Dimmi cosa leggi ...

14 gennaio 2008 michele boldrin
... e ti dirò cosa ti tormenta.

Di passaggio per un aeroporto italiano, ho dato un'occhiata al negozio che vendeva libri e giornali. M'hanno colpito i titoli dei libri (ce n'erano anche degli altri ... diciamo che ho selezionato 1/4 dei titoli) ...

 

Ho 12 anni faccio la cubista

Chiodo fisso


Pornoromantica

Mi vendo

Vieni a letto con me

Sugar Daddy

Ti ha detto niente la mamma?

Stupida puttana

100 colpi di spazzola

La chiamavano bimba

12 commenti (espandi tutti)

Credo che il fenomeno che descrivi meriterebbe uno studio sistematico, che potrebbe quantificare quella che sembra effettivamente essere una specificita' italiana. Mi aspetto una correlazione con la parita' uomo-donna nella societa' e in particolare nel lavoro e nella politica, e con la mancanza di istruzione (vedi i risultati Eurostat pubblicati sul Corriere della Sera del 14/1/2008: Italia maglia nera per numero di laureati).

 

Mah

gian luca clementi 15/1/2008 - 14:39

Da sempre ci si interroga sulla quantita' e qualita' delle letture degli Italiani. Il passaparola di Michele e' una provocazione interessante. Pero', come dice alberto, sarebbe bene andare oltre l'anedottica. Non sono affatto convinto che a proposito di letture gli Italiani se la cavino peggio di altri. Dopo tutto, Daily Star e Sun non sono pubblicati in Italia...


Tanto italiana come specificità non direi. Qui in Belgio vai in libreria e sugli scaffali trovi kamasutra e manuali del sesso vari accanto l'ultimo Harry Potter...

Effettivamente può essere che il mio bias sia dovuto al fatto che negli USA ed in Spagna questa mole di libretti pornografici celati da romanzi o inchieste non la trovo. C'è pornografia pura e dura, a palate, a treni merci, sia chiaro. E ci sono le riviste del "corazon" o i quotidiani e periodici tipo Daily Star in Inghilterra. Ma questi ci sono anche in Italia (per esempio, come abbiamo già notato altrove, il Corriere e Repubblica on line non sono molto diversi dal Sun ...). Anche nelle librerie italiane c'è la sezione "erotismo", come c'è da Border, per carità.

Il mio punto (e non credo l'Italia sia unica in questo, sono curioso di conoscere altri esempi) era che (1) questi libri erano una percentuale sostanziale del materiale a disposizione nel negozio di giornali e libri dell'aeroporto di Malpensa e (2) erano collocati nella sezione "roba buona". Questo mi sembrava l'aspetto differenziale. Forse avrei dovuto essere più chiaro con la piccola provocazione. Scusate.

Infatti, mi fa sapere un fedele lettore che

"Ho 12 anni, faccio la cubista..." non è un pornazzo stile "Cento colpi di
spazzola", ma un libro rivolto ai genitori di figli in età adolescenziale,
ovvero dai 12 in su, allo scopo di far capire cosa potrebbero fare (o stanno già
facendo) i loro pargoletti. È scritto prendendo testi autentici da blog di
ragazzini e raccontando 4-5 storie vere. A noi è
stato consigliato dal parroco durante la predica domenicale (!) e non è un
parroco pedofilo, casomai solo un po' (anzi parecchio) conservatore...

Ecco, appunto. Qualcuno l'ha letto? Io li ho solo sfogliati, la mia impressione era che, con la scusa di fare documentazione, si vendesse al popolo materiale onanistico. Ma forse mi sbaglio.

 

La tua interpretazione mi par completamente coerente con la precisazione del coerente lettore. Scommetto che il libro, scritto per le madri delle 12enni, lo leggono i ragazzini 14enni.

Alberto, scendi un attimo dalla torre d'avorio...I ragazzini 14enni leggono la Gazzetta dello Sport, e tendono a limitarsi ai titoli.

Secondo l'indagine PISA, i ragazzini 14enni nostrani non sanno leggere ;-)

ma guarda che sulla mia torre d'avorio (su cui sto benissimo) non ci sto da solo; c'e' anche un ragazzino di 14 anni che legge la Gazzetta, ma non solo; anche Shakespeare :).

Se un ragazzino 14enne si fa le pippe leggendo un romanzo tanto di cappello. Ai miei tempi per quelle cose bastava un catalogo postalmarket (a quell'eta' anche la sezione "cappotti invernali" andava bene)

E occhio che la malizia sta nell'occhio di chi guarda!

Mi vendo e' un libro che parla di contratti interinali e carriera femminile, la chiamavano bimba e' una biografia della franzoni; stupida puttana (dork whore) pare sia un ottimo romanzo (e' l'unico della lista di cui avevo sentito parlare e ne avevo letto ottime recensioni). Insomma alla fine che ci siano 4 o 5 librucoli che parlando di sesso nei primi 40 non mi stupisce. Cio' che trovo interessante dal punto di vista editoriale e' che 3 o 4 di quella lista siano libri scritti da blogghettari; ben vengano i bloghettari se soppiantano i libri dei comici e dei calciatori, no?

 

michele: mi sbagliero', ma mi sembra che il negozio di libri e giornali di Malpensa sia un campione non troppo rappresentativo di quello che si legge in Italia...

ed allora ho provato a dare un'occhiata alle classifiche dei bestsellers around the globe (qui e qui e pure qui qui ed ancora qui). bhe, gli autori piu' letti sono piu' o meno gli stessi: Hosseini, McEwan, Follet, la sempre verde Rowling, piu' qualche scrittore locale (da noi vanno forte Camilleri e Carofiglio nella fiction piu' che le pornoromantiche).

fa eccezione come sempre la Spagna dove, immagino per via della immensa produzione in habla hispana, la letteratura straniera viene tradotta molto meno e con notevole ritardo rispetto a quanto non avvenga da noi.

almeno per quanto concerne le letture dunque l'Italia mi pare assolutamente in linea con il resto dei paesi occidentali e resta davanti alla Spagna nonostante i nuovi dati del FMI...

Re: mmm

Alessio Moro 15/1/2008 - 20:01

Mah, se vuoi una classifica spagnola in linea con gli altri paesi guarda qui

http://www.casadellibro.com/secciones/seccion/0,,15,00.html?codigo=15&no...

Secondo me é molto piú facile trovare un libro di narrativa in inglese a madrid (li vendono in qualsiasi VIPS) che a roma o a milano.

mi riferivo alle traduzioni (che sono poi quelle generalmente lette dal grande pubblico), non ai testi in lingua originale. e da quel punto di vista c'e' davvero pochissimo in Spagna rispetto all'Italia.

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