Cuneo fiscale

16 giugno 2006 Fabrizio Perri
Dove si definisce il cuneo fiscale, si guarda a quanto e' grande in vari paesi dell'oecd e si specula su come Prodi lo possa ridurre.

Un preciso messaggio della campagna elettorale di Prodi e' stata la promessa di riduzione del cuneo fiscale del 5% in un anno (e' interessante notare pero' che questo esatto messaggio non e' presente nel programma ufficiale dell'unione..forse qualcosa sullo stato dei conti pubblici gia' si sapeva..).Di recente la confindustria a ricordato con forza a Prodi la sua promessa.

Cos'e' estattamente il cuneo fiscale? (in inglese tax wedge)
Il cuneo fiscale e' la differenza fra quanto un lavoratore costa all'impresa e quanto il medesimo lavoratore guadagna dall'essere impiegato. In pratica si misura coma la somma di contributi e tasse sull'impiego pagate dall'impresa, tasse e contributi pagati dal lavoratore meno i trasferimenti monetari ricevuti dal lavoratore, tutto diviso per il costo totale pagato dall'impresa per assumere il lavoratore.
In assenza di tasse, contributi e trasferimenti il costo del lavoro coincide con il salario ricevuto dal lavoratore ed il cuneo
fiscale e' 0.

Un alto cuneo fiscale riduce gli incentivi dell'impresa ad assumere e/o gli incentivi di un lavoratore a lavorare;
esso quindi distorce le decisioni di importanti agenti economici ed e', in generale, una maniera inefficiente di generare introiti fiscali.

Una riduzione del cuneo fiscale puo' essere ottenuta in varie modi: Luca di Montezemolo invoca una riduzione dei contributi pagati delle imprese. Ma e' possibile ridurre il cuneo fiscale semplicemente riducendo le imposte dirette sui salari o aumentando i trasferimenti monetari verso i lavoratori (per esempio aumentando gli assegni familiari a chi lavora). Presumo che queste vari modi di ridurre il cuneo abbiano conseguenze diverse e per questo mi sorprende un po' che la questione di come esattamente ridurre il cuneo fiscale non sia mai stata molto dibattuta..forse e' implicito che la riduzione promessa da Prodi e' quella chiesta da Montezemolo.

Dato che l'OECD (o OCSE) riporta statistiche dettagliate sulle varie componenti del cuneo fiscale nei paesi membri e' interessante confrontare
l'Italia con gli altri paesi membri. La prima colonna riporta il cuneo fiscale totale e mostra che l'Italia si trova all'ottavo posto, 7 punti al di sopra della mediana OECD. Un riduzione di 5 punti ci porterebbe appena sopra alla mediana. La seconda colonna riporta la parte del cuneo fiscale pagata dai lavoratori (attraverso tasse e contributi al netto dei trasferimenti) mentre la terza colonna riporta la parte del cuneo fiscale pagata dalle imprese (attraverso contributi e tasse sull'impiego). L'Italia e' esattamente nella mediana OECD per quanto riguarda a parte del cuneo pagata dai lavoratori ma decisamente sopra la mediana per quanto riguarda il cuneo pagato dalle imprese. In Italia piu' tasse sull'impiego e contributi pagati dalle imprese rappresentano piu' del 20% del costo totale di un lavoratore mentre la mediana OECD e' intorno al 12%. Da questo dato penso venga l'insistenza del buon LdM.

Cuneo fiscale nel 2005 (%, Fonte: OECD, Taxing Wages, 2005)
I numeri sono calcolati per una famiglia di quattro persone con due salariati
Uno con un reddito da lavoro pari al reddito da lavoro medio del paese ed uno con un reddito pari al 33% del reddito medio.

Paese Totale Lavoratori Imprese
POLAND 42.42 30.66 11.76
SWEDEN 42.36 23.65 18.71
TURKEY 42.19 29.77 12.43
GERMANY 40.87 28.54 12.33
BELGIUM 40.35 25.56 14.79
FRANCE 40.31 18.77 21.53
HUNGARY 39.45 17.2 22.25
ITALY 38.16 17.71 20.46
GREECE 38.14 20.79 17.36
FINLAND 36.83 21.67 15.16
AUSTRIA 36.72 18.28 18.43
SPAIN 35.35 15.57 19.78
CZECH R 35.22 12.55 22.67
DENMARK 34.45 33.92 0.54
NETHERL 31.87 23.84 8.03
NORWAY 31.35 22.35 8.99
SLOVAK 28.98 10.38 18.61
PORTUGA 27.89 10.77 17.13
JAPAN 25.53 16.01 9.52
CANADA 25.26 16.65 8.62
UNITED K. 25.02 17.88 7.13
SWITZER 21.04 12.31 8.73
AUSTRAL 20.45 15.68 4.77
ICELAND 19.87 15.28 4.59
UNITED S. 19.6 13.23 6.36
NEW ZEALAND 19.56 19.56 0
LUXEMBOURG 16.25 4.81 11.44
KOREA 16.02 8.48 7.54
MEXICO 15.77 3.73 12.05
IRELAND 11.48 2.47 9.02
Mediana 31.61 17.46 11.9

La questione interessante e' se il prode Prodi riuscira' a mantenere la sua promessa. L'OECD fa notare che riduzioni del cuneo fiscale di oltre tre punti in un anno sono molto rare.
Un caso istruttivo e' quello dell'Irlanda. Come sappiamo l'Irlanda, grazie a vari anni di forte crescita,
e' nel 2005 il paese Europeo (ad eccezione di Lussemburgo e Norvegia) con il piu' alto PIL per capita e, prababilmente non a caso,
e' anche il paese con il cuneo fiscale piu' basso di tutta l'OECD. Il fatto interessante e' che la riduzione del cuneo fiscale in Irlanda e' un fatto
relativemente recente.

La prima colonna mostra che ancora nel 2000 il cuneo fiscale dell'Irlanda oltrepassava il 20% e negli ultimi 5 anni si e' ridotto di oltre 9 punti. Ma la riduzione e' stata interamente ottenuta con una riduzione del cuneo fiscale pagato dai lavoratori e non di quello pagato dalle imprese
(che e' rimasto costante).

Cuneo fiscale nel 2000 e 2005 in Italia ed Irlanda (%, Fonte: OECD, Taxing Wages, 2005)

Irlanda
Anno Totale Lavor. Imprese
2000 20.29 11.43 8.87
2005 11.48 2.47 9.02

Italia
Anno Totale Lavor. Imprese
2000 40.99 20.88 20.11
2005 38.16 17.71 20.46

In conclusione una riduzione del cuneo fiscale e' a mio avviso desiderabile ma non e' chiaro che essa debba essere attuata
riducendo i contributi delle imprese. L'esperienza dell'Irlanda ci suggerisce che riduzioni sostanziali del cuneo si possono ottenere riducendo il carico fiscale dei lavoratori. Un lavoro interessante per noi economisti sarebbe quello di capire come e se riduzioni del cuneo fiscale attuate in maniere diverse influenzino gli esiti del mercato del lavoro e la distribuzione del prodotto fra imprese e lavoratori.

2 commenti (espandi tutti)

Che differenza fa se il cuneo lo pagano le imprese o i lavoratori? Chi paga il cuneo alla fine dipende dalle elasticita' relative della domanda e offerta di lavoro... o no?

Certe notizie mi fanno veramente pensare che per l`Italia e specialmente per il Sud non ci sia proprio speranza.
L`assistenzialismo non finira` mai, perche` e `proprio la gente che lo vuole.
Non capisco perche` uno debba fare una fila per 3 giorni e 3 notti accampato come una bestia, mentre puo` prendere un treno e spostarsi dove c`e` lavoro.
Boh.

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