Champagne per tutti! E non serve nemmeno lo scontrino.

7 maggio 2011 giulio zanella e giovanni prarolo

Finalmente una spiegazione interculturale e interreligiosa al perchè è giusto non pagare le tasse.

Ricordate la golden rule? «Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te», dice una delle sue molte varianti. Ora questo sacrosanto principio entra finalmente a far parte del sistema di enforcement fiscale del Belpaese.

Apprendiamo infatti dal Corriere che una circolare interna del direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, (con Tremonti che annuncia una seconda circolare con la lista delle sanzioni per chi non la rispetta) invita a seguire una semplice, aurea, regola nell'azione di controllo fiscale:

La regola da seguire è in fondo molto semplice. E’ una regola di rispetto: comportiamoci tutti, come funzionari del Fisco, così come vorremmo essere tutti trattati come contribuenti.

Come dovrà comportarsi da domani un solerte finanziere che voglia applicare questa nuova disposizione? Si metterà nei panni del ristoratore che, conti alla mano, guadagna 1053 euro al mese lordi. O del costruttore che al mese ne guadagna 1560. O del tassista che, nel 2007, ne prendeva nello stesso mese 1150. Indossati questi panni il solerte finanziere si chiederà: "Come vorrei essere trattato?". La risposta, naturalmente sarà: "nessuno si deve impicciare di quello che faccio, perchè suvvia, se a fare questo mestiere guadagno così poco ci sarà un motivo: la concorrenza cinese, la crisi, il mercatismo galoppante, etc." Terminato questo esperimento mentale il solerte finanziere rimetterà il taccuino nel fodero e deciderà di non fare controlli.

Troppo esotico? Vabbé, se preferite mettiamo pure da parte questo effetto estremo (è vero, dichiarazioni "etiche" come quella citata restano pressoché sempre lettera morta) e consideriamo un paio di altri effetti. Procediamo, insomma, in maniera conservativa.

La circolare affronta certamente un problema reale, che è quello, nella parole di Attilio Befera, di "arroganza" e "sopruso" da parte di alcuni controllori verso i controllati. Ora, se qualcuno è provatamente arrogante e dedito a soprusi nell'esercizio di una funzione pubblica, costui (o costei) dovrebbe essere sanzionato e rimosso dal proprio incarico. Questo ci pare un principio importante e ben venga che lo si voglia far rispettare.

Tuttavia la circolare stabilisce un criterio preventivo che a noi pare un pericoloso piano inclinato e insaponato. Si legge infatti, papale papale:

Se un accertamento non ha solido fondamento, non va fatto.

Quale sia questo "solido fondamento" non è specificato - così dovranno fare un'altra circolare per spiegarlo, e vai con una circolare dopo l'altra che gira la giostra. A parte questo (che non è un dettaglio, l'ambiguità è estremamente dannosa in queste cose) il piano è inclinato e insaponato per tre ragioni.

Primo, pare stabilire un doppio onere della prova per il controllore: questo dovrebbe una prima volta dimostrare che l'accertamento è fondato e una seconda volta dimostrare che c'è stata evasione, se c'è stata. Se ci sarà una sanzione per chi viola il nuovo principio "Se un accertamento non ha solido fondamento, non va fatto", allora i controllori avranno un incentivo a fare controlli piuttosto superficiali: perché devo prendermi la briga, a parità di stipendio, di fare un enorme lavoro aggiuntivo preliminare solo per dimostrare che avevo una buona ragione per controllare qualcuno? Questo risulta, diciamo noi, in un effort più basso. Chiamiamo questo l'effetto #1.

Secondo, è un principio che si presta ad abusi. Se si vuole evitare di infastidire un evasore si può sempre dire che l'accertamento non aveva un solido fondamento. Con la (non) definizione che hanno dato di "solido fondamento" sfidiamo chiunque a provare il contrario: d'altronde finché non vado a controllare non so se quello evade veramente o no! Altro che minori occasioni di corruzione come fanfareggia Tremonti, quindi:  qui le occasioni di corruzione sembrano moltiplicarsi. Ora i corruttori hanno un'occasione preventiva di corrompere! Chiamiamo questo l'effetto #2.

Terzo, questo principio toglie uno strumento al controllore, che se applica la circolare non potrà più effettuare controlli random, cioé a caso. Quando non hai un indizio su particolari contribuenti ma sai che c'è evasione in una certa area (una certa provincia, per dire) i controlli random funzionano e fanno recuperare gettito. Per tornare all'esempio di cui sopra, per quanto possa essere alta la dispersione della distribuzione dei redditi dei ristoratori, costruttori, tassisti e via dicendo, con un numero sufficientemente alto di controlli random quelli che trovo sono, in media, redditi dichiarati intorno alle sparute cifre riportate dal Sole 24 Ore. Se onesti e disonesti in queste categorie sono observationally equivalent la migliore cosa che posso fare è controllarli a caso. Questo, stando alla lettera della circolare, non si potrà più fare. Questo è l'effetto #3.

Questi tre effetti sembrano andare tutti nella stessa direzione: quella di far aumentare l'evasione fiscale. Nice job.

29 commenti (espandi tutti)

Certo che...Berlusconi dice che non è possibile abbassare le tasse e poi esce questa roba che, come dice l'articolo, favorirà l'evasione (e quindi verranno pagate meno tasse da una certa parte di popolazione)...

In fondo...l'Italia è un paese giusto.....

Sarò un grande ingenuo ma mi sembra che ci vogliate vedere quel che non c'è.

Credo che la circolare si riferisca all'arroganza e i toni da estorsori del pizzo con cui avvengono certi controlli*** e credo anche che resterà lettera morta. E' stata fatta per far vedere che "ci sta ha cuore il problema", ma chi e come stabilirà "l'arroganza" o il "solido fondamento"non lo dice nessuno perchè a nessuno interessa applicarla.

Il punto:

Se un accertamento non ha solido fondamento, non va fatto

qualche dubbio lo pone ma non forse è adesso, con i controlli random, che esistono dentisti a 1000 euro il mese mentre altre aziende vengono controllate più volte in un anno?

L'effettivo atteggiamento del governo credo si ritrovi più in queste cose.

 

PS

***Sarà chè ho lavorato in un'azienda bloccata per tre mesi da un controllo dalla quale è uscita completamente in regola (dopo averci trattati come pezze da piedi e l'ufficiale della finanza si è lamentato:"così sembra che prendiamo la tangente"!!)

 

Credo che la circolare si riferisca all'arroganza e i toni da estorsori del pizzo con cui avvengono certi controlli*** e credo anche che resterà lettera morta. E' stata fatta per far vedere che "ci sta ha cuore il problema", ma chi e come stabilirà "l'arroganza" o il "solido fondamento"non lo dice nessuno perchè a nessuno interessa applicarla.

Concordo al 100%, solo un  lancio ansa da propaganda elettorale. Questa circolare la tradurrei così: non siamo noi del Governo a essere cattivi, lo abbiamo anche scritto, sono i finanzieri che sono cattivi di loro e faremo di tutto per renderli buoni, quindi votateci (che se vince la sinistra sono cavoli amari per voi che evadate per fame).

Stavo riflettendo sul presunto nuovo atteggiamento del governo, cercando di ignorare che siamo sotto campagna elettorale (non quella delle amministrative, ma quella del 2013), e sono giunto alla conclusione che il governo non può permettersi allentamenti nei controlli, che sono anzi destinati ad intensificarsi, visto che da quelli (e dal solve et repete, sia pure apparentemente ammorbidito) devono arrivare i soldi per chiudere i buchi che la non-crescita scava e scaverà nel bilancio pubblico. Al più, ai finanzieri verrà ordinato di sorridere di più durante gli accertamenti. 

Al più, ai finanzieri verrà ordinato di sorridere di più durante gli accertamenti. 

Befera fara' una circolare interna per dire che e' questa l'interpretazione autentica di quello che ha scritto :-)

Corrado, teniamo distinte le due questioni:

(1) Gli abusi e le vessazioni da parte dei controllori. Questi esistono eccome, e vanno puniti severamente. Speriamo che lo facciano sul serio.

(2) Gli incentivi che si danno ai controllori. "Se un accertamento non ha solido fondamento, non va fatto" e' un'affermazione che non puo' dare buoni incentivi.

Questo e' il punto del post.

In quanto sorteggiato per un controllo fiscale (esito negativo, pare che non evada, e le mie manovre di elusione siano buone -),difatti alla fine il finaziere disse: Le direi arrivederci, ma non mi sembra un buon augurio) capisco il punto della circolare: cercare di andare più mirati e meno totalmente random, anche perchè il sistema esiste, e sono gli incroci dei dati, che la Finanza ha, ed anche a iosa.

Perchè altrimenti si ariva all'estremo oposto: che pur di trovare qualcosa che giustifichi l'ispezione (che costa) blocchi un'azienda, senza cavar un ragno dal buco, o inventadoti fattispecie che poi sai che in Commissione Tributaria perdi, ma tanto oramai il fatto è passato.

Il problema è la genericità della circolare che ti fa pensare che sia solo una mossa pre-elettorale, e non credo esista il problema di incentivi, perchè poi ogni Comando territoriale ha i suoi obiettivi da raggiungere, con le buone o con le cattive. Dal mio punto di vista: Sotto il vestito niente, una circolare del menga.

 Il punto del post è chiaro ma, secondo me, come rimarrà lettera morta il discorso sulla gentilezza così sarà quello sui controlli random.

Che quest'ultimo sia poco incentivante e fuori luogo, fate bene a sottolinearlo, ma non è certo una novità come comportamento di questa maggioranza (famosa barzelletta di BS: "fermi tutti questa è una rapina" "Meno male , pensavo fosse la finanza"). Credo che, a "quattrocchi" nelle caserme verrà ignorato o tradotto in un generico "organizziamoci bene nel fare i controlli". Lo comunicazione mi sembra tutta rivolto all'esterno.

Mah, concordo con Corrado, la logica del post mi sembra molto stiracchiata. Mi permetto una domanda, mai lavorato in un'impresa durante un controllo fiscale? A me è successo una volta (seppure da ultima ruota del carro) in occasione di un controllo random che ha recuperato gettito (se non ricordo male) per circa 300euro (bollo non pagato su un auto aziendale). Un mese abbondante di ispezioni, danno quantificabile in qualche migliaia di euro di costo opportunità* per i lavoratori interessati, e non do' colpe ai finanzieri: le regole che ci sono e' giusto che vengano fatte rispettare. Ah, mi piacerebbe dell'evidenza sul fatto che i controlli random siano efficaci: "non avere indizi su particolari contribuenti" vuol dire che la finanza non sa fare il proprio lavoro, punto fermo. Siccome le notizie sul ristoratore che guadagna 1000 euro al mese e sul costruttore che ne guadagna 1500 le avete trovate voi (che non avete accesso alla banca dati della finanza), direi che le informazioni da cui ricavare prove indiziarie ci sono. Peccato che negli uffici dell'Agenzia delle Entrate non mi pare ci sia un'unità di analisi statistica.

* senza contare i compliance costs, visto che le imprese per non rischiare di violare qualche normativa pagano una nutrita schiera di commercialisti, esperti di sicurezza, consulenti legali in maniera superiore che nelle altre realtà con cui sono venuto a contatto.

Mah, concordo con Corrado, la logica del post mi sembra molto stiracchiata.

Vedi la risposta a Corrado su questo.

Ah, mi piacerebbe dell'evidenza sul fatto che i controlli random siano efficaci: "non avere indizi su particolari contribuenti" vuol dire che la finanza non sa fare il proprio lavoro, punto fermo. Siccome le notizie sul ristoratore che guadagna 1000 euro al mese e sul costruttore che ne guadagna 1500 le avete trovate voi (che non avete accesso alla banca dati della finanza), direi che le informazioni da cui ricavare prove indiziarie ci sono. 

Certo che le informazioni ci sono. Gli studi di settore servono a questo. C'e' pero' un caso importanto in cui andare random e' la sola possibilita', ed e' l'evasione totale che per definizione non lascia tracce. In questo caso non ci sono indizi ma questo non implica, come affermi, che la finanza non sa fare il proprio lavoro.

Peccato che negli uffici dell'Agenzia delle Entrate non mi pare ci sia un'unità di analisi statistica.

Ma certo che ce l'hanno! Chi gliele fa queste cose, se no?

Cerchiamo di chiarire. Qualsiasi strategia efficace di controllo (con risorse di controllo limitate) deve prevedere una forma di randomizzazione o pseudo-tale, dove con "pseudo" intendo "che appaia random all'osservatore esterno". SOTTOLINEO: si DEVE randomizzare. Se l'ottima strategia non fosse random, sarebbe prevedibile, e con la prevedibilita' ottieni solo una cosa: la non-evasione di chi viene (prevedibilmente) controllato, e come minimo una maggiore evasione di chi sa di non essere controllato. 

Questo non vuol dire che ciascuna persona deve essere controllata con la stessa probabilita', solo che ci deve essere un elemento di randomizzazione. Per questo motivo ai controlli negli aeroporti ogni tanto controllano anche le vecchiette e i bambini di 2 anni. Se non lo facessero basterebbe far portare le bombe a loro. 

Va anche sottolineato che controllare gli innocenti (o i bambini di 2 anni) non e' uno spreco di risorse. Serve come misura preventiva, ad evitare che certe categorie pensino di essere incontrollabili. 

Tutto giusto, Andrea. Distinguiamo pero' meglio tra "random per il controllato" e "random per il controllore". Hai descritto due aspetti distinti di una audit policy ottimale (poi anche questa dipende dal modello che uno ha in mente, ma quella che hai implicitamente descritto sembra sufficientemente generale):

(1) Il controllo deve essere random per il controllato, che non deve conoscere i criteri di audit, ma in generale non lo e' per il controllante, che condiziona rispetto a cose che lui seleziona e che lui osserva.

(2) Il controllo a volte deve essere random anche per il controllore, per evitare che il controllato inferisca cio' su cui il controllore sta condizionando (cambiando cosi' il proprio comportamento) nonche' quando cio' su cui si condiziona risulta uninformative.

La cosa del "fondamento" di cui parla la circolare invita a usare (1) e a escludere (2). Non puo' quindi che peggiorare le cose.

Ricordate la golden rule? «Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te», dice una delle sue molte varianti.

La regola dovrebbe essere al negativo per evitare l'obiezione di Oscar Wilde e il potenziale abuso dei masochisti, "non fare agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te perchè potrebbero non avere gli stessi tuoi gusti"

Per quanto la lettera richiami i destinatari a evitare soprusi verso i contribuenti (cosa giusta), l'indicazione operativa di non fare accertamenti in mancanza di solidi fondamenti non è così malvagia, se 'solido fondamento' non vuol dire avere in mano la prova regina ancor prima di cominciare. E' noto che gli uffici finanziari hanno poco personale e molti più casi da trattare. Dato questo vincolo, se i verificatori fiscali invece di insistere su casi di poca importanza, o senza solidi fondamenti, si concentrassero solo su quelli che presentano 'solidi fondamenti' si avrebbe un aumento della produttività degli accertatori e un recupero di evasione maggiore in un dato periodo di tempo. Insomma, a me pare un invito rivolto agli uffici finanziari per cercare solidi fondamenti.

ps: questa è la possibile interpretazione ottimistica

pur convidivendo l'impostanzione dell'articolo, nel caso specifico l'interpretazione corretta della frase, e non ottimistica, è data da Lovecchio anche se ci sono casi molto complessi per cui gli uffici procedono comunque e la decisione la prendono i giudici tributari; dai dati del Sole24ore l'anno scorso l'agenzia ha vinto poco oltre il 55% delle cause con punte di oltre il 90% in cassazione. Quest'anno un pò sotto il 50%  

Due osservazioni.

1) Alcuni contribuenti (tassisti, notai, farmacisti) sono soggetti a restrizioni all'entrata. Per tutti gli altri (ristoratori, costruttori, idraulici, carrozzieri etc) chi ritenga che godano di consizioni di particolare favore non ha che da farsi avanti. Il fatto che i nostri giovani si affollino a centinaia di migliaia per un concorso di "zero posti" di insegnante vuol dire che la condizione degli inseganti non deve essere poi cosí malvagia, oppure che sono tutti pazzi.

2) Questo non è il paese dove anche la Banca d'Italia ha aderito ad un condono fiscale? Qualche problema nell'amministrazione fiscale ci deve essere.

generalizzare o non generalizzare,il rischio di essere poco credibili è sempre presente, il vissuto di ognuno tende a trasformare in regola per tutti l'esperienza, però un fondamento di verità esiste, perche i concetti espressi hanno una costanza tendenziale negli anni. Esistono i controllori e i controllati e anche altri soggetti che stanno in mezzo; un tempo il consumatore era anche controllato, adesso invece è solo un soggetto in balia delle onde e della propria voglia di sapere e di saper vivere senza impazzire-deprimersi;leggendo il botta e risposta mi viene da dire che l'arroganza  abbonda e non distingue fra controllori e controllati; pensiamo ad una pizza un sabato sera in una località turistica (praticamente mezza Italia calza a pennello nella definizione di localita turistica), locale frequentato da turisti (e molti di loro  non parlano italiano),arriva il momento del conto e arriva un pieghevole che contiene un biglietto che evoca nella mente una fatturetta fiscale ma non lo è, ci trovi il totale e anche le singole portate e fra le altre cose "da portare alla cassa"...insomma, cosa accade?il giramondo collaudato infila i contanti con qualche spicciolo di mancia e se ne va, l'italiano paga e (salvo rare eccezioni) se ne frega dello scontrino.Se ne frega per i soliti motivi (disillusione,menefreghismo,ignoranza,ecc.), ma anche perche dopo un periodo durante il quale il consumatore era anche il cane da guardia che si prendeva una sanzione se mangiando un gelato non aveva ottenuto e poi conservato lo scontrino uscendo dal locale...poi ci hanno detto che lo scontrino non funziona piu come prima, insomma, un grandioso caos di idee (almeno per me) fatto da studi di settore, adesione a concordati e via dicendo. Nel frattempo le persone hanno imparato a pretendere scontrino fattura quando acquistano beni per i quali la garanzia è importante,ma...insomma,mi chiedo, siamo tutti solo venditori?solo controllori?solo consumatori?possibile che anche in questo settore sia lotta (politica?) fra diversi?che io sia impiegato o imprenditore mi sento preso per il naso (per non dire di peggio) da chi mi vende qualcosa che vale poco a peso d'oro e nemmeno si sogna di fatturarmelo (scatoletta di gomme da masticare vendute a prezzi stratosferici per esempio?)...Sono pazzo?

e poi...esiste chi fa tutto come dovrebbe e si dimentica di concludere la danza, e qui, che dire?sono razzistici e cattivi quelli che dicono che le partite iva di origine straniera nelle nostre citta hanno un ciclo di vita delle attivita che sembra fatto apposta per non fare la fine di quello che leggete qui appresso?

http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2011/04/09/news/ristorante-non-dichiara-3-milioni-3907138

Attenzione: in Italia per "accertamento" si intende una procedura precisa e formale, particolarmente per quanto riguarda l'opposizione o la richiesta in adesione che il contribuente può decidere di presentare. Sono le "verifiche" della GdF ad essere randomizzate, o condotte secondo parametri diciamo così indiziari.

La circolare riporta:

"Se un accertamento non ha solido fondamento, non va fatto e se da una verifica non emergono fatti o elementi concreti da contestare, non è corretto cercare a ogni costo pseudoinfrazioni formali da sanzionare solo per evitare che la verifica stessa sembri essersi chiusa negativamente."

Per come interpreto io la circolare, Befera dice: se a seguito di una verifica appare tutto a posto, non bisogna accanirsi nel cercare il cavillo che consenta di avviare un accertamento. Mi pare quindi che la circolare non si riferisca alla decisione sul fare o meno la verifica, ma piuttosto alla decisione, visti gli esiti di questa, se protrarre nel tempo l'attività ispettiva della GdF e se avviare un accertamento o chiudere lì. Ciò secondo me implica che i punti #1 e #2 spiegati nell'articolo rimangano validi, mentre l'obiezione al punto #3 non sia applicabile. La randomizzazione delle verifiche rimane sacrosanta, è il livello-soglia minimo di irregolarità apparente riscontrata per chiudere la verifica con un "nulla di fatto" che verrebbe elevato dall'applicazione della circolare.

Attenzione: in Italia per "accertamento" si intende una procedura precisa e formale, particolarmente per quanto riguarda l'opposizione o la richiesta in adesione che il contribuente può decidere di presentare. Sono le "verifiche" della GdF ad essere randomizzate, o condotte secondo parametri diciamo così indiziari.

Esatto. Forse sarebbe anche il caso di ricordare che gli accertamenti in Italia sono spesso esecutivi, con tutto quel che ne consegue quando gli accertamenti sono "fatti a cavolo" (do we remember cartelle pazze? Un esempio, fa i tanti). Se per davvero Tremonti si fosse impegnato ad evitare che alle persone vengano confiscate le auto a causa di errori dell'Agenzia delle Entrate, avrebbe fatto una cosa sacrosanta. Come altri hanno sottolineato, purtroppo, è solo vuota propaganda pre-elettorale.

Occhio che contribuenti.it e' molto meno autorevole di Topolino.

PS: il primo link e' bacato.

Attenzione: in Italia per "accertamento" si intende una procedura precisa e formale, particolarmente per quanto riguarda l'opposizione o la richiesta in adesione che il contribuente può decidere di presentare. Sono le "verifiche" della GdF ad essere randomizzate, o condotte secondo parametri diciamo così indiziari.

Esattamente.

Attenzione Autori, perchè con questo articolo state prendendo un granchio colossale: gli "accertamenti" non sono i controlli, ma - in buona sostanza - i procedimenti amministrativi con i quali viene rilevato, verbalizzato e sanzionato qualche illecito.

Praticamente, se mi si concede il paragone, c'è la stessa differenza tra un poliziotto che ferma una macchina per strada (controllo) e lo stesso poliziotto che affibbia qualche multa al medesimo automobilista dopo aver riscontrato irregolarità (è questo l'accertamento!).

Pertanto la frase:

"Se un accertamento non ha solido fondamento, non va fatto"

è assolutamente sacrosanta, a meno che non piacciano verbali elevati senza valide ragioni, cioè ingiustificati. A voi piace ricevere una multa per eccesso di velocità se avete rispettato i limiti? A me no. I controlli non c'entrano assolutamente niente: rimanendo nell'ottica del paragone, Befera non sta dicendo di non usare gli autovelox a piacimento, ma (dopo) di comminare sanzioni solo se si è effettivamente rilevato un eccesso di velocità. Cioè, in altre parole, di non multare anche chi rispettava i limiti pur di giustificare l'utilizzo dell'autovelox.

I problemi in merito a questa vicenda sono altri:

1) che ci sia bisogno di emanare circolari per ricordare queste cose. Da ciò si evince che non sono poi così rari comportamenti in cui gli accertamenti vengono fatti senza validi motivi, cosa particolarmente odiosa ed incivile in quanto "fondata" sulla posizione di forza dello stato nei confronti dei cittadini.

2) che queste cose le dicano adesso perchè ci sono le elezioni: sono - putroppo - scarsamente credibili.

Grazie Diego, Piero, e kasparek.  Si, se le definizioni sono queste allora abbiamo fatto confusione tra controlli e accertamenti. Me ne scuso.

Ma data questa definizione di accertamento non si capisce come sia possibile un accertamento senza solido fondamento! Dice infatti il documento:

L’avviso di accertamento deve essere sempre motivato, a pena di nullità

Lo strumento quindi gia' c'e'. Perche' dire "non fate l'accertamento" piuttosto che "ti sanziono se mi fai emettere un avviso di accertamento nullo?"

Restano comunque in piedi tutti e tre gli effetti, anche il #1: la possibilita' di non poter procedere con un accertamento anche se il fondamento e' qualcosa meno che "solido" (qualunque cosa questi significhi) indebolisce, ex-ante, gli incentivi a fare un controllo.

Infine:

Se per davvero Tremonti si fosse impegnato ad evitare che alle persone vengano confiscate le auto a causa di errori dell'Agenzia delle Entrate, avrebbe fatto una cosa sacrosanta. Come altri hanno sottolineato

Su questo non c'e' alcun dubbio (dal mio punto di vista questo fa parte di "abusi" e "vessazioni" da parte del fisco). Ma stiamo gia' parlando di un'altra questione. Invece di fare i proclami e le omelie sull'etica del controllore del fisco dovrebbero rimuovere questi scempi da stato di polizia fiscale.

la possibilita' di non poter procedere con un accertamento anche se il fondamento e' qualcosa meno che "solido" (qualunque cosa questi significhi) indebolisce, ex-ante, gli incentivi a fare un controllo.

Il problema è che qui soggetti diversi hanno incentivi diversi (come dire che a monte degli incentivi che giustamente tu discuti c'è tutta una cascata di problemi di agenzia or "political economy"):

a) la Guardia di Finanza ha interesse ad "accertare" il più possibile così poi si possono fare dichiarazioni roboanti ai giornali su quanta evasione è stata recuperata (malcostume già evidenziato in questo sito, da Lusiani se ricordo bene, ma potrei sbagliare). Purtroppo (o per fortuna) quando poi si va in commissione tributaria solo una piccola parte dell'accertato diventa effettivamente un incasso per lo stato; questo perché la commissione spesso rileva che l'accertamento era illegittimo o peggio. Nel frattempo però il contribuente onesto ha dovuto assumere un commercialista per dimostrare che è effettivamente onesto e si tratta della solita cavolata dell'Agenzia delle Entrate (e il commercialista l'ha anche dovuto assumere in fretta, perché col titolo esecutivo se uno non paga subito, partono gli ufficiali giudiziari, senza neppure passare dal Via, e ti portano via la macchina o ti ipotecano la casa).

b) il ministro ha incentivi contrastanti: da un lato vuole incassare (per cui vorrebbe che la guardia di finanza si concentrasse solo sui casi in cui c'è speranza per lo stato di vincere in commissione tributaria) dall'altro gli fa comodo che l'agenzia delle entrate faccia ca... pasticci, così il suo ex-studio può lucrare su costose consulenze. Ergo in fondo gli conviene non fare nulla ma siamo in campagna elettorale e una finta promessa a contribuenti esasperati può sempre aiutare.

c) ai commercialisti (entro certi limiti) e ai sindacati / associazioni artigiane / di piccoli impenditori / di commerciani, fa comodo che l'amministrazione non sia efficace in modo da creare lavoro per i commercialisti stessi e per i CAF che alle varie associazioni fanno riferimento.

d) le grandi imprese hanno interesse a che il sistema sia burocratico e vessatorio perché questo in realtà facilita l'elusione: un apparato fortemente burocratizzato si focalizza su dettagli formalistici e non di sostanza, per cui chi può permettersi una consulenza seria (esempio) riesce a farla sotto il naso all'agenzia delle entrate.

Morale: beh, qui tutti sono abbastanza intelligenti da trovarsela da soli.

Giulio, perdonami se insisto su questo punto:

Restano comunque in piedi tutti e tre gli effetti, anche il #1: la possibilita' di non poter procedere con un accertamento anche se il fondamento e' qualcosa meno che "solido" (qualunque cosa questi significhi) indebolisce, ex-ante, gli incentivi a fare un controllo.

Condivido l'idea che la circolare possa disincentivare l'effort nell'eseguire le verifiche. Ma non vedo come possa disincentivare, nel senso di ridurre in numero, le verifiche randomizzate (il vostro punto #3).

Se interpretata come ho scritto sopra, e se effettivamente foriera di un qualche effetto, la circolare produrrà meno accertamenti a parità di controlli. Date le risorse disponibili al controllore, che sono fisse e stabilite altrove (dalla politica), quali usi di risorse alternativi ai controlli random sono a sua disposizione che possano meglio identificare atti di evasione? È vero, ci sono gli accertamenti basati su parametri (incluso il "redditometro"), ma anche quelli saranno avviati solo se hanno "solido fondamento". In altre parole, gli incentivi ex ante verrebbero ridotti allo stesso modo per tutti gli strumenti di verifica che possono avviare una procedura di accertamento.

In pratica, a me sembra, al controllore non rimane che continuare a fare ispezioni a campione con la stessa intensità, ottenendo un minor numero di falsi positivi, che è l'obiettivo dichiarato della circolare di Befera, ed anche un minor numero di veri positivi che è la conseguenza del combinato dei vostri effetti #1 e #2.

Con tutti i caveat del caso, riesco perfino a vedere un' interpretazione sensata della circolare:

Se l' accertamento richiede molte piu risorse della verifica, evitare di accanirsi su infrazioni irrisorie puo' portare ad un maggior numero di verifiche.

Detto questo, credo anche io si tratti solo di pubblicita' elettorale.

Se l' accertamento richiede molte piu risorse della verifica, evitare di accanirsi su infrazioni irrisorie puo' portare ad un maggior numero di verifiche.

Questo e' vero, ma l'obiettivo non e' fare piu' verifiche bensi' recuperare piu' imponibile evaso. Queste due cose sono correlate (nel senso che piu' verifiche fanno recuperare piu' gettito) sia perche' controllando di piu' trovo piu' evasori sia perche' piu' controlli costituiscono un deterrente piu' forte all'evasione.

Ma da quello che capisco (soprattutto dal modo in cui viene scovata l'evasione totale) infrazioni irrisorie ex-ante (dopo il controllo e prima dell'accertamento, cioe') spesso nascondo infrazioni corpose ex-post. Questo e' infatti esattamente quello che un astuto evasore fa: riesce a evadere un sacco lasciando nessuna o poca traccia.

Insomma, bisognerebbe avere dati sulle distribuzioni del gettito recuperato da accertamenti con e senza "solido fondamento".

Scusami, Diego, avevo letto di fretta il tuo primo commento: ho scritto pensando che secondo te #1 non ci sarebbe stato.

Concordo. Dato che il controllo e' uno dei pre-requisiti per un accertamento, controllo random non va contro la circolare.

Ma data questa definizione di accertamento non si capisce come sia possibile un accertamento senza solido fondamento! Dice infatti il documento:

L’avviso di accertamento deve essere sempre motivato, a pena di nullità

Lo strumento quindi gia' c'e'. Perche' dire "non fate l'accertamento" piuttosto che "ti sanziono se mi fai emettere un avviso di accertamento nullo?"

I problemi sono:

1) che i casi di nullità indicati nel link riguardano questioni formali e non sostanziali, che credo siano quelle oggetto di questa discussione.

2) più importante: la nullità non è "automatica", ma occorre fare ricorso per vederla riconosciuta. E sappiamo che i ricorsi costano tempo, soldi (molti, in quanto per queste cose occorre appoggiarsi a professionisti - senza considerare che con le ultime tremontiane innovazioni (solve et repete) gli accertamenti sono immediatamente esecutivi ed il pagamento NON viene sempre sospeso anche in caso di ricorso). Pertanto, chi si ritrova di fronte ad un accertamento "immotivato", spesso e volentieri paga perchè fare ricorso gli costa di più, ed anche se conviene farlo questo è comunque dispendioso. Vedersi affibbiati verbali infondati e magari sentirsi dire "se non le sta bene faccia ricorso" (magari dovendo intanto comunque pagare, per poi eventualmente riavere i soldi indietro chissà quando) non corrisponde alla mia idea di correttezza.

Insomma, io nel complesso continuo a non vedere il problema: si dice solamente ai funzionari interessati di non elevare verbali a casaccio ma solo quando sussistono i solidi presupposti, che è esattamente ciò che mi aspetto da ogni pubblico ufficiale (dal vigile urbano al finanziere) in un paese civile.

E francamente plaudo anche alle possibili sanzioni per chi non si comporta con tale correttezza.

C'è da preoccuparsi, per me, del fatto che ciò non sia così scontato: putroppo si sentono tante storie di "angherie" indegne di un paese civile, magari fomentate/giustificate dalla caccia alle streghe chiamata "lotta all'evasione" (con innovazioni come solve et repete, inversione dell'onere della prova, ecc.).

Uno dei tanti problemi che affliggono il nostro bel paese è non è tanto l'evasione fiscale che è sempre stata ad un livello inimmaginabile nel mondo civile, ma la politica della presa in giro dei contribuenti portata avanti da tutti i governi.

Ogni anno, infatti, nel periodo delle dichiarazioni, i giornali riempiono pagine su pagine per dimostrare quanto siano cog...ni i lavoratori dipendenti che, pagando le tasse alla fonte, hanno redditi tre/quattro volte superiori a quelli di tanti liberi professionisti.

Niente da fare....sono entrato nel mondo del lavoro nel 1961 e, da allora, ogni anno, devo verificare che guadagno molto più di un ristoratore, di un gioielliere di un commercialista e via elencando.

La cosa, stranamente, invece di riempirmi d'orgoglio, mi fa incavolare terribilmente! 

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