La giustizia NON e' certo uguale per tutti

4 agosto 2006 gian luca clementi
Rule of law? Stato di diritto? Come e' noto si tratta di principi che non vanno per la maggiore in Italia. L'ultimo esempio di quanto siano disattesi ci e' stato dato dalla sentenza di secondo grado su calciopoli. Val la pena sottolineare che nell'estratto riportato si parla di una societa' per azioni quotata alla Borsa valori di Milano, e che la sentenza ha ovvie ripercussioni su altre societa' quotate.

A pagina 27 delle motivazioni della sentenza di secondo grado sulla cosiddetta calciopoli, l'augusto Professor Sandulli cosi' si esprime a proposito della Gobba (Juventus).

"...A fronte di tali pesantissimi elementi negativi appare equo porre, con il dovuto effetto mitigativo della pena, rispetto a quella inflitta in primo grado, l'importante e prestigiosa storia sportiva, di cui ha sempre percepito i frutti anche la prima squadra nazionale, della societa' (elemento di cui l'ordinamento sportivo tende, sempre piu' spesso, a tenere conto, come dimostra il favore verso la riammissione in campionati immediatamente meno elevati di quello di competenza, di societa' dichiarate fallite ma portatrici di un glorioso passato atletico) nonche' la rimozione, o la mancata opposizione alle dimissioni, dei dirigenti responsabili della condanna."

Il testo parla da solo. Mi permetto una sola chiosa. Il chiarissimo Professore sembra suggerire che corrompendo, vinci, e vincendo, hai licenza di corrompere ulteriormente, e quindi vincere di piu', e cosi' via. Sounds familiar?

4 commenti (espandi tutti)

non mi ricordo quale comico fosse ma diceva una cosa tipo: "un processo e` un modo per scoprire chi ha i soldi per pagarsi il miglior avvocato".

mi pare fosse cosi`, era sulle "Formiche"... citazione dotta ;-)

poi stasera controllo

In uno stato di diritto non si sarebbe arrivati ad una condanna per un reato dedotto e non contemplato dal codice, suffragato per di più, non ricordo le esatte parole, dal fatto che all'interno dell'ambiente(?) tutti(?) fossero a conoscenza del fatto illecito e non da prove. Una società quotata alla borsa di milano dovrebbe essere giudicata in sede civile o penale proprio per le conseguenze patrimoniali causate ai portatori d'interesse e terzi interessati.

Non c'e' dubbio. Ma la partecipazione alla lega e alla federazione, e alla serie A non e' un diritto. La condanna non e' penale, nessuno e' in galera. Ne' civile. E' una punizione interna alla giustizia sportiva. Una lega sportiva deve poter autogovernarsi se le regole che si da' non sono incompatibili con la legge. Gli azionisti sono capitale di rischio. Hanno preso gli incrementi di capitale quando Moggi comprava le partite? E gli azionisti delle squadre che non vincevano?  

 

Io credo che se noi scopriamo che Giorgio Topa si e' iscritto volontario alle SS, anche se non punibile dal codice, lo sbattiamo  fuori lo stesso da NoiseFromAmerika. Azionisti o non azionisti. Non ci ferma neppure Bernanke. 

Ma neanche per idea! In Formula 1 tutte le sanzioni sono decise rigorosamente da tribunali sportivi, e nessuno si sogna di invocare i tribunali civili o penali. O forse Daimler-Chrysler, BMW, Renault, Honda, Toyota (e anche FIAT, suvvia) non sono societa' quotate in borsa?

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