La cartina al tornasoldo

13 dicembre 2012 fabio scacciavillani

Il 9 dicembre si e' celebrata la giornata mondiale contro la corruzione. Noi la celebriamo con un grafico e due domande.

Qualche giorno fa Transparency International ha pubblicato il suo rapporto annuale sulla percezione della corruzione in tutti (o quasi) i paesi del mondo. Quei pochi media italiani che si sono dati la pena di riportare i dati, hanno affidato al giovane di bottega la stesura di un articolo mignon con due frasette di circostanza per lamentare la situazione del Bel Paese e far finta di stracciarsi un po’ le vesti di loden o le cravatte di Marinella. Subito dopo sono tornati ad occuparsi dei vertici (anche se per riflettere il livello dei partecipanti andrebbero definiti abissi) del PdL, i proclami allucinati della mummia vivente o i piani della gioiosa macchina da guerra di nuovo conio. Neanche a dirlo le reti Ragliaset su Transparency International osservano l’analoga consegna imposta ai giornalisti turchi sulla resistenza curda.

Per parte mia ho voluto soddisfare una piccola curiosita', concentrando l’attenzione su Eurolandia, come riportato nel grafico (fonte Bloomberg). 

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Guardando i dati mi sono posto una domanda: esiste un criterio semplice per individuare quali paesi della zona euro sono gia’ in bancarotta, hanno ricevuto supporto dal Fondo Monetario Internazionale o dalla Banca Centrale Europea, hanno subito tracolli della loro economia, sono in procinto di chiedere aiuti all’Unione Europea (per la precisione uno dei paesi sta considerando se chiedere aiuti a Putin). Insomma si puo' concepire un test semplice, una cartina al tornasole dello stato e dei governanti (finanziariamente) canaglia? Per coloro che non seguono le vicende europee vorrei lasciare un indizio. Malta e (in misura minore la Slovacchia) costituiscono un’eccezione.

E per chi ha risposto correttamente alla prima domanda lasciatemi formulare una seconda che cosa e’ piu’ probabile che succeda in questi paesi in bancarotta o sull'orlo della medesima se si aumenta la spesa pubblica? Anche qui si una traccia e’ d’uopo. In Grecia non e’ stato arrestato nessun pesce grosso (solo qualche alicetta) per reati legati alla corruzione, che rimane l’unica industria a non conoscere crisi secondo Transparency International. Tutti quei funzionari pubblici che manifestano talora in modo violento per "difendere" il loro sacrosanto (ci mancherebbe altro) posto di lavoro, sono ovviamente cittadini di specchiata onesta’ che mai e poi mai chiederebbero una mazzetta o un po' di lubrificante. E quindi le centinaia di miliardi affluiti alle casse del governo greco (in parte provenienti anche dall’Italia) dove sono finite? Questo e' un test che mi e' venuto da battezzare la cartina al tornasoldo. Di certo non hanno rilanciato l’economia. Non quella legale almeno.

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inoltre per le mie conoscenze estere limitate su una parte delle nazioni, di primo acchitto vedrei una anomalia nell'irlanda, che ha già ricevuto gli aiuti internazionali ma che sta facendo un serio risanamento e dovrebbe avere una cultura abbastanza differente e con dei livelli di efficienza superiori (certo le tassazioni bassissime sull'imprese possono essere opinabili, ma chi si lamenta cerchi di fare lo stesso in casa propria).

 

Se sparo a caso senza nessuna verifica mi verrebbe in mente un ranking legato alla durata dei processi, ovvero di qualcosa legato ai dei parametri sulla giustizia.

Conl' eccezione dell' Irlanda mi sembra molto una cartina anche sulla laicità: ovvero dove si balla alla musica dei preti si è più corrotti; un caso ? Ed il Regno Unito dove sta ?

Però il grafico parla di corruzione "percepita".

Ora, non voglio passare per Pangloss, ma è possibile che gli Italiani siano dei piagnoni che vedono ancora più corruzione di quanta ce ne sia (e che sia tanta non credo che sia possibile metterlo in dubbio)?

Faccio un classico esempio personale, di quelli che non dovrebbero fare testo. Per anni tutti m'hanno fatto una testa così sul fatto che con l'assunzione diretta degli insegnanti ci sarebbero state innumerevoli pastette e inguacchi di ogni sorta. Ma chi lo dice? Che ne sappiamo? Pensiamo davvero che tutti i presidi siano banditi?

L'italiano medio nasconde dietro i vizi italici (reali, per carità) i suoi fallimenti: non m'hanno assunto? C'era il raccomandato! Ho perso il concorso? Eh, ma lo sappiamo come vengono corrette le prove...ecc. ecc.

Io ora lavoro nel privato, del quale tutti m'avevano detto che c'erano pastette incredibili, che è impossibile entrare meritocraticamente, che sono tutti della stessa razza e bla bla bla.

Beh, tante scuole m'hanno fatto colloqui seri, franchi, aperti, dignitosi e in alcune di queste sono entrato semplicemente in forza del mio curriculum. La corruzione percepita, e data per scontata, io nei fatti non l'ho vista.

Ribadisco, non sto dicendo "Va tutto bene, madama la marchesa!", dico solo che forse gli Italiani non sono proprio bravi a valutarsi...

a mio parere

valerio 13/12/2012 - 21:49

A mio parere l'italia non è al livello della bosnia o di sao tomè, e nemmeno la grecia al livello della colombia o del senegal.
Secondo me vi è un fattore psicologico che tende a penalizzare questi paesi. Perchè un investitore o un cittadino si aspetta un valore di corruzione basso nei paesi più sviluppati. Quindi, quando trova corruzione, tende a dare un giudizio maggiormente negativo di quanto non farebbe con un paese poco sviluppato.
Insomma: in italia o in grecia la gente inconsciamente fa confronti con svezia e finalndia (che stanno nello stesso spazio sociale ed economico), in senegal o a sao tomè credo di no.

In realta' l'indice non e' compilato attraverso interviste per strada, bensì attraverso colloqui con imprenditori che hanno bisogno di interfacciarsi con la pubblica amministrazione oppure partecipano ai bandi di gara. Insomma gente che ha vissuto la corruzione sulla propria pelle, non per sentito dire.

la metodologia è cambiata rispetto a prima e sono stati aggiunti altri indicatori.

data sources were used to construct the Corruption Perceptions Index 2012:
1. African Development Bank Governance Ratings 2011
2. Bertelsmann Foundation Sustainable Governance Indicators 2011
3. Bertelsmann Foundation Transformation Index 2012
4. Economist Intelligence Unit Country Risk Ratings
5. Freedom House Nations in Transit 2012
6. Global Insight Country Risk Ratings
7. IMD World Competitiveness Yearbook 2012
8. Political and Economic Risk Consultancy Asian Intelligence 2012
9. Political Risk Services International Country Risk Guide
10. Transparency International Bribe Payers Survey 2011
11. World Bank - Country Policy and Institutional Assessment 2011
12. World Economic Forum Executive Opinion Survey (EOS) 2012
13. World Justice Project Rule of Law Index 2012

Troppo facile basarsi sulla propria storia personale che potrebbe facilmente essere smentita, anche nel piccolo con un solo dato al contrario (mio fratello, Friulano, vinse il concorso per sottoufficiale nell'esercito negli anni novanta ma siccome tutti i posti vennero assegnati a meridionali lui fu costretto ad andare a spasso...e detto fuori dai canali ufficiali : Mez, il posto per te non c'e' perche' i tuoi santoli erano troppo deboli (le raccomandazioni di mio fratello non erano stellette importanti abbastanza) ecco ora come la metti? Una esperienza positiva , la tua a cui risponde una esperienza negativa la mia.... Cerchiamo di essere oggettivi e non soggettivi: quante persone pur valutandosi correttamente trovano poi la giusta strada con il giusto riconoscimento? In tutti i settori della vita sociale italiana non avviene quel ricambio che vediamo in altri paesi. I meritevoli sono tutti "fuggiti" questo e' un dato di fatto che qui, su nFA, viene ripetuto a iosa...se gli italiani meritevoli escono in massa dal paese una ragione oggettiva ci sara'

Io non stavo cercando di fare del mio caso un paradigma generale. Stavo dicendo che se si tratta di "corruzione percepita", allora forse gli italiani sono capaci di ingigantire qualcosa che comunque piccolo non è.

 

Né sostengo che il Paese è meritocratico, perché non lo è, ma non necessariamente questo implica corruzione. Se il padroncino di un'azienda preferisce passarla al figlio che ci ha messo 10 anni a laurearsi piuttosto che quotarla in borsa o affidarla ad un manager esterno (che poi la quota...) non sta corrompendo nessuno, ma comunque non scommetterei un soldo sulla sua azienda di lì a cinque anni.

La percezione degli italiani funziona per fazione di opinione, sono mediamente molto ignoranti e quelli che hanno certe conoscenze in realtà sfruttano le loro conoscenze, generalmente in campo umanistico, per meglio infighettare le loro opinioni senza nessuna evidenza.

 

Sono piagnoni e pensano male per comodo e perchè hanno vissuto nella bambagia, ma non riescono neanche a percepire per esempio, tra le evidenze più recenti:

 

  • che una industria chimica che notoriamente non investe  non può rispettare nessun criterio di rispetto ambientale e che le informazioni generalmente non sono integre e/o confidenziali;
  • che se fai studiare tuo figlio in minchiologia fritta  si crei di conseguenza un matching tra la domanda e la offerta, e che anche con la casa di proprietà non si mangia lo stesso, perchè la montagna non va a Maometto;
  • che il megaprofessore che di mestiere fa  analisi del rischio su una minaccia sismica  la prima cosa che deve fare è valutare la principale vulnerabilità, CHE LA SANNO ANCHE I MURI e di conseguenza evitare di tenere al macello  il principale asset da proteggere (indovinate quale è ? vi aiuto io , non è il cane e neanche l'automobile) ; 
  • che più butti materia in un buco nero, mi dispiace, ma il buco nero non diventa più efficiente e si aumenta l'economia di scala;
  • che se un neonato movimento funziona come funzionano gli altri partiti, in ambito organizzattivo/tecnologico/temporale, allora non puoi ottenere una nazione con migliori infrastrutture organizzative/tecnologiche/temporale di quelle attuali;

......

mi fermo che è meglio .... anzi, questa è attualissima,

che se Bersani è il principale candidato  è incoerente percepire che non  si debba candidare Berlusconi 

 

Quale corruzione?

Pigi 14/12/2012 - 17:11

Gli esempi che leggo sopra, più che di corruzione, sono esempi di favoritismi, di clientelismo.

La corruzione non sono favori fatti all'amico, sono funzionari che ricevono la mazzetta per orientare la loro scelta discrezionale in un modo o in un altro.

Contrariamente a quello che ci hanno fatto credere per decenni, la corruzione sugli appalti è la meno pericolosa: è una tassa in più, che ora è sostituita dal finanziamento pubblico ai partiti, che paghiamo lo stesso con le tasse, anche più di prima.

La corruzione più dannosa è quella sulle autorizzazioni per svolgere le attività economiche: lottizzazioni edilizie, autorizzazioni al commercio e all'industria, concessioni...

Questa è la vera corruzione italiana, la più nociva perché la nostra legislazione è tanto pletorica e contradditoria che un qualunque politico o dirigente pubblico ha a disposizione decine di cavilli che gli permettono di mettere i bastoni tra le ruote a chi vuole intraprendere o ampliare la sua impresa.

Se non paga.

ed è quella giudiziaria.
In un paese in cui la magistratura non è soggetta ad alcuna sorveglianza,
il diritto non è più una certezza.
Da cui, la disfatta sia della civiltà che dell'economia.

Condivido in pieno, ma anche la corruzione sugli appalti ha effetti devastanti perche' alla fine non e' solo una questione di tassa (la corrunzione non e' mai una faccenda semplice). L'infrastruttura costruita dal corruttore non sara' mai di ottima qualita', e per di piu' il corruttore avra' interesse a tirare i lavori per le lunghe in modo da sfruttare ulteriormente il canale di relazioni che ha creato.

.... ma generalmente neanche lontanamente di buona qualità. A seconda dell'ambito, dove è buona, si avrebbero in ogni caso dei costi di gestione e manutenzione elevatissimi, sempre che non si sia ricorsi al tar per soliti vizi formali nella stesura del bando.

 

C'è una bella differenza dalla corruzione in stati come l'italia e altri stati, ognuno la percepisce in base ai suoi canoni, tali canoni hanno dei livelli completamente differenti di assegnazione di un valore a questo livello di corruzione.

 

Ma la differenza più elevata tra gli impatti della nostra corruzione e quella degli altri stati è il risultato finale della fornitura, perchè dipende principalmente dalla qualità della progettazione, e della stesura del bando annullabile spesso per vizi formali dovuti alla generale incopetenza e scarsa organizzazione.

La nostra cultura del promuovere o assegnare lavori e posizioni per favoritismo, o spesso promuovere per liberare delle posizioni ha creato uno strato di management incopetente e lottizzato per fazioni che non potrà mai produrre niente , ancor meno creare o gestire strutture organizzative, la corruzione da noi si esalta, e questo non sono in molti a percepirlo.

 

Il problema principale non è a chi si da il lavoro, ma a come si progetta e successivamente a come lo si vigila, ma:

se il progetto è di merda o i requisiti del bando sono carenti, manco il direttore dei lavori più onesto è bravo del mondo potrà mai sanarlo o renderlo utile o renderlo proficuo nei costi di gestione.

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