Il bando Alitalia

19 gennaio 2007 gian luca clementi
Tra le condizioni enunciate nel bando di vendita della quota Alitalia nelle mani del Governo: mantenimento dei livelli occupazionali dell'azienda, copertura del territorio nazionale, e salvaguardia dell'identita' nazionale.

Ebbene si, ho la fissa dell'Alitalia. Nel corso di una recente time-wasting expedition sul web, ho scaricato e letto l'invito a manifestare interesse all'acquisto della quota della compagnia di proprieta' del Tesoro. Ho trovato di particolare interesse l'ultimo paragrafo della prima pagina, che riporto di seguito.

La selezione dei potenziali acquirenti avverra' sulla base dei contenuti economici delle offerte e dell'analisi dei piani industriali che verranno presentati dai soggetti interessati all'acquisto dei Titoli, anche al fine di verificarne la compatibilita' con gli obiettivi di risanamento, sviluppo e rilancio dell'azienda, ritenuti imprescindibili dal Governo; in tale ambito, si terra' conto di profili di interesse generale, quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo: livelli occupazionali, adeguata offerta dei servizi e copertura del terrritorio. Il Ministero identifica fin d'ora, quali impegni necessari e non derogabili: il mantenimento di una partecipazione al capitale di Alitalia di controllo e, comunque, non inferiore al 3.1% per un periodo di tempo congruo e coerente con il perseguimento degli obiettivi del piano industriale; la salvaguardia dell'identita' nazionale di Alitalia; la garanzia di qualita' e quantita' del servizio offerto e e di copertura del territorio.


Coerentemente con il mandato che la Costituzione gli affida, il Ministro esordisce stabilendo che la scelta dell'acquirente sara' dettata dalla salvaguardia dell'interesse generale. Chiaramente, l'interesse generale non e' un categoria concettuale ben definita (per questo e' sempre usata dai politici). Lo sarebbe se i cittadini fossero tutti identici e il governo volesse soddisfare un requisito di anonimita'. Lasciamo perdere, dunque. E' ovvio che il politici perseguono il benessere di determinati settori della popolazione (escludo qui la possibilita' che scelgano le loro politiche in maniera totalmente casuale). Non ci si deve stupire dunque, che quando il bando scende nel dettaglio, specificando che cosa il ministro intenda per interesse generale, si scopre invero che intende salvaguardare interessi particolari. Quello che mi infastidisce e' che gli interessi particolari siano ancora una volta quelli dei lavoratori Alitalia e dei sindacalisti che li rappresentano.

Si noti che il governo non si prefigge di mantenere l'occupazione nel settore, o di dare la possibilita' a tutti gli attuali lavoratori Alitalia di continuare a svolgere le medesime mansioni. L'effettiva liberalizzazione del mercato aereo porterebbe con se' questi risultati, dato l'aumento di offerta che ne seguirebbe. Il governo intende mantenere i livelli occupazionali dell'azienda!!!! In caso venga effettivamente imposta, questa condizione lederebbe gli interessi di tutti gli altri italiani (all'incirca 58 milioni di persone). Infatti una clausola di mantenimento del personale, cosi' come qualsiasi altro vincolo imposto all'acquirente, si tradurrebbe in una minore entrata per l'erario. Gli stessi vincoli ridurrebbero anche la capacita' della compagnia di competere e quindi avrebbero un effetto avverso sui prezzi che eventualmente il mercato esprimera'. Ci spiega il governo perche' i cittadini debbano ancora una volta essere vessati a beneficio di quell'accolita di privilegiati che lavora per una delle compagnie aeree piu' sfigate del mondo?

Il bando parla anche di adeguata offerta dei servizi e copertura del territorio, da parte di Alitalia. Sigh. Rispetto agli altri Paesi sviluppati, l'Italia si caratterizza ancora oggi per una scarsa copertura del territorio e prezzi molto alti. Il motivo principale di questo stato di cose e' ovviamente la presenza di Alitalia, cui il governo ha concesso un immane potere monopolistico, anche in epoca post-liberalizzazione formale del mercato aereo. Ad esempio, attraverso la concessione dei miglior slots negli aeroporti di Linate e Fiumicino. Se veramente l'obiettivo e' quello di aumentare l'accesso al trasporto aereo (non necessariamente di quello fornito da Alitalia), la strategia deve essere quella di rimuovere le barriere all'entrata, ridurre le rendite monopolistiche dei gestori degli aeroporti, ed evitare di imporre vincoli all'azione del futuro management di Alitalia.

Cosa dire poi della salvaguardia dell'identita' nazionale della compagnia? Stendiamo un velo pietoso.

Il testo sopra riportato rivela un'imbarazzante ritrosia al riconoscere il ruolo fondamentale del mercato nell'allocare i fattori e massimizzare il benessere dei consumatori. Allo stesso tempo, evidenzia una propensione al dirigismo che appartiene ad altri tempi. Tempi che non rimpiango. La mia unica speranza e' che il testo sia stato composto ad arte per cercare di imbonire i sindacalisti, di cui la privatizzazione erodera' drammaticamente il potere.

4 commenti (espandi tutti)

Gianluca, ma tu vuoi lanciae un tuo bid per Alitalia? Il tuo interesse è davvero spasmodico.

notizia fresca fresca battuta dall'ANSA alle 15.04 del 19 gennaio: "Sono in contatto con un fondo Usa disposto ad offrire 100 milioni piu' un ulteriore miliardo di euro se vinciamo la gara''. Lo ha detto l'uomo d'affari Paolo Alazraki parlando a margine di una presentazione di Banca Etica e Bpm. Il finanziere che si e' detto ''a capo di una cordata interessata ad Alitalia'' si e' poi rivolto al ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa invocando ''par condicio nei confronti di tutti i partecipanti alla gara ''perche' ''l'amministratore delegato di Air France Spinetta che si e' dimesso ieri e' a conoscenza di dati che gli altri concorrenti non hanno''. ''Per Alitalia - ha proseguito Alazraki - serve un master plan diverso, quello di oggi prevede risparmi non volando, mentre noi vogliamo volare di piu', aumentando il fatturato, potenziando le rotte dove gia' andiamo e andando dove non andiamo ancora''. Per quanto riguarda il governo della societa', poi, Alazraki non ha dubbi: ''sara' alla tedesca - ha chiarito - con i sindacati nel consiglio di sorveglianza, perche' l'amministratore deve poter amministrare, ma anche essere controllato''. Alazraki si e' poi detto contrario a licenziamenti o cessioni: ''con noi non andra' a casa nessuno - ha precisato - e non ci saranno ne' spezzatini ne' cessioni di terreni''. Infine, secondo il finanziere milanese, ''la nostra sara' una operazione di finanza etica, perche' i nostri aerei, che saranno i migliori del mondo, voleranno con i combustibili meno inquinanti al mondo, costino quel costino e con i risparmi sugli investimenti pubblicitari potremo adottare 10 mila bambini e prevenire la cecita' in Africa''. L'intervistato potenziale acquirente ha ragione da vendere quando invoca la parità delle condizioni, mi si inarca sospettoso il sopracciglio quando invoca il modello di governance alla tedesca, mi cadono le braccia quando sento dire che con i risparmi si combatterà la cecità infantile in Africa. Va bene adottare 10000 bambini africani, ma perché continuare ad adottare il personale Alitalia?

Mamma mia, non e' che ti puoi anche informare quale sia il fondo USA interessato? No, perche' se e' quello dei miei fondi pensione devo cambiarlo subito.

"Guadagno 1230 euro al mese. Ho presentato il prgetto industriale al Tesoro e a Merrill Lynch, ma per provocazione: sono solo un cittadino indignato che, di fronte ad una compagnia che perde 100 milioni al giorno, ha detto la sua", ha dichiarato a Repubblica Fabio Scaccia, docente presso un Istituto tecnico vicino a Frosinone, e uno degli 11 (gli altri erano gruppi) ad avere partecipato alla manifestazione d'interesse per acquistare il 30.1% di Alitalia. Che dire? Speriamo che gli altiri 10 siano più seri, ma temo che la Porcellana Castello di Forlì non sia molto più attrezzata a gestire Alitalia di Fabio Scaccia. Forse gli editor di NfA avrebbero dovuto considerare l'ipotesi di fare un'offerta, se non altro per fare pubblicità al sito.

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