Google Translate: scostati, c’è Ennio!

12 ottobre 2009 niccolo' boldrin

Ma a Caretto, quanto lo pagano al Corriere? No, perché io dei salari dei traduttori dall'inglese all'italiano, ne so ben qualcosa!

Ieri, mentre davo un’occhiata rapida ai titoli del Corriere, ho notato un titolo che mi sembrava aver già letto: “Obama e i comici, è finita la luna di miele”.

Infatti, l’avevo visto quattro giorni prima, in inglese però: “'SNL' Obama sketch marks end of honeymoon” , su CNN. Non mi sarei sorpreso, se non fosse stato per la ripetizione di ‘honeymoon’. Ma il tal Ennio Caretto non poteva almeno inventarsi una metafora diversa da mettere nel titolo?

L’articolo (quello originale, di CNN) mi sembrava futile già di suo, ma almeno come notizia di un mezzo d'informazione americano, indirizzato ad un pubblico americano, un pubblico che conosce SNL (Saturday Night Live, una cosa che se la fanno in Italia il signor BS, come lo chiama quel burlone di mio padre, dice a Maroni di mandare i carabinieri ad occupare lo studio ed arrestare i presenti all'istante) e la lunga storia di parodie presidenziali di SNL … questa ‘notizia’, alquanto irrilevante, si presentava come una scusa per parlare ancora un po’ di Obama. Not that we feel the need, still ...

Non riesco però a trovare giustificazione alcuna del Corriere per pubblicarne la copia (nel senso di "copiata" come in "Mario ha copiato il compito in classe da Arabella"), con un po' di cambiamenti, e ovviamente riscritto per evitare di infringere il copyright (in famiglia siamo tutti molto attenti a questioni di copyright...), ma altrettanto ovviamente soffiato a CNN. Questo fa il corrispondente negli USA e così assolve alle sue funzioni, I mean: al suo lauto salario?

In Italia conoscono SNL? Ho mostrato dei filmati dello sketch comedy ad un italiano “fresh off the boat” due giorni fa, e non aveva mai nemmeno sentito parlare del programma, ancora meno di Fred Armisen.

Anche il Corriere ha la quota mensile di articoli su Barack? Any publicity is good publicity, I guess ...

15 commenti (espandi tutti)

Strano che ti stupisca.

Ci sono diversi blog (tipo "Raccapriccio") che vivono ridicolizzando questi copia incolla.

La parte più divertente è quando, molto spesso, i "traduttori" incappano in qualche false friend.

Sulla conoscenza del SNL bhe...se consideri che in Italia il massimo genio satirico è Luttazzi che vive scopiazzando le battute del SNL e dei comedians americani (a domanda mi rispose che lui non copia, ma cita per i più colti) e si arrabbia pure se altri comici lo "citano"!

Comunque per seguire SNL ci vuole una conoscenza dell'inglese (e degli US) per cogliere molte battute che non tutti posseggono.

Ad esempio Letterman è famoso soprattutto perchè sottotitolato.

 

SNL l'hanno dato per un pò sulla sette, sottotitolato, il programma italiano veniva presentato da Lillo e Greg se non ricordo male. Italia uno ha tentato di fare qualcosa di simile, ma la versione italiana è a dir poco wack, credo si dica. http://www.snl.mediaset.it/.

Una domanda: non è normale che la versione on-line dei quotidiani sia fatta male, per lo stato dell'editoria italiana in questo momento? non ha in fondo senso, da (un certo) punto di vista commerciale? Non ha senso pubblicare cose troppo elaborate, in fondo, visto che i pagamenti non sono diretti, visto che le statistiche dicono che il popolo del web vuole soprattuto la g*occa e il gossip, e perchè gli studi dimostrano che l'attenzione media degli esseri umani su internet è molto ridotta. Le persone intelligenti che conoscono il mercato non dovrebbero lamentarsi o stupirsi se la maggior parte dei prodotti sono rivolti alle persone stupide.

 

Stai dicendo: "siccome il prodotto vende poco lo faccio male?"

Cosi fosse non sarebbe la miglior strategia per incrementare il fatturato.

Comunque i copia-incolla sono all'ordine del giorno anche sulla carta stampata e, a giudicare dai false friend, anche pubblicati col nome di firme "prestigiose".

preciso che non sono al corrente di come la versione on-line di un quotidiano faccia introiti, immagino con pubblicità e simili. Ma credo sia difficile, per un mercato editoriale come quello italiano, che notoriamente vive anche di sussidi e posizioni consolidate grazie a presenti e passate amicizie politiche o imprenditoriali, immaginare di affrontare internet. Non ho titoli per giudicare, in effetti: dico solo che ad esemio corriere.it (perdonatemi eventualmente l'eccessiva salivazione) non è paragonabile, come qualità della scrittura, neanche lontanamente a nfA, il che lo trovo un tantino paradossale e indicativo (anche se nfA non è un sito di reazioni epidermiche). O un altro esempio, libero.it (non quello dell'ottima accoppiata feltri-belpietro) è una quotidiana macelleria di amy winehouse ubriache, stupri incestuosi, vip morti, scandali vari, e sono sicuro che è abbastanza seguito.

Dico che se ho fatto un profilo eccessivamente a ribasso del mio cliente e delle sue capacità intellettuali, e non so come barcamenarmi su internet, pubblico delle vaccate, un pò di tette, dichiarazioni mutilate a effetto, e facile che ci scappi anche la scopiazzatura maldestra da altri siti.           

Poi, non ho dubbi che il drag&drop, "fat mal" si dice dalle mie parti, sia una pratica onorevole e consolidata in tutti i settori immaginabili.

questo ad esempio è un ottimo articolo, sembra una traduzione automatica

http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_11/emanuele-filiberto-droga_c...

 

Ok. Adesso ho capito cosa intendevi.

Neanche io sono un esperto di giornali on line ma mi sembra palese che i costi gravitino sulla carta stampata. Una volta che hai prodotto la versione cartacea (quindi giornalisti, redattori e correttori di bozze a libro paga) pubblicare i contenuti anche in una versione on line dovrebbe avere costi irrisori (ci sono privati che pubblicano on line).

Quindi il discorso diverrebbe : "signori editori siete sicuri che il vostro pubblico voglia robaccia (gossip, cronaca nera, ecc)? Visto che non vendete molto qualche dubbio non vi sorge?" Poi subentrerebbe il discorso che fai tu: analizzare differenze fra il fruitore della versione cartacea e quello digitale, ma...facciamogli fare una cosa alla volta :D

Niccolò, se leggi gli inviati da Germania, Francia e UK vedi che la cosa è assolutamente analoga. Due giorni fa il Corriere sbandierava la storia di una maestra inglese che avrebbe violentato un centinaio di bambini. Sono andato a prendere l'articolo originale, non c'era una virgola cambiata, pure il finale era identico.

Per farsi due risate, cmq, segnalo questo. E' vecchio di un anno, ma dice molto su come si fa il giornalismo in Italia.

Far out, Niccolo'.

The flaming idiots of Italy (the "media" people) unfortunately do not know how to do their job.

The former colleague of Caretto was Mischa Kamenetzky, at least he was speaking English. Caretto (we don't know) but may want to consider taking the time to read something every now and then, as opposed to pasting bad items from NYTimes.

Se e' per quello, i pregevoli articoli di Simona Marchetti appaiono essere una pura compilation dai numerosi tabloid inglesi (con vari errori di trascrittura, tipo "alcool free" senza la "h" tra le due "o", il che nella terra di Shakespeare sarebbe pronunciato in modo un po' imbarazzante - ma niente paura, l'addetto ai titoli ne offre anche una versione con una sola "o", sempre senza "h"). Non so se le pagano la trasferta a Londra, ma certo il suo lavoro potrebbe essere fatto tranquillamente in terra italica, da un PC con accesso a Internet.

Io sospetto che tutto questo copia incolla di gossip e stranezze morboso-sessuali dai giornali stranieri abbia anche un effetto culturale. Nel senso che rinforza la convinzione provinciale del lettore medio italiano (di destra e di sinistra) di vivere nella terra del buon senso e della normalita', dove nonostante il caos politico non succedono cose strane.

Ci pensavo tempo fa, notando che un articolo (chiaramente copiato) sul fatto che X% delle inglesi afferma di simulare l'orgasmo e' rimasto sulla home page del Corriere per 24 ore. Copiato e messo fuori dal contesto in questo modo, dava la chiara impressione che in Italia MAI! Gli inglesi avranno un sistema penale presentabile, ma sessualmente come stanno messi male eh? e via dicendo per tutte le storie di perversioni sessuali (il feticista che ruba le scarpe delle donne ecc.) e di VIP ubriachi (da noi non succede) o drogati (da noi si sa solo quando vengono arrestati).

Il tutto condito dalla nuova idea geniale del giornalismo italiano: il © RIPRODUZIONE RISERVATA alla fine di ogni articolo.

Giusto, volevo aggiungere anche quello ieri sera, good catch ;)

...fuhgget about it!

Anche se non è che debba essere obbligatorio conoscerlo, è roba di un altro Paese che tratta, appunto, di quel Paese; per quanto SNL lo si dovrebbe conoscere un pochino, se poi ci si vuol vantare di conoscere che so, i BluesBrothers e Paul Schaffer...

Il problema si riduce appunto a "cos'è il giornalismo"? un apostrofo rosa tra le parole Cut 'n Paste

ma noi abbiamo di meglio di SNL, se parliamo di satira (tralaltro SNL era veramente divertente durante gli anni '90. Ora e' piuttosto fiacco).

 

SNL ha sempre avuto degli skit divertenti, ma anche oggi, tipo questo, che prende in giro certi video degli anni novanta.  

Questo, che prende in giro una catastrofica intervista di Mrs Palin (e vinse anche un emmy per Tina Fey, l'attrice che interpreta Palin).  

questo, che ridicolizza i Gangsta Rap Music Videos.

 

eh eh. la fey as palin era molto divertente.

pero' io mi riferisco al periodo d'oro di will ferrell and christopher walken. nessuno battera' mai "the continental" o il mitico "we need more cowbell"... :)

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