevato. Penalizza le imprese e le famiglie che compiono il proprio dovere fiscale”.
Ma allora siamo davvero al "turning point": dubitarne è purtroppo lecito.
Tornando al calcio mi sembra la situazione si possa semplicemente riassumere nella notizia seguente. Il custode dello stadio di Catania, preposto dal Comune proprietario a vigilare, è stato arrestato – con famiglia - in quanto deteneva in casa propria, all’interno dello stadio, barre di ferro, petardi e altro armamentario vario che passava agli “ultras” quando necessario…
E dunque, cosa fare? Pensieri in libertà…

- Ora impediscono ai cittadini normali di andare allo stadio: bella soluzione. Anche naturalmente a quelli del Chievo Verona, quattro gatti noti tra l’altro (e premiati da 4 anni consecutivamente col “premio fair play”) per non fare mai cori contro la squadra avversaria.

- Ecco: tifo contro. Perché negli Stati Uniti (forse tranne che nell’hockey) e in tutte le altre nazioni dove ho assistito a manifestazioni sportive, non ho mai visto un solo coro contro la squadra avversaria ma solo tifo per la propria? E multare o sanzionare con l’impossibilità di andare allo stadio gli “ultras” che li fanno? Secondo me il rispetto dell’avversario comincia lì. Anche perché – e io da ragazzino un anno nella “Fossa dei leoni” l’ho fatto, non ci sono solo mammolette e se questi mi insultano, ti insulto anch’io, e se non la smetti “te’ meno”, ecc. ecc. e finisce in rissa e poi la volta dopo dobbiamo vendicarci, ecc. ecc.

- Mi sembra peraltro che già impedendo le trasferte ai tifosi avversari gran parte dei problemi si risolve per definizione. Permesso negato anche agli abbonati (è vero che il presunto assassino è appunto un abbonato, ma senza nemico e senza armi cosa avrebbe fatto? Ma ormai la “misura è colma” e “occorre agire”… E quindi chiudiamo subito gli stadi che lo Stato – o comunque il Pubblico – leggi: Comuni – non ha messo a norma…

- Già non messi a norma... Da chi? Leggo, ad esempio, che gli affittuari Inter e Milan hanno oltretutto anticipato 16 milioni di euro per i lavori di messa in sicurezza. A Roma lo stadio è in ordine ma perché il CONI ha fatto tutti lavori previsti dalla legge Pisanu a spese del contribuente (e le squadre non hanno sborsato un euro). Torino è a posto perché l’hanno fatto l’anno scorso per le Olimpiadi (sempre lo Stato o il Coni insomma) ma le squadre pensano di abbandonarlo perché inadeguato. Palermo (immagino un miracolo di Cuffaro, che i soldi - quando vuole – nel suo bilancio comunque li trova) e Genova, Cagliari e Siena (le eccezioni che confermano la regola).

- E intanto, cambiando un po’ – ma non troppo – il discorso, gli ineffabili magnati George Gillett, (proprietario dei Montreal Canadiens di hockey) e Tom Hicks (proprietario della squadra di hockey dei Dallas Stars e dei Texas Rangers di baseball) hanno speso 340 milioni di euro per comprarsi il Liverpool – ahimé, quanti ricordi - (e sborseranno altri 300 milioni per stadio nuovo e ammenicoli). Dopo Chelsea, Arsenal, Manchester, Aston Villa, Portsmouth e West Ham la Premier League vede un’altra squadra finire “nelle sgrinfie” di soggetti disposti però ad investire centinaia di milioni di euro. Risposta italiana? Chiudere lo stadio del Chievo Verona e degli altri… Grande!

Insomma:”lo stiamo perdendo… lo stiamo perdendo…”. Vedete voi cosa aggiungere: il calcio? il senso civico? ………………? By the way: tranquilli, ci penserà – tra una balla e l’altra – l’ineffabile Melandri… O forse no: d'ora in poi il rigore di Amato si applicherà in tutti campi………

5 commenti (espandi tutti)

Inciso... Sarà interessante vedere se sarà possibile licenziare il "custode" dello stadio "Cibali" - quello che ha aizzato i cani contro la polizia e voleva impedire la perquisizione della propria casa dove hanno trovato mazze, biglie, ecc. - che immagino dipendente del Comune catanese.... O se nemmeno in questo caso si riscontra la "giusta causa"? Aspettando la legge sui "fannulloni" di Ichino....

Che rabbia mi fanno questi. Stupidaggini inutili  le fanno loro come altri, ma quest'aria da moralisti mentre puniscono e impongono costi a cazzo mi fa impazzire. Mi chiedevo  come si spiega che l'Olimpico e Torino siano a posto; avrei dovuto immaginare la risposta.

Moratti mi pare abbia detto che va a giocare le partite di coppa a Genova. Io sogno che l'Inter si iscriva alla Premier League, giochi a Londra, e basta rompimenti. Pensaci, oltrettutto, due partite l'anno con ManU e due con Chelsea.

Guarda che Carlo e' milanista ...

ma non sta dicendo delle minchiate, anche se è milanista (e anche se è il Pinardi...:o))

Lo so, ma non importa, siamo accomunati dai divieti di stadio.

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