Bob the Builder for president

5 giugno 2008 aldo rustichini
Dove stanno andando gli USA, e perché?

La vicenda dei
discorsi dal pulpito di Trinity Church dei pastori Wright e Pfleiger aveva posto
il neo-candidato Barack di fronte all'alternativa di dichiararsi persona
distratta o razzista. Come spiegare altrimenti l'inconsistenza fra l'audacità
della speranza e stare a sentire per vent'anni affermazioni sugli italiani del
tipo "guardavano dall'alto del loro naso d'aglio'', o "linciaggio in puro
stile italiano'', fatte del suo grande amico Jeremiah?

Quale prima linea
di difesa Obama aveva adottato, si sa, la linea dell'incapacità mentale: "Questo non è il Wright che conosco''. La videnda del palazzinaro Rezko, suo
grande amico e finanziatore recentemente condannato per frode, lo ha posto di
fronte alla alternativa di dichiararsi persona distratta o corrotta. Ha scelto
per il momento ancora una volta di dichiararsi persona incapace: "Questo non
è il Rezko che conosco''. Ma chi è, allora, quello che gli ha fatto comprare la
mansion a Chicago con uno sconto di 300 mila dollari?

Le due vicende mi
inducono a due riflessioni più generali:

1. Il partito
democratico, dopo le due sconfitte elettorali 2000 e 2004 e la ghiotta
occasione della guerra, si sta spostando a sinistra su posizioni pre-Clinton. È
il partito di Nancy Pelosi, Howard Dean e ora Barack Obama. Vediamo se succederà
anche in Italia.

2. Forse è il
momento di rivedere le teorie sul comportamento politico degli elettori basate
solo sulla scelta razionale di interessi economici. Nel quartiere in cui vivo a
Minneapolis, benestante e liberale, non c'è neanche un nero (perché non
sarebbe bene per il valore degli immobili) ma ci sono tanti cartelli per Obama.
E ci sono signore bionde con occhi azzurri, sandali ecologici e Prius nel
garage, che vanno in giro con i grandi bottoni azzurri con le onde. Forse non
sanno che Obama li tasserà? Certo che sì. Ma come la Prius e i sandali, il
bottone è la dimostrazione della loro superiorità sugli altri. Il bottone
stà lì a dire: "Guarda come sono lungimirante e generosa'". Una forma di
conspicuous consumption.

Ma chi è Bob the
Builder? Chi ha un bambino cresciuto negli USA lo sa: è l'idolo dei bambini
americani di 3 anni, che canta l'inno pieno di speranza "Can we fix it? Yes we can!!!''
Non state a sentire chi vi dice che Obama lo slogan l'ha copiato da una canzone
dell'United Farmer Workers. L'ha copiato da Bob the Builder.

33 commenti (espandi tutti)

Forse gli americani benestanti,oltre a sapere che obama li tasserà, hanno una visione di più lungo periodo..o forse è solo una persona che ispira fiducia..

Forse è il
momento di rivedere le teorie sul comportamento politico degli elettori basate
solo sulla scelta razionale di interessi economici.

O forse no. Semplicemente tanta gente potrebbe credere che sia piu' razionale spendere piu' soldi in tasse ma vederli utlizzati per qualcosa di diverso dalla guerra in medio-oriente (iraq o iran che sia); o credere che sia razionale riformare il sistema sanitario a costo di pagarlo di piu'.

Del resto sono in tanti ad essere contrari alla gas tax holiday negli usa o addiritura all'abolizione dell'ici in Italia. Li chiameresti irrazionali?

Un inciso: per deformazione professionale (e non solo) sono un grande sostenitore di behavioral economics e grande avversario dell' homo economicus - cio' non toglie che son convinto che quando si prendono decisioni politiche, specialmente sul lungo termine,  sia molto difficile capire quanto si e' razionali o irrazionali.

 

 

Forse la perplessità espressa da Giorgio Gilestro deriva proprio da un'eccessiva pratica con la behavioral economics : quando si dà troppo credito all'idea che gli operatori economici siano poco razionali non si sa più come distinguere chi è razionale e chi non lo è.  

La modestissima regola del sottoscritto e': buttateli fuori, al piu' presto possibile.

Considerato che Gop e' al governo (degli Stati Uniti) da otto anni, non vedo proprio perche' sia irrazionale cacciarli nei loro campi da golf. Il potere corrompe, il potere ininterrotto marcisce.

Non ho ben capito qual sia l'obiezione a cio'.

A scanso di conflitti di interessi, non voto in nessun paese dal 1983. Ho rotto la mia regola in due occasioni per quistioni di emergenza.

 

come se non avessimo mai sentito parlare dei "latte liberals".

Noantri de Berghem no zavemo gnente de "latte liberals" ... Chi zei? Cosa fai?

per tua conoscenza

http://en.wikipedia.org/wiki/Limousine_liberal

a Wiki aggiungo che demograficamente tendono a concentrarsi nel nord-est e nel nord-ovest.

te li riassumerei cosi' "poveri neri, poveri ispanici, no alla guerra, si all'onu, l'america e' razzista (non noi pero', i fondamentalisti religiosi del sud), capitalismo con juicio, l'europa e' un posto cosi' culturale (alziamo le tasse), i family values sono una cosa costruita dai republicans, la costituzione e' un living breathing document (i.e. mettiamo giudici liberal alla corte suprema e ci inventiamo Rove vs Wade -aborto basato sul diritto alla privacy che non esiste in costituzione-, affirmative action -che siccome e' contrario al fatto che siamo tutti uguali di fronte alla legge diciamo che e' un principio che si deve applicare solo quando non e' rilevante, ehm- etc), bitter voters cling to guns and religion, loro sono typical white persons (non noi pero', i fondamelisti religiosi del sud)"

un sito che ne fa la parodia (abbastanza divertente) e' questo

http://stuffwhitepeoplelike.com/ 

Il punto 2... Non credo chi possiede SUV, casa sovradimensionata e schermo al plasma 1,5mx2m abbia grosse preoccupazioni sulla tassazione. Forse e' piu' preoccupato per la vergogna che prova ogni giorno nell'essere americano?

Forse si: la vergogna e' un impulso ben piu' urgente del voler apparire lungimiranti e generosi.

Il punto 2... Non credo chi possiede SUV, casa sovradimensionata e
schermo al plasma 1,5mx2m abbia grosse preoccupazioni sulla tassazione.

In realta' si', ma questa e' semmai una ragione in piu' per votare Obama. E la ragione e' legata all'equivalenza ricardiana: solo una persona estremamente miope guarda solo alle tasse presenti ignorando quelle future. Il problema e' la spesa pubblica, che l'amministrazione Bush ha espanso in modo indecente, anche a prescindere dalla sciagurata avventura militare in Iraq: il decreto Medicare del 2003 e' un altro esempio lampante. La spesa determina le tasse e/o l'inflazione di domani, che colpiscono precisamente chi ha alti redditi e capitali. Per lo meno, Obama sostiene di voler terminare l'avventura irachena (il cui risultato principale e' stato quello di fare un favore strategico all'Iran): questo da solo gia' ridurrebbe il fabbisogno di un paio di miliardi di dollari al mese.

scusa enzo e la soluzione al problema spesa pubblica, che tu correttamente individui in medicare e altri programmi pubblici, sarebbe votare obama che vuole espanderla? cioe' da perfetto conservative sei preoccupato dell'esplosione della spesa pubblica e per risolvere il problema voti il candidato che la vuole espandere? la logica mi sfugge. a meno che non stai pensando ad aumentare le tasse contemporaneamente ma allora tutto il tuo ragionamento viene meno.

poi i conti non mi tornano anche in un secondo caso; tu vorresti finanziare l'espansione di medicare (ad infinitum) che arrivera' a qualcosa come 20% del PIL (CBO projections) in 40 anni con l'eliminazione della (catastrofica dici tu, io dico che adesso che l'abbiamo -quasi- vinta ne vale la pena) guerra in Iraq che ammonta a meno di 1% del PIL (e che sara' 0% del PIL tra 40 anni)? 20% forever is not covered by 1% una tantum (solo perche' lo ha detto obama non e' che e' vero).

adesso che l'abbiamo -quasi- vinta

Non chi tu rappresenti e, quindi, non so chi sia il "noi" nella frase qui sopra ... Chiedo allora:

CHI ha vinto CHE COSA? 

purtroppo/per fortuna rappresento solo me stesso (e anche quello non sempre, come ben sa chi ha una relazione stabile con il gentil sesso!).

il cosa e' chiaro, visto che di catastrofica guerra in iraq si stava parlando.

il chi dovrebbe esserlo. in prima approssimazione, gli usa. in seconda approssimazione e' un discorso troppo lungo e non sono la persona piu' adatta a condurlo. diciamo che se non ti viene in mente e' persino inutile che se ne parli.

cmq michele, se fuori tema, che di spesa pubblica e obama si stava parlando. 

Ispi, darling, la frase non l'ho messa io ... sai com'è :-)

Comunque, se ci rifletti sopra quando hai un minuto, vedrai che le mie domande non sono così volgarmente retoriche come tu sembri interpretarle.

USA = tante cose. Esempi: Amministrazione Bush? Partito Repubblicano? Quelli che se-lo-dice-fa-israele-allora-è-cosa-buona-e-giusta? Partito Democratico? Il prossimo presidente? L'esercito USA? I veterani del medesimo? La famosa "civiltà occidentale"? L'average taxpayer USA? La lista potrebbe continuare. Poiché i soggetti in questione hanno ed avevano obiettivi di politica estera distinti ed anche in conflitto, non è chiaro chi sia il CHI.

Guerra in Irak = tante cose. Quella militare, con uccisione di Saddam inclusa, è stata vinta da tempo. Ti ricordi il ridicolo atterraggio del comandante in capo con manifesto pubblicitario, mission accomplished? L'altra, le altre, in cosa consiste/ono? Io vedo mezza dozzina di guerre in corso sul medesimo territorio chiamato Iraq, o nei suoi paraggi. Vedo Al-Qaeda e vedo gli shiiti, vedo i Kurdi che vogliono l'indipendenza e vedo gli iraniani che non sanno se approfittare o meno della situazione di guerra civile. Vedo i fascio-musulmani dell'Arabia Saudita (eterni amici, sostenitori, finanziatori, complici della famiglia Bush) presi da varie tentazioni, paure, e cattivi sentimenti di rivincita contro il cattivo occidente ... poi ci sarebbero anche le molte altre guerre in corso nei vari -stan, ma tralascio.

Insomma, CHI abbia vinto (perso, pareggiato) CHE COSA non è proprio chiaro.

La politica estera NON È la Coppa Europa di calcio ...

Ti auguro una buona discussione sulla spesa pubblica USA, dove pure sostieni strane tesi tutte di parte (Bush=buono, nemicidiBush=cattivi) basate su fantasie e propaganda di partito, come ti hanno già (ripetutamente e di nuovo) provato con i dati.

P.S. Son passati più di due anni dalle tue prime apparizioni in questo loco - in cui continui ad essere benvenuto, sia chiaro - e continui ad assumere posizioni tutte ideologiche e di parte. Posizioni che ti vengono poi regolarmente smentite e smontate da valanghe di banali fatti e ragionamenti abbastanza semplici. Non ti stanchi mai di prenderle per tenere alto lo stendardo d'una "fede" priva di fondamenti? Quand'è che smetti di pensare che tutto sia una partita di calcio tra i "nostri" (buoni) ed i "loro" (cattivi)? Suvvia, a che serve far ricerca se tutto è così semplice e tu hai già tutte le riposte in tasca? Ossia che abbiamo ragione "noi" (noi chi?) e torto "loro" (loro chi?) ...

 

michele le tue domande sono retoriche, come retoriche sono le obiezioni che metti la' sopra. perche' alla fine si puo' cincischiare su tutto ma il chi e il cosa sono abbastanza chiari. poi possono essere inseriti in quadri piu' ampi, e io sono d'accordo. ma il tuo modo di procedere e' semplicemente la notte in cui tutte le vacche sono nere.

per quanto riguarda la spesa pubblica, non sapevo che dire che l'indiscutible trend positivo che si osserva dagli anni '30 in poi sia dovuto alla crescita automatica degli entitlement sia una posizione ideologica e di parte. mo' me lo segno.

eppoi scusa ma al seminario non mi accettano come "fatto" un grafico con trend positivo intorno al quale saltella un errore, in un periodo storico in cui la maggior parte dei presidenti e' repubblicana e la maggior parte dei congressi e' democratica come "prova" di nulla. glad you find it convincing. mi segno pure questo.

come vedi io sono sempre lo stesso curioso e, nonostante tutto, sempre tollerante verso la tua solita presa di posizione secondo cui chi non la pensa come te e' ideologico e tu sei scientifico (il "noi" versus "gli altri" di boldriniana memoria). anche tu sei sempre lo stesso. in quanto al benvenuto non mi sono sentito benvenuto quando mi e' stato detto per la prima volta che ero ideologico di fronte a fatti che mi davano ragione (ricordi l'esercito americano? michele ho fatto una analisi dei dati, probit e logit niente di fancy, e ovviamente l'econometria ha confermato quanto "ideologicamente" sostenevo e quanto "scientificamente" smentivi) e non mi sento benvenuto adesso che la cosa e' ribadita. come vedi non solo le tue posizioni sul chi e sul cosa sono retoriche ma anche il tuo "benvenuto".

C'e' una semplice e razionale spiegazione di quello che dice Enzo. Storicamente, guerre a parte dove valgono altre considerazioni, le amministrazioni repubblicane sono quelle sotto le quali la spesa pubblica federale e' aumentata piu' copiscuamente. Poi, vabbe', da bravi chiacchiere e distintivo son tutti bravi a dire giu' le tasse (e quindi le entrate), ma di intaccare la spesa pubblica non ci pensano proprio e ricorrono al deficit spending, o al limite se ne ricordano della spesa pubblica solo quando c'e' un'amministrazione democratica. Altro che lato della spesa, sono Old Keynesians DOC.

ja,

1 il trend e' positivo, no matter what. la spiegazione e' semplice: gli entitlements creati (soprattutto) dalle amministrazioni democratiche negli anni '30 e '60, invecchiamento della popolazione ed estrema difficolta' ad abbattere i programmi pubblici una volta che sono stati creati.

2 l'unico democratico che ha tagliato la spesa e' stato Bill e lo ha fatto con congresso repubblicano, contract with america e in pieno boom IT.

1 il trend e' positivo, no matter what. la spiegazione e' semplice: gli
entitlements creati (soprattutto) dalle amministrazioni democratiche
negli anni '30 e '60, invecchiamento della popolazione ed estrema
difficolta' ad abbattere i programmi pubblici una volta che sono stati
creati.

Difficolta'? Bush li ha espansi! (E non parliamo di Richard "we are all Keynesians now" Nixon.)

2 l'unico democratico che ha tagliato la spesa e' stato Bill e lo ha
fatto con congresso repubblicano, contract with america e in pieno boom
IT.

Mentre i repubblicani che hanno tagliato la spesa sono stati... Uhm...

Vedi Ispirati, io non avrei problemi a fare il tifo per un repubblicano se il candidato fosse Ron Paul, o Barry Goldwater, o Robert Taft (andando piu' indietro nella storia i democratici ridiventano piu' attraenti: vedi Grover Cleveland). Ma su spesa e "big Government" McCain mi pare di pasta poco diversa dai presidenti repubblicani delle ultime varie amministrazioni. Spero di sbagliarmi, soprattutto se dovesse vincere le elezioni.

non e' una questione di fare il tifo. e' una questione di essere scienziati seri e non proporre slogan.

e' questione che queste regressioni sono un po' ridicole, checche' se ne dica... non contano business cycles, invecchiamento della popolazione, crescita della popolazione, maggioranze democratiche al congresso (perche' una cosa che si ignora -perche' fa comodo- e' che non e' il presidente che sceglie la spesa pubblica ma il presidente e il congresso insieme), non correggono per la difesa (e' stato fatto in seguito e i risultati cambiano), non correggono per i tassi di interesse e il loro incidere sulla spesa (durante la presidenza clinton da dove sono arrivati i maggiori risparmi nella spesa pubblica? dalla diminuzione dei tassi di interesse guarda un po'); e' questione che se si parla di presidenti si dovrebbe guardare solo alla spesa discrezionale che il presidente ha sotto controllo e se si guarda alla spesa pubblica in generale si guarda a quali sono le cause della sua crescita (guerre? programmi di welfare? aumento dei tassi di interesse? ciclo macroeconomico?) e a quali decisioni politiche le hanno influenzate... e potrei continuare all'infinito con le mie obiezioni. ma sarebbero solo ideologiche (pare).

e' questione che se negli anni '30 prima e '60 poi vengono creati sistemi che si espandono automaticamente con la crescita economica e la crescita della popolazione e l'immigrazione e l'invecchiamento della popolazione... poi non mi fate vedere due regressioni con un trend e una dummy. su, siamo seri. se mettiamo una dummy con il colore del congresso e ripetiamo l'esercizio troviamo risultati esattamente opposti (i bet).

credo possa essere un contributo positivo al dibattito dire che se da queste regressioni uno toglie gli anni delle ultime 2 presidenze (cioè ci si ferma al 1992), e inserisce come variabili soltanto l'andamento delle spese militari in rapporto al PIL e il tempo, l'r^2 della regressione sale al 94%. Dal '92 in poi tutte le regressioni fatte fin'ora concentrano la maggior parte dell'errore. Credo tutto ciò abbia un legame con la caduta del muro e la successiva mutata "rigidità" della spesa pubblica (e quindi è probabile che le variabili che la spiegano diventino altre).

C'e' un particolare che viene ripreso piu' volte ed il cui senso mi sfugge: esistono buone ragioni economiche (i.e., basate su una qualche idea del funzionamento dell'economia e non su motivazioni politiche o ideologiche) per considerare le spese legate alla difesa come una sotto-categoria particolare, "diversa" e, devo assumere, "buona"  della spesa pubblica??

Io non sono un fan delle spese militari; ragionavo solo sul fatto che potessero essere (almeno a naso) nel contesto della guerra fredda una categoria di spesa "rigida", meno determinata dal colore politico del presidente o del congresso, ma piuttosto dallo "scenario politico internazionale" e cose del genere. Magari è un ragionamento semplicistico...

Concordo, entrambe le regressioni sono decisamente migliorabili introducendo molte di quelle variabili che tu giustamente citi (anche se non mi e' chiaro il confine tra spesa discrezionale e non discrezionale, specie per quanto riguarda la difesa: quali programmi/azioni militari ne fanno parte? quali no?). Giustamente da persone serie guardiamo i dati e poi da essi cerchiamo di giungere a delle conclusioni. Come detto, le due regressioni sono senz'altro semplicistiche ma sono un punto di partenza e danno un certo tipo di risposta mi pare. Se sei convinto che la verita' sia capovolta, ti prego di fornire i dati su cui discutere. Personalmente a me non cambia nulla se scopriamo che i Democratici fanno aumentare di piu' la spesa o se e' il contrario. Una cosa che fatico ad accettare, senza intento polemico, e' 

 se mettiamo una dummy con il colore del congresso e ripetiamo l'esercizio troviamo risultati esattamente opposti (i bet).  

Un "I bet" solitario buttato li' cosi' ti confesso fa fatica a convincermi! :-)

Ispirati, visto che nessuno te l'ha ancora fatto notare lo faccio io: attorno ai trends ci sono i cicli, e quindi sostenere che

il trend è positivo, no matter what.

è una grossolana semplificazione. Controlla in quali anni il tasso di crescita della linea verde è superiore al trend, ed in quali è inferiore o addirittura negativo. Poi fammi sapere chi, fra democratici e repubblicani, ha contribuito maggiormente al trend positivo di crescita del rapporto spesa pubblica su PIL negli USA.

Il fatto è che, piaccia o meno, da Nixon in poi (Eisenhower è l'unico che si salva dal 1933 ad oggi) i presidenti repubblicani non solo hanno fatto gli ultra-keynesiani (per cosa credi Milton Friedman fosse così incazzato con loro?) ma hanno anche usato la spesa pubblica a fini elettorali almeno tanto quanto i democratici. Questi i fatti. Le fantasie, poi, ognuno se le sceglie come meglio gradisce.

Ciao, ho ripreso i dati di BEA NIPA di Ja su Government Spending/GDP, li ho messi in un excel e ho considerato i dati dal 1948 al 2007 per evitare gli anni della seconda guerra mondiale. Ho usato la % come Y e la dummy variable "Republican President" (1 si, 0 no) come X. Questa la regression:

Regression Statistics
Multiple R 0.2687        
R Square 0.0722        
Adjusted R Square 0.0562        
Standard Error 0.0409        
Observations 60.0000        
           
ANOVA          
  df SS MS F Significance F
Regression 1.0000 0.0076 0.0076 4.5131 0.0379
Residual 58.0000 0.0972 0.0017    
Total 59.0000 0.1048      
           
  Coefficients Standard Error t Stat P-value
Intercept 0.2677 0.0082 32.6936 0.0000  
R President 0.0228 0.0107 2.1244 0.0379  

 

Per la seconda regression ho cambiato la variabile indipendente. Ho usato l'incremento o decremento in termini di punti percentuali di Government Spending/GDP rispetto all'anno precedente. Di seguito incollo il risultato, io un'idea piu' o meno me la sono fatta. Grazie a tutti per la discussione nata dall'articolo, sempe stimolante.

Regression Statistics
Multiple R 0.1207        
R Square 0.0146        
Adjusted R Square -0.0024        
Standard Error 0.0090        
Observations 60.0000        
           
ANOVA          
  df SS MS F Significance F
Regression 1.0000 0.0001 0.0001 0.8581 0.3581
Residual 58.0000 0.0047 0.0001    
Total 59.0000 0.0048      
           
  Coefficients Standard Error t Stat P-value
Intercept 0.0007 0.0018 0.3985 0.6917  
R President 0.0022 0.0024 0.9264 0.3581  

 

 

 

io un'idea più o meno me la sono fatta.

Indeed: grazie, davvero molto utile. Visto che hai già i dati in Excel, posso approfittare così ci soddisfiamo meglio la curiosità? :-)

Forse biusognerebbe controllare per il trend, almeno nella regressione in cui usi i livelli ossia la prima.

Per quanto riguarda la seconda, non saprei se usare l'anno di presidenza o il seguente, perche' cosi' v ail budget. Ossia, se X e' presidente dal 1992 al 1996, gli anni in cui "conta" per la spesa sono 1993-1997. Grazie in ogni caso.  

La prima regression effettivamente penalizzava i presidenti repubblicani, alla Casa Bianca 19 degli ultimi 27 data points dove anche a causa del trend complessivo la % era gia' superiore a 30%, inflazionando quindi il coefficiente "R-President". La seconda regression invece probabilmente li aiutava un po', in quanto effettivamente una volta raggiunta una certa soglia (30-33%) si fa molta piu' "fatica" ad alzarla ulteriormente piu' di tanto. Ho cercato di correggere la prima come suggerito da Michele: ho spostato di un anno in avanti l'effetto di una nuova presidenza (quindi Bush, eletto a novembre 2000, in carica da gennaio 2001, influisce dal 2002 compreso in poi) e ho cercato di approssimare il trend di crescita inserendo una variabile "tempo" con il numero di anni trascorsi dal 1948, anno della prima osservazione. Questi i risultati:

Regression Statistics
Multiple R 0.8941        
R Square 0.7995        
Adjusted R Square 0.7924        
Standard Error 0.0192        
Observations 60.0000        
           
ANOVA          
  df SS MS F Significance F
Regression 2.0000 0.0837 0.0419 113.6235 0.0000
Residual 57.0000 0.0210 0.0004    
Total 59.0000 0.1048      
           
  Coefficients Standard Error t Stat P-value
Intercept 0.2128 0.0053 39.8611 0.0000  
R President previous year 0.0130 0.0051 2.5558 0.0133  
Years after 1948 0.0021 0.0001 14.1810 0.0000  

Spero possa essere utile per la discussione, magari nei prossimi giorni avro' tempo di trovare una regression che aderisca meglio ai dati. Questi final exams sono infiniti... e io che ero convinto di venire a Los Angeles a fare la bella vita, "comprarmi" il pezzo di carta con scritto MBA e fregare cosi' i dipartimenti HR delle mie aziende preferite! :-)

 

 

 

 

Vedete che la teoria economica serve? Ora abbiamo una regressione molto più ragionevole, che controlla per il trend demografico-sociale che (per gli automatismi certamente presenti nella spesa assistenziale) tende a far crescere il rapporto tra spesa pubblica e PIL. Ma abbiamo anche una misura molto più precisa dell'impatto (differenziale, ricordarsi che è una dummy che vale 1 per il GOP e 0 per il DP) che sulla medesima hanno i presidenti repubblicani. Viene fuori un numero mica male (se capisco bene le unità di misura usate) specialmente in relazione al valore di trend annuale; ed è anche statisticamente significativo. Tra trend e presidenti repubblicani, la regressione cattura l'80% della varianza temporale nel rapporto spesa/PIL, mica male! Questo non è un blog, è un centro studi decentrato!

P.S. Buona fortuna con gli esami ... almeno quello di statistica ed econometria lo passi di sicuro! Ho insegnato anche io ad MBA a Kellogg (tanti anni fa ...) e quello che hai prodotto qui era più che sufficiente per prendere A nel corso di base, senza problemi. :-)

P.P.S. Ah, se incroci Leamer o Edwards, salutameli. Ma fallo DOPO che ti hanno corretto l'esame, non si sa mai!

Visto che di secondo nome faccio perdigiorno (e visto che pensavo che i repubblicani fossero meno peggio di quel che sono), ho torturato un po' i dati.
Se al dato della spesa totale "protagonista" della regressione di Giuseppe si sottrae la voce "National Defense" , presa da qui, il coefficiente del GOP-Presidente si dimezza e l'R^2 migliora all'85%.

a =

0.0055 (Presidente GOP)
0.0034 (Tempo)
0.1029 (Costante)

b =

-0.0079 0.0189 (Intervallo di confidenza al 95% Presidente GOP)
0.0030 0.0038
0.0888 0.1170

e =

0.8525 164.7295 0 0.0006
R^2 F-Stat p-Value varianza errore

Se uno toglie la difesa, mi pare di capire che i repubblicani e democratici si assomiglino un po' di più.

(in rosso (spesa totale-difesa)/GDP)

Ho letto le prime dieci pagine di Becker Social Economics. Beh, non é pensabile che chi vota dem lo faccia perché gli conviene socialmente - cioé perché sta in ambienti nei quali votare dems é trendy e quindi ti puó facilitare la vita, la carriera, etc. In altri termini, il costo marginale di avere obama presidente (e quindi votarlo = piú tasse) é inferiore ai guadagni marginali (piú carriera, etc.) che se ne possono ricavare.

Sembra assurdo? A me no. In piena razionalitá, qualcuno potrebbe dire che converrebbe votare Rep e poi dire di votare Obama. Ma a quel punto si saprebbe che la gente mente... e quindi il sostenere Obama perderebbe valore...no?

Ovviamente non so cosa dica becker nel resto del libro, ma dalle prime dieci pagine ho capito che il nostro va in questa direzione.

se ho detto una cagata, ditemelo.

aa

 

...ehm... again!  :)

The problem, I believe, is that even Democrats have bought into the underlying premise of the Bush years — that the best thing you can do for American families, or at least the only thing that can win their votes, is to give them a tax break.

Da:  http://www.nytimes.com/2008/06/16/opinion/16krugman.html?ref=opinion

L'Economist di settimana scorsa aveva un articolo sugli uomini del (forse futuro) presidente:

http://www.economist.com/world/na/displaystory.cfm?story_id=11551686

Anche il dipartimento nel quale ha preso il PhD festeggia:

http://www.economics.harvard.edu/news/21

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