Bruxelles, Roma, Cairo: Renzi con pochi uomini e zero idee

13 maggio 2016 Giovanni F. Accolla

Il giro di poltrone forse al momento utile per il governo, ma per nulla efficace in prospettiva 

Renzi è un uomo presuntuoso, capriccioso e, checché se ne dica, privo di autentica sensibilità politica. E’ un opportunista che si muove nello spazio prospettico del giorno dopo giorno e le sue scelte tanto in politica estera, economica, sulla giustizia, che nella scelta della sua stessa squadra di governo, ne sono una prova evidente. 

Il balletto Bruxelles-Roma-Egitto è un capolavoro di superficialità e di improvvisazione. Capacità prospettiche zero, solo soluzioni per l’immediato. Fino a quando i  nodi non verranno al pettine. E qualche nodo s’è già mostrato: "flop" Mogherini, infrazioni sui conti pubblici, sulla gestione dei migranti, esclusione continua dai tavoli che contano, Libia nel pantano, incognita Egitto e i maró? Boh? La questione è piuttosto confusa nonostante i proclami. Rimane aperta la madre di tutti i problemi: Finmeccanica e i suoi rapporti con il passato governo indiano, ma lasciamo perdere. Il ragionamento ci porterebbe altrove. 

Fu dunque un errore grave rompere il tabù delle nomine degli ambasciatori fuori dalla carriera diplomatica, è stato forse peggio far tornare Carlo Calenda a Roma - lasciando l’impressione, non proprio peregrina, che non fosse la persona giusta per quel mestiere che gli era stato calato dall’alto - ed affidargli il dicastero dello Sviluppo economico (anche qui andrebbe fatto un ragionamento sulle effettive capacità del montezemoliano). Credo che alla Farnesina (Elisabetta Belloni, nuovo segretario generale, già capo del Personale, conosce il "dna" di ogni suo collega) ci abbiano messo una buona “pezza” consigliando per la rappresentanza dell’Ue forse il miglior candidato possibile: Maurizio Massari, un ambasciatore fresco di grado, giovane, brillante, capace e indipendente.

Solo che Massari era, fino a ieri, l’indiscusso protagonista del “caso Regeni”. Il primo che dalla sede dell’ambasciata del Cairo, a lui affidata, denunciò le anomalie (diciamo così) del governo egiziano. Il primo che, la notte del ritrovamento del corpo del giovane dottorando, mollò il ricevimento e gli ospiti italiani (che caso strano: c’era la Guidi, ministro dello Sviluppo economico di lì a poco, dimissionaria, la vita è un girotondo!) per mostrare fisicamente la presenza dello Stato italiano in quella terra disgraziata dove, per avvantaggiare il cosiddetto sistema democratico, l’Occidente ha legittimato un feroce dittatore.

Eh, già Massari è uno tosto. Io l’ho conosciuto bene. E’ in gamba, non mai molla l’osso, lo conoscerà anche Renzi. O forse l’ha capito a sufficienza anche il premier: fuori Massari, che certo non avrebbe acconsentito a rimetterci la faccia, il dossier Reggeni potrà prendere nuove rotto, nuovi approcci, magari più accondiscendenti. 

Buona parte della stampa internazionale ha letto questo doppio cambio come l’ennesima dimostrazione di debolezza del governo italiano. E è assai difficile pensare il contrario. Al massimo la si può leggere come l’ennesima furbata, appunto, l’ennesima strategia da retrobottega. Insomma, l’ennesima "renzata". Carenza di uomini, carenza di idee, paranoia del controllo. Usque tandem?

 

8 commenti (espandi tutti)

L'articolo mi sembra contenga molti giudizi e assai scarne argomentazioni a sostegno, diversamente dall'eccellente standard di nfa. Spero emergano dalla discussione.

Mi scuso, con i redattori e con i lettori, ma avevo mandato questa mia personale riflessione ad un collega amico per sola lettura e l'ha, invece, pubblicata (con gli stessi refusi!). In quando alle osservazioni di Fabrizio Bercelli, che pur comprendo (o meglio: "registro") chiedo venia. I miei diversi anni di lavoro alla Farnesina, la mia conoscenza diretta di caratteri e persone, forse mi hanno fatto dare per scontato molte cose e le mie idee hanno preso la piega del giudizio. Le mie opinioni sono comunque queste (e non sono il solo ad avere un giudizio tanto netto), tanto  che ci metto nome e cognome.

spero a lungo. Almeno finchè non compare un partito liberale moderno ed occidentale e prende il 40% dei voti al ballottaggio. Dopo l'esperienza di FARE direi che ci vorranno 40-50 anni. Nel frattempo, teniamoci Renzi visto che le alternative sono, in ordine  (decrescente) di probabilità/danno per il paese, Grillo, Salvini (+Meloni), SB e sinistra dem/Fassina/SEL

Quindi, almeno per ora, Renzi non va preso a sassate come uno da abbattere, ma criticato, anche duramente, come il meno lontano, fra i politici che sono in gioco, da un futuro "partito moderno ed occidentale".

Quando fra 10 o 20 anni il prossimo Fare avrà il 20% dei voti -- sono forse più ottimista di GF essendo più vecchio ;-) -- con chi formerà un governo se non con un partito guidato da un Renzi cinquantenne (o da un simil-Renzi)? Tanto vale cominciare subito ad avere un atteggiamento vincente, che non è certo quello di sparare a palle incrociate contro il meno peggio dei possibili alleati.

Discorso che vale solo per chi crede davvero, con ragionevole realismo, di potere vincere nel giro di pochi decenni, e in vari modi continua a darsi da fare a questo scopo, come nfa quasi sempre fa ottimamente. (Prima o poi è piuttosto probabile che succeda comunque, nfa o non nfa, Fare o non Fare. Vale la pena impegnarsi solo per il piacere di contribuire ad accelerare la cosa.)

Chi sono i personaggi nominati in questo post? Per chi non e' al corrente dei recenti cambiamenti di personale decisi da Renzi puo' interessare questo breve riassunto:

Carlo Calenda (43 anni), era un ex manager entrato in politica nel 2013 con l'associazione Italia Futura di Luca Cordero di Montezemolo, passato a Scelta Civica e nominato vice-ministro dello sviluppo economico nel governo Letta. Poi mantenuto al suo posto da Renzi. Nel 2015 aderisce al PD. A gennaio 2016 e' nominato Rappresentante Permanente dell'Italia alla UE (Bruxelles). E' importante sapere che: "La scelta inconsueta di nominare un politico in una posizione normalmente riservata ai diplomatici di carriera ha sollevato proteste da parte dei membri del corpo diplomatico italiano" (wikipedia).

Dopo pochi mesi Renzi fa tornare Calenda a Roma e lo nomina Ministro dello Sviluppo Economico. Per sostituirlo a Bruxelles nomina Maurizio Massari, fino ad ora ambasciatore italiano al Cairo (e' ambasciatore di grado, cioe il livello piu alto della carriera diplomatica). Massari si occupava del caso di Giulio Regeni, lo studente italiano ammazzato in Egitto in circostanze misteriose. Per sostituirlo in questo importante incarico viene subito nominato Giampaolo Cantini, un altro diplomatico attualmente in servizio alla Farnesina.

Questo e' il "balletto Bruxelles, Roma, Cairo" di cui parla questo post. Per chi non segue le nomine (e gli umori) degli ambasciatori italiani, spero questi chiarimenti siano utili.

Giulio Regeni

floris 14/5/2016 - 23:21

Scusate la pedanteria, ma ci sono errori su nome e cognome in articolo e sezione commenti.

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