Captain Mussi colpisce ancora

21 dicembre 2006 gian luca clementi

Un breve commento sull'ultima uscita mussiana.

Sono al 2D di Charles De Gaulle, aspettando di salire sull'aereo che mi portera' presto nella citta' cara a Prodi (e, piu' importante per me, cara a me medesimo), sulla via per le amene sponde dell'ex-fiume Marecchia. Camminando dal 2E a qua, non ho potuto non commiserare quei politici/politicanti italiani che pensavano che la Malpensa potesse realmente competere con questo popo' di aeroporto. Ed ho anche pensato a quanto cazzoni sono questi Francesi, ancora intenti a ricostruire il terminale 2E, a distanza di anni dal suo cedimento strutturale. Ecco una dimensione in cui possiamo competere, quella dei ritardi. Oops, mi sono distratto... torno al dunque.

Pochi minuti fa, ho preso in mano il Corriere della Sera, e chi mi sono ritrovato in prima pagina? Si', lui, proprio lui, il prode Captain Mussi, il super-eroe sempre pronto alla difesa delle prerogative e dell'onore dell'Universita' italiana. Questa volta, il Ministro si e'scagliato contro gli artefici di quella che considera un'indebita esplosione nel numero di lauree honoris causa insignite dalle Universita' Italiane. Ovviamente, il primo impeto e': "Che piffero c'entra il ministro con le lauree honoris causa? Dov'e' la tanto osannata autonomia delle Universita'?" Nel mio mondo ideale Mussi non dovrebbe neanche commentarla, l'attribuzione di lauree honoris causa. Ma, ahime', non siamo in quel mondo ideale, bensi' in un regime che non riesce a liberarsi delle ruggini sovietiche accumulate in tanti anni di statalismo. Il punto, come sottolinea la giornalista Gianna Fregonara, autrice del pezzo, e' che la laurea honoris causa e' equiparata in tutto e per tutto alla laurea ottenuta seguendo il metodo tradizionale, cioe' lo studio. In altre parole, ha il medesimo, e ormai mitico, valore legale. Immagino dunque che il ministro si sia interrogato sui meriti acquisiti da Valentino da Tavullia, tali secondo l'Universita' di Urbino da attribuirgli una laurea in Scienza della Comunicazione, cosi' come quelli di Mirella Freni, premiata dall'Universita' di Pisa, e di Yuri Chechi, dottore a Campobasso. E se Valentino, stanco di accumulare milioni su milioni di Euro vincendo campionati mondiali a ripetizione e di trascorrere il tempo libero in compagnia di avvenenti modelle, si presentasse ad un concorso pubblico, magari per un posto da insegnante nella scuola media? E se, per qualche coincidenza astrale, i commissari risultassero essere appassionati di motociclismo e decidessero di concedergli l'idoneita' all'insegnamento? Ma ve lo immaginate il danno irreparabile di cui soffrirebbero gli incolpevoli alunni? Per fortuna c'e' Captain Mussi a vigilare. I genitori possono dormire sonni tranquilli.

Cio' che di Mussi lascia strabiliati e' la sua incapacita' di constatare che la maggior parte dei titoli onorifici, in particolare quelli destinati agli individui oggettivamente meno meritevoli, sono stati attribuiti da facolta' che in sostanza non hanno alcuna reputazione. E che questo non sia un fatto casuale. A quanto ne so, la facolta' di medicina dell'Universita' di Bologna ha attribuito una laurea honoris causa a Piero Anversa, e non a Luciano Onder, cosi' come la facolta' di fisica di Trieste ha omaggiato Roberto Car, piuttosto che Piero Angela.

E' forse il caso che il Ministro, ripetutamente cazziato dagli amichetti della Crui, abbia deciso di alzare la voce per prendersi una minuscola rivincita? O per riacquistare status agli occhi dell'opinione pubblica? Mah... queste congetture non mi convincono. C'e' qualcuno che ne ha di migliori?

2 commenti (espandi tutti)

che sia semplicemente un onesto credente nelle doti dello taumaturgiche e educative dello Stato?

Forse Alberto ha proprio ragione. Volevo rifiutarmi di accettare l'ipotesi deteriore... In questi due giorni in Italia, mi sono sciroppato un po' di televisione. Pare che siano in molti a credere nelle doti taumaturgiche dello Stato... sembra che ad ogni problema si debba dare risposta con una nuova legge...pazzesco. Che avesse ragione Asterix?

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