Dall'altare alla polvere: la triste parabola di Mario Monti e una parziale difesa.

26 luglio 2012 aldo lanfranconi

Solo sei mesi fa Mario Monti era visto come la soluzione di tutti i nostri problemi: con l'eccezione dei pasdaran berlusconiani e della Lega, che aveva fatto una scelta di tornaconto elettorale, tutti vedevano M.M. come l'uomo della Provvidenza che avrebbe sconfitto lo spread  e che ci avrebbe ridato la tranquillità che da luglio vacillava.

Stampa, tv e molti politici lo scoprono solo oggi, ma quello che sta succedendo, recessione, contrazione dei consumi, aumento della pressione fiscale, scadenza dei pagamenti dell'IMU era ben evidente da più di sei mesi, almeno dal 6 dicembre scorso quando venne presentato il dlg 201 "Salva Italia" (QUI e QUI). Era  meglio tagliare la spesa) merita un'analisi più seria anche perchè pochi di coloro che lo sostengono avevano obiettato a dicembre e quasi nessuno anche adesso dice quali e quanti tagli si sarebbero potuti fare a dicembre 2011 con effetti già nel 2012. 

Al suo insediamento Monti si trovò nella situazione di dovere reperire per il 2012 oltre 20 miliardi di € per potere rispettare gli impegni del pareggio di bilancio nel 2013 (già inserito in Costituzione) e del fiscal compact.  La Tabella 1 sotto riporta in breve  la situazione che M.M. ha ereditato da Giulio Tremonti. 

Tabella 1 - sintesi delle manovre 2011 di Giulio Tremonti. 

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Il decreto legge 98 ( a luglio) non era altro che la traduzione in provvedimenti di quanto annunciato nel D.E.F. di aprile (QUI).Il decreto legge 138 di metà agosto era una correzione ai conti messi a repentaglio da una peggiore prospettiva di crescita (prevista dall'OCSE e Centro Studi di Confindustria) (QUI)  e dalla necessità di anticipare il pareggio al 2013. Nonostante la correzione al saldo primario di oltre 28 miliardi di metà agosto a novembre le prospettive di crescita risultavano ulteriormente peggiorate e l'andamento dello spread (550 p.b. con interesse per il Btp decennale al 7,56%) faceva facilmente prevedere un aggravio di spesa per interessi.. Per confermare gli impegni precedentemente assunti da Tremonti si rendeva urgentemente necessaria una ulteriore correzione di 20,2 miliardi per il 2012, 21,3 per il 2013, 21,4 per il 2014. Per l'anno alle porte non era facile operare la necessaria contrazione dopo quella di oltre 28 appena realizzata nei cinque mesi precedenti ed era ancor piu’ difficile farlo a mezzo di riduzioni di spesa. Gli unici tagli di spesa con effetto immediato sono la riduzione di organico o degli stipendi dei dipendenti pubblici e la riduzione degli assegni ai pensionati. I tagli alle altre spese richiedono una fase di studio ed  esplicano gli effetti con un certo ritardo. La riforma delle pensioni, per esempio, comporta per il 2012 addirittura un peggioramento di 250 milioni e darà 3,2 miliardi solo nel 2014 e 16,0, più o meno a regime, dal 2016, esodati permettendo. La base su cui si sarebbe potuto agire per stipendi e pensioni vale 409 miliardi lordi e soli 224 netti (pubblico impiego 172 lordi e 77 netti, pensioni 237 e 187 che si riducono a 147 se si decide di non toccare le pensioni lorde sotto i 1000 euro lordi / mese, 870 netti); la base lorda delle altre spese è minore (304 miliardi) ma la netta è quasi il doppio (285 miliardi). E' quasi superfluo ricordare che l'effetto dell'aumento di quasi tutte le imposte è invece immediato.

La tabella seguente mostra i risparmi realizzabili con varie ipotesi di taglio di pensioni e stipendi pubblici:

Tabella 2

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La proposta che circola da qualche giorno di tagliare 300k dipendenti pubblici porterebbe, se lineare, un risparmio di 6,4 miliardi netti, ma se fosse accompagnata da ammortizzatori sociali minimi (850€ netti/mese) o prepensionamenti il risparmio si ridurrebbe a 3,1 miliardi. Cosa poteva fare M.M.? Fare sua la proposta "Grillo" ("Le pensioni non devono superare i 3 mila euro netti al mese, tanto se guadagnavi milioni qualcosa da parte avrai messo, no?" - dalla intervista a M.Travaglio)? Avrebbe comunque dovuto prevedere tasse per 11 miliardi ed avrebbe colpito moltissimi che la pensione se l'erano pagata: (infatti se il sistema retributivo è generoso con le pensioni medio/basse è invece bilanciato con quelle oltre 75 k€ che sono erogate con rendimento per anno di contribuzione minore del 2% (75k 1,57%, 100k 1,33%, 150k 1,14%, 300k 1,01); anche se molte oltre i 100k€ sono truffaldine e per lo più erogate a grand commis dello stato. Forse avrebbe potuto sostituire l'aumento delle accise con un taglio del 20% di retribuzioni e pensioni sopra i 75 k€; sarebbe stato un provvedimento meno recessivo ma più ingiusto. Sicuramente sarebbe stato giusto ricalcolare con il contributivo tutte le pensioni sopra i 1000 € netti/mese ed adeguarle al risultato: non sono certo che globalmente avrebbe comportato risparmi (per la ragione esposta sopra) ma avrebbe sicuramente ridotto tutte le pensioni "G.Amato style", BdI, dei dipendenti di Camera e Senato, ecc... , sarebbe stato equo e sopratutto avrebbe spento definitivamente tante chiacchiere in libertà. Purtroppo con l'INPS che abbiamo, che dispone di tutti i dati per farlo, ma che è incapace di rilevare il numero degli "esodati", questa possibilità resta un sogno. La tabella seguente mostra i provvedimenti di Tremonti e Monti per il 2012.

Tabella 3 - provvedimenti per il 2012 dei decreti legge 98-138 e 201 del 2011

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Qui i dettagli: decreto legge 98, decreto legge 138, decreto legge 201 (per un migliore confronto in tabella i 4,0 miliardi di minori entrate sono riportate negative in maggiori entrate, l'1,1 miliardo di "crediti di imposta agli autotrasportatori"  anzicchè in maggiori spese è dedotto dalle accise in maggiori entrate) 

Non si puo dire che Monti sia andato giù leggero, ma anche Tremonti che aveva più tempo a disposizione non ha scherzato. Eppure le colpe sembrano tutte di M.M. e tutti si dimenticano che molti dei provvedimenti di Monti si sono resi necessari per la politica economica decennale di Tremonti. Se dovessi muovere dei rilievi a MM lo farei per il calamento di braghe con le liberalizzazioni e per la riforma del mercato del lavoro che, non essendo stata legata alle misure anticorruzione, alla riforma della giustizia e a quella della burocrazia, veri freni agli investimenti sopratutto esteri, è divenuta una "boiata" praticamente ridotta alla pseudo riforma dell'articolo 18.

18 commenti (espandi tutti)

Quello che scrive è' sempre una lettura istruttiva e senza mezze misure politichesi ma "in quello che si poteva fare e non si è fatto" a me da l'impressione di richiudersi nella stanza del ricercatore..

Le condizioni politiche attraverso le quali MM (o la Fornero) possono aggredire concretamente i veri centri di spesa (politico-consociativa, ecc.) o i centri di potere, sul territorio - di influenza sui medesimi - sono infinitesimali rispetto al necessario.

Giusto Grillo&Travaglio possono giocherellare populisticamente sulle ricette facili e giusto perchè non sono al posto di MM a prendere decisioni; tutti gli altri (ABC ) cercano di evitare di segare l'albero su cui sono seduti e  nè Napolitano nè MM hanno strumenti diversi per obbligarli a farlo.

domanda

alberto rotondi 26/7/2012 - 14:12

Chiedo: quanto si risparmierebbe se

 

1) si mettesse un tetto a TUTTE le pensioni di 8000 Euro lordi/mese (provvedimento ingiusto? sono forse giuste le misure operate fin qui verso i poveracci?);

 

2) si mettesse un tetto di 150 kEuro/anno lordi a tutte le consulenze nella pubblica amministrazione;

 

3) si mettesse un tetto di 150 kEuro/anno a tutte le retribuzioni, a qualunque livello, nella pubblica amministrazione  per 5 anni.

1 - 8k lordi x 13 mensilità = 104 k€ lordi/anno; la tabella 2  dà per 100 K€ lordi/anno  (7,7  k€ lordi/mese)  8,1 B€ lordi , 4,5 B€ netti poichè sugli 8,1 tagliati lo Stato non non incassa più IRPEF marginale al 43%, addizionali regionali e comunali. Nel conto economico si vedrebbe ridotta di 8,1 miliardi la voce di spesa "PRESTAZIONI SOCIALI" e di 3,6 miliardi la voce di entrate "IMPOSTE DIRETTE".

2) non posseggo distribuzioni del costo delle consulenze ma so che nel 2011 sono costate meno di 3 miliardi e che moltissime sono regali da 5000/10000 euro ad amici per cui ritengo che si risparmierebbero non più di un centinaio di milioni. Notare che molte delle consulenze più ricche sono affidate a Società in house per cui alla fine sono una partita di giro all'interno della P.A.. Io vieterei quelle che costano poco ma sono tante e quasi sempre inutili. 

3) forse hai letto di fretta perchè la risposta è sempre in tabella 2:  1,2 B€ lordi 600 milioni netti (la differenza netto lordo è percentualmente maggiore che per i pensionati perchè oltre alle tasse i tagli comprendono anche l'11,15% di contributi a cui i pensionati non sono soggetti) 

OK grazie per la pazienza.
Quindi, tutto sommato, si risparmierebbero 5 miliardi.

Egr. sig. Lanfranconi, anche se con molto ritardo ho deciso di fornire un contributo al tema da lei trattato in quanto mi sembra interessante e proficuo il documento fornito dall' INPS ai redattori della Voce e che potete trovare qui ;

da questo documento si evince che i pensionati con pensioni superiori a 8000 euro lordi mensili sono in tutto circa 21000 con un importo complessivo di spesa di 2,9 mld di euro; se venissero tagliati gli emolumenti di questi pensionati a soli 8000 euro mensili lordi, si avrebbe quindi un risparmio di circa 700 milioni lordi. Se si tiene conto anche del mancato incasso irpef pari a circa 300 milioni, il risparmio netto sarebbe di circa 400 milioni.

Spero che abbia tempo e voglia di leggere questo mio commento anche se molto tardivo.

Corrado Tizzoni

 

Solo sei mesi fa Mario Monti era visto come la soluzione di tutti i nostri problemi: con l'eccezione dei pasdaran berlusconiani

 

Stampa, tv e molti politici lo scoprono solo oggi, ma quello che sta succedendo, recessione, contrazione dei consumi, aumento della pressione fiscale, scadenza dei pagamenti dell'IMU era ben evidente da più di sei mesi

Evidentemente quei pasdaran avevano ragione.

punti di vista. Faccio fatica a pensare che la Santanchè possa avere ragione. In effetti i pasdaran sono quelli preoccupati perchè non avranno più la fortuna di avere un seggio in parlamento.

No, non è un punto di vista, ma una mera deduzione logica: se prima molti -ad eccezione dei pasdaran- ritenevano Monti l'uomo della provvidenza e poi si sono ricreduti (e lei dice che è stato giusto ricredersi), è di tutta evidenza che fra i "molti" e i "pasdaran" avevano ragione questi ultimi.

 

Che poi lei non abbia simpatia verso i pasdaran, e in virtù di ciò rifiuti di dar loro ragione sempre e comunque, è un suo problema. Così come c'è un evidente problema di coerenza per chi (già, proprio questo sito) ha tanto spinto per arrivare al governo di "Super Mario" Monti, e ora invece ne prende le distanze.

 

Dare ragione -quando la ha- anche a chi non ci piace sarebbe un buon esempio di onestà intellettuale.

ottimo post come sempre da parte di aldo lanfranconi.

 

per me Monti ha perso due treni. A dicembre, quando l'intero sistema politico era ai suoi piedi, doveva aggiungere tagli ai costi della politica per far vedere che tutti pagavano, e andare giù piatto con un calendario vincolante di liberalizzazioni e privatizzazioni. Prendere o lasciare, come ha fatto Realfonso a Napoli. (magari l'esempio non è calzante visto che Realfonso ha dovuto lasciare).

 

Il secondo è quando la Germania ha messo sul tavolo l'Unione Politica. Avrei visto il gioco.

 

Monti e' stato molto veloce ed esoso nell'aumentare le tasse creandone anche  di nuove. Io credo che gli italiani avrebbero accettato sacrificiii sperabilmente eccezionali in cambio di provvedimenti di equita' nei confronti di tutti gli sprechi piu' evidenti del settore pubblico, dal costo del Quirinale, delle posizioni apicali del settore pubblico, dal costo di parlamentari ed euro-parlamentari, alle pensioni d'oro pagate con contributi figurativi e/o statali. alla remunerazione del presidente della provincia  di Bolzano e dei consiglieri regionali siciliani, Su  questta tema c'e' stata una farsa vergognosa e indecorosa. Io  avrei chiesto alla Bundesbaank di nominare un comitato per rideterminare la remunerazione di tutte le cariche politiche, amministrative, manager pubblici, magistrati su livelli di decenza europei, incluse vitalizi, pensioni e cumuli di incarichi, riscalatii per il PIL pro-capite nominale italiano.  Scommetto che con un mese di lavoro il comitato della Bundesbank avrebbe fatto tutto il lavoro,  almeno al livello di precisione con cui in Italia si fissano le tasse.

Forse non traspare bene dall'articolo ma non è che inneggi a Monti per il decreto "Salvitalia": gli ho solo concesso le attenuanti del tempo ristretto a disposizione e dell'urgenza affinchè le misure dessero i frutti già nel 2012. Inoltre quando ho iniziato l'articolo ero indignato dal comportamento di alcuni critici, in parrticolare Brunetta

qualche giorno fa per esempio a Omnibus R.Brunetta ha inveito dieci minuti, "da economista", come aveva premesso, contro il decreto "Salva Italia"; quando ha tirato il fiato, Meletti del F.Q. gli ha chiesto timidamente "posso chiedere.....scusi ma no , solo per la curiosità di chi ci ascolta, ma su tutte queste cose IMU, pensioni, mercato del lavoro lei come ha votato?" Ineffabile il Renato: "Io, sulla base del ricatto europeo, ho votato a favore, incomincerò a non votare più a favore". (purtroppo sulLa7 il video, molto divertente, non è più disponibile)

e della Santanchè che invitava a non versare l'IMU dimenticando la prima colonna della tabella 3. QUI un confronto Monti/Tremonti sulle entrate, QUI sulle spese. Ora di tempo ne ha avuto ma purtroppo con la "spending review" che tale non è e che sto analizzando  non ha cambiato registro.

Quanto ai costi della politica sono d'accordo: nel benchmarking ho stimato in 11 miliardi la nostra extra spesa rispetto a un comportamento tedesco ma quanti si sarebbero potuti recuperare per il 2012? L'opposizione della casta è ben più forte di quella dei poveri cristi e se l'avesse sfiorata ora avremmo un diverso PdC..

C'è un'altra cosa che rimprovero a Monti come a chi l'ha preceduto: la mancanza di ogni sforzo inteso ad individuare sia per le nuove tasse che per i tagli le misure meno recessive. Un esempio è l'accordo con la Svizzera che ancora langue (forse si aspetta che i capitali siano parcheggiati altrove): porterebbe molti soldi con effetti recessivi zero.

mi rendo conto che la mancanza di tempo limitava le possibilità di intervento, ma penso che qualcosa di altamente simbolico avrebbe potuto tirarlo fuori.

 

Quanto agli accordi sulla Svizzera, occhio che non è tutto oro quello che luccica. c'è un post sulla voce, se lo ritrovo magari lo posto, che spiegava bene perchè l'accardo con la germania era tutto fumo e poco arrosto.

Rubik

Francesco Forti 28/7/2012 - 09:00

(forse si aspetta che i capitali siano parcheggiati altrove)

No, l'accordo base (il modello Rubik siglato con germania, UK e Austria) prevede che una volta firmato e ratificato l'accordo ogni detentore (in questo caso italiano) di conti in svizzera  abbia un certo periodo di tempo per valutare se trasferire altrove i suoi capitali oppure rimanere e pagare quanto concordato.  Quindi è inutile trasferirli prima dell'accordo.

avevo definito Monti una supercaz..zola 3 mesi addietro e stato bacchettato...oggi posso dire che è molto piu' di super...

il fatto puro e semplice che faccia da compare alla Merkel la dice lunga...

e in termini di prova di forza all'inizio del mandato ne aveva fin che voleva e avrebbe quindi potuto effettuttuare tutte le manovre che voleva...oggi sta giocando a prepararsi la carriera del politico...

Gianni z.

Ps..berlusconi/tremonti il duo castroneria..monti però fa di tutto per imitarli-

Non nascondo di aver coltivato parecchie speranze al momento della nomina di Monti (in parte demolite già al momento della formazione del governo) e di esser ora particolarmente deluso.

 

Non mi illudevo che potesse fare miracoli, mi aspettavo un ulteriore aumento della pressione fiscale, ma davvero speravo in una forma totalmente diversa e in un leggero cambiamento della sostanza rispetto ai governi Prodi e Berlusconi e al nostro baraccone politico.

 

Oltre alle già sottolineate calate di braghe ho retto molto poco lo stile particolarmente arrogante di chi peraltro mente sapendo di mentire (specie sui temi economici), ma soprattutto la distanza siderale e la totale assenza di empatia per i cittadini a cui si richiedono sacrifici così grandi. In questo senso molto più di Mario Monti ha dato l'ineffabile ministro Fornero, davvero imbarazzante in alcune sue uscite. 

 

L'impressione è quella ormai consolidata in Italia di avere un'elite  staccata dal resto del corpo del paese sorda ad ogni voce e ad ogni buona idea, imperterrita nel proseguire su una strada che porta al disastro e incapace di vedere le proprie mancanze.

>  Gli unici tagli di spesa con effetto immediato sono la riduzione di organico o degli stipendi dei dipendenti pubblici e la riduzione degli assegni ai pensionati.

 

E se avesse azzerato tutti, ma proprio tutti, i sussidi/contributi (es. quelli all'editoria, ma sono svariati miliardi nel bilancio dello Stato)? Certo, l'avrebbero gambizzato, ma in linea teorica i risparmi sarebbero stati immediati (benché al netto della perdita di gettito), o sbaglio?

Scusate

Franco Verzetti 27/7/2012 - 19:33

non mi addentro nelle questioni tecniche a causa della mia ben nota impreparazione però mi pare che dimentichiate un fattore fondamentale.
Il governo Monti nasce dal crollo evidente di credibilità interna e internazionale di tutta la classe politica però, a differenza del "dictator" dell'antica Roma non dispone del "potere" (sarebbe antidemocratico che diamine) ed è costretto quotidianamente a chiedere il necessario supporto parlamentare esattamente a quei personaggi causa (ragioniamo per sommi capi) della situazione.
In tale situazione conoscete qualcuno che avrebbe saputo fare meglio?

E le banche sono tranquille. Il "loro" Monti le salverà anche a costo di far affondare l'Italia.

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