Cina? No, grazie, meglio Mirafiori.

30 dicembre 2010 marco esposito

La questione Mirafiori, cominciata con l'annuncio dello spostamento del progetto LO in Serbia, sembra arrivata a una svolta finale, grazie all'accordo di Mirafiori.

Riassumo le grandi linee dell'accordo, che non ricalca fedelmente quello di Pomigliano, sia per la parte retributiva, sia per quello che riguarda i rapporti sindacato/azienda.

Secondo me costituisce un accordo al ribasso per entrambe le parti e, comunque, niente di memorabile se non per il fatto che introduce il “contratto aziendale”, contratto che deroga in alcune limitate parti al CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro). Ma questo, comunque, era già avvenuto per Pomigliano, di cui si sta stendendo l'accordo conclusivo in queste ore.

L'accordo riguarda essenzialmente gli operai addetti alla “linea continua montaggio scocche”, la famosa “catena di montaggio”, e si divide, direi, in tre aspetti: quello salariale, quello dell'organizzazione del lavoro e quello sindacale.

Alcune clausole dell'accordo sono dello stesso genere di Pomigliano, tipo non si può scioperare contro l'accordo stesso una volta firmato o, anche, la firma del presente implica la decadenza di ogni precedente accordo.

Aspetti salariali correlati all'organizzazione del lavoro.

Dal 2008 a Mirafiori si lavora secondo lo standard Ergo-UAS (quello che la FIOM, per Pomigliano, ha definito “schiavitù” a Mirafiori lo aveva accettato dal 2008, evidentemente secondo la FIOM siamo due razze diverse ...). Secondo la FIAT, grazie a questo ritmo di lavoro (la FIOM ha un altro punto di vista), si possono perdere 10 minuti di pausa a turno, monetizzati a parte nel salario, con una voce che non farà parte del cumulo per il TFR, e che sarà di ben Euro 0,1877 lordi/ora (pag. 7 dell'accordo). Evito facili ironie, ma commento alla fine.

Sono poi abolite una serie di voci dello stipendio che saranno ora riunite in una unica voce “superminimo” per un totale di circa 9 € mese lordi. Sono quindi aboliti una serie di accordi stipulati fra il 1945 ed il 1968 (sic!) che riguardavano appunto questi aspetti delle pause e delle relative “indennità”.

Il nodo centrale è però nella premessa, a pag. 2 : “la futura società applicherà un contratto collettivo specifico di primo livello ... (omissis)..."

Altri istituti contrattuali (ferie, anzianità, eccetera) verranno inseriti in fase di stesura del contratto collettivo specifico "coerentemente con le finalità della Joint Venture". (Boh ... ammetto di non avere inteso cosa questo implichi)

Mi piacerebbe avere i dati a disposizione e poter comparare il trattamento salariale (lordo) d'un lavoratore di Mirafiori, secondo questo nuovo contratto, con quello d'un lavoratore in posizione analoga negli USA, in Germania e, soprattutto, in Francia e Spagna. Spero che il "sapere diffuso" costituito dai lettori del blog permetta di poter fare ciò che io non so fare.

Aspetti di organizzazione del lavoro.

Le possibili turnazioni sono varie: 15 turni di 8 ore, pausa pranzo a centro turno, 18 turni di 8 ore, pausa pranzo a fine turno (come a Pomigliano), infine un incredibile (secondo me) 12 turni da 10 ore con pausa pranzo a centro turno. I turni sono a discrezione dell'azienda, poi ci sono gli eventuali straordinari, recuperi di produzione, assenteismo (che è fissato nella misura massima del 6% per il primo anno, mentre a Pomigliano è collegato agli eventi non riconducibili a fattori epidemiologici).

Per spiegare: il sistema a 15 turni è lo standard attuale in Fiat, i 18 turni sono lo standard di tutto il mondo, nonchè quello futuro di Pomigliano. Poichè si dovrebbe produrre una autovettura di fascia alta, il 15 turni è compatibile con i margini attesi. Penso si siano tenuti l'opportunità dei 18 turni per verifica della produttività, se è bassa passeranno ai 18 turni. I 12 turni da 10 ore non so da quale testa siano usciti fuori, credo che il turno da 10 ore sulla linea esista solo in Cina.

Aspetti sindacali (pag. 42 e segg.)

È qui che si è incagliata la FIOM, che, a quanto pare, non aveva nulla da ridire sul contenuto dell'accordo per quanto riguarda i primi due aspetti! Più precisamente, la FIOM si oppone alla rappresentanza delegata ai soli sindacati firmatari dell'accordo. Perchè, per il resto, checchè se ne dica e se ne parli, non cambia assolutamente niente:

Rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite ai sensi dell'art. 19 L. 300/1970 (statuto dei lavoratori) dalle Organizzazioni Sindacali firmatarie del presente accordo

Quindi, sembra, non dalle altre. Ma non sono un giuslavorista, però secondo me l'art. 19 dice tutt'altro, quindi?

Rimane il monte ore di permessi sindacali fruibili (anzi, FIAT ne concede un aumento...), rimane la trattenuta in busta paga della quota sindacale (pag. 45 dell'accordo).

Sono costituite una marea di Commissioni paritetiche fra sindacati e azienda per vigilare sull'accordo e su altri aspetti, sta di fatto che in caso di mancato accordo l'Azienda può procedere comunque.

La domanda è : dov'è la rivoluzione?

Da nessuna parte per i diritti dei lavoratori (che sono nella L. 300 e non nei contratti, la FIOM ripete l'errore di Pomigliano); da nessuna parte per i sindacati: a patto che firmino l'accordo, che per loro non è un brutto accordo, potranno continuare a fare i sindacalisti retribuiti dall'azienda, e potranno metter becco su questioni cruciali, come le assunzioni.

Devo dire, invece, che non è un buon accordo per gli operai. La monetizzazione della pausa persa è ridicola; la turnazione su 10 ore è semplicemente follia, folle anche chi, in FIAT, l'ha pensata! Provate a fare 10 ore su una linea di montaggio e vedrete che alla decima ora vi appare la Madonna, io come cliente non vorrei essere sull'auto i cui bulloni sono stati avvitati da un operaio stanco e a fine turno.

Anche la FIAT non compie alcun passo in avanti. Rischia una causa infinita dalla FIOM per quella clausola sulle R.S.A., che possono essere formate solo dai firmatari dell'accordo; non parla di rimettere sui giusti binari della produttività uno stabilimento improduttivo quanto Pomigliano; non chiude più i rubinetti per i permessi sindacali straordinari; non cerca di riportare la dialettica interna ad un'azienda al rapporto azienda/lavoratore, ma ritorna al sistema azienda/sindacati. Basti pensare che eventuali miglioramenti per la produttività suggeriti dal singolo lavoratore devono sempre passare “al vaglio” della famose commissioni paritetiche (pag. 41). Folle!

Last but not least: in un accordo in cui si prevede la firma di un contratto di assunzione “individuale”, all'amerikana, non c'è alcun meccanismo premiante, non c'è traccia di incentivi, come se tutti i lavoratori fossero uguali, l'eccellenza continua a non essere premiata, anzi mortificata tramite il “vaglio”. Un accordo molto cinese: molto lavoro, nessun incentivo al lavoratore, molto grasso per i dirigenti del partito (in Cina), ossia per i sindacalisti (in Italia).

Ma quali sono le differenze con Pomigliano ?

A Pomigliano c'è stata una rottura con un sistema di gestione della fabbrica in cui il sindacato sostanzialmente non rompe le scatole, ma ne vengono tollerati gli abusi, tipo i permessi elettorali a iosa, per cui il senso dell'accordo era : io azienda gestisco la fabbrica secondo i miei criteri, tu sindacato cessi di avere ogni privilegio, qui si lavora, tanto che anche per i sindacalisti sono previsti i recuperi di orario.

A Mirafiori i sindacati sono presenti in tutte le commissioni "paritetiche", potranno godere di ore di permessi sindacali anche oltre le 80 ore previste dalla L. 300 (ribadisco: e non dal CCNL!!)

A Pomigliano la monetizzazione delle pause perse, le ore di straordinario, le integrazioni salariali non sono nell'accordo, ma faranno parte di separata trattativa, a Mirafiori sono nell'accordo.

A Pomigliano si intravedevano i nodi irrisolti del manifatturiero: bassa produttività, sindacato invasivo, lassismo generale, e la FIAT affermava che così non si poteva andare avanti, imponendo aut-aut, ma riconoscendo la possibilità di vantaggi salariali per i lavoratori, a Mirafiori si cerca il consenso del sindacato su tutto (a patto che firmi), offrendogli di mantenere i privilegi, ma si offrono basse compensazioni retributive ai lavoratori, e addirittura mantenendosi sul vago per aspetti importanti come il premio di produttività, le ferie, il fondo integrativo.

Insomma: non c'è alcun modello amerikano (se non per il contratto di assunzione "individuale"), polacco o tedesco, ma un pastrocchio all'italiana, la FIAT sarà abbastanza libera di fare quel che le pare, i sindacati mantengono il loro potere, i lavoratori potranno sempre rifarsi all'ottimo post di Sandro Brusco...

Breve nota per i contribuenti italiani: nell'attesa dell'entrata in vigore della Joint-Venture Fiat-Chrysler è previsto un anno (dodici mesi) di CIGS a carico del contribuente stesso! Deve essere per questo che il Sig. Sacconi, Ministro della Repubblica, è contento e parla di “accordo storico”: può tornare a dire la sua la politica che su Pomigliano è stata a guardare...

75 commenti (espandi tutti)

Marco, grazie per l'attesissimo post! Che ha il grande merito, a mio avviso, rispetto a quanto si legge sui giornali, di considerare tutti e tre gli "aspetti" e di farlo separatamente.

Come mi hai suggerito, ripropongo qui (con marginali modifiche) il commento che avevo appena postato nel dibattito a margine del pezzo su pomigliano. Come risulterà, pare che sulla non-portata storica di questa firma in pochi siano essere d'accordo con te... ma, del resto, tu non devi far vendere giornali! ;-D

Comunque sia, per gli amerikani che disdegnano i giornali italici segnalo tre pezzi il cui confronto, imho, è interessante e istruttivo.

Ancora Pietro Ichino sul Corsera (personalmente continuo a trovarlo il più lucido, con il limite che neppure stavolta entra nel merito dell'accordo dal punto di vista delle condizioni di lavoro, soffermandosi invece solo sulle questioni della contrattazione e della rappresentatività sindacale).

Al contrario di quanto fa - not surprising - Massimo Giannini su Repubblica.

Il secondo dato: questo accordo è obiettivamente peggiorativo della condizione di lavoro degli operai e della funzione di diritto del sindacato. Si può anche sostenere che non c'erano alternative, e che firmare era la sola opzione consentita, per evitare che la Fiat smobilitasse. Tuttavia chi oggi parla di "svolta storica" abbia il buon senso di riconoscere che si è trattato di una firma su un accordo-capestro basato su un ricatto. Legittimo, per un'impresa privata. Ma pur sempre ricatto.

Al di là della sua posizione, chiedo lumi ai professori su affermazioni quali:

Si dice che Marchionne punti a un modello di relazioni industriali all'americana, dove il parametro è Detroit e non più Torino. Probabilmente è così. Ma questo tradisce una volta di più i contenuti veri del Lodo Fiat-Chrysler. Non è la prima che ha comprato la seconda, com'è sembrato all'inizio. Ma in prospettiva sarà la seconda ad aver comprato la prima, nello schema classico del "reverse take-over".

Oscar Giannino sul Messaggero sostiene l'esatto contrario:

Ma sbaglia moltissimo chi, credendo così di dar manforte a Sergio Marchionne, parla di “svolta americana”. Non lo è affatto. [...]

La verità è che a questi accordi “dal basso”, proposti con forza dalla Fiat di Marchionne battendo la strada delle deroghe ai contratti nazionali che Confindustria di suo da due anni aveva aperto col consenso degli stessi sindacati che condividono la nuova impostazione a Pomigliano e Mirafiori, sono finalmente la reazione italiana a limiti e storture del tutto italiane.

Marco ti rispondo per quel che so e capisco.

Ichino (anche sul suo blog) pone l'accento sulla riforma della rappresentanza sindacale, su cui lui ha presentato una proposta di legge. Pietro Ichino è un giuslavorista di grande fama, e la sua posizione non ha a che vedere con la mia delusione sull'accordo di Mirafiori. Convengo assolutamente con Ichino che è necessario stabilire un nuovo modello di relazioni, che a un tavolo ci si siede in due (azienda e lavoratori), non azienda e 17 sindacati.

Sia Giannini che Gallino su Repubblica (che Scalfari precedentemente, deve essere la linea di Repubblica..) hanno scritto un cumulo di fesserie dietrologiche e cospiratorie (rileggetevi gli articoli di Scalfari su Pomigliano e Marchionne, si ride di gusto), per cui non vorrei commentare. Sul "reverse take-over" guardo ai dati: è Fiat a detenere Chrysler e non viceversa, chi comanda in Chrysler è Marchionne, che è l'AD di Fiat, sul fatto che una cultura "amerikana" dell'impresa e del mercato arrivi in Italia dovremmo esserne grati e fare processioni di ringraziamento, Repubblica preferisce i processi (indiziari e sballati, fra l'altro).

Su Oscar Giannino non avevo letto il suo articolo sul Messaggero, ma oggi ho letto il suo blog, e mi sembra che arriviamo alle stesse conclusioni: nessuna "svolta", anzi, un ritorno al passato, anche su Pomigliano (il precedente accordo non prevedeva l'esclusione dei non firmatari, ad esempio).

Molto chiaro. Mi rileggerò anche il tuo post su Pomigliano e cercherò di approfondire il raffronto tra i due accordi. Nel caso di Mirafiori mi pare rilevante l'azzeramento della possibilità di scioperi ed interruzioni determinati da piccoli gruppi che fossero in disaccordo su contratti o suoi aspetti

Questa parte era anche su Pomigliano, anzi fu la maggior parte del contendere fra FIOM e FIAT.

Rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite ai sensi dell'art. 19 L. 300/1970 (statuto dei lavoratori) dalle Organizzazioni Sindacali firmatarie del presente accordo

Quindi, sembra, non dalle altre. Ma non sono un giuslavorista, però secondo me l'art. 19 dice tutt'altro, quindi?

Art.19 (vigente, post referendum abrogativo del 1995)

Rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite ad iniziativa dei lavoratori in ogni unità produttiva, nell'ambito delle associazioni sindacali che siano firmatarie di contratti collettivi di lavoro applicati nell'unità produttiva.
Nell'ambito di aziende con più unità produttive le rappresentanze sindacali possono istituire organi di coordinamento.

Sì, difatti la FIAT si rifà all'art.19 proprio per far fuori la FIOM. Il problema, come discusso anche nel link che ho messo, è che poichè esistono una marea di accordi sindacali, alcuni recepiti anche per legge, è che la la FIOM può dire: su quest'accordo, che si applica in questo stabilimento, c'è anche la mia firma, e quindi ho diritto alla r.s.a. Poi FIAT lo negherà, ci sarà una causa, etc.,etc.

Ancora meglio: il delegato FIOM si presenta nell'ambito della lista FILM, ed è sicuramente eletto, visto che la FIOM è maggioritaria, e ti ritrovi il "nemico" in casa.

O ancora: creo un sindacato che chiamerò FIMM, firmo l'accordo, poi cambio casacca e sotto esce scritto FIOM.

O, last but not least, la CGIL campania ha invitato la FIOM a firmare solo "tecnicamente" l'accordo di Pomigliano.

Insomma, io in questo casino non ci sarei entrato, bastava e avanzava la firma "individuale" sul contratto di assunzione, che già impegna a non scioperare contro l'accordo, pena il licenziamento.

E' una stupidata formale tutta italiana, mi viene voglia di dire "politica", questa di impedire alla FIOM di formare una delegazione di fabbrica.

E' anche una stupidità della FIOM non fare un'assemblea dei suoi iscritti e dire: noi firmiamo, non perchè siamo d'accordo, ma perchè una causa è lunga e non è detto che la vinci, e se non siamo nelle commissioni paritetiche (previste solo a Mirafiori al momento, ma non mi stupirebbe se saltassero fuori anche a Pomigliano, a questo punto) sarà peggio.

Ok. Lo ammetto. E mi scuso. Non ho letto dai link presenti nel post...

In effetti il link da Lei indicato è molto interessante, c'è scritto quello che ho interpetato io

va segnalato tuttavia che l'esito del referendum potrebbe, anche se in settori marginali, rappresentare uno stimolo per i datori di lavoro non associati alle organizzazioni datoriali a non applicare di fatto i contratti collettivi (come invece oggi normalmente avviene), allo scopo di liberarsi dell'obbligo di riconoscere l'eventuale r.s.a. e relativi diritti; ciò potrebbe trasformarsi in un ulteriore indebolimento della posizione, già meno protetta, dei lavoratori delle piccole imprese;

Anche se nel caso attuale non si tratta di settori maginali e tantomeno di piccole imprese

Ed anche la possibile scappatoia che Lei indica:

- il diritto alle r.s.a. potrebbe essere invocato da qualsiasi associazione o organizzazione, anche aziendale, che abbia ottenuto di firmare un accordo collettivo su qualsiasi materia, almeno finché tale accordo è applicato nell'unità produttiva; ciò potrebbe spingere i datori di lavoro a disdettare tutti o la maggior parte degli accordi vigenti, per ridurre il numero delle r.s.a..

Per cui ad esempio, poiché nelle fabbriche non ci sono colo metalmeccanici la FIOM potrebbe presentare liste in rappresentanza ad esempio degli impiegati CGIL.

E' anche una stupidità della FIOM non fare un'assemblea dei suoi iscritti e dire: noi firmiamo, non perchè siamo d'accordo, ma perchè una causa è lunga e non è detto che la vinci, e se non siamo nelle commissioni paritetiche (previste solo a Mirafiori al momento, ma non mi stupirebbe se saltassero fuori anche a Pomigliano, a questo punto) sarà peggio.

In questo caso però si è di fronte ad una sconfitta sindacale: il principio viene di fatto accettato.

Insomma, io in questo casino non ci sarei entrato, bastava e avanzava la firma "individuale" sul contratto di assunzione, che già impegna a non scioperare contro l'accordo, pena il licenziamento.

Io non ho capito una cosa: per cosa si sciopera, se non per modificare l'attuale contratto di lavoro?

Sì, difatti la FIAT si rifà all'art.19 proprio per far fuori la FIOM

Ho la sensazione che questi accordi abbiano in realtà un obiettivo "politico" oltre che concreto. Intendo dire che dal momento della firma degli accordi all'apertura degli stabilimenti allestiti, passerà tempo entro il quale una soluzione per la rappresentanza sarà trovata. Conviene a Confindustria che non vuole certo una FIAT fuori da sé, conviene ai sindacati ed a FIOM che sa bene che serve e si trova ad assumere posizioni rigide su FIAT e pragmatiche in tanti altri casi di accordi anche in deroga che pure ha concluso.

Ancora meglio: il delegato FIOM si presenta nell'ambito della lista FILM, ed è sicuramente eletto, visto che la FIOM è maggioritaria, e ti ritrovi il "nemico" in casa.

Le liste per le rsa non sono aperte. E a quanto mi risulta le rsa non sono nemmeno elette ma scelte direttamente dal sindacato firmatario. Infine è l'azienda che decide chi invitare al tavolo di trattativa. Se qualcuno creasse un sindacato FINMSC imbottito di "comunisti" nessuno lo inviterebbe.

Da quel che ho trovato qui:

http://www.uilmt.it/index.php?option=com_content&view=article&id=47&Item...

e qui:

http://www.4ensicmag.com/diritto-civile/le-rsa-rappresentanze-sindacali-...

Le RSA, in presenza i RSU elette dai lavoratori non sono per principio ammesse alla contrattazione, o sbaglio?

con il passaggio alla newco e con la conseguente riassunzione di tutti(?) i lavoratori ci saranno nuove elezioni o nomine. Comunque le vecchie rsu decadranno per forza di cose.

A quel punto è sufficiente richiedere l'elezione di nuove RSU, le RSA comunque non sono altro che titolari della rappresentanza dei propri iscritti e come tali non hanno nessuna possibilità di fare accordi vincolanti per gli altri lavoratori.

 

Un paio di note sparse:

1) Le RSU sono nate come "versione più democratica" delle RSA da un accordo tra sindacati e Confindustria. NewCo nasce FUORI da Confindustria, e quindi non è vincolata ad applicare gli accordi firmati da quest'ultima.

2) Le RSA (e le RSU) non hanno il compito di fare accordi vincolanti per i lavoratori, che nell'ircocervo italico spetta direttamente ai Sindacati "maggiormente rappresentativi".

A loro volta, gli stessi sindacati nominavano prima del referendum abrogativo del - credo - 1995, le RSA. Oggi, invece, le RSA sono nominate da tutti e soli i sindacati firmatari di contratti applicabili nell'azienda.

3) Cosa significhi  "maggiormente rappresentativi" e chi determina i sindacati che soddisfano i criteri di rappresentatività è IL grosso punto interrogativo dei rapporti azienda - sindacati - lavoratori.

Devo dire, invece, che non è un buon accordo per gli operai. La monetizzazione della pausa persa è ridicola; la turnazione su 10 ore è semplicemente follia, folle anche chi, in FIAT, l'ha pensata! Provate a fare 10 ore su una linea di montaggio e vedrete che alla decima ora vi appare la Madonna, io come cliente non vorrei essere sull'auto i cui bulloni sono stati avvitati da un operaio stanco e a fine turno.

A prima vista (in catena di montaggio non ho mai lavorato) mi sembra un'osservazione sensata, ma questo tipo di organizzazione esiste in altri stabilimenti, in Italia o fuori? E cosa succede alle auto prodotte lí? E che interesse avrebbe la FIAT a produrre auto difettose? Oggi il cliente si incazza, ti fa causa, pubblicizza il suo disappunto in rete ed alla fine l'azienda produttrice si trova a pagare un prezzo molto alto per una qualità insoddisfacente.

A prima vista (in catena di montaggio non ho mai lavorato) mi sembra un'osservazione sensata, ma questo tipo di organizzazione esiste in altri stabilimenti, in Italia o fuori? E cosa succede alle auto prodotte lí? E che interesse avrebbe la FIAT a produrre auto difettose? Oggi il cliente si incazza, ti fa causa, pubblicizza il suo disappunto in rete ed alla fine l'azienda produttrice si trova a pagare un prezzo molto alto per una qualità insoddisfacente.

Beh, e quindi il problema dove sta? In tal caso a rimetterci sarebbe l'azienda. Del resto la qualita' Fiat non e' mai stata eccelsa, neanche in anni di elevato potere contrattuale del sindacato.

Ringrazio l'autore dell'articolo. Finalmente leggo un commento che parte direttamente dal testo dell'accordo. C'è però una cosa che mi lascia perplesso. L'autore dice che la FIOM è in contraddizione perchè su Pomigliano aveva detto che l'Ergo-UAS era schiavitu' mentre per Mirafiori lo accetta senza fiatare. Ricordo anche io la dura presa di posizione di FIOM sull'Ergo UAS applicato a Pomigliano. Pure la polemica tra Brancaccio e Boldrin su Micromega si era soffermata su questo punto. Possibile che la FIOM operi due pesi e due misure? non può essere che l'Ergo-UAS avesse caratteristiche diverse nei due impianti? oppure può darsi che a Mirafiori la battaglia era già stata fatta ed era stata persa? non condivido la posizione politica della FIOM ma il discorso dei ritmi di lavoro mi pare il punto più serio e dolente e vorrei capirci qualcosa in più. Grazie.

L'Ergo-UAS è applicato a Mirafiori dal 2008 (pag. 1 del documento), ed è anche applicato a Melfi da tempo, come si desume dal documento della FIOM linkato a proposito della soppressione dei 10 minuti di pausa.

Per quel che riguarda la possibilità che siano diversi è impossibile: l'Ergo-UAS è uno studio degli sforzi e dell'ergonomia, per cui si afferma che se un operaio, ad esempio, compie 10 sforzi consecutivi con il braccio dx per montare un semiasse dovrà poi spostarsi sulla linea per compiere 10 sforzi con il braccio sx (è un esempio, non prendetelo per buono!), al fine di bilanciare gli sforzi fisici e non stresare alcuna parte del suo corpo in più rispetto a un'altra. L'Ergo-UAS è uguale dappertutto (tanto che è uno studio giapponese).

Quindi è incomprensibile perchè Melfi e Mirafiori sì, Pomigliano no, ma la mia personale impressione è che l'Ergo-Uas su pomigliano era una scusa per dire un no strumentale ad una perdita di privilegi sindacali, che è poi il punto su cui si arenò definitivamente la FIOM.

Buona notizia.

Se uno come colui parlasse di noi in positivo, allora sì che dovremmo cominciare seriamente a preoccuparci!

Ho la netta impressione che il Sig. Pellizzetti non abbia letto il mio post e parli per partito preso contro nFA.

All'italiana: i fatti separati dalle opinioni, anzi solo le opinioni, i fatti non contano.

Segnalo, grazie a Phastidio, un discreto fondo di Scalfari su Repubblica, con spunti interessanti, se non altro per la virata di 180° di scalfari stesso, che prima dell'estate parlava di oscuri complotti marchionnologi, adesso vede le cose da un punto di vista aziendale e industriale. Che anche Scalfari legga nFA?

 

Qui: http://temi.repubblica.it/micromega-online/liberaloidi-anarcoliberisti-e-keynes/ un altro intervento di Pellizzetti, ma non ho capito se ce l'ha con voi?

Voi siete “anarco-liberisti”? Io non me ne ero accorto...

Boh, stavolta sembra effettivamente avercela con nFA, ma continuo a pensare che non legga niente di quel che scriviamo e continui con le etichette. Personalmente sono anarchico, duro e puro -).

Per quel che mi riguarda non ho code di paglia, se ha qualcosa da dire di intelligente la dica in maniera chiara, altrimenti continuerò a ignorarlo, anche perchè il suo incipit su Fiat e Marchionne è ai confini con il misticismo:

Molto difficile pensare che questo propugnatore di tesi “problematiche e pericolose” (nota:si riferisce a Keynes) avrebbe sottoscritto l’affermazione “io sto con la FIAT di Sergio Marchionne”, si sarebbe schierato con il Cavaliere contro la legalità e i giudici. A differenza di tanti liberaloidi e liberisti, magari sedicenti di sinistra.

 

Finalmente un ottimo articolo che spiega le cose in modo chiaro, tanto piu' se paragonato ai tromboni e alla canea che tiene banco sui media.

Pero' ho una domanda. Cosa succede se un gruppo di lavoratori (magari appartenente ad uno dei sindacati che hanno firmato l'accordo) decide di scioperare? La Fiat chiama la polizia e fa arrestare gli sciperanti? Ovviamente no. Li licenzia in tronco? Nemmeno questo e' possibile perche' comunque c'e' la tutela dell'articolo 18, senza considerare che il diritto di sciopero e' garantito dalla Costituzione. Nessun Tribunale in Italia potrebbe mai considerare uno sciopero come giusta causa per il licenziamento.

Quindi e' tutta una sceneggiata? E cosa significa "non si puo' scioperare contro l'accordo stesso"? Se ci fossero in futuro controversie sulla interpretazione di una clausola i lavoratori non potrebbero scioperare per tutelare un loro interesse?

Cosa succede se un gruppo di lavoratori (magari appartenente ad uno dei sindacati che hanno firmato l'accordo) decide di scioperare?

Non succede assolutamente niente, purchè lo sciopero non sia contro l'accordo stesso.Difatti il diritto di sciopero è sancito dalla Costituzione, sia pure "nei limiti stabiliti dalla legge", ma qui siamo di fronte a un contratto.

"non si puo' scioperare contro l'accordo stesso"?

Beh, scioperare contro l'accordo significherebbe una inadempienza contrattuale, visto che i termini dell'accordo andranno a far parte del contratto "individuale" stesso, per cui, se nel contratto è previsto il licenziamento per questo tipo di violazione (e lo è) direi che le conseguenze sono automatiche. Per rendere nulla una simile clausola contrattuale dovrebbe scioperare il 100% dei lavoratori, a meno che alla FIAT non ci sia Reagan..

Devo dire che molte volte in FIAT ci si è trovati di fronte ad accordi firmati dai sindacati, e poi sconfessati dai COBAS, che hanno poi scioperato contro quell'accordo, con danno e scuorno di tutti, questa clausola, che sembra assurda, è il frutto di venti anni di tensioni sindacali in FIAT.

Non sono un giurista, ma ho l'impressione che la questione sia piu' complicata. Il diritto di sciopero e' sancito dalla Costituzione. Un contratto non puo' limitare questo diritto in assenza di una legge che lo regolamenti. 

Sarebbe come se io firmassi un contratto che limitasse la mia liberta' di opinione, oppure il diritto di votare alle elezioni (o di presentarmi alle elezioni) o di aderire ad un partito politico o di ricorrere in giudizio eccetera. Non sono diritti disponibili altrimenti la Costituzione potrebbe essere superata da una serie di contratti privati in cui ognuno si crea il sistema giuridico che piu' gli aggrada e concede (o si appropria) dei "diritti" a seconda delle proprie esigenze, o per meglio dire delle esigenze del piu' forte.

Fabio io nemmeno sono un giurista, a occhio la vedrei così: nel contratto di lavoro individuale è inserito che non puoi scioperare contro alcune clausole dell'accordo stesso, metti la doppia firma (come nei contratti di assicurazione, bancari, finanziari, etc.,ovvero quelle di accettazione delle clausole vessatorie prestampate), poi facciamo il caso che scioperi che so, contro i 18 turni, la FIAT in base al contratto ti licenzia, tu ti opponi al licenziamento in base alla Costituzione, la Corte dovrà decidere se il tuo "diritto di sciopero" poi non è in contrasto con l'art. 41 (libera iniziativa), e fin dove arriva il diritto delle parti a fare contratti di diritto privato e dove invece l'interesse costituzionale è prevalente.

Immaginiamo che la Corte dia ragione al lavoratore: hai sottoscritto un contratto privato, ma nel contratto c'è una violazione di un articolo della Costituzione, a questo punto i NoTav (per esempio, solo per esempio) dicono che è violato l'art. della Costituzione che tutela il paesaggio, e che quel diritto è prevalente all'accordo (di tipo privato) fra Stato e appaltatore. E così via...

A me sembrerebbe un incubo, tipo poi il disoccupato che porta in giudizio lo Stato perchè non gli dà lavoro, violando l'art. 3 della Costituzione (secondo lui..). Strada difficilmente percorribile, il diritto di sciopero non è un diritto "sacro e inviolabile", è un diritto limitato dalle leggi, e la disciplina dei contratti è una legge. A mio parere.

il disoccupato che porta in giudizio lo Stato perché non gli dà lavoro, violando l'art. 3 della Costituzione

E' semplicemente geniale. Qui ci ridiamo sopra, ma scommetto che ci sono soggetti che sarebbero capaci di prenderlo sul serio.

Secondo me nella pratica può andare in 2 modi:

  1. I lavoratori hanno l'accortezza di scioperare contro cose diverse dalle clausole dell'accordo (ma magari molto simili o indirettamente collegate)
  2. I giudici quando annullano il licenziamento causato dallo sciopero non fanno riferimento alla costituzione 

Non voglio offrire spunti strani, ma ad esempio dopo aver firmato l'accordo qualcuno potrebbe svegliarsi e dire "che è stato costretto da condizioni di necessità di cui il datore di lavoro ha approffitato" o cose simili. Non sarebbe una novità...

Ma se la FIAT violasse (a detta del lavoratore) uno dei punti dell'accordo?

In quel caso i lavoratori potrebbero scioperare per vedere rispettato l'accordo stesso? O per "denunciare" una forzatura dello stesso?

O dovrebbero limitarsi a citare in giudizio FIAT per inadempienza contrattuale? E nel frattempo licenziarsi?

Ovviamente non volevo essere ironico nei confronti di Fabio, ma mi pongo la domanda di quel che farà la FIOM da un punto di vista giuridico.

Fossi in loro mi attaccherei all'unico punto debole : quell'anno di CIGS in cui il lavoratore dovrà partecipare ai corsi di formazione senza chiedere un indennizzo (come è invece previsto dal CCNL), e lo farei in quanto sindacato di rappresentanza, sostanzialmente direi: questo punto dell'accordo è in contrasto con il fatto che la CIGS è pagata da tutti gli altri lavoratori (quindi anche da chi non ha firmato l'accordo) e lede un mio diritto: che quei soldi vadano ale aziende in difficoltà, e non a favorire surrettiziamente una ristrutturazione aziendale.

O meglio, a me piacerebbe la FIOM lo facesse, perchè come contribuente mi sento "truffato" da questa parte dell'accordo a mie spese, ma la FIOM, come gli altri sindacati, non parla di soldi, ingoiano una soppressione pausa pagata a 0,18 centesimi/ora, dei soldi degli operai a loro non importa niente, parlano solo di "diritti inalienabili" e "diritti costituzionali". Parafrasando un tuo post fanno i froci con il culo degli operai, per di più gratis.

Se perseguono la strada dei "diritti" secondo me prendono solo travate sui denti, ma non è detto che poi non gli facciano bene...

Vorrei ringraziare l'autore per aver spiegato chiaramente la materia. Un modello di quello che si dovrebbe leggere sui giornali o sentire in televisione, ed invece non si trova nè sui giornali nè in televisione.

Segnalo solo che su LaVoce è uscito un articolo sul caso FIAT che riprende il post di nFA nella conclusione che l'accordo non è "epocale".

Personalmente stimo i redattori de LaVoce, per cui il fatto che condividano la conclusione è fonte di soddisfazione, il fatto che si stia giungendo da più parti alla stessa conclusione dovrebbe ravvivare il dibattito sui giornali, che invece continuano a non spiegare nulla.

Welcome in Italy...

 

Fiat auto ha investito 2,3 miliardi nel 2008 , 1,5 nel 2009.

E' credibile l'investimento di 20 mld , solo in Italia , di cui parla Marchionne?

Per implementare investimenti non bastano i soldi occorre chi trasforma i soldi in stabilimenti e macchine.

E' credibile l'investimento di 20 mld , solo in Italia , di cui parla Marchionne?

Ha correttamente risposto Marco includendo gli investimenti in nuovi prodotti. I dettagli completi del piano, sono sul sito http://www.fiatspa.com/IT-IT/INVESTOR_RELATIONS/INVESTORS/PRESENTAZIONI/Pages/2010_investors_presentation.aspx.aspx

Ho corretto il post per modificare il link

tu che lo hai già letto potresti cortesemente dirmi dove trovare il piano auto/Italia tra le 108 selezioni che escono seguendo le tue istruzioni. ( E nel caso anche le sottoselezioni )

Potevano fare un pdf unico , impaginato con logica , anche di 500-1000 pagine invece di 20-40 di 25 pagine

ti ringrazio

era il link che avevo già individuato e che contiene ben 16 pdf

Qui , voglio , ricordare si stava parlando di FIAT AUTO ITALIA

dei 16 pdf :

2 sono di apertura e chiusura della giornata con molto scarsi ma utili dati su q1 2010

7 sono di settori esterni a FIAT AUTO

1 su Fiat Brasile

3 di settore , coprono il gruppo nell'insieme

1 analisi passato con scarsi dati

i due interessanti sono : 

quello postato da sergio vizzari che dà i volumi previsti per i plant italiani

il 5y p che vale per tutto il gruppo ma contiene una slide che smentisce la vulgata ( forse giornalistica ) o forse derivante da QUESTO postato da  cassiodoro che ad un certo punto recita :

 

Il Gruppo impegneràquasi il 70% degli investimenti mondiali negli stabilimenti italiani

 

Poichè il piano prevede 26 miliardi di investimenti totali fa 18,2 miliardi

in questa slide si mostra come gli investimenti previsti nei 5 anni per l'auto world wide siano tra 13 e 14 miliardi e quindi non possono essere 20 per l'Italia.

13 14 miliardi sono poi il runrate degli investimenti ( material-2,228 ed immaterial-0,643 ) che ho preso dal bilanci dell'anno che ho trovato su Borsa Italiana. QUI

Quindi nulla di eccezionale.

Inoltre questi miliardi non si sa come siano divisi fra i vari plants ed ho l'impressione che girino da uno all'altro a secondo di quello al momento nel mirino.

In generale il reporting è bello da un punto di vista grafico ( disegni , grafici , foto ) ma avaro di dati , difficile da consultare e senza , per il fyp , tabelle made in/made for che diano un'idea dell'attendibilità della programmazione strategica.

Se ai tedeschi , per OPEL , ha presentato qualcosa di simile capisco il risultato.

 

Se ai tedeschi , per OPEL , ha presentato qualcosa di simile capisco il risultato.

I dati specifici di piano sul mercato italiano non li ho. Certamente i documenti di cui alla pagina che hai linkato non esauriscono i dati che sono stati presentati agli analisti che contengono numeri, immagino, piuttosto dettagliati.

Non ho visto il piano presentato per OPEL ma comunque sia quella vicenda ha avuto una soluzione squisitamente poitica che, per fortuna della OPEL non ha affidato l'Azienda a MAGNA dal momento che la GM ha deciso di tenerla nel suo perimetro. Non intendo fare l'avvocato difensore di Marchionne a prescindere, ma non concordo sull'eccesso di sfiducia che vedo montare.

E' credibile l'investimento di 20 mld , solo in Italia , di cui parla Marchionne?

Dipende. Questo è, più o meno, il piano industriale, se i sindacati (FIOM) lo avessero letto allora (aprile) adesso nessuno parlerebbe, c'era già tutto, o quasi: flessibilità, 18 turni, nuove relazioni sindacali, ma siamo in Italia e nessuno legge, o meglio tirano a campare o, a Napoli si dice, vottano a scurdà. Il problema è che Marchionne è abituato a pensare in termini di "azienda", non di convenienza.

Riguardo i 20 mld credo che SM ci metta dentro anche il costo di sviluppo dei nuovi modelli, quindi 20 mld è un costo più che plausibile, forse addirittura sottostimato. Poi dipende anche da altri fattori, gli accordi sulle fabbriche sono uno di questi, il mercato è l'altro.

Il famoso piano industriale che Landini & Camusso sostengono non sia stato loro presentato ..... mostrandosi, ancora una volta, semplicemente pretestuosi.

Ma, sai, lo sforzo di andare a cercarsi le informazioni disponibili - e di studiarsele - non lo fa chi è abituato da anni a ricevere salamelecchi ed a contare su diritti di veto, e sente la terra franare sotto i piedi con il cambiamento d'impostazione ......

Ma esiste ancora la fabbrica FIAT di motori in provincia di Avellino?

Perchè non se ne parla mai?

Salve a tutti, vi leggo sempre con piacere, ma questa volta vorrei fare un appunto.

Marco, quello postato da te e` un elenco di buoni propositi.

Un piano industriale e` tutt'altra cosa.

Come dice il Dott. Boldrin, e` fatto di numeri, di date di luoghi, etc...

Secondo te e` lo stesso piano che ha illustrato ad Obama per ricevere i finanziamenti ?

ihihihihih

Ho avuto modo di visionare i piani industriali di altre aziende/multinazionali metalmeccaniche e il minimo era:

- Quanto denaro investire

- Con quali tempistiche

- Dove investire (suddivisione % lungo i site)

- Per fare cosa (impianti da ammodernare e prodotti da mettere in linea)

- Eventuali aumenti/diminuzione di livelli occupazionali lungo i vari site.

- Risultati attesi e previsionali del soggetto e del mercato

 

Non entro nel merito se sia giusto o sbagliato quello che fa SM o la FIOM, ma quello presentato da SM non e` un piano industriale.

Con stima

 

Cassiodoro

Il link era a un articolo di giornale che riportava la notizia della presentazione del piano industriale, non il piano industriale in sè per sè.

Qui c'è qualcosa in più, poi quelli ancora più dettagliati sono presentati agli analisti finanziari, le banche, gli azionisti, etc. Se sono quelli che interessano penso si trovino facilmente in rete.

Personalmente trovo poco interessante discutere i piani industriali altrui, non essendo un azionista FIAT.

Secondo me i piani industriali dovrebbero essere interessanti per molti.

Nella nostra azienda ci insegnano a valutare l'impatto che abbiamo sul territorio, verso i clienti, verso il personale interno, verso l'indotto and so on...

Non e` necessario essere azionisti per subire l'effetto in positivo/negativo dei piani industriali della ditta "tal dei tali" e valutarne la fattibilita`/attendibilita`...

 

Cassiodoro

 

Non e` necessario essere azionisti per subire l'effetto in positivo/negativo dei piani industriali della ditta "tal dei tali" e valutarne la fattibilita`/attendibilita`...

In replica anche al precedente commento, se interessano si potrebbe far la fatica di cercarli.  http://www.fiatspa.com/IT-IT/INVESTOR_RELATIONS/INVESTORS/PRESENTAZIONI/Pages/2010_investors_presentation.aspx.aspx

 

Evito la polemica sulla fatica, ma l'unica cosa che trovo a proposito di Fabbrica Italia è questo: http://www.fiatgroup.com/it-it/Documents/FIATFABBRICAITALIA365x500.pdf

Magari non sarò bravissimo a cercare in rete, ma non ho trovato di meglio.

Se mi aiuti ti ringrazio ...

Invece oggi dal netbook, schermo piccolo, non mi ero accorto di una cosa, che come dice il Dott. Bocchino avrei fatto meglio a leggere. Nelle slide del secondo link postato da Marco Esposito, gli anni sono il 2010 ed il 2011. Ne deduco che non si tratta di Fabbrica Italia, visto che questa inizierà nel 2012.

Aggiungo che nelle slide è prevista che a Pomogliano la produzione della Panda inizi nel 2011, ma come ben sappiamo 1 mese fa SM ci ha comunicato che è stata spostata ad inizio 2012.

Analogamente nelle slide non c'è scritto che durante tutto il 2011 sia Pomigliano che Mirafiori faranno CIGO (cassa integrazione guadagni ordinaria).

Comunque la mia perplessità resta: stiamo parlando di una cosa che nessuno ha visto e letto !!!

E qui ritorno al Dott. Bocchino ... 

 

Cassiodoro

Comunque la mia perplessità resta: stiamo parlando di una cosa che nessuno ha visto e letto !!!

Sono perplesso. LZ ti ha messo il link a tutti i piani di Fiat, Teksid, Comau, Ferrari-Maserati, Iveco, CNH, c'è da sbizzarirsi, da leggere per un paio di giorni, e continui a dire che il piano non c'è, nessuno ha visto o letto, se ti interessa tanto leggilo.

E' già datato, visto che la LO non sarà più prodotta a Mirafiori, ma in Serbia, giusto per fare un esempio. In quel piano c'è scritto che l'obiettivo del gruppo è produrre 6 mln di autoveicoli annui, personalmente ho dei dubbi, sia sulla raggiungibilità dell'obiettivo, sia sull'utilità del raggiungimento di tale obiettivo. Ma io non sono il CEO di Fiat, non sono un'azionista Fiat, non sono un dipendente Fiat, per cui non ho interesse a dibattere il piano industriale di Fiat.

Però mi dà fastidio leggere commenti non documentati, del tipo il piano non c'è, nessuno lo ha mai letto, etc. Il piano industriale (quello che leggi è la presentazione del piano, poi il piano stesso è distribuito agli analisti, investitori, sindacati, etc.) esiste, e se ti interessa tanto lo puoi anche richiedere alla Fiat, Ufficio Stampa. Per quel che mi riguarda fine della discussione sul "piano che non c'è".

Effettivamente mi sembra incredibile che ci sia tutto questo baccano: i piani sono chiarissimi ed espliciti, ed in particolare questo. Le slide essenziali sono le 21-21 e la 24.

Da notare la variazione attesa tra capacità e produzione, immagino in linea con gli altri produttori europei. Se questa è la "nuova frontiera" c'è poco da discutere. Sulla "disumanità" di tutto ciò si può discutere in lungo e largo, ma penso che l'ultima parola ancora una volta la dirà la storia.

Grazie Marco per l'ottimo articolo.

 

Scusa, non faccio baccano, ho chiesto aiuto perche` non lo trovavo. Ed i link che mi erano stati passati non mi aiutavano, forse anche per mia incapacita`, ma non e` il caso di scambiare una mia richiesta, forse scomposta, con il "baccano".

E come detto a Luzo48, ti ringrazio.

 

Cassiodoro

No, scusa, non mi riferivo assolutamente a te ma ai media in questi giorni. Scusami per non aver specificato meglio.

E' già datato, ........................

Esattamente Marco. Sottolinei, sempre appropriatamente che un piano strategico come quello presentato che abbraccia un orizzonte temporale fino al 2014 non indica, non può né deve indicare le tavole della legge punto per punto ma una linea di tendenza la cui articolazione concreta, sempre nel rispetto delle strategie di fondo, può essere declinata diversamente in funzione della realtà nutevole e/o al cambiamento di prospettive che si presenta di fronte all'impresa.

Scusa Marco, non era mia intenzione lasciare intendere che non lo avessi letto e generarti fastidio.

Credo che l'equivoco nasca dal fatto che ai link che mi avevi postato ho trovato altro e che al link di LZ mi sono perso in mezzo al mare magnum di documenti.

Sono qui per scambiare opinioni, documentarmi e trarne piacere, non per creare atrito...

 

Cassiodoro

Doesn't matter, sono giorni che leggo di "analisi del piano aziendale", di sindacati che dicono "di non averlo mai ricevuto" (e non è vero), insomma si cerca di parlar d'altro. Invece io mi focalizzerei su cosa entra in tasca agli operai: niente, come spero di aver dimostrato. I sindacati italiani sono, secondo me, un cancro da estirpare, e in questa vicenda dimostrano tutta la loro incompetenza, falsità e leccaculismo.

Io, invece, ho dimenticato di chiederti se veramente riesci a fare più di 8 ore al fotolitografo (la luce azzurra è tipicamente quella di un flash, ma anche di alcuni laser rifratti), o in sala acidi. Tanto di cappello se ci riesci.

Io non lavoro in linea, mi occupo di testing di memorie, e nello specifico di R&D. Lavoro al PC in ufficio e alle macchine di testing in laboratori "normali", non zone ristrette.

Studio come sostituire (leggi Phase Change Memory) le memorie NOR Flash oramai poco redditizie e quasi soppiantate dalle NAND.

Quando fui assunto dovetti il fare il corso per l'abilitazione all'ingresso in camera bianca e quindi la dovetti frequentare per qualche settimana.

Oramai non vi entro da 10 anni ma certe cose non le ho scordate, preferirei lavorare al panificio/forno di mio cugino durante l'estate sicula che rientrare in camera bianca...ihhiih

Il tanto di cappello lo faccio io a loro ...

 

Cassiodoro

Marco, una piccola puntualizzazione :10 ore su una linea di produzione non si fanno solo in Cina, io ad Avezzano (Italy) ne faccio 12 (dodici) da 12(dodici)anni.     http://www.micron.com/italy/

ci credo Franco ma una linea di mascheratura o di diffusione non è faticosa come una linea di montaggio auto

Franco non ho motivi per non crederti, a tutti capita di lavorare anche oltre le 12 ore (a me è capitato spessissimo, sabati e domeniche comprese), ma ritengo 12 ore continue su una "linea" (comprese quelle di produzione di wafer in silicio) improponibili per un essere umano, salvo rare eccezioni, ovvero in un anno una volta al mese può capitare, ma se questa è la regola in micron dovreste ribellarvi.

E lo dice un imprenditore. Se invece hai altre mansioni il discorso può anche cambiare in funzione degli incentivi e della "fatica" del lavoro. Conosco molte persone che probabilmente vanno oltre le dodici ore giornaliere, ma sono ben pagati e stimolati. E non lavorano sulla linea.

Lavoriamo 12 ore, due day e due night, per 4gg di lavoro e 4 gg di riposo. A dirla tutta - anche in risposta ad Aldo - non è tutta 'sta fatica. Dopo 21 anni di turni - di cui 12 da 12 ore- diciamo che ancora posso andare avanti.

La cosa è fattibile - almeno nel nostro settore - ma il punto secondo me è un altro : in Italia si pensa al lavoro come se fosse per sempre. Si ragiona pensando che l' operaio Fiat  debba fare mezz' ora di pausa al giorno per 40 anni. Ma dove sta scritto che deve starci 40 anni su quella linea ?  

Marco, ci siamo ribellati a suo tempo ma, oggi, non sono convinto che se avessimo " vinto " staremmo ancora guadagnandoci la pagnotta.

P.S. Ciao Cassiodoro forse prossimamente ci si incontra.

 

se in otto giorni lavori 48 ore allora fai l'equivalente di 42 ore / settimana.

Giuseppe , conosci lo schema di turnazione in altre sedi Numonyx?

Per Catania ti ha risposto Cassiodoro, sotto.

A Napoli, invece, non avendo la produzione, non abbiamo personale turnista; siamo tutti "impiegati orario ufficio".

Da quando Micron ci ha comprati penso spesso ad Avezzano, piu` che altro per la preoccupazione che ci vogliano spostare li` ... ihihihih

Dopo essere stato 3 anni in Brianza ed aver sofferto per la mancaza del sole, lasciare di nuovo la mia Isola un po` mi dispiace ... ihihihih

In compenso sono in partenza per Boise (temperature sotto zero), preferivo quando bisognava andare a Folsom/Santa Clara in California ...

Quando inizierete a fare memorie ?

Io ti ho trovato nella rubrica del telefono ... se mi cerchi sono Egidio Buda ...

 

Cassiodoro (e` il mio secondo nome)

Ops ... quale coincidenza ... ihihihihhi

Io sono di Numonyx.

 

Cassiodoro

E il mondo è piccolo!

 

In uno degli attuali impianti di Numonyx già dai primi anni 80 si facevano 21 turni / settimana ( con fermi il giorno di Natale , il primo maggio e una settimana , per la manutenzione degli impianti , a cavallo di Ferragosto)

Si superò , con l'accordo dei sindacati , perfino una legge che vietava il lavoro notturno alle donne che erano la maggioranza degli operatori di linea )

 

E non avrebbe potuto essere diverso visto che :

 

--- l'incidenza delle depreciations con 12 turni era circa il 40% e scendeva , con 21 turni , sotto il 28% ( su un costo più basso )  riducendo il costo finale del prodotto di circa il 17% ( il lavoro diretto incideva circa il 15% per cui volendo compensare con il costo del lavoro la differenza 21 vs 12 turni questo sarebbe stato impossibile anche portandone per assurdo il costo a 0 ).

Inoltre la riduzione del costo lasciava ampi spazi per compensare con indennità non trascurabili il sacrificio dei lavoratori. 

 

--- il "tempo di ciclo" con 21 turni anzicchè 12 si riduceva del 43% diminuendo fino di 20 giorni il lead time che era un vantaggio competitivo come il prezzo essendo costretti a produrre a "backlog" ( e non solo i prodotti "full custom" ma anche gli altri poiché il magazzino ed il "work in process" costavano ed erano rischiosi : un nuovo prodotto con maggiori prestazioni  della concorrenza poteva svalutare di parecchio i prodotti analoghi eventualmente in magazzino o in "W.I.P." ) 

 

--- I 21 turni eliminavano gli acicli di riavvio ( controllo ed eventuale ricalibrazione delle macchine ) :il tempo utile / tempo disponibile diveniva praticamente 100% in quanto operatori jolly coprivano le pause a turno in piccoli gruppi degli operatori normali.

 

--- il ciclo continuo inoltre produceva maggiore qualità ( altro vantaggio competitivo come prezzo e lead time ) poichè molti processi erano controllati e corretti sulla base dell'elaborazione statistica dei risultati delle produzioni precedenti.

 

Ebbene i 21 turni ed il lavoro notturno femminile furono ottenuti con un accordo anche con FIOM  ( allora la microelettronica era nei metalmeccanici ).

 

Non fu mai posto un ricatto esplicito ma si spiegò , non senza fatica , quanto sopra ed altro a Consiglio di Fabbrica e Sindacati esterni : non appena la controparte capiva , era evidente il "ricatto" che però perdeva questo brutto significato e sopratutto la paternità : non era l'azienda che avrebbe deciso di chiudere ma il mercato , la concorrenza.

 

Capisco che per FIAT , con alle spalle il 50% di CIG , risulti difficile giustificare  certe richieste benché lontane da ciò di cui avrebbe bisogno.

Penso che il problema principale per FIAT sia la piccola dimensione e la dispersione degli stabilimenti in Italia per cui a volte ho il sospetto che ponendo richieste giuste ma in modo non del tutto corretto cerchi un alibi per chiudere qualche altro stabilimento se non addirittura per andarsene dall'Italia dove una razionalizzazione dei siti produttivi è quasi impossibile.

 

Poiché si paragonare spesso a VW questa ha in Germania 5 stabilimenti , 3 con 48000 lavoratori ciascuno , uno con 14000 ed uno con 8000. FIAT a Mirafiori , tutto compreso , ne ha 12000.

Ebbene i 21 turni ed il lavoro notturno femminile furono ottenuti con un accordo anche con FIOM  ( allora la microelettronica era nei metalmeccanici ).

essendo anche io della famiglia "Numonyx\Micron" (ma abbiamo occupato manu militari il sito? :) ) devo correggerti: la microelettronica è ancora sotto il contratto collettivo metalmeccanici. Per adesso...

Un accordo sui 21 turni e` stato firmato da FIOM anche in STM nel site di Catania, appena 2 anni fa.

Tu sei STM, Numonyx, Micron ?

Cassiodoro

 

Complimenti!

Magari oggi con l'accordo di sindacati illuminati potreste anche tentare di "superare" le leggi sul lavoro minorile e portarvi al lavoro anche i figli: potrebbero essere utili come "operatori jolly", no?

Però 12 ore mi sembrano ancora pochine, io ne proporrei 18: non vi bastano 6 ore di sonno? (E poi con i figli in fabbrica non avreste neppure lo sbattimento di andare a portarli e a riprenderli a scuola.... vuoi mettere la comodità?!)

ps Carino il giochetto della "paternità" del ricatto attribuita al "mercato", ma chissà perchè non mi suona tanto nuovo...

Non c'è bisogno di arrivare a 18 ore, ne bastano 7 in un reparto di photolitografia per vedere il mondo di un freddo azzurrino, o se preferisci dopo 7 ore in sala attacchi puoi scambiare l'odore di un pesce marcio per un succulento piatto di spaghetti alle vongole ... ihihihih ... rido ma non scherzo ...

 

Cassiodoro

per cui a volte ho il sospetto che ponendo richieste giuste ma in modo non del tutto corretto cerchi un alibi per chiudere qualche altro stabilimento se non addirittura per andarsene dall'Italia dove una razionalizzazione dei siti produttivi è quasi impossibile.

 "a pensar male s'indovina"?

 

 

 

 

c'era arrivato anche Dagospia

 

A questo punto sarà inutile parlare di ricatto e gli applausi del gracile ministro Sacconi e dei due leader Bonanni e Angeletti si sprecheranno. Non è affatto detto che questo entusiasmo sarà condiviso da Marpionne, l'uomo che con determinazione cartesiana è arrivato a scompigliare le barricate dell'estremismo sindacale e il quieto vivere della Confindustria.

Maurizio Landini della Fiom e Susanna Camusso CGIL

A pensar male qualche volta si azzecca, e c'è chi sussurra che un bel "no" al referendum farebbe molto comodo al manager che ha anticipato Berlusconi nella sua considerazione dell'Italia come un Paese da lasciarsi alle spalle.

operai fiat

Se invece arriverà un bel "sì" allora cominceranno i dolori perché l'americano di Chieti e di Toronto dovrà scoprire tutte le carte e raccontare come intende investire gli altri miliardi del progetto Fabbrica Italia. Non solo: dovrà vedersela con i rigurgiti di un sindacalismo ancora lontano dalla modernità che metterà i bastoni tra le ruote dei Suv prodotti a Mirafiori per il mercato america

Un pò di confusione e dietrologia su questioni complesse, vado di fretta (in terronia è ora di pappa e sono al lavoro da 12 ore-)) , magari riaffrontiamo i temi (per chi ha voglia c'è sempre quella domanda sui salari orari USA/Germania/Italia, possibilmente PPP) domani, ma uno stabilimento è una cosa complessa e non esistono le dimensioni ottimali, c'è l'indotto che se ti è vicino ti facilita molto (a Termini Imerese non c'era indotto locale, a Pomigliano ce n'è una marea, uno dei tanti motivi per cui Termini chiude, Pomigliano no), chiudere Fabbrica Italia, o come diavolo la vogliono chiamare in Fiat è improponibile, se SM ne parla è solo per "spaventare", ma da un punto di vista logico è pazzesco: in Italia sono le fabbriche motori, gli stabilimenti IVECO e CNH, la ricerca e lo sviluppo modelli, un indotto che già sa come lavori e di cosa hai bisogno, tutto questo, ad esempio, in Serbia non c'è.

I seggiolini della 500 (assemblata in uno stabilimento messicano della Chrysler) sono prodotti, al momento, in Italia, e così via. Comunque non guardate agli stabilimenti tedeschi, ma agli stabilimenti britannici della Toyota, lì scoprirete cose interessanti.

C'era una intervista a Prescott sulla Repubblica cartacea di ieri

http://www.confprofessioni.eu/files/download/rassegnastampa/RS120111.PDF

e anche lui sosteneva che comunque era meglio trovare l'accordo con i sindacati. 

Secondo me costituisce un accordo al ribasso per entrambe le parti e, comunque, niente di memorabile

i sindacati mantengono il loro potere, i lavoratori potranno sempre rifarsi all'ottimo post di Sandro Brusco...

Questo avevo scritto nel mio post, direi che gli operai se ne sono accorti, i sindacati no. La FIOM in primis continua a dare un volto "politico" al voto, dimenticando che a Mirafiori rappresenta il 13% degli operai, e che il 46% non è iscritto ad alcun sindacato, quindi delle rimostranze della FIOM non gliene fregava un fico secco.

Ho solo un dubbio personale: quanto ha pesato in senso contrario l'endorsement di Silvio Berlusconi, che ha dichiarato a poche ore dal voto: io sto con Marchionne? Quanti hanno votato NO pur di non dargli ragione ? Io penso che quell'affermazione abbia spostato un bel pò di indecisi. Ma è solo una considerazione personale, senza alcun riscontro dei dati.

I dati dicono che il 55% ha detto SI', che gli operai addetti alla linea continua hanno detto in maggioranza NO, che adesso sono tutti in un bel casino all'italiana. Credo che occorrerebbe un colpo d'ala della dirigenza FIAT (che però ultimamente si diverte al muro contro muro..), per mantenere l'impianto dell'accordo (i 18 turni possibili, le pause mensa e le pause in sè per sè servono veramente per l'aumento della produttività), mentre concederei economicamente qualcosa in più di quei quattro pidocchi che hanno offerto. Ma non sono un operaio FIAT, e nemmeno SM. Per quel che mi riguarda poi non ho alcuna fiducia nel sindacato italiano, che persegue solo interessi e privilegi di casta, per cui peggiorerei l'accordo per i sindacati, firmatari e non.

Incredibile, perfino peggio di Pomigliano... Il risultato è pessimo. Non si controlla il montaggio con questi numeri. Non credo che Federmeccanica seguirà più l'avventuriero Marchionne, che a quanto pare di ''comando in fabbrica'' si intende poco. Le sue battute intempestive sui ''festeggiamenti a Detroit'' hanno pesato più della uscita di Berlusconi dell'altro ieri.

Resta irrisolto il divario di produttività tra gli impianti italiani e gli impianti esteri. La vedo brutta.

  

  

 

Resta irrisolto il divario di produttività tra gli impianti italiani e gli impianti esteri. La vedo brutta.

 

 

Hai confronti di produttività "puliti" ?Finora sui giornali ho visto solo dati Auto/(anno X dipendente )

che non tengono conto della cassa integrazione (per esempio circa il 50% nel 2010 a Mirafiori) ,

non isolano i dipendenti strettamente di manufacturing , non sono corretti tenuto conto della

complessità dei modelli prodotti.

 

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