Dialogo di profughi

21 aprile 2010 ne'elam, palma e palma

Dialogo liberamente ispirato ad un'opera di Brecht e seguito ideale di questoL'autrice del testo che viene qui commentato non è illustre – non ce ne vorrà per questo - e tuttavia il suo breve intervento è rivelatore. Se la sinistra di questo paese non è in grado di elaborare la benché minima strategia alternativa lo si deve al modo di ragionare che le poche righe che seguono descrivono in modo esemplare.

L'articolo comincia così:

Articolo illuminante l'altro ieri a pag. 11 del Manifesto. La sintesi è mia ma credo di averne colto la sostanza: alle spalle della Sinistra attuale non c’è, come si crede, un vuoto di idee.

ne'elam. Quindi se qualche malintenzionato crede che la sinistra non abbia idee si sbaglia. Certo che però scrive in modo curioso. Dice, testuale, "alle spalle della Sinistra attuale non c'è... un vuoto di idee". Ma le idee non stanno in testa? Che ci fanno alle spalle?

palma. “Alle spalle” qui sta per background knowledge, e dietro l'incessante blaterare vi è lo spettro dell'Altro, davvero ALTRO, il nulla.

Se oggi le si rimprovera di somigliare troppo al suo avversario è perché, rinunciando al materialismo, ha scelto l’opinione al posto della scienza, la retorica al posto della realtà-verità, la seduzione al posto della pedagogia.

ne'elam. Al primo dilemma, ovvero opinione vs. scienza, io metto la crocetta sulla seconda; al secondo, retorica vs. realtà-verità, anche qui vai con la seconda, ma poi perché due, la retorica ha due opposti? Se poi mi si pone l'alternativa seduzione vs. pedagogia, lo confesso avrei messo la croce sulla prima: ma scusa perché l’alternativa alla seduzione é la pedagogia? A chi diavolo può venire in mente di metterle in opposizione? Ok, come non detto, me lo ricordo...

palma. Fulvia Bandoli qui ha in testa la seduzione di Berlusconi, prodotta dagli onnipossenti mezzi di informazione di massa, contro la pedagogia degli “oppressi” tanto popolare coi cristiani di sinistra. Osservai tempoaddietro (su nFA) che le sinistre se intese correttamente hanno una visione di tipo paternal-pedagogico del mondo, una volta che si eliminino le incrostazioni alienanti, tutti (psicopatici esclusi) riconoscono la bontà della ASL, del socialismo, della musica seriale, di quel che ti pare. Il peccato capitale di Berlusconi è di non mutare nulla, ma di sedurre il popolo con una visione che pensa il mondo debba essere una specie di isola dei famosi, di Dallas in cui tutti sono ricchi, e così via, seducendo...

Detto in altri termini è la realtà che non sappiamo interpretare (e di conseguenza neppure cambiare) perché abbiamo rinunciato alla nostra cassetta degli attrezzi, è la vita delle persone che ci sfugge nella sua materialità e nelle sue contraddizioni, così come ci sfuggono le trasformazioni del mondo e delle risorse naturali che ci tengono in vita.

ne'elam. Traduco. Non abbiamo capito nulla di quello che sta succedendo. Perché? Perché abbiamo lasciato la cassetta degli attrezzi da qualche parte. Bene, andate a riprenderla, datevi da fare.

palma. L'articolo di Rocco Ronchi, un altro ahimè laureato in filosofia e illustre accademico, riporta le stesse fanfaluche. Il materialismo é un attrezzo che “spiega” il mondo,nella natura (non si capisce bene che cosa sia una scienza della natura non materialista, la psicologia? C'è anche una chimica non materialista? Non si sa, non si sa proprio). Abbandonando il materialismo (che qui è solo una versione un pò sciocchina del marxismo del 19mo secolo) la sinistra non sa più che dire. Gli attrezzi mancanti sono una scienza della natura e una scienza della società. L'idea che tali attrezzi possano non essere fuffe cosiddette filosofiche (la realtà che è un prodotto della prassi e frasi fatte simil-plastica, etc.) non passa per la testa di filosofi come Ronchi e Bandoli e tutti quanti.

Il vicolo cieco nel quale si è cacciata è colto appieno da ciò che scrisse tempo fa Simone Weil: “quando le opinioni regnano sovrane, quando la scienza non è più in grado di guidare l’azione, la sola legge che decide quale opinione prevarrà è quella della forza e del prestigio: forza e prestigio della retorica, del denaro, delle armi”.

ne'elam. Dunque opinioni vs. scienza, non è propriamente una pensata originale, l'aveva già detta la Weil... Comunque chi andrebbe ricordato è il fratello André, per la sua memorabile osservazione sul reclutamento universitario che ha una portata più generale: "First rate people hire other first rate people. Second rate people hire third rate people. Third rate people hire fifth rate people." Se provi a generalizzare...

palma. Abbiate pietà, essi non sanno quel che fanno e il continuo appellarsi a Simone Weil, fa un pò pena, in effetti...

Tutte doti, lo sappiamo, date in profusione proprio all’avversario che vorremmo combattere. Non si tratta di ritornare al vecchio e da tempo in crisi materialismo storico.

ne'elam: “Doti … date in profusione all’avversario”? Ma di che parla? Date da chi a chi? Non mi raccapezzo con quest’uso disinvolto del dativo, ma me ne faccio una ragione politica ricordando quanto osservò il Rapisardi

Ch'importa a un populu
Si è mortu o vivu ?
Basta la storia

Di lu dativu

Ok, no al vecchio materialismo storico e quindi cosa? Lo spiritualismo antiquario, l’idealismo fantascientifico? Ok, un nuovo materialismo, adesso ci dice cos'é....

palma. No, un nuovo materialismo che ... non si sa bene a che cosa si oppone (esempio: la teoria dei giochi è materialista?) Sembra molto una delle domande che spiegano agli studenti del primo anno come insensate, del tipo il numero diciannove è scapolo.

Ma se non vogliamo ridurci ad essere un ceto sociale minoritario, la questione teorica e pratica (gli strumenti per interpretare la realtà) di un nuovo materialismo resta davanti alla Sinistra.

ne'elam. Prima c'era qualcosa che stava di dietro, adesso il nuovo che sta davanti: come dire non riusciamo mai a vedere nulla. Ma questo forse non suggerisce che si dovrebbero spostare?

palma. Spostarsi, ne'elam, vorrebbe dire cominciare a pensare, forse si vedrebbe che auguste e antiquate certezze si possono dislocare e rimuovere. La prima, appunto, a modesto avviso del sottoscritto, è l'esistenza di una “scienza” della società, che non si sa bene che cosa sia. Esiste una società in questo senso idiosincratico? È una narrativa storica o una teoria con degli assiomi e dei teoremi? È una diatriba infinita simile alla critica letteraria? In che senso dovrebbe esistere una “macro” teoria della natura e della società detta “materialismo”?

Non una materia o una materialità inerte, fissa e oggettiva, ma una materia che si fa mano a mano e che non è mai fatta completamente, la realtà della materialità della vita, sociale ed economica e anche la questione assai materiale della comunicazione e del suo monopolio di fatto.

ne'elam. Fulvia è arcano [Questo commento é un anagramma che sostituisce una frase volgare di cinque parole 2,1,4,2,4]

palma. Questo è esempio primario della nullità delle opinioni espresse dagli autori che si leggono. Chi mai disse che, qualsiasi essa sia, la “questione” della comunicazione sia un problema “non materiale” (??? Angelico? Dovuto agli effluvi di entelechie a tutti ignote???).

Sembra filosofia e in parte lo è, ma la filosofia è assai più vicina alla vita di quanto si creda. E il pensiero in questa fase può aiutarci parecchio a trovare le strade, più di quanto possa aiutarci l’agitarci disperati/e come mosche in un barattolo

ne'elam. Fulvia è arcano [vedi sopra]

palma. Potrei sottoscrivere, se non fosse che mi fa sorridere, le mosche in un barattolo? La “filosofia assai più vicina alla vita di quanto si creda”? Per un veloce orientamento, mettete “chimica organica” al posto di “filosofia” e vedete che la frase ha esattamente lo stesso senso...

34 commenti (espandi tutti)

Sono quasi commosso dallo sforzo che avete profuso per dare un senso a questo ginepraio di elucubrazioni sconnesse.

Fortunatamente anche "a sinistra" questo modo di pensare si restringe sempre piu' ad un'accolita sussieguosa che ha perso il contatto con la realta' (se mai lo ha avuto) e discetta usando termini (scienza, opinione, materialismo, etc) di cui nemmeno e'  in grado di fornire una definizione accettata da tutti gli adepti.

Forse la visione di Ecce Bombo, con piu' di trent'anni di ritardo, potrebbe rappresentare un'esperienza illuminante. Potrebbero capire, ad esempio, senza dover scomodare la filosofia "vicina alla vita", o le "cassette per gli attrezzi" o ancora "la materialita' inerte" come mai Rifondazione Comunista, Verdi, Comunisti Italiani e compagnia cantando sono spariti dal Parlamento e non hanno alcuna ragionevole speranza di tornarci.

forse davvero, molti intellettuali (sic) si chiedono se si "nota" di piu' se stanno zitti o se parlano, e nessuno capisce nulla.

Dialogo di profughi

21/4/2010 - 09:29

ne'elam. Fulvia è arcano [Questo commento é un anagramma che sostituisce una frase volgare di cinque parole 2,1,4,2,4]

Ahahahahahah, geniale. Pero' ci vuole l'apostrofo dopo il primo due...

Pero' ci vuole l'apostrofo dopo il primo due

Secondo l'Accademia della crusca, no.

...che c'entra l'apostrofo con l'accento?

Io comunque l'avevo presa per una constatazione, non per un'esortazione/un imperativo

Magari ho decrittatto male, il primo 2 non e' una contrazione colloquiale di vai?

Fulvia, va' a... (forma imperativa di "andare", da elisione della forma "vai"; cfr. "da'[i] qua" vs. "da qua" o "di'[ci] questo" vs "di questo" o "sta'[i] qua")

Fulvia va a... (indicativo presente)

Apprezzo lo sforzo, ma mi sfugge in che modo l'esegesi un articolo non illustre di un'autrice non illustre possa essere rivelatore dei limiti concettuali della sinistra tutta. Va da sé che l'autoreferenzialità del testo è disarmante, per abili solutori, con dimestichezza nelle sottigliezze (?) del materialismo storico e di quello dialettico vs. idealismo trascendentale e dialettica hegeliana. E sì, se Bandoli pensa di aggrapparsi a questo per innovare il pensiero e le pratiche della sinistra, allora stiamo freschi... ma non capisco cosa se ne cava dal mandare a quel paese una componente minore del mosaico (la quale magari nel corso sua esistenza ha anche scritto cose più chiare, chissà).

Non so, Vendola ha elaborato una strategia alternativa? [sono certo che ci si può divertire altrettanto, e con un cognome così ci vengon fuori intere pagine della Sfinge]

Vendola ha elaborato una strategia alternativa?

eta'? lavoratori ben salvaguardati hanno alte eta'.

E direi che con questo ne'elam entra di diritto tra i grandissimi :-)

mi sono perso

magari era anche facile, ma mi sono perso

il gioco é sempre lo stesso. La mia risposta é l'anagramma della tua frase, quella che riporto in blockquote.

(già, che malaccorto son io a illudermi di poter esser preso sul serio...)

ma non capisco cosa se ne cava dal mandare a quel paese una componente minore del mosaico

e poi dopo

che malaccorto son io a illudermi di poter esser preso sul serio

Volevi, giustamente, una risposta seria: garantisco sul sostantivo, sull'aggettivo vedi tu. Il testo, nella sua disarmante dabbenaggine, racchiude vizi antichi e propaggini moderne dello stupidario. Io, e credo anche palma, sono colpito dall'incapacità di una grande tradizione di pensiero (quella materialista, per intenderci) che é alle origini del mondo moderno (Helvetius per dirne uno, ma la lista é lunga) di evolvere, di impadronirsi degli strumenti nuovi di comprensione della società in cui si vive. Per essere più precisi, non del materialismo in quanto tale, bensì di quella parte politica che a quella tradizione si rifà. Vero è che la tradizione italiana non si é mai ripresa del tutto delle nefaste influenze dell'idealismo, alla cui scuola si sono formate generazioni e generazioni di esponenti di quella stessa parte politica. Tuttavia qualche passetto in avanti si é sperato (almeno io sperai, in tempi oramai lontani; palma é scettico da più lungo tempo di me) potessero compierlo. Il nostro tentativo, probabilmente superfluo, era quello di manifestare un fastidio, questo linguaggio fa venire l'orticaria. Serve per riconoscersi, per ammiccare, per inviare segnali di intesa ai propri simili, conoscitori del codice linguistico e appartenenti ad una popolazione che fa come i dinosauri che scrutano i meteoriti arrivare sul pianeta e non capiscono che quello é l'inizio della loro estinzione. E' rappresentativo di un modo di esprimersi, di pensare (absit...), di inviare messaggi, di definire le questioni di cui ci si deve occupare. Appartengo alla vecchia scuola che sosteneva che il linguaggio, serve per esprimere il pensiero, se uno si esprime in modo confuso o non ha le idee chiare o vuole imbrogliarti. Due buone ragioni, non necessariamente mutuamente escludentisi, per starne alla larga.

questo linguaggio fa venire l'orticaria. Serve per riconoscersi, per ammiccare, per inviare segnali di intesa ai propri simili, conoscitori del codice linguistico

Non potrei essere più d'accordo. Infatti ho definito quello di Bandoli un articolo autoreferenziale. E sono un lettore appassionato di comicità involontaria, quindi leggo molte mozioni, volantini e comunicati della sinistra "radicale". Per questo la domanda su Vendola non mi sembrava peregrina: del mutamento di linguaggio e dell'uso di altri e nuovi strumenti di comprensione (e rappresentazione) del mondo ha fatto - mi pare - il punto di forza della sua strategia politica. In realtà il facile entusiasmo cui mi muove la novità di una regione del Sud finalmente non più consegnata ai cloni invecchiati della DC mi spinge (sogg. l'entusiasmo) a ipotizzare che il mio giudizio al riguardo (cioè su Vendola) sia tutt'altro che laico. Quindi, se di capacità strategiche e d'alternativa della sinistra si vuol parlare, forse troverei più fertile criticare quello che si presenta (riflessivamente e impersonalmente) con tutti i segni del "passo avanti". [sì, è un modo di piegare il dibattito alle mie necessità ovvero deficienze]

Re(6):

palma 21/4/2010 - 18:56

Sa. Sig. Si-culo, proprio per antica fedelta'..

I discorsi dei bandoli della matassa non sono affatto autoreferenziali.

I discorsi auto-referenziali sono assai profondi (pensi al secondo teorema di Goedel, si basa solo su un fenomemo di auto-referenzialita', sulla possibilita' di dare una rappresentazione elementare in teoria dei numeri pura di un enunciato del genere "io non sono un enunciato di teoria dei numeri pura che e' dimostrabile".)

Chiamare queste scaramucce verbali auto-referenziali e' una sciocchezza. Essa hanno il compito profondo di dire nulla in nuvole di vocaboli. Quello che affascina me e', che a differenza di 50 anni fa, NON svolgono affatto il ruolo di ammiccare e di attrarre simili pensatori in un circolo. essi repellono ai piu'.

O sono ioc he sono troppo vecchio?

 

Gentile palma,

mi parrebbe che un enunciato che enuncia qualcosa su se stesso non comporta, di per sé, d'esser "profondo", benché probabilmente le riflessioni sul fenomeno lo siano - così, di primo acchito. Senso stretto dell'autoreferenzialità a parte, l'insieme dei vocaboli di cui sopra risulta certo repellente ai più, ma direi per due ordini di motivi: da un lato può risultare repellente a quei pochi che hanno gli strumenti per capire che si sta dicendo nulla (in ciò una setta cui si ammicca), dall'altro a quanti più semplicemente trovano quel discorso incomprensibile. In entrambi i casi la cosa non mi affascina. Ne sono cinicamente divertito, mi diverte lo sforzo di denunciare la mancanza di strumenti-per-etc in una forma che palesa la mancanza di strumenti-per-etc. Forse perché ho qualche anno meno della metà di quelli di Bandoli?

Quanto all'età le auguro, se le pare, che la sua la salvaguardi.

Re(8): Mi consenta

palma 22/4/2010 - 09:41

1. grazie

2. gentilissimo si-culo, anche sottoposto a alla furente critica di Nfa, le forme del mio sarcasmo sono poco penetrabili

3. bandoli & Co. non va gratificata con 'auto-referenziale' che non e' sinonimo di "parlarsi addosso" mentre la mira manca il centro del vasetto.

Salute e fraternita'.

angiolo targhini leonida montanari

Pazzesco!! Un pezzo di bravura incredibile.

"Quanto poi ai suoi sentimenti e opinioni: lei mi ha fatto capire di essere alla ricerca di un 

paese dove regnino condizioni tali che virtu' cosi' faticose come l'amor di patria, la sete di liberta', la bonta'. il disinteresse, siano altrettanto inutili quanto il cacare sulla patria, il servilismo, la brutalita', l'egoismo."

(Questo non e' un mio testo, ma e' di B. Brecht.)

 

 

E' qui dato in dono a tale R. Castelli che, e in pubblico, ebbe il coraggio ultimo di dire ad una persona che portava l'orecchino.

 

Per chi trova il tutto arcano, lo vedete su Youtube. Io manco dello stomaco per guardare.

Ieri Michele sarà diventato l'idolo di tutti i giovani il cui padre ripete "tagliati i capelli, togliti l'orecchino"!

lo stesso Soru non ha fatto una grande figura. soprattutto, chi è il portaborse che non ha spiegato bene a Soru cosa è ciò di cui si occupa il prof. Boldrin?

e il discorso "venga a insegnare in Italia" è esemplare di come uno, che - secondo alcuni - sarebbe "avanguardia" nell'area PD, non intenda nulla dei problemi dell'università (e di molte altre cose) in Italia...

insomma, un'altra sera di vergogna bipartisan

Ricordo che tempo fa Michele era stato a Ballaro', rinunciando pero' ad intervenire.Sono contento del fatto che abbia deciso di - come dire - sporcarsi le mani.

Cosa altro aggiungere: da Castelli non mi aspettavo granchè. Il momento più esilarante è stato senz'altro quando Michele ha chiesto a Castelli conto e ragione delle mirabilanti cifre relative al traffico dell'aeroporto di Malpensa. Ma specialmente l'intervento di Soru mi ha stupito in negativo: convincente come un Don Abbondio alle prese con i Bravi. Davvero mediocre. L'unico che ci ha fatto un figurone è Michele. Grande.

Anche per chi fa un lavoro ingrato come il mio, sopportare la visione dell'ingegner Castelli è dura.

Tuttavia lo stile con cui il Prof. Boldrin l'ha sbeffeggiato, insieme ai suoi sodali di casta, m'ha scatenato un'ilarità irrefrenabile (nel nostro dialetto, si direbbe "un borésso convulso"), col risultato di ben dispormi verso un ricco risotto con gli asparagi, alla faccia dell'ingegnere e con buona pace della dispepsia di Palma

La bandiera del pensiero materialista è tenuta alta non solo dalla compagna Bandoli ma anche dalla compagna Paola Pellegrini, responsabile cultura del Partito dei Comunisti Italiani. La quale, in un memorabile intervento in celebrazione del 92esimo anniversario della rivoluzione d'ottobre ebbe a profferire queste immortali parole:

Ora, per dirla tutta, noi proviamo un certo qual fastidio a sentirci fare la predica sulla inutilità del lavoro teorico e culturale dei comunisti, soprattutto quando viene da quelli che, dicendosi stati comunisti e spesso autodefinendosi ancora marxisti e materialisti si sono da tempo nei fatti calati  nell’abitus mentale  e nelle forme di pensiero dell’avversario, in una sorta di nichilismo storico, molto ideologica e poco materialistica, dimenticando una verità molto scomoda, ma molto materialistica: che anche le idee e le ragioni giuste possono essere sconfitte, se i rapporti di forza sono sfavorevoli, o se il processo storico concreto trasforma i luoghi e gli attori del conflitto di classe. Del resto, non mi pare che, a parte la propaganda denigratoria sparsa senza ritegno dagli avversari legittimi e sempre di più dai pentiti di diverso conio, la vicenda della sconfitta e distruzione dell’Urss sia stata davvero messa sotto la lente di un’analisi puntuale, per comprenderne fattori non casuali o solo soggettivi, ma storici, economici e di contesto.

Capito, razza di revisionisti? Il problema è che il processo storico concreto ha trasformato i luoghi e gli attori del conflitto di classe. Se non fosse stato per quello, allora si...

P.S. Il mio latino è arrugginito assai, per cui chiedo: si dice proprio ''abitus'' senza acca, come dice la responsabile cultura del PdCI?

Capito, razza di revisionisti?

Che vuoi che sia, revisionista. In gioventù mi dissero che ero un traditore trotzkista, un infiltrato social-traditore, un cosmopolita sionista, e qualcun'altra che adesso non mi ricordo...

ne'elam rivelato

palma 22/4/2010 - 09:54

non qui.

6.5
Zu einer Antwort, die man nicht aussprechen kann, kann man auch die Frage nicht aussprechen.
Das Rätsel gibt es nicht.
Wenn sich eine Frage überhaupt stellen läßt, so kann sie auch beantwortet werden

 

 

L.W. Logisch-Philosophisch Abhandlung

LW era regolarmente convertito. Dovette spender un patrimonio per salvar le sorelle.

From

THE HOUSE OF WITTGENSTEIN, by A. Waugh:

When Austria was annexed by the Nazis, the Wittgensteins, though Catholic, were found to have three Jewish grandparents. Ludwig was safe in England, and Paul escaped to Switzerland, where the family fortune was banked. But the sisters remained in peril in Vienna.

The family was declared "half-breed" in return for the Reichsbank acquiring a large chunk of their fortune. The decree was signed by Hitler himself — he and Ludwig had been at school together in Linz.

 

se proprio gli vuoi passare l'informazione, passagliela giusta, il mio riferimento é più a sud.

Dunque 'habitus' si scrive con la "acca". Che questi non capiscano un'acca mi spiace, ma Diliberto il latino dovrebbe correggerlo. Al "migliore" questa non sarebbe sfuggita.

Mantengo la mia assoluta gratitudine ai carristi che hanno liberato Birkenau.

Per il resto, Marx, Karl, non Marx.Bros, aveva osservato acutamente che se cambiano i famosi attori (forse volle dire agenti, ma pensava ai fratelli di cui sopra) di classe, sarebbe tempo di inventar qualcosa di nuovo.

Non ho ben compreso, se il processo storico ha reso un po' fane' i sommergibili Typhoon, perche' continuare a celebrare il sepolto, passato, del golpe di novembre?

Un po' meglio

palma 22/4/2010 - 10:26

se la discussione prosegue altrove.

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