Balle teutoniche.

2 luglio 2006 michele boldrin
Noterella razzista, troglodita, stupida, volgare e tuttoquellochevoletevoi ... ma scommetto che anche voi, martedi prossimo, tiferete con un po' d'intensita' extra.

Mi dispiace, ma proprio non ci credo alle cose che il signor Giovanni Di Lorenzo, direttore di Die Zeit, dichiara a Repubblica. Secondo me, da buon giornalista di sinistra, ci racconta cio' che vorrebbe fosse vero, ma non e'. Insomma, ci racconta delle teutonicamente politically correct balle.

Io non vivo in Germania, mentre lui si, quindi di sicuro e' piu' informato lui. Io, semplicemente, vado in Germania ogni tanto, e conosco relativamente bene un tot (diciamo 40-50) di persone tedesche. Beh, la mia impressione e' completamente diversa da quella che lui riporta nella sua equilibratissima intervista. E non e' sempre stata cosi' la mia opinione, lo e' diventata nel tempo. Tanti anni fa era l'opposto ed assomigliava alla sua, ma al tempo i tedeschi li avevo conosciuti solo sui libri.

Mi spiego. Io mi sono laureato nel luglio del 1982 - si', mi sono laureato tardi, so what? avevo di meglio da fare - ed il giorno della mia festa di laurea (a casa dell'amorosa del tempo) era anche il giorno della finale della Coppa del Mondo di calcio 1982. Gli amici erano tutti li, e tifavano, ovviamente, Italia. Io NO! Io tifavo Germania, lo giuro: ho decine di testimoni, a cominciare da mia moglie (che allora era la morosa). Perche'? Beh, in parte perche' Paolo Rossi mi dava ribrezzo e la coppia Bearzot-Pertini era troppo stucchevole, ma soprattutto perche' gli unici tedeschi (con la "i") che avevo conosciuto sino ad allora si chiamavano Immanuel, Karl, Friedrich, Ludwig, Thomas, Bertolt e m'erano sembrati anni luce piu' interessanti delle loro controparti italiche.

Dopo ho conosciuto i Berthold ed i Martin, i Klaus ed i Franz, gli Hans ed i Gustav, ci sono andato a cena, li ho ascoltati parlare della loro economia e della nostra, del loro stato e del nostro, dell'Europa piu' o meno unita e di chi la guida, dei nuovi arrivati nella medesima e del perche', dell'Euro, dell'emigrazione da la' e da qua, del turismo, delle vacanze al mare, delle vacanze ai monti, dei monti, delle valli ... qualche (non rara) volta li ho pure ascoltati parlare di noi e di loro dopo la settima pinta di birra.

Ed ora, quando si gioca Italia-Germania, per antipatici mi possano stare in quel momento gli azzurri, tifo Italia in maniera cosi' sfegatata che mi faccio impressione. Non so voi, ma a me viene cosi' ...

4 commenti (espandi tutti)

(facendo tutti i dovuti scongiuri del caso) certo che prima una bella vittoria sulla germania e poi sulla francia renderebbero questo mondiale memorabile.
di sicuro tifero' con intensita' extra.

domanda (che io di cose del mondo me ne occupo da poco): i tedeschi hanno sempre avuto questa spocchia anti italiana (come quella dell'articolo di pochi giorni fa sullo spiegel, e quella di certe dichiarazioni non lusinghiere di qualche tempo fa) oppure e' cosa recente (magari dovuta a qualche infelice uscita del Cav. o di un leghista a caso?)

Cosa ci insegna la storia dei mondiali. Due teorie. La prima teoria (quella molto ottimista) è quella del 12+l'alternanza. L'Italia va in finale ogni 12 anni: 70, 82, 94, 06 e ne vince una sì e una no. Quella (molto) pessimista è esposta nel commento che ho messo nella sezione pop-sociopsychology.

Franz e Hans? Quei nomi non m'ispirano, Michele, sara' il solito effetto di selezione; ci vogliono piu' dati. Dai, andiamo a bere 7 birre sta sera e se ce la faccio a parlare, vedrai che Di Lorenzo aveva ragione.

Eh no, Monika: non vale! Con te l'effetto selezione si che e' forte, e so gia' che va dalla parte buona! Shoot, mi sono accordo che c'e' un "Martin" nella mia lista! Non e' il "tuo", ok? Pero' di piu' non posso dire, senno' si capisce chi mi venne in mente al momento ... riguardando la lista di nomi che avevo messo, mi rendo conto che vi sono almeno tre o quattro possibili "omonimi" ... mannaggia! Mettiamola cosi': conosco, per davvero, parecchi tedeschi, ma sembrano avere un numero limitato di first names. Riguardo alla sostanza, continuo a rimanere dell'opinione che, statisticamente, De Lorenzo abbia torto e stesse indorando la pillola. Ma non scordiamoci mai che di distribuzioni stiamo parlando, non di finite samples! Sulle 7 birre: finalmente! Gli altri non lo sanno, ma M&M (Monika&Martin) sono due dei piu' incredibili ricercatori che io abbia mai conosciuto, riescono a stare a Minnesota e tornare a lavorare DOPO un party! Questa sera non posso, altro party di "addio", how about tomorrow?

Inizia una nuova discussione

Login o registrati per inviare commenti