Buon Natale e buon 2010

25 dicembre 2009 andrea moro

In altri articoli alcuni hanno già cominciato a fare gli auguri, quindi non credo guasti un post apposito. Non ho l'ispirazione per riflessioni originali, perciò rimando ad un mio articolo di tre anni fa quando molti dei lettori attuali ancora non ci conoscevano.

In quell'articolo mi chiedevo se l'augurio di "Buon Natale" avesse un significato laico. Ne copio due passaggi per fornire qualche spunto di discussione.

La Nascita e' l'evento che segna la creazione della persona autonoma, libera ed indipendente che, crescendo, assumera' responsabilita' propria. Il Natale cristiano celebra un concetto non molto diverso da questo. Ricorda il Dio che assume forma umana, che nega la sua diversita'al punto tale da non poter evitare la propria morte, un dio incapace di evitare persino le tragedie umane. La nascita di Dio rivela dunque la responsabilita' dell'uomo per la propria sorte, e per quella di chi gli sta accanto, e con essa la libertà dell'uomo. Ed il concetto di liberta' della persona è un valore laico, e pure lo è quello di responsabilita' individuale. [...]

Il 2006 è stato per me un anno speciale. Ho assistito per la prima volta alla nascita di una persona, mia figlia, che dopo pochi mesi ha gia' adottato una sua mini-personalita' e ha i suoi mini-desideri specifici di persona libera e distinta da noi genitori. Ed è difficile, tanto difficile, non fare su di lei progetti speciali ritagliati attorno a certi miei desideri. [...] Augurare Buon Natale a mia figlia significa ricordare l'importanza della sua libertà, dei suoi desideri distinti da quelli miei. Significa ricordare l'importanza della responsabilita' mia di aiutarla a crescere seguendo i suoi istinti. E quando faccio questi auguri ad amici e conoscenti possono valere simili atteggiamenti: il ricordo reciproco della rispettiva libertà, e della responsabilità nei confronti di ciascuno e della società.

Buon Natale e buon anno a tutti, anche a nome della redazione! L'anno nuovo porterà qualche novità per nfa, ve ne parleremo presto.

10 commenti (espandi tutti)

Che auguri sofisticati e carini! Io non conoscevo l'articolo originale...e benchè abbia scandagliato nfa in lungo e in largo (anzi: credevo di averlo fatto) questo mi era sfuggito.

E fai davvero bene a sottolineare la possibilità di leggere l'avvento di Dio come un momento di libertà individuale, che è poi la cosa che qui credo interessi tutti....e su questo voglio dire una cosa anche io.

Senza voler fare l'analista dei tuoi moventi psicologici, mi sembra naturale che tu, diciamo così, enfatizzi l'aspetta della libertà e della responsabilità che provengono dalla nascita di Cristo e dal suo averci redenti e rimessi a nuova vita. La Chiesa Cattolica, rispetto a dottrine contrastanti che davano per scontata la predestinazione dei credenti, ha sempre mantenuto un salutare et et: sia azione salvifica di Dio, tramite misericordia e liturgia di penitenza ed espiazione, sia fattiva "collaborazione" del credente a guadagnarsi la vita eterna. Siccome tutta questa cosa mi ha fatto venire in mente le discussioni dottrinari di S. Agostino, che contrastò (almeno a un certo punto della sua vita) concezioni teologiche eccessivamente inclini a concedere troppa capacità alla libera volontà umana (che troppo potente, non avrebbe più avuto bisogno di gerarchie e riti per salvarsi), ho guardato se c'era qualche link sul Pelagianesimo, almeno su wikipedia, e l'ho trovato. Certo è un contributo molto sbrigativo, ma dice una cosa che mi era venuta in mente leggendo il tuo post, e in generale pensando alla rilevanza che una religione che rimarchi la libertà può avere nel produrre appunto persone:

In epoca moderna, il pelagianesimo è stato visto come una dottrina tipica del liberalismo (cristianesimo), idonea, cioè, ad esaltare l'autonomia e la libertà del singolo rispetto all'autorità della gerarchia ecclesiastica. In molti, infatti hanno visto l'opposizione al pelagianesimo come il tentativo della gerarchia di mantenere il proprio ruolo di mediazione tra Dio e gli uomini. Tale critica sarebbe però smentita dal fatto che anche i luterani ed i protestanti in genere, pur avendo escluso il ruolo di mediazione del clero, attribuiscano comunque un ruolo decisivo alla "predestinazione" ed alla "grazia".

In realtà, le cose secondo me non sono così lineari, perchè sappiamo che anche Weber (pur riferendosi al protestantesimo) ha parlato di ascesi intramondana, pur in un quadro di pre-destinazione...quindi secondo me il punto non è tanto stabilire se siamo più o meno predestinati, ma comprendere se una certa religione lascia spazio al fiorire autonomo della personalità (e il cristianesimo, a dispetto delle sue varianti più o meno eretiche, sembra davvero concepire uno spazio speciale per gli individui) si concilia meglio con la nostra sensibilità moderna. Di questa "modernita" del cristianesimo si sono portate varie ragioni: l'infusione di un anima individuale che è nostra e solo nostra; una resurrezione dei corpi che ci ricongiungerà esattamente al corpo con il quale ora scrivo...e così via. Certi riti orientali, secondo cui invece noi saremmo destinati a un ciclo di reincarnazioni in animali che io elimino quando vedo, o concezioni animistiche che assimilano la mia sensibilità a quella di un agrifoglio agghindato a festa, non sembrano avere lo stesso rispetto per la nostra individualità o originalità. Tutta l'apologetica cristiana dei primi secolo del cristianesimo, e anche quella attuale, lo scrivono bene, e con parole di grande ispirazione.

 

 

 

Bella interpretazione del Natale, la condivido appieno, probabilmente perchè ho enfatizzato troppo le parole scritte da Andrea Moro mentre ascoltavo "Hunger Strike" dei Temple of the Dog... :-). Tralasciando per un momento ogni aspetto ilarico, vorrei dire due parole pure io, in particolare farò riferimento a quanto scritto sopra (grassetto mio):

La nascita di Dio rivela dunque la responsabilita' dell'uomo per la propria sorte, e per quella di chi gli sta accanto, e con essa la libertà dell'uomo. Ed il concetto di liberta' della persona è un valore laico, e pure lo è quello di responsabilita' individuale.

Il concetto di responsabilità associato a quello di libertà coglie in pieno il significato della nascita di Gesù; inoltre questa stessa associazione ha accompagnato nei secoli lo sviluppo degli uomini sulla terra. Partendo dalle popolazioni primitive, passando per l'età greca e romana, fino ad arrivare all'era post-medievale e contemporanea. In ognuna di queste ere l'uomo ha potuto scegliere, nel bene e nel male, ciò che più lo avrebbe soddisfatto. Sono state tante le decisioni (e relative azioni) su cui potremmo discutere criticamente, ma una particolare mi è rimasta impressa. Rimanendo sempre in tema di libertà - responsabilità, la rivoluzione Francese ci ha insegnato diversi valori fondamentali, tra i quali il concetto di libertà. In questo senso la libertà non deve essere intesa come opportunità per creare situazioni dalle quali ognuno ne può trarre vantaggio (esclusivamente personale), ma come opportunità per creare una comunità all'interno della quale ognuno, con i suoi limiti, può agire liberamente (libertà) nel rispetto dell'interesse collettivo (responsabilità). L'obiettivo, insomma, è il benessere collettivo.

IMHO, questo fatto storico (più di altri) esprime abbastanza efficacemente il concetto dell'incarnazione di Dio, poichè riporta alla luce i veri principi ispiratori del Cristianesimo.     

Detto ciò, vi auguro un Buon Natale.

Vado controcorrente, ne sono consapevole e non so che farci ..... :-)

A me il Natale non piace, come tutte le festività di carattere religioso (va bene, va bene ..... come tutto ciò che con una qualsiasi religione abbia a che fare) ...... A pensarci meglio, nemmeno amo le festività in genere: mi appaiono come obblighi e convenzioni e mi danno un'idea di tristezza.

Certo, anch'io non mi sottraggo all'uso comune degli auguri - poi qualcuno ci resta male, e me ne dispiaccio .... che diamine! - però cerco di virare verso l'attesa di un futuro positivo e, dunque:

buon 2010 a tutti!

(Però, caspita, ciascuno faccia in modo di costruirselo, il suo futuro. Mica arriva la manna dal cielo, dai .....)

Sono un assiduo lettore di questo blog FANTASTICO.

Desidero rivolgere i miei auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo alla Redazione di nFA e a tutti i suoi lettori/commentatori.

 

Buon 2010 a tutti.

Poi, per chi ci crede, buon genetliaco del dio Mitra (dio Sole), visto che il cristianesimo ha semplicemente copiato la data, non essendoci alcuna certezza sulla data di nascita di Gesù Cristo, visto che la mitica cometa (pare quella di halley..) non è apparsa nei cieli di Galiea, nè in quel mese, nè, soprattutto, in quell'anno.

Comunque, verso le religioni, condivido l'opinione di Roberto Speranza, che disse: "è meglio seguirle tutte, non vorrei finire all'inferno per aver sbagliato religione".

 

"è meglio seguirle tutte, non vorrei finire all'inferno per aver sbagliato religione".

Ma dai, anche David Koresh?

In questi giorni ho anche sentito augurare Merry Newton-mas per festeggiare il compleanno di Isaac Newton che, secondo il calendario giuliano, e' nato proprio il 25dicembre :D

 

In questi giorni ho anche sentito augurare Merry Newton-mas per festeggiare il compleanno di Isaac Newton che, secondo il calendario giuliano, e' nato proprio il 25dicembre :D

Sicuramente e' piu' appropriato per lui che per Gesu' Cristo, dato che c'e' molta incertezza sulla data effettiva e il 25 dicembre fu scelto nel quarto secolo essenzialmente per scippare la festa del Sol Invictus...

Un post di auguri va bene se l'intenzione non è quella del rispetto di una convenzione. In questo spirito auguri ad Andrea Moro  e ad uno ad uno, tutti gli animatori di nFA. Avete reso questo un bel posto, dove si viene davvero volentieri.

Buon Natale come auguri di compleanno a Gesù, persona indimenticabile che con il suo messaggio di bontà infinita ha provato a diffondere il valore della pace tra gli uomini. E Buon Natale a noi tutti come augurio reciproco di rinascita interiore, di rinnovato senso civico che vuol dire essere uomini liberi ma anche e soprattutto responsabili. Io intendo così lo scambio di auguri del Natale. E poi credo che lo spirito di questa festa sia anche la famiglia, che si ritrova riunita a celebrare questo desiderio di rinnovata umanità. E nonostante l'incomunicabilità, l'incomprensione e i tanti problemi che come in "Natale in casa Cupiello" affliggono la maggioranza delle famiglie, vorrei dire il mio BUON NATALE  a tutti di ritrovata serenità.

 

teresa

scusate il ritardo. facccio parte di una famiglia che per questo evento si riunisce e mi scombussola abitudini e orari...ma quanto li amo! Sono i miei figli.

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