La galleria degli orrori

27 dicembre 2007 gian luca clementi
Mi ero ripromesso di non scrivere mai più di Alitalia. Come non detto.

Da giorni sui media tiene banco la decisione del cda Alitalia di appoggiare la proposta Air France a scapito di quella di Air One
& Co. A me questo pronunciamento pare ineccepibile. La scelta di un
acquirente straniero ha una serie di effetti positivi: (i) minimizza la
probabilità che in futuro continuino le pressioni su autorità
aeroportuali a favorire Alitalia
nell'attribuzione degli slot; (ii) in pratica elimina il governo come
referente del sindacato; (iii) infine evita la formazione di una
compagnia aerea nazionale di dimensioni tali da consentirle di
continuare a richiedere privilegi e rendite di ogni tipo. In altre
parole, la vendita ad Air France finalizza la liberalizzazione del
mercato aereo.

Molte voci pseudo-autorevoli si sono espresse in proposito,
illuminandoci con le loro sapienti considerazioni. Si è trattato di
un'autentica galleria degli orrori. Iniziamo con i sindacalisti. Epifani (fonte: Sole24ore):

...perché
se questa doveva essere la scelta si sono persi due anni di tempo buttando via soldi pubblici e impoverendo le prospettive della
compagnia?

Il perché è ovvio. Finché c'erano risorse in cassa
di cui il sindacato ed altri gruppi di potere potessero appropriarsi,
la vendita non era possibile. In altre parole, la transversality condition
doveva essere rispettata: la vendita sarebbe stata possibile solo
quando il valore della compagnia avesse raggiunto lo zero assoluto. Ancora Epifani:

il piano Air France non spiega nulla su come intende garantire i collegamenti interni...

Evidentemente
il cervello di Epifani si è congelato una trentina di anni fa e pensa
in termini di piano quinquennale. Epifani vorrebbe che fosse lo Stato a
determinare quali collegamenti la compagnia di stato dovrebbe servire, in
quali orari, e a quali prezzi. Eh si', tutti ricordano i bene amati
tempi in cui il monopolista Alitalia serviva una miriade di mercati, a prezzi contenuti e a costo
zero per il contribuente... Congetturo che Epifani viaggi solo con Alitalia, forse perché la CGIL
ha diritto a forti sconti. Se così non fosse, si sarebbe accorto che
la maggior parte dei collegamenti interni sono serviti da altri
vettori. E che i loro aerei sono pieni! Perché i prezzi sono finalmente
agli stessi livelli che negli altri paesi europei.

Bonanni, come al solito, fa schiattare dal ridere (fonte: ANSA)

Affidare
la compagnia ad una paese concorrente è un errore davvero
imperdonabile... l'Italia ha un'importante industria turistica per
questo siamo appetibili...

Paese concorrente? Chissà cosa penseranno in Francia del buon Todt,
che da anni guida la Ferrari di vittoria in vittoria. Per quanto
riguarda l'industria turistica italica, è ovvio che non potrà che
beneficiare da un ridimensionamento di Alitalia, da cui c'è da aspettarsi un abbassamento dei prezzi.

Air France ha annunciato che il nuovo sistema ruoterà attorno a tre hub: Paris CDG, Amsterdam Schiphol, e Roma Fiumicino. La notizia ha scatenato le ire dei politici lumbard. Ire che a me paiono del tutto ingiustificate. In primo luogo, il ridimensionamento di Alitalia è un'occasione di sviluppo per Malpensa, hub o non hub.
Infatti l'aeroporto, liberatosi dai vincoli imposti dal dover ospitare
un sì ingombrante ospite, potrebbe finalmente allocare le risorse (gli
slots, in in primo luogo) in maniera efficiente e attirare altri vettori (si è parlato di Ryan Air, ad esempio).

Una ulteriore considerazione è che sempre più il traffico intra-europeo si sta organizzando in una dimensione point-to-point invece che di hub-and-spoke. Ciò limita fortemente il costo di perdere lo status di hub. Per viaggiare da Valencia a Bologna, per esempio, così come da Orio al Serio a Cluj, non v'è bisogno di transitare per alcun hub. Lo stesso fenomeno sta interessando i
collegamenti transatlantici, e li interesserà sempre più in seguito
all'accordo Open Skies tra l'Unione Europea e gli Stati Uniti, accordo che liberalizzerà l'entrata sulle rotte tra le due aree. Delta, per esempio (non Alitalia), già offre voli di linea tra New York JFK e ben quattro città italiane: Pisa e Venezia oltre a Milano e Roma. Durante le scorse tre estati, Eurofly (ora parte del gruppo Meridiana) ha garantito collegamenti diretti tra lo stesso JFK e Roma, Napoli, Palermo, e Bologna. Anche le compagnie low-cost hanno finalmente iniziato ad operare sul mercato del Nord-Atlantico. Per esempio, Flyzoom.com.

È poi ovvio che l'appetibilità di un aeroporto come hub,
sia regionale che intercontinentale, dipende dal volume di traffico
che si può originare nell'area limitrofa e dal costo/qualità dei
servizi che l'aeroporto stesso può offire. La prima variabile è pressoché costante nel breve periodo. È della seconda che i politici lumbard, come azionisti SEA, si dovrebbero occupare, in modo da rendere Malpensa un partner credibile per una grande compagnia aerea.

Veniamo alle dichiarazioni dei politici, cominciando con il dottor Formigoni, presidente della Regione Lombardia (al cui confronto anche il nostro Vasco Errani pare un genio della lampada). Secono l'AGI, Formigoni avrebbe così commentato il pronunciamento del management Air France:

Mi sembra una scelta folle, concepibile solo da una compagnia come Air France che ha interesse strategico a sviluppare i propri hub
di Parigi e Amsterdam avendo poi una piccola propaggine al Sud, a Roma
e togliendo di mezzo il proprio concorrente più importante che è
determinato da Malpensa.

Da dove iniziare? Quale sia questo interesse strategico, non è dato sapere. Se l'area milanese veramente rappresenta un'opportunità di profitto, una Air France che punta a massimizzare il valore ne saprà trarre vantaggio. Se al contrario, come è certamente
possibile, il valore per i propri azionisti ad AF non interessa, altri vettori
sapranno approfittarne. Malpensa concorrente più importante? Prima di tutto, Malpensa sarebbe semmai un concorrente per l'aeroporto Charles De Gaulle, non per Air France. Ma, viene da chiedere, Formigoni lo lascia mai il Pirellone? C'è mai stato a CDG o a Schiphol? Chiunque viaggi sa che Malpensa non è più che un aeroportucolo provinciale mal progettato, che sicuramente offre pessimi servizi ai viaggiatori e, immagino, anche alle compagnie aeree. Non potrebbe essere altrimenti. In caso contrario, non ci spiegheremmo come un'area ad alta densità
e ad alto reddito pro-capite come quella in cui si trova non generi un
traffico ben maggiore. Perché dunque, invece di occuparsi di affari che
non gli competono, Formigoni non si adopera per migliorare l'appetibilità di Malpensa? Sempre secondo l'AGI, Formigoni ha aggiunto:

...che Alitalia si metta in mano al proprio nemico storico limitandosi a diventare una compagnia regionale...

Nemico storico? Di cosa sta parlando Formigoni? Di guelfi e ghibellini? Di Toro e l'altra squadra? Non da meno è stata Letizia Moratti che, dopo essersi distinta per l'editto fascista che nega il diritto all'istruzione ai figli di immigrati irregolari, dichiara lapidaria che

Lasciando Malpensa, Alitalia sarà fuori mercato.

Poniamo che abbia ragione. Che le frega? Ripeto: che le frega? La popolare signora Brichetto-Moratti deve essere un'altra entusiasta del modello superfisso. Infatti aggiunge:

...una volta completate Tav, Pedemontana e Bebremi, i nostri scali (scali lombardi, ndr) serviranno un bacino potenziale di 17 milioni di persone. Ignorare questa realtà è una follia.

Poniamo che per qualche ragione AF la ignori, questa realtà. Perché non dovrebbero esserci vettori, nuovi o vecchi, pronti ad approfittarne?

È ovvio che, tra i moventi delle affermazioni appena commentate, non v'è
solo l'estrema ignoranza che contraddistingue questi soggetti. Vi sono
anche motivi di opportunità politica. Ciò
che lascia esterrefatti è la pochezza dei giornalisti
italiani, che si limitano a riportare le raccapriccianti dichiarazioni
dei politici, senza nemmeno chiedere ai tecnici di commentare la
decisione del cda Alitalia.

Solamente il Corriere, lasciando la penna a Francesco Giavazzi, fa eccezione. Giavazzi si chiede, a ragione, perché Prodi abbia deciso di aspettare due settimane prima di produrre una decisione definitiva. Scrive :

Che cosa pensa il governo? Di essere più
bravo di molti tecnici che hanno contribuito a quella decisione?
Dandosi due settimane Prodi corre un grande pericolo. I variegati
interessi particolari che ieri (22 dicembre, ndr) sono usciti sconfitti non andranno certo in vancanza:
le pressioni, gli ammiccamenti, le promesse che ieri non ce l'hanno
fatta ci proveranno di nuovo. Solo che la prossima volta non sarà
un consesso di persone per bene, ma un consiglio dei ministri
vociferante nel quale gli uni difenderanno i piloti, altri i dipendenti
della Sea, altri ancora i sub-fornitori Alitalia
e nessuno i cittadini.

Mi limito ad aggiungere che, a scambi azionari aperti, due settimane offrono ampie possibilità di speculazione e di insider trading. Episodi che nuoceranno solo ai piccoli azionisti.

Ciò
di cui non si è proprio parlato è il livello di concentrazione che il
mercato europeo raggiungerebbe a seguito dell'operazione AF-AZ, anche in considerazione della recente
acquisizione della compagnia VLM da parte del gruppo Air France-KLM.
Nel medio periodo, tale concentrazione non desterebbe particolari
preoccupazioni, se non fosse il caso che i tre maggiori gruppi, Air
France, Lufthansa, e BA,
possiedono la maggior parte degli slot in aeroporti principali e che
tali slot siano stati assegnati essenzialmente a costo zero e a tempo
illimitato.

Concludo
con un augurio: che, seppur con qualche giorno di ritardo, il governo
faccia un gradito regalo di Natale al contribuente italiano, finalmente
sollevandolo del fardello Alitalia.

17 commenti (espandi tutti)

Sono rimasto anch'io sbigottito di fronte alle idiozie che si sono sentite a destra e a sinistra su Alitalia e Malpensa. Una prova di incultura e stupidità veramente senza pari. Credevo di averle sentite tutte, le castronate, ma ovviamente mi ero dimenticato dell'amico celodurista. Il quale ha voluto dimostrare  una volta di più che nella politica italiana non c'è limite al peggio. L'unico che ha rilasciato dichiarazioni sensate è stato il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati. A questo punto c'è quasi chiedersi cosa gli è preso e perché non deliri come gli altri.

Su una nota un po' più tecnica, c'è una cosa che mi preoccupa parecchio della proposta Air France, ed è che la vendita avverrebbe per scambio di azioni anziché per contante. Questo significherebbe che lo stato italiano, attuale azionista di maggioranza Alitalia, non uscirebbe finalmente dal settore del trasporto aereo, ma diventerebbe azionista di minoranza di Air France. Essendo azionista di minoranza non potrebbe far troppi danni, ma c'è da scommettere che tutta l'influenza che ha (e un consistente azionista di minoranza un po' di influenza ce l'ha) verrà esercitata per battaglie demenziali come quella che ha appena invocato il Braveheart della Brianza. Aspettiamoci quindi di vedere il nostro governo ingaggiare eroiche battaglie in seno al cda AirFrance in difesa dell'occupazione Alitalia, dell'uso di Malpensa o quant'altro. Vorrei tanto poter sperare che il governo venderà rapidamente a prezzi di mercato la sua quota Air France, ma non ci riesco proprio.

Sandro, mi hai guastato la festa... non lo sapevo che la transazione fosse per azioni invece che in contanti. Drammatico....

Mi spiace ma dissento totalmente: francamente mi rimane incomprensibile come si possa essere contenti che AF-KLM rilevi AZ... allora sarebbe stato molto meglio lasciarla fallire e fare in modo che nascesse una nuova "Swiss". Ma troppi paletti sono stati posti nella "asta" di questi mesi pessimamente condotta (e' "sembrato" che tutte le mosse del Min. dell'Economia fossero indirizzate al risultato che si sta ottenendo per far fuggire tutti gli altri potenziali concorrenti). Alcune considerazioni tra le tante che si potrebbero fare.Comincio con una domanda: perché Spinetta ha cambiato idea a 180 gradi rispetto a tre anni fa’ (e veniva tacciato di ingerenza dai soliti politici: ricordo per es. AN e Dini che parlarono persino di una sua “indebita ingerenza”) con riguardo a dove dovesse essere posizionato l’hub italiano di AZ? Semplice: da un lato per portare a casa AZ doveva trasferire un po' di voli a Roma (per blandire il potere politico e i potenti sindacati di AZ) e secondo trasferire gli utenti sull’hub che interessa davvero e cioè Roissy a Parigi. Questo hub deve raggiungere la massa critica necessaria a competere davvero con quello di Lufthansa a Francoforte e quello di British Airways a Heathrow (che a marzo apre l’imponente terminal 5).

E dunque chissenefrega? E no mio caro: da Milano si volera' per almeno un paio d'anni per pochissime destinazioni intercontinentali e non essendoci un libero mercato degli slot (e tale restera’ nonostante la liberalizzazione prossima ventura) AZ/AF fara' melina su trasferimento degli slot per chissa' quanto tempo. Se Spinetta avesse interesse diversi da questi, lascerebbe i voli a MPX e anzi li incrementerebbe: ma gli interessi sono appunto ben diversi.

Malpensa fa schifo? Forse (anche se in realta’ e’ stato l’aeroporto piu’ puntuale nel 2007. Ma caro hai mai volato su Parigi? Io l’ho fatto parecchie volte ed e’ un vero incubo (l’unico posto dove ancora si ferma tutto con 10 cm di neve, dove perdi connessioni anche con tre ore di margine, dove crolla un’ala del terminal, dove ho avuto il bagaglio derubato (non a Milano sì a Parigi) ben due volte… Certo a Malpensa si pagano le inadempienze strutturali, in particolare la mancanza di collegamenti. Ed è per questo che la Moratti e Formigoni dovrebbero fare un atto di coraggio, investendo per davvero su questo scalo instaurando un rapporto preferenziale col Piemonte (a marzo con la bretella con l’autostrada Mi-To Malpensa sarà ad un’ora di macchina da Torino) e altre province interessate. E puntare a tre cose: realizzare da ora il terminal 3, collegare tutti i terminal con la navetta per Milano che deve passare ad un massimo di 20 minuti di tragitto e collegarla con la stazione centrale. In attesa di facilitare l’accesso anche le altre province dell’est con la pedemontana ed estendere per davvero il bacino d’utenza.  

Altra scemenza: se avesse vinto AirOne ci sarebbe sato il monopolio sulla Roma-Milano. Al contrario l’Antitrust avrebbe imposto certamente la cessione degli slot sulla Linate-Fiumicino e quindi un vero rimescolamento comunque sotto il profilo concorrenziale. Certo non dico che l’accoppiata Toto-Passera sarebbe la soluzione ottimale, ma sempre meglio di AF-KLM. Eppoi prima o poi l’alleanza con Lufthansa o qualche altra grande compagnia sarebbe arrivata. E comunque non si tratterebbe di soldi pubblici. Anche dalla “privatizzazione” di Iberia si potrebbero trarre interessanti indicazioni, no?

Insomma che non ci sia per diverso tempo nemmeno un volo diretto Milano-New York a me ruga assai (AA per attivare il suo ci ha messo un anno e mezzo e partra’ da maggio…). Gli altri invece saranno contenti di volare via Parigi o Roma. Beh io no. Il mercato mettera’ le cose a posto. Se ci fosse il mercato, ma ahime’ mi sembra che in questo campo esso sia assai lontano ancora.

E non si tratta sia ben chiaro di fare il verso alla Lega. Da tempo sostengo che, come il governo Berlusconi abbia fatto un danno enorme alla causa del liberismo, la Lega abbia fatto altrettanto rendendo indigesta ai piu’ e politicamente impercorribile la causa del nord e di un vero federalismo! E anche in questo caso le grida bossiane avranno lo stesso effetto. Ma per favore in questo caso non confondiamo l’effetto con la causa.

Caro Carlo, tu capisci che hai torto pur difendendo una causa (in parte) giusta? Il tuo commento è la prova provata della pochezza della borghesia imprenditoriale del Nord, e della classe politica che la rappresenta. Inani, incapaci, arroganti, molto pieni di sé in tutta la loro fighettudine milanese, e regolarmente in ritardo oltre che supini ai politicanti romani. Dov'era la classe dirigente del Nord Italia negli ultimi 15 anni, finché Malpensa si trasformava in una specie di scherzo mondiale? Stavano a Roma, a chiedere sussidi e far pastette. Ora Malpensa è migliorata? Non ho avuto questa impressione l'ultima volta che ci son passato, ma non importa: too little, too late. Dov'erano i medesimi dirigenti del grande Nord finché l'infinita e squallida commedia di Alitalia si svolgeva sotto gli occhi del mondo ed a carico dei taxpayers italiani? Chiedevano forse che si desse un taglio al sussidio nazional-popolare di questa ridicola entità romanesca, in proprietà condivisa fra Fini e Rutelli? No, anzi: stavano, da Formigoni a Moratti, nel governo in cui stava Fini e che Alitalia ri-ri-...-ricapitalizzava. Potrei continuare, ma mi son spiegato.

Ora si svegliano e protestano perché ha vinto AF e rischiano di rimanere con il culo per terra? Svegliarsi prima, furbetti e geniali imprenditori e politici milan-torinesi. Finché il vostro (loro) ideale imprenditoriale sono Agnelli-De Benedetti-Tronchetti-Montezemolo, non venite a lamentarvi se vi fregano tutti e Roma Rules. Roma Rules da decenni, e la colpa è tutta vostra. Non del Carletto Pinardi, sia chiaro, che almeno ha la dignità di provarci e d'incazzarsi. Ma degli altri sì. Svegliarsi, cosidetta classe dirigente del Nord, che (forse) non è mai troppo tardi ma (certo) non è mai troppo presto. 

Sulla pochezza della classe imprenditoriale (e politica) del Nord non ho certo intenzione di argomentare, anzi credo di essere stato lapidario... Pero' consentimi di dire che il "bando" di AZ mi e' sembrato fatto apposta per scoraggiare chiunque con sale in zucca dall'investirci...

Rispondi pero' intanto a una domanda: perche' Spinetta ha cambiato totalmente idea sul dove sarebbe stato sensato  per AZ di posizionare l'hub per salvarsi? Secondo te avrebbe vinto AF se avesse posto MPX come base per Alitalia invece che a Fiumicino? E lo avrebbe fatto se non fosse certo che, con le regole attuali, ci vorranno anni per permettere ad altre compagnie di collegare direttamente un certo numero di rotte intercontentali con Milano (e quindi avere tutto il tempo per poter gestire qs situazione)?

Capiamoci: io non me la sto prendendo con Carlo Pinardi. Sto solo suggerendo che quelli come Carlo Pinardi, ed amo pensare che non siano tre o quattro, dovrebbero chiamare le cose con il loro nome e mandare il trio di buffoni Bossi-Formigoni-Moratti a produrre formai de mut in val Brembana, ch'è l'unica professione per la quale sembrano dimostrare predisposizione. 

Che l'intera faccenda Alitalia, compreso il bando di vendita ma ovviamente da molto prima, sia stata un'oscena farsa durata trent'anni e svolta per compiacere i sindacati romani ed i loro referenti nella casta, concordo. Che tale farsa sia stata recitata, equanimamente, dalla casta di sinistra e da quella di destra in parti uguali, non ci piove. La destra nordista italiana è fuori di testa e fa danno agli stessi gruppi sociali che pretende rappresentare? Concordo. Anzi: lo sostengo da anni. Ragione ulteriore, per quanto mi riguarda, di chiamare questi pagliacci per quel che sono, invece d'offrir loro deboli argomenti in zona Cesarini. Teorie complottistiche su Spinetta e le sue motivazioni, mi sembrano irrilevante. Tra l'altro, è OVVIO (come m'ha spiegato l'altra sera il mio amico AB, che di professione fa il manager e non il monager) che ad AF interessa un grande hub a Fiumicino, non a Malpensa. Quindi Spinetta fa solo il suo lavoro: cerca di far fare soldi ad AF! Cos'altro dovrebbe fare? Il mona per compiacere il casto Formigoni ed il beota da Varese?

I politicanti lombardo-piemontesi vogliono fare il bene dei loro popoli? Che caccino a spron battuto Alitalia da Malpensa, facendo al contempo ponti d'oro a BA, Lufthansa, Iberia o chiunque altro voglia utilizzare lo scalo Milanese per prendersi il traffico aereo che da lì si può originare. In questo momento questa mi sembra l'UNICA battaglia non di retroguardia che la borghesia savoiardo-lombarda, s'avesse un pelo di residua dignità economica oltre che politica, dovrebbe ingaggiare. Forzare chi amministra Malpensa (non ho nemmeno idea di chi sia) a fare gli interessi di Malpensa e dei cittadini del Nord Italia, offrendo i propri gates a chi li sa usare. E facendo funzionare l'aeroporto, ovviamente: com'è possibile che si debba salire in un autobus (che arriva con 15 minuti di ritardo, ed è guidato da un demente che crede d'essere a Monza) scendendo sotto la pioggia una scaletta non coperta quando si arriva da un volo transatlantico alle 9 di mattina, come m'è capitato le ultime due volte che ho usato il fantastico aeroporto in questione? 

I politicanti lombardo-piemontesi vogliono fare il bene dei loro
popoli? Che caccino a spron battuto Alitalia da Malpensa, facendo al
contempo ponti d'oro a BA, Lufthansa, Iberia o chiunque altro voglia
utilizzare lo scalo Milanese per prendersi il traffico aereo che da lì
si può originare.

Ma infatti!! La cosa che meno capisco di questa collettiva esplosione di rumore e di furore tra politici del Nord e' proprio questa: ma davvero si crede che Malpensa abbia avuto qualcosa a guadagnare dall'egemonia di un catorcio orrendo come Alitalia, col suo servizio penoso e col suo personale maleducato e perennemente in sciopero, e che potrebbe avere qualcosa da guadagnare dal continuare a essere associata ai suoi resti? Ci si ricordi qual era l'alternativa: una fusione con Air One che avrebbe eliminato quella poca concorrenza che c'e' sulle rotte nazionali, con conseguenti maggiori tariffe e peggior servizio. Che la cosa potesse suonare attraente per i vari Fini e Rutelli e sindacalisti vari, da sempre felici di ingrassare le loro corporazioni coi soldi del contribuente a discapito degli utenti del servizio, era cosa nota: ma vedere insorgere anche i presunti campioni del Nord produttivo e' assolutamente disgustoso.

Per rispondere a Michele, Malpensa è gestito dalla SEA,controllata dal comune di milano e presieduta dal leghista Bonomi , che gestisce anche linate e (tramite la controllata SACBO ) Bergamo.

E' solo un' ipotesi, ma credo che i tre in questione vogliano mantenere le loro clientele su Malpensa e dintorni, e temano che il rimescolamento di carte che seguirebbe alla sostituzione di Alitalia a Malpensa mettesse in discussione la loro presa sugli aereoporti.

Come cittadino ed utente non vedo l'ora di liberarmi di Alitalia e non perdo occasione di ripeterlo ad alta voce e raramente trovo qualcuno di diverso avviso, ma sembra che la cosa interessi poco. 

Vista l'escalation cui si sta assistendo e la  "qualità" dei personaggi coinvolti (Formigoni l'irakeno è furioso, letteralmente: ieri per esempio ha dichiarato che "Prodi ha sbarellato"), a me si sta rafforzando il sospetto che ci siano sotto interessi economici ben precisi, come flussi di denaro verso alcuni "potenti" settentrionali, che andrebbero a farsi benedire in ipotesi di cessione di Alitalia allo straniero. Prove nessune, ovviamente. Mi colpisce la virulenza, ormai estrema, con cui alcune persone continuano a sostenere ragionamenti quotidianamente sbugiardati e derisi perfino nei bar del milanese... 

Insomma che non ci sia per diverso tempo nemmeno un volo diretto Milano-New York a me ruga assai

C'e' un decente Continental che vola a Newark e un Delta (anzi, due al giorno) che volano a JFK. Non hai che l'imbarazzo della scelta fra turarti il naso e volare in NJ ma in un aeroporto ottimamente collegato con midtown (c'e' persino l'elicottero a poco piu' di $100), o turarti occhi nasi e orecchie e volare in uno dei peggiori terminal rimasti sulla faccia di questa terra.

Va bene che e' un blog. Pero' scusate, certe volte mi sembrano discussioni quasi Bar... Esempi? il NY-MI di Delta e' in code sharing con Alitalia: resterà? Temo di no... E comunque non e' questo il punto. Ancora, Sea non controlla SACBO (Orio al Serio) ma detiene il 49% e non conta praticamente nulla perche' BG teme di essere sacrificata agli interessi di Milano. Ma va bene così. Ancora, SEA puo' fare quasi nulla sugli slot perche' sono (piu' o meno) proprieta' delle compagnie. Tanto e' vero che Alitalia ha venduto ieri i suoi Slot a Heatrow per 92 mln di euro. Se SEA avesse potere lo farebbe ma puo' solo cercare di evitare che AF (ormai meglio chiamare così AZ) non trasformi un slot per Boston in uno per Charles De Gaulle (o Bari o quello che vi pare)...

Gia' e' sensato vendere gli slot del piu' grande aeroporto del mondo lasciando l'esclusiva a BA e' una scelta così lungimirante per i cittadini del Nord? Certo lo è per Spinetta, ma appunto sono questi gli interessi dei cittadini italiani e del Nord in particolare? Secondo me i danni della scelta fatta che si e' voluto fare stanno gia' materializzandosi. L'importante e' levarci cmq AZ di torno? A me sembra invece che sarebbe stato meglio trovare altre strade. E, scusate, il fatto che i sindacati tutti di AZ abbiano appena minacciato scioperi a oltranza se AZ non venisse venduta ad AF non vi fa sorgere qualche dubbio?!? Terrei a precisare che sono contrario a questa vendita, ovviamente non contro la privatizzazione.

Altre puntualizzazioni: lungi da me dire che MPX o SEA sia ben gestita: e' un aeroporto ridicolo! In ogni caso - piaccia o no - e' molto meno peggio del competitor italiano (e, sul piano della mera efficienza, di Parigi e di molti altri in Europa). Formigoni? Almeno qualche attenuante: "combattere" contro Roma e' veramente un'impresa quasi persa in partenza. Tanto per capire con si ha a che fare ricordo che per zittire Spinetta e chi sosteneva che l'unica cosa che aveva senso per Alitalia sarebbe stato di spostare l'epicentro su MPX, un emerito imbecille di AN aveva sostenuto quanto segue. Oltre a spostare tutto su Fiumicino occorreva spostare a Roma anche la borsa, in quanto in Europa esse sono basate nelle capitali!!! Questo e' il livello. Non mi fanno impazzire le classifiche, ma secondo un report di qualche giorno fa' di Std&Poor's Milano rimane nonostante tutto tra le 10 realtà metropolitane piu' attraenti al mondo per localizzare il business: francamente non so come potra' restarlo se perde così tanto e per almeno 2/3 anni in accessibilita'... Nel medio termine sara' meglio. Penso di sì.

Ma secondo me si tratta dell'ennesima occasione persa: spero solo che ne emerga un grosso rimescolamento. Ma vedrete che così non sara'. Almeno risparmia il contribuente: vero, ma il cliente no... 

Gia' e' sensato vendere gli slot del piu' grande aeroporto del mondo
lasciando l'esclusiva a BA e' una scelta così lungimirante per i
cittadini del Nord?

Secondo il Financial Times di ieri, ne hanno venduto solo un quarto.

Gli slot di Malpensa sono li, non se ne vanno solo perché Alitalia se la compra qualcun altro. L'unico vero rischio dal punto di vista economico è che Air France decida di usare il controllo degli slot in modo anticompetitivo, rifiutandosi di venderli o affittarli ad altri solo per limitare la concorrenza. Sarebbe un caso da manuale di monopolizzazione mediante controllo degli input. Non sono affatto certo che la cosa convenga ad AF (come si è visto con Heathrow, vendere o affittare gli slot procura un bel po' di soldini, mentre il limite alla concorrenza che si può ottenere sottoutilizzando gli slots di Malpensa non appare gran cosa), ma se veramente così fosse allora compito dei politici del nord sarebbe quello di invocare un'azione antitrust e favorire al massimo l'entrata di nuove compagnie; oppure chiedere garanzie ad AF, al momento dell'acquisizione, che gli slot verranno ceduti o utilizzati in forma piena. Non è certo quello che traspare dalle dichiarazioni che riporta Gianluca.

Certo, l'azione antitrust in Italia è sempre lenta e spesso poco efficace, ma se questo il punto non vedo come Air France sia peggio di Air One. Lì i problemi di antitrust non sono ipotetici ed eventuali, ma risultano dalla diretta monopolizzazione della cruciale tratta Milano-Roma. Se abbiamo paura che l'azione antitrust sia lenta e inefficace allora Air France è chiaramente meglio di Air One.

Inoltre mi pare poco probabile che Air One riuscirebbe a mantenere la struttura a due hubs che caratterizza l'attuale struttura Alitalia, e che è stata più volte indicata come una delle principali ragioni per cui i costi di AZ sono fuori linea rispetto alla concorrenza. Posso quindi solo supporre che la rivolta dei politici del nord sia alimentata dalla speranza di mantenere, nel caso di acquisizione da parte di Air One, l'attuale struttura, sperando che come al solito sia qualcun altro a pagare i costi.

Né Air France né Air One sono belle opzioni, soprattutto visto che Air France ha proposto l'acquisizione per scambio di azioni. Il governo ha enormi responsabilità per aver organizzato la gara in un modo che rasenta il sabotaggio economico, facendo di tutto per impedire la concorrenza da parte di acquirenti 'sgraditi'. Anche in questa fase la mancanza di trasparenza è semplicemente agghiacciante. Il pubblico (che, alla fine della fiera, di AZ è il proprietario via il suo governo) non sa assolutamente nulla dei dettagli delle due proposte, né il governo ha spiegato con chiarezza quali criteri vanno utilizzati per preferire una proposta a un'altra. Tutte ottime ragioni per arrabbiarsi. Peccato che non c'entrino nulla con le ragioni addotte da Formigoni, Bossi e company, che sembrano invece prigionieri di una visione preistorica in cui l'acquisto di un'azienda da parte di azionisti esteri è l'equivalente economico della conquista manu militari del territorio patrio da parte di una potenza straniera.

Caro Carlo, grazie per aver esserti accollato l'onere di difensore dell'indifendibile. Avevo paura che nessuno si sarebbe sacrificato, e che dunque il pezzo transitasse nel dimenticatoio come ovvieta'. In vista dei commenti gia' apparsi, rispondere punto per punto sarebbe superfluo. Offro solamente un'ulteriore considerazione accessoria.

Geografia di quarta elementare. Parigi si trova a Nord-Ovest dell'Italia Settentrionale. Altrettando dicasi di Londra. Pertanto entrambe le citta' sono sulle rotte dall'Italia verso il Nord-Atlantico. Poniamo che la signorina Rossi, abitante in Piazza Bengasi a Torino, abbia deciso di passare il Capodanno a New York con il fidanzatino. Puo' scegliere tra: (i) volare da Caselle con AF (via CDG) o con BA (via Heathrow o Gatwick), (ii) sobbarcarsi un viaggio di almeno un'ora verso Malpensa e volare diretto con AZ. Assumendo che la signorina Rossi non sia masochista o che soddisfi il suo masochismo in modi piu' creativi, mi spieghi per quale motivo, a parita' di prezzo, dovrebbe optare per la seconda soluzione? Per assicurarsi l'ebbrezza di essere apostrofata in romanesco? Per godere dell'applauso al pilota cui la clientela AZ non pare voglia rinunciare? Per vedere le sue opzioni diminuite in caso di incidente meccanico o overbooking? (BA e AF operano con almeno dieci voli al giorno dai propri hubs, AZ ne ha solo due da MXP). Potrei continuare... il fatto e' che voi, pochi milanocentrici, non riuscite a capire che gli unici che usano l'aeroporto di Varese per i voli intercontinentali siete voi! Il resto del Paese, per fortuna, e' ben collegato con Francoforte, CDG, Amsterdam, Heathrow, e Gatwick.

Ti preoccupi che non vi siano abbastanza voli intercontinentali per voi milanesotti. Andrea ti ha gia' ricordato che, pur senza AZ, avrete la scelta tra Continental per EWR e Delta per JFK (certo, vi mancheranno gli accenti di Pietralata...). Dovesse esserci domanda per ulteriori voli, non credi che questi stessi vettori, oppure American, ne approfitterebbero? E che dire di Meridiana? Con l'acquisto di Eurofly, Meridiana ha ora a disposizione una flotta di Airbus 330 nuovi di zecca. Gia' ne impiega uno su un giornaliero FCO-JFK. Mi spieghi cosa gli impedirebbe di aprire una nuova rotta da MXP? 

Credo che la signorina Rossi potrebbe optare per il volo diretto per non sobbarcarsi:

- un' ora di attesa  a CDG/Heathrow

- maggiori probabilità di smarrimento bagagli

- doppio imbarco e controllo documenti

Da Bresciano mi è capitato più volte di essere combattuto tra le due opzioni, per la verità ho sempre optato per la più economica.

non capisco una cosa: 

. In Italia la politica continuerà ad avere voce in capitolo in Alitalia, perchè come evidenziato, non sara vendita x denaro contante ma x scambio di azioni.

. Chi garantisce che Alitalia cederà gli slot che detiene a Malpensa?

Se entrambe sono vere, Malpensa è senza posssibilità. E per una volta sono con l'irakeno.

P.S.

Non sono sicuro che proprio tutte le signore Rossi Torinesi preferiscano fare scalo somewhere, che arrivare direttamente da Malpensa. Bisognerebbe fare qualche ricerca a riguardo.

P.S.2

perchè avete il dente avvelenato con Milano e area? quindi con 5 milioni di persone?

 

Riporto integralmente le dichiarazioni rilasciate a Il Giornale da Tiziana Maiolo, ex giornalista del Manifesto da tempo fulminata sulla via da Damasco dalla potenza del pensiero berlusconiano.

Anche l’industria della moda rischia di
soffrire il declassamento dell’aeroporto di Malpensa, inevitabile dopo
la probabile cessione di Alitalia ad Air France-Klm. Ne è convinto
l’assessore comunale alle Attività produttive Tiziana Maiolo, che
lancia l’allarme anche riguardo ai saldi. Periodo nel quale, per
tradizione, arrivano a Milano migliaia di acquirenti stranieri. «Il
primo allarme rosso - spiega l’assessore - riguarda il commercio nella
sua versione globale, e in particolare il momento dei saldi che ha
visto negli ultimi anni arrivare in città numerosi charter provenienti
da tutto il mondo».
Poi
c’è il problema della settimana delle sfilate. «Il rischio - continua
l’assessore - è che Parigi si mangi Milano e con essa la principale
industria italiana, la moda».

Per quel che è dato capire la Maiolo si riferisce a questa stagione dei saldi, con transazione Alitalia ancora per aria e nessun cambio a Malpensa. Il presunto calo futuro dell'attività di Malpensa è tutto da dimostrare, ma a me pare ovvio che se qualcuno vuole risparmiare allora vola a Milano per i saldi usando Ryan Air o Easy Jet, certo non Alitalia. E, per favore, non mi vengano a raccontare che il traffico delle linee aeree low budget è in diminuzione, o addirittura che diminuirà a causa della vendita di Alitalia ad Air France.

Inizia una nuova discussione

Login o registrati per inviare commenti