Betibú, o delle scie chimiche

26 dicembre 2014 michele boldrin

I viaggi in aereo sono la mia occasione per andare al cinema e in uno molto recente ho visto un gradevole film poliziesco argentino, Betibú. Dell'intero film mi ha impressionato il finale. Breve commento motivato da una mia libera associazione fra il finale e le scie chimiche.

Spoiler alert. Non leggete se pensate di guardare il film, dato che questo post rivela il finale. O, per metterla altrimenti, leggetelo solo dopo aver visto il film nel caso vogliate preservarvi la sorpresa.

Il film è ambientato in Argentina ed è un thriller abbastanza semplice. Una giornalista di cronaca nera, diventata famosa per i suoi romanzi, ha abbandonato il lavoro gionalistico e vive abbastanza ritirata in attesa di trovare l'ispirazione per il prossimo libro. Viene convinta a interessarsi dello strano omicidio d'un signore altolocato dalle abili insistenze del direttore del quotidiano per il quale lavorava e del quale è stata, un tempo, l'amante. Per quanto è dato capire, la relazione è finita per responsabilità dell'uomo, che ora però ci riprova insistentemente. Questo è del tutto secondario nell'economia del film, non fosse per il fatto che la decisione di inserire questo dettaglio irrilevante nella storia serve, a mio avviso, per sottolineare quanto cattivi siano quelli che spandono le "scie chimiche".
Infatti, un po' tutto nel film è secondario a quanto mi ha colpito ... La trama, in ogni caso, è abbastanza ben congegnata e l'indagine della signora (Betibú, appunto) in cooperazione con un altro giornalista maltrattato dal medesimo direttore, un commissario di polizia e altri soggetti, rivela che l'omicidio in questione è parte di una serie di "morti accidentali" che omicidi eran stati anche se derubricati a incidenti. Insomma c'è un complotto e c'è un'organizzazione molto potente che lo sta attuando per conto di qualcuno che paga.
In ogni caso, i nostri trovano il bandolo della matassa e scoprono il filo rosso che collega le varie morti. Ovviamente i cattivi cercano di bloccarli, vi sono varie peripezie ma, alla fine, sembrano avercela fatta. La verità verrà rivelata nell'edizione della mattina del giornale in questione e i colpevoli consegnati alla giustizia. Tanto che i due protagonisti principali sentono anche di potersi rilassare concedendosi una cena con ballo finale notturno visto che, nel frattempo, fra loro è  sorta un'attrazione sessuale, o sentimentale che dir si voglia.
Ma, negli ultimi due minuti, arrivano le scie chimiche. Chi aveva ordito, per coprire le proprie vergogne, gli omicidi, si era rivolto (essendo danaroso) a degli specialisti. E gli specialisti garantiscono un lavoro pulito e senza conseguenze per la cifra adeguata. Ora che sta cadendo il palco scopriamo che l'organizzazione di specialisti che si è presa cura di tutti gli omicidi è davvero potente, è così potente che controlla tutto e tutti, polizia e, ovviamente, anche il direttore del giornale e l'intera città di Buenos Aires. Tanto che sanno perfettamente dove Betibú ed il suo nuovo amore son andati a ballare ed inviano i sicari dopo aver ovviamente fermato il giornale cambiandone, a rotative partite, la prima pagina. 

Morale: il complotto esiste e l'organizzazione che lo sta mettendo in atto controlla tutto e tutti ed è invincibile. Guardatevi dalle scie chimiche perché, alla faccia di quelli che ci scherzano dicendo che è una bufala, fanno male davvero e sul Britannia, vent'anni fa circa, c'era quasi sicuramente anche la Merkel, in incognito. 

Buon 2015.

5 commenti (espandi tutti)

Concordo

fausto panunzi 26/12/2014 - 23:04

Appena visto (senza avere letto tutto l'articolo di Michele). Purtroppo il finale rovina un buon film 

...ne fa venire in mente due: il paradosso (che in realtà non è tale) EPR e quello del gatto di Schrodinger. Gli effetti misurati o misurabili nel tuo sistema si propagano e influenzano quelli misurati su un'altra parte di quello stesso sistema. In pratica una sovrapposizione di effetti. Le scie "kaiser kimike" accumulate sul Britannia, sono la causa della stagnazione economica se e solo se sulla nave c'era la Merkel.

E la teoria del complotto non è che un esperimento di una pseudoscienza durato troppo a lungo e condotto male.

Ho sempre pensato che, chi crede ai complotti, abbia un forte bisogno di rassicurazione, di sapere che "è tutto sotto controllo".

Ha paura di vivere in un mondo dove, improvvisamente, possono succedere cose come l'attentato al World trade center o una bancarotta economica, quindi persino l'idea di un gruppo di supermalvagi che controlla il mondo è rassicurante rispetto all'imprevedibilità dell'esistenza. Rassicurante e deresponsabilizzante.

Da questo punto di vista, generalizzando, il fatto che il film sia argentino è emblematico. Rassicura pensare che la propria situazione sociale sia dovuta ad un complotto di supercattivi piuttosto che pensare di essere dei cialtroni, che è poi quello che fanno i loro cugini in Italia prendendosela con Merkel e Draghi.

Non mi preoccupo delle scie chimiche, ma mi piacerebbe sapere la composizione qualitativa e quantitativa completa della Coca Cola.
Buone feste a tutti.

Vi do io un documentario per il primo gennaio.

 

Master of the Universe(Der Banker)

https://www.youtube.com/watch?v=g6S0s1YQmzs

lo trovate in inglese o con sottotitoli in italiano online al costo di 2 euro circa (sito ufficiale che non voglio pubblicizzare)

Buon anno a tutti.

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