Assenze per malattia: Rettifica

17 dicembre 2009 giulio zanella

Ho chiesto e ottenuto risposta dalla Ragioneria Generale sulla misteriosa voce "Assenze per Formazione" di cui abbiamo discusso nel precedente post.

Così ho scritto, il 16 dicembre:

 

Vorrei chiedervi un chiarimento in merito al Conto Annuale 2008 pubblicato due giorni fa.

Nella tavola "Giorni di assenza del personale a tempo indeterminato" compare una tipologia di assenza, "FORMAZIONE", che non e' nelle precedenti edizioni del Conto Annuale.

Vorrei sapere se le assenze per formazione venivano comunque contabilizzate gli anni precedenti (nel qual caso il totale dei giorni di assenza nel 2008 e' confrontabile con il totale degli anni precedenti) oppure no (nel qual caso i totali non sono confrontabili a meno di eliminare la voce "formazione")

 

E così risponde la Ragioneria il 17 dicembre:

In relazione alla sua richiesta, si precisa che nei conti annuali precedenti quello del 2008 non venivano rilevate le giornate per la causale "formazione". Si tratta, pertanto, di una informazione aggiuntiva e come tale non può trovare alcun confronto con gli anni precedenti.

Si ritiene opportuno far presente altresì che i giorni della formazione, anche se per mera opportunità di rilevazione sono stati inseriti nella stessa tabella delle assenze, non costituiscono assenza dal servizio.

A me viene innanzitutto da chiedermi per quale ragione ce l'hanno messa quella voce formazione, allora! Primo, non veniva contabilizzata in passato, quindi rende i totali inconfrontabili a meno di non rielaborare i dati. Secondo, non costituiscono assenze e vengono contabilizzati tra le assenze! Mah!

Comunque, prendo atto e rettifico la Tabella 2 del precedente post, che quindi appare così:

 

Tabella 2. Giorni medi di assenza, per tipologia


Tipologia 2007 2008
Ferie 30.06 29.55
Malattia retribuita 11.69 10.27
Legge 104/92 1.30 1.54
Maternita' 3.29 3.71
Altre assenze retribuite 3.20 3.17
Sciopero 0.25 0.29
Altre assenze non retribuite 2.02 1.91
Totale 51.82 50.45

Fonte: elaborazione da dati Ragioneria Generale

 

Rettifico di conseguenza il punto #3 del precedente post, per correttezza di informazione: la riduzione dei giorni di assenza per malattia (1,42 giorni all'anno per dipendente) non e' stata compensata dall'aumento delle assenze per altri motivi e si traduce in una pari diminuzione (1,37 giorni) delle assenze medie complessive.

28 commenti (espandi tutti)

Non è che riesci a farti dire quanti giorni medi di formazione si verificavano negli anni precedenti? Sarebbe interessante sapere se sono rimasti costanti o no.

Sandro, leggi bene la loro risposta: dicono che prima del 2008 i giorni di formazione non venivano proprio rilevati. Temo quindi che il dato che chiedi non esista!

Io comunque ci provo, magari mi indirizzano a qualche altra fonte. Concordo che sarebbe informazione rilevante.

Non so come funziona nel pubblico impiego, ma nell'industria chimica in cui lavoravo anni fa c'erano alcune ore utilizate per corsi di formazione, ma erano ore al di fuori del normale orario di lavoro, venivano retribuite come ore supplettive e scalate dal monte ore relativo alla Riduzione Orario di Lavoro contrattuale, in pratica alcune ore che il dipendente prima poteva usare come ferie venivano usate come formazione con gran dispiacere dei dipendenti.

Se fosse così sarebbero ore neutrali dal punto di vista economico, il datore di lavoro dà una formazione ai dipendenti ma questi ci rimettono ore di ferie.

No no, da noi (Agenzia delle Entrate) la formazione sono ore di servizio a tutti gli effetti. Se vengono fatte ore in più, rispetto al normale orario di lavoro, vengono accantonate come "riposo compensativo" da fruire per eventuali permessi. 

Se si fanno ore in meno, durante la formazione, rispetto al proprio profilo orario, queste vanno recuperate.

La distinzione fatta dalla Ragioneria mi sembra, onestamente, senza molto senso.

Non capisco cosa ci azzecchino le giornate di formazione nel conto delle assenze.

Forse bisognerebbe intendersi sul concetto di "assenza". Anche quando si va in missione (per una riunione, per un sopralluogo o altro) si è assenti dal posto di lavoro, ma non significa che non si stia facendo nulla. La formazione è una cosa importante, se fatta bene (e qui potremmo aprire un lu8ngo discorso...)

Non capisco neppure cosa c'entrino le ferie, sinceramente. E' un equivoco che va avanti da tanto tempo (addirittura, all'inizio nel sito del ministero i tassi di ASSENTEISMO - concetto lievemente diverso da quello di ASSENZA - venivano calcolati includendo le giornate di ferie!!!).

Chiarito cosa sia l'assenza, c'è poi un problema: ammesso (e non concesso) che "grazie" a Brunetta si siano davvero ridotte le ASSENZE (i dati mostrati dal Prof. Zanella non mi pare siano poi così fantastici come il ministro vantava, neppure dopo la correzione operata in questo post), resta da vedere se il lavoratore publbico passa da un'assenza poco giustificabile ad una presenza inutile, non necessariamente per colpa (solo) sua.Ma questo è un punto sul quale il ministro Brunetta ha sempre preferito sorvolare

Un sorriso senza rettifiche

Non capisco neppure cosa c'entrino le ferie, sinceramente. E' un equivoco che va avanti da tanto tempo (addirittura, all'inizio nel sito del ministero i tassi di ASSENTEISMO - concetto lievemente diverso da quello di ASSENZA - venivano calcolati includendo le giornate di ferie!!!).

è una logica puramente burocratica che si sposa con quella informatica.
Chi timbra in entrata segnala di esserci. In uscita segnala perché non ci sarà.

Se non lo fa ci penseranno altri ad imputare il codice che segnala perché uno non c'è per alcuni giorni. Ferie, malattia, maternità, permesso, missione, formazione ....

Poi i programmi accumulano dati ed altri burocrati li esaminano, come mesi di ritardo.

Cosa vuoi che possa scaturire da tutto questo?

Qui esaminiamo in dicembre 2009 i dati del 2008. Roba che forse non succende nemmeno nel Burundi.

Ciao,

Francesco

Non capisco neppure cosa c'entrino le ferie, sinceramente. E' un equivoco che va avanti da tanto tempo (addirittura, all'inizio nel sito del ministero i tassi di ASSENTEISMO - concetto lievemente diverso da quello di ASSENZA - venivano calcolati includendo le giornate di ferie!!!).

Dipende da cosa vuoi misurare.

Se ti interessa valutare i comportamenti degli impiegati hai ragione, se invece sei più interessato alla disponibilità di personale in ufficio ti interessa qualunque tipo di assenza.Se non lo sai nemmeno tu a priori, raccogli più dati che puoi e li classifichi in modo che chi li analizza possa decidere cosa contare e cosa no.

 

se invece sei più interessato alla disponibilità di personale in ufficio ti interessa qualunque tipo di assenza.

 

Immagino che nella prossima rilevazione, verranno considerate assenze anche i servizi "esterni" (nel mio caso, le partecipazioni alle pubbliche udienze).

P.S.: si, è una battuta e sono ironico. :-)

Mi sembra che sia un ennesimo caso in cui la percezione di un fenomeno diventi la cosa principale a cui dare importanza.

Come nel caso dell'inflazione "percepita" o della sicurezza "percepita", la realtà e le sue conseguenze sulla vita dei cittadini sono cose assolutamente secondarie.

i dati sono molto interessanti. ci dicono tre cose:

1) l'assenteismo per malattia si aggira attorno al 5%: un dato non altissimo, se utilizziamo la settimana di 5 giorni, se invece qualcuno ce l'ha di 6, allora si scende ancora un pochino. in ogni caso superiore rispetto al settore privato. siamo su livelli comunque contenuti.

2) un uso "improprio" della malattia (che è retribuita) in luogo dei congedi che sono pagati una miseria (il 30% solo se tuo figlio ha meno di 3 anni) o per niente (tutti gli altri casi). in questo c'è una scelta razionale e nessun incentivo a utilizzare lo strumento appropriato.

3) la formazione è quella pagata dal datore di lavoro o quella individuale a fronte di una richiesta di congedo?

grazie Mario

Vorrei avere solo una conferma dai frequentatori di FnA:
Non riesco a visualizzare le pagine del Conto Annuale (nè con Firefox, nè con Opera..Explorer, purtroppo, è da tempo bloccato sulla mia postazione).. e di conseguenza a "scaricare dati".

http://www.contoannuale.tesoro.it/sicoSito/index.jsp

Problema delle pagine della Ragioneria dello Stato o solo mio? Grazie

Decisamente il link non funziona: o è sbagliato (magari hanno cambiato qualcosa nel sistema di pubblicazione) oppure è un problema temporaneo.Se ci è arrivato navigando il sito riprovi più tardi, magari domani, o scriva al gestore del sito.

problema loro, presumo: su windows XP io quelle pagine riesco ad aprirle solo con internet explorer.

Grazie ad entrambi; segnalerò il problema.

Avrei voluto dare il mio contributo su questo argomento..ma purtroppo non mi è possibile.
Il sito del conto annuale sembrerebbe non fisualizzabile nè con Firefox, nè con Opera (purtroppo Explorer non mi funziona, non so bene perchè).

Segnalato il problema ai gestori del sito mi è stato gentilmente risposto che ..

Il problema è legato al browser. Per navigare sul SITO SICO  le versioni  di explorer sicuramente compatibili  sono tutte quelle  precedenti  alla 8 e la 8 con settaggi particolari per la compatibilita' web.

Precendenti..come precedenti? vabbè..comunque non so ancora perchè con Firefox non funziona.

Quindi, finchè non avrò risolto con explorer..niente contributo.


Non so se a qualcuno capita ancora di leggere questi commenti ma comunque mi va di aggiungerne uno anch'io, forse solo per sfogarmi. Sono un insegnante di scuola superiore, ho una bimba piccola e una moglie incinta in cassa integrazione, un mutuo da pagare, ho qualcosa di simile all'influenza (ieri sera avevo la febbre a 38,2), quindi probabilmente contagioso, non ho la possibilità di rinunciare a parte dello stipendio quindi vado a scuola con il rischio di contagiare i miei studenti. Siccome il caro ministro brunetta non ha il diritto di togliere soldi necessari alla mia bimba mi da la licenza di contagiare tutti i miei studenti, colleghi e tutti quelli che incontro?
Non so, se sì lo aggiunga come modifica della legge magari con decreto urgente o facendo uso della fiducia.
Se mai qualcuno leggerà questo commento, grazie di aver accolto il mio sfogo.
Firmato: un fannullone

Qualcuno lo legge. Brunetta, probabilmente no. Dubito Brunetta legga, in generale ...

Certo, li leggiamo questi commenti e li rilanciamo come esempio del modo illuminato in cui si fanno le regole in Italia: per prevenire l'abuso di qualcuno si complica la vita a tutti, con l'unico risultato di colpire chi e' onesto e consentire a chi e' disonesto di trovare ancora un altro modo per aggirare la regola e comunque cavarsela davvero con poco.

esempio del modo illuminato in cui si fanno le regole in Italia: per prevenire l'abuso di qualcuno si complica la vita a tutti, con l'unico risultato di colpire chi e' onesto e consentire a chi e' disonesto di trovare ancora un altro modo per aggirare la regola e comunque cavarsela davvero con poco.

Giusto protestare contro le misure stupide e/o male applicate, ma non vorrei mai che ci si dimenticasse che esiste un serio problema di assenteismo medio dei dipendenti pubblici e che sono necessari provvedimenti incisivi per contrastarlo. Non vorrei nemmeno che i dipendenti pubblici cosi' attivi nel denunciare la cattiva qualita' di certi provvedimenti anti-assenteismo rimangano poi muti e/o collusi con i colleghi dipendenti pubblici assenteisti, esempio aneddotico dei quali e' l'insegnante super-assenteista individuato e documentato da F.Giavazzi sul Corriere della Sera, che incassava diligentemente lo stipendio evitando di fare la grande maggioranza delle lezioni dovute secondo il suo contratto di lavoro.

Bravissimo, questa regola non intacca assolutamente chi, disonestamente, nemmeno segnala di essere assente . . . non l'ho mai fatto però . . . visto che quelli come questo che hai citato tu non hanno decurtazioni di stipendio . . . forse Brunetta preferisce che uno si comporti disonestamente piuttosto che faccia regolare ricorso alla malattia? E poi il problema rimane, ti sembra una soluzione che io vada a scuola a contagiare gli studenti?

Bravissimo, questa regola non intacca assolutamente chi, disonestamente, nemmeno segnala di essere assente

Ma questa regola intacca il super-assenteista che citavo, che si assentava dal lavoro per mesi con certificati medici di comodo. Non puoi criticare una singola regola perche' non agisce in un caso particolare. Per chi non segnala nemmeno l'assenza ci dovrebbe essere l'intervento dei carabinieri a campione per controllare le presenze (succede, ma troppo raramente), la misura di produttivita' aggregata con espulsione dei dirigenti incapaci di produrre perche' nemmeno capaci di controllare le presenze dei subordinati, insomma si tratta di altri provvedimenti in parte sempre possibili in parte oggetto delle novita' introdotte piu' recentemente.

ti sembra una soluzione che io vada a scuola a contagiare gli studenti?

E' possibile che la penalizzazione economica sia eccessiva, questo non lo so e dipendera' dai contratti e dalle posizioni specifiche.  Ma mi sembra in linea di principio corretto pagare meno chi si assenta di piu', anche se per validi motivi, e pagare di piu' chi si assenta meno.  E' preferibile agire con questo genere di incentivi automatici e facilmente applicabili piuttosto che pensare a controlli stile grande fratello sulle motivazioni di singoli giorni od ore di assenza.

Riguardo la tua situazione specifica, probabilmente come dipendente pubblico hai un reddito dichiarato considerevolmente superiore al 15kEuro della media delle dichiarazioni presentate, che non includono le persone che guadagnano meno di ~10kEuro immagino.  Rispetto al basso livello medio dei redditi italiani insomma sei un privilegiato, specie se risiedi nel Sud dove il reddito medio e' ancora significativamente inferiore. Temo che molti italiani siano costretti ad andare a lavorare anche in fabbrica o in edilizia anche se malati, e fra l'altro nel settore privato per quanto so le penalizzazioni introdotte da Brunetta nel settore pubblico ci sono da sempre, per quanto non conosca i dettagli o le statistiche sull'entita'.

Se proprio vuoi saperlo, con una moglie in cassa integrazione ed una bambina abbiamo un reddito pro capite sotto la soglia di povertà. In tutto questo i medici che firmano certificati falsi restano immacolati. E che cavolo di affermazione è: "hai un reddito dichiarato considerevolmente superiore al 15kEur", vuol dire che se guadagni 1300 € al mese ti puoi permettere di perdere 20-30 € al giorno INGIUSTAMENTE, perchè questo dico io, è ingiusto! Se poi ti sembrano tanti 15000 € all'anno forse è perchè è questa la cifra che dichiara un gioielliere in Italia . . . Tu dirai questo è ricco come un gioielliere!!!! XDDD Mi vuoi fare le pulci? Bene: pago 860 € al mese di mutuo, ancora non ti basta? Secondo te una bella denuncia per falso in atto pubblico per i medici che rilasciano falsi certificati non sarebbe un buon deterrente? Oppure obbligare il malato a fare il certificato dal medico fiscale visto che comunque da un medico deve andarci?

Un'ultima cosa, io vivo in Veneto e qui la vita è cara ma se pure vivessi al sud lì la mia famiglia probabilmente sarebbe monoreddito, non avrebbe l'aiutino della cassa integrazione di mia moglie.

http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Ecco-i-redditi-dei-gioiellieri-tanti-sono-sotto-i-25-mila-euro/2028722

Per questi non c'è niente da fare?

Metti nella media i loro veri redditi e quelli di tutti quelli come loro e poi ti accorgi se un insegnante è un "privilegiato".

Alberto, uno giorno mi spiegherai perche' usi la tua notevole intelligenza a cercare di difendere provvedimenti malfatti, violenti ed inutili partoriti da un incompetente in cerca di facile pubblicita' al fine di diventare doge (diosialodatoperunavolta, non gli riusci' e potro' ritornare in citta' ...).

Che l'uomo non avesse, ed abbia, ne' la capacita' per ne' l'intenzione di fare il suo lavoro seriamente - parlando di assenteismo, Renato Brunetta e' un assenteista a vita: come professore universitario, come ricercatore e come ministro: mai combinato nulla di utile - mi sembra oramai palese dopo due anni.

Segnalo sul tema assenze nella pubblica amministrazione l'articolo de lavoce.info:

ASSENTEISMO? IL CALO È REALE, di Alessandra Del Boca   e Maria Laura Parisi  06.07.2010

Da una veloce lettura appare che depurando altri effetti l'effetto netto delle norme di Brunetta sia un calo del 16-20% delle assenze nella pubblica amministrazione.

Sono interessanti anche i confronti con altri Paesi:

in Italia l’assenza media è minima, ma massimo è il differenziale tra pubblico e privato. (2) Le assenze basse riflettono lo stadio di sviluppo del mercato del lavoro, che tende a escludere le categorie più esposte al fenomeno (donne e anziani), la quota crescente di contratti non standard, il costo elevato delle assenze per il settore privato.

 

Da una veloce lettura appare che depurando altri effetti l'effetto netto delle norme di Brunetta sia un calo del 16-20% delle assenze nella pubblica amministrazione.

Espandendo l'intervallo di stime con quelle di Francesco D'Amuri (citato nell'articolo, lavoro che conosco bene e che mi convince in questa parte) la riduzione e' del 16-27%. Questo mi pare plausibile, per lo meno piu' plausibile del 40% inizialmente reclamato.

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