Cam for?

19 febbraio 2014 Marcks

Con le cam, e con relativo streaming, si possono fare tante cose. Il titolo di questo post allude ad alcune attività in streaming che sarebbe meglio non divulgare, un po' come quelle penose "consultazioni" tra Matteo Renzi e Beppe Grillo di oggi.

Anche io, come tanti altri, alla fine non ho resistito a guardare quei dieci minuti scarsi di "consultazioni" tra il premier incaricato Renzi e il politico prestato alla comicità Grillo: il risultato è stato quello di aver assistito a uno spettacolo per certi versi imbarazzante e per altri demenziale. Da un lato Renzi, che dicono sia un bravo comunicatore, giogioneggiava cercando di affrontare Grillo nel suo stesso terreno: battute, risatine, e ammiccamenti assortiti, non senza riconoscimenti espliciti di rispetto e attenzione per l'interlocutore. Dall'altra parte Grillo si è prodotto nella sua scaletta abituale: una specie di Tarzan che grida in continuazione lo stesso verso, e che come Tarzan passa di palo in frasca senza nessun nesso logico (all'inizio dello streaming il clown si lancia in una questione di rimborsi spese che non c'entrava nulla con la ragione dell'incontro: una considerazione che dal nulla nasce e nel nulla finisce...ma vabbé, tutto fa brodo) e che fondamentalmente non è interessato ad ascoltare, ma solo a dire la sua: siete tutti corrotti, non potete cambiare nulla ecc. ecc.

Vista l'inutilità di questi streaming, almeno a livelli di contenuto, non si capisce perché ci si debba ostinare a volerli fare; né si comprende come alcuni possano considerare positivo questo mezzo per raggiungere una trasparenza che, nei fatti, è assente. A mio avviso è infatti evidente che accendere una telecamera e metterci davanti un politico a parlare non sia, specie da noi, un metodo sicuro per ottenere informazioni affidabili circa le reali intenzioni di quello. Voglio dire: lo stesso Grillo che chiede ai suoi parlamentari di non partecipare ai talk-show, perché artefatti e manipolatori, crede davvero che una cam, solo perché un po' più sfocata e meno sofisticata dal punto di vista tecnico, possa garantire condizioni di "oggettività" superiore di una telecamera da studio televisivo? E ovviamente non sto sottoscrivendo quelle visioni apocalittiche sulla comunicazione che associano l'uso di qualsiasi dispostivo tecnico di diffusione delle immagini ad una inesorabile manipolazione della realtà. So però, come tutti, che una telecamera accesa ottiene un effetto di condizionamento, non sempre positivo, e penso per esempio ai battesimi o alle cerimonie in genere, dove il parente fissato con le riprese induce intere tavolate prima festanti e spontanee ad indossare sorrisini ebeti, a fare discorsetti idioti e a fare insomma le controfigure simpatiche di sé stesse. E in effetti, anche nello streaming di oggi altro non abbiamo visto che due persone che parlavano non tanto agli interlocutori presenti, ma a quanti avrebbero assistito al confronto, e ciascuno con la sua agenda, con o senza cam: la promessa lanciata che mostra, in quanto ggiovane, di saper parlare a tutti "anche usando i nuovi media"; e il condottiero senza macchia che vuol dare scandalo sin dentro ai palazzi del potere, dimostrando che lui grida la Verità sempre. E in effetti questa sembra diventata la cifra stilistisca, ma anche di contenuto, tipica dell'opposizione politica, di qualunque colore, e anche del giornalismo nostrano: voler incontrare a tutti i costi chiunque dotato di un minimo di responsabilità decisionale, a qualunque livello istituzionale, al solo scopo di recriminargli contro le accuse più gravi nella forma di una rabbia senza né repliche né soluzioni. 

L'unica cosa che mi viene da dire in conclusione è che la politica ha bisogno anche di spazi non trasparenti, non perché quegli spazi debbano essere sede di elezione del marcio e del compromesso al ribasso, ma perché si presume che gli elementi di controllo e di verifica fra fatti e parole non stiano essenzialmente in una ripresa fatta con una cam. Senza contare che in politica ci sono, come sempre, cose che non si possono dire, verità intollerabili, situazioni incomprensibili ai cittadini e fini da nascondere, se non altro per ragioni strategiche e di contrasto degli stessi avversari politici. E la cosa è talmente banale che lo stesso Grillo, sponsor accanito di questo grande fratello politico, si guarda bene dal fare lo streaming delle riunioni dove lui con i suoi parlamentari discute delle decisioni da prendere in parlamento.

27 commenti (espandi tutti)

Sarò ingenuo, ma ci sono rimasto abbastanza male. Grillo ha sputato sulla sua liquid democracy e sul 50% dei votanti che gli hanno chiesto di andare da Renzi. 

troppi anni in Amerika

D'altronde nel suo "sondaggio" non ha discusso i contenuti dell'incontro: cosa mettere sul tavolo, una bozza di percorso, i paletti indispensabili, rilanciare sulla legge elettorale o cose simili (e fondamentali), facendo pesare i 150 e rotti parlamentari 5s. Si è solo limitato a chiedere se andare o meno (che i "contenuti" li aveva già scelti a tavolino, gli iscritti hanno di fatto dovuto scegliere a scatola chiusa). A quel punto la cosa sarebbe stata indifferente (come lo è stata in sostanza).
E' come dire, scegliamo di comune accordo la nostra macchina nuova da comprare: facciamo un sondaggio sul colore della carrozzeria! (che me ne frega a me del colore!). Intanto tutte le scelte che contano veramente quali budget, modello, motorizzazione, cilindrata etc le riservo a me nascondendovele se serve. Ditemi quanto sono buono ad avervi reso protagonisti della scelta.. Bellademocrazia!

 Per quel che mi riguarda alla "liquid democracy" ci sputa in faccia già quando sceglie ad arte cosa chiedere e cosa non chiedere (riservando a sé).

Ho riascoltato poi la conferenza stampa, e non mi ha convinto per niente. C'è qualcosa che non torna, non aveva alcun senso. Forse la spiegazione è semplicemente che lo ha spiazzato la decisione della "rete", lui non voleva andarci ma ormai, lanciato il sasso della consultazione online, non aveva scelta. Ha dovuto infilare la cravatta e partire in macchina all'ultimo minuto. Non si era preparato, e si è visto. Forse è così.
Nel non-confronto con Renzi lo ha solo sfankulato, e fin qui posso capire la sua logica, di cosa mai poteva dialogare con Renzi. Ma poi nella conferenza stampa è partito con un monologo-zuppa, senza ne capo ne coda, confuso, intriso di temi vecchi e del tutto fuori luogo in quella sede, e in generale imbarazzante.
Forse Grillo è stanco, o forse una visione strategica non l'ha mai avuta, ed ha beneficiato fin qui della sagacia apparente degli impulsivi.
E' coerente, questo sì. Ed è ovvio che non può "dialogare" con quel sistema marcio che vuole abbattere. Ma poteva prepararsi qualcosina da dire a Renzi, anche solo per metterlo in difficoltà. Per esempio, dico per esempio, poteva preparare uno schema di legge elettorale e buttarla su quel tavolo. Poi dire: se mandi a quel paese Berlusconi, e votiamo insieme questa, allora "te la do io la fiducia". Poi il giorno dopo te la tolgo, il tuo governo cade, e si vota con la legge elettorale nuova.
Ovviamente Renzi avrebbe rifiutato, perché l'intesa con Berlusconi gli sta molto meglio: può restare incollato sulla poltrona fino al 2018 e forse anche dopo. Ma si sarebbe potuto trovare in una qualche difficoltà nel giustificarsi. Questa sarebbe stata una strategia che non avrebbe comportato compromessi morali. E questa è solo una boiata pensata da me in due minuti, ne poteva pensare un'altra migliore.

Ma sembra incapace di ogni strategia. Forse lo è sempre stato. Oppure si sta defilando. Gioca a lascia o raddoppia, e se non andrà, si ritirerà e tornerà a fare i suoi spettacoli. Già ha annunciato di voler mollare, questi sono segnali.

Ma se l'indignazione è la domanda, Grillo non è più la risposta (e se il M5S non si sa riorganizzare senza Grillo, il che potrebbe anche avvenire) allora prepariamoci a veder comparire qualcosa di nuovo, che arriverà dal nulla, prenderà il 25% almeno dei voti, e che sicuramente non la butterà sul ridere, come (fino a un certo punto) ha sempre fatto Grillo.
Perché l'indignazione e il disgusto che questa casta indecente ha attirato su di sé, con venti anni di quotidiane vergogne inenarrabili, monterà ancora: prima con la legge elettorale porcata-2, poi con i sicuri intrallazzi e doppiogiochi di Renzi.
E diventerà rabbia sorda e feroce se anche la valvola di sfogo M5S sarà ridotta al silenzio.

Già, ma questo lo scopriamo proprio grazie alla diretta streaming. In effetti stiamo criticando mezzo e metodo ma è grazie al mezzo che siano stati informati del suo abuso.

Attori

Francesco Forti 19/2/2014 - 23:38

Davanti ad un pubblico su un palco o davanti ad una telecamera o webcam si recita solo se si vuole recitare.  Si puo' abusare dello strumento come anche no.  Come si puo' abusare della democrazia diretta e di qualunque cosa.  Si puo essere seri o fare il buffone.  Diciamo che in alcuni casi viene fuori la vera natura dell'individuo.

Come a dire "In Cam Veritas".

è un motto più attendibile, La webcam è strumento di propaganda ... a meno che il personaggio abbia perso il controllo di sé stesso, forse un aperitivo di buon'ora.

(cit. de L'Apparato. Un mito dei nostri giorni)

In parte concordo, è una messa in scena inutile. Ma è chiaro che non è stato Grillo a volerla, ma i suoi utenti. Però l'alternativa è che Renzi parla con Berlusconi e i giornalisti fanno scorrere fiumi di inchiostro sul cosa si sono detti... E allora tanto vale prendersi a pesci in faccia...

mah

marcodivice 20/2/2014 - 16:00

mah

sunt lacrimae rerum!

A me invece l'intervento del Sig. Grillo è piaciuto, anche se avrebbe potuto fare di più e di meglio. Al posto suo io gliene avrei dette di peggio, ma capisco che non essendo parlamentare, non sia protetto dall'insindacabilità.

Renzi invece mi è sembrato un'armaluzzu, spero se la cavi meglio con i falsi e cortesi.

ah beh

floris 20/2/2014 - 16:53

Otto milioni di voti utilizzati per offendere un personaggio che, al di là di tutto, al governo non c' è mai stato, e veicolare il messaggio che la democrazia si applica solo con chi si vuole.
Personalmente spero spariscano dalla scena politica al più presto, son più pericolosi di BS per il nostro paese.
E tanto per chiarire, faccio presente che BS l' ho sempre odiato politicamente - a volte, non me ne vanto affatto, anche personalmente - e che l' m5s l' ho conosciuto da dentro, anche se nel mio piccolo.

Otto milioni di voti utilizzati per offendere un personaggio che, al di là di tutto, al governo non c' è mai stato, e veicolare il messaggio che la democrazia si applica solo con chi si vuole.

Hai mai visto i politici britannici? Il trattamento che il Sig. Grillo ha riservato al Sig. Renzi è abbastanza simile a quello che maggioranza e opposizione riservano da secoli l'un l'altro a Westminster.

No Alessandro, i politici inglesi si lasciano parlare l'un l'altro e di regola piccchiano duro ma non menano troppo il can per l'aia

I politici si lasciano parlare l'un l'altro perché hanno secoli di democrazia e parlamentarismo alle spalle, ed agiscono nel solco di quella tradizione. In un paese invece dominato dalla piú crassa partitocrazia ed in pratica ancora semifeudale come la Repubblica Italiana, se siamo fortunati abbiamo appena potuto assistere al primo germoglio della democrazia rappresentativa, alla prima vera opposizione. Migliorabile, certamente, ma pur sempre meglio di tutta la falsitá che é venuta prima.

UK

floris 23/2/2014 - 01:30

Conosco poco e nulla dei dibattiti fra i leader britannici. Da quello che ho trovato su youtube però mi sembrano tutt' altro ( e son pure gustosissimi, tra l' altro ).
Sono sì duri ma il concetto che chi si ha davanti non abbia il diritto di parlare è alieno.
Anzi, la capacità di rispondere prontamente nel dibattito è fondamentale - dubito che qualche leader italiano sia capace di cose simili - altro che monologhi senza diritto di replica.

Poi si può pensare che questo sia un aspetto secondario, per me non lo è affatto, per me è sintomatico dell' ossatura stessa del movimento.
Per quel che vedo in parlamento e nella mia esperienza personale, generalmente gli attivisti credono di esser paladini del giusto e del vero venuti a salvare il mondo, e quindi immuni alle critiche, pronti ad usare la doppia morale nel giudicare i propri sodali contro gli avversari, non disponibili a mediare per non intaccare la loro purezza.
Chi non è d' accordo con loro nasconde qualche interesse o se va bene è un ingenuo che si è fatto plagiare dai media.
Roba che verrebbe da ridere, anche considerate le idee bislacche che spesso propagandano, se non fosse che rischiano di finire al governo un giorno.

Consiglio

Andrea Grenti 20/2/2014 - 18:34

Se posso dare un consiglio ai ragazzi del M5S, è quello di prendere a poco a poco distanza da Grillo.

concordo

dragonfly 20/2/2014 - 19:29

se bevesse, sarebbe un sollievo.

Primo: Grillo è padrone del movimento. Il motivo per cui definisco Grillo il padrone del movimento è semplice: egli possiede il marchio del M5S, tutte le piattaforme dei vari meetup ( ossia l' infrastruttura del movimento ), e la sua figura è centrale nell' influenzare l' azione politica, attrarre consensi e decidere le strategie di comunicazione. Tanto per per fare un esempio, se il gruppo parlamentare M5S decidesse di cambiare strategia su un tema centrale e Grillo non fosse d' accordo, egli avrebbe il potere di chiudere le varie piattaforme di discussione online, negare il simbolo e il nome alle prossime elezioni ( quanto valgono una Ferrari o un barattolo di Nutella senza il marchio? ) e scatenare una gogna mediatica tale da decimare i consensi. Secondo, i parlamentari sono fondamentaltamente d' accordo con Grillo. Come è naturale che sia, dato che chi è Grillo è chiaro da molto e che i parlamentari sono lì grazie a un percorso dove era assai difficile rimanere se la si fosse pensata diversamente. Quei pochi che comunque non lo sono, sono offesi e ridicolizzati tramite il sacro blog.
Pensare ad un m5s senza Grillo è illusorio. 

Tanto per per fare un esempio, se il gruppo parlamentare M5S decidesse di cambiare strategia su un tema centrale e Grillo non fosse d' accordo, egli avrebbe il potere di chiudere le varie piattaforme di discussione online, negare il simbolo e il nome alle prossime elezioni ( quanto valgono una Ferrari o un barattolo di Nutella senza il marchio? ) e scatenare una gogna mediatica tale da decimare i consensi.

Dipende. Se un'azione o una decisione di un parlamentare o consigliere locale si rivelasse giusta per migliorare un determinato servizio o una manovra di governo e Grillo in principio non fosse stato d'accordo, questa potrebbe cambiare le sorti del movimento. Perlomeno potrebbe porre Grillo davanti al fatto che non deve interferire e boicottare sempre certe scelte a lui non congeniali.
Forse potrebbe cambiare atteggiamento a quel punto, e anche se comunque non lo facesse credo che con l'evolversi del tempo gli si ritorcerebbe contro dato che i suoi aderenti al movimento avranno acquisito popolarità e autostima, e potrebbero scegliere altre strade.

Quanto visto fino ad adesso indica che popolarità ed autostima sono concesse solo ai fedelissimi alla linea, i dissenzienti vengono prontamente messi alla berlina sul blog. Il che è molto semplice data la differenza di popolarità e mezzi fra il leader carismatico e i perfetti sconosciuti in parlamento. Per quanto possa contare, anche nella mia esperienza personale ho visto che anche una volta raggiunta la notorietà non ci si stacca da Grillo. I motivi son sempre i soliti due, comodità di avere un brand pronto e forte, predominanza netta dei fedeli alla linea sui moderati e annessa autoselezione.

E' chiaro che Grillo non si sarebbe mai sognato di dare la fiducia a Renzi, e Renzi non si sarebbe mai sognato di chiedergliela. Quindi, di cosa avrebbero dovuto discutere?

Semplicemente si sarebbero detti queste cose privatamente senza trasformare il tutto in un teatrino ridicolo.  Tra l'altro anche nelle aule del parlamento da tempo va di moda inscenare gazzarre con striscioni, manifesti, forche e queste cose vendono fatte solo perché ci sono telecamere e fotografi.

Cam for a tale

Marco 21/2/2014 - 15:32

C'era una volta un imperatore vanitoso, completamente dedito alla cura del suo aspetto esteriore, e in particolare del suo abbigliamento.

Un giorno due imbroglioni giunti in città spargono la voce di essere tessitori e di avere a disposizione un nuovo e formidabile tessuto: sottile, leggero e meraviglioso, con la peculiarità di risultare invisibile agli stolti e agli indegni.

I cortigiani inviati dal re non riescono a vederlo; ma per non essere giudicati male, riferiscono all'imperatore lodando la magnificenza del tessuto. L'imperatore, convinto, si fa preparare dagli imbroglioni un abito. Quando questo gli viene consegnato, però, l'imperatore si rende conto di non essere neppure lui in grado di vedere alcunché; attribuendo la non visione del tessuto a una sua indegnità che egli certo conosce, e come i suoi cortigiani prima di lui, anch'egli decide di fingere e di mostrarsi estasiato per il lavoro dei tessitori. Col nuovo vestito sfila per le vie della città di fronte a una folla di cittadini i quali applaudono e lodano a gran voce l'eleganza del sovrano, pur non vedendo alcunché nemmeno essi e sentendosi essi segretamente colpevoli di inconfessate indegnità.

L'incantesimo è spezzato da un bimbo che, sgranando gli occhi, grida con innocenza: "ma il re non ha niente addosso!".

 

Giuro che non ho trovato un modo più semplice per descrivere la fallacia di certe "analisi" politiche fatte senza la minima conoscenza della comunicazione.

Grillo ha mostrato che il re è nudo, con una modalità difficilmente alterabile dai mass media (hanno tagliuzzato il video come meglio potevano ma i miracoli non riescono neppure alla sofisticata propaganda delle due reti TV nazionali).

renzi, re?

dragonfly 21/2/2014 - 18:35

sarà contento, lui si pensa baronetto.

...la fallacia di certe "analisi" politiche fatte senza la minima conoscenza della comunicazione.

alt. michele boldrin, facilmente rintracciabile su facebook, è alla disperata ricerca di esperti di comunicazione. dì che ti mando io.

Il re...

floris 23/2/2014 - 01:49

Grillo, dall' alto, decide di indire un referendum online sulla consultazione.
Tempi e quesito del referendum li sceglie lui, e non pago cerca anche di influenzare il risultato dicendo che lui è contrario. Ovviamente il quesito non contiene punti centrali come chi deve partecipare e cosa deve dire/fare alle consultazioni. Vince il sì. Va lui e fa quello che vuole lui, mentre i capigruppo stanno zitti e muti da parte.
E cosa fa? Un comizio i cui punti centrali sono che l' interlocutore è inaffidabile, e qui ognuno ha la sua idea, e che quindi chi si ha davanti non merita dialogo democratico, tanto che non gli viene nemmeno concesso di parlare.
Siam d' accordo che il re è nudo, per chi lo vuole vedere.
Poi magari è stata una buona mossa mediatica che ha portato qualche consenso, e va benissimo.
Ma la sostanza è ridicola.

Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono, poi vinci. Ma se cretino eri, cretino resti.
E hai solo dimostrato che il tuo pubblico non è migliore di te.

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