Per ElleZeta - Una eulogia corale

28 agosto 2013 redattori noiseFromAmeriKa

Pochi giorni fa è mancato ElleZeta, un uomo con cui molti di noi hanno stretto amicizia e relazioni intellettuali sul web, da FB a questo sito, a tanti blog. Dal 2009 aveva scritto circa 900 commenti sul nostro sito. Alcuni di noi hanno avuto la fortuna di conoscerlo di persona. Abbiamo raccolto vari sparsi ricordi. Altri sono raccolti nel suo wall di FB. Ci mancherà moltissimo. RIP

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Non l'avevo mai incontrato di persona. Ci eravamo conosciuti su FB. La sua discrezione, la gentilezza, la ritrosia e la timidezza che trasparivano  dai suoi commenti lo rendevano unico in quel luogo rumoroso, confuso, ed arrogante che è FB. Un giorno mi mandò una mail per dirmi che sarebbe venuto ad una mia presentazione del libro a Milano per conoscermi di persona. Ero felice ed emozionato di conoscerlo finalmente, ci abbracciammo, notai che stava facendo uno sforzo fuori dalla sua timidezza, ma non capii che fosse un l'addio. Ebbi come una intuizione che ci fosse qualcosa di speciale, ne parlai a mia moglie, ma non capii davvero che importanza avrebbe avuto per me quell'incontro. Ne sono davvero onorato e mi vergogno della mia superficialità. [Alberto Bisin] 

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Non ho mai incontrato Luigi di persona. Ci incrociammo su facebook: non so dire chi aggiunse l'altro per primo. Scoprii così il suo blog dal quale appariva tanta rabbia per il presente ma anche tanta speranza, per il futuro. Sempre gentile, sempre disponibile, sempre appassionato. Lo ricordo così, con quel sorriso gentile e quell'animo battagliero. Un abbraccio alla famiglia. Ciao Luigi. [Andrea Gilli]  

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Non si è mai pronti
quando le cose accadono.
Non ti avvertono prima.
Rimango sorpreso, 
in quest'agosto bizzarro,
di un amico che se ne va. 
Discreto e gentile, onesto e pulito.
A mente fredda puoi dire,
destino comune, prima o poi...   
il vuoto, rimane l'assenza. 
È difficile dire  
quel che resta dell'altro. 
I pensieri, il garbo,  
la lucida compassione, 
la tenacia per spiegare, 
con senso concreto, 
le complicazioni del mondo. 
Tutti ci faremo una ragione 
dell'ineluttabile fine. 
Ma non ora.   

[ne'elam] 

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Idee e sensibilità comuni regalano spesso la fortuna di conoscere persone che, anche a distanza, diventano cari interlocutori. La voglia di confrontarsi sull' auspicio di riforma del paese dove siamo nati mi ha offerto il privilegio di avere anche in Luigi un prezioso momento di riflessione. Il piacere di aver incontrato Luigi mi ha aiutato a ricordare quanto l’einaudiano “conoscere per deliberare” è evidentemente la via più ardua per affrontare i problemi, mentre un demagogo sceglie sempre la via più facile, ed assieme a Luigi abbiam sempre preferito la prima, alla seconda. Grazie. [Antonluca Cuoco] 

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Non ho ricordi di LZ, come lo chiamavo sul noto social network, perché non l'ho mai conosciuto. eppure ne ho ricordo e non lo dimenticherò, perché ci scrivevamo di vino e cibo, di politica e di cosa avrei fatto da grande, io babbiona friulana e sua conterranea. So che amava la vita e che era un gentiluomo e che avremmo dovuto berci una riga di tagli al Bachero, a Spilimbergo.

Gli dedico le parole di Pasolini:

"Co la sera a si pièrt ta li fontanis
il me paìs al è colòur smarit.
Jo i soj lontàn, recurdi li so ranis,
la luna, il trist tintinulà dai gris."
Quando la sera si perde nelle fontane,
il mio paese è colore smarrito.
Io sono lontano, ricordo le sue rane,
la luna, il triste tremolare dei grilli.

Non se ne era mai andato, adesso rimarrà per sempre. Queste sono le montagne che conosceva. Lui capirà.

image

[Claudia Costantini]

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La nostra amicizia si perde negli anni ed è nata in rete, precisamente su Facebook. Entrambi appassionati e a volte insolenti nelle nostre convinzioni ed idee, sapete io arrivo da sinistra, per così dire, e all'epoca credevo ancora al futuro del Pd. Abbiamo cominciato a messaggiarci in privato, ci raccontavamo le nostre cose come due vecchi amici difronte ad una tazza di caffè ed una sigaretta in mano. Arriva poi FarexFilD con quel fantastico evento di Milano dove già si era trasferito per la malattia. Lo cerco, insisto e mi promette che se si sente benino viene. Ci scambiamo i cellulari per trovarsi e così è stato. Ci siamo chiamati, descritti come eravamo vestiti e dislocati nella sala per scoprire poi che eravamo già uno vicino all'altra con il solo corridoio a dividerci. Abbiamo passato assieme tutta la mattina, al solito assieme eravamo il diavolo e l'acqua santa. La stessa sera gli dedicai la foto su Facebook, resterà il miglior ricordo.

Oggi l'ho accompagnato dove ha chiesto di essere sepolto; una cerimonia semplice sotto un bel sole. Gli ho portato dei girasoli a nome di tutti gli amici di Facebook che  in questi giorni gli rendono memoria.  Ho sempre provato orgoglio nel conoscerlo, l'ho detto ai figli.

E ora mi viene da piangere.  

[Morena Fruttarolo]

8 commenti (espandi tutti)

Non ho voluto scrivere l'aulogia di Luigi Zoppoli, non ci riesco, temo che ogni parola sia vuota.

Di lui ricordo la battaglia che insieme abbiamo svolto sul ruolo della FIAT in Italia e nel mondo, difendendo le scelte di Marchionne (sia pur criticandole in alcuni aspetti).

Ricordo la discussione che avemmo sulla falanghina, lui beneventano difendeva quella appunto del Sannio, io la giudicavo inferiore a quella dei Campi Flegrei, credo che "battagliammo" per una pagina intera di FB (si chiama Osteria de' conomisti, magari si recupera quella discussione..), e decidemmo che ci saremmo scolati almeno tre o quattro bottiglie per decidere, davanti a un piatto di alici fritte.

Ecco, non volevo fare l'eulogia di Elle Zeta, e la sto facendo. Ci mancherai Luigi, o se ci mancherai. Falanghina del Sannio stasera in tuo onore, e non fa niente che è inferiore a quella dei Campi Flegrei, per una volta passi.

Non è vero Luigi, mentivo per campanilismo, la falanghina del sannio è ottima. Prosit.

Ho letto il necrologio per curiosità, pensando cinicamente: " Almeno sto ElleZeta non so chi sia". Invece era Luzo48! Anche se di persona non lo conoscevo ho letto tanti dei suoi commenti che, insomma, è quasi come essere amici. Mi spiace ( e sinceramente sono un po' preoccupato per un paio di nomi che non commentano più da un po', spero tanto stiano bene e si siano solo stufati di NfA).

Ho letto il necrologio per curiosità, pensando cinicamente: " Almeno sto ElleZeta non so chi sia". Invece era Luzo48! Anche se di persona non lo conoscevo ho letto tanti dei suoi commenti che, insomma, è quasi come essere amici.

di mio: vedo che si era fatto stimare ed amare anche in quella malabolgia di facebook, provateci voi.

LZ

Marco Boleo 28/8/2013 - 16:13

Anche a me è risultato difficile scrivere l'eulogia per Luigi. Siamo entrati in contatto commentando su nFA quando si era in pochi. Prima delle attenzioni della stampa e del libro su Voltremont. Credo nel 2009. Successivamente siamo divenuti amici su Fb a fine 2009 e lì ci siamo scambiati il numero di cellulare. Ci sentivamo spesso: abbiamo discusso perfino di topologia ed il suo rimpianto era di aver perduto il libro di Kolmogorov-Fomin ed io gli avevo promesso la mia copia in inglese visto che quella in italiano della Mir- Editori Riuniti è zeppa di errori. Non ci siamo mai incontrati nemmeno alle giornate di nFA. Un anno doveva venire credo nel 2009 o 2010 ma ebbe un contrattempo derivante da una delle sue passioni. Era una persona splendida e molto riservata che riuscivo a far sorridere con le mie battute. Un giorno mi disse che si sarebbe trasferito a Milano dai figli ma conoscendo l'amore per le sue montagne non ne capii la ragione e nemmeno gliela chiesi. L'ho capita successivamente. L'ultima volta che ci siamo sentiti abbiamo parlato del libro Favole & Numeri di Alberto che era prossimo alla pubblicazione e che avrei presentato ad Avezzano. Ho un rimpianto. Non esser riuscito a partecipare alla presentazione del libro di Alberto ad Egea dove avrei potuto conoscerlo di persona e non averlo nemmeno chiamato quel giorno. Ciao Luigi

ps grazie alle statistiche di nFA son riuscito a ricostruire meglio le date. 

ellezeta

marcodivice 28/8/2013 - 12:52

mi unisco al ricordo di luigi che ho imparato ad apprezzare in anni di frequentazione di questa splendida agorà virtuale che è nfa.

Luigi

Giuseppe Bottacin 28/8/2013 - 22:50

Come molti avevo conosciuto Luzo48 discutendoci qui. Era uno di quelli con cui mi piaceva interagire.

Poi - mi par di ricordare quando scrisse il suo primo pezzo - adottò qui il suo nome completo. Prima volta che ho pensato "Piacere di conoscerti, Luigi!".

Poi iniziai a incontrare questo Ellezeta su facebook. Commenti sui wall di Michele o Alberto, con i quali mi trovavo spesso d'accordo. Ci misi un po' a scoprire che era lo stesso Luzo48 che conoscevo qui. Penso di esserci arrivato quando già eravamo "amici di facebook". Sono un po' lento con gli avatar e Luigi non metteva didascalie sulla sua vita privata.

Non ricordo quando ci scambiammo i numeri di telefono (forse a tempi di un googlegroup che avevo provato a organizzare per ragionare sulla situazione italiana, finito prima ancora di cominciare per problemi di ego...), ma ricordo benissimo quando decisi di usare quel numero per scoprire che voce avesse questo Luigi, che mi stava tanto simpatico virtualmente. Stavo andando a prendere mia moglie all'aeroporto di Treviso e guidavo nel traffico dopo Scorzè. Lo chiamai e sentii per la prima volta la sua parlata gentile dall'accento campano. Non sapevo cosa aspettarmi, ma ne fui sorpreso perché l'unico dettaglio personale che sapevo di lui era che viveva dalle parti di Spilimbergo, in Friuli. Dopo quella telefonata ci siamo sentiti diverse volte. Spesso per accese discussioni sulle prospettive dell'italia. Nonostante avesse una quindicina d'anni più di me, era lui quello che manteneva delle speranze nel futuro. La prima volta che dovevamo incontrarci dal vero è stata quando organizzai una cena di amici, grossomodo del giro di nFA in Veneto, con parenti miei e di Michele infiltrati, un mese dopo essere emigrato. Tornai a Padova praticamente per quello e Luigi mi chiamò all'ultimo momento scusandosi immensamente per dei problemi di salute che gli impedivano di venirci a conoscere. Non so se era un semplice raffreddore o l'inizio dei problemi più seri che ha avuto in seguito. Fattostà che poi, con FilD, i rapporti si sono approfonditi, nonostante io ormai vivessi stabilmente all'estero, e molti amici miei son diventati amici suoi e viceversa, finché lo scorso maggio siamo riusciti finalmente a farla, questa cena a Padova, con Luigi che è venuto da Milano insieme al giovane Claudio, a conoscere una decina di persone ex-virtuali, di fronte ai piatti e bicchieri molto reali e appetitosi degli amici ristoratori Carlo ed Helene, altri due che volevano incontrare Luigi, dopo aver conosciuto Ellezeta. Era seduto vicino a me. Lo so, oltre a ricordarmelo, perché mio cognato ha postato su facebook una foto di un brindisi in cui tutti sorridevamo con un bicchiere di sauvignon Luisa in mano, tranne Tomaso che beveva acqua. Luigi era un omone. Due anni dopo la voce, mi sorprese con la presenza fisica. Nonostante fosse un po' provato dalla malattia, era una presenza imponente. Ma gentile. Ciao Luigi.

Luigi

Leonardo Donati 29/8/2013 - 14:58

Profonda e amara tristezza

Vorrei spendere due parole per testimoniare come sia proprio la morte di uno che conosciamo via Internet (magari poi ci si sente al telefono o ci si vede di persona ma questo è solo uno spessore aggiuntivo) a farci capire che Internet non è mondo a se', irreale perché virtuale, ma parte effettiva ed emotiva della realtà quotidiana, soprattutto nelle amicizie. 

Ho incrociato Luigi solo qui ma non ricordo battibecchi o particolari empatie.  Forse per questo ricordo poco. Non si dice che le migliori amicizie nascono da grandi litigi?

Tuttavia ricordo invece un altro caso di conoscenza via Internet e di successiva morte. Ed era un italoamericano newyorchese, con nickname gasby con cui discutevo ogni giorno di federalismo, con le sue lenti italo-americane e le mie italo-svizzere. Fu un'esperienza intensa, tra il 1996 ed il 1998 , con centinaia di discussioni nelle ML di allora. Sapevo della sua malattia e della sua lotta, della sua intenzione di arrendersi.

Tuttavia quando morì fu un trauma pari quasi alla morte di mio padre, avvenuta tre anni prima.  Anzi considerando che Gastone Bianchi detto gasby non lo avevo mai visto di persona (mio padre ovviamente si') fui sorpreso dalla mia reazione emotiva e dalla mia partecipazione, dalle lacrime, quasi fosse un secondo padre, pur con un intero oceano di mezzo. 

Fu lì che realizzai come le conoscenze cosiddette "virtuali"  sono in realtà conscenze reali sul piano emotivo e dei sentimenti e che è proprio la morte (il distacco estremo) a mostrarcelo.

Un ultimo saluto quindi a Luzo48 ed un grazie per tutto quello che hai saputo condividere con noi.

 

 

 

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