Domande d'economia, senza risposte.

11 giugno 2006 michele boldrin
I dilemmi di politica fiscale del mega-governo presieduto dalla mortadella ciarlante m'affascinano. Ammetto che, dal loro punto di vista, non riesco a trovare una soluzione ragionevole.

I mille ministri del nuovo governo si stanno dedicando a fare progetti di politica fiscale, e sono interessanti.

Messo in soldoni, il difficile problema è il seguente.

(I) Devono riuscire a recuperare circa 1.5%, almeno, di PIL, tra tagli di spese ed aumenti di tasse, altrimenti sono dolori sia con la UE sia con i mercati finanziari. La prima forse si può ammorbidire a base di compromessi politici, ma i secondi sono ossi duri. Se l'Italia infila un altro paio d'anni con deficit di bilancio attorno, o superiori, al 3%, è molto probabile che il premio al rischio sul debito pubblico cresca, e cresca rapidamente. Notate che il periodo dei tassi reali quasi nulli sembra essere finito. Se, oltre alla crescita dei tassi cresce anche il premio al rischio la situazione precipita: il debito outstanding e' quasi il 110% del PIL il quale cresce, quando cresce, all'1.5-2%. Se i tassi reali vanno sopra al 2-3%,basta un pelino d'algebra per capire che sono %&@! amari - anche se "dinamicamente efficienti": certe implicazioni della teoria della tassazione ottima non vanno prese troppo sul serio, sembra. Qualche idea sui possibili scenari, voi esperti di financial markets?

(II) Nel programma elettorale hanno promesso una riduzione del cuneo fiscale sui redditi da lavoro pari al 5%. La frase è ambigua, ma credo voglia dire che ridurranno i contributi sociali prelevati sui salari. Poichè il bilancio dell'INPS è già in deficit e non hanno annunciato che taglieranno le pensioni, suppongo questo implichi una fiscalizzazione degli oneri sociali di pari entità. Insomma, non taglieranno la tassazione dei redditi da lavoro del 5%, figurarsi, ma trasferiranno carico fiscale da un lato all'altro. In ogni caso, questo implica, con due calcoli fatti a naso, una crescita di spesa a carico del bilancio dello stato pari a circa 10 Miliardi di Euro, pari a circa 0.7% del PIL. Aggiungendolo al valore in (I) arriviamo ad un "buco da colmare" pari a circa il 2.2-2.5% del PIL. Questo è il minimo assoluto, direi.

(III) Come si colma un buco pari al 2.5% del PIL in un colpo solo? Devo ammettere che, senza licenziare alcune decine di migliaia di ministeriali e dipendenti pubblici, e senza cancellare, diciamo, tra mezzo milione ed un milione di finte pensioni d'invalidità io non saprei come fare. Alcuni membri di questo governo, invece, sembra lo sappiano.

(IV) La parola d'ordine del momento è che occorre tassare le rendite. Suppongo non si riferiscano alle "rendite di posizione" - questo implicherebbe cominciare con i licenziamenti ed i tagli di pensione di cui sopra, liberalizzare l'educazione, smantellare le associazioni professionali, liberalizzare gli orari dei negozi, e via liberalizzando. Se debbo giudicare dalla prolusione del signor D'Alema in fronte ai giovani imprenditori in vacanza vicino alla villa estiva del nostro Alberto, l'idea è che vogliono tassare le "rendite accumulate". Io non amo molto le rendite, ma prima di giudicare vorrei capire cos'ha in mente. Detta così sembra un classico invito alla tassazione del capitale (non del reddito da capitale, del capitale accumulato) che, come sappiamo, non è una buona idea in un paese che ha bisogno di gente che investa. In ogni caso: pensate credibile che si possa tassare d'un colpo la ricchezza finanziaria accumulata per una quantitàa pari a, diciamo, circa 25 Miliardi di Euro?

(V) Il "sindacalismo" italiano, e nel "sindacalismo" includo tutte le associazioni di categoria sino alla confindustria inclusa, crede fermissimamente in vecchie follie keynesiane, secondo cui le politiche per lo sviluppo e la crescita economica corrispondono a politiche di spesa pubblica, investimenti, trasferimenti, sussidi, incentivi, e via elencando. Se gli vengono offerti solo tagli di spesa (non ancora specificati da nessuno) ed aumenti della tassazione sul capitale, come reagirà? Il sindacato degli imprenditori "grandi" - al secolo: Confindustria - ha detto che loro vogliono tagli generalizzati della tassazione sul reddito d'impresa e sul reddito da lavoro dipendente. Difficile dargli torto. Gli altri al momento non han detto nulla. Previsioni?

(VI) L'altro leit-motiv corrente è che occorre fare la politica industriale attraverso gli incentivi fiscali sul costo del lavoro. Lo vanno dicendo un pò tutti, Bersani e Padoa Schioppa in primis ma anche vari giornalisti con cattedra universitaria che in Italia vengono presi per economisti. L'dea è che si offranno i tagli menzionati in (II) solo a quelle imprese che "investono in ricerca e sviluppo" ed "alte tecnologie" e via andando. Insomma, il governo ed i burocrati di stato pensano di poter decidere quali sono gli investimenti buoni da premiare e quali quelli cattivi da penalizzare. Non che sia particolarmente sorprendente - in fin dei conti alcuni mesi fa il trio Bersani-D'Alema-Fassino andava in giro spiegando che loro sapevano che il "piano industriale" del progetto Unipol-BNL era sano e valido - ma va messo in conto per capire la politica che questo governo farà. Invece di liberalizzare e basta, sceglieranno di dare incentivi alle cose che a loro sembrano "buone" e disincentivi a quelle che appaiono "cattive."

(VII) E' chiaro, per esempio, che per quanto riguarda il mercato del lavoro si va verso quello che in Italia, impropriamente, viene battezzato come "modello spagnolo", ovvero dare incentivi fiscali alle imprese che passano lavoratori dal contratto temporaneo a quello a tempo indeterminato. E' molto probabile che, vista la mancanza di soldi, questo diventi un tutt'uno con (II) e (VI). Qualcuno riesce a fare previsioni quantitative sul possibile impatto?

Altro sul piatto, al momento, non vedo. Quindi, ripeto, non vedo come possano colmare il buco a meno che, appunto, non si portino via over night un 25 Miliardi di Euro da conti correnti bancari, buoni del tesoro ed altre cianfrusaglie finanziarie; creando, oltre ad un fuggi-fuggi, le premesse per un ritorno rapidissimo del pagliaccio di Arcore. Al momento sembra che l'intenzione del mega governo sia di far sì che la politica fiscale, quella industriale e quella del mercato del lavoro vengano tutte mischiate insieme in un coacervo di incentivi e incentivini che tenderanno a fare il micro-management persino della carta igenica delle imprese. Più che spaventarmi mi sembra una perdita di tempo. E dire che la mortadella parlante aveva annunciato, prima della loro festina in convento, che ci avrebbero stupito.

 

9 commenti (espandi tutti)

E` singolare notare come da qualche settimana a questa parte, come mette bene in evidenza al punto IV, si parli di tassare le "rendite" senza specificare esattamente di cosa si stia parlando. Fino a prima delle elezioni l'Unione si riferiva esclusivamente alle rendite finanziarie, adesso vi allude (forse) in maniera piu` generica, in perfetta accordanza con il suo ormai famoso programma, cosi` lungo e vago da dir tutto e nulla allo stesso tempo.
Personalmente penso che si tratti ancora delle solite due voci: attivita` finanziarie in genere (bisognera` vedere quali nel particolare) e, probabilmente, tasse di successione. Anche se non vengono piu` nominate esplicitamente.
Sara` interessante vedere se Padoa Schioppa si fara` trascinare (difficile, almeno spero) nel vortice delle teorie della sinistra su fisco etico ed altre amenita` di pari livello.

Ma tu cosa racconti a urbi et orbi. Meno male che non ci legge nessuno. Che poi mi tassano la villa. Magari l'anno prossimo si prendono il mio giardino per il loro meeting cretino.

Ma certo che per rendite intendono il capitale. Vuoi che intendano le rendite monopolistiche? I guardiaboschi calabri? O i telefonini di Tronchetti? E' di D'Alema che stiamo parlando!

sapevo di avere fatto benissimo a votare prodi

non so se tu lo voglia (dubito, che hai preferenze strambe), ma finche' la proprieta' ce l'ho io, ti ci faccio venire nel giardino quando vuoi, con la proprieta' collettiva te lo sogni; ci va solo prodi.

anch'io ho votato prodi, ma non so se ho fatto benissimo

una delle cose che fara' il governo (money saving tips)
e' molto semplice:
elinare il costo (che mi riuslta essere un 21esimo della cifra in ballo)
ritirandosi da Basra.
ottenendo due piccioni con una fava:
soddisfare la (rilevante) parte dell'opinione che e' contro l'invio di forze militari in situazioni pericolose
e risparmiando un po' soldi.
sulle massicce domande di michele, faranno oral ventilation, visto che mi sembra nessuno intenda scatenare la guerra civile sulle pensioni.
se mi sbaglio, son personalmente soddisfatto.

p.s. la stima a cui mi riferisco e' che la gita a basra cosat 1,4 miliardi.
se qualcuno ha una stima piu' precisa, la fornisca e ritiro la scettica osservazione di cui sopra

prendendo per buona (as of today) la cifra di 40 000 000 000 Euros di cifra da risparmiare (o da avere come obiettivo della manovra) la stima previa va corretta e ridotta del 40%.
Il che significa che crescera' la pressione italiana per ritirarsi da Mountain Thrust che e' comincitata ieri, in cui le truppe sono impegnate direttamente in operazioni di combattimento seguendo premesse politiche che (al sottoscritto) sembrano meno distanti dal calderone iraqeno di quanto comunemente ammesso

Penso che ci sia una sola cosa da fare, quando si parla di politica e soprattutto quando si decide di politica. Pensare per vie traverse, poichè per la stragrande maggioranza degli elettori, me compreso è molto complicato fare i conti che avete fatto voi "a naso".....e allora c'è chi si fossilizza su l'Iraq, c'è chi come me non sopporta la barricata che si è alzata, parlo della carta stampata e di molti centri di potere (Confindustria, banche) nei confronti di Berlusconi. Non certo perchè è berlusconi ed io sia un suo strenuo sostenitore, ma una cosa è certa con il pagliaccio di arcore, sappiamo tutto su di lui, anche che ha cercato di comprarsi il corriere, perchè è il nemico definito, degli altri nemici è tutto ondivago, è tutto diluito, e non penso che diluire sia il modo migliore di correggere la rotta.
Mi piacerebbe sapere la vostra idea sul tentativo di Tremonti di abbattere il potere delle fondazioni.
Siete una voce rara.

Il commento di Baysound mi stimola alcune riflessioni quasi di tipo personal-psicologico. Capiamoci, a me DAVVERO la mortadella ed i suoi salami non danno nessuna fiducia, anzi mi fanno abbastanza paura. Le uniche compagini governative alle quali ho provato seriamente a dare una mano sono state il Berlusca 1 (1994) ed il Berlusca 2 (2001). In entrambi i casi la cosa fini' rapidamente: con il B1 perche' quel subnormale (in senso tecnico) di Bossi fece cadere il governo a causa della sua incapacita' di proporre e fare qualsiasi politica che richieda il cervello, e con il B2 perche' dopo otto mesi mi schifai. E lo schifo non arrivo' per caso, ma a seguito della realizzazione chiarissima (e confermata dai seguenti 4 anni di malgoverno) che questi sono tanto liberali tanto quanto io sono finocchio e tanto disonesti quanto io sono sboccato. L'unica, l'assoluta unica cosa che interessava ad ognuno di loro (con l'unica eccezione di Mimmo Pagliarini) ed al loro parun era farsi gli interessi assolutamente propri e personali in qualsiasi atto d'ufficio e di governo gli risultasse anche minimamente possibile. E lo dichiaravano pubblicamente prendendo i caffe' con il cornetto alla crema. E' sulla base di questo che non riesco a capire quali siano i fattori psicologici, gestaltici, di percezione delle notizie e del mondo che ti (mi dirigo a Baysound) fanno pensare che ci fosse una barricata di carta stampata, confindustria e banche contro un Berlusconi che voleva fare qualcosa di utile. Non solo non ho mai visto cosa volesse fare di utile, ma non ho mai visto la barricata che indichi. Fatti salvi i giornali schierati, ossia La Repubblica ed i giornali di partito, il resto era o con lui (e.g. 6 TV su sette) o neutro (La Stampa, il Messaggero). Il Corriere sino ad almeno il 2004 era pro-B2, gli industriali adoravano chiaramente Berlusconi (chiedendogli insistentemente di fare per favore i loro interessi: perche' lo consideravano "loro" e dalla loro parte), le banche ... quali banche facevano barricata contro B2? Mi sembra chiarissimo che da Fazio in giu, e con forse l'eccezione di Banca Intesa che s'era posta neutra, il resto era tutto sotto controllo. Ma se persino Moggi e la Juventus stavano attenti a tenerlo nel giro e a fargli vincere qualche scudetto, per paura che s'incazzasse e gli facesse saltare il giocattolino? Insomma, davvero non capisco su cosa si basi la tua percezione di un B2 "ostacolato" da poteri forti piu' o meno milanesi o torinesi, visto che questi erano e sono chiaramente schierati con lui, incluso Montezemolo che, non scordiamolo, e' continuamente a chiedere protezionismo, dazi e sussidi per l'industria del nord (leggi Fiat) in perfetta sintonia con Tremonti e la Lega. Idem, appunto, per Tremonti: ma quando mai ha cercato di abbattere il potere delle fondazioni? Come giustamente osservo' a suo tempo Francesco Giavazzi, l'emendamento Tremonti alla Finanziaria per il 2002 sul tema fondazioni bancarie avrebbe, al piu', regalato banche e casse a comuni, provincie e regioni (leggi: ai politicanti che le governano) riproducento in Italia il mortifero modello delle Landesbanken tedesche. L'obiettivo era quello di trasferire il controllo delle banche (quasi tutte del Nord) dai vecchi dinousari posti li' dalla DC negli anni 80, ai nuovi e rampanti Leghisti cum CL, che hanno bisogno di denaro fresco e potere clientelare per bloccare l'emorragia di voti dovuta all'imbecillita' sovrana delle loro politiche e dei loro capetti. Pura e sporca operazione clientelare. Francamente, tra Guzzetti e De Poli da un lato, ed Arcucci e Fruscio dall'altro, ammetto a malincuore che i secondi due sono molto, ma molto peggio. Raramente visto banditi peggiori in vita mia.

Ma ritorno al punto: vorrei capire, davvero, quali fatti, quali notizie, quali impressioni possono aver creato l'idea che il venditore di tappeti ed i suoi soci volessero fare qualcosa di differente dal "succhiarsi" quanto piu' paese possibile.

La mortadella ed i suoi salami, come giustamente evidenzi, sono ondivaghi ed imprecisi: verissimo. Ma questo e', per ora, un vantaggio, in quanto apre uno spiraglio a possibili sorprese positive (come il decreto Bersani di oggi). Inoltre, considera altri due elementi: (1) non sono quelli di prima, il ricambio di governanti e' SEMPRE positivo (ossia: vota sempre per l'opposizione a meno che l'opposizione non sia Chavez); (2) poiche' hanno un margine di supporto minuscolo e sanno che presto o tardi perderanno la loro ala impazzita (l'anguria verde&rossa) sono costretti a cercare di recuperare consensi al centro. Di disposti a dargli, un molto temporaneo credito, li' vi sono solo le belle anime liberaleggianti rimaste deluse dal corporativismo ladronesco di B2. Questo fatto politico, assieme all'obiettivamente dura situazione della finanza pubblica, forzera' Prodi a tentare la carta liberalizzazioni con piu' forza di quanto avrebbe fatto altrimenti. Ora, non e' detto che il gioco riesca: il confronto sociale a cui assisteremo nei prossimi giorni potrebbe anche concludersi con la caduta del governo, o con l'affossamento del decreto Bersani: in Italia fan piu' danno i tassisti che i talebani!

By the way, tanto per autocomplimentarmi, faccio notare che i miei calcoli a naso peccavano, se peccavano, per difetto: http://www.repubblica.it/2006/06/sezioni/economia/conti-pubblici-7/verti... no-regioni/vertice-governo-regioni.html.
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/06_Giugno/30/prodi.shtml

Si bravo, in effetti ci sono ragioni più motivazionali che tecniche nella mia sofferta scelta. Penso che la sofferenza di votare Berlusconi l’abbiano provata tutti quelli che colti da un flash ubriacante alla fine lo hanno votato.
Però anche votare due volte Prodi su due…..la stimolazione culinaria probabilmente ha avuto la sua parte :)

Questa mia carica motivazionale è stata alimentata anche dall’essere un po’ bastian contrario, ovunque mi giravo…..c’era una barricata nei confronti del Berlusca, blogosfera, estero, carta stampata (Corriere, un 80%, anzi facciamo 90% del sole 24 ore), amici…..tutti a parte le Tv naturalmente.
La mia impressione risale chiaramente al periodo di campagna elettorale, cioè da un anno e mezzo a questa parte, certo ormai il governo berlusconi le SUE leggi le aveva già fatte e quindi il tutto era perduto e se non fosse stato per il push-poll, sarebbe stata una disfatta.
Bisogna anche dire che sempre a naso, senza l’ausilio di numeri, nonostante tutto l’impegno solenne di curare solo il parco di villa Casati con punte in trasferta per la villa in Sardegna, con gli amici del momento Putin e Bush, la congiuntura economica non è riuscita a dare una mano a B2, cosa che magari riuscirà meglio a P2 (la sigla promette poco). Considerando anche che qualche seme che verrà giustamente ed opportunamente coltivato da Prodi, il B2 lo ha gettato, a memoria corta mi viene la Biagi.

Le fondazioni, scottato in prima persona dallo status quo di allora, per l’esproprio Bipop, chiunque fosse arrivato a dare una sistemata ai centri di potere bancari era il benvenuto per me e ho intravisto in Tremonti, che allora consideravo un abile tecnico, il cavaliere vendicatore, soprattutto nei confronti del satanasso Fazio, principale artefice di quella carognata. Ma anche le Sgr delle altre banche hanno venduto a piene mani quelle azioni, facendo crollare il titolo, mettendo in difficoltà il principale azionista ormai super indebitato e scoperto, nonché main sponsor storico di Sonzogni. da li il giochetto, leggasi ricatto è stato semplice.
Ci metto dentro il beneficiario palese, l’allora fedele cognato Geronzi che solo a nominarlo, vengo attraversato da una scossa di vergogna per vederlo ancora li, con la figlia a braccetto…….hanno provato a farlo fuori i santissimi di Bazoli, ma ancora non ci sono riusciti e la magistratura ha un faro troppo piccolo e soprattutto lo punta solo dove vuole lei.
Faccio accenno alla magistratura perché è assurdo come siano stati coinvolti solo gli artefici delle megatruffe del secolo italico, Cirio e Parmalat, senza coinvolgere chi i soldi li ha davvero per rifondere i risparmiatori e soprattutto chi i prodotti li ha venduti, e sappiamo tutti come le banche vendono qualcosa che DEVONO vendere.
Grazie e un saluto.
Fabrizio

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