Le conseguenze economiche di Antonio Bassolino

4 febbraio 2010 marco esposito

In questo post analizziamo l'evoluzione di alcune grandezze economiche della Campania nel periodo in cui Bassolino è stato governatore. I risultati sono, come dire, non particolarmente lusinghieri.

Per chi non lo sapesse (ma il cognome mi tradisce) appartengo a una brutta razza: quella dei terroni, in quanto napoletano di nascita e residenza, e mentre il luogo di nascita non lo si sceglie, la residenza indica una scelta, quindi chi qui rimane e opera è un terrone per scelta, non per disgrazia divina.

Ma i governanti, vivaddio, ce li scegliamo, per cui le conseguenze delle nostre scelte è giusto che ricadano su di noi, e nel bene e nel male mai riferimento fu più meritorio per chi governa la Regione Campania da ben 10 anni.

Cominciamo dai dati, semplici, semplici, che ricaviamo da uno studio che elabora i Conti Pubblici Territoriali, prodotto sotto il patrocinio dalla Regione Campania e del Ministero dello Sviluppo Economico. Partiamo guardando al reddito-capite nella Regione Campania nel decennio 1999-2008, osservando che è passato dai 12.500 euro circa a ben... 13.374. E' quindi cresciuto solo del 7% durante il periodo.

 

Al primo che dirà “eh, sì, ma il sommerso!” non andrà alcun premio, essendo questi dati ISTAT, che tengono già conto del sommerso. Anche la camorra cresce poco... Quindi la Campania cresce poco, addirittura meno che del resto del Meridione.

Scende anche il tasso di occupazione, e menziono questo dato invece che quello sulla disoccupazione, in quanto quest'ultimo riflette il fatto che si è “disoccupati” solo se si cerca un lavoro. Ecco il tasso di occupazione:

 

Anche qui la Campania riesce a essere prima, peccato che lo sia dal lato sbagliato del tabellone. Vabbè, potremmo dire che questi dati sono il frutto dell'abbandono di una politica clientelare e il frutto di una riduzione della spesa pubblica, che non finanzia più settori improduttivi, e quindi è diminuita. Potremmo, ma diremmo una cosa falsa. Il seguente grafico mostra l'andamento della spesa pubblica in termini reali (SPA sta per settore pubblico allargato).

 

Molti adesso penseranno: certo, i soliti meridionali con una marea di personale a sbafo e a spese dei cittadini del Nord. Sbagliato. Le spese per il personale sono, addirittura, inferiori che rispetto al resto d'Italia, il dato è fra i migliori in assoluto in Italia.

 

Ah, ma se le spese per il personale sono diminuite allora la Campania sta imboccando una strada virtuosa per il proprio bilancio pubblico. Manco per idea... Le spese sono pari a quasi 70 mld di euro, mentre le entrate sono pari a 61,5 mld di euro. I dati sono relativi al 2007, ma sono esemplificativi del trend, la Campania in un anno si mangia l'avanzo del Veneto...

E allora ? Dov'è il problema? Il problema è che in tutti questi anni non è mai esistita una “politica”, sia essa industriale, turistica, o anche semplicemente del “tirare a campare”, si sono dati soldi e prebende in una marea di rivoli e due fiumi (rifiuti e sanità), senza alcun coordinamento logico e senza verifica dei risultati. I due fiumi hanno provocato l'IRAP e la TARSU più alti d'Italia, che a sua volte provocano l'abbandono fisico del territorio da parte delle produzioni e degli imprenditori, tanto che la Campania oramai sta diventando la patria dei Centri Commerciali, che non generano ricadute economiche significative, anzi.

 

Se in questi dieci anni di governo di sinistra la Regione Campania avesse avuto un sia pur piccolo beneficio lo vedremmo e lo applaudiremmo, invece abbiamo avuto l'ennesima occasione perduta. Voglio vedere se fra dieci anni c'è chi osanna Bassolino...

18 commenti (espandi tutti)

Volesse il cielo che una disamina analitica, tecnica fosse tra gli elementi per una scelta politica ed elettorale. Giusto per inquadrare la radiosa prospettiva che aspetta la regione, la signora Lonardo Mastella dovrebbe candidarsi anche stavolta.

sarebbe interessare avere l'evoluzione del saldo primario col tempo, per vedere se quegli 8.5 mld di rosso vengono da un trend di contenimento del rosso, o di sua crescita (o magari è stabile).

 

Il trend è stabile, nel rapporto linkato all'inizio, a pagina 43 trovi il grafico 7.1 che indica le entrate, e se lo vedi ha lo stesso andamento del grafico della spesa che è nel post . Mi spiace, ma non riesco a inserire il grafico nel commento di risposta.

I dati si fermano al 2007, non ho idea del perchè il 2008 non sia ancora apparso, ma non credo cambino di molto.

Per chi non lo sapesse (ma il cognome mi tradisce) appartengo a una brutta razza: quella dei terroni, in quanto napoletano di nascita e residenza, e mentre il luogo di nascita non lo si sceglie, la residenza indica una scelta, quindi chi qui rimane e opera è un terrone per scelta, non per disgrazia divina.

Se mi è consentita una divagazione leggera sulla tua dichiarazione iniziale, vorrei contestare quel tuo termine ("terrone") in quanto politicamente scorretto. Oggi impera il politicamente corretto e quindi invece dello spazzino abbiamo l'operatore ecologico, invece dell'handicappato abbiamo il "diversamente abile". Non si dice piu' cieco ma ipovedente. Sappi che ormai terrone o meridionale sono termini fuori moda e che vanno imperativamente sostituiti con "diversamente padano" o "diversamente nordico" :-)

Credo che per Bassolino invece non ci siano appellativi sostitutivi.

Francesco

Non mi è chiaro perchè i dati che vengono mostrati siano "conseguenze" di Bassolino. Le Regioni spendono per sanità (e, vabbè, personale). Dato il titolo, mi aspettavo qualcosa di più preciso sulla spesa per sanità. Tra l'altro credo ci sia molto da dire, visto la Campania è stata commissariata per deficit eccessivo, se non ricordo male, l'anno scorso. Per la serie "Una chiappa ciascuno", il commissario nominato dal Governo è proprio... Bassolino stesso!

Se non sbaglio, l'IRAP diventa massima in caso di deficit della spesa sanitaria. Quindi questa sarebbe una conseguenza "indiretta" di Bassolino, più che una scelta. Non capisco invece il riferimento alla TARSU, che è un tributo locale. Che significa che la TARSU in Campania è elevata? E' elevata in tutti i Comuni della Campania?

Ho, volutamente, trascurato i dati e gli "scandali" rifiuti e sanità, i dati riflettono l'andamento dell'economia nella Regione Campania : PIL Pro-capite e tasso di occupazione, compito della politica (sennò che ci stanno a fare?) è di favorire lo sviluppo economico e sociale del territorio di cui sono chiamati al governo.

I dati ci mostrano che 10 anni di Bassolino e Bassolinismo hanno significato il nulla assoluto, se non un arretramento.

Adesso vengo ai tuoi punti.

La spesa sanitaria (da cui l'IRAP più alta d'Italia, per sfondamento del tetto di spesa) è una scelta politica, se scegli di spendere di più di quanto nelle tue possibilità sai perfettamente quali sono le conseguenze: devi alzare le tasse. L'IRAP ai suoi massimi è quindi conseguenza di una scelta politica.

Sui rifiuti il discorso è molto più complesso, e sfocia in fatti penali di cui non mi occupo, sta di fatto che la scelta di "politica dei rifiuti" con l'emergenza continua ha prodotto dei continui sforamenti dei tetti di spesa programmati (di cui la Tarsu è una componente essenziale: non è una tassa, ma una tariffa per lo smaltimento), gli sforamenti sono stati pagati dallo Stato Italiano che ha stabilito, con una legge del 2008, che dal 2009 in poi la Campania si doveva pagare per intero le spese relative allo smaltimento rifiuti, senza alcuna contribuzione dello Stato Italiano (che, invece, continua a contribuire in tutte le altre regioni). Da qui l'aumento dal 50 al 300% della Trasu nei vari comuni della campania. Ma tutto è nato dalla decisione "politica" di protrarre l'emergenza rifiuti all'infinito, fino ai cumuli del 2008.

Tutte decisioni politiche, quindi, e la politica degli ultimi dieci anni in Campania è stata Antonio Bassolino.

Io sono populista lo so, non ho le vostre competenze, ma uno che ha governato per così tanti anni e non ha prodotto niente di niente, solo debiti, clientelismo, spazzatura, malavitosi, degrado e forse altro di negativo, non potrebbe essere cacciato a pedate senza manco la pensione? e magari con leggi retroattive, le fanno a volte dove conviene loro, fargli pagare anche i danni? Come ci si aspettava per Poggiolini, quel ministro della sanità con i soldi sotto il matersso (non ricordo il nome), e tanti altri fannulloni e incapaci che popolano i palazzi di potere.

Ma questo è demagogia, populismo, ridondanza. Sono i miei sogni, lasciatemelo dire.

Poi mi sveglio e vedo che purtroppo c'è sempre chi osanna Bassolino e simili. Che tristezza!

Teresa, Cava dè Tirreni

Credo che l'intento dell'articolo sia lodevole e le conclusioni sull'assenza di politiche siano assolutamente condivisibili.

Detto questo, cosa dovrebbero fare gli elettori campani? Sanzionare la parte politica che ha governato male e scegliere un'lternativa? Fare questo semplice passaggio logico (peraltro non incluso nell'articolo che si limita ad analizzare l'inconsistenza del governo regionale nel passato) significherebbe applicare un approccio normale a quello che normale non è.

In Campania, nel sud, nell'Italia intera vince le elezioni chi ha dato prova di maggiori capacità di governo in passato e propone il progetto politico più valido? Se fosse così, un'analisi rigorosa consentirebbe ai governanti migliori di essere eletti.

Oppure gli elettori premiano chi racconta emotivamente la storia più bella (al nord) o fa le promesse più ghiotte (al centro) o paga in contanti (in ancora troppe aree del sud)? Ho assistito ad elezioni comunali nel napoletano dai risultati contrari ad ogni logica. Eppure a quel livello dovrebbe essere semplice discernere chi fa o meno gli interessi degli elettori.

Le conseguenze economiche sono di Antonio Bassolino o di un sistema consociativo trasversale che persegue solo i propri interessi ed è stato in modo appropriato ribattezzato la casta? Se gli elettori un'alternativa non ce l'hanno che cosa si può fare?

La risposta è a monte e va cercata nella promozione di una cultura meritocratica e di un'etica che se scarseggiano nel resto d'Italia, in talune zone del sud toccano il fondo.

Capisco e condivido.Però un dettaglio mi lascia un po' perplesso: perchè la parte più sana della società meridionale non cerca di organizzarsi con liste civiche ed affini?

Al nord molti ci hanno provato, di regola i risultati sono mediocri e si sono più o meno fatti assorbire dalla lega, ma in qualche caso funziona: un mio amico con una lista civica è stato eletto sindaco di un piccolo comune dove la lega ha la maggioranza assoluta.Il candidato ufficiale della lega non è arrivato al 10%.

Le assicuro che se Milano fosse invasa dai rifiuti, lei avrebbe più chances della Moratti come sindaco, senza nemmeno un manifesto.

Durante il periodo dello scandalo dei rifiuti io vivevo a Milano e mi sono posto esattamente la stessa domanda: com'è possibile che venga tollerato tutto quello che succede? Se il mio quartiere fosse invaso dall'immondizia non cercherei di organizzarmi per fronteggiare l'emergenza in qualche modo (con un gruppo di volontari, affittando dei camion o simili)?

Purtoppo da Meridionale emigrato devo riconoscere che ci sono profili culturali che differenziano il sud dal nord. In alcune zone si è abituati a subire soprusi e l'immondizia è forse il più visibile, ma non è neanche il peggiore.

Questo a livello macro. Poi ci sono fattori più specifici: ad esempio il meridione è una zona tutt'altro che omogena. In provincia di Salerno ci sono comuni che fanno la raccolta differenziata da decenni anche a soli 50 o 60 km da Napoli, nell'avellinese e nel Benevanto tassi di criminalità molto inferiori anche rispetto al molte zone del nord Italia (un interessante indicatore può essere il differenziale nelle polizze RCA).

La parte sana della società, quando non è costretta ad emigrare, purtroppo viene semplicemente messa in tragica minoranza. Inoltre fuori dalle città maggiori e dalle aree più degradate ci sono vaste zone del sud dove la qualità della vita è superiore a quanto le statistiche siano in grado di catturare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non intendevo svolgere una analisi sociologica, nè tantomeno suggerire indirizi politici. (personalmente ho votato sempre Bassolino e il suo schieramento, Dio mi perdoni, ma gli altri in Campania sono peggio).

L'analisi mostra solo l'inconsistenza delle "politiche bassoliniane", e concludo dicendo che spero che nessuno fra dieci anni lo osanni.

O se lo osanneranno sarà solo perchè chi verrà dopo di lui riuscirà solo a fare peggio.

La "classe imprenditoriale" in Campania è troppo impegnata a sopravvivere per impegnarsi politicamente, e di questa sua debolezza la classe politica se ne approfitta per proporre scambi clientelari. Purtroppo il disavanzo dei conti è pagato a piè di lista dal Nord, e solo un effettivo federalismo potrebbe portare a percorsi virtuosi, ovvero a eleggere non chi promette di più (tanto non paga lui), ma chi promette serie politiche di sviluppo. Ma il discorso è lungo e complesso, ho dato solo uno sguardo al passato, che non è stato tanto roseo...

Infatti l'analisi del passato mi sembra valida. Mi permetto di suggerire qualche spunto che si potrebbe trarne:

E' possibile migliorare le statistiche? Come mai se la situazione è così grave non ci sono le barricate per strada? Forse l'Economia sommersa è sottostimata. Inoltre può darsi che le famiglie e gli anziani (con le famigerate pensioni) suppliscano in qualche modo alla carenza di ammortizzatori sociali.Cosa succederà quando questi ammortizzatori di riserva non saranno più sufficienti?

Che ruolo gioca il potere d'acquisto? Nel centro storico di Napoli si può acquistare un monolocale per 40-50k€ mentre a Roma nei nuovi pargheggi sotterranei a prati sono stati proposti dei Box a 200k€. Forse una misura corretta del costo della vita potrebbe migliorare la nostra comprensione della situazione.

Cosa si può  fare per migliorare la situazione? Giusto il ragionamento sul federalismo, ma come proporre un argomento così politicamente suicida?

Se la politica è monopolio quasi infrangibile della casta esistono alternative per i cittadini indignati? Associazionismo? Provare a realizzare con strumenti privatistici quello che la mano pubblica non ha interesse a perseguire? Promuovere quel benessere economico minimo indispensabile per consentire agli elettori di decidere in modo sensato? Purtoppo a pancia vuota si ragiona male e si è facile ostaccio di certi predatori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E' possibile migliorare le statistiche? No,in questa fase e con questa politica, dal mio punto di vista, non ci può essere alcun miglioramento; nel medio-lungo termine penso solo alle "gabbie salariali" (termine improprio!) per i dipendenti pubblici e privati, e ad una defiscalizzazione degli oneri sociali, o altre forme di "fiscalità competitiva", la lotta alla criminalità organizzata è un corollario ovvio, inoltre fine di qualsiasi incentivo monetario e finanziario (già è così, comunque) e fine di ogni politica di "assistenza", last but not least una seria formazione professionale, ma in Campania la "formazione" serve solo epr l'assistenzialismo, difatti alcuni corsi sono retribuiti, ed esistono persone che fanno solo quello: seguono corsi. Li chiamano "i corsisti".....

Che ruolo gioca il potere d'acquisto? Pessimo, i costi che tu esemplifichi sono completamente errati, anche a Napoli un box auto costa ben più di € 100,000,00, i monolocali a 50k euro (se esistono) sono in posti al cui confronto il Congo è un  paradiso. Qui una valutazione esemplificativa, che ,se pur datata, fa capire perchè, nei fatti, il Sud e la campania in particolare siano sempre più "poveri relativi".

Cosa si può  fare per migliorare la situazione? Se la politica è monopolio quasi infrangibile della casta esistono alternative per i cittadini indignati?  Internamente niente, la scossa, se arriverà, sarà dall'esterno: una forma di federalismo spinta imposta dalla Lega (basta che poi non ci vogliano mandare la trota), o un mini collasso interno dell'Italia, insomma dai miei concittadini mi aspetto poco.

Intanto mi scuso per aver risposto dopo così' tanto. Mi era sfuggita il tuo msg.

Sul potere d'acquisto riconosco senza problemi che la mia osservazione sugli immobili è approssimativa e che i ragionamenti si fanno sui statistiche più solide e non sulle esperienze spot.

Vorrei però chiarire intanto che il numero non è calato dal cielo e non si riferisce al congo ma a zone tipo angolo via foria/via duomo che pur non essendo di pregio e costando una frazione rispetto a zone più belle e centrali non sono neanche scampia. Ero interessato ad acquistare un immobile di quel tipo e ricevo ancora circa una telefonata a settimana dalle agenzie. Il prezzo in media è sui 60k e a memoria ricordo almeno due offerte sotto i 50k (magari erano immobili orribili poi non sono andato a vederli)

Ho letto il pdf e mi pare di capire che per povertà relativa intendi la crescita maggiore dei prezzi al sud rispetto al centro nord e la minore crescita dei redditi.

Il mio punto (probabilmente argomentato male con l'esempio infelice dell'immobile) è che rispetto a quanto catturato dalle statistiche il costo della vita al sud è ancora inferiore al nord e la qualità della vita può essere superiore a quanto si crede comunemente.Con l' opportuna premessa che va fatta una distinzione tra tra città e provincia (sul profilo immobiliare secondo me sono due mercati diversi).

L'impoverimento relativo che non mi permetto di mettere in discussione, non mi sembra incompatibile col sostenre che nella campagna del salernitano la vita costa meno che in quella del modenese e che di conseguenza un professore che al sud vive ancora decentemente, nella provinccia al nord fa più fatica. Poi la differenza si riduce perchè i prezzi stanno salendo di più al sud.

Ma le avete lette queste cose su Bertolaso?

Io sono disperato...non è possibile... io non ho parole...mi viene una depressione a leggere queste cose.

E quel pezzo di plastica di BS che ricomincia a parlare di complotti.

Le avevo già lette, ma, dal mio punto di vista, Bertolaso è uno dei corresponsabili del disastro finanziario della Regione Campania, avendo ribaltato, a piè di lista, i costi dell'emergenza rifiuti sulla regione stessa.

Ovviamente i costi erano ( e sono) fuori controllo, ma nessuno può dire niente su contratti "secretati" e discariche divenute "siti di interesse strategico-nazionale".

A me il medico divenuto improvvisamente "ingegnere" non piace, nè mi piace il suo sistema.

Comunque a Napoli chiederanno sicuramente il suo rinvio a giudizio nell'ambito di "rifiutopoli", da qui il "legittimo impedimento" anche per i ministri, tanto che Bertolaso attende la nomina suddetta.

...senza nemmeno citare la fonte  bastano i primi dieci secondi, dove Caldoro parla "del fallimento economico di Bassolino" e cita gli stessi dati di Nfa...
1. Guardate il video e non la Seredova..
2. Grande poi la preparazione di Caldoro..
3. Il Marco Esposito candidato alla presidenza della Regione Campania non sono io (ovviamente).

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