Due lezioni, anzi tre.

3 settembre 2011 giulio zanella

Continua la serie "lezioni di politica economica". Il mese scorso abbiamo imparato una lezione dai turchi. Nelle ultime settimane, con le istituzioni che cercano disperatamente di controllare l'evoluzione della crisi finanziaria, ne abbiamo imparate ben due. Una dalla BCE e un'altra dalla Consob. E presto ne impareremo una teza dall'UE. Questo post le illustra brevemente.

Prima lezione. I forsennati acquisti di titoli pubblici italiani (e di diversi altri paesi europei, ma qui guardo all'Italia) sul mercato secondario da parte della BCE, che continuano da inizio agosto, non sembrano destinati a cambiare il corso degli eventi.

La vicenda è ben nota. In luglio la crisi dei debiti pubblici europei si è rapidamente acuita. Molti investitori, in particolare, hanno iniziato a disfarsi di titoli pubblici italiani a medio-lungo termine. Questo, deprimendone il prezzo, ne ha fatto aumentare il rendimento. La differenza tra questo rendimento e il rendimento degli analoghi titoli tedeschi è la misura di cui tutti i giornali parlano da un mese a questa parte, "lo spread" (sui Bund tedeschi, sottinteso). Riflettendo il rischio di far credito al governo italiano piuttosto che a quello tedesco questo spread, sfortunatamente per il governo italiano, si trasmette alle nuove emissioni e--se persiste--può rendere rapidamente insostenibile un elevato debito pubblico.

Quando lo spread ha raggiunto i 390 punti base (cioé 3,9 punti percentuali) la BCE ha annunciato che sarebbe intervenuta sul mercato secondario per acquistare i titoli italiani, sostenendone così il prezzo e riducendo lo spread (non perché Trichet voglia particolarmente bene agli italiani ma perché se il debito pubblico italiano diventa insostenibile viene giù tutta l'Unione monetaria europea). La BCE ha fatto questo ripetutamente e massicciamente, fino a venerdi'. Dopo aver raggiunto il minimo di 270 punti base a metà agosto, lo spread ha ripreso lentamente ad aumentare. Questa settimana ha chiuso a circa 320 punti base. La scalata sembra insomma ricominciata, come mostra la figura sotto.

 

Spread Italia-Germania sui titoli pubblici decennali

spread

Fonte: Bloomberg

 

Cos'è successo? Perché l'intervento di un gigante come la BCE non riesce a comprimere in modo permanente lo spread? I fattori sono molteplici, naturalmente, ma due mi sembrano particolarmente importanti.

Primo, chi sta prestando denaro al governo italiano non avrà mancato di notare nelle ultime due settimane--e particolarmente nell'ultima--che il proprio debitore dopo aver giurato e promesso (mentre se ne stava infilzato lassù su quel picco che vedete nella figura) che le cose stavolta sarebbero davvero ma veramente cambiate, in fondo in fondo non ha alcuna intenzione di fare sul serio: nessuno capisce più se c'è una manovra, se c'è cosa c'è dentro, e se c'è dentro qualcosa se l'azzeramento del rapporto deficit/PIL nel 2013 si basa sulle previsioni di crescita ottimistiche di due-tre settimane fa oppure su quelle di questi ultimi giorni, sostanzialmente più fosche per l'Italia e non solo. Tutto questo non può che riportare la rischiosità del debitore (come percepita dal creditore che ci ha messo i propri denari e spesso quelli altrui se investitore istituzionale) a dove stava prima. Non c'è BCE che tenga. Per la cronaca, lo spread dei titoli decennali italiani è ora un buon pezzo sopra a quello degli analoghi titoli spagnoli. Dubito che la BCE abbia comprato più titoli spagnoli che italiani.

Secondo, per strano che possa sembrare in certi quartieri neppure la BCE ha il pozzo di San Patrizio. Non può continuare a comprare all'infinito titoli italiani. Questo significa che se prima i creditori del governo italiano avevano buone ragioni per domandare una maggiore compensazione per il rischio, queste ragioni prevarranno anche dopo, quando la BCE smetterà di aumentare artificialmente la domanda dei titoli italiani (però a quel punto potrebbero intervenire i patrioti, mi permetto di suggerire; a proposito, che fine hanno fatto?). Se l'obiettivo era cambiare le aspettative del mercato (o "calmare il mercato", qualunque cosa questo voglia dire) questo, evidentemente, non ha funzionato. E perché avrebbe dovuto? È già tanto che non le abbia cambiate in peggio (e forse l'ha fatto): se interviene la BCE così massicciamente, potrebbe ragionare l'investitore non perfettamente informato che l'intervento della BCE sembra presumere, la situazione dev'essere davvero grave: meglio sbarazzarsi dei titoli italiani.

 

Seconda lezione. Il rigido divieto di vendere allo scoperto sul mercato regolamentato italiano (e di diversi altri paesi europei, ma qui guardo all'Italia) titoli del settore finanziario, in vigore dal 12 agosto, non sembra avere alcun effetto duraturo sul prezzo di questi titoli.

Anche qui le vicende sono ben note. L'acuirsi della crisi dei debiti pubblici europei in luglio ha trascinato nel vortice anche le istituzioni finanziarie europee, che detengono una buona parte dei titoli di questo debito nel proprio attivo. Poiché la crisi del debito italiano è più grave di quella di altri paesi (per ovvie ragioni legate alla combinazione di dimensione del debito, stagnazione decennale dell'economia, e in-credibilità del governo), le banche italiane hanno perso più valore delle altre.

Si è sbraitato per intere settimane, a luglio, che questa perdita di valore fosse il frutto avvelenato dell'attività speculativa contro l'Italia, di quelli che ci vogliono male, un complotto per comprarsi le nostre banche a prezzi da rosticceria take-away cinese, eccetera eccetera. Questi profeti sono stati ascoltati: dal 12 agosto sono vietate le vendite allo scoperto sui titoli del settore finanziario, le terribili naked short sales, nemiche del popolo e dei banchieri. L'esperimento non è ideale (gente come me avrebbe, se avesse potuto, randomizzato il divieto tra titoli diversi dello stesso comparto finanziario :-)) ma si può comunque cercare di interpretarne i risultati.

Prendiamo le grandi banche italiane che più avevano perso valore in luglio. Presumo siano quelle citate in questo articolo dal titolo che (in un quotidiano finanziario) più professionale non si puo': Intesa, UniCredit, Mps, Ubi. Cos'è successo al prezzo di questi titoli (azioni ordinarie) dal 12 agosto (inizio del divieto) a ieri? Ecco la risposta:

Banca Intesa

intesa

Unicredit

unicredit

Monte dei Paschi di Siena

mps

Ubi Banca

ubi

Fonte: Il Sole 24 Ore

 

L'ultimo punto sull'asso orizzontale è il primo settembre. Notate qualche cambiamento nel trend di queste serie, rispetto a inizio luglio, da metà agosto in poi? Io (che forse sono un po' biased perché voglio fare un punto) no. Per la cronaca, le perdite di valore di venerdì 2 settembre non sono rappresentate nella serie (Intesa -4,8%, Unicredit -5,3%, MPS -4,5%, Ubi -6,5%). Tutto questo senza che sia possibile vendere allo scoperto. Insomma, se mi consentite il francesismo, per quanto sporco questo esperimento possa essere ci suggerisce che la speculazione non c'entrava una beata minchia con la perdita di valore delle banche italiane.

Possibile obiezione: gli speculatori che vogliono male all'Italia non hanno smesso di speculare, solo che non potendolo più fare nel mercato regolamentato sono andati a farlo in quello non regolamentato. Sono andati a fare zozzerie nelle dark pools, per esempio, che il nome invita anche a farne. Possibile, ma la lezione resta valida: vietare le vendite allo scoperto sul mercato regolamentato non è servito a niente.

E poi, non aveva la Consob stessa già detto che le vendite di luglio erano effettive e non speculative? Se avessero ascoltato se stessi un mese prima avrebbero concluso che il divieto non sarebbe servito a granché e avrebbero fatto bella figura con i partner europei.

 

Terza lezione. La tassazione delle transazioni finanziarie in Europa, fortemente voluta da Merkel-Sarkozy e che l'Unione Europea potrebbe presto varare avrà, stavolta si, effetti duraturi, ma in peggio.

Questa è una lezione che arriverà nei prossimi mesi, ma non è difficile anticiparla perché gli effetti di questa tassa sono abbastanza noti. Iniziamo anche qui dalla vicenda, che anche stavolta dovrebbe essere nota. In risposta all'acuirsi della crisi di cui sopra si è svolto a Parigi un atteso vertice franco-tedesco di Ferragosto. La montagna ha partorito un topolino rachitico: tanti bla bla bla di principio e la promessa di una bella tassa sulle transazioni finanziarie. Che il problema sono sempre loro, gli untori-speculatori.

Cosa dobbiamo aspettarci? La riposta breve è: niente. Perché se gli untori-speculatori sono davvero quello che Merkel-Sarkozy vogliono far credere di pensare che siano, allora questi untori-speculatori se ne sbattono altamente di una tassa "dello 0,01% sugli scambi di derivati e dello 0,1% su quelli di titoli di debito sovrano." Sono meno di briciole rispetto ai profitti che loro fanno. Anzi, nel mondo di Merkel-Sarkozy questa tassa ha l'effetto opposto di quello desiderato: scoraggia le piccole transazioni stabilizzanti e non intacca le grosse transazioni destabilizzanti (a meno che non sia la massa delle prime, in realtà, ad essere destabilizzante, come nei modelli di herd behavior--ma dubito che Merkel-Sarkozy li conoscano).

La riposta lunga, invece, è contenuta in questo paper di Thornton Matheson, IMF. Mi limito a riassumere gli highlights, chi è interessato può leggersi il paper. Una tassa sulle transazioni finanziarie può avere, tra gli altri, i seguenti effetti: riduzione dei valori e dei volumi scambiati (con conseguente riduzione della liquidità e aumento del costo del capitale), aumento della volatilità dei prezzi dei titoli e, in ultima istanza, trasferimento della tassa dalle istituzioni finanziarie ai loro clienti. Chapeau, Monsieur Sarkozy!

 

Conclusione. Queste tre lezioni sono molto diverse tra loro, ma c'è una metalezione: la reazione delle istituzioni economiche e delle politica (quest'ultima influenza inevitabilmente le prime) all'evoluzione della crisi finanziaria sono state finora sostanzialmente oscillanti tra l'inutile e il dannoso. "Tipica conclusione da nFA", sbotterà qualcuno. Nessuno ha la bacchetta magica, per carità. Ma il punto è che queste lezioni (e altre, come questaqueste) sono state impartite e re-impartite, sia dalla storia più o meno recente sia nei posti dove si formano gli economisti, checché ce ne dicano. Com'è che non vengono mai imparate?

50 commenti (espandi tutti)

se il debito pubblico italiano diventa insostenibile viene giù tutta l'Unione monetaria europea

Questo andrebbe argomentato perché per me non e' ovvio. Se c'è un default sul debito italiano allora i mercati vendono euro e l'euro crolla? Se i creditori verso lo stato italiano non vengono ripagati hanno poco da vendere. Non credo che ci sarebbe un contagio verso il debito tedesco (il più elevato in termini assoluti), forse verso quello francese e spagnolo?

Piuttosto se la BCE insiste nel voler comprare debito italiano fino alla morte potrebbe alla fine far perdere valore all'euro, e casomai l'Unione Monetaria inizia a sgretolarsi con paesi tipo la Finlandia che decidono di uscire.

Insomma, capisco intervenire per dare una mano allo stato italiano per non causare ripercussioni nel resto d'Europa, ma da qui a dire che crolla il sistema euro non vedo necessariamente il nesso. Sarebbe utile spiegare la dinamica che porta a ciò.

Mi sono spiegato male, pardon: intendevo dire che questa e' probabilmente la principale considerazione che motiva gli interventi (l'altra e' indubbiamente la protezione del sistema bancario: e' chiaro che i destini delle banche europee sono legate a quelle dei debiti pubblici che finanziano). In principio l'unione monetaria potrebbe restare in piedi anche se l'Italia ne uscisse a seguito di un default--cosa che succederebbe, come l'Argentina che abboandono' il currency board nel 2001.

Io immagino che ragionino piu' o meno cosi': Spagna e Italia sono "too big to be saved". Se i mercati si convincono che la situazione sta degenerando rendereanno probabile lo scenario piu' catastrofico: l'intero blocco PIIGS sull'orlo del default, con un chiaro incentivo a uscire dalla moneta unica. Se l'euro diventa affare di Francia e Germania tanto valeva tenersi il franco e il marco. Il punto, cioe', non e' che la fuga dai titoli europei deprimerebbe l'euro rispetto alle altre valute (cosa che anzi aiuterebbe le esportazioni) ma che e' difficile immaginare un'unione monetaria (senza una fiscale) con paesi potenzialmente insolventi al suo interno.

Il problema sarebbero le pesanti minusvalenze nei bilanci di banche e assicurazioni Francesi e (in misura minore) tedesche. In caso di default + ritorno alla lira, ancora peggio: oltre all'haircut, si aggiungerebbe la svalutazione monetaria. E' possibile che le banche francesi vadano in crisi nell'interbancario, a quel punto ci vorrebbe un sostegno prolungato da parte di una banca centrale. Insomma, io non la vedo così semplice - chiaro non si muore per un default, però ci sarebbe una confusione immane a livello di finanza occidentale, con perdite ingenti per molte istituzioni, e conseguenti problemi dell'economia reale (restrizione del credito, corse agli sportelli, sfiducia nei mercati finanziari, etc.). Se la situazione dovesse peggiorare oltre il limite di sopportazione, probabilmente le banche francesi e tedesche verrebbero nazionalizzate.

 

Cmq non sono completamente d'accordo con le conclusioni collegate all'intervento della BCE. La BCE interviene sul secondario, non sulle aste. Gli spread sul secondario sono abbastanza instabili, spesso dipendenti dal volume delle contrattazioni. Si tratta dunque di interventi mirati più ad infondere "fiducia" piuttosto che a diminuire in maniera "pratica" lo spread. IMHO se si volesse davvero perseguire la strada di un simil-QE a livello europeo, sarebbe necessario conferire alla BCE il potere di intervenire nelle aste primarie, così da influenzare in maniera diretta il budget degli stati dell'area-euro.

La quarta? Gli Eurobonds (con qualsiasi variante per ora esaminata) non ci possono salvare.

Anzi diventano una sorta di "accanimento terapeutico".

qui non si tratta solo di salvare l'Italia ma di salvare la C.E.

Si puo discutere se fu giusto imbarcare l'Italia nell'euro ma oggi è una discussione improduttiva: oggi c'è e da qui bisogna partire.

Purtroppo il dilettantismo non è solo italiano (comunque insuperabile): la Merkel che si affida a Sarkozy è patetica (aspettate i risultati della Francia a fine anno); la politica della Merkel è influenzata dalle elezioni di una regione tedesca più o meno come quella di Berlusconi dalle elezioni a Milano. Se viene meno una seria leadership della Germania siamo fritti. Se si continua a governare con l'unico obiettivo di continuare a farlo i risultati saranno disastrosi.

Si vincono le elezioni per GOVERNARE non si governa per vincere le elezioni.

mi pare interessante questo

E adesso lasciatemi continuare a seguire l'ottima trasmissione "tutta la manovra minuto per minuto"

E adesso lasciatemi continuare a seguire l'ottima trasmissione "tutta la manovra minuto per minuto"

Durante le pause pubblicitarie, rilassati con il generatore automatico di manovre finanziarie.

 

mi pare divertente ma ho appena letto gli inizi, sono tutto assorbito da "Non disturbate il manovratore, dilettanti allo sbaraglio"

Mi manca tanto il tast "I like".... ritienilo premuto.

qui non si tratta solo di salvare l'Italia ma di salvare la C.E.

Naturalmente non volevo sottrarmi alla parte seria della tua risposta.
Io preciso che si tratta di "curare" l'Italia (il più grosso tra i PIIGS, quello che puo' fare piu' male se cade) per "salvare" l'Europa.
Questo concetto credo sia assodato. Il problema è sempre il "come". Le lesson learned qui esposte ci dicono che alcuni "come" non funzionano perché alcuni presupposti (o postulati) che li reggevano sono falsi. Gli eurobonds non sono una cura; sono solo un modo per prolungare l'agonia, per dilazionare il problema (prassi per cui la politica è esperta da decenni). La TT non è una cura, gli acquisti di titoli del nostro debito pubblico da parte della BCE non è una cura, il blocco delle operazioni allo scoperto non è una cura. Come tali tutte queste cose non curano l'Italia e non salvano l'europa.

La cura è data dagli interventi strutturali profondi sull'Italia: pensioni, sanità, sistema educativo e professionale, assetto territoriale (federalismo), giustizia, liberalizzazioni, ricerca e innovazione,  fisco.

 

chi puo non concordare

ma con questa classe politica rimangono sogni e non se ne vede una molto migliore per sostituirla.

ribadisco poi la mia sensazione: sicuramente non al livello italiano ma la classe politica non mi pare brillare da nessuna parte

cosa fare in pratica?

cosa fare in pratica?

Come soluzione individuale, emigrare.
Come soluzione collettiva, tentare tramite luoghi come NfA di far ragionare chi puo' farlo.

e qui ti becchi un altro " like"!

al quinto hai diritto a proporre un emendamento :-)

trovo assurdo che si continui a dire: questa classe politica.... questa classe politica è stata votata dagli itagliani ed è perciò migliore di coloro che la hanno votata...se io riesco a farmi eleggere sono sicuramente più intelligente del coglione che mi ha votato.

Gianni Z.

itagliani 

leghista o distratto?

trovo assurdo che si continui a dire: questa classe politica.... questa classe politica è stata votata dagli itagliani ed è perciò migliore di coloro che la hanno votata...se io riesco a farmi eleggere sono sicuramente più intelligente del coglione che mi ha votato.

Non è affatto detto che se vengo eletto la mia caratteristica saliente sia l'intelligenza.
Secondo gli studi (noti) di Carlo Cipolla ci sono forti possibilità che Banditi, con l'appoggio rovinoso di Stupidi, arrivino al potere. Qui il dibattito (sulla stupidità al potere) è aperto da tempo e questo frangente della manovra finanziaria credo dia nuovi stimoli e spunti di discussione. Sia chiaro, anche tra gli eletti qualche Intelligente esiste ma credo che basti dare una lettura (è domenica ed è quindi il giorno adatto) a questi link per vedere che pochi non bastano. 

http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Maria_Cipolla
http://www.giovis.com/cipolla.htm
http://www.italianisticabl.eu/cipolla.pdf
http://web.mclink.it/MC8216/stupid/stupidit.htm
http://web.mclink.it/MC8216/stupid/stupidi2.htm
http://web.mclink.it/MC8216/stupid/stupidi3.htm

Provo a spiegare come la vedo io: il politico Tizio, prima delle elezioni chiede il voto a Sempronio promettendogli qualcosa come "io ti prenderó cento sesterzi, ma ti renderó beni e servizi, e panem et circenses per un valore di centoventi sesterzi"; poi chiede il voto a Caio facendo una promessa analoga e poi anche a Mevio, Filano e Calpurnio. Alla fine prende cinquecento sesterzi ma si è impegnato a fornire  beni e servizi, e panem et circenses per un valore di seicento sesterzi. Allora prende a prestito venti sesterzi da ciascuno di essi e chiude la partita.

Poi Tizio esce di scena; Sempronio, Caio, Mevio, Filano e Calpurnio rimangono a litigare ferocemente, ma senza costrutto: ciscauno vorrebbe beni e servizi, e panem et circenses per un valore di centoventi sesterzi, e inoltre che gli vengano restituiti i venti sesterzi prestati a Tizio. Ció non è possibile perchè non ci sono abbastanza sesterzi, ma essi non lo capiscono; anche se riuscissero ad acciuffare Tizio ed a punirlo severamente questo non gli renderà quanto essi ritengono lor dovuto.

Tornando ai nostri giorni potrebbe essere utile spiegare agli Italiano che il problema non è che qualcuno sta cercando di fregarli, ma che sono stati già fregati da tempo. Prendiamo ad esempio le pensioni: moltissimi lavoratori sono assolutamente convinti in perfetta buona fede che i contributi penosamente versati in decenni di lavoro siano stati accumulati in qualche scrigno, in un deposito, insomma che siano da qualche parte, e che ORA qualcuno stia tantando di sottrarglieli. Essi ignorano che quei contributi versati in passato sono stati utilizzati in passato per pagare delle pensioni a gente che lo meritava ed anche a qualcuno che non se lo meritava. Coloro che hanno incassato quei quattrini ormai li hanno spesi; in molti casi sono anche morti; quei quattrini non ci sono più. Ora quei lavoratori vorrebbero che i giovani mantengano una promessa fatta da politici ormai defunti prima che nascessero e  in ogni caso senza consultarli. La posizione dei pensionandi è comprensibile ma qualcuno dovrebbe spiegarli la verità.

 

Sicuramente, un papero del FMI (come quello di Matheson) ha una grande rilevanza. Come per esempio anche questo. Incidentalmente, se la BCE aumentasse il suo target per l'inflazione, potrebbe un giorno persino trovare un pozzo di San Patrizio! (o quasi) :-)

neppure la BCE ha il pozzo di San Patrizio. Non può continuare a comprare all'infinito titoli italiani.

il divieto della consob del 12 luglio, poi reiterato, in realtà riguarda tutta la posizione netta corta del singolo operatore, come ben spiegato qua.

sui titoli finanziari dell'apposita lista è consentito vendere ad es. i futures regolamentati solo a copertura, cioè per ridurre o chiudere una precedente posizione lunga, ma non per aprire o incrementare una posizione corta. altro che naked short selling, qua è vietato tutto, lo short su prestito, lo short intraday, la combinazione di derivati e sottostante, le strategie di opzioni ecc  se l'effetto complessivo sul portafoglio dell'operatore è quello indicato.

una cosa farisaica e lunare, che non può essere fatta valere nemmeno nei confronti del retail, visto che i broker online si sono prontamente tirati fuori, lasciando al cliente la responsabilità delle proprie operazioni, piccole e trasparentissime. ti eseguono, ma poi sono affari tuoi ... si provasse a sforare le marginazioni e si noterà uno zelo diverso :-)

visti gli esiti, ben gli sta.

 

In merito alla "seconda lezione" vorrei porre una domanda: data per vera (anche se falsa) l'ipotesi di una rilevante attività speculativa contro l'Italia, perchè la CONSOB ha deciso di vietare le vendite allo scoperto? E' una cosa talmente cervellotica che non riesco a capire, visto che esistono molti altri strumenti finanziari che permettono allo "speculatore" di scommetere sul ribasso dei titoli (pubblici o privati che siano poco importa). Seguendo la loro logica, perché non sono state vietate, ad esempio, anche le vendite e gli acquisti di opzioni put? Oppure perché non hanno vietato l'assunzione di posizioni corte sugli ETF? Se gli "speculatori" oggi volessero davvero puntare sul default dello Stato italiano, oppure sulla perdita di valore delle azioni delle banche italiane, potrebbero, ad esempio, tranquillamente acquistare opzioni put e esercitare il diritto di opzione nel caso in cui il valore del sottostante scendesse al di sotto del prezzo di esercizio. E' sbagliato il mio ragionamento? Se quello che dico è vero, allora perché la CONSOB (e le altre autorità straniere) si è comportata in quel modo, vietando le vendite allo scoperto?

ehm, ho appena spiegato che è stato vietato TUTTO. rimetto il link, sono le istruzioni della consob

perché non sono state vietate, ad esempio, anche le vendite e gli acquisti di opzioni put?

argghh! per carità, vendendo una put uno è lungo, mica corto: se il sottostante sale l'opzione non verrà esercitata e mi tengo il premio. (è un errorino che può costare oppure, per la nota fortuna del principiante...)

e allora, chi le può comprare? secondo la consob, solo quelli che così non incrementano la loro posizione netta corta, su un definito elenco di titoli.

Si è stato un errore di battitura scrivere "vendite" di opzioni put (stavo pensando infatti alle vendite allo scoperto). Lo so che vendere un'opzione put è una posizione lunga. Scusa per l'errore. Cmq grazie per il link che mi hai segnalato. Non avevo letto tutte le istruzioni della Consob.

Lo so che vendere un'opzione put è una posizione corta.

lunga!

tranquillo, capita a tutti e anche spesso.

Hai ragione scusa!!! Correzione effettuata! :))

 

nè leghista nè distratto....semplicemente gli italiani sono quelli che pensano di essere superiori ..gli itagliani tutti quelli che votano..poi gli altri i maitre a penser come diceva Togliatti ..utili idioti...

Gianni z

HFT

Igor 4/9/2011 - 11:21

HFT= high frequency trading

Mi sembra che sia stato documentato/arguito che alcuni flash crash siano dovuti ai programmi del hft per cui il guadagno e' solo sul numero delle transazioni quindi introdurre frizione nel mercato riduce questi fenomeni che generano volatilita' e quindi paura.

Se poi l'effetto e' quello di ridurre il trading che ha fatto della borsa un gran casino' non vedo che ci sia di male.

Sicuramente una tale tassa non puo' cambiare l'andamento dei prezzi legato all'economia reale ma ridurre la volatilita' si', ridurre le commissioni per le banche anche e generare un po' incassi per gli stati.

Probabilmente vero e' che dovrebbe esser introdotto globalmente o quasi.

Re: HFT

dragonfly 4/9/2011 - 18:48

Mi sembra che sia stato documentato/arguito che alcuni flash crash siano dovuti ai programmi del hft per cui il guadagno e' solo sul numero delle transazioni quindi introdurre frizione nel mercato riduce questi fenomeni che generano volatilita' e quindi paura.

dunque, a una sola ipotesi fai seguire due non sequitur abbastanza netti e una inversione causa-effetto. :-)

che il singolo (correzione successiva, suggerita da federico de vita) flash crash sia dovuto all'HFT, sembra ragionevole ma è tutt'altro che provato. visto che ne sappiamo poco, è meglio essere prudenti nell'arguire.

certamente, invece, chi opera con HFT NON guadagna sul mero numero delle operazioni ma sulla velocità con cui, pare, sfrutta minime occasioni di arbitraggio. l'alto numero delle operazioni è una conseguenza che arricchisce invece i broker, che peraltro lavorano in condizioni di concorrenza.

fino ad ora, le frizioni dei mercati finanziari sono state sempre chiamate inefficienze degli stessi e il gran numero di operazioni, buona liquidità. è possibile che si debba cambiare idea, ma ci siamo ancora molto lontani: io ricordo molto bene un gran numero di disastri in mercati illiquidi.

la volatilità è generata dalla paura, non viceversa. altrimenti basterebbe non farsene spaventare, perchè fenomeno artificioso ed indotto, e si diventa ricchi molto rapidamente. come totò, " io non mi intimido!"  e vendere volatilità quando è sopra la media storica, ad es.

http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/Una_nobile_proposta%3... (si è parlato anche di HFT)

 

 

 

 

alcuni flash crash

Di flash crash si parla al singolare, uno ce n'e' stato.

questi fenomeni che generano volatilita' e quindi paura

La causalita' tra hft e volatilita' e' piuttosto complessa. Se quel che dici fosse vero (o anche solo vicino alla verita'), le cose sarebbero piu' semplici!

il trading che ha fatto della borsa un gran casino'

Scusami ma questo proprio non lo capisco. Prima la borsa era un concentrato di virtu' ed ora, grazie agli hft e' un casino'? Prego argomentare, tenendo in considerazione esmpi vari nella storia tipo 10/87 o LTCM.

una tale tassa [...] puo' [...] ridurre la volatilita'

FYI, la volatilita' istantanea dei prezzi era maggiore prima degli hft. Ed i picchi di volatilita' ci stavano lo stesso (vedi 10/87, tanto per dirne uno estremo).

la finanza dovrebbe esser al servizio dell'economia [ecc. ecc.]

Questa un po' si commenta da sola :-) scuasami ma davvero mi fa un po' sorridere!

Re(1): HFT

Igor 5/9/2011 - 11:11

Di flash crash si parla al singolare, uno ce n'e' stato.

Dipende ovviamente dalla definizione ma direi almeno due, dow e dax

 

Prima la borsa era un concentrato di virtu' ed ora, grazie agli hft e' un casino'?

Assolutamento no. La natura umana non cambia: irrazionalita', paura ed ingordigia sono sempre li'.

Quando ho scritto hft, intendevo tutto cio' che e' trading con brevissimo orizzonte  temporale, colpa mia che non sono stato preciso. E per questo

La causalita' tra hft e volatilita' e' piuttosto complessa.

e' sicuramente vera :D

 

In ogni caso se fai una rapida analisi (ossia cutoff scelti al volo) del dow 1929-2011 tipo numero eventi  in  d giorni > 5 sigma di chiusura a d1 giorni vedi  che per d=2000 e d1=100 siamo nella media storica pero se prendi d1=220 siamo ai massimi storici.

Se poi consideri le fluttuazioni assolute, tipo abs(return)>5% o 10% siamo vicini ai massimi storici del 1929-1939.

la volatilita' istantanea dei prezzi

and what so? Mi sembra che siano piu' importanti le proprieta' globali.

 

la finanza dovrebbe esser al servizio dell'economia [ecc. ecc.]

Questa un po' si commenta da sola :-) scuasami ma davvero mi fa un po' sorridere!

Che la finanza sia un mare di pescicane non c'e' dubbio, che lo scopo indipendentemente da qualsiasi cosa sia fare soldi neanche.

Pero' dimmi quale sarebbe lo scopo teorico della finanza?

 

 

 

HFT (reply)

Igor 4/9/2011 - 22:35

una inversione causa-effetto

[...]

la volatilità è generata dalla paura, non viceversa.

 

No, c'e' un feedback fra i due: esempio la volatilita'  e' piu' accentuata nei periodi bear, quindi le perdite fanno uscire soldi dai fondi che vendono per pagare le quote che creano maggior perdite ecc.

Il panic selling lo puoi leggere come un processo autoalimentantesi.

O se vuoi la volatilita' ha una componente eteroschedastica.

Guarda la vignetta :)

Le frizioni dei mercati finanziari sono state sempre chiamate inefficienze degli stessi e il gran numero di operazioni, buona liquidità. è possibile che si debba cambiare idea, ma ci siamo ancora molto lontani: io ricordo molto bene un gran numero di disastri in mercati illiquidi.

Ammetterai che fra illiquidi e la grande liquidita' iniettata da trader e hft c'e' un continuo.

Inoltre imho la finanza dovrebbe esser al servizio dell'economia (che vuol dire lavoro per le persone) e quindi esser un modo per finanziare le imprese o permettere alle imprese di proteggersi dai rischi non un casino' quindi se investi uno 0.05% non fa nulla e se invece fai trading e giochi (d'azzardo) puoi pagare per il piacere :)

 

 

 

Un/a gentile lettore/rice (con il/la quale mi scuso ma non ho annotato il nome) mi ha gentilmente inviato (giorni fa) una copia della manovra alternativa del Terzo Polo (Casini, Fini e frattaglie). 

L'ho appena guardata. Ti fa capire perché la situazione sia quella che è: Voltremont, in confronto agli uffici economici di costoro, è un gigante, una specie di John Maynard Keynes, un Luigi Einaudi con i calzettini a pois. 

È una cosa, la manovra alternativa, fra il ridicolo ed il demenziale. Quindi è terrificante perché se questi credono che quella roba lì sia una risposta ai problemi del paese, meglio metterli in un ospedale psichiatrico e gettare la chiave. 

Assolutamente pazzesco.

 qui le stesse cose con più prosa. All'inizio del documento c'è scritto che "le valutazioni qui riportate non sono opinioni personali, legittime ma pur sempre opinabili. Queste note si riferiscono ai dati ufficiali del Ministero dell'Economia e delle Finanze". Mah .. Tra gli estensori del documento vi è pure uno che ha conseguito il Ph.D. al Mit

 

Mi scusi prof. ma nella mia ignoranza credo che più che un documento economico sia uno spot (pre)elettorale di cui non valga minimamente la pena occuparsi

Questo è il prodotto di un ufficio markenting non professionale (con questo intendo che non l'hanno commisionato a uno studio esterno, ma hanno scelto qualcuno tra loro per occupersi del marketing), non di un ufficio economico.

Oltretutto hanno 4 punti di cui è svolto solo il primo (e male). Mi pare che con questo li si possa mettere a fianco dei "disponibili": cercano solo di sfruttare una rendita di posizione per "contare" nel futuro politico dell'Italia (se la loro incompetenza non la sfascia prima).

ps: Grazie Prof, è da qualche giorno che speravo di trovare qui dei commenti anche alle controproposte dell'opposizione (di questa si poteva quasi fare a meno, ma dipende solo da loro).

Io qualcosa di vagamente liberale la ritrovo oggi solo nelle proposte dei Radicali. Al netto delle loro proposte contro le esenzioni ICI per gli immobili della Chiesa (sono d'accordo con loro, però devo dire che sono un po' ossessionati dai preti!!:))), c'è qualcosa di condivisibile nelle loro proposte. Sono proposte che non risolvono i "bubboni" dell'Italia, ma credo che vadano nella giusta direzione.

http://www.radicali.it/primopiano/20110830/manovra-economica-emendamenti...

Non Capisco. Manovra terzo Polo.

Tabella 2 Risorse da tagli di spesa

La trasformazione dei fondi perduti in credito d' imposta. Non è un taglio. ( Meno uscite ma meno entrate future quindi taglio zero )

 

 

e infatti...se invece,al posto dei fondi perduto avessero previsto prestiti con garanzia statale,la cosa era diversa...si avrebbe avuto un miglioramento sul deficit ( a parte le eventuali insolvenze),un impatto sul debito pero' lo stato avrebbe avuto un credito a controbilanciare il debito.L'unica cosa è che non so come vengano contabilizzati in contabilità nazionale e con i criteri eurostat ed istat i crediti di imposta:se come spesa o come minore entrata:nel secondo caso si avrebbe semplicemente avuto,a saldo zero,meno spese ma anche meno imposte presenti in bilancio,se non sbaglio.

Assolutamente pazzesco.

Io da quel documento, o anche da quello più esteso segnalato da Marco Boleo, non ho capito nulla.

Sempre che chi l'ha scritto volesse dire qualche cosa ...

dal minimo del 17 agosto, btp a 10Y aumentato di circa mezzo punto.Con la BCE che compra nel secondario.

 

Ps:Tweet di roubini

Most Italian political leaders at Villa d'Este still dithering & unaware that Italy would lose market access w/o ECB's bond purchase bailout

 

@Giulio Zanella: sulla lezione turca, hai poi trovato il tempo di controllare se passando dalle percentuali ai numeri assoluti, considerare i 7,7 milioni di over 18 residenti in più nell'ultimo ciclo elettorale avrebbe potuto influenzare le conclusioni?

Non ancora, ma mi riprometto di farlo (sono di corsa adesso...). Grazie per il reminder.

(però a quel punto potrebbero intervenire i patrioti, mi permetto di suggerire; a proposito, che fine hanno fatto?)

 

i patrioti rispondono al tuo suggerimento formulando una proposta per l'abbattimento del debito pubblico

(confesso che non l'ho capita appieno, e non mi pare comunque l'uovo di colombo. la seconda proposta poi mi pare una velata minaccia del tipo "o mi dai in garanzia la tua casetta ora o nel futuro rischi di pagare una bella patrimoniale sanguinolenta". mi sbaglio?)

Nemmeno io ho capito esattamente dove volessero andare a parare con questo articolo, secondo me avevano un buco vuoto nella pagina.

Ma l’intervento della BCE non dovrebbe influire sul livello assoluto del tasso piu’ che sullo spread? I livelli di spread sono simili a quelli di inzio agosto (mi sembra lo spread sia arrivato a 370 punti base ieri) ma il livello assoluto di questi giorni e’ ancora inferiore a quello di inizio agosto (5,5% vs 6.27%). Lo spread e’ aumentato anche perche’ si e’ molto ridotto il valore assoluto del decennale tedesco; non si puo’ pensare che gli effetti dell’intervento della BCE, almeno fino adesso, hanno influito al ribasso su entrambi i titoli decennali,e  in generale sul livello dei tassi, ma in maniera relativamente maggiore sul bund? In sostanza l'effetto dell'intervento della BCE non è ancora, e per il momento, efficace dato che i livelli dei titoli decennali sono scesi?

e infatti...la questione è che praticamente tutti i giornali e mass media non spiegano che in questi due giorni lo spread è aumentato anche e soprattutto per la riduzione dei tassi del bund dovuto ad un aumento della domanda,sceso sotto il 2.Il rendimento del btp è aumentato,ma non troppo...mi pare che sia intorno al 5,4,ancora piu' di mezzo punto sotto i livelli raggiunti prima dell'intervento della BCE e non distante dal 5,22 dell'ultima asta dei BTP che vedeva già comunque il rendimento in calo di uno 0,4 rispetto all'ultima asta.Io penso che un informazione corretta dovrebbe citare sia lo spread sia i tassi dei btp e dei bund,per avere un quadro preciso.

Vero, ma che differenza fa? Fa una differenza, certo, per quanto il governo italiano deve sborsare di interessi, ma nessuna differenza per valutare la rischiosita' del creditore relativamente a quella di altri creditori: i governi competono sul mercato del credito per risorse scarse.

Si, sono pienamente d’accordo sul fatto che la rischiosità relativa non sia stata influenzata, anzi negativamente direi, però mi sembrava che la BCE volesse e potesse solo ridurre il livello dei tassi proprio perché si avessero risparmi sugli interessi, e non influire sulla rischiosità relativa, e per questo la critica mi era parsa un po’ troppo severa. Avevo letto ad inizio agosto alcune analisi che indicavano il 7% come un livello di non ritorno per la sostenibilità del debito pubblico italiano, per questo mi sembrava di poter dire che l’intervento della BCE un qualche effetto lo avesse generato. Poi che sia una misura di breve termine, soprattutto se non accompagnata da sensate politiche fiscali, mi sembra assolutamente ragionevole, e forse la differenza tra CDS e rendimento decennale, che si è nettamente ampliata (il CDS Italia a cinque anni quota attorno 450 punti base), dimostra che il mercato crede ben poco nella manovra che l’Italia si appresta a varare.

Mi aggiungo. L'utilizzo dello spread btp-bund come indicatore ha davvero molto poco senso, perchè:

1. Ciò che conta è quanto l'Italia paga, che è il motivo per cui ECB comprava di più in settimane di aste rispetto alle altre, perchè alla fine contano i tassi delle aste per la sostenibilità di un debito, non quanto si paga nel secondario (anche se ovviamente le due cose vanno di pari passo per ovvie ragioni)

2. Il valore ridicolo dei tassi sui Bund è principalmente frutto di acquisti forsennati di "safe haven" da parte degli investitori che spaventati dall'incertezza attulale comprano franchi, oro, e bund appunto. Dare giudizi di credito relativo sullo spread è fortemente biased per queste ragioni, che ben poco hanno a che fare con il merito di credito.

 

Infatti, se l'Italia sta peggio, non c'è alcun motivo per cui la Germania dovrebbe stare meglio: commercia con noi e in ultima istanza sarà quella che paga i nostri buchi, probabilmente. I CDS, non distorti da ECB, danno un'idea più chiara e ragionevole della questione.

D'accordo sul punto 1 -- e' quello che ho scritto nel post.

Non sono invece d'accordo sul punto 2: dev'esserci un motivo se i bund tedeschi sono safe haven e quelli italiani no.

I CDS in questi giorni sono in linea con questa osservazione, vedi sotto.

 

Credit Default Swap, Italia

cds

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