Bertoladri e Burosauri

15 febbraio 2010 fabio scacciavillani

La Protezione Civile, in questi giorni nell'occhio del ciclone, è un Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che qualche settimana fa era finita nel mirino di un'inchiesta dell'Espresso dove erano documentati sprechi e abusi. Il brodo di coltura della corruzione è una pubblica amministrazione infettata dalle interferenze politiche e resa inefficiente dalla mancanza di valutazioni indipendenti dell'operato dei funzionari, uno dei tanti cavalli di battaglia di Brunetta trasformatosi presto in ronzino. E se qualcuno strappa il velo di omertà, i burosauri digrignano i denti.

Il 14/1/2010 l’Espresso ha pubblicato un'inchiesta, intitolata “Silvio, quanto ci costi”, sugli sprechi e gli abusi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (PCM) corredata da un' intervista (due video) a Pier Giorgio Gawronski, dirigente alla PCM. L'inchiesta giornalistica offriva un raro spaccato dall'interno di un'istituzione che dovrebbe essere la chiave di volta della Pubblica Amministrazione (P.A.) ed il suo fiore all'occhiello.

Dall'Espresso apprendiamo che a Palazzo Chigi lavorano circa 4500 persone, quasi il doppio della pianta organica (e il quadruplo degli operai di Termini Imerese, verrebbe da chiosare). Uno spreco indecente, su cui quelli che urlano “Roma Ladrona” potrebbero intervenire, visto che Sua Eccellenza il Ministro della Repubblica Italiana, Sen. Umberto Bossi ha il suo ufficio proprio a Largo Chigi No. 19. Gli organici gonfiati a dismisura sono il risultato di nomine e cooptazioni politiche, competenze perlomeno dubbie, concorsi fatti di rado e gestiti da commissioni interne di burocrati invece che esperti di grande caratura (come dovrebbe essere logico per lo staff del Primo Ministro di una nazione civile).

A Palazzo Chigi il sistema di reclutamento predilige il distacco da altre amministrazioni (alcune migliaia di dipendenti non sono abbastanza e servono rinforzi), la chiamata diretta, le consulenze ad personam (talora affidate ad ex dirigenti andati in pensione, ma decisi a non mollare l'osso). Non è peregrino ipotizzare che questo brodo di coltura generi inefficienza e malgoverno. Tanto per fare un esempio, catapultato sulle prime pagine in questi giorni, la Protezione Civile di Bertolaso & Co., che è proprio un Dipartimento della PCM (anche se, dalle intercettazioni, appare una succursale di Villa Certosa).

La Costituzione disegna una Pubblica Amministrazione neutra rispetto al potere politico. L’Art.98 stabilisce che: “I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione”. Per evitare che essi vengano trasformati in servi e scagnozzi bisognerebbe che un organismo indipendente valutasse le competenze e l'attività svolta da ciascun funzionario, così che possano migliorare anche i servizi ai cittadini.

Brunetta aveva annunciato, con la sobrietà e il rigore che tutti gli riconoscono, provvedimenti draconiani per introdurre efficienza e merito, soprattutto attraverso un sistema di valutazioni indipendente. Ma di questo sistema di valutazione a tutt'oggi non si vede traccia nemmeno nell'universo onirico di Don Renato da Venezia, popolato di premi Nobel, class action e tornelli. Quindi il dirigente, ma anche il semplice impiegato, rimane alla mercé del potere politico perché, in assenza di verifiche e garanzie, da esso dipendono carriere, benefici e punizioni. Insomma lo spoil system, introdotto con ambizioni anglosassoni, in salsa amatriciana, evoca invece il Venezuela di Chavez.

Immagino che nessuno planerà dalle nuvole sentendo parlare nella P.A. di raccomandazioni, abusi dei politici, mortificazione del merito et similia. Ma il punto è proprio questo: un paese si definisce civile quando questo malcostume costituisce un'eccezione. E, se scoperchiato, innesca una reazione, non un'alzata di spalle. Invece in Italia a furia di alzate di spalle sono spuntate troppe gobbe alle quali ormai non si fa caso.

Quindi è vitale che qualcuno abbia il coraggio di mettere in piazza queste vicende. Soprattutto a beneficio dell'elettorato che si autodefinisce variamente conservatore, di destra o liberale e che quindi dovrebbe essere sensibile proprio alla efficienza della P.A., alla riduzione degli sprechi, all'applicazione delle leggi, al prestigio dello Stato e al decoro delle Istituzioni (con la I maiuscola). Altrimenti non si comprende cosa significhi essere di destra o conservatore.

Ma è ancora più vitale far sapere che in molte istituzioni (incluse le Autorità Garanti, i Ministeri, gli Enti Locali) c’è oggi un clima pesante nei confronti dei funzionari più sensibili all’interesse pubblico o semplicemente alle persone oneste. Molti vengono isolati, subiscono il mobbing, vengono estromessi dalle funzioni, altri finiscono per adattarsi ritagliandosi un angolino nel quale non danno fastidio a nessuno, qualcuno protesta nei conciliaboli di corridoio. A spadroneggiare rimangono persone, gruppi, cordate che perseguono fini privati di potere e appropriazione a scapito dei fini pubblici delle istituzioni.

Per gli onesti difendersi tramite la magistratura è un'illusione. I processi durano decenni e costano soldi, nel frattempo si rimane in balia di quelli a cui si pestano i piedi callosi. Ma anche qualora si andasse dal giudice per difendere l’interesse pubblico si scopre che il percorso è reso impervio da due fenomeni. Primo, il progressivo scollamento delle leggi dallo spirito della Costituzione con norme e regolamenti concepiti per consentire e perpetuare le disfunzioni e garantire gli abusi. Secondo, l'onere della prova tocca al whistle blower, ma le circostanze raramente vengono confermate da carte e verbali. Quasi sempre devono essere corroborate da testimonianze e ogni testimone si espone alle ritorsioni e alle intimidazioni. Le indagini della magistratura si limitano a qualche episodio di lotta all'assenteismo che finisce con un'assoluzione quasi generalizzata.

Rimangono i media, il Tribunale della Pubblica Opinione. Rompere il velo del silenzio. Ma anche questa non è un'opzione priva di conseguenze. In un paese civile, quando i media segnalano disfunzioni nel settore pubblico l'amministrazione chiamata in causa costituisce una commissione indipendente per verificare se, tanto per fare un esempio, i dirigenti hanno qualifiche superiori o inferiori ai propri sottoposti. Oppure se le commissioni di concorso sono formate da persone con competenze in materia. Berlusconi, che ha iniziato la propria carriera nel settore edilizio, presumo non affidasse ai manovali la supervisione degli ingegneri. Invece il Berlusconi politico a Palazzo Chigi (il leader dell'Italia del Fare) non sembra adottare gli stessi parametri del Berlusconi imprenditore.

Altrimenti non si capisce come mai invece di investigare i fatti denunciati, il Segretario Generale della PCM se la prenda con PierGiorgio Gawronski, il whistle blower. E' la logica maoista (adottata dalle BR) di colpirne uno per educarne cento, o mille o quanti si rendesse necessario, perché in realtà i vertici delle istituzioni qualche mal di pancia ogni tanto lo avvertono. Sanno che il disagio è molto diffuso e il tappo rischia di saltare. Se non si infligge una punizione il muro dell'omertà potrebbe sgretolarsi.

Due parole sul procedimento disciplinare contro chi “parla” (“l'infame” secondo il gergo dei corleonesi). Si sviluppa in due fasi. Nella prima fase, la PCM - "contesta" formalmente la violazione di una serie di articoli di legge – e aspetta le “controdeduzioni”. Poi si apre la seconda fase, in cui la PCM (se non desiste, vale a dire se non trova convincenti le controdeduzioni) avvia il procedimento disciplinare vero e proprio. Dopo circa 15-20 giorni si imbastisce un simulacro di processo di fronte ad una sorta di Tribunale del Popolo in cui la giuria (secondo canoni da diritto cubano) sarà composta dai vertici della PCM, (al tempo stesso giudici e parti in causa), che deciderà la sorte. Ovviamente a porte chiuse come di norma nei regimi dittatoriali. Almeno Putin i processi a chi gli si oppone li deve far svolgere in un dibattimento pubblico.

Per finire, al di là del merito delle accuse sul funzionamento e l'efficienza delle istituzioni, il caso Gawronski investe diritti fondamentali. I diritti politici, di espressione, di opinione non possono essere violati perché gli alti papaveri di un'istituzione vi ravvisano una denigrazione. Il dovere di riservatezza dei funzionari pubblici si riferisce alle pratiche amministrative, ma non può portare alla soppressione dei diritti politici sanciti dalla Costituzione (art. 21). In soldoni non si può proibire al dipendente pubblico di mettere in luce storture o inefficienze.

I vertici di Palazzo Chigi debbono spiegazioni all'opinione pubblica e non possono agire contro l'interesse dei cittadini a conoscere come viene amministrata la cosa pubblica. Tanto per cominciare il Segreatario Generale della PCM dovrebbe divulgare l'elenco dei dipendenti distaccati da altre amministrazioni e le loro qualifiche, chi ha deciso il distacco e per quali motivi. Se non c'è nulla da nascondere e tutto è in regola non ci dovrebbero essere problemi a rivelare i nomi, le competenze e gli attuali incarichi. Giusto?

91 commenti (espandi tutti)

Ringrazio l'autore per questo articolo. Avevo letto il servizio dell'Espresso, e visto le interviste a Gawronski, ma non sapevo che poi fosse stato messo "sotto accusa". Naturalmente gli esprimo la mia solidarietà, per quel nulla che vale.

Circa il sistema di valutazione di Brunetta, qualcosa è stato approvato e messo in opera, a dire il vero, e in particolare è stata attivata la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche. Avevo dato un'occhiata veloce a questo dossier, nei mesi in cui andava percorrendo i vari passi verso l'adozione formale, e non sono rimasto convinto del "modello teorico-organizzativo", come del resto altri commentatori, con cui pure non concordo appieno. C'erano anche delle frizioni con il sistema di valutazione proprio delle Università, del quale mi interesso più direttamente, per questo mi tornerà utile ogni aggiornamento o valutazione su quanto accade nei quartieri brunettiani.

RR

 

Io credo che Brunetta, (non saprei se per colpa sua, dei suoi collaboratori o per le resistenze che incontra) finisce per perdere tempo con riforme di facciata che lasciano inalterato lo status quo e si limitano alla cosmesi. Il caso della class action e' emblematico. I cittadini dovrebbero sobbarcarsi l'onere di una calss action (mettere insieme i soggetti coinvolti, pagare gli avvocati, produrre carte, andare in giudizio) per essere sostanzialmente presi in giro perche' non potrebbero in ogni caso vedersi riconosciuto alcun risarcimento. Avrebbero solo la soddisfazione di aver segnalato una disfunzione organizzativa. Insomma "class action" nel gergo di chi ha scritto e di chi ha approvato la legge si traduce in "boiata". 

Il sito della Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l'Integrita' delle amministrazioni pubbliche mi fa pensare a qualche cosa di analogo. Nella sezione Compiti e Funzioni c'e' un laconico avviso "Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività
del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni".

Nella sezione Prossime Tappe veniamo informati che:

"Con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabilite le modalità di organizzazione, le norme regolatrici dell’autonoma gestione finanziaria della Commissione e fissati i compensi per i componenti. Il decreto è in fase di approvazione".

Non e' dato sapere se e quando e' prevista tale approvazione. In compenso entro il 30 aprile 2010 bisognerebbe nominare i componenti degli Organismi Indipendenti di Valutazione (OIV) in tutte le amministrazioni centrali. Ma al momento non si sa nemmeno quali requisiti questi membri dovrebbero avere.

Nella sezione Documenti c'e' il vuoto assoluto (under construction ci avverte in inglese il webmaster).

Un aspetto positivo sono i CV dei membri della Commissione (che non conoscevo nemmeno di nome fino a questa mattina) che sembrerebbero, quantomeno sulla carta, scelti con criteri ragionevoli. Staremo a vedere cosa saranno in grado di fare.

La Commissione per la Valutazione è stata insediata da poco, un paio di mesi, dopo un iter legislativo che, peraltro, non sono riuscito a seguire nel dettaglio (avrei voluto). Potrà disporre un un organico dedicato di 30 unità di personale (solo per trasferimento, comando, ecc...) e mi immagino gli augusti membri del collegio impegnati ancora nella fase preliminare della messa in opera. Comunque non sembra - a lume di naso - che il sito web istituzionale dia l'esempio di fulgida trasparenza, sempre che ci sia qualcosa di aggiuntivo su cui informare. Si può sempre provare a stimolarli, sia contattandoli direttamente, sia (in via generale) segnalando le disfunzioni al servizio Accessibile, che mi perito di indicare a tutti i lettori di nFA per ogni buon uso possibile, ed a cui io volevo quasi quasi segnalare il bailamme dei sito del MIUR, che, a parte essere ancora bino, dopo quasi due anni di riunificazione tra Pubblica Istruzione e Università, nella "metà" universitaria ha, ad es., la sezione "Normativa" ferma al 2007 (cosa ridicola per un Ministero, direi - uno va lì apposta per vedere le norme intanto). Certo, vi sono le sottosezioni "Studenti", Università", "Ricerca Scientifica" e "AFAM", le cui "Notizie" sono aggiornate, ma non sono ricercabili internamente per documenti. Sul resto delle pagine informative interne stendo un velo pietoso.

Tornando alla Commissione, sarebbe interessante sapere che cosa pensano e come si stanno muovendo nel collegio, a parte le delibere (ferme a gennaio). Insomma anche i verbali delle riunione (a proposito, quando/quante? il calendarietto è vuoto) sono utili. O altre forme di comunicazione del pensiero dei componenti.

RR

 

Mi sembra un'ottima idea quella di informare i membri della Commissione e di vedere come reagiscono. Provo a mandare loro una mail. 

Segnalo che il link (http://www.youtube.com/watch?v=uRXOeYkfINw )  ai video di Gawronski su YpuTube non funziona. Potrebbe essere utile, il link ad AOL Video http://video.aol.co.uk/video-detail/dentro-palazzo-chigi-lespresso-multimedia/3808249386

A dire il vero il link a me funziona. Ma io non sono in Italia. Forse da Palazzo Chigi hanno chiesto assistenza tecnica al governo cinese. Che tra i vari "distaccati" ci sia qualche hacker dagli occhi a mandorla che si e' fatto le ossa violando il sito di Google Mail? Oppure esperti di Firewalls che impediscano l'accesso a materiale politicamente sensibile?

A parte gli scherzi grazie per aver segnalato il problema!

Per la verità sul video compariva la segnalazione di un lalfunzionamento tecnico ed il filmato non era visibile. Poi rispetto al governo cinese, secondo la regola che al peggio non cìè fine, basta ed avanza l'autarchia italiota.

"Soprattutto a beneficio dell'elettorato che si autodefinisce variamente conservatore, di destra o liberale e che quindi dovrebbe essere sensibile proprio alla efficienza della P.A., alla riduzione degli sprechi, all'applicazione delle leggi, al prestigio dello Stato e al decoro delle Istituzioni (con la I maiuscola)."

Francamente non ho mai capito perchè una cosa del genere dovrebbe esser di destra o di sinistra.

Tutti i cittadini di qualsiasi idea politica dovrebbero aver a cuore l'efficienza della P.A. e dello stato.

Ps:

anche a me il link youtube non funziona. Forse perchè sono in italia.

Hai ragione. Questi temi non dovrebbero essere appannaggio di una parte politica. Dovrebbero essere valori condivisi e fondanti di uno Stato.

La mia era una punzecchiatura per coloro che si identificano politicamente con il motto "Ordine e Disciplina" (o Law and Order per gli anglofili). E anche per quelli che vagheggiano Quintino Sella e che scrollano le spalle (o la gobba) quando gli fai notare che votano per una banda di cleptocrati.

PS Questa faccenda del link a YouTube sta diventando inquietante. Adesso provo a chiedere lumi al webmaster.

anche a me il link youtube non funziona. Forse perchè sono in italia.

A me funzia, ma non sono in Italia.
La cosa inizia a puzzare.
FF

E' un semplice problema tecnico che si sta presentando in questi giorni su molti video (di qualsiasi argomento). I video che youtube non riesce a visualizzare sono comunque scaricabili con l'apposito add-on di firefox.

Leggermente OT ma neanche tanto. Una semplice domanda. Vari giornali pubblicano oggi le intercettazioni che provano, al di là di ogni ragionevole dubbio, che Bertolaso ha goduto di prestazioni personali a carico di imprenditori con interessi nella protezione civile. Il fatto che le prestazioni fossero apparentemente di natura sessuale (le intercettazioni pubblicate non rivelano molto al riguardo, ma non si capisce se è per pudicizia o per altra ragione) mi pare un dettaglio minore: anche se fossero solo massaggi non cambierebbe nulla. Il fatto documentato è che questi imprenditori pagavano i servizi a Bertolaso, e sono anche destinatari di vari appalti dal sistema della protezione civile.

La domanda è: in quale altro paese un uomo politico in questa situazione riesce a non dimettersi? O a venir fuori con il ridicolo escamotage ''pronto ad andarmene se Silvio me lo chiede''?

L'unica possibile e accettabile linea di difesa dovrebbe essere quella di negare la veridicità delle intercettazioni, ossia cercare di affermare che l'imprenditore si è inventato tutto e ha poi costruito un castello di chiamate telefoniche per supportare l'invenzione. Il ché è molto difficile da credere, visto che l'imprenditore in questione non si capisce cosa ci guadagnerebbe.

Se posso mi permetto di aggiungere alla domanda:

in quale azienda per giustificare il proprio operato gravemente negativo è sufficiente dire "sono troppo buono"?

Cioè : siccome son buono, e non l'ho fatto apposta, è tutto ok?

Mia moglie sostiene che è comunque meglio avere a che fare con disonesti che con incapaci ma, senza arrivare a questo, come è possibile, anche solo pensare, di nascondersi dietro una simile giustificazione?

............come è possibile, anche solo pensare, di nascondersi dietro una simile giustificazioni

Interessante domanda! La dovremmo porre solo ad una ventina di milioni di elettori

Leggermente OT ma neanche tanto. Una semplice domanda. Vari giornali pubblicano oggi le intercettazioni che provano, al di là di ogni ragionevole dubbio, che Bertolaso ha goduto di prestazioni personali a carico di imprenditori con interessi nella protezione civile. Il fatto che le prestazioni fossero apparentemente di natura sessuale (le intercettazioni pubblicate non rivelano molto al riguardo, ma non si capisce se è per pudicizia o per altra ragione) mi pare un dettaglio minore: anche se fossero solo massaggi non cambierebbe nulla. Il fatto documentato è che questi imprenditori pagavano i servizi a Bertolaso, e sono anche destinatari di vari appalti dal sistema della protezione civile.

Sinceramente, io non riesco a farmi una opinione certa al riguardo.

Se io, avvocato, offro un caffè ad un giudice, l'ho corrotto?

Quanto vale un appalto di quelli che gestisce Bertolaso? Questa Monica ce l'ha d'oro o cosa? Il valore di un paio d'ore in compagnia di una escort (per quanto di alto bordo), rispetto al valore degli appalti in gioco, è molto, molto inferiore a quello di un caffè! Allo stato, l'ipotesi accusatoria nei confronti di Bertolaso è: "ti sei fatto corrompere per un caffè!". E' credibile questo? E' veramente provato oltre ogni ragionevole dubbio?

Io, sinceramente, trovo che le dimissioni siano una forma di ipocrisia in questo particolare caso. La verità, infatti, è che a partire dal piccolo professionista in sù, i maschi italiani vanno a puttane come fossero cioccolattini, e capita che se le "offrano" l'un l'altro come si offre appunto un caffè o un aperitivo. A me è capitato diverse volte di assistere o venire a conoscenza di questo tipo di "cortesie" tra gente che ha molta meno disponibilità economica e potere di Bertolaso (cfr. Tognazzi e Gassman - in nome del popolo italiano). Bertolaso, quindi, si è comportato come si comporta (o si comporterebbe) la stragrande maggioranza degli uomini italiani. Nessuno lo dice... se io dovessi basarmi sulle testimonianze di quegli uomini che non sono in confidenza con me, dovrei giungere alla conclusione che la prostituzione non esiste... eppure basta fare una rapida ricerca su internet per scoprire che solo per la città di Palermo ci sono una TRENTINA DI ANNUNCI AL GIORNO di escort di vario tipo... siete voi gli economisti, fatevi un conto :)

Anzi la faccio io una piccola ricerca.

In questo sito :

http://palermo.bakekaincontri.net/donna-cerca-uomo-0

Ho contato 52 (CINQUANTADUE) annunci di escort per la sola città di Palermo e per la sola giornata di OGGI! E mi sono fermato al primo sito che ho beccato!

Pensare che una cosa così comune come andare con una escort possa costituire tangente è un'offesa all'intelligenza... pertanto, io rimango in attesa che gli inquirenti tirino fuori qualcosa di più concreto per quanto concerne la posizione di Bertolaso, il quale, ora come ora ai miei occhi è solo uno dei tanti puttanieri d'Italia che sarebbe ipocrita fare dimettere, perchè a puttane, anche se non lo dice nessuno, ci vanno tutti!

 

 

 

Se io, avvocato, offro un caffè ad un giudice, l'ho corrotto?

No, ma se passa i giorni ad organizzarre il modo in cui un prestigioso bar del centro resta aperto una notte solo per soddisfare il goloso giudice con miscele sceltissime, allora credo che il dubbio sia lecito.

Aspetta, siamo tornati al "è troppo ricco per essersene accorto"?

Anche Mario Chiesa prese solo sette milioni...

Per quel che mi riguarda, se ti fai corrompere per poco, non è che non sei corrotto, è che sei scemo.

Sette milioni per l'appalto relativo alle pulizie di un ospizio sono proporzionate... una prestazione da qualche centinaio di euro per appalti di centinaia di migliaia di euro è un'idiozia e, sinceramente, non sono convinto oltre ogni ragionevole dubbio che Bertolaso sia così stupido...

.. forse è una questione di browser ? con Firefox 3.6 non ho avuto alcun problema.

Non credo sia un problema di browser, io ho usato Explorer, versione 8.

Dalla sguizzera funziona con firefox 3.6,  I.E. 8, Google Crome 4, Opera 9, Flock 2.5.6
Su altro forum in cui ho postato questo avviso, confermano che dall'Italia non funziona: "An error occurred please try again later". Ora chiedo che browser usano e se possono fare prove con diversi Browser. Scusate l'off topic ..... eventualmente la prova provata si puo' fare dicendo a chi non riesce di usare un DNS di tipo free, non legato al provider. Chi ha qualche numero da dare?

Francesco

Per sempio per i DNS pubblici leggere qui:http://code.google.com/speed/public-dns/

 

Una cosa. Io che vedo il filmato osservo che:

1) è stato inserito da kobrakhan74 il 14 gennaio 2010 ed ha (solo) 2,025 views.

2) Vedo inoltre 9 commenti, tutti (e solo) di un mese fa. Il giorno della pubblicazione.

Poi piu' nulla. Oggi è il 15 febbraio; appunto un mese dopo la pubblicazione.

Possibile che ci siano stati 9 commenti il primo giorno ... poi piu' nulla?

FF



In effetti il disinteresse per queste vicende e' preoccupante.

La mia esperienza, per chi può essere utile:

- con Mozilla/5.0 (X11; U; Linux x86_64; it; rv:1.9.1.7) Gecko/20100106 Ubuntu/9.10 (karmic) Firefox/3.5.7 il video non parte nemmeno

- con Google Chrome 5.0.307.7 beta (sempre su Ubuntu Karmic Koala) il video parte ma compare il messaggio "An error occurred, please try again later"

Dimenticavo: i miei tentativi sono dal Bel Paese

Dimenticavo: i miei tentativi sono dal Bel Paese

Se hai dimestichezza con i parametri di internet potresti impostare il DNS di google (vedi il messaggio precedente) oppure provare con un trace http (se sei un informatico di media esperienza).

Uno mi ha segnalato di esserci riuscito, da salerno. (se fosse stato da bergamo ... la battuta sarebbe stata automatica)

Probabilmente se c'è un filtro, è stato messo dai provider e qualcuno non lo ha fatto.
Sarebbe quindi interessante sapere anche il provider di chi riesce o non riesce.

Certo che se fosse vero sarebbe veramente mostruoso per cui preferisco pensare che non sia vero e che sia solo un banale problema tecnico.

Francesco

Mi servirebbe un poco di tempo per modificare i settaggi e invece debbo abbandonare per ora la postazione. Il mio provider è Fastweb. Ora tuttavia il video è perfettamente accessibile con Google Chrome (non con Firefox).

Dall'Amerika il video si vede con tutto senza alcun problema. Il pattern che descrivete e' veramente strano.

Il GT ed il Webmaster (ossia, Andrea e Marcello) che capiscono i trucchetti di internet meglio di me stanno dandoci un'occhiata. Non vorrei mai si scoprisse che ...

Io sono in Italia e a me parte, almeno in azienda: non l'ho visto per motivi di tempo, ma a partire parte.

confermo che sia con ie8 che con firefox il link non mi funziona.Anch'io ho il messaggio "An error occurred please try again later"

E' un semplice problema tecnico che si sta presentando in questi giorni su molti video (di qualsiasi argomento). I video che youtube non riesce a visualizzare sono comunque scaricabili con l'apposito add-on di firefox.

http://www.downloadhelper.net/

All'indirizzo qui sopra potete scaricare l'add-on (che è comunque molto utile e comodo).

Il video viene scaricato in formato .flv.. si trovano facilmente i player in giro per la rete e sono del tutti gratuiti.

E' un semplice problema tecnico che si sta presentando in questi giorni su molti video (di qualsiasi argomento).

Grazie per la segnalazione del downloader.
Mi chiedo come mai il problema tecnico si manifesti con una frequenza elevata (quasi 100%) in Italia e mai alle mie latitudini alpine o in USA.

Francesco

Provato stamattina dall'Italia con Firefox 3.6 e... "An error occurred please try again later"

Riprovato in questo momento dalla stessa postazione e il video va tranquillamente...

Aggiornamento: condiviso il link del video su Facebook e siamo di nuovo all'errore di stamattina. Mah...

Aggiornamento 2: per amor di cronaca, ho cliccato su una quarantina di video completamente a caso e lo stesso errore mi è capitato solamente altre due volte (con questo video e con quest'altro).

Ho contattato lo staff di Gawronsky, la persona intervistata.
Nemmeno loro riescono, dall'Italia, a vedere il filmato su Youtube.:-(

Non sanno che dire (Andreottinamente ... a pensar male si fa peccato) ma intanto indicano un link alternativo: www.facebook.com/home.php?sk=video#!/video/video.php?v=1322984364674

Segnalano la messa in stato d'accusa da parte della PCM

Francesco

Non sono sicuro al 100%, ma dai dati raccolti sembrerebbe un problema tecnico, come dice Capaneo. Il fatto che i problemi siano parzialmente localizzati si spiega abbastanza facilmente: siti come youtube usano decine di server, quale effettivamente serve un' utente viene deciso anche in base al suo IP.

Il dns non c'entra: con quello si può oscurare un sito, non un suo sottoinsieme.

Su due piedi non ho trovato altre lamentele, ma non ho avuto tempo di cercare bene: se succede da diversi giorni probabilmente la notizia è fredda, trovarla richiede un po' di tempo.

Su due piedi non ho trovato altre lamentele, ma non ho avuto tempo di cercare bene: se succede da diversi giorni probabilmente la notizia è fredda, trovarla richiede un po' di tempo.

Sono il primo a essere sollevato dall'idea che sia solo un problema tecnico ma segnalo che i commenti a quel video sono 9 e tutti nel primo giorno. L'oscuramento (accidentale o no) dura quindi da 30 giorni.

Una domanda un po' ... paranoica. Se esiste un problema tecnico sarebbe possibile oscurare una pagina ricreandolo? Come a dire che si usa ad arte un problema tecnico per censurare una pagina in una certa classe(grappolo) di IP? 

Francesco

PS: io se fosse un censore, messo nella stanza dei bottoni, farei così:
1) preparerei un disturbo random, che colpisce il 5% delle connessioni di una nazione. E che se uno ritenta, funziona. Questo serve da alibi. C'è un disturbo, ... vedete? va e viene ogni tanto. Stiamo risolvendo il problema.
2) poi blocco la pagina incriminata con lo stesso disturbo. Spiegazione ufficiale: non è censura ... è un disturbo. Non siate paranoici!

 

 

Se vuoi correre il rischio di essere sputtanato da Google come è successo alla Cina è possibile, ma difficile e costoso: bisogna convincere tutti i provider ad installare hardware apposito (o sovraccaricare l' esistente, che nel medio periodo è la stessa cosa) per danneggiare i loro clienti, e per di più a farlo in segreto.

Oppure puoi chiedere a Google: magari a sostituire il video con una scritta "tolto su richiesta di..." ci stanno pure, ma a simulare malfunzionamenti non ce li vedo proprio.

Non so se sia necessario hardware apposito e non credo che sia google a simulare malfunzionamenti.
Leggo qui che in passato ci sono stati tentativi maldestri di oscurare localmente youtube e non escludo che alcuni governi abbiano predisposto sistemi piu' raffinati e mascherati da errore tecnico per bloccare solo alcune pagine (se blocchi tutto c'è l'insurrezione...). Ho provato a tracciare il collegamento con traceroute e si arriva in USA, naturalmente. Di mezzo pero' ci sono 9 nodi (togliendo il mio PC ed il mio router)  e l'operazione di blocco potrebbe essere in molti posti diversi. Mi segnalano che chi ha tiscali vede il video. Potete provare anche con un copia del video, che pare funzionare anche dall'Italia ed ha avuto già 5 visualizzazioni. Vediamo se rimane sempre accessibile o se dopo un po' anche li' appare il misterioso errore tecnico.
Francesco

Non sono sicuro al 100%, ma dai dati raccolti sembrerebbe un problema tecnico, come dice Capaneo. Il fatto che i problemi siano parzialmente localizzati si spiega abbastanza facilmente: siti come youtube usano decine di server, quale effettivamente serve un' utente viene deciso anche in base al suo IP.

Scusando per il lungo off-topic, vorrei tirare le fila di questo strano problema.
L'ipotesi che sia veramente un guasto tecnico (e non una censura cinese) viene resa sempre piu' inverosimile da alcune prove fatte in giornata, da altri amici sparsi nella rete.

premetto che il messaggio di errore puo' veramene capitare in modo random. Tuttavia dice sostanzialmente "ritenta, sarai piu' fortunato". Ed è vero. Se capita basta ritentare ed il filmato appare.
Il fatto che sistematicamente un certo filmato di errore allo stesso utente non lo avevo mai visto.
Inoltre quell'utente riesce vedere il video se usa un anonimizer (che gli fornisce un IP diverso).
Questo esclude che sia il suo PC o il suo Router ad avere problemi o che il problema sia sul file su disco nella farm di youtube (anche perché gli amici amerikani e sguizzeri quel fimano lo vedono sempre, senza mai ierrori).

L'ultima prova fatta oggi per me è praticamente risolutiva. Lo stesso utente, senza usare alcun anonimizer, riesce a vedere il filmato di copia che è stato caricato ieri sera. Questo significa che il suo IP normale non incappa nel problema tecnico se esamina la copia fatta ieri sera (che nessuno per ora conosce) mentre incappa nel problema tecnico se esamina il filmato originale, che era stato indicato da Fabio Scacciavillani nel post di apertura. Non incappa pero' se usa un anonimizer.

E questo avviena sempre, non "random".

A questo punto credo che 2 + 2 faccia 4 (almeno al 99.99%) e che quel "disturbo tecnico" possa avere una sola spiegazione. Esiste in alcuni nodi italiani un blocco al quel filmato.

Francesco

In effetti io ho sempre visto il video, senza alcun problema, e l'ho segnalato, ma in ufficio io ho British Telecom (ex Albacom), e da quel che vedo mi sposta l'accesso su un nodo su Roma con IP generico, quando non addirittura non dà alcun IP.

Invece, a casa mia, ho Alice, e da lì il filmato è random...

Francesco,

Io non volevo spingermi troppo offtopic, ma mi sento in doveer di farlo.

  1. traceroute è irrilevante: il sito di youtube ha decine di mirror, e spesso quando guardi un video ne sceglie uno "vicino".In questo momento (da UK) pare mi dirotti su v21.lscache5.c.youtube.com (USA). Se tu finisci sul v11.lscache3.l.google.com (sempre USA) i problemi tecnici possono benissimo essere distinti. E non è detto che il programmino flash che visualizza i video non faccia altri reindirizzamenti. Non ho tempo per sniffarlo ora.
  2. se la scelta del mirror è legata all' ip risultati diversi per ip diversi non provano nulla.
  3. per bloccare un sito basta dirottare il DNS, poco costoso e semplice.Per bloccarne un sottoinsieme puoi usare due tecniche:
  • transparent proxy con content filter.Per farlo a livello nazionale l' hardware serve eccome
  • deep packet inspection: molti provider la fanno già, ad esempio per bloccare programmi p2p, ma dire che non avrebbero bisogno di hardware aggiuntivo per filtrare pure youtube è come dire che uno che ha una ruspa ha tutto il necessario per deviare il po.

Entrambe le tecniche richiedono supporto attivo da parte dei maggiori provider, ovvero la collaborazione di centinaia di tecnici.Farla in segreto è pensabile giusto in quei posti dove i chiacchieroni campano poco.

Grazie dei chiarimenti.
Rimane aperta ogni possibilità, perché se non è un filtro (cinese, per dire) opera molto bene, come se lo fosse. Se esamini le statistiche del filmato vedi che qualunque cosa sia ha molto successo nel bloccare la visione. Inoltre questa ambiguità altalenante tra errore e sabotaggio induce chi dovrebbe (o potrebbe) denunciare la cosa ad una certa prudenza. Il risultato è che a parte i primi giorni, malgrado il boom di accessi legati ai riferimenti provenienti da sito di beppegrillo) poi piu nessuno ha avuto accesso al filmato. Tranne questi ultimi due giorni di ripresa, legati immagino agli accessi "esteri" provocati da questa discussione e dai pochi italiani che riescono casualmente ad accedere. Per ora avro' sentito un centinaio di persene e solo cinque hanno detto di avere accessi a quel ilmato dall'Italia. Come problema tecnico, che dura da un mesetto, mi pare grave. Dicamo che se con le stesse percentuali avesse colpito altri filmati, avremmo già dovuto sentirne parlare. 

Poi sulla collaborazione di "centinaia di tecnici" ... direi che non è detto che chi sa cosa sta installando e configurando poi sappia quali siti realmente finiscono con essere bloccati. Magari la finestra aperta per inserire l'elenco delle pagine indesiderate è in mano a pochissimi o al personale di certi ministeri o servizi particolari. Puoi escluderlo? Io non credo si possa escludere.

Francesco

Una prima prova è stata fatta con beatfiltering

Provate anche voi

In questo modo gli amici dall'italia che hanno provato ci sono riusciti

Francesco

 

Un altro test andrebbe fatto sul sito de L'Espresso dove i due video (successivamente consolidati in un unico file su YouTube) sono stati pubblicati originariamente. Se le stesse difficolta' di accesso dall'Italia si dovessero verificare anche su questi due URL

http://espresso.repubblica.it/multimedia/22147297/1/1

http://espresso.repubblica.it/multimedia/22147297/1/2

allora sarebbe difficile pensare ad una coincidenza.

Se dovessimo scoprire che un Grande Fratello decide cosa possiamo vedere su internet ci tocchera' trasferirci tutti in Islanda http://espresso.repubblica.it/dettaglio/unisola-per-internet/2121036&ref=hpstr2

 

Un altro test andrebbe fatto sul sito de L'Espresso dove i due video (successivamente consolidati in un unico file su YouTube) sono stati pubblicati originariamente. Se le stesse difficolta' di accesso dall'Italia si dovessero verificare anche su questi due URL

Purtroppo questi non sono filmati youtube, anche se su youtube qualcuno ne ha caricata una copia vista da qualche decina di persone. Dico purtroppo perché youtube (e non l'espresso) mostra in modo trasparente le statistiche di accesso nel tempo. Su youtube abbiamo quindi un parametro oggettivo, oltre al "io lo vedo, io no, io no" che se è indicativo non è scientifico. Non solo, da youtube abbiamo anche una mappa degli accessi (italia, usa, ...).
per il video che sembra "bloccato" (dico sembra perché indizi tanti, prove nessuna) il grafico nel tempo mostra che tutti gli accessi sono avvenuti all'inizio, i primi due giorni. Ora c'è una certa ripresa, dovuta forse a questa discussione. In effetti oltre al grafico c'è anche una tabella di dati che mostra come tutti gli accessi sono avvenuti il 14, il 15 ed il 16 di gennaio. Poi nulla (il grafico è piatto) fino al ... 14 di febbraio. Da dove? www.noisefromamerika.org  con 91 visite.

Ciao,
Francesco

 

Allora provo a contattare l'Espresso per avere questi dati. Nel frattempo sarebbe utille, tanto per avere qualche evidenza aneddotica, verificare se l'accesso dall'Italia ai video de l'Espresso presenta gli stessi problemi di quello su YouTube. Se non ci fossero problemi allora non vale la pena di investigare ulteriormente.

Grazie mille per l'impegno. Credo che gli indizi raccolti siano comunque abbastanza inquietanti.

Fabio

Ma sulla B2 che si sta mangiando lo Stato dal di dentro, usando la Prootezione Civile, che cosa dice l'ideologia brunettiana? Insomma, mi interessa la questione teorica, se il brunettismo sia in qualche modo distinto e forse distante da codeste pratiche, e quindi eventualmente da sostenere in funzione pro-Art.98 sopra citato (“I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione”).

RR

A proposito di Operazione Trasparenza e operato della PA, volevo segnalare un post dal blog di Pasteris: link.

Come spiegato nel post, è possibile, per i gestori di un sito, escludere dall'indicizzazione dei motori di ricerca intere sezioni del sito stesso, elencandole in un file chiamato robots.txt.

Andando a guardare i robots.txt di vari siti della pubblica amministrazione, si notano una serie di cose divertenti: spesso e volentieri (cfr. il sito del Governo, della Presidenza del Consiglio, dell'Operazione Trasparenza..) vengono escluse dalle ricerche di Google e simili proprio le sezioni del sito in cui sono presenti i curricula dei dirigenti, o i compensi per le consulenze..

Colmo dell'ironia, la stessa sezione del sito del Ministero dell'Innovazione dedicata all'operazione trasparenza è occultata ai motori di ricerca (vedere per credere.. link)..

E come se non bastasse, è lo stesso Ministero dell'Innovazione a suggerire, attraverso una comoda guida in pdf, le informazioni tecniche necessarie a sottrarre le pagine desiderate all'occhio indiscreto di google..

Insomma, trasparenza sì, ma non troppo.. Solo a me sembra strano?

:ciao:

 

 

 

Visto che mi sento chiamato in causa (è, in pratica, parte del mio mestiere) posso dirti che, come tu stesso accenni, è una precisa direttiva del dipartimento della funzione pubblica; lo scopo è quello di impedire che al curriculum vitae si possa accedere direttamente da Google.

So che sembra una fesseria e, a mio modesto avviso, lo è: ma su questo punto la burocrazia italiana si è battuta più e più volte. In pratica la logica è: certi documenti devono essere pubblicati in rete, ma non devono essere facilmente reperibili se no si può facilmente ricostruire la vita di qualcuno, il che violerebbe la privacy. Esistono anche circolari in cui si dice che i risultati dei concorsi pubblici devono essere messi on line, ma poi bisogna ricordare di toglierli o di renderli poco visibili per il diritto all'oblio.

A parziale discolpa dei burocrati c'è da dire che pensieri simili toccano anche gli imprenditori (italiani e non): basta ricordare la recente battaglia tra Google e gli editori dei giornali.

 

A me sembra vagamente demenziale. Sono documenti liberamente consultabili online se so già dove cercarli: dare la possibilità di trovarli facilmente con Google crea una lesione della privacy?

E in ogni caso, nessuno obbliga nessuno a lavorare o fare consulenze per la PA: in un paese civile il diritto alla privacy non dovrebbe nemmeno essere at stake..

E ancora, ammettiamo che la privacy sia violata esponendo i curricula e quindi le biografia a google. ma per quanto riguarda gli emolumenti? diritto alla privacy  anche per questo? mi sembra tirata davvero per le orecchie.. 

Grazie per la spiegazione comunque. :ciao:

giovanni

A me sembra vagamente demenziale. Sono documenti liberamente consultabili online se so già dove cercarli: dare la possibilità di trovarli facilmente con Google crea una lesione della privacy?

Ti ringrazio per il vagamente: a me che sono stato costretto a farlo sembra estremamente ridicolo.

E ancora, ammettiamo che la privacy sia violata esponendo i curricula e quindi le biografia a google. ma per quanto riguarda gli emolumenti? diritto alla privacy  anche per questo? mi sembra tirata davvero per le orecchie..

In verità nei cv ho suggerito di inserire pochi dati davvero personali: solo nome, cognome, data di nascita, titoli di studio e incarichi legati alla carriera. Mi sembrano tutte cose pubbliche. Per quanto riguarda gli emolumenti non li ho esclusi dalle ricerche: poi magari dovrò escludere anche quelli perché mi è sfuggita qualche circolare / direttiva / quel che vuoi.

Lo ignorano: archivia solo poche pagine per sito.

Semplice: non ne conoscono nemmeno l'esistenza.

E, no, non è come dice Marcello Urbani: non è che il "poco" assolve archive.org.

I motori di ricerca esistono praticamente da quando esiste il web, ma solo da poco i burosauri ne hanno capito a sufficienza il funzionamento. La nostra speranza, spiace dirlo, sta nella loro ignoranza: meno ne vengono a sapere e meglio è. Perché quando la burocrazia entra in contatto con la tecnologia ne vengono fuori mostri.

Il buro - pensiero è: la tecnologia è uno strumento di trasparenza, solo un po' troppo trasparente. Il caso delle dichiarazioni dei redditi pubblicate on line ne è un chiaro esempio.

 

"A parziale discolpa dei burocrati c'è da dire che pensieri simili toccano anche gli imprenditori (italiani e non): basta ricordare la recente battaglia tra Google e gli editori dei giornali."

Direi che le due questioni non sono proprio analoghe. Gli editori vorrebbero essere pagati per un servizio (l'informazione messa gratuitamente in rete) che Google utilizza traendone un beneficio economico (non entro nel merito delle argomentazioni pro e contro la richiesta degli editori).

I siti della pubblica amministrazione "oscurano" l'informazione a cui tutti i cittadini hanno diritto, cioe' sulle competenze e sulle qualifiche dei dipendenti pubblici di cui i contribuenti pagano lo stipendio. Pertanto personalmente ritengo cruciale poter accedere facilmente a queste informazioni per esercitare un (sacrosanto, a mio modo di vedere) controllo su chi svolge funzioni importanti per la vita di ognuno.

La privacy in questi casi non c'entra assolutamente. Io ho diritto di sapere se ad esempio un dirigente ASL e' un medico, un manager, oppure un salumiere, o un funzionario di partito. La privacy purtroppo viene invocata spesso dai rappresentanti istituzionali, per sottrarsi al giudizio dell'opinione pubblica e all'accountability nei confronti del pubblico.

E' curioso: l'altro giorno stavo scrivendo un documento in Italiano e mi serviva tradurre la parola "accountability": ho scoperto che non esiste una vera e propria traduzione...

 

La privacy in questi casi non c'entra assolutamente. Io ho diritto di sapere se ad esempio un dirigente ASL e' un medico, un manager, oppure un salumiere, o un funzionario di partito... 

Penso che il 99% dei commentatori di Nfa sia d'accordo con questo assunto. La mia impressione però è che in media in italia l'idea che l'accountability del settore pubblico possa e debba prevalere sul diritto alla privacy di chi vi lavora non sia affatto diffusa. 

Come diceva Paolo Casillo più sopra 

 su questo punto la burocrazia italiana si è battuta più e più volte. In pratica la logica è: certi documenti devono essere pubblicati in rete, ma non devono essere facilmente reperibili se no si può facilmente ricostruire la vita di qualcuno, il che violerebbe la privacy.

Un ragionamento del genere mi sembra rifletta l'impostazione (che imho va per la maggiore in italia) di chi considera il diritto alla privacy come inalienabile e incomprimibile.

Quello che mi piacerebbe  sapere è: ad oggi, la cultura giuridica italiana riflette questa interpretazione? Il burocrate che cerca di occultare il proprio curriculum o il consulente che vuole nascondere il proprio compenso, nell'ordinamento italiano, sta legittimamente esercitando un suo diritto, oppure sta semplicemente facendo il furbo e tirando la corda, consapevole del fatto che l'opinione pubblica in questo senso è molto pigra (o stanca) e che i giornalisti dormono?

:ciao:

 

 

Quello che mi piacerebbe  sapere è: ad oggi, la cultura giuridica italiana riflette questa interpretazione? Il burocrate che cerca di occultare il proprio curriculum o il consulente che vuole nascondere il proprio compenso, nell'ordinamento italiano, sta legittimamente esercitando un suo diritto, oppure sta semplicemente facendo il furbo e tirando la corda, consapevole del fatto che l'opinione pubblica in questo senso è molto pigra (o stanca) e che i giornalisti dormono?

La cultura giuridica italiana è delegata al Garante che se ne esce con simili pronunce:

Il Garante [...] ha previsto che l'ente continui a divulgare sul proprio sito istituzionale le decisioni sanzionatorie riguardanti l'interessato e la sua società, ma - trascorso un congruo periodo di tempo -  collochi quelle di vari anni or sono in una pagina del sito accessibile solo dall'indirizzo web. Tale pagina, ricercabile nel motore di ricerca interno al sito, dovrà essere esclusa, invece, dalla diretta reperibilità nel caso si consulti  un comune motore di ricerca, anziché il sito stesso.

Quella citata è una pronuncia fatta parzialmente a favore di un dipendente pubblico: la storia è che il tizio aveva commesso un illecito, sanzionato e pubblicato sul sito e si appellava all'abominevole diritto all'oblio (che è, in pratica, una privazione del diritto all'informazione per i cittadini). Il garante ha detto, in pratica, che la sanzione o doveva essere rimossa o doveva essere resa irreperibile ai motori di ricerca esterni al sito (!!!!).

Se questo ti sembra assurdo, pensa che qualcosa di analogo è stato detto anche per quanto riguarda i risultati dei concorsi pubblici (e su questo ci sono passato anch'io, con richiesta da parti di ex concorrenti di nascondere le graduatorie): in pratica i risultati devono essere pubblici, ma solo per un po' e poi devono essere visibili ai soli motori di ricerca interni.

Questo ha dato poi l'aire agli ottusi burocrati a limitare le pubblicazioni di graduatorie così da essere sicuri che un domani a nessuno venga in mente di denunciarli per violazione della privacy; la logica è: se non pubblico niente domani non dovrò preoccuparmi di oscurarlo e di come farlo. A voi il commento.

Volevo giusto scriverci un passaparola, ma visto che mi hai anticipato direi di accontentarci di un post.

Il più bello però è quello della Lombardia, che occulta l' intero sito!

Per quanto mi riguarda fai pure, è una faccenda abbastanza buffa.

Ormai appena mi viene in mente un sito vado a spulciare il robots.txt per vedere cosa viene fuori..Per esempio al senato hanno deciso che non avevano tanta voglia di rendere accessibili le informazioni riguardanti un concorso per 30 assistenti..

:ciao:

Bella questa :)

Il bello è che la pagina bloccata non è visibile, credo si trattasse di una faccenda del 2007.

Visto che oggi è in ballo un altro concorso direi che non si tratta di una prassi ma piuttosto di una particolarità di questo caso specifico.

Quale non saprei, ma la postilla della notifica più recente un sospetto lo genera:che la pubblicazione effettiva dei nuovi termini sia stata effettuata all' ultimo minuto, e chi doveva vincere il concorso sia stato informato per altre vie.

Ai sensi dell'articolo 7 del bando di concorso e dell'articolo 6 del Regolamento dei concorsi del Senato della Repubblica, il presente avviso assume valore di notifica a tutti gli effetti.

Ma è solo un' ipotesi, sarei curioso avere informazioni di prima mano.

In realta' se leggi poco prima dice:

In relazione ai procedimenti pendenti presso gli organi del contenzioso

Il che a me fa pensare che si tratti piu' che altro di una cosa del tipo "non mandiamo troppo in giro che ci hanno contestato un concorso", poi ovviamente chi e' interessato (ovvero i soli contestatari) lo saprebbero comunque, leggendo sul link o sulla gazzetta ufficiale.

Riguardo al concorso per 30 assistenti, leggendo il link credo che si tratti proprio di burocrazya (ammettetemi il neologismo :))  cioe' qualcosa che sia stato troppo "stringente" per i tempi di generazione di certificati tipici delle altre amministrazioni, e chi ha scritto il bando non se ne sia accorto. A questo punto avrebbe senso anche non far passare il robot, almeno finche' la pagina non diventa definitiva, e qualcuno si e' dimenticato di togliere la linea.

Se tanto mi da tanto, magari i "contestatori" sono persone non ammesse al concorso a causa di qualche difetto nella formulazione dei requisiti per la partecipazione, che poi avendo contestato ed essendo stato riconosciuto il difetto dell'ente emettitore di concorso hanno avuto la possibilita' di sostenerlo comunque - ed ecco qui la "prova preliminare"a cui devono sottoporsi.

Le mie comunque sono solo illazioni: non ho informazioni dirette, solo una certa conoscenza di concorsi e farraginosita' associate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se un dipendente di qualsiasi amministrazione pubblica (e, a maggior ragione, privata) critica apertamente l'istituzione per la quale lavora, in particolare attraverso un mezzo di comunicazione di massa, è passibile di sanzione disciplinare per aver sottoposto l'amministrazione a (rischio di) danno reputazionale. Ciò vale a prescindere dalla veridicità o fondatezza delle critiche esposte.E' davvero curiosa la tesi che a seguito delle dichiarazioni rilasciate l'amministrazione avrebbe dovuto fornire spiegazioni o aprire un pubblico dibattito. Immaginate cosa accadrebbe in concreto in questo caso: un pugno di dipendenti ribelli avrebbe il potere di paralizzare e distruggere la reputazione dell'intero ente.

Se un dipendente di qualsiasi amministrazione pubblica ha delle critiche da fare alla propria amministrazione deve scegliere la via gerarchica o comunque utilizzare gli strumenti messi a disposizione all'interno dell'organizzazione. Nel caso il contenzioso sia relativo al rapporto di lavoro, può rivolgersi a, o assumere cariche elettive in seno alle, rappresentanze dei lavoratori.

In caso di persistente disaccordo, può dimettersi e continuare, se lo ritiene opportuno, la sua opera di denuncia e riforma attraverso gli strumenti del pubblico dibattito e dell'impegno politico entro organismi rappresentativi.

******

Circa il problema dell'accessibilità dei documenti "pubblici", va tenuto presente che la banale equivalenza tra "pubblico" e "liberamente accessibile da chiunque, senza limiti di spazio e tempo" non sussiste nel nostro ordinamento e nella nostra cultura giuridica - giusto o sbagliato che questo sia. Ci si può battere per conseguire questa equivalenza (le conseguenze non sarebbero sempre banalissime) ma è superficiale fare finta che essa sussista, scandalizzandosi dell'evidenza contraria.

Sulla prima parte del tuo discorso (che non riporto per brevità) potrei dirmi d'accordo, con i dovuti distinguo. Ma questo:

Circa il problema dell'accessibilità dei documenti "pubblici", va tenuto presente che la banale equivalenza tra "pubblico" e "liberamente accessibile da chiunque, senza limiti di spazio e tempo" non sussiste nel nostro ordinamento e nella nostra cultura giuridica - giusto o sbagliato che questo sia. Ci si può battere per conseguire questa equivalenza (le conseguenze non sarebbero sempre banalissime) ma è superficiale fare finta che essa sussista, scandalizzandosi dell'evidenza contraria.

grida vendetta. O almeno grida un "Dammi una tua definizione di pubblico". Perché se pubblico non significa "liberamente accessibile da chiunque" allora illuminaci su cosa significa. Oppure spiegaci quali limiti di spazio e di tempo sarebbero imposti nel nostro ordinamento e nella nostra cultura giuridica.

Perché se pubblico non significa "liberamente accessibile da chiunque" allora illuminaci su cosa significa.

Qualcosa cui puoi arrivare legalmente spendendo un fracco di soldi, tempo e risorse, al punto che se proprio non sei molto motivato gliela dai su prima di arrivarci in fondo.

Un po' come il consegnare a mano la documentazione per un concorso "pubblico" per trasferimento di un ordinario o andare a cercare "dati ambientali pubblici" di un database molto magnificato, ma che esiste solo in versione cartacea (o, magari, di cui esistono solo elenchi di documenti, senza i documenti stessi).

Il modo migliore di fare sparire qualcosa e' di renderlo pubblico e poi renderne impossibile la consultazione.

 

 

"Pubblico" è ciò che viene definito tale dalla Costituzione e dalla legge. Non sono un costituzionalista, ma sui manuali di diritto pubblico (appunto) si troverà di certo qualche definizione.

Questo concetto è in principio distinto da concetti quali "accessibile al pubblico" o "liberamente accessbile con il mezzo più veloce a disposizione", i quali a loro volta devono essere definiti in qualche modo.

Posso sembrare provocatorio, ma quella italiana è una cultura povera di valori condivisi. I concetti ampiamente divisivi, quale quello di "pubblico" devono essere definiti precisamente se se ne vuole ricavare qualcosa.

Forse negli USA il concetto di "pubblico" confina con un concetto tipo "di comune interesse" ma non in Italia, dove "pubblico" potrebbe anche significare, a volte "sotto il controllo del governo" (dove il governo non fa il pubblico interesse;  è semplicemente un organismo in grado di imporre il proprio indirizzo su tutti, senza altre qualificazioni).

Va bene, si tratta solo di considerazioni vuote dettate dal pessimismo. In ogni caso, penso che perfino negli USA ci sia un qualche criterio che lega la natura pubblica di qualcosa alla sua accessibilità. In concreto, il cv è facilmente accessibile perché è in media un fattore reputazionale positivo; magari da noi è il contrario... :-(

 

 

 

Per quel che mi riguarda nel caso di amministrazione pubblica la critica dovrebbe essere sanzionabile solo se dimostrata infondata, e quanto a risposte e dibattiti penso che le singole organizzazioni siano perfettamente in grado di decidere a seconda dei casi.

Quanto al resto, il punto è che i burocrati, come chiunque altro, non vogliono si ficchi il naso nei loro affari, e vedono la trasparenza come un sopruso da cui difendersi con ogni mezzo.Almeno quando a dover essere trasparenti sono loro, non si interessano certo di tutelare i dati dei cittadini, al di la degli obblighi di legge.

L'idea che lorsignori hanno di "informazione pubblica" l'ha riassunta bene Douglas Adams, dimostrando che non è un problema specificamente italiano quanto una caratteristica delle burocrazie in genere:

- Ma i piani erano ben visibili al pubblico.
- Visibili?! Sono dovuto andare nello scantinato per vederli!
- Ma è quello l'ufficio di consultazione per il pubblico!
- E si deve consultare con la torcia elettrica?
- Oh già, si vede che le lampade si erano fulminate!
- Ma non mancava solo la luce. Mancava anche la scala!
- Insomma, avete trovato i piani?
- Sì - disse Arthur - sì. Erano in fondo a un casellario chiuso a chiave che si trovava in un gabinetto inservibile sulla cui porta era stato affisso il cartello "Attenti al leopardo".

PS cercando la frase esatta in rete ho visto che è venuta in mente anche ad altri :).

E' online un nuovo sito della Commissione per la Valutazione, ora con dominio civit.it - vuoi vedere che anche lì leggono nFA?

C'è qualche informazione in più, e segnatamente la delibera 5/2010, con un (grezzo) programma delle attività 2010. Inoltre si lascia leggere meglio.

La cosa curiosa è che c'è sempre anche quello vecchio, che forse era un supporto provvisorio (?).

RR

Si in effetti ci leggono anche a Palazzo Chigi. Non tutti ovviamente, ma ai piani alti sono diventati sensibili ai dibattiti pubblici. Del resto e' comprensibile: con i chiari di luna che si diffondono dalla Protezione Civile al resto della PCM (l'inchiesta dell'Espresso chiamava esplicitamente in causa alcuni degli arrestati nel quadro dell'inchiesta sugli appalti della Protezione Civile) la sensazione non deve essere piacevole.

 

A chi dovesse interessare, segnalo che adesso il governo sulla corruzione fa finalmente sul serio. Inasprisce le pene!

Non solo.

Nel contempo, dà un’accelerata al disegno di legge sulle intercettazioni che, di fatto, finiscono con l’abolirle. Basti considerare che, dopo esattamente sessanta giorni, dall’inizio dell’attività di captazione, bisogna cessarla.

Prendiamo l’indagine della Procura di Firenze. Hanno registrato i commenti live la notte del terremoto in Abruzzo (aprile 2009). Hanno scoperto le trame della cricca per conoscere lo stato del procedimento (gennaio 2010). Otto mesi di indagine. Ammesso che le intercettazioni siano iniziate il 1 di aprile 2009, con la riforma in vigore sarebbero dovute cessare il 30 maggio 2009…

Per scoprire la corruzione bisogna entrare nel sistema. Non saranno certo gli imprenditori corruttori a denunciare sé stessi. Se l’imprenditore denuncia, probabilmente, è vittima di una concussione, non autore di una corruzione.

Nel 1992 si entrò nel sistema con le chiamate di correo di chi ne faceva parte. Oggi vi si entra con le intercettazioni.

Domani non ci sarà né l’uno né l’altro.

Così non ci saranno più indagini sulla corruzione, al massimo si prenderà qualche birbantello mentre intasca una mazzetta da quattro soldi.

Abracadabra la corruzione non c’è più, ed il governo potrà raccontare di avere debellato il reato, grazie alla legislazione più severa...

 

Axel, ma le "captazioni" possono essere svolte pre 60 giorni sic et simpliciter, o per 60 giorni nei confronti solo di XZY ?

Ipotesi: intercetto XZY per 60 giorni, poi il suo compare per altri 60, e così via, così mi faccio un quadro della situazione, poi magari invio a un'altra procura per competenza (mica saranno tutti di Roma, diamine!), che magari potrebbe ricominciare il giro... tanto convinti dell'impunità ci cascano di sicuro.

E poi vale solo per il telefono,o anche per gli ambienti ? Ho giusto un paio di aggeggini .....

Axel, ma le "captazioni" possono essere svolte pre 60 giorni sic et simpliciter, o per 60 giorni nei confronti solo di XZY ?

dovrebbero essere 60 giorni per target cioé per numero di telefono. Quindi potremmo fare cosí: intercettiamo XYZ per 58 giorni, poi gli chiediamo di cambiare scheda telefonica, chessó magari glie ne regaliamo una, e poi nuovo target nuova intercettazione e via di questo passo...

Ipotesi: intercetto XZY per 60 giorni, poi il suo compare per altri 60, e così via, così mi faccio un quadro della situazione, poi magari invio a un'altra procura per competenza (mica saranno tutti di Roma, diamine!), che magari potrebbe ricominciare il giro... tanto convinti dell'impunità ci cascano di sicuro.

 

Sarebbe un modo illegittimo di aggirare la norma procedurale. Direi che, tanto per cambiare, hai colto nel segno. Le rigiditá di questa normativa indurranno a compere interpretazioni forzate, con corollario di incertezza, processi annullati e quant´altro. 

E poi vale solo per il telefono,o anche per gli ambienti ?

anche per gli altri ambienti

 

 

E' possibile che chi si oppone ai provvedimenti del governo che limitano le intercettazioni telefoniche non sia in grado di fare una proposta che salvi le intercettazioni come strumento di indagine (e forse anche di prova) ma ne limiti severamente la pubblicazione e diffusione?. Il cittadino non avrebbe alcuna obiezione a sottoporsi allo "scanner" degli aeroporti per ragioni di sicurezza, ma si ribellerebbe a vedere le immagine proiettate su un maxischermo con nome e cognome e commenti degli altri passeggeri. Io penso che, in uno stato democratico, e non "etico", i cittadini abbiano diritto, in privato, di usare un linguaggio volgare, di bestemmiare madonna e santi, compreso Padre Pio e Madre Teresa di Calcutta, di dir male di Garibaldi e Mazzini e Vittorio Emanuele, ed anche di Falcone e Borsellino, di usare epiteti razzisti nei confronti di qualcuno (ad esempio il presidente degli stati uniti) e persino di gongolare per le prospettive di guadagno offerte da un terremoto. Una ragazza ha tutto il diritto di corteggiare un vecchio potente, senza timori che la sua conversazione finisca sui giornali (sto parlando di casi concreti).  Non credo che le esigenze investigative o di prova comportino la necessità di diffondere tutti i contenuti delle intercettazioni. Trovo sconfortante che un medico che non c'entra niente sia costretto a parlare dei suoi rapporti con un paziente arrestato, o che un ballerino come Roberto Bolle debba giustificarsi per aver comprato un appartamento da un inquisito. Insomma anche se non sono in grado di fornire soluzioni tecniche non mi convince che il circo mediatico che proviene dalle intercettazioni debba essere indiscriminatamente reso pubblico. L'assenza di controproposte che difendano le privacy senza interferire con le indagine e le prove, mi fa pensare che non siano in buona fede tutti quelli che difendono le intercettazioni come mezzo di indagine e di prova. Il fatto è che polizia e PM agiscono senza rispettare la privacy perché il processo mediatico è considerato uno strumento per ottenere consensi. Era irrilevante cio' che Carnevale diceva di Falcone e Borsellino in privato, o quello che pensavano o ridevano i costruttori alla notizia del terremoto (i terremoti hanno sempre beneficiato architetti, ingegneri civili e costruttori). Ma queste informazioni servono per giustificare agli occhi dell'opinione pubblica l'azione dei magistrati, anche se scarsamente fondata su indizi o prove, ed è per questo che non si propone nulla per limitarne la diffusione. Mi piacerebbe avere su questo tema l'opinione di Axel.

E' possibile che chi si oppone ai provvedimenti del governo che limitano le intercettazioni telefoniche non sia in grado di fare una proposta che salvi le intercettazioni come strumento di indagine (e forse anche di prova) ma ne limiti severamente la pubblicazione e diffusione?

Sono completamente d'accordo. Il punto importante e' che i presunti innocenti oggetto di indagine dovrebbero aver protetta la loro privacy fino alla condanna. Ovviamente in tribunale e nelle indagini c'e' l'interesse della Giustizia che deve prevalere - secondo giudizio del giudice che autorizza - sulla tutela della privacy. Come primo passo sarebbe opportuno una seria protezione della privacy almeno per le persone intercettate che non siano quelle per cui e' stata chiesta l'autorizzazione e/o non sono nemmeno iscritte nell'elenco degli indagati.

Le condizioni che impediscono una riforma civile e seria di questa materia sono a mio parere queste:

  1. la Destra e' piu' corrotta, oppure e' corrotta come la Sinistra ma e' piu' perseguitata dai magistrati di sinistra, e poi non ha una presa totalitaria dove amministra, quindi la Destra e' maggiormente intenzionata a limitare le intercettazioni piuttosto che a proteggere la privacy, per cui ha comunque una sensibilita' superiore alla sinistra di tradizione comunista a mio parere.
  2. Dall'altro lato la Sinistra e' meno corrotta, oppure e' corrotta nella stessa misura pero' gode di magistrati meno accaniti contro di essa, e dove amministra ha un controllo piu' totalitario sul complesso della societa', e quindi ritiene di guadagnarci a permettere intercettazioni pubblicabili senza limiti, e allo stesso tempo ritiene assolutamente trascurabili (come da tradizione comunista) i diritti dei cittadini rispetto all'interesse dello Stato.

Pertanto non vedo vie d'uscita.

la Destra e' piu' corrotta, oppure e' corrotta come la Sinistra ma e' piu' perseguitata dai magistrati di sinistra,

 Affermazioni come questa sono il prodotto di 15 anni di vergognosa propaganda. E’ stupefacente come essa possa arrivare fino nelle menti di persone di cultura superiore e dotate di capacità di analisi.

Perseguire qualcuno in virtù della propria appartenenza politica è un reato, un abuso d’ufficio (quanto meno). Analogo discorso vale nel caso in cui non si indaghi nei confronti di qualcuno in virtù delle proprie simpatie politiche. Non ci sono magistrati che si coalizzano per commettere fatti del genere. Le Procure della Repubblica NON sono associazioni a delinquere. Ti rendi conto? Ci sono singoli magistrati delinquenti che non agiscono per fini politici ma per fini privati. La politica non c’entra niente te lo posso assicurare.

Oltretutto non è vero che la magistratura non persegue amministrazioni di sinistra. A Bologna si è dovuto dimettere il sindaco, in Abbruzzo è stato arrestato e rinviato a giudizio il presidente della regione Del Turco. Sono solo due esempi. Pensa che il procuratore di Pescara, il cui ufficio ha condotto l’indagine, era in corsa per un altro posto dirigenziale ed era appoggiato proprio dalle correnti di sinistra.

La storia della magistratura cieca sull’occhio sinistro risale ai tempi di mani pulite ed anche lì è una leggenda. L’argomento è quello per cui l’unica dirigenza di partito che non fu azzerata era quella dei DS. Ma tu stesso ipotizzi che potrebbero essere stati semplicemente meno corrotti. Oppure che non avevano bisogno di farsi corrompere perché c’erano i russi che li finanziavano, oppure, ancora, che, a differenza degli altri partiti, avevano ancora una coesione ideologica che li induceva a non parlare. Ricordi Greganti, il compagno G che rimase in galera per mesi senza collaborare? Oltretutto, c’erano magistrati che indagavano sulla sinistra. Ad esempio, Tiziana Parenti  “Titti la rossa”, prontamente ricompensata da Forza Italia con un seggio in Parlamento. A Venezia c’era Carlo Nordio che indagava sulle cooperative rosse. E allora?

Sono 15 anni che si racconta la favola della Procura di Milano che cerca in tutti i modi di far cadere BS con indagini inventate. Qui ho argomentato sul fatto che la cosa non è materialmente possibile. Chi sostiene il contrario, dovrebbe avere l’accortezza di portarne le prove. Un procedimento, uno solo, aperto dalla Procura di Milano in assenza di una notizia di reato che gli arriva dall’esterno ed io mi rimangerò tutto ciò che ho detto.

la Destra e' piu' corrotta, oppure e' corrotta come la Sinistra ma e' piu' perseguitata dai magistrati di sinistra,

Affermazioni come questa sono il prodotto di 15 anni di vergognosa propaganda. E’ stupefacente come essa possa arrivare fino nelle menti di persone di cultura superiore e dotate di capacità di analisi.

Pensavo non leggessi Axel ... non ti sfugge nulla!

Perseguire qualcuno in virtù della propria appartenenza politica è un reato, un abuso d’ufficio (quanto meno). Analogo discorso vale nel caso in cui non si indaghi nei confronti di qualcuno in virtù delle proprie simpatie politiche. Non ci sono magistrati che si coalizzano per commettere fatti del genere. Le Procure della Repubblica NON sono associazioni a delinquere. Ti rendi conto? Ci sono singoli magistrati delinquenti che non agiscono per fini politici ma per fini privati. La politica non c’entra niente te lo posso assicurare.

Il fatto che sia reato pero' non impedisce necessariamente che avvenga, specie in Italia. Non posso dimostrare che esista discriminazione politica su larga scala, penso pero' che sia anche impossibile provare in maniera convincente che discriminazione non ci sia per nulla.

Oltretutto non è vero che la magistratura non persegue amministrazioni di sinistra. A Bologna si è dovuto dimettere il sindaco, in Abbruzzo è stato arrestato e rinviato a giudizio il presidente della regione Del Turco. Sono solo due esempi. Pensa che il procuratore di Pescara, il cui ufficio ha condotto l’indagine, era in corsa per un altro posto dirigenziale ed era appoggiato proprio dalle correnti di sinistra.

Su Pescara nulla da dire, a Bologna pero' c'e' stato un tentativo di archiviazione veloce respinto dal GIP. Se il GIP concedeva l'archiviazione non succedeva nulla. Un aneddoto, ma che ricorda la triplice richiesta di archiviazione, respinta due volte dal GIP, per le inchieste milanesi sui dirigenti del PCI.

La storia della magistratura cieca sull’occhio sinistro risale ai tempi di mani pulite ed anche lì è una leggenda. L’argomento è quello per cui l’unica dirigenza di partito che non fu azzerata era quella dei DS.

Veramente io ho citato altri fatti aneddotici, come ad esempio Greganti che si fa mesi di galera negando di essere un millantatore e senza parlare, e poi D'Ambrosio lo scagiona dichiarandolo millantatore e trovando lui le prove che aveva usato le tangenti per acquistare una casa, fatto che Greganti si ostinava a non confessare nonostante i vantaggi processuali che ne avrebbe ottenuto.  Oppure la triplice richiesta di archiviazione del Pool di Milano, che votando a maggioranza ha sottratto alla Parenti l'indagine sui dirigenti PCI, richiesta di archiviazione per due volte respinta da Ghitti con la richiesta di ulteriori indagini in base alle evidenze finora disponibili.

Ma tu stesso ipotizzi che potrebbero essere stati semplicemente meno corrotti. Oppure che non avevano bisogno di farsi corrompere perché c’erano i russi che li finanziavano, oppure, ancora, che, a differenza degli altri partiti, avevano ancora una coesione ideologica che li induceva a non parlare. Ricordi Greganti, il compagno G che rimase in galera per mesi senza collaborare?

Non escludo che fossero meno corrotti, o facessero reati di tipo diverso e/o meno gravi. Concordo assolutamente sul molto piu' ferreo inquadramento ideologico e conseguente rifiuto di collaborazione con la magistratura.

Oltretutto, c’erano magistrati che indagavano sulla sinistra. Ad esempio, Tiziana Parenti  “Titti la rossa”, prontamente ricompensata da Forza Italia con un seggio in Parlamento. A Venezia c’era Carlo Nordio che indagava sulle cooperative rosse. E allora?

La Parenti, pur essendo stata iscritta al PCI, aveva valutato che gli elementi raccolti erano sufficienti per rinviare a giudizio i vertici PCI. E' stato il Pool di Milano che le ha sottratto l'inchiesta votando a maggioranza la richiesta di archiviazione. Non e' stata una bella dimostrazione di imparzialita'.  Sarebbe stato molto meglio far decidere ad un tribunale.

Sono 15 anni che si racconta la favola della Procura di Milano che cerca in tutti i modi di far cadere BS con indagini inventate. Qui ho argomentato sul fatto che la cosa non è materialmente possibile. Chi sostiene il contrario, dovrebbe avere l’accortezza di portarne le prove. Un procedimento, uno solo, aperto dalla Procura di Milano in assenza di una notizia di reato che gli arriva dall’esterno ed io mi rimangerò tutto ciò che ho detto.

Scusa Axel ma come si potrebbe provare qualcosa in questo campo? Chi potrebbe scoprire una cosa del genere e giudicare la sua attendibilita' se non i magistrati stessi?  E' improbabile che possa esistere un complotto anti-SB che coinvolga tutta la Procura di Milano, e in ogni caso il fatto aneddotico della duplice opposizione del GIP Ghitti alle richieste di archiviazione sui vertici PCI e i dissidi tra T.Parenti e il resto del Pool mostrano chiaramente che i magistrati di Milano non sono un blocco monolitico.

Scusa Axel ma come si potrebbe provare qualcosa in questo campo?

Proprio qui sta il punto. L'onere della prova in questo caso non spetta alla magistratura bensì a coloro che l'accusano di essere politicizzata e di agire per fare cadere il governo. Io non posso fornire una prova negativa e cioè una prova di una cosa che dichiaro essere inesistente. Questa dimostrazione la deve fornire colui che dichiara esservi il complotto politico. Dire che i magistrati perseguono politicamente una sola fazione perchè sono di sinistra, implica dover fornire due prove:

1) che essi siano tutti di sinistra (sempre per fare un esempio del pool mani pulite, si dice che la testa giuridica del pool fosse Piercamillo Davigo, che, a quanto mi risulta, apparteneva, quanto meno all'epoca, alla corrente di Magistratura Indipendente, storicamente considerata e definita di destra).

2) Fornire  la prova di cui al numero 1, di per sè, non significa ancora nulla, atteso che il magistrato, pur dichiarandosi di sinistra, è chiamato a giudicare fatti, indipendentemente dal coloro politico di coloro che lo hanno commesso. In altre parole anche se il magistrato è rosso non deve perseguire il politico azzurro che non ha commesso reato e perseguire il politico rosso che si è fatto dare una mazzetta. Se c'è un magistrato che non si è comportato in questo modo lo si dica dimostrandolo.

In fondo sia il caso della Parenti così come da te narrato, sia il caso di Delbono così come narrato da Gilberto Bonaga, dimostra proprio ciò che dico io. In magistratura esistono giudici chiamati a valutare fatti che poi possono essere suscettibili di diverse valutazioni, tant'è vero che vi sono stati dei GIP che hanno respinto le richieste di archiviazione e, nel caso di Bologna, dei PM che, dopo essersi accorti dell'errore, hanno iniziato a perseguire il reato.  


Ma il dubbio che questi "errori" non siano "sviste", ma siano provocati da una "benevolenza ambientale", come la chiama Pasquino, non puo' venire a prescindere dall'influenza della propaganda dei vari schieramenti politici, sempicemente guardando quali atteggiamenti vengono tenuti quando viene coinvolta la politica nei processi?

Guarda che qui e' stata veramente spudorata la gestione dei rapporti tra giudici e "partito" negli ultimi 30 anni, anche quando Berlusconi faceva il palazzinaro a Milano, quindi non influenzava ancora nessuno.

Dovresti farti un periodo qui a Bologna, per vedere come funziona il "modello emiliano" e capire il motivo per cui sono cosi' incattivito quando mi parlano dell'"indipendenza della magistratura".

 

 

 

A Bologna si è dovuto dimettere il sindaco,

Axel, e' cambiato il procuratore capo, quello precedente aveva ordinato l'archiviazione, permettendo cosi' al candidato Delbono di farsi eleggere a Sindaco pulito come una rosa. Perche' quello precedente aveva chiesto l'archiviazione e quello nuovo, con gli stessi dati, ha fatto proseguire le indagini fino ad arrivare a scoprire le tante incongruenze che sono uscite e che fanno dire allo stesso Delbono che si aspetta il rinvio a giudizio?

Secondo me (e secondo tanti altri) se non cambiava il procuratore, non sarebbe saltato fuori nulla e l'ex sindaco avrebbe continuato imperterrito nel suo piano di creare dal nulla un ufficio comunale all'ex amante per tacitarla.

Pure Pasquino spiega che il partito sperava nella "benevolenza ambientale" della magistratura per mettere a tacere tutto. Anche lui plagiato da Berlusconi e Feltri?

Ti dice nulla il nome di Libero Mancuso? E' il PM di tante indagini con risvolti politici molto pesanti. Sulla massoneria e sulla strage di Bologna. Lasciata la magistratura per evitare un procedimento disciplinare, e' diventato assessore. Quattro (4!) giorni dopo.

In precedenza (1989) era stato nominato "delegato esterno" al congresso provinciale del PCI, assieme ad altri due magistrati, uno dei quali finito a fare il vice sindaco e ritornato alla magistratura dopo aver litigato con Cofferati.

Qui siamo a Bologna, non in Svizzera o in Germania. Il partito e' tutto, qui.

Certe vicende fanno venire dei pensieri senza bisogno di farsi suggerire nulla dalle propagande contrapposte.


Axel, e' cambiato il procuratore capo, quello precedente aveva ordinato l'archiviazione, permettendo cosi' al candidato Delbono di farsi eleggere a Sindaco pulito come una rosa. Perche' quello precedente aveva chiesto l'archiviazione e quello nuovo, con gli stessi dati, ha fatto proseguire le indagini fino ad arrivare a scoprire le tante incongruenze che sono uscite e che fanno dire allo stesso Delbono che si aspetta il rinvio a giudizio?

Secondo me (e secondo tanti altri) se non cambiava il procuratore, non sarebbe saltato fuori nulla e l'ex sindaco avrebbe continuato imperterrito nel suo piano di creare dal nulla un ufficio comunale all'ex amante per tacitarla.

 

Caspita! Non avevo mai letto la cosa messa in maniera così lineare. Che vergogna. Chissà poi perchè Berlusconi stravince contro questi imbecilli del PD.

Quoto tutto. Parole sante. Perché l'atto con cui è stato chiesto l'arresto di Balducci & C.  e che contiene le accuse a Bertolaso è stato reso pubblico integralmente (inclusi nomi e conversazioni con gente che non c'entra con l'indagine) mentre di altri atti non si sa niente?

Io sono terrorizzato dal "teorema Travaglio": se stasera capiti a cena con un tizio che tra dieci giorni viene arrestato, a quel punto anche tu sei nei guai.

Perché l'atto con cui è stato chiesto l'arresto di Balducci & C.  e che contiene le accuse a Bertolaso è stato reso pubblico integralmente (inclusi nomi e conversazioni con gente che non c'entra con l'indagine) mentre di altri atti non si sa niente?

 Io posso solo azzardare delle ipotesi.

Suppongo che le intercettazioni siano state inserite integralmente nell’ordinanza di custodia cautelare che, evidentemente, sono finite in mano ai giornalisti. Questi ultimi poi fanno una libera selezione e pubblicano ciò che fa loro comodo. Trovo molto discutibile questo modo di lavorare. Il magistrato ha l’obbligo di sintetizzare le prove in un ragionamento giuridico. Di fatto questo, spesso, per la mole delle indagini, non avviene e così il provvedimento finisce con l’essere stato scritto dal PM o dal giudice, ma dalla polizia. 

 

E' possibile che chi si oppone ai provvedimenti del governo che limitano le intercettazioni telefoniche non sia in grado di fare una proposta che salvi le intercettazioni come strumento di indagine (e forse anche di prova) ma ne limiti severamente la pubblicazione e diffusione?

 Come al solito rispondo in ritardo. Chiedo venia e ringrazio per la pazienza.

La tua domanda è perfettamente legittima. Hai assolutamente ragione sul punto. Ciò che succede in Italia, anche da questo punto di vista, è patologico. Gente ignara ed incolpevole esposta alla gogna mediatica. L’anno scorso ho scritto due articoli sulla questione, analizzando lo stato dell’arte, le problematiche ad esso connesse e le soluzioni dibattute in parlamento. Trovi anche il link al disegno di legge. La proposta è strutturata in due parti, una dedicata allo strumento in quanto tale che viene, di fatto, abolito, ed una dedicata ad una serie di misure finalizzate ad impedire che le intercettazioni finiscano in pasto ai giornalisti, ovvero che prevede delle sanzioni nei loro confronti.

Per quanto riguarda il contenuto delle intercettazioni, bisogna distinguere tra colloqui di rilievo investigativo e colloqui meramente privati che non andrebbero trascritti ed ancor meno pubblicati. Talvolta capita che la PG li trascriva ritenendoli importanti, mentre gli SMS vengono trascritti automaticamente dal sistema.

Detto questo, dare la colpa della pubblicazione ai soli magistrati è sbagliato oltre che ingiusto. Le intercettazioni le hanno anche la PG, le cancellerie, gli avvocati, gli stessi indagati.

Certamente, i magistrati, già adesso, potrebbero fare molto per impedire che vengano pubblicate. Ad esempio, il disegno di legge vieta che il loro testo venga riportato nei provvedimenti dei PM o dei giudici. Il magistrato potrebbe anche fare una selezione delle intercettazioni da depositare al GIP con la richiesta di misura, togliendo quelle prive di rilievo investigativo.

In ogni caso, il controllo totale su di esse termina, al più tardi, dal momento in cui vengono depositate presso il tribunale del riesame, ovvero dal momento in cui il PM chiude le indagini e fa la c.d. discovery, mettendo a disposizione della difesa il proprio fascicolo.

Mentre la magistratura è assolutamente contraria alla prima parte del disegno di legge, non si oppone alla seconda. Sono i giornalisti, in quel caso, ad opporsi. Personalmente sono dell’opinione che non sia possibile impedire loro di pubblicare intercettazioni di cui entrano in possesso. Ne va della libertà di informazione. Tuttavia, credo che sia giusto sanzionarli anche con risarcimenti in favore della vittima per ogni intercettazione priva di contenuto illecito e, quindi privata, pubblicata.

 

Prendiamo l’indagine della Procura di Firenze. Hanno registrato i commenti live la notte del terremoto in Abruzzo (aprile 2009). Hanno scoperto le trame della cricca per conoscere lo stato del procedimento (gennaio 2010). Otto mesi di indagine. Ammesso che le intercettazioni siano iniziate il 1 di aprile 2009, con la riforma in vigore sarebbero dovute cessare il 30 maggio 2009… Per scoprire la corruzione bisogna entrare nel sistema.

Scusa Alex ma giusto per capire, questi per i primi due mesi parlavano solo di Radio Maria e di come è buono il cacio con le pere?

Scusa Alex ma giusto per capire, questi per i primi due mesi parlavano solo di Radio Maria e di come è buono il cacio con le pere?

 Non lo so, il fatto è che queste indagini sono complesse, richiedono il fiato lungo. Non si può inserire una rigida scure temporale che prescinde completamente dalle esigenze investigative. Si possono fare mille esempi sul punto. Prendiamo questa indagine. Supponi che la mazzetta tanto attesa dagli investigatori verrà consegnata il sessantunesimo giorno dall’attivazione dell’intercettazione. Come si fa a sapere quando e come avviene la consegna se non si sentono i telefoni?

Uno dei patti fondanti della democrazia è che io cedo parte della mia libertà (e anche dei miei soldi..) al fine di una convivenza rispettosa di divieti e obblighi, pare che la chiamino convivenza civile.

Ho già detto che il Sig. Bertolaso non mi piace dai tempi dell'emergenza rifiuti in Campania, ma che adesso, tramite il decreto sulla Protezione Civile smentisca i suoi impegni (firmati..), e lo Stato rinneghi quello che un anno fa (non un secolo fa..) ha firmato con le comunità di cittadini, mi sembra vermente troppo.

I fatti: a Giugliano in Campania, in località Taverna del Re, esiste il più grande sito di stoccaggio di "ecoballe" d'Italia, ai tempi dell'emergenza rifiuti fu riaperto (per la terza volta e sempre in deroga) con l'assicurazione (firmata da Bertolaso..) che sarebbe stata l'ultima. Adesso, nel decreto sulla Protezione civile è spuntato un inceneritore. Dove ? Che domande... a Taverna del Re!

Sempre poi della serie che l'appetito vien mangiando (e mi sembra strano che a l'Espresso sfuggano queste cose..) il prezzo dell'inceneritore di Acerra, costruito dalla Fibe (gruppo Impregilo) non è stato demandato al mercato (orrore!!), o a una valutazione di una qualsiasi commissione di lavori pubblici (che fa comunque pena, ma almeno due conticini li sa fare..), ma è stato deciso per decreto legge.

355 milioni per un inceneritore da un milione di tonnellate, quando quello di Brescia , che ne brucia 800.000, è costato 200 milioni, non mi sembra un brutto affare.

Nella PA c'è qualcuno che ha nulla da dire sul fatto che adesso i costi dei beni venduti allo Stato siano decisi per decreto? O qualcuno pensa che così, almeno, è tutto più trasparente?

Credo che questa vicenda ci interroghi tutti. Sono emerse diverse questioni, che a me però non paiono centrali:

> Le possibili censure del video ad opera dei servizi segreti (bisognerebbe fare una denuncia/esposto).

> I commenti indignati sul malaffare nella Protezione civile (ma in quante altre istituzioni c'è ma non si vede, o è stato "legalizzato" e non è "perseguibile"?).

> La solidarietà al dirigente coinvolto (della cui sorte, però, con tutto il rispetto, personalmente non me ne frega nulla).

 

Il problema più urgente e importante secondo me è fare chiarezza sui modi coi quali i dipendenti delle istituzioni possono criticare e denunciare pubblicamente quel che avviene  al loro interno. Questo è il mio interesse!! Perché di una cosa non dubito: che i dipendenti “sanno” in sostanza cosa succede all’interno delle loro istituzioni, mentre noi che stiamo fuori non lo sappiamo e comunque non ne siamo direttamente toccati, dunque non reagiremo in modo mirato. E di un'altra cosa cono certo: che la Costituzione consente, nelle forme dovute, il diritto di critica e di espressione a tutti su tutto. E di una terza cosa sono convinto: lasciare tutto alla magistratura è impossibile, il fenomeno è ormai troppo vasto.

 

Se dunque si trova un modo riconosciuto, legale, possibile, chiaro a tutti, per esporre davanti alla pubblica opinione quello che succede all’interno delle istituzioni, si passa alla trasparenza vera. Allora potrebbero avere una svolta la lotta alla corruzione, le battaglie a favore del criterio del merito, e per riportare l’Italia fra i paesi civili. Dando ai dipendenti onesti un mezzo efficace per combattere ciascuno la sua battaglia di pulizia, istituzione dopo istituzione, territorio dopo territorio, si darebbe loro un modo per reagire alle prepotenze delle cordate para-mafiose. Allora “la partita si riaprirebbe”, scenderebbe in campo una forza morale imponente, e non è detto che l’Italia sia persa. Se invece prevale l’insana idea che “un dipendente non può criticare l’istituzione in cui lavora, punto”, allora chiudiamo baracca e burattini: dalla spirale di corruzione non ne usciremo mai.

 

Chi come noi non è sotto tiro personalmente, invece di discettare sulla corruzione, dovrebbe assumersi questo compito: proteggere chi si espone; chi con il proprio esempio rivolge un invito implicito a tutti gli onesti d’Italia che ancora non sono emigrati: vincere la paura, assumersi le responsabilità che l’onestà comporta, pagare anche personalmente il conto salato di oggi, affinché non si debba poi tutti pagare un conto salatissimo domani.  

Il problema più urgente e importante secondo me è fare chiarezza sui modi coi quali i dipendenti delle istituzioni possono criticare e denunciare pubblicamente quel che avviene

Modi? E' meglio che stiano zitti e basta, ricordi il ferroviere licenziato per aver mostrato a Report la situazione reale di Trenitalia? Si chiamava Dante de Angelis, fu successivamente reintegrato dal Tribunale del lavoro, però la sua vicenda è stata ed è un gran deterrente per chi volesse parlare dall'interno delle istituzioni.

 

Appunto, appunto. C'è un problema, bisogna risolverlo. La legge brunetta fa divieto al dipendente di rilasciare dichiarazioni "lesive dell'immagine delle istituzioni". Bisogna cambiare la legge nel senso di renderla più chiara. Lo vogliamo chiedere tutti assieme?

La Commissione Tecnica per la Valutazione, la Trasparenza e l'Integrita' delle Amministrazioni Pubbliche (mi accorgo solo ora che questa dicitura ha un sapore vagamente orwelliano) a partire dal 16 febbraio (il giorno dopo la pubblicazione del post, una mera coincidenza ovviamente) ha dimostrato un certo attivismo. Una lista (che a me pare completa) di delibere e regolamenti ce la fornisce il sito di Astrid. Insomma qualche cosa si muove anche a Burolandia.

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il testo della Delibera n.1 del 2010 della Commissione Indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l'Integrità delle amministrazioni pubbliche, Individuazione in via provvisoria degli standard di qualità dei servizi pubblici, (alla pagina: http://www.astrid-online.it/Riforma-de1/Valutazion/Documenti/Commission/DELIBERA-N.1-2010.pdf);

 

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il testo della Delibera n. 3 del 2010, della Commissione Indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l'Integrità delle amministrazioni pubbliche, Attuazione dell'art. 10 del decreto legislativo n. 150 del 2009. Avvio del procedimento, (alla pagina: http://www.astrid-online.it/Riforma-de1/Valutazion/Documenti/Commission/DELIBERA-N.3-2010.pdf);

 

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il testo della Delibera n. 4 del 2010, della Commissione Indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l'Integrità delle amministrazioni pubbliche, Definizione dei requisiti per la nomina dei componenti dell’Organismo indipendente di valutazione (artt. 13, comma 6, lett. g) e 14 decreto legislativo n. 150/2009), (alla pagina: http://www.astrid-online.it/Riforma-de1/Valutazion/Documenti/Commission/Delibera-n.-4-del-2010.pdf);

 

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il testo della Delibera n. 5 del 2010, della Commissione Indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l'Integrità delle amministrazioni pubbliche, Programma delle attività della Commissione, (alla pagina: http://www.astrid-online.it/Riforma-de1/Valutazion/Documenti/Commission/Delibera-05_2010.pdf);

 

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il testo della Delibera n.6 del 2010, della Commissione Indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l'Integrità delle amministrazioni pubbliche, Prime linee di intervento per la trasparenza e l'integrità, (alla pagina: http://www.astrid-online.it/Riforma-de1/Valutazion/Documenti/Commission/DELIBERA-N.6-2010.pdf);

 

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il testo del Regolamento Interno,  della Commissione Indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l'Integrità delle amministrazioni pubbliche (alla pagina: http://www.astrid-online.it/Riforma-de1/Valutazion/Documenti/Commission/Regolamento-Interno.pdf);

 

·        

il testo del Codice Etico, della Commissione Indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l'Integrità delle amministrazioni pubbliche  (alla pagina: http://www.astrid-online.it/Riforma-de1/Valutazion/Documenti/Commission/CODICE-ETICO.pdf)

 

Non per glossare, ma per dare un servizio aggiuntivo, visto che il tuo post è un po' sporcato da codici, ricordo che avevo già segnalato il nuovo sito della Commissione, più trasparente e messo on-line alcuni giorni dopo il 15 febbraio. Ci sono anche notizie varie aggiornate.

RR

 

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