Fuori Lippi! E non solo lui ... per esempio: Geronzi.

24 maggio 2006 michele boldrin
Poiche' il calcio italiano e' la metafora del paese, é solo troppo ovvio che il tutto finisca a tarallucci e vino. E si vede giá che cosí sará, sia dalle prime mosse dell'incorruttibile Rossi, sia dalle cose che la stampa NON ci racconta. P.S. Sembra che l'Antitrust sia d'accordo con me, e non con il grande professor Guido Rossi ...

Il professor Rossi, da italiano di mondo qual'é, ha
iniziato il suo lavoro di ripulitura confermando il nostro
grande allenatore Marcello Lippi alla guida della nostra grande
nazionale; ragione di stato: c'e' il mondiale, che ovviamente e' molto
piu' importante della morale. Il Lippi senior, altrettanto ovviamente,
confermerá il nostro
grande portiere, Buffon (mai cognome fu assegnato meglio), ed il grande
difensore (infortunato quando serve) Cannavaro, ed i molti altri grandi
giocatori che, basta aspettare un pochino, in un modo o nell'altro si
saran venduti partite o se stessi per far soldi nel calcio italiano.

Vale la pena ricordare che, in passato, il signor Rossi ha fatto
il presidente della CONSOB e quindi dovrebbe ben conoscere cosa sono i
conflitti d'interesse. Temo invece che cosi' non sia: leggetevi la
dichiarazione che riporta il Corriere del 23 maggio: il conflitto
d'interessi c'e' solo se uno ha
fatto qualcosa in proprio favore, altrimenti non c'e'. Quindi, conclude
il signor Rossi, sarebbe una "follia" cacciare Lippi: con questa
logica, il conflitto d'interessi quando Berlusconi era capo del
governo, nemmeno c'era. Il buon, per davvero, Mario Draghi che appena
nominato Governatore ha subito messo i suoi risparmi in un blind trust
risulta essere, secondo questa logica, un perfetto ingenuo. Al
signor Rossi, evidentemente, il fatto che l'allenatore della nazionale
abbia un figlio che, con altri due soci pure figli di padri potenti,
possiede una societa' che ha quasi il monopolio dei
calciatori italiani e che, come molto chiaramente emerge dalle
inchieste in corso, utilizzava sia tale potere di monopolio sia quello
dei tre padri per far soldi, al nostro incorruttibile signor
Rossi, dicevamo, tutto questo NON sembra assolutamente un grave ed
immorale conflitto d'interessi. Nossignore, licenziare Lippi sarebbe
una follia: senza di lui come facciamo a vincere il mondiale - perché
lo vinciamo, ovvio - e vincere il mondiale é la cosa piú importante, in
secula seculorum. Amen.

Ma questo e' il meno. Il fatto grave e' che questa cosa sta finendo in un polverone in cui, siccome tutte le vacche sono grige,
nessuna e' colpevole d'aver cagato fuori del prato. E questo si evince
dai giornali, che pubblicano pagine su pagine di notizie piu' o meno
scandalose, registrazioni, illazioni, interviste, allusioni, e via
andando, ma nessuna notizia chiara, nessuna descrizione precisa dei
fatti acquisiti. Il rumore cresce mentre l'informazione cala, e non si
capisce piu' la trama ne' si separano le inezie dai panni sporchi. Occorre quindi leggere la stampa estera che
non pubblica noise ma chiare sintesi delle notizie che contano,
e riesce a darci la trama, chiarissima, del complesso mafioso che
emerge dalle inchieste e dai fatti acquisiti.

Prendete per esempio - con un po' di
sforzo lo spagnolo si capisce benissimo, suvvia - la sintesi dei fatti pubblicata sul quotidiano El Pais di ieri. Se leggete con un po' d'attenzione, vedrete non solo l'organizzazione criminale al
lavoro, apprezzerete non solo i metodi utilizzati per controllare il
sistema, ma apprenderete anche il ruolo che la GEA gioca in tutta
questa trama. Con i tre figli - rispettivamente di Geronzi, Lippi e
Moggi - come amministratori/proprietari in chiara comunione d'intenti
con gli amati padri. Amorale, si', ma sempre familismo e'!
L'episodio a mio avviso piu' significativo e' quello in cui, secondo la procura di Napoli, la Geronzi
junior usa la banca che il padre (Cesare) presiede per forzare il
ribelle Franco Sensi, padrone della Roma, al margine ed ottenere poi
l'allineamento della Roma alle regole dettate dalla
combriccola di cui fa parte. Il tutto fa perno sulla ristrutturazione di un debito
di 160 milioni di Euro circa che la Roma ha con Capitalia, presieduta
appunto dal Geronzi senior. Gioco di squadra, famigliare ...

Capitalia e Geronzi: spuntano qui, sono spuntati nei casi Cirio e
Parmalat, sono spuntati nel crack del Perugia calcio, ... ma chi e' il
signor Geronzi? Chi l'ha messo li'? A quali azionisti risponde? Quali
sono le sue qualifiche come banchiere? Se provate ad entrare le due
parole "geronzi capitalia" in Google vi esce questa bella schermata. Dateci un'occhiata, parla da sola.

Da chi dipende Capitalia? Secondo Yahoo Finanza,
al signor Cesare Geronzi "colpito da un provvedimento cautelare della magistratura e interdetto dagli incarichi societari fino al 21 aprile" hanno appena riconfermato la fiducia i rappresentanti del
gruppo di controllo - fra i quali spicca, oltre a Ripa
di Meana Vittorio, il signor Rossi Guido, lo stesso che ora gestisce il
calcio italiano. Se leggo bene,
il variegato gruppo di controllo e' composto da tanta gente, e fra
questa tanta gente vi sono parecchie entita' "pubbliche": (fondazioni
casse di risparmio, regione sicilia, eccetera ... In Italia ci sono cose piu' divertenti del calcio, decisamente.

 

P.S. Quanto sopra l'ho scritto ieri. Oggi il Corriere della Sera fa sapere che l'Antitrust, nelle raccomandazioni presentate alla FIGC raccomanda, fra le altre sagge cose "[...]l'eliminazione di tutti i conflitti di interessi tra agenti e parenti fino al
secondo grado.
"
Complimenti, quelli dell'Antitrust sembrano capire i principi base
dell'economia di mercato un po' meglio del grande avvocato dei
capitalisti italiani, il signor Rossi appunto.

P.P.S. Ora che
ci penso, in un paese capitalista civile normale, di fronte ad una
sm...ta di tali dimensioni, uno che di professione fa il grande manager
super-tecnico chiederebbe scusa per il grave errore, farebbe subito
cio' che l'Antitrust gli raccomanda (i.e., licenziare Lippi seduta
stante, otre a tanti altri) e poi, dignitosamente ma fermamente,
rassegnerebbe le proprie dimensioni al padrone di casa, che in questo
caso e' il CONI. Quanto scomettiamo che, in quel gerontocomio
d'intrallazzati che e' l'Italia, il signor Rossi non fara'
assolutamente nessuna di queste cose?

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