Un dibattito all'Università di Venezia

13 febbraio 2013 sandro brusco e giulio zanella

A quanto pare non è solo Berlusconi che non vuole discutere con Fare per Fermare il Declino.

Un breve post per dar conto di una curiosa vicenda. Nei giorni scorsi è circolata la seguente e-mail all'Università di Venezia  

"Giovedì 14 febbraio 2013 alle ore 17 presso l'Auditorium Santa Margherita dell'Università Ca' Foscari Venezia, l'Ateneo incontra i candidati veneti alle elezioni politiche per discutere sulle strategie e le risorse necessarie a dare nuovo slancio alla ricerca e rendere più competitivo a livello internazionale il sistema universitario italiano. L'incontro sarà un'occasione di confronto sulle problematiche di interesse per il Distretto Veneziano della Ricerca.

Introduce
Carlo Carraro, Rettore Università Ca’ Foscari Venezia

Ne discutono:
Pier Paolo Baretta (Partito Democratico)
Giampiero Dalla Zuanna (Con Monti per l’Italia)
Gabriele Martino Pernechele (Movimento 5 Stelle)
Michele Zuin (Popolo della Libertà)

Modera:
Maurizio Crovato

Con i più cordiali saluti.
Carlo Carraro

L'accesso alla sala sarà libero fino ad esaurimento dei posti disponibili."  

 

Ognuno ovviamente è libero di organizzare i dibattiti con chi preferisce, ma trattandosi di una struttura pubblica sarebbe opportuno dare a tutte le forze politiche diritto di tribuna. Roberto Pea, coordinatore regionale Veneto di "Fare per fermare il declino" e candidato ha pertanto inviato una decina di giorni fa la seguente lettera:

 

Spett.le

Universita’ Ca’ Foscari

c.a. del Rettore Carlo Carraro

Oggetto: incontro candidati veneti presso Auditorium “Santa Margherita” Universita’ Ca’ Foscari del 14.2.13 h. 17.-

            Egregio Chiar.mo  Ill.mo Rettore,

            Siamo  venuti in modo del tutto casuale a conoscenza che l’Universita’ Pubblica Ca’ Foscari di Venezia ha organizzato per giovedi’ 14 febbraio, presso l’Auditorium Santa Margherita, un incontro con i candidati veneti alle elezioni politiche, “per discutere sulle strategie e risorse necessarie a dare nuovo slancio alla ricerca per rendere piu’ competitivo a livello internazionale il sistema universitario nazionale”.

            All’incontro sono stati invitati i candidati Pier Paolo Baretta del P.D., Giampiero Dalla Zuanna della lista “Con Monti per l’Italia”, Gabriele Martino Pernechele del “Movimento 5 Stelle” e Michele Zuin del P.d.L.-

            L’iniziativa in oggetto risulta gravemente discriminatoria nei confronti degli altri movimenti politici che hanno raccolto le firme per partecipare alle elezioni.

            Ricordo che l’Universita’ Ca’ Foscari e’ un istituto pubblico e dovrebbe ispirare la sua attivita’ al rispetto dei principi costituzionalmente garantiti della liberta’ di espressione ed opinione (artt. 18, 21, 48, 49, 50 e 51).

            Tale decisione, che spero sia stata assunta autonomamente dalla S.V. e non dal Senato Accademico, appare manifestamente parziale, sicuramente poco democratica e non puo’ trovare alcuna giustificazione considerando anche le attuali rappresentanze politiche a livello regionale.

            Ricordo alla S.V. che i partiti politici invitati non sono di certo i piu’ rappresentativi soprattutto nella Regione Veneto, considerando i risultati raggiunti dal Movimento 5 Stelle alle ultime elezioni e del fatto che risulta del tutto escluso dall’incontro-dibattito il Partito della Lega che ha superato la soglia del 27%.

            La invito pertanto a voler immediatamente ovviare a tale grave omissione che viola i diritti costituzionalmente garantiti non solo dei movimenti politici ma anche del Vs personale docente e soprattutto dei Vs studenti universitari.

             Distinti saluti.

 

Per il Movimento “Fare per Fermare il Declino”

il coordinatore regionale e candidato avv. Roberto Pea

Il destinatario della lettera, si presume, non ha ritenuto che essa meritasse alcuna risposta diretta. Roberto Pea ci informa che ha risposto indirettamente dopo che sui giornali locali (Gazzettino, Corriere della Sera, Nuova Venezia) e' stato pubblicato il testo della sua lettera. Hanno protestato altri candidati come quelli della Lega e di Rivoluzione Civile. La risposta e' arrivata alla stampa dal rettorato:

l'Ateneo non organizza tribune elettorali, l'iniziativa di domani rappresenta un primo confronto per avviare una discussione su ricerca e innovazione in ambito universitario.

Non troviamo migliore aggettivo di "patetica" per classificare questa risposta. Se non voleva essere una tribuna elettorale cosa ci stanno a fare i candidati? Non fraintendeci: anche se alcuni di noi (e Roberto Pea) stanno facendo attivamente campagna elettorale il punto non e' la polemica politica (che non serve a niente e, a chi fa campagna elettorale sui contenuti, non interessa affatto) ma l'insopportabile arbitrarieta' cui e' soggetta la cosa pubblica in Italia. Se ci sono X candidati e un funzionario pubblico utilizza uno spazio pubblico per metterli a confronto su uno specifico tema di interesse per gli elettori non puo' invitarne X - Y. Se lo fa a casa sua o alla sede del Rotary puo' escludere chi gli pare. Se lo fa in un'universita' statale no. E non puo' organizzare una tribuna elettorale con X - Y candidati dicendo, pateticamente, agli Y esclusi di non rompere perche' di tribuna elettorale non si tratta.

Ironicamente, il tema del dibattito sono le

strategie e le risorse necessarie a dare nuovo slancio alla ricerca e rendere più competitivo a livello internazionale il sistema universitario italiano.

"Fare per fermare il declino" ha un programma in proposito piuttosto serio e dettagliato, al contrario di quello di altre forze politiche. Si puo' concordare o no, ma e' serio e dettagliato. Escludere dal dibattito il candidato che cerca consenso su questo programma vuol dire mostrare una preferenza per un menu a base delle solita abbondante aria fritta piuttosto che a base di contenuti. O forse al Rettore dell'Universita' di Venezia non sono piaciuti questi contenuti. Si fosse degnato di rispondere avremmo sciolto il dubbio.

7 commenti (espandi tutti)

 O forse al Rettore dell'Universita' di Venezia non sono piaciuti questi contenuti.

Preferenze rivelate?

Twitter di Carlo Carraro: https://twitter.com/ccarraro_unive

Blog con indirizzo email: http://blogs.unive.it/users/blogrettore/

 

Con un po' di pressione gentile magari siamo ancora in tempo a fargli cambiare idea.

Questa e' l'Italia nella sua genuina espressione.

Com'è che quando certe cose accadono a Catanzaro dici "questo è il sud" e quando accadono a Venezia "Questa è l'Italia"? Se proprio dobbiamo commentare diciamo "questa è la Padania".

:-D

Mi hai fatto ridere. Per rimanere neutrale lancio un assist ad Alberto con questa notizia che si svolge a Roma:

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/il-maxxi-di-roma-non-il-salotto-della-sigra-melandri-n-tantomeno-della-sinistra-50888.htm

Com'è che quando certe cose accadono a Catanzaro dici "questo è il sud" e quando accadono a Venezia "Questa è l'Italia"? Se proprio dobbiamo commentare diciamo "questa è la Padania".

Le elites specie statali e politiche, ma anche della grande industria del Nord Italia sono molto italiane per cultura e formazione. Quanto accaduto nell'universita' statale di Venezia e' tipicamente italiano, e' indicati vo ed esemplare di una cultura che non ha ancora compreso cosa sia la democrazia, cosa sia la responsabilita' di usare risorse pubbliche, cosa sia l'educazione, cosa sia la trasparenza.

Un grande successo: 10 presenti. Ecco cosa costa non invitare FARE per fermare il declino.

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