Eroi italiani

14 novembre 2009 michele boldrin

Perché, alla fine, questi sono gli eroi veri e sconosciuti del nostro povero paese.

Mentre gli accoliti di BS cercano di distruggere la stato di diritto per evitare che il loro "capo" venga legalmente e doverosamente processato, svariate dozzine di persone per bene pagano di tasca propria e rischiano la vita per difendere quel poco che rimane, in Italia, dello stato di diritto.

Costoro a Palazzo Grazioli o nelle ville in Sardegna non verranno invitati. Nè, presumo, il Principe di Napoli conferirà loro le onorificenze che si meriterebbero in apposita cerimonia al Quirinale. Corrono, anzi, il rischio d'essere puniti, oltre che ammazzati dai mafiosi di turno. Perché i soldi per dare la scorta a chi ha servito lo stato non ci sono; le scorte son più utili altrove, evidentemente.

Non possedendo né palazzi, né ville, né aerei privati, né reti televisive, io posso solo dire che è per gente come il colonnello De Caprio e gli uomini che volontariamente lo proteggono che vale la pena di continuare a parlare e resistere.

Per una volta, solo per questa volta, permettetemi di fare sommessamente il patriota, alzarmi in piedi e rendere l'onore che spetta alla gente per bene.

Finché ce ne sarà in Italia di gente così, io in piedi cercherò di starci.

76 commenti (espandi tutti)

Conosco Boldrin solo per i suoi post e immagino che la retorica gli provocherà prurito ma ci sono tanti, in Italia, che si fanno un mazzo così per far mandare avanti questa barca.

Grazie per averne ricordato qualcuno.

Eroi italiani

Fulcanelli 14/11/2009 - 16:59

Non dimentichiamoci, caro Boldrin, che questi militari rischiano (e ne sono stati "avvisati") un procedimento disciplinare per la volontaria protezione al Colonnello Di Caprio. Legga:

"Chissà, dunque, se il ministro Roberto Maroni (Interno), nel rispondere a questa interrogazione, dovrà anche affrontare il tema delicato della «tutela privata» assicurata a De Caprio dal reparto scorte di Palermo fuori dall’orario di servizio e con mezzi propri. Un’iniziativa, questa, che potrebbe imbarazzare il Viminale. Al punto da far scattare richiami e sanzioni disciplinari all’interno dell’Arma." Veda l'articolo da lei citato

Come se mi dovessero imporre di non curare un paziente, volontariamente e gratuitamente, al di fuori della mia attività istituzionale di medico dipendente del SSN: ma io gli sparo!

permettetemi di fare sommessamente il patriota, alzarmi in piedi e rendere l'onore che spetta alla gente per bene.

Finché ce ne sarà in Italia di gente così, io in piedi cercherò di starci.

Mi unisco all'omaggio.

Anche questo è bello e gratificante che venga detto.

In effetti è colpa di Berlusconi. Indirettamente. Eh sì, perché nel quadro più ampio della caccia grossa tra non molto ventennale che i nostri valorosi giustizieri democratici danno al supercinghialone brianzolo, e in quello più ristretto delle supercervellotiche ricostruzioni a posteriori dei fatti di mafia imbastite al solo scopo di farci credere che il Berlusca è anche il capo della Mafia, al colonnello De Caprio è capitata la sfortuna di dover far la parte del traditore, e in ultima analisi dello scagnozzo berlusconiano. E lì sono cominciati i guai. Tanto che i giustizieri democratici l'hanno voluto pure processare, insieme al suo superiore, Mori, il comandante - diciamo il boss - del Ros dei Carabinieri. Tanto che uno degli eroi preferiti fra i devoti del culto assai intransigente della legalità, il PM Ingroia, con la freddezza straordinaria propria dei giacobini invasati, disse nella sua requisitoria che i due manigoldi, Mori e De Caprio, avrebbero "dovuto chiedere scusa agli italiani".

http://temi.repubblica.it/micromega-online/mori-e-de-caprio-assolti-per-aver-trattato-con-la-mafia/?com=7139#scrivicommenti

Si capisce bene il silenzio e l'imbarazzo della sinistra. Mentre, nel covo del male berlusconiano, almeno qualcuno si muove:

http://www.ilpopolodellaliberta.it/notizie/arc_16628.htm

 

Ah zama', ma a treviso o dove te nascondi, "zamax" se traduce con "sciacallo" o con "pagliaccio"?

Nun me so decidere ...

Dura Veritas. Dura per gli orecchi dei conformisti, che per meglio cantare in coro si fanno chiamare Pasquino.

Grazie, zama'. Ora so la traduzione de "zamax" dal trevisan all'italiano:

Zamax

1. sciacallo che dice pagliacciate

2. pagliaccio dedito allo sciacallaggio

3. ciarlatano al soldo, mente distorta

4. individuo frustrato che ha in odio la parte da egli percepita come avversa

5. cretinotto autodidatta che nemmeno intende d'essere parte del gregge

....

Lo dice anche l'Hoepli, vedi che sei famoso?

Chi approfitta di pubbliche sciagure per saccheggiare, derubare luoghi e persone
‖ Profittatore delle disgrazie altrui
‖ Calunniatore senza scrupoli

..azzolina. Sono annichilito. Ma tu non dovresti far ridere e sorridere con graziosa levità, caro Pasquinetto mio bello?

Stendhal prima di prendere la penna in mano era uso leggersi qualche pagina del Codice Napoleonico, giusto per ispirare asciutezza ai suoi scritti. Tu ti sei letto qualche arringa di Vishinsky?

Ragazzi, OKKIO.. siete dangerously close alla zona di policy eliminazione commenti... ve li lascio perche' tutto sommato il dibattito e' divertente :-)

I fatti allusi in questo commento e descritti nei links indicati, son tutti già riportati nell'articolo che ho linkato. Prima di usare un articolo io leggo cosa c'è scritto, non lo faccio né al buio né a caso.

Non c'è, quindi, nessun "rest of the story". C'è solo un quaquaraqua (come è probabile sia conosciuto in altri circoli) che tenta, malamente, di far pubblicità alla parte politica per cui lavora ed all'ometto del destino che la possiede.

Per il resto, anche se costui non sembra meritare il tempo che gli dedica, dice bene pasquino dal quale mutuo il titolo del commento.

Curioso. I guai di De Caprio sono stati l'occasione per una tirata antiberlusconiana. Io ho fatto notare invece che De Caprio, se proprio vogliamo mettere i puntini sulle "i" e buttarla per forza in politica, è vittima di quella fazione antiberlusconiana (a proposito di guelfi e ghibellini) che pur di abbattere il "tiranno" è abituata a riscrivere la storia col senno di poi ai propri fini e con ben pochi scrupoli. E quindi De Caprio è stato incluso nell'elenco dei "cattivi" redatto dalla fazione "democratica e legalitaria". Toccò, nell'ultima parte della sua vita, anche a Falcone. Purtroppo è solo la triste verità. Dall'articolo del Corriere non era affatto chiaro.

Dare del servo, del quaquaraqua, o del frequentatore di circoli, o peggio ancora di "cricche", è invece frutto di una forma mentis assai radicata in lidi assai ben lontani dal tanto predicato liberalismo.

Se una persona, che ha fatto il proprio dovere, rischia la vita solo perchè un ministro se ne frega, questo è un fatto che solo un quaquqraqua servo di partito può addebitare agli attacchi verbali di un'opposizione inetta.

SE Zamax ritiene che l'assenza di protezioni sia dovuta agli attacchi della fazione antiberlusconiana e non alla convinzione che, come ha dichiarato più volte Maroni, "In Italia non esiste nessuna emergenza criminalità organizzata, la vera emergenza è l'immigrazione clandestina" e quindi le scarse risorse disponibili vengano allocate di conseguenza, dovrebbe portare qualche argomento più serio.

Il concetto che forse è poco chiaro a Zamax è che chi governa è responsabile delle proprie decisioni, il resto di cui parla Zamax può anche essere vero ma è assolutamente irrilevante, e usare argomenti irrilevanti per difendere l'indifendibile è tipico comportamento da militante di partito annebbiato da pregiudizi ideologici.

Ma non ti vengono mai dubbi quando leggi la propaganda del tuo partito?

Mi unisco all' omaggio.

Ma solo dopo aver dato una bacchettata sulle dita a chi tira in ballo guelfi e ghibellini.

Disgraziato il paese che ha bisogno di eroi

Io invece analizzo il post di Michele sotto un altro punto di vista, perchè non credo che Michele all'improvviso aderisca alla retorica de "l'eroe solitario" che lotta contro il male.

Io invece ho capito (forse male) che Michele voglia dire che in un momento come questo, in cui la tirrannia dolce di BS sta cominciando a mostrarsi definitivamente in quello che è, e pur di salvare il suo sedere sta mandando in quel luogo in cui lui ci va spesso (a p......e) ogni elementarissimo principio dello stato di diritto e liberale (separazione dei poteri!), c'è bisogno di "eroi".

Di gente che ci metta la faccia e dica: eh no, caro mio, questo non lo faccio, non lo voto, e non fa niente che si va ad elezioni, meglio quelle che questo. Ma forse bisognerebbe essere eroi per fare questo (o presunti tali), e Michele per l'appunto ci ricorda che, tutto sommato, eroi ce ne sono ancora, ovvero c'è ancora gente che rischia la vita e la carriera per un ideale, ma in Parlamento c'è gente che non rischia assolutamente la vita (anche se superprotetta..), e non vuole assoluatemente rischiare la CARRIERA.

O io mi sono fatto una masturbazione cerebrale, dato il periodo in cui viviamo, e ho capito fischi per fiaschi.

Se a qualcuno interessa la storia nazionale recente. E vuole cercare di capirla.

Meglio Mafiosi che carabinieri (di Davide Giacalone)

 

Meglio fare il mafioso, piuttosto che il carabiniere. Lo Stato ti tratta con più riguardi. Visto che la giustizia è tornata di moda, attiro l’attenzione su questioni minori, bazzecole per fissati, relative alle schifezze che la malagiustizia produce. Se fai il mafioso ti godi il potere e i soldi. La cosa che più devi temere è che una cosca avversaria ti spari, ma, fatta salva questa ipotesi, assai più probabile fra gente senza regole e rispetto, come i camorristi, l’altro pericolo, quello che a prenderti sia la giustizia, non è poi così spaventoso. Se è possibile, si limitano i danni: te ne stai zitto, lasci che il processo scorra e se c’è da fare qualche anno di galera, pazienza, poi passa. Se, invece, le cose si mettono davvero male, se le accuse assommano a numerosi omicidi, allora è il momento di rilanciare ed uscirne alla grande, facendo il pentito.
Da quel momento, ti trattano con tutti i riguardi. Un po’ pendono dalle tue labbra e un po’ ti corteggiano, affinché tu dica cose utili a questo o a quello. Partecipi al concorso per riscrivere la storia. Che è divertente, per quel che può fregartene. Confessi tutti i tuoi reati gravi, ammetti di avere ammazzato, scannato e sciolto nell’acido, perché questo aumenta sia la tua credibilità che il tuo peso criminale, sicché più le tue mani sono sporche di sangue più è verosimile che tu stessi personalmente trattando con i capi dello Stato, e forse anche con qualche pontefice. Taci, invece, su reati e aspetti legati ai piccioli, alla munita, ai soldi che hai messo da parte in anni di disonorato servizio. Quelli servono, a te, alla tua famiglia e agli amici. Se proprio devi, ti fai sequestrare qualche campo d’ulivi, o qualche vecchia casa, tanto è evidente che non ci tornerai più.

Ah, dimenticavo, da pentito ti è assicurata la protezione e la scorta, in modo da proteggerti dai tuoi colleghi, ma non è escluso che tu possa frequentarli, adeguatamente spalleggiato. Quando il lavoro sarà finito, come capitava a quel fimminaro di Tommaso Buscetta, potrai accedere al chirurgo estetico, ti saranno forniti documenti compiacenti e potrai andartene in crociera con la tua bella. Se sei carabiniere, invece, sono cavoli tuoi. Sergio De Caprio, noto come “Ultimo”, creò unità operative dei Ros e, nel 1993, arrestò Totò Riina. Per questa ragione la cupola mafiosa lo condannò a morte, mentre la procura tentò di condannarlo alla galera, assumendo che sia stato, assieme a Mori, un complice di Riina medesimo, non avendogli subito perquisito la casa. Lo assolsero, ma, nel frattempo fu spedito a prestare servizio presso il Noe di Roma: Nucleo Operativo Ecologico. Funzione utile, non ne dubito, ma leggermente diversa da quella che gli aveva permesso di rendere preziosi servizi allo Stato.
Siccome, di tanto in tanto, deve tornare a Palermo, per testimoniare in alcuni processi, è evidente che a proteggerlo non basta il fatto che si occupi d’ecologia, perché anche i mafiosi hanno una loro teoria, circa l’ambiente. Ma al carabiniere De Caprio non danno la scorta. Il mafioso si presenta scortato, il carabiniere abbandonato a se stesso. Hanno rimediato, si fa per dire, i suoi colleghi del servizio scorte: lo proteggiamo noi, quando non siamo in servizio. Bello, non vi pare?

Trattamento non meno riguardoso è stato riservato a Carmelo Canale, il carabiniere che Borsellino chiamava “fratello”, il quale prima è stato accusato di concorso esterno in associazione di stampo mafioso, ed è stato assolto. Poi, dovendosi discutere l’appello, la procura ha pensato bene di accusarlo direttamente d’essere mafioso. E anche questa volta è stato assolto, con motivazioni che stracciano la pelle agli accusatori e polverizzano le loro teorie e supposizioni. Anzi, nelle motivazioni hanno proprio scritto per quale motivo s’è beccato anni d’inquisizione: ha un cattivo carattere. E, adesso, cosa fa la procura? Non paga degli anni passati, e non dovendo pagare le spese, ricorre in cassazione, allungando l’agonia di un processo infondato e inutile, e prolungando le sofferenze di un innocente.
Anche qui, non si trascuri un particolare: i pentiti che accusano Canale, già sbugiardati in tribunale e dai giudici, continuano a essere protetti, mentre il carabiniere è solo, ma anche senza la pensione che gli spetta, perché la sua carriera è stata bloccata dalle accuse e dai processi, e tale rimane, visto che la procura non sente il peso dell’ulteriore grado di giudizio.
Morale della favola: meglio fare il mafioso che il carabiniere. Se alla politica restano cinque minuti di tempo, ove mai l’universo non si esaurisca in un paio di processi con i quali fucilare il capo del governo e in leggi che servano a bagnare le polveri di quelle cartucce, ci sarebbe un dettaglio di cui occuparsi: i servitori dello Stato presi a pernacchie dallo Stato.

Ma la sostanza è che le scorte vengono decise dai prefetti, su indicazione del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica (del quale non è membro di diritto mezzo magistrato [NdR]). I prefetti sono alle dirette dipendenze del Ministro dell'Interno. Quindi, se viene data la scorta a Francesco Speroni, Vittorio Sgarbi e Barbara Berlusconi mentre viene negata a chi rischia la vita, la responsabilità, nonostante le insinuazioni di Giacalone, è del Ministro dell'Interno,

Chi dà la colpa alla magistratura è semplicemente un ignorante. [O una persona in malafede, NdR]

Forse vi interessera' sapere chi e' Davide Giacalone, autore del dotto articolo su riportato. Fu uno dei protagonisti (dimenticato e adeguatamente riciclato) di Tangentopoli nelle cui maglie incappo' perche' come consigliere del Ministro Mammi' favori' (per usare un eufemismo) una legge (ancora ricordata con il nome del Ministro) a misura degli interessi di Berlusconi nel settore radiotelevisivo.

Altri dettagli su Davide Giacalone sul sito web gestito da lui medesimo

http://www.davidegiacalone.it/index.php/chi

Quanto a tangentopoli, sostiene di essere stato "assolto e prosciolto":

http://www.davidegiacalone.it/index.php/giustizia/400_mila_euro_sprecati

Eroi italiani

Marcks 15/11/2009 - 15:48

Il tenore di questo dibattito lo dimostra: sembrano non esserci punti di vista condivisi di NESSUN TIPO? Io dico che un capitano dei Carabinieri che fa bene il suo dovere dovrebbe essere patrimonio di tutti, o no?

Quindi non capisco, Zamax: perchè devi subito definire le geometrie politiche intorno al post di Michele?

Re: Eroi italiani

Zamax 15/11/2009 - 18:50

La questione vera è: perché questo capitano dei Carabinieri non è un patrimonio di tutti? E' questa la vera, grande questione, non facciamo gli ingenui. Io l'ho spiegato. E' la stessa macchina mediatico-politica che crea demoni e eroi, ai quali bisogna allinearsi firmando appelli un giorno sì e uno no, sennò entri nel cono d'ombra del sospetto, quella che ha isolato il nostro capitano. L'articolo e la vicenda sono emblematici di una certa temperie culturale-politica italiana, sulla quale evidentemente si continua a chiudere gli occhi. Dando del servo di partito a chi non ha mai avuto una tessera di partito in vita sua. O dando la colpa sempre e comnque al berlusconismo.

A me sembra che il messaggio di Michele non fosse altro che "pure in periodi come questi, nonostante le porcherie ributtanti che ci propinano, c'e' gente che decide di tirare avanti e rischiare la vita in nome del bene comune invece di gettare la spugna e mandare tutto a fanculo".

Mi sembra condivisibile. Devo dire che se fossi io carabiniere, interpreterei come forte stimolo demotivante il vedere che la classe dirigente fa tutto il possibile per annullare ogni sforzo della giustizia. Tu no?

 

Re(1): Eroi italiani

dd 15/11/2009 - 19:01

facciamola breve: è colpa di "certa magistratura" se il ministro maroni non interviene per dare la scorta? giusto per dare un nome alle cose.

Straordinaria frivolezza. De Caprio è stato oggetto per lunghi anni di una classica "pratica d'infamia" dal solito combinato mediatico-giudiziario fino a subire un vero e proprio processo. Pur assolto, continua ad essere sotto attacco dai soliti noti. In pratica, una certa Italia che si picca di essere incorrutibilmente democratica l'ha buttato giù dal piedistallo. Per questa Italia, il sig. De Caprio è "out". E' di tutta evidenza che il problema della scorta non si sarebbe neppure posto se il nostro e vostro eroe non fosse caduto in disgrazia presso la sedicente e assai settaria "società civile". Se non fosse stato "dimenticato". Se non fosse stato staccato dalla bacheca degli "eroi".

Tutto questo sta a monte della vicenda di questi giorni. In quanto alla scorta si leggono cose discordanti. Non ho ancora capito se gliel'abbiano levata qualche mese fa o tre anni fa. De Caprio ha avuto molti contrasti coi suoi superiori. E' probabile che il Ministero dell'Interno non sia intervenuto direttamente, ma abbia per il momento peccato d'omissione, non volendo prender in mano una patata evidentemente bollente.

Re(3): Eroi italiani

dd 15/11/2009 - 21:15

ti avevo chiesto di farla breve.

che ora è? è domenica.

riproviamoci:

chi decide le scorte? una "certa magistratura"? i "soliti noti"? "la società civile"? ezio mauro?

no. le decidono i prefetti sotto il controllo del ministro rockstar: omen nomen roberto maroni.

il resto è propaganda.

Come no? E scurdammoce 'o passato, e tutto il contorno, quando fa comodo.

chi decide le scorte? una "certa magistratura"? i "soliti noti"? "la società civile"? ezio mauro?

no. le decidono i prefetti sotto il controllo del ministro rockstar: omen nomen roberto maroni.

Nonchè il suo predecessore, se come ho capito è senza da 3 anni.

Re(5): Eroi italiani

dd 16/11/2009 - 15:44

ma hai capito o non hai capito? il fatto lo sai o non lo sai? altrimenti prima sallo e poi dai fiato alle trombe. di cosa stiamo discutendo? non si capisce più ormai. prima la colpa era della magistratura, adesso del suo predecessore.

Prima passavo di fretta e non ho controllato, ma ricordavo bene: l'articolo dice che la scorta è stata tolta 3 anni fa, quindi presumibilmente (dall' articolo non è chiaro) da Giuliano Amato, ministro degli interni del governo Prodi. Non è stata ripristinata da Maroni, ministro in carica.

Dunque responsabilità condivisa, il che non mi stupisce: quando c'è da far porcate lo spirito bipartisan non difetta mai.

Dovresti controllare prima di dare del ciarlatano.

Re(7): Eroi italiani

dd 16/11/2009 - 17:52

no, quello che contesto, a te come a zamax, è la presa di posizione aprioristica, viziata dall'ideologia. difatti si mancava il punto in continuazione dando prima la colpa a giudici, comunisti, poteri forti e bla bla bla.

quindi pura propaganda.

adesso, e non prima, si scopre che è stata tolta (sempre dai prefetti\ministro dell'interno e non dai giudici comunisti però) durante il governo prodi. finalmente sappiamo di chi è il peccato originale! resta il fatto che maroni non ha preso posizioni a riguardo.

ma non tutti si schierano nel giochino "noi" vs "loro".

la discussione verteva infatti sul fatto in se. hai bisogno di sapere da che parte stanno i tuoi per esprimere un parere morale?

poi se vogliamo piegare la logica alla dialettica...

Re(8): Eroi italiani

16/11/2009 - 18:01

no, quello che contesto, a te come a zamax, è la presa di posizione aprioristica, viziata dall'ideologia.

Chi, Marcello??? Scusa ma è una presa di posizione aprioristica e viziata dall'ideologia far notare che De Caprio è senza scorta da tre anni? Cioé, finché era tutta colpa di Maroni andava bene, adesso che sembra che queste porcate abbraccino tutto l'arco costituzionale è cialtroneria? Il bello è che accusi pure le altre persone di avere posizioni aprioristiche e viziate dall'ideologia! Mah.

Re(9): Eroi italiani

dd 16/11/2009 - 18:05

ma scusa è grave lo stesso no!? o lo è dipendentemente da chi è il responsabile?

è stata sollevata una questione morale, è arrivato zamax è ne ha fatto una questione politica. ebbè.

Zamax l'ha buttata in politica, e sono stato il primo a bacchettarlo per questo (troppo blandamente,devo allenarmi).

Tu l'hai seguito sullo stesso piano, io mi sono limitato ad osservare che se va avanti da 3 anni la discussione partigiana è ancora più demenziale del solito, visto che entrambe le parti sono responsabili.

Rileggiti i miei post e dimmi dove vedi una posizione presa acriticamente.

Re(11): Eroi italiani

dd 16/11/2009 - 19:23

mannò, non l'ho seguito nella discussione politica anzi, ho detto che la politica non c'entrava in questo caso.

mi son limitato ad evidenziare che quello che diceva era sbagliato, era falso. e che soprattutto non centrava un tubo.

se le scorte le decidono i prefetti\mininterno e non "certa magistratura", "la società civile" e topo gigio.. perché citarli?

ho detto che non è nero, non che è bianco. 

ricapitolando: sulla base di cosa ha\avete, preso posizione a riguardo della vicenda visto che nessuno dei due sapeva ancora di chi fosse la colpa della sospensione della scorta? :)

ricapitolando: sulla base di cosa ha\avete, preso posizione a riguardo della vicenda visto che nessuno dei due sapeva ancora di chi fosse la colpa della sospensione della scorta? :)

Rispondo per me: non so tuttora chi abbia sospeso la scorta, ma ricordavo di aver letto che la scorta era stata tolta 3 anni fa, ne ho dedotto che il primo (cronologicamente) responsabile non fosse il ministro in carica.Che poteva essere Amato o il predecessore(Pisanu), ma in ogni caso la responsabilità è condivisa: ad Amato al minimo si può fare l'obiezione oggi valida per Maroni di non averla ripristinata.

In altre parole sapevo abbastanza da smentire la tua affermazione secondo cui il responsabile sia solo Maroni. Lo è, ma a parimerito con Amato e forse Pisanu.

Re(13): Eroi italiani

dd 16/11/2009 - 21:22

forse sono stato interpretato male.

quel che intendevo era che adesso la palla è a maroni e non a tutta la marmaglia komunista tirato in ballo. solo questo. volevo far notare che l'argomentazione oltre a non esser pertinente era falsa.

Stranamente io la notizia l'avevo letta così:

Lo scorso 10 ottobre Studio Aperto ha dato la notizia che dal 28 luglio di quest'anno è stata tolta la scorta al "Capitano Ultimo"...

ma non ho fonti certe.....

Questo si chiama balletto. Tu, Zamax, hai cominciato dicendo che la sinistra ha colpito De Caprio, perchè non si è allineato a dire che la Mafia è un complotto di SB, e adesso ci dici che qualcuno, qui e in questo post ha detto qualcosa sull'antiberlusconismo.

Non l'articolo, non la vicenda sono emblematici, ma tu sei emblematico. Emblematico di quell'italia che dà fastidio: prima schierato anche contro l'evidenza fattuale, poi balli sulle tue parole e cerchi di convincerci che è colpa nostra che siamo antiberlusconiani, anche se nessuno, prima di te, aveva messo in mezzo SB.

E non c'entra niente che tu sia schierato al fianco di SB 1 o SB 2 (visto che il segretario del PD ha le stesse iniziali), ho avuto discussioni molto più accese con sindacalisti, in cui mi sono vergognato io per loro, visto che si autodefiniscono "di sinistra" o "dalla parte dei lavoratori", quando l'unica parte che conoscono è il loro tornaconto. No, l'appartenenza non c'entra niente, c'entra solo l'animo umano, e un misero specchio per guardarcisi dentro.

Prima di me nessuno avrebbe messo in mezzo BS: cos'è, una barzelletta? Il post è composto di diciassette righe, tanto per rimarcare la solita beneamata evidenza fattuale (a cosa ti riferisci, non ho capito): le prime quattordici sono composte quasi solamente di allusioni a BS. Evidentemente c'è un'Italia civile, quella impersonata dal nostro eroe, e quella incivile, simboleggiata da Berlusconi. Al che io dico: calma e gesso, c'è dell'altro. C'è molto altro...

Ascolta Zamax,

ma tu sei o non sei scandalizzato che si tolga la scorta al capitano dei carabinieri Ultimo?

Possiamo sapere cosa pensi tu ora? Lascia perdere la storia di Italia degli ultimi 15 anni, dimmi solo cosa ne pensi dell'episodio descritto.

Vedi risposta ad D'Agnelli, qui sopra.

Oh Zamax! Ringrazia che non si possono registrare messaggi vocali come su MSN, sennò avresti sentito uno sbuffo tipo macchina a vapore.

Nella tua replica a D'Agnelli (e non ad D'agnelli :) ) fai solo un po' di dietrologia; riporti un po' di "si dice" e di "si mormora", ma del tuo pensiero, ancora nulla!

Va bene, tu non sei interessato al fatto in questione. Va bene, ma basta dirlo.

Ps: Però io faccio una domanda a tutti gli altri. Su nFA non si risparmiano prese di posizione veramente pesanti su tutti. Io stesso ho definito campane suonate quelli di Repubblica con il loro appellismo democratico; Marco Esposito, che come me, tende a sinistra, non si risparmia stoccate micidiali al PD campano e non solo; i redattori poi bombardano a 180° tutto l'emiciclo...allora io mi chiedo: cosa giustifica questi empiti di bilanciamento di commenti presuntamente anti BS in lettori come Zamax? Forse che non si capisce abbastanza che qui nessuno ha parrocchie politiche in cui rifugiarsi? Cosa si può fare ancora perchè il dibattito non si polarizzi come accade quando Zamax scrive i suoi commenti?

Cosa si può fare ancora perchè il dibattito non si polarizzi come accade quando Zamax scrive i suoi commenti?

Ignorarlo

 

@massimo: il link a wikipedia rimanda ad una pagina che non esiste!

Costoro a Palazzo Grazioli o nelle ville in Sardegna non verranno invitati. Nè, presumo, il Principe di Napoli conferirà loro le onorificenze che si meriterebbero in apposita cerimonia al Quirinale

Guarda Zamax, ti rispondo solo per farti capire quanto tu sia nel falso. Dov'è l'ironia antiberlusconiana riguardo il Quirinale ? Dov'è che io non la vedo... spiegamelo, visto che tu la vedi così bene, anzi spiegacelo.

Posso ridere? Vai a pescare l'unica riga dove invece che del Berlusca si parla del Presidente della Repubblica, come un bambino puntiglioso...

La questione vera è: perché questo capitano dei Carabinieri non è un patrimonio di tutti?

Anche Falcone ha dovuto morire per diventare (spero) patrimonio di tutti.  Zamax, ti consiglio di interpretare il messaggio di Michele sui volonterosi che fanno da scorta a De Caprio come un riconoscimento ad un esempio simbolico di civismo in Italia del genere di quello mostrato da Ambrosoli, Falcone e Borsellino, civismo che e' invece cosi' drammaticamente assente in gran parte dei vertici poltici, economici e culturali dello sfortunato Stato italiano, nonche' in molta parte dei rimanenti abitanti del Paese.

scusa zamax, non conosco i termini della questione ma penso che un tizio potenzialmente obiettivo di mafia debba essere protetto, che sia lui un eroe, un coglione o un condannato per mafia pluri omicida. lo stato non può ammettere che si eserciti violenza, questo è un principio basilare. hai postato qualche link ma non penso che ci sia qualcuno che dice di togliere la scorta al capitano mori per farlo ammazzare. o no?

Eroi italiani

lorenzo 15/11/2009 - 19:49

al fianco di SB 1 o SB 2 (visto che il segretario del PD ha le stesse iniziali),

 

ma il segretario del pd fa pier luigi

 

se era ironia mi è sfuggita

Nessuna ironia, puro errore.

La questione vera è:

sarà il Boldrin così sprovveduto? no, sapeva che un zamax sarebbe spuntato e ora se la ride sotto i baffi

The rest of the story

mi spiace zamax, ma sei vittima di presa per i fondelli preventiva

Eroi italiani

massimo 15/11/2009 - 20:39

Aiuterebbe a riflettere una trafedia di Sofocle?

http://it.wikipedia.org/wiki/Filottete_(Sofocle)

A volte ho l'impressione che sì ...

Ma guai a dirlo, che noi siamo una banda di anarchici anti-PdL ...

D'altra parte, oramai si sa, non sono i soli a "leggerci".

Sembra pratica sempre più diffusa in svariati circoli. Vediamo se, in tempo debito, anche quell'altra pratica anglosassone, del dar credito là dove dev'esser dato, si diffonde nei circoli medesimi. :-)

 

Per rispondere a questa domanda avremmo bisogno di una bella lezione di Axel Bisignano sulla differenza tra "collaboratore di giustizia" (alias "pentito") e "confidente di polizia". Provo io con una provocazione: il primo è controllato dai pubblici ministeri e si adegua alle loro esigenze, il secondo è controllato dalla polizia o dai carabinieri e si adegua alle esigenze di polizia o carabinieri. L'esempio tipico è il mafioso Siino (spero di non sbagliare nome) che è stato prima confidente di polizia e poi collaboratore di giustizia. Nella sua prima veste ha accusato magistrati, nella seconda carabinieri. Naturalmente la mia è una provocazione. Aspettiamo lumi da Axel.

La mia opinione, per ora, è che lo Stato non dovrebbe mai trattare con la mafia né attraverso confidenti di polizia né attraverso collaboratori di giustizia. Ma forse è una posizione troppo astratta.

La mia opinione, per ora, è che lo Stato non dovrebbe mai trattare con la mafia né attraverso confidenti di polizia né attraverso collaboratori di giustizia. Ma forse è una posizione troppo astratta.

 Tale politica sarebbe ottima in un ASTRATTO first best scenario in assenza di asimmetria informativa tra "guardie" e "ladri", dove quest'ultimi non abbiano alcuna opzione di uscita (i.e. fuggire in altri lidi, anzichè finire in galera). In un'ottica di second best colma di vantaggio informativo per i componenti di Cosa Nostra, anche ipotizzando che non esista via di fuga, è improbabile convincerli ad ammettere le proprie responsabilità, offrendo loro minimi sconti di pena: il loro "risultato" ex ante sarebbe carcere certo, causa ammissione di colpevolezza, nessuna copertura economica ai familiari da parte della mafia e rischi per il reo confesso e familiari di morte "accidentale". Non parlando, minimizzerebbero i rischi di lutti familiari e ridurrebbero la probabilità di essere condannati (e durante gli ipotetici anni di carcere, la mafia aiuterebbe la famiglia del carcerato), anche a pene più severe (perchè presumo siano processi alquanto ardui per l'accusa). Qualche incentivo sostanzioso va necessariamente dato. (Per i gestori del blog, ben più esperti di me in teoria dei contratti (e tanto altro...): "ipersemplificando", occhio e croce dovremmo essere in un gioco dinamico in cui vi sono due tipologie di cittadini (ladri ed onesti) e il social planner (la polizia). In un periodo è superiore l'equilibrio separatore mediante l'"incentivo" (concesso, tra l'altro a solo una parte dei ladri, i colaboratori). rispetto a quello pooling (nessuno parla e il solo strumento della ricerca di prove è insufficiente per riconoscere i ladri). In più periodi, se la polizia (e il governo) riesce ad essere credibile nel mantenere l'impegno di concedere incentivi e protezione ai collaboratori e pugno di ferro verso i restanti ladri, l'equilibrio di cui sopra è sempre preferibile (astrattamente, fino all'estinzione di Cosa Nostra)). E' una completa baggianata? :-)

 

"collaboratore di giustizia" (alias "pentito") e "confidente di polizia".

Parto dal secondo, perché si va in ordine cronologico.

Il confidente o fonte confidenziale é un informatore di polizia. La regola processuale vuole che il poliziotto non possa essere costretto a fare il nome del suo confidente. Se non lo fa, ció che il confidente gli ha detto non é processualmente utilizzabile. In altre parole, la fonte confidenziale costituisce un semplice impulso investigativo, ma non é prova né indizio. E´un´entitá inesistente sotto il profilo probatorio. Da che mondo é mondo tutte le polizie hanno fonti confidenziali. Fa parte del corredo del bravo poliziotto.

Altra cosa é il collaboratore di giustizia. Si tratta di una persona che chiama in correitá altre persone. Il mafioso che racconta quali sono i membri della cosca. Questi é un tizio che, per cosí dire, ci mette la faccia, nel senso che rende dichiarazioni che hanno valore probatorio, assumendosi la responsabilitá delle stesse. Poiché lo stato si fida meno che di un testimone normale, per condannare una persona, non considera sufficienti le dichiarazioni del collaboratore, ma richiede altri elementi di prova che ne confermino l´attendibilitá.

I chiamanti in correitá si distinguono in coimputati (nello stesso processo), imputati di reato connesso (imputati in un processo parallelo, ma collegato), e testimoni assistiti. Le prima due categorie, potendo danneggiare sé stessi con le loro dichiarazioni, possono, successivamente ad esse, avvalersi della facoltá di non rispondere. Il testimone assistito, semplificando, é persona la cui posizione é giá stata definita con una sentenza passata in giudicato, per cui é tenuto a rispondere alle domande con obbligo di veritá. La differenza rispetto ad un testimone normale sta nel fatto che é assistito da un difensore e che anche le sue dichiarazioni necessitano di riscontri probatori per essere utilizzabili.

Bene, adesso posso fare ilmio punto. Penso che l'uso sistematico di collaboratori di giustizia e di confidenti siano forme (diverse) di trattativa tra pezzi dello stato e la mafia. Queste forme diverse sono a volta in competizione tra loro, e a volte in competizione sleale (pentiti o confidenti usati contro il competitore, il caso più eclatante è quello di Siino). Uno stato che si rispetti dovrebbe aborrire ambedue le forme di trattativa con la mafia. Naturalmente la mia è un'opinione opinabile.

Uno stato che si rispetti dovrebbe aborrire ambedue le forme di trattativa con la mafia.

 I collaboratori di giustizia sono un’arma fondamentale nella lotta alla mafia. Non dimentichiamoci che il primo collaboratore di mafia fu Tommaso Buscetta e che solo grazie al suo contributo dato a Falcone negli anni ’80 si riuscì a capire come era strutturata la mafia, cupola, commissione ecc. Con quelle rivelazioni Falcone diede il via al primo maxiprocesso. Successivamente si aprì una stagione vincente per lo Stato. I benefici premiali per i pentiti furono introdotti per la prima volta con il terrorismo e diedero i loro frutti anche in quel caso. Anche stati più seri del nostro hanno simili legislazioni, vedi gli Stati Uniti. Dire che vi è una trattativa tra lo Stato e la mafia non è del tutto corretto. C’è, semmai, una trattativa tra lo Stato ed un mafioso, il che è un concetto diverso. In ogni caso, la cosa avviene alla luce del sole, sulla base di precise regole processuali.

La cosa può dare fastidio sul piano morale, laddove un pericoloso criminale pluriassassino, come, ad esempio, Brusca, possa uscire di galera prima del tempo grazie alle sue dichiarazioni, ma la sostanza del discorso è che, assieme alle intercettazioni, si tratta dello strumento più efficace per combattere la criminalità organizzata.

Sotto certi profili più problematica è la questione dei c.d. confidenti, dal momento che qui ci si muove su di un terreno ambiguo, nel sottobosco della criminalità, senza che vi sia niente di scritto. Può capitare ed è capitato che, ad esempio, un confidente tenti di strumentalizzare la polizia per i propri scopi, per attaccare un concorrente dedito agli stessi traffici, per screditare personalità, ecc. Non si sa, proprio perché siamo nel sottobosco, quali siano le contropartite che la polizia offre al confidente in cambio dei suoi “suggerimenti”. Resta il fatto che tutte le polizie di questo mondo si servono di essi. Senza i confidenti la polizia non avrebbe il polso della criminalità, opererebbe al buio ed in maniera casuale. Il problema è, semmai, costituito dalla professionalità e capacità del poliziotto di non farsi strumentalizzare e di non strumentalizzare il confidente, oltre che di capire chi è utile e chi no.

 

Per lo meno dal secondo dopoguerra la strategia di lotta contro la mafia ed in genere contro la criminalità organizzata è stata quella di utilizzare pezzi ed esponenti della mafia stessa per combattere altri pezzi, forse  peggiori o più pericolosi.  L'uso dei collaboratori di giustizia sembra inserirsi in questa strategia. Lo stesso Buscetta apparteneva ad un clan perdente ed era ben lieto di vendicarsi contro il clan vincente, con l'aiuto della magistratura e della polizia. Tuttavia non sembra che questa strategia abbia portato alla definitiva sconfitta della mafia (come è avvenuto invece nella lotta al terrorismo che ha pure usato la strategia dei pentiti). Il calcolo dei costi e benefici di questa strategia non è quindi facile e l'opinione che i costi, non solo in termini morali, ma anche in termini pratici siano superiori ai benefici è certamente legittima. Il fatto che i pentiti di mafia siano gestiti da magistrati anziché da poliziotti e carabinieri non è particolarmente rassicurante. Non sappiamo alla fine chi gestisca chi e con quali scopi. Quanto alla lotta contro la mafia, io penso che la strada maestra sia difendere i  commercianti, e gli imprenditori in generale, dalle estorsioni. Come? non lo so. Ma l'eliminazione del "pizzo" sarebbe la vera vittoria contro la mafia. 

Ma l'eliminazione del "pizzo" sarebbe la vera vittoria contro la mafia.

Sarebbe un elemento fondamentale ma altrettanto importante, e dal punto di vista delle risorse intermediate dalla Mafia piu' importante, sarebbe ridurre o eliminare gli appalti pubblici e spesa pubblica in generale controllati dalla mafia.

É la seconda volta in poco più di 24 ore che mi trovo d'accordo con Alberto Lusiani e la cosa mi inquieta un poco... ;-D

É assolutamente vero che la criminalità organizzata fa molti più soldi con gli appalti pubblici che con le attività tradizionali (pizzo, sfruttamento della prostituzione, droga, contrabbando....).

Questi "servizi a basso valore aggiunto" sono ormai stati in grandissima parte "outsourced" agli immigrati.

I servizi illegali sono stati outsourced agli immigrati, ma questo non vuol dire che i guadagni maggiori finiscano a loro.

Usare gli immigrati come manovalanza riduce il rischio per gli affiliati italiani (non credo ci sia una riduzione dei costi della manodopera, senno' sarebbe altro guadagno).

E' vero che considerando i rischi i costi dei servizi legali sono di gran lunga inferiori dei servizi illegali.

Resta il fatto che ambedue i tipi di servizi non si potrebbero portare avanti senza possibilita' di controllare il mercato, e questa possibilita' e' stata creata con tempo, soldi e aderenze - un gatto che si morde la coda.

 

"Questi é un tizio che, per cosí dire, ci mette la faccia, nel senso che rende dichiarazioni che hanno valore probatorio, assumendosi la responsabilitá delle stesse."

Supponiamo che il Tizio sia indagato, e magari anche condannato per reati molto gravi. Mettendomi nei suoi panni, non mi farei troppi problemi nel rilasciare dichiarazioni mendaci: se ho già due ergastoli, che volete che m'importi di una condannuccia per calunnia e/o falsa testimonianza. E quanto alla "faccia" (starebbe per i miei principi morali?) l'ho già persa da un pezzo.

Pertanto se ho la convinzione, perchè qualcuno me lo ha fatto credere o perchè mi sono convinto da solo, che il magistrato Caio mi tira fuori dal regime 41bis e mi manda libero e sovvenzionato in un posto dove non mi conosce nessuno se accuso Sempronio di qualche cosa, sono prontissimo a accusarlo di QUALUNQUE COSA, anche di complicità nell'assassionio di Giulio Cesare. Se vogliamo sono argomenti non dissimili da quelli di Cesare Beccaria contro la tortura: non solo immorale, ma inutile.

Pertanto io credo che queste testimonianze abbiano lo stesso valore di quelle dei confidenti "un semplice impulso investigativo, ma non é prova né indizio".

Dunque occorrono altri elementi di prova: ma questi non possono consistere nelle testimonianza di Mevio, anche lui nelle stesse condizioni di Tizio. I due si possono accordare, anche indirettamente mediante i loro avvocati.

Tutto questo senza considerare il fatto che, se fosse risaputo che il magistrato Caio nutra dell'animosità contro contro Sempronio, magari perché ha partecipato ad una manifestazione contro di lui, oppure ha sottoscritto un documento che contiene apprezzamenti negativi su di lui, Tizio potrebbe astutamente approfittarne: tutti siamo più disposti a credere a qualcosa di cui siamo già intimamente convinti, come ad esempio che Sempronio è un mascalzone...

sono prontissimo a accusarlo di QUALUNQUE COSA, anche di complicità nell'assassionio di Giulio Cesare

 La problematica che tu evidenzi, sussiste, per questo lo stato non si fida e chiede “altri elementi di prova” al fine di confermare l’attendibilità del collaboratore. Il problema non è il pentito e ciò che dice, ma chi lo gestisce. Sta nella bravura del PM riuscire a capire se il collaboratore è attendibile o meno, trovare i riscontri alle sue affermazioni, scindere le accuse riscontrate da quelle non riscontrate. È un problema di professionalità. Pensiamo al caso Tortora, il problema, in quel caso non erano i, poco credibili, collaboratori di giustizia, bensì i magistrati che, in maniera acritica, presero per buone le loro affermazioni.

Inoltre, non è vero che il collaboratore è incentivato a raccontare qualsiasi cosa senza rischio. Se le sue affermazioni si rivelano false i benefici premiali vengono revocati ed il collaboratore torna al 41bis.

Inoltre, non è vero che il collaboratore è incentivato a raccontare qualsiasi cosa senza rischio. Se le sue affermazioni si rivelano false i benefici premiali vengono revocati ed il collaboratore torna al 41bis.

Alex mi sembra che tu sia molto chiaro in tema di diritto, ma a me interesserebbe maggiormente la realtà delle cose: a quanti collaboratori sono stati tolti questi benefici negli ultimi 20 anni?

Purtroppo, non occupandomi di reati di mafia, non posseggo statistiche di questo genere e temo, altresì, che non siano facilmente reperibili.

E sapete cosa vi dico, anche se salto di palo in frasca? Che se vi decidete a chiedere soldi ve li do pure, metto anche la quota di zamax...

Che se vi decidete a chiedere soldi ve li do pure, metto anche la quota di zamax...

Lo sapevo io che anche uno come "zamax" doveva pur essere utile a qualcosa!

Il prossimo 29 Agosto, cadrà il 20° anniversario dell'assassinio di Libero Grassi, avvenuto a Palermo, in via Vittorio Alfieri.

Molto probabilmente, a lui sarebbe piaciuto continuare a fare l'Imprenditore, anziché essere arruolato nell'esercito degli eroi. Ad arruolarlo, però, ci ha pensato, vent'anni fa, il Geometra Anzalone, personaggio-fantoccio, estortore di professione, che, appunto, nelle sue richieste estorsive ai danni della Sigma, l'azienda fondata da Libero Grassi, si presentava come Geometra Anzalone, che aveva a cuore le sorti dei carcerati...

L'11 Aprile del 1991, a Samarcanda, Michele Santoro chiese a Libero Grassi come mai si rifiutasse di pagare il pizzo, come, invece, facevano molti suoi colleghi Imprenditori. La risposta, che trovo formidabile, fu

 

                                                                            (...) E' una rinunzia alla mia dignità di Imprenditore (...) 1.


 

 

Temo che, non solo al Sud, o, perlomeno, non solo in Sicilia, ci siano in giro non pochi Geometra Anzalone. Speriamo che, l'isolamento che costò la vita a Libero Grassi, non abbia a ripetersi, per il futuro. Sarebbe davvero una gran vittoria se, per il futuro, l'esercito degli eroi, non vedesse arruolato più nessuno...

 

Ultima modifica, 4 Luglio 2011, h. 2117.

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1  Al momento, il link al video, almeno a me, non funziona. Si può provare inserendo nella casella di ricerca di You Tube, le parole "Libero Grassi".  La risposta citata nel commento, comincia dal minuto 3:03.

 

Siamo stati, e lo siamo tuttora, assai soddisfatti per il fatto che, Totò Riina, il 15 gennaio 1993, sia stato  - finalmente! - assicurato alla giustizia. E siamo tutti grati al Capitano Ultimo, per aver efficacemente contribuito alla cattura del boss corleonese. Tuttavia, credo non sia il caso di passare sotto silenzio, la circostanza che, lo stesso Capitano Ultimo, a quanto pare, un anno prima della cattura di Riina, sia stato coinvolto nell'arresto di Daniele Barillà, vittima di un errore prima investigativo, e poi giudiziario, abbastanza clamoroso.

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