Le favole dei politici italiani

14 aprile 2011 alberto lusiani

Approfittando del ritardo storico di alfabetizzazione degli italiani e della faziosa incompetenza dei mezzi di comunicazione, i politici italiani raccontano delle vere e proprie favole che non hanno alcun riscontro con la realtà. Inizio a raccogliere le favole più manifestamente inconsistenti e assieme più diffuse, persistenti e rilevanti per l'economia e la politica italiane.

Gli altri paesi crescono più dell'Italia perché la loro economia è drogata

Una delle favole più irritanti ha avuto una rapidissima diffusione negli ultimi anni (soprattutto con l'arrivo della crisi mondiale) e si può riassumere nella seguente affermazione:

"Gli altri Stati, particolarmente Irlanda, Spagna, ma anche USA e UK, hanno avuto una crescita economica nettamente maggiore dell'Italia perché la loro economia è drogata da bolle finanziarie e immobiliari, mentre l'economia italiana ha una maggiore quota di produzione manifatturiera ed è più solida."

Questa tesi viene associata dai suoi fautori con alcuni corollari che ne sarebbero la ovvia conseguenza:

  1. L'Italia soffrirà (o avrebbe sofferto, alla data di oggi) meno degli altri paesi la recente crisi economica mondiale.
  2. L'Italia uscirà dalla recente crisi economica mondiale prima e meglio degli altr paesi.

La favola e i suoi corollari vengono raccontati per spiegare al popolo come mai la crescita economica media dell'economia italiana negli ultimi 15-20 anni sia tra le più misere di tutti i Paesi OCSE (vedi ad es. http://seekingalpha.com/article/112293-a-comparison-of-oecd-countries). Se la tesi è compatibile con i dati - nel senso che è una possibile, per quanto implausibile, spiegazione fornita dopo che gli eventi si sono verificati - lo stesso non vale per i corollari. Essi sono stati formulati come "predizioni" e sono quindi testabili.

Il primo corollario è ampiamente falsificato dai dati.  Il PIL pro-capite italiano ha sofferto della crisi in misura superiore o comparabile a quella di tutti gli altri paesi OCSE, in particolare in misura maggiore della media di Francia e Germania (vedi Lo stato dell' unione italiana e Andamento del PIL italiano negli anni 1995-2009).

Il secondo corollario (la cui erroneità era stata prevista) viene quotidianamente smentito dai dati disponibili e dalle previsioni internazionali, come documenta sistematicamente Mario Seminerio che ha scritto, nel tempo, un'intera serie di articoli sul tema. La 17a puntata è uscita ieri: Ma noi ne usciremo meglio di altri – 17.

Sconfitti miseramente dalla realtà i primi due corollari noto (con una certa irritazione) che il ministro Brunetta ne propone un terzo in un'intervista su Repubblica dell'11 aprile 2011:

  • Intervistatore: "Intanto la nostra crescita resta tra le più basse d'Europa."
    R. Brunetta: "È vero, ma molti paesi avanzano grazie a una finanza malata che noi non abbiamo".

Insomma la favola continua, in una versione aggiornata che ora non spiega solo perchè l'Italia è cresciuta meno degli altri paesi negli ultimi 15-20 anni, ma anche perchè è stato sconfessato dalla realtà il corollario n.2 ("ne usciremo prima e meglio degli altri"). Tuttavia, mentre la versione 1.0 della favola offriva ai sudditi la speranza di una luce alla fine del tunnel (soffriremo la crisi meno degli altri, e ne usciremo prima e meglio degli altri), la versione 2.0 sposta in un futuro indefinito e lontano la resa dei conti, anticipando ai sudditi crescita economica inferiore (e misera) senza apparente fine, anche dopo la crisi economica mondiale più grave dal 1929, che avrebbe dovuto far giustizia di tutte le droghe finanziarie e immobiliari del mondo. Evidentemente Renato Brunetta ritiene che la crescita prepotente della manifattura tedesca sia dovuta alla "finanza malata" ...

69 commenti (espandi tutti)

Mi sembra un'ottima iniziativa, magari da raccogliere in una apposita sezione del sito. Molto bene!

che il ministro Brunetta ne propone un terzo in un'intervista su Repubblica dell'11 aprile 2011:

 

Brunetta chi?

Questo? Ed osa ancora disquisire di crescita?

La perla che segue non è stata ancora rettifcata o rimossa dal Sito del Ministero di Brunetta. QUI

"l'Italia non va bene sta crescendo a 0, cioè non cresce; ma crescere a 0 vuol dire che si sta crescendo come l'anno scorso che è stato un anno buono, con crescita all'1,8%".

"l'Italia non va bene sta crescendo a 0, cioè non cresce; ma crescere a 0 vuol dire che si sta crescendo come l'anno scorso che è stato un anno buono, con crescita all'1,8%".

Questa perla mi era sfuggita**. Devo convincere il mio Direttore Commerciale a parlare con questo gigante dell'Economia prima che prepari il piano il prossimi anno :-)

Ma l'omonimo Augias (a cui è stata rilasciata la dichiarazione) non ha detto nulla?

PS

**hai modificato il commento?

Ma l'omonimo Augias (a cui è stata rilasciata la dichiarazione) non ha detto nulla?

cosa vuoi che dica : è gente che va in confusione a fare 2 + 3

**hai modificato il commento?

sì , prima invece della citazione avevo messo l'immagine del comunicato del sito del Ministero tratta dal mio account di imageshake.

questo richiamo rallentava l'apertura dei commenti ( non so perchè )

ho tolto l'immagine e messo la citazione e link al comunicato , visto che non lo hanno ancora tolto o modificato.

Qualche giorno fa è uscito questo World Economic Outlook (4 mega di PDF) del Fondo Montetario Internazionale. Il riassunto dei giornali è stato più o meno questo : 

-ottimo deficit

-dobbiamo fare meno sforzo degli altri (esclusa Germania e Canada) per far tornare il debito al 60%

-l'unico problema è la crescita contenuta del PIL (forse non appare nell'articolo del TGCOM, ma è presente su altri articoli)

Ma non è che queste stime non malvagie per l'Italia, siano basate su dati super ottimistici forniti da Tremonti e il governo italiano?

Ah! Che bello! E' uscito il rapporto semestrale! Lo stavo aspettando!

Grazie per la segnalazione!

Parlano di crescita drogata degli altri..ma noi? Non siamo noi che a furia di spesa pubblica abbiamo fatto crescere (o almeno aiutato non poco) la crescita del nostro paese fino a metà degli anni 90?  Non è un "drogare" anche quello??? 

Non siamo noi che a furia di spesa pubblica abbiamo fatto crescere (o almeno aiutato non poco) la crescita del nostro paese fino a metà degli anni 90?  Non è un "drogare" anche quello??? 

Infatti. Se l'argomento di costoro è che l'eccesso di "debito" droga la crescita si può tranquillamente applicare anche al caso del debito pubblico italiano.

Tra l'altro sembra che ci sia anche una certa coincidenza temporale tra il momento in cui la crescita italiana ha cominciato a divergere negativamente da quella media europea e il momento in cui i governi hanno iniziato a porre qualche limite alla spesa: dalla metà degli anni '90. Naturalmente qs non significa che per ricominciare a crescere come prima basterebbe allentare i cordoni della borsa visto che tale comportamento ci stava portando (e ci porterà se ripreso in futuro) diritti verso il default.

Vero.

In generale è proprio tutto il ragionamento che è un trucco retorico, perchè non si paragonano con la Germania invece che con l'Irlanda? Con la Slovenia invece che con il Portogallo?

La cosa divertente è che sono stati loro stessi ad iniziare questo antipatico confronto con gli altri ("noi ne usciremo meglio").

Un po' per profondo provincialismo, un po' per far risplendere la "bravura" del leader (BS si che è in gamba mica quei comunisti di Obama e Zapatero).

Poi, dopo aver dato dei fessi ai governi di mezza europa con le pezze al culo (cit.) e non astuti e previdenti come noi, qualcuno di loro si stupisce che non siamo stimati all'estero.

Eh sti europei sono strani! Non gli puoi dare degli incompetenti nel momento di difficoltà che subito si offendono!

nei talk ahow mi è capitato spesso di sentire attribuendosi grande merito:

noi non abbiamo fatto la fine della Grecia

in un paio di anni il nostro benchmark è passato dalle Germania, alla Spagna e ora alla Grecia

quale sarà il prossimo? 

 

Noi non abbiamo fatto la fine dello Zimbabwe.

Ragazzi, tutto vero, però perchè non si guardano le partite correnti ed il deficit corrente sul Pil di Irlanda, Spagna (aggiungo Islanda) Usa e UK?

Lasciamo sta gli Usa (che hanno la moneta internazionale) e UK (che ben si difendono), ma gli squilibri con l'estero erano spaventosi (addirittura l'Islanda aveva un -25% e le altre erano all'incirca sul -10%), compravano merci a debito.

Diversa l'area scandinava e tedesca con attivi nelle partite correnti, la Francia in pareggio e l'Italia un po' in perdita (-2% circa).

Insomma, la "tigre irlandese" attraeva capitali per la bassa tassazione da tutto il mondo ed i cittadini irlandesi hanno usufruito di quei prestiti. L'Unione Europea e soprattutto la BCE ha consigliato molte volte, già dalla fine degli anni '90 al governo irlandese di aumentare le imposte e ridurre il tasso d'inflazione ma tutti dicevano "beh l'inflazione c'è perchè c'è una crescita maggiore del Pil ed il tasso di cambio fisso, insomma l'effetto Balassa-Samuelson e così via" ed invece era un'immensa bolla speculativa insostenibile.

Bisogna fare sempre attenzione alle partite correnti, è questo che il modello renano insegna.

"Bisogna fare sempre attenzione alle partite correnti, è questo che il modello renano insegna"

Condivido questa impostazione: attenzione massima all'equilibrio delle partite correnti. Sotto questo punto di vista, purtroppo, i segnali per il ns paese sono, purtroppo, ugualmente pessimi: è da oltre un decennio, e quindi dopo che non abbiamo più la leva del cambio, che dobbiamo registrare deficit che variano dal 1,5% al 3% del PIL.

Nonostante il ns paese abbia ancora un peso del settore industriale  sul PIL significativo (prendendo il n° di occupati  siamo secondi, nell'area Euro, solo alla Germania!) il saldo estero è strutturalmente deficitario. Anzi, quando l'industria ricomincia a tirare, come è successo negli ultimi 8/9 mesi, il deficit si aggrava, soprattutto per l'aumento delle importazioni di energia. Ora poi, con il costo del petrolio in forte spolvero, questi dati si stanno facendo ancora più preoccupanti (fonte Radiocor 14/04/2011):

  • SALDI  Billancia commerciale (DATI GREZZI  Milioni di euro) Gen.11
    Paesi Ue                   -786
    Paesi Extra Ue           -5.768
    Mondo                    -6.55

Quindi, anche da questo lato, non vedo come si possa "sentirci in condizioni migliori di altri".

 

 

Questa storia delle tasse che farebbero bene all'economia suona tanto da politico italiota :-)

Non è che forse era la BCE che stampava un po' troppa moneta e alimentava quele bolle e quei "capitali" erano solo carta colorata con un numero stampato sopra che usciva a fiumi dalla sua tipografia?

Evidentemente Renato Brunetta ritiene che la crescita prepotente della manifattura tedesca sia dovuta alla "finanza malata" ...

Brunetta secondo me in realtà sa che sta mentendo a fini politici e che può farlo anche perchè  non c'è una sana e diffusa cultura ICT in Italia, vi invito a leggere questi due articoli:

http://master.dei.unipd.it/telecom/Materiale/RappAssinform/Rapporto%20AS...

http://www.wolfstep.cc/2011/03/chi-ha-ucciso-il-ceto-medio.html

 

e poi vedete cosa sta facendo con il nuovo CAD e il relativo cronoprogramma:

http://www.digitpa.gov.it/sites/default/files/sintesi%20dei%20contenuti%...

bankitalia

marcodivice 15/4/2011 - 18:42

evidentemente bankitalia fa la parte dell'orco, nel mondo incantato descritto dai politici.

Nel bollettino emesso oggi, qui repubblica , parla di manovre per 35 mld se si vuol raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014.

 

Ps:

approfitto per complimentarmi con gli autori di tremonti istruzioni per il disuso con la postfazione.

Finito di leggere ieri,  nel mio piccolo provvederò a diffonderlo.

Che abbiano il vizio di raccontare favole è comprensibile tanto, se qualcuno è così fesso da crederci, si può smentire tranquillamente, come niente fosse, subito dopo.

Intervistatore: "Intanto la nostra crescita resta tra le più basse d'Europa."
R. Brunetta: "È vero, ma molti paesi avanzano grazie a una finanza malata che noi non abbiamo".

Bello come il giornalista prenda questa frase per oro colato, senza nemmeno provare a chiedere: "Scusi, che intende per finanza malata?"

dai

non penso ci siano molti giornalisti in Italia che abbiano la competenza per contraddire un Nobel per lEconomia mancato per un soffio!

4) L'unico motivo per cui l'Italia fa fatica ad uscire dalla crisi è per colpa della Cina, che ci ruba quote di mercato con la loro manodopera a basso costo

5) Oltre alla Cina che ci ruba il lavoro (c'è anche l'India ed a seguire altri) noi compriamo l'energia dalla Francia che ci costa troppo

6) In ogni caso siamo privi di materie prime su cui fare affidamento come oro o il petrolio, mentre gli altri stati sono pieni di risorse

7) Ci sono italiani che odiano l'Italia e portano il loro cervello all'estero: potrebbero benissimo accettare uno stipendio da fame e tenere le loro idee in Italia.

8) Ci sono altri Italia che odiano i prodotti fatti in Italia perché costano di più

9) Gli imprenditori italiani investono male, sarebbe meglio che ci pensasse lo stato italiano.

10) Come punto 9, sostituendo imprenditori italiani con governi e imprese straniere

 

Potete portare tutti i dati che volete, ma la crescita italiana e falcidiata da almeno uno di questi corollari

Potete portare tutti i dati che volete, ma la crescita italiana e falcidiata da almeno uno di questi corollari

Povera Italia. Come succede che nessuno falcidia la crescita di praticamente tutti gli altri Paesi avanzati? I problemi elencati esistono in varia misura per tutti gli Stati, se l'Italia ne soffre complessivamente piu' di tutti gli altri Stati OCSE vuol dire che e' colpa degli italiani, specie gli italiani che hanno posizione di vertice e di potere. Fra l'altro credo che l'Italia sia cresciuta economicamente piu' della media OCSE per alcuni decenni, dopo la seconda guerra mondiale. Di certo non esiste un complotto mondiale contro l'Italia, questa sarebbe una favola ancora piu' grossa di quella della crescita economica drogata.

Approfitto di questo post di Lusiani e della segnalazione di agori per illustrare un mio modo per comparare l'effetto della crisi sulle economie dei paesi sviluppati, in particolare sul PIL procapite di questi paesi.

Per far questo ho deciso di lasciar perdere la purchase power parity, poichè non ho voglia di discutere sulle differenze di prezzo delle stufe elettriche tra Svezia e Grecia (btw, in Grecia costano meno, ma non servono a niente).

Ho deciso invece di misurare la crisi in anni persi, che sono uguali per tutti i paesi (è vietato commentare che un anno vale di più nei paesi con aspettativa di vita inferiore, e anche che un anno da giovane vale di più di un anno da vecchio).

Come ho fatto?

Prima di tutto ho dovuto stabilire l'anno di crisi, cioè l'anno in cui il PIL procapite ha raggiunto i suoi minimi, e l'anno precrisi, cioé l'anno in cui la crisi non dava effetti. Ho scelto il 2009 come l'anno di crisi e il 2008 come l'anno precrisi (in realtà la crisi inizia a farsi sentire nel 2008 in alcuni paesi, così come alcuni paesi hanno avuto la peggio nel 2010, ma un anno dovevo pur fissare ed ho fatto la media).

Quindi ho misurato la crisi: per far questo sono semplicemente andato a vedere per ogni nazione in quale anno il PIL era inferiore al PIL del 2009 ed ho contato gli anni intercorsi tra quell'anno e il 2009. Porto ad esempio la Germania. Per trovare un anno in cui il PIL tedesco fosse inferiore ai livelli del 2009 sono dovuto andare indietro nel tempo di 4 anni, cioé fino al 2005. La crisi ha quindi portato la Germania indietro di 3 anni.

Inoltre sono andato a vedere per ogni nazione quanti anni fossero necessari per tornare ai livelli di PIL precrisi. Per quel che riguarda la Germania, il PIL supererà quello del 2008 solo nel 2011, saranno quindi necessari 3 anni, 2 in più del "normale".

Per avere un indice unico ho sommato gli anni e li ho chiamati "anni persi".

Di seguito la tabella: come si può vedere l'Australia ha continuato a crescere anche se c'era la crisi (0 anni persi), la crisi ha fatto tornare indietro la Svizzera di 2 anni, e avrà bisogno di 2 anni in più per recuperare. L'area Euro e l'Unione Europea hanno subito gli stessi danni: entrambi proiettate di 4 anni indietro nel tempo, e necessiteranno di 4 anni per recuperare. Gli USA hanno perso un anno in più dell'Europa, ma impiegheranno un anno in meno per recuperare. In fondo alla impietosa classifica, beh, quella Nazione lì. 10 anni indietro nel tempo (ed è record!) e 7 anni in più per recuperare (seconda, in buona compagnia, si fa per dire, dietro solo all'Islanda cui ne serviranno 8). Totale 17 anni, che porta pure sfiga.

 

  Anni indietro Anni necessari per recuperare Anni persi
Australia 0 0 0
Israel 1 1 2
Korea 1 1 2
Slovak Republic 1 2 3
Hong Kong SAR 2 1 3
Taiwan Province of China 2 1 3
Malta 2 2 4
Switzerland 2 2 4
Singapore 3 1 4
Austria 2 3 5
Czech Republic 2 3 5
Germany 3 2 5
Netherlands 2 4 6
Euro 3 3 6
EU 3 3 6
Sweden 4 2 6
United States 4 2 6
Slovenia 2 5 7
Belgium 3 4 7
Luxembourg 3 4 7
Canada 4 3 7
France 4 3 7
Norway 4 3 7
Finland 3 5 8
Japan 5 3 8
New Zealand 5 3 8
Cyprus 2 7 9
Greece 2 7 9
Estonia 4 5 9
Denmark 5 4 9
Spain 4 6 10
United Kingdom 5 5 10
Iceland 4 8 12
Ireland 6 7 13
Portugal 8 7 15
Italy 10 7

17

E tutto grazie al plutonio libico:

http://www.youtube.com/watch?v=LqhLauKqGG8

"Se i miei calcoli sono esatti"

Fonte dei dati e delle stime del PIL procapite (World Economic Outlook dell'International Monetary Fund):

http://www.imf.org/external/pubs/ft/weo/2011/01/weodata/weorept.aspx?pr.x=29&pr.y=5&sy=1995&ey=2016&scsm=1&ssd=1&sort=country&ds=.&br=1&c=193%2C158%2C122%2C542%2C124%2C137%2C156%2C181%2C423%2C138%2C935%2C196%2C128%2C142%2C939%2C182%2C172%2C576%2C132%2C936%2C134%2C961%2C174%2C184%2C532%2C144%2C176%2C146%2C178%2C528%2C436%2C112%2C136%2C111&s=NGDPRPC&grp=0&a=


 

Che PIL hai usato?

A me con il PIL a prezzi costanti ricostruito dalle crescite reali  fino al 2010 ( QUI ) e quelli del DEF licenziato dal CdM giovedì scorso per l'Italia viene un poco diverso : anni indietro 9 , anni per il recupero 5.

PIL NORMALIZZATO A PREZZI COSTANTI

2000 3,7 92,37 2001 1,8 94,03 2002 0,5 94,50 2003 0,0 94,50 2004 1,5 95,92 2005 0,7 96,59 2006 2,0 98,52 2007 1,5 100,00 2008 -1,3 98,70 2009 -5,2 93,57 2010 1,3 94,78 2011 1,1 95,83 2012 1,3 97,07 2013 1,5 98,53

2014 1,6 100,10

E' comunque chiaro che meno si cresce più sono gli anni che chiami persi

Io poi chiamerei persi gli anni dal 2007 al 2014 , inutili quelli dal 2000 al 2007

 

Che PIL hai usato?

Subodoro che dovresti controllare l'ultimo World Economic Outlook dell'IMF.

E' tipo una caccia al tesoro:

valerio, 16 Aprile 2011, 16:29:

Approfitto di questo post di Lusiani e della segnalazione di agori

agori, 15 Aprile 2011, 09:15:

Qualche giorno fa è uscito questo World Economic Outlook (4 mega di PDF) del Fondo Montetario Internazionale.

 

lo faro'

intanto per l'Italia ho usato i dati Eurostat

Qua:

http://www.imf.org/external/pubs/ft/weo/2011/01/weodata/weorept.aspx?pr.x=29&pr.y=5&sy=1995&ey=2016&scsm=1&ssd=1&sort=country&ds=.&br=1&c=193%2C158%2C122%2C542%2C124%2C137%2C156%2C181%2C423%2C138%2C935%2C196%2C128%2C142%2C939%2C182%2C172%2C576%2C132%2C936%2C134%2C961%2C174%2C184%2C532%2C144%2C176%2C146%2C178%2C528%2C436%2C112%2C136%2C111&s=NGDPRPC&grp=0&a=

Sì, potrei inserire i dati Eurostat, ma ho sempre avuto problemi a scaricarli in un formato decente. E poi non danno stime a 5 anni, come invece fa l'IMF (quanto siano credibili non lo so, però sicuramente meglio di quelle che farei io).

Tra l'altro ho ottenuto una nuova classifica tenendo conto del fatto che paesi diversi hanno avuto come anno pre-crisi ed anno di crisi anni diversi dal 2008 e 2009. Non cambia molto. Tranne per alcuni paesi come Grecia e Irlanda.

 

  Anni inutili Anni persi Somma
Australia 0 0 0
Israel 1 1 2
Korea 1 1 2
Slovak Republic 1 2 3
Hong Kong SAR 2 1 3
Taiwan Province of China 2 1 3
Malta 2 2 4
Switzerland 2 2 4
Singapore 3 1 4
Austria 2 3 5
Czech Republic 2 3 5
Germany 3 2 5
Netherlands 2 4 6
Euro area  3 3 6
European Union 3 3 6
Sweden 4 2 6
Slovenia 2 5 7
Belgium 3 4 7
Luxembourg 3 4 7
United States 4 3 7
Finland 3 5 8
Canada 4 4 8
France 4 4 8
Norway 5 3 8
Cyprus 3 6 9
Japan 5 4 9
New Zealand 5 4 9
Estonia 4 6 10
Denmark 5 5 10
United Kingdom 5 5 10
Greece 6 5 11
Spain 6 5 11
Iceland 6 7 13
Ireland 8 7 15
Portugal 11 4 15
Italy 10 8 18

GRAZIE

ho trasformato i dati Eurostat in pro capita e coincidono con quelli IMF fino al 2010 e dal 2011 onwards con le previsioni di Tremonti ( crescita y/y )

Avevo commesso l'errore di considerare il PIL a p.c. totale anzicchè pro capita.

 

Avevo commesso l'errore di considerare il PIL a p.c. totale anzicchè pro capita.

Colpa mia che non l'ho scritto chiaramente!

Grazie per i dati.  Suggerirei di aggiungere le seguenti informazioni per i lettori futuri:

  • fonte dei dati sul PIL, questo e' rilevante anche perche' ci sono le stime sulla futura crescita del PIL
  • cosa e' stato usato per stimare la crescita del PIL oltre i 2-3 anni che in genere vengono pubblicati
  • se si tratta di PIL pro-capite o PIL statale, ovviamente il PIL pro-capite e' piu' indicativo del benessere dei cittadini

Ho una curiosita' personale, che cosa hai usato per colorare la tabella in funzione del contenuto numerico delle celle?

Ho aggiornato il commento con quel che sapevo. Per fortuna che ci sono i reviewer.

cosa e' stato usato per stimare la crescita del PIL oltre i 2-3 anni che in genere vengono pubblicati

Prova qui:

http://www.imf.org/external/pubs/ft/weo/2011/01/pdf/text.pdf

Pagina 176 e segg.

Non so se è questo che viene richiesto, ma comunque io non sono in grado di capirne l'affidabilità. Mi fido. Certo: più si va avanti con gli anni, meno le stime sono affidabili. Però non è colpa mia (almeno non completamente) se a certi paesi servono più di 2-3 anni per recuperare!

Ho una curiosita' personale, che cosa hai usato per colorare la tabella in funzione del contenuto numerico delle celle?

Excel 2007. Formattazione condizionale.

cosa e' stato usato per stimare la crescita del PIL oltre i 2-3 anni che in genere vengono pubblicati

Fino al 2014 coincidono con quelli ricavabili dal D.E.F. di Tremonti di mercoledì scorso, assumendo una crescita della popolazione del 5‰ per anno ( = crescita registrata nel 2010 ).Per 2015-16 pare si sia mantenuta la stessa crescita del PIL paese del 2014 con la stessa correzione ( 5‰ ) per la popolazione.

Chi avrà "copiato"? 

Arrivano le elezioni: cambia il tipo di favole!

Basta con la favola che ci tocca aumentare le tasse perchè in Italia è pieno di evasori.

In questo periodo le favole più belle sono quelle che rassicurano l'elettorato. Quindi Tremonti racconta:

Fisco, la promessa di Tremonti alle imprese
"Troppi controlli, basta oppressione"
Il titolare dell'Economia: "Sono eccessivi, con costi come tempo perso, stress, e occasioni di corruzione. Deve esistere il diritto a dire 'non mi rompete più di tanto'"

è un vero peccato che un uomo del genere, in questi anni, non abbia potuto fare nulla al riguardo! Ah se solo fosse stato in una posizione di potere!

 

E' incredibile come SB e GT (e sicuramente anche molti altri) parlino sempre come se al governo ci fosse qualcun'altro.

no. è incredibile come molti continuino a farsi ingannare da questa pantomima.

ma le favole costituzionali allora? fresca fresca dal sito di Repubblica:

proposta di riforma dell'articolo 1 della Costituzione

"Visto che al momento non è possibile fare una riforma in senso presidenziale come vorrebbe Berlusconi- spiega il deputato Remigio Ceroni - per ora ribadiamo la centralità del parlamento troppo spesso mortificata, quando fa una legge, o dal presidente della Repubblica che non la firma o dalla Corte costituzionale che la abroga. Occorre ristabilire la gerarchia tra i poteri dello Stato. Se c'è un conflitto, occorre specificare quale potere è superiore".


La legge consta di un solo articolo: il comma 1 dell'articolo 1 della costituzione è sostituito dal seguente comma: "l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e sulla centralità del parlamento quale titolare supremo della rappresentanza politica della volontà popolare espressa mediante procedimento elettorale".

 cioè, il parlamento che ha certificato che SB credeva veramente alla nipote di Mubarak?

Poi, dai miei ricordi di storia delle istituzioni, o fai una repubblica parlamentare o fai una repubblica presidenziale, sono due  modelli opposti. La frase in neretto è come dire "visto che non possiamo fare il comunismo allora facciamo il libero mercato", o "visto che non possiamo fare la libertà religiosa facciamo la teocrazia".

Comunque, questi sono una soluzione al problema energetico. Basta sfruttare la rotazione delle spoglie di Montesquieu e Tocqueville nelle loro tombe...

 

 

Basta sfruttare la rotazione delle spoglie di Montesquieu e Tocqueville nelle loro tombe...

LOL Bhe anche sfruttando la rotazione degli zebedei di molti.. E' triste e squallido come questi personaggi, pur di servire il capo (e lo fanno solo per interesse economico), fingano di non capire le basi della costituzione e, soprattutto, della logica.

Qualche giorno fa ho sentito alla radio Sgarbi argomentare a difesa di BS (caso ruby): argomenti da venditore di tele aste, trucchi retorici da bigino (che Schopenauer è troppo tecnico) urla e un po' di parolacce per impressionare i poveri di spirito: uno squallore.

Mi è capitato di passare in farmacia recentemente e ho scoperto un'ulteriore postilla alla favola "non metteremo le mani nelle tasche degli italiani".

I prezzi dei farmaci generici (evidentemente troppo convenienti in Italia) sono stati aumentati per legge (addirittura decreto legge: 78 del 31 Maggio 2010 poi convertito in legge) in modo da essere in linea con il prezzo medio europeo.

A render la cosa ancora più antipatica è una specie di comunicazione appesa in farmacia, credo ad opera della regione Lombardia, in cui si spiega che l'aumento non è dovuto al farmacista.

La comunicazione fa riferimento al dover applicare la legge 122 del 30 luglio 2010 che ci "chiede"di adeguarci alla media europea; tutto volutamente scritto in un modo che (ad una lettura distratta) si potrebbe pensare ad un'imposizione della comunità europea e non ad una decisione autonoma italiana.

Il problema di base è sempre il medesimo, l'ostilità al mercato. Se si evitasse di fissare i listini dall'alto e si liberalizzasse la vendita dei medicinali - magari ferma restando la necessità di un direttore responsabile con l'opportuna competenza - la concorrenza tra farmacie provocherebbe il ribasso dei prezzi, oltre a migliorare il servizio per la clientela.

in queste favole ci sta bene anche la cantonata presa da Enrico Letta a Ballaro' una settimana fa:ha presentato una tabella presa dal Documento di economia e finanza predisposto dal governo pochi giorni fa,dicendo che il governo aveva deciso nuovi tagli all'istruzione per il 2012,2013 e 2014 pari a circa 4,5 miliardi per ogni anno...e invece,quella tabella riportava semplicemente gli effetti finanziari fino al 2014 dei tagli decisi con la finanziaria 2008 del governo Prodi (legge 244/2007,art 2 commi 411 e 412) e con la manovra triennale del governo Berlusconi contenuta nel decreto legge 112 del giugno 2008)...quindi il governo non ha deciso nessun nuovo taglio all'istruzione,come invece ha detto Letta...e gli è andata bene che la Gelmini non  ha capito a cosa si riferisse quella tabella...lo ha forse capito dopo qualche minuto ma non è riuscita a spiegare in maniera corretta la questione,facendoci una figuraccia,pur avendo pero' nella sostanza ragione lei.Sarebbe interessante capire se la cantonata di Letta è frutto di incompetenza o di malafede...

Roma, 27 apr. (TMNews) - Pensioni dei gay pagati dalle famiglie etero. Lo ha detto il Presidente Udc, Rocco Buttiglione, alla Zanzara su Radio24.
"Non mi sono scandalizzato tanto per questi manifesti dell'Ikea, ma in generale. Ci sono le famiglie tradizionali che fanno crescere i bambini e li educano. Questi quando sono grandi pagano tasse e contributi anche per le pensioni e l'assistenza sanitaria di quelli che i bambini non li hanno avuti, e che hanno avuto invece molti soldi in piu' durante la vita. Senno' da dove pensiamo che si prendano i soldi per pagare le pensioni ai gay?", ha detto Buttiglione.

 

voi ci vedete un nesso logico, una qualche plausibilità? 

 

Si è dimenticato di aggiungere:

"Sennò da dove pensiamo che si prendano i soldi per pagare le pensioni ai preti e alle suore? Che non hanno nemmeno pagato l'ICI durante la vita!"

Un mio contatto su FB aveva messo la stessa osservazione, a cui ho risposto

‎"Tecnically speaking" ha ragione. Meglio, avrebbe avuto ragione se avesse detto "le pagano i/le figli/e degli etero" ...

Ovviamente i gay contribuiscono a pagare le pensioni di altri, usualmente dei loro genitori, almeno in media.

Un mio contatto su FB aveva messo la stessa osservazione, a cui ho risposto

‎"Tecnically speaking" ha ragione. Meglio, avrebbe avuto ragione se avesse detto "le pagano i/le figli/e degli etero" ...


se i figli degli etero rimangono disoccupati non pagano contributi, però. Dipende sempre dalla crescita. E uno potrebbe pure sostenere che i gay nella popolazione attiva pagano attraverso la fiscalità generale scuole e pediatri ai figli degli etero prima che questi lavorino.

Però, come sound bite  finalizzato a usare un gruppo di minoranza come capro espiatorio funziona. (giudizio pragmatico, non etico: funzionava anche "gli ebrei hanno pugnalato alle spalle la Germania")

 

 

 

Beh, sì. E i gay pagano l'istruzione dei figli degli altri.

Stato, enti locali e famiglie spendono in media 110mila e 797 euro per il percorso formativo di ogni ragazzo, dall'asilo all'esame di maturita'

http://www.adnkronos.com/Speciali/P_Cs/It/56.html

Tecnicamente a Buttiglione gli Europarlamentari hanno sputato in faccia per questo motivo. Un bel giorno.

 

 

 

e a voler spaccare il capello in quattro i gay, o comunque tutti quelli che non hanno prodotto la prossima generazione e sono attivi sul mercato del lavoro, pagano anche ad es. le pensioni sociali delle casalinghe della generazione precedente che non hanno pagato contributi, comprese quelle senza figli.

Un delirio... 

Non sarebbe (stato) meglio se ognuno (a prescindere) accumulasse la propria pensione e lo stato si levasse dai piedi, andando, magari, a occuparsi di welfare?

Non sarebbe (stato) meglio se ognuno (a prescindere) accumulasse la propria pensione e lo stato si levasse dai piedi, andando, magari, a occuparsi di welfare?

No.

Infatti: assolutamente no. Immaginati ad andare in pensione dopo la caduta del mercato azionario del 2008-2009, con tutta la tua pensione che dipende dal valore dei titoli azionari che hai in portafoglio. Ossia, immaginati dover essere esposto a quel genere di volatilità dai, diciamo, 55 anni in poi. Pura follia.

Non sarebbe (stato) meglio se ognuno (a prescindere) accumulasse la propria pensione e lo stato si levasse dai piedi, andando, magari, a occuparsi di welfare?

No.

Michele posso suggerirti di scrivere un articolo su questo tema per il vostro blog su Il Fatto Quotidiano? Forse riusciresti finalmente a convincere qualche attento lettore che questo non è un "pericoloso covo di lobbysti delle multinazionali sino-americane che vogliono spegnere il glorioso sol dell'Avvenir"...

Peccato. Mi chiedo cosa stia succedendo in Cile. Se posso muovere un'obiezione, devo dire che il mio piccolo patrimonio, banalmente gestito, non ha sofferto molto della crisi. Una gestione "difensiva", nell'arco di quarant'anni, non dovrebbe essere in grado di proteggere i risparmi dall'inflazione?

Mica tanto d'accordo. Prometto di leggere il paper, ma nessuno dai 55 anni in poi si espone a quella volatilità (a meno che non programmi di andare in pensione a 75 o che non lo faccia conscio dei rischi). Piu' probabile che tra i 55 e i 65 un portafoglio di un fondo pensione sia composto per la maggior parte di roba poco volatile (Titoli di Stato, Investment Grade Corporates). Probabilmente chi fa asset allocation non riuscirebbe a leggere il tuo paper medio ma sospetto che qualche programma di ottimizzazione vincolata multiperiodale riesca ad utilizzarlo. Su healthcare invece non discuto, li' mi pare che la funziona sia puramente assicurativa quindi chiaro che maggiore il pool migliore il funzionamento...

Piu' probabile che tra i 55 e i 65 un portafoglio di un fondo pensione sia composto per la maggior parte di roba poco volatile (Titoli di Stato, Investment Grade Corporates)

tipo bond argentini e azioni Parmalat? Trattandosi di pensioni c'è una fortissima componente di moral hazard: chi gestisce il fondo potrebbe rischiare, tanto politicamente l'idea che poi "i vecchietti muoiono di fame e dormono sul marciapiede" è insostenibile e alle brutte interverrà la mano pubblica

 

Piu' probabile che tra i 55 e i 65 un portafoglio di un fondo pensione sia composto per la maggior parte di roba poco volatile (Titoli di Stato, Investment Grade Corporates)

tipo bond argentini e azioni Parmalat?

non proprio, quelli sono finiti al retail oppure alla speculazione. tipo piuttosto i bond lehman, investment grade fino alla liquidazione. solo Calpers ne ha in carico un mezzo miliardo di dollari, comprati nei due anni precedenti, alla pari.

Trattandosi di pensioni c'è una fortissima componente di moral hazard: chi gestisce il fondo potrebbe rischiare, tanto politicamente l'idea che poi "i vecchietti muoiono di fame e dormono sul marciapiede" è insostenibile e alle brutte interverrà la mano pubblica

è vero, sono sempre "soldi degli altri". però non vedo la motivazione a correre rischi, da parte di un gestore previdenziale: i percettori di eventuali extrabonus megagalattici non sono mai stati loro, al massimo non dovevano scostarsi da un benchmark. che tale benchmark si sia dimostrato pericoloso più del dovuto, è il senno di poi.

 

tipo bond argentini e azioni Parmalat?

No, i bond argentini non erano IG e le azioni non sono bond ma (pensa un po') azioni. Penso sia una questione di rispetto dell'interlocutore avere una minima idea di cosa si parla prima di dar aria alla tastiera. Questa tabella puo' essere d'aiuto per avere in mano qualche dato (ovviamente considera solo i default ma non tutto quello che non defaulta va bene per definizione).

Mi arrischio a contestare (per un motivo che spiego sotto): "tecnically speaking" Buttiglione avrebbe ragione solo se si accetta la premessa del suo mondo fatato, dove i contribuenti si dividono in gay e normali*.

Il vero problema agli occhi di Rocco nostro è che la pubblicità IKEA fa passare il messaggio che essere gay sia "normale", non una malattia o una vergogna. Questo gli è intollerabile**.

Però (e questo è il punto che non sopporto e il motivo dell'appunto) si vergogna a dirlo apertamente e quindi si inventa questi argomenti "pseudo accettabili", per poterne discutere con chi dal medioevo e gia uscito! Buttiglione sta solo cercando di dare una parvenza plausibile ed accettabile alla sua omofobia, il solo prenderlo in considerazione fa il suo gioco.

PS

*Forse le tasse dei gay non pagano le pensioni a vecchi omofobici, o la scuola pubblica per i figli che non possono nè avere nè adottare? E le famiglie etero che non hanno figli o che non possono averne? Che ne hanno avuti, ma sono morti in giovane età o sono nati handicappati (e quindi sono un costo non una risorsa)?

**Non escludo che tema anche il contaggio della frociaggine verso noi etero.

NOTA commento modificato.

 

Chissà se si rende conto che così sta facendo campagna affinché anche le coppie gay possano avere figli...

 

No, non se ne rende conto.

Rocco Buttiglione non è solo un miserabile, ha anche un IQ che viaggia attorno a 100 e non è nemmeno ovvio che lo faccia dal lato "destro"... Essere "densi" sembra essere un requisito necessario, ma non sufficiente, per essere professore in una università finanziata dal Vaticano.

No è medio. 50-esimo percentile. Per definizione.

Veramente e' mediano, per definizione, che e' cosa diversa dall'essere medio. Poi nel caso dell'IQ credo normalizzino in modo che la mediana sia centrata sulla media, se non sbaglio. 

Semplificherei così: se l' IQ misurato a Buttiglione è alto...allora il sistema di misurazione è sbagliato :-)

Un tizio che lavora in borsa a Tokyo, che conosco su una lista di discussione, ha detto che girano previsioni riservate effettuate per grossi clienti corporate che prevedono nei prossimi anni inflazione al 20% all'anno. Mi sembra incredibile, a livello del 2012 del caldendario maya, e non riesco a farmi un modello mentale di cosa potrebbe scatenare una cosa simile ma... 

Un tizio che lavora in borsa a Tokyo, che conosco su una lista di discussione, ha detto che girano previsioni riservate effettuate per grossi clienti corporate che prevedono nei prossimi anni inflazione al 20% all'anno.

mica tanto riservate se hanno fatto il giro del mondo; fossi il grosso cliente corporate, non  pagherei degli spifferoni del genere! visti i famosi sei gradi di separazione, a quest'ora anche i pigmei avranno fatto incetta di BTPi oppure di TIPS. peccato che non si veda nei prezzi di tali titoli...

le notizie che ci colpiscono o sono esotiche, provenienti da mondi lontani; oppure confidenziali, col passa parola; o anche portatrici di disgrazie. questa è tutte le tre cose insieme. nel merito, si vedrà.

Puttanate.

Avrebbe dovuto dire che, per i clienti corporates, si studiano tutti gli scenari possibili, anche quelli altamente improbabili e si studiano strategie finanziarie per ogni scenario. Quindi, ovviamente, si considerano anche gli scenari apocalittici. Sono certo che ce n'è uno con la disoccupazione al 20% nell'area OECD, ed un altro con la sparizione dell'Euro, ed un altro con la Germania che fa default del debito, ed un altro con l'Italia che si sceglie un governo decente e ricomincia a crescere riformandosi ... si studiano le cose più incredibili in certi luoghi, credimi!

l'Italia che si sceglie un governo decente e ricomincia a crescere riformandosi

 

Beh non esageriamo. Anche loro hanno un limite alla fantascienza..

 

Ma di che favole stiamo parlando? Ci sono molti temi più importanti in questi giorni, su dai siamo seri!

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