A che cosa servono le licenze?

7 ottobre 2008 enzo michelangeli
Dai giornali di oggi si apprende che tre tassisti sono stati arrestati dopo essere stati ripresi da una telecamera di sorveglianza mentre rubavano uno scooter. La cosa interessante è che due di essi avevano precedenti penali.

Ora, non voglio qui generalizzare assumendo che una parte significativa dei loro colleghi abbia le stesse inclinazioni criminali.

Quello che vorrei notare, però, è che quando il pubblico chiede la ragione del sistema delle licenze, la risposta delle autorità è che serve a proteggere i clienti selezionando i titolari della concessione. Ma di che selezione si può mai trattare, se l'avere precedenti penali non costituisce causa sufficiente alla negazione della licenza?

Non sarà invece che l'obiettivo è quello della restrizione artificiale dell'offerta in modo da limitare la concorrenza e tenere alti i prezzi del servizio, ricevendone in cambio supporto politico? Meditate, consumatori, meditate: proteggere gli interessi delle corporazioni va tutto a discapito vostro, e voi siete molti di più.

5 commenti (espandi tutti)

quando il pubblico chiede la ragione del sistema delle licenze, la
risposta delle autorità è che serve a proteggere i clienti selezionando
i titolari della concessione. Ma di che selezione si può mai trattare,
se l'avere precedenti penali non costituisce causa sufficiente alla
negazione della licenza?

Non sono proprio del tutto d'accordo su questo punto, almeno in astratto. Gli ordini professionali ad esempio (per restare in tema di restrizioni al libero esercizio di professioni e mestieri) sanzionano i propri membri solo se l'illecito accertato ha rilevanza ai fini della professione. Esempio: se un chirurgo ha un colpo di sonno mentre guida l'automobile e investe qualcuno, ciò non significa che sia un cattivo professionista. Se, invece, si dimentica le pinze nella panza del paziente, allora l'indegnità è evidente e si procede con provvedimento disciplinare.

Nel caso specifico da te segnalato, comunque, un legame sicuramente c'è: il tassista ladro facilmente "ruba" ai clienti ignari (soprattutto malcapitati turisti stranieri), quindi concordo che la licenza andrebbe quantomeno sospesa. Però, da qui a sostenere che qualsiasi reato penale dovrebbe diventare condizione ostativa non solo al rilascio, ma perfino al mantenimento delle licenze, mi sembra un atteggiamento un po' "forcaiolo", non credi?

Non so quanto sia sbagliato essere "forcaioli" però in questi ambiti sai ??? D'altra parte, a ben pensarci, quale potrebbe essere una valida alternativa? Secondo me è indispensabile dare segnali forti, anche agli ordini professionali...

 

 

Spero solo che i tassisti italiani non seguano l'esempio dei loro colleghi sudafricani

....five fellow drivers were murdered gangland-style while driving their routes. The killer later testified in court that
for each murder he was paid 350 rand, about U.S. $50, by bosses of the
taxi drivers union, who apparently hoped to frighten passengers into
taxis

Scommetto che se i tassisti nostrani lo vengono a sapere diranno che la concorrenza selvaggia porta all'omicidio. E quando diranno selvaggia ammiccheranno con il ghigno del razzista che non ha più timore di mostrarsi tale.

Che poi bisogna essere dei geni per rubare uno scooter in una delle zone più video-sorvegliate di Roma...

questione interessante e che vale per tutte le categorie soggette al rilascio di licenze o abilitazioni professionali (ordini etc)

 

ovvero il controllo sulla assenza o meno di precedenti penali ostativi avvine  al momento dell' iscrizione o richiesta mentre invece che cosa succede se il soggetto viene condannato in seguito (come magari potremmo presumere in ralzione al caso di questi tassisti) ? credo nulla o poco 

 

quali rimedi?  il casellario giudiziario dovrebbe dotarsi di personale dedicato a questo tipo di comunicazione  previa emissione di legge ad hoc

Inizia una nuova discussione

Login o registrati per inviare commenti