Il Family Day

13 maggio 2007 gian luca clementi
Sono in Italia per pochi giorni, e ieri, come tutti gli altri Italioti, ho subito il tormentone televisivo sul Family Day (ho anche assistito ad un arbitraggio indecente, ma questo probabilmente non interessa).

Da quello che se ne e' compreso attraverso la televisione, i fini della
manifestazione erano 1) di operare una partizione tra coloro che si
chiamano in linea con la CEI, e tutti gli Altri e di 2) di mostrare
ancora una volta al Governo che molti tra i politici che
a vario titolo lo sostengono, si schierano decisamente nel primo
gruppo. Gli Altri, a loro volta, si sono divisi in due: quelli che
hanno partecipato alla manifestazione alternativa tenutasi a Piazza
Navona (organizzata dai radicali) e coloro che se ne sono stati a casa
o, come il Presidente del Consiglio (che era a Stoccarda),
fortunatamente avevano altri impegni. Qui avanzo poche e brevi
considerazioni, che spero possano fornire spunti per il dibattito.

Family Day e Pizza Day. A
tutti piace la pizza, e nessuno ce la tocca. Pertanto, a nessuno viene
in mente di andare in piazza per manifestare in sua difesa. Credo di
poter affermare che a tutti piace anche l'istituto della famiglia.
Quasi tutti noi ne abbiamo avuta una, e molti di noi ne hanno formata
almeno un'altra. Se siamo d'accordo su questo, che senso ha organizzare
un family day? E' ovvio che ne avrebbe, se fosse un'occasione per
riflettere sulla natura degli interventi di politica pubblica ad essa
indirizzata. E' altrettanto ovvio, comunque, che una manifestazione di
popolo quale quella organizzata ieri non può avere questo obiettivo.
Allora? Facciamo un passo indietro e, da bravi scienziati, o presunti
tali, iniziamo con il definirla, la famiglia. Qui ci areniamo subito,
perché e' proprio dalla diversa accezione che si vuole dare a questo
termine, che deriva la motivazione del Family Day. Gli organizzatori
definiscono la famiglia come una coppia eterosessuale unita in
matrimonio (possibilmente religioso), e la prole che essa genera
(chiamiamola CEI-family). Il sentire laico impone una definizione ben
più estesa, comprendente unioni non suggellate da alcuna tipologia di
matrimonio, tra cui quelle tra omosessuali. I promotori del Family Day,
e non solo, hanno sancito che qualsiasi riconoscimento da parte dello
Stato di diritti a famiglie che non rientrano nella loro definizione,
nuocerebbe proprio alle CEI-families. E' ovvio che il riconoscimento di
diritti quali quello di visita in ospedale, di subentro in certi
rapporti contrattuali,... che peraltro sono ottenibili in via indiretta
con atti giuridici di diritto privato, non avrebbero alcun impatto sulla
vita delle CEI-families. L'oggetto del contendere deriva, come spesso
accade, da un vincolo di bilancio. Allargando il numero dei beneficiari
di certi trasferimenti e di certi servizi forniti dall'amministrazione
pubblica (ad esempio, attraverso la concessione della reversibilità
della pensione a coppie non sposate) diminuirebbero i denari a
disposizione per le CEI-families. E' palese, dunque, che tale
allargamento e' una losing proposition per gli organizzatori del Family
Day e dei loro accoliti. Si tratterebbe infatti di una politica
redistributiva (e anche distorsiva, viste le maggiori entrate che si
renderebbero necessarie) a beneficio di soggetti che con alta
probabilità fanno riferimento alla parte politica avversaria.

Ipocrisia.
Tra gli altri, erano in piazza San Giovanni per il Family Day i signori
Berlusconi Silvio e Casini Pierferdinando. Al momento in cui si sono
separati dalle rispettive mogli per unirsi ad altre donne, tali signori
hanno abbandonato le rispettive famiglie. Per quanto mi concerne, i
privati cittadini Berlusconi e Casini possono organizzare le rispettive
sfere personali nel modo che più considerano opportuno. Invece, le
persone pubbliche, nonché parlamentari della Repubblica Berlusconi e
Casini, presentandosi al Family Day non fanno altre che dare ulteriore
segno della loro conclamata ipocrisia. Quello che rattrista e' che
nessuno, tra i media italiani, ha pensato di fare una tale,
semplicissima considerazione. O semplicemente, di chiedere ai due per
quale motivo fossero al Family Day senza le loro (originali) famiglie.

Penosa strumentalizzazione.
L'apoteosi della giornata si e' avuta quando Berlusconi si e' sentito
in dovere di dirmi che io non sono un vero cattolico. O che, alternativamente, non sono di sinistra. E' si', perché
secondo il nanetto da Arcore, un cattolico non può essere di sinistra. E' chiaro
che se qualcuno urla per strada che la Gobba (juventus) non ha mai
rubato nulla a nessuno, io lo ignoro. Per lo stesso motivo, ignoro
Berlusconi. Quello che mi da' fastidio, e non posso ne' voglio
ignorare, e' il silenzio assordante della CEI, i cui portavoce (in
primis il suo presidente) non si sono cataminati (scusatemi il
camillerismo) per definire una tale affermazione come una grande offesa
per la Chiesa e, principalmente, per nostro Signore. Offesa, perché
equivale a confinare il Signore in una scatola definita da mere
diatribe di carattere politico.

20 commenti (espandi tutti)

Parlando di ipocrisia e dell'aspetto pensionistico, vale la pena ricordare che il morticino noto come ddl sui Dico (peraltro ipocritamente abbandonato al proprio destino parlamentare, cioè all'affondamento) prevede che la la discussione sulla reversibilità potrà aprirsi solo "nell'ambito del riordino complessivo della materia previdenziale". Cioè mai, visto il fecondo dibattito di questi mesi in materia.

Sono d'accordo con l'osservazione, ma non vedo cosa c'entri l'ipocrisia. Il disegno di legge sui DICO, che era essenzialmente vuoto di contenuti, non ha fatto altro che porre in evidenza quanto assurda possa essere la posizione della CEI.

Non mi sono fatto capire. L'ipocrisia deriva da un governo che prima inserisce il tema delle coppie di fatto nella prima versione del proprio programma, poi realizza un ddl privo per l'appunto di contenuti. Poi lo fa presentare dal ministro dell'Interno con una pantomima dove si dice che quel ddl non serve necessariamente ai gay, ma alle nonnine coi nipotini, o agli anziani vedovi che decidono di convivere a reciproco supporto. Il tutto per sfuggire agli strali vaticani. Da ultimo, per degna conclusione, il premier dice "mission accomplished", il ddl è stato licenziato in cdm, ora è in parlamento, e non è piu' affare nostro. Perché non facciamo lo stesso anche con la Finanziaria, allora?

No, io credo che, al di là della posizione della Cei (che mi guardo bene dal sostenere), quando un governo non ha gli attributi per promuovere i diritti degli omosessuali (ché a questo sarebbero serviti i dico) non si può che parlare di ipocrisia. La stessa che ieri ha consigliato Piero Fassino di assumere posizioni da Don Abbondio.
 

Non credo che alla CEI interessi tanto la questione pensionistica quanto la promozione della famiglia tradizionale, sia perchè ritengono peccaminose le altre unioni, sia per rinforzare la propria influenza sulla società.

Quanto all' ipocrisia dei politici, è la solita storia: il voto cattolico è minoritario ma corposo, gli unici che se ne infischiano sono i radicali.

Ancora peggio quella della CEI che si lascia strumentalizzare da Berlusconi.

L'ipocrisia mi sembra generalizzata, anzi mi sembra considerata quasi ovunque un merito, un plus non una cosa di cui vergognarsi. Il pezzo seguente viene da un articolo di tale signora Rodota', sul Corriere di oggi

- Vivere simpaticamente. E' lo spiraglio — la politica, la vita
italiana è spesso fondata sugli spiragli — generosamente, astutamente
offerto da Clemente Mastella.

Intervistato sulla presenza di Berlusconi, matrimonialmente non un
giglio, ha risposto: «Una volta mi ha detto simpaticamente che lui ama
talmente la famiglia da averne due». Ecco qua. Allora si può essere
simpaticamente fedifraghi, simpaticamente bigami, abbandonare
simpaticamente il coniuge, forse essere simpaticamente gay intestandosi
case e facendo figli in provetta all'estero. Spesso non è gratis,
bisogna essere simpaticamente benestanti per farlo (i politici pro
famiglia ma assai simpatici a San Giovanni erano la maggioranza; la
piazza era più seria, ai normali le famiglie costano, perché lo Stato
non le aiuta? Anche quelle irregolari, però, in futuro, magari).

Notate l'elogio tutto italiano al savoir-faire, che noi chiamiamo, calvinisticamente, ipocrisia. Lei lo chiama "vivere simpaticamente": aggiorniamoci. Notate anche l'asserzione, brutale ma vera, che attribuisce il potere di vivere simpaticamente solo a chi e' molto ricco, gli altri che s'arrangino, sostengano la CEI, paghino l'obolo e vadano ai family days.

Il Family Day era, in effetti, un Hypocrisy Day squisitamente italiano ed a cui han partecipato tutti, direttamente o indirettamente. Quelli che ci sono andati (fatti salvi i gia' menzionati, vale la pena segnalare questo Pezzotta: da grande capo dei parassiti statali a longa manus della CEI per continuare a discriminare gli omosessuali, una intera vita dal lato sbagliato), quelli che ci sarebbero andati se non fossero ministri (Rutelli), quelli che non ci sono andati ma si son vergognati di dirlo (Fassino e quasi tutti i DS), quelli che se ne sono lavati pilatescamente le mani, tanto loro la CEI la servono comunque (Prodi).

Nello stesso giorno, in Turchia , un milione e mezzo di turchi scendeva in piazza per proclamare e difendere la laicita' dello stato. Il confronto parla da solo: a Piazza Navona, attorno ai radicali, c'erano al piu' diecimila persone. E scommetto che la signora Rodota' non c'era.

Oddio... l'articolo della Rodotà a me è sembrato un commento leggero, ironico, non certo un elogio all'ipocrisia... Per rimanere sul Corriere di oggi, trovo assai più interessante questo:

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/05_Maggio/13/messori_fatima.shtml

Socci che si scorna col Cardinal Bertone è un cammeo davvero incredibile!

Nello stesso giorno, in Turchia , un milione e mezzo di turchi scendeva in piazza per proclamare e difendere la laicita' dello stato.

Appunto: io trovo un po' buffe tutte queste paure associate all'ingresso della Turchia nell'UE (e tutti i Turchi che ho conosciuto di persona erano piu' laici di me -- e trangugiavano piu' alcool di un Irlandese, alla faccia dei precetti dell'Islam). Forse sarebbe il caso, invece, di espellerne l'Italia... :-)

(Comunque credo che la Rodota' fosse sarcastica).

Anche a me quel paragrafo della Rodota' suona sarcastico. E anch'io trovo molto piu' seria la posizione dei laici turchi che non di questi quacquaraqua' italiani. (Tempo fa sostenni che bisognava appunto espellere l'Italia, e ammettere la Turchia!)

Trovo assolutamente al di la' del bene e del male sia il concetto del Family Day e la posizione della CEI, che le timide e ipocrite reazioni dei cosiddetti "laici" italiani. Allucinante. 

Sara', ma a me proprio non sembra sarcastico per nulla, anche dopo averlo riletto ... sto invecchiando?

Credo che la tua esperienza coi turchi sia un po' distorta dal contesto in cui li hai conosciuti.

Non ho esperienze dirette, ma da racconti di amici e letture ho l' impressione che ad Istanbul (e molte delle maggiori città a giudicare dalle manifestazioni) certi comportamenti siano maggioritari, ma nella campagna anatolica è tutto un'altro discorso.Gli islamici (per lo più moderati, ok) sono minoritari, ma sempre più di un terzo della popolazione.

Per chiarire, sono favorevole all' ingresso della Turchia in UE ed ammiro la determinazione con cui lottano per la laicità dello stato.In Italia sarebbe forse eccessiva, ma mi piacerebbe averne la metà.

Non ho esperienze dirette, ma da racconti di amici e letture ho l'
impressione che ad Istanbul (e molte delle maggiori città a giudicare
dalle manifestazioni) certi comportamenti siano maggioritari, ma nella
campagna anatolica è tutto un'altro discorso.Gli islamici (per lo più
moderati, ok) sono minoritari, ma sempre più di un terzo della
popolazione.

Be', certo, ma questo succede dappertutto: persino in America, una cosa sono le coste atlantica e pacifica, e un'altra e' il Midwest rurale... Per quel che riguarda i paesi meno sviluppati, crescita economica e cosmopolitismo che derivano dall'integrazione con altri paesi non possono che giovare anche in termini di laicizzazione della societa': guarda agli effetti dell'ingresso nella vecchia CEE su paesi come l'Irlanda e la Spagna.

ma i turchi in piazza per la laicita' non sono anti-democratici? solo per capire, perche' non ho seguito.

ma i turchi in piazza per la laicita' non sono anti-democratici? solo per capire, perche' non ho seguito.

"Democracy is two wolves and a lamb voting on what to have for lunch. Liberty is a well-armed lamb contesting the vote." (Frase attribuita a Ben Franklin).

Short answer: no

La questione è un filo controversa: per modernizzare il paese a tappe forzate Ataturk ha imposto una strana costituzione ultralaica ma non troppo liberale.Basti dire che l' esercito ha il diritto di rovesciare un governo che mette a repentaglio la laicità dello stato: se non erro i vari golpe degli anni '70/'80 erano legali.

Il partito al potere ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi col 36% dei voti grazie ad una legge elettorale un po' balorda, e vuole approfittarne per mettere a capo dello stato (e quindi dell' esercito ed a garanzia della laicità dello stato) un loro uomo, islamico moderato.

Per lo più i manifestanti sono democratici, accettano un governo islamico democraticamente eletto ma non che questo trami per cambiare le regole del gioco come sospettano sia nelle intenzioni di Erdogan & c.

affrettato, molto affrettato, nonche' profondamente ingiusto mi sembra il tuo giudizio sulla direzione arbitrale cui hai assistito. Non a caso, quello che ormai resta l'unico organo di stampa ancora indipendente ed al di sopra di ogni sospetto nel nostro paese cosi' si esprime sulla performance del signor Marelli da Como:

"Fuori luogo ci sono sembrate, anche e soprattutto fuori dal campo, le proteste dei romagnoli per i presunti torti arbitrali. Proteste riguardanti in particolar modo una rete e un rigore annullati e le mancate espulsioni di Pianu e Belmonte. Anche il Bari inoltre avrebbe potuto recriminare su un rigore non concesso per l'atterramento di Santoruvo in area e sulle tante ammonizioni accordate" (da www.solobari.it)

Ma gian luca si riferiva - credo - (anche) all'arbitraggio di Ayroldi in Juve-Bologna

ma dai, ancora.  fammi indovinare.. a favore della Juve?

indovinato! dicono che ayroldi sia andato via su una panda nuova di zecca!!! sai com'e', finche' siamo in b, dobbiamo tirare la cinghia. ma dall'anno prossimo, regaliamo di nuovo le stilo (non quelle per scrivere) a tutti!

"Juventino, nonostante tutto." Si vede dal senso dell'ironia. Comunque noi non possiamo ridere, che ultimamente tutti gli stereotipi sulla mancanza di palle paiono verificati.

Sono appena tornato dal Bel Paese. Pepe aveva private information. Glielo avevo detto che sarei andato a vedere Rimini-Bari. La cosa divertente e' che l'arbitro aveva convalidato il gol del Rimini e aveva anche assegnato il rigore. In entrambi i casi, il guardalinee gli ha ricordato che erano stati pagati, e se non volevano essere gambizzati... comunque la cagnotta (come in Romagna chiamiamo la bustarella) veniva dal Napoli, non dal Bari.

Poi a casa ho visto l'incredibile rigore assegnato da Ayroldi ai Gobbacci. Non ci sono parole per stigmatizzare il suo comportamento. 

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