Il grado zero del giornalismo

17 gennaio 2009 Marcks

Il tentativo, forse anche onesto, di riavvicinare il giornalismo alla gente, avvicina la gente, anche quella che non sembra avere niente da dire, al giornalismo. La domanda è: a cosa serve un giornalismo così?

L'altro giorno ho guardato il noto programma televisivo Annozero, dal quale la giornalista Lucia Annunziata si è allontanata prima del tempo, protestando la sua contrarietà contro l'organizzazione delle trasmissione da parte del noto conduttore del programma.

A parte l'atteggiamento della giornalista, che peraltro replica in sedicesimi l'aventino di un suo celebre ospite, mi chiedo sempre a cosa servano, puntate fatte in questo modo. Che contributo di comprensione può produrre, rispetto alla tragedia della guerra in corso a Gaza, avere, fra l'altro, due ragazze, una israeliana e una palestinese che si parlano addosso? O avere la cavea piena di ggiovani? E questo sarebbe l'approfondimento? A me sembra piuttosto (spero che ci legga anche il nuovo Umberto Eco che abbia voglia di analizzare le nuove forme di comunicazione di massa) una sorta di "discussione" alla Maria De Filippi. Queste trasmissioni sia che si parli di guerra o di crisi finanziaria cosa spiegano? Cosa viene spiegato intervistando coloro che subiscono i rovesci di un mutuo che non si può più pagare se non che loro stanno male? Cosa si capisce delle cause, oltre che degli effetti? Cosa si capisce di tutto ciò, dopo aver indugiato sul desco vuoto e sul lesinare nella spesa? Dopo avere inquadrato in close up le lacrime sgorganti, ecco mi chiedo, alla fine, cosa spiegano? Che cosa resta? Cosa abbiamo imparato, che già non sapessimo? Mi viene in mente la nota pubblicità di un'azienda chimica tedesca: contributo invisibile.

La trasmissione di stasera su Gaza avrebbe potuto fare un analisi delle vicende storiche; farci vedere le cartine geografiche della zona ed intervistare demografi; si sarebbe potuto tentare di rendere un minimo più "fattiva" l'informazione, invece di dare solo a intendere che tutto sarebbe finito nel solito spurgo di grida e recriminazioni. Al solito si è preferito lasciar parlare la ggente...quello che sempre più spesso si vede anche nei telegiornali: un microfono e una telecamera e via a intervistare a ruota libera e a sentire cosa ha da dire la gente. Questa la sorte dei giornalisti?

LE COMICHE.... FINALI?

Ovviamente, il riferimento non è a quelle comiche finali di cui parlò Gianfranco Fini nel link di cui sopra. Piuttosto le comiche finali sono quelle in cui questa volta è lui a prodursi: definisce la puntata di Santoro indecente. Siamo d'accordo. Ma ci lasci aggiungere, Signor Presidente della Camera dei Deputati, che lei non ha proprio la faccia e la storia personale adatta per permettersi di dare patenti di amicizia verso Israele. Ci creda, uno con una storia come la sua farebbe bene a tacere. Sarebbe come se, per darle la misura del ridicolo, Veltroni dicesse: mai stato comunista.

18 commenti (espandi tutti)

Commento non raccomandato ai debolucci di stomaco, e di logica.

Era troppo lungo, ho fatto un articolo. Ora speriamo me lo approvino ...

Marco, io non guardo Annozero. Non perchè mi stia antipatico Santoro - fatto peraltro reale - né per non voler sentire opinioni differenti dalle mie, che invece leggo costantemente. Semplicemente non mi interessa, lo considero un cattivo impiego del mio tempo che, essendo risorsa scarsa ed irrecuperabile, cerco di ottimizzare.

Tra l'altro, come tu fai giustamente notare, trasmissioni televisive così impostate non forniscono informazione supplementare atta a facilitare la comprensione dei fenomeni di cui trattano, ma sono assolutamente convinto che il conduttore (certamente paradigma di faziosità, ma tutt'altro che idiota) ne sia perfettamente conscio.

Allora, perché percorre quella strada? A me pare chiaro che il motivo stia nel fatto che il suo obiettivo non è informare, bensì dare sfogo alla sua ansia di protagonismo e soprattutto "fare audience". Sì, perchè colà non si fa giornalismo, si tratta piuttosto di spettacolo, come ha ben capito il direttore di Rai2 (rete considerata in orbita leghista, non dipietrista) che tale aspetto ritiene evidentemente determinante per la sua stessa permanenza in sella.

Se poi il pubblico televisivo chiede baruffa, baruffa sia .... da Santoro come dalla De Filippi, con massimo spargimento di pepe e la speranza di "sangue & merda": lo guardi chi lo gradisce, così come chi apprezza il Bagaglino ne assuma pure il dosaggio a piacere.

Io preferisco, nell'un caso come negli altri, occupare diversamente il mio tempo e, però, mai chiederò censure. Anzi, propongo un'arena e l'ingresso dei leoni. Vince chi sopravvive e nessuna paura di stop anticipato per premorienza d'imbecilli che, com'è noto, abbondano oltremisura.

Ah, mi raccomando: non ci si sogni di privare lo spettatore dell'intervista in punto di morte.... :-)

Io l'ho vista, che la danno anche in amerika. Mi vergogno un po' ma ammetto che sono attratto da queste trasmissioni. Certo non per il contenuto informativo; suppongo sia una forma di reality tv che mi attrae, una specie di grande fratello intellettuale. Forse dovrei passare al grande fratello vero, almeno li' ci sono ragazze lascive che competono con i loro strumenti interessanti, invece che con pessima logica.

Innanzitutto mi congratulo sia con Marco, che con Alberto, per essere capaci di arrivare fino in fondo a trasmissioni come quella di Santoro (ma vale per tutti i talk-show, anzi se vogliamo gli altri sono peggio). Comunque il giornalismo qui c'entra come i cavoli a merenda: niente, è uno spettacolo, sono d'accordo che sarebbe meglio mettere anche i leoni (quelli veri), il resto è contorno. I fatti separati dalle opinioni dovrebbe essere un obbligo, ma ,a dirla con Marco Travaglio, i fatti non interessano al nostro "giornalismo", meglio le opinioni, così non rischi niente.

Commento azzeccatissimo, tranne che per l'Annunziata. Ha fatto bene ad andarsene perchè, dopo aver criticato i taglio della trasmissione,è stata attaccata personalmente con basse insinuazioni. Non vedo similitudini con la trasmissione in cui Berlusconi fece la stessa cosa. Ricordo un battibecco, ma non un attacco personale fatto di insinuazioni.

Queste trasmissioni sia che si parli di guerra o di crisi finanziaria cosa spiegano? Cosa viene spiegato intervistando coloro che subiscono i rovesci di un mutuo che non si può più pagare se non che loro stanno male? Cosa si capisce delle cause, oltre che degli effetti? Cosa si capisce di tutto ciò, dopo aver indugiato sul desco vuoto e sul lesinare nella spesa? Dopo avere inquadrato in close up le lacrime sgorganti, ecco mi chiedo, alla fine, cosa spiegano? Che cosa resta? Cosa abbiamo imparato, che già non sapessimo?

La domanda era retorica, lo so, ma la risposta è invariabilmente nulla. E annozero è solo un caso particolarmente eclatante, non l'unico. Anzi mi azzardo a dire che non esiste nella televisione italiana alcun talk-show che aiuti qualcuno a capire qualcosa e nessun telegiornale che spieghi le notizie.

L'unica nota di speranza è che (per un miracolo che non mi so spiegare) in radio le cose vanno un po' meglio. In particolare i canali di radio rai sono più che discreti e programmi come "Radio anch'io" (o similari) fanno del buon giornalismo. Insomma, finché c'è radio c'è speranza.

non esiste nella televisione italiana alcun talk-show che aiuti qualcuno a capire qualcosa e nessun telegiornale che spieghi le notizie.

Report.Sono parziali ed a volte un po' pasticcioni, ma almeno fan giornalismo serio.

Non avevo mai catalogato Report fra i talk-show ma se lo vuoi mettere lì allora sono d'accordo con te.

A ben pensarci ogni tanto anche "Le invasioni barbariche" fa qualcosa di decente e questo faccio meno fatica a incasellarlo come talk-show.

In effetti parlavi di "talk show e telegiornali", e non rientra strettamente in nessuna delle due categorie.Sono io che ho mentalmente esteso a tutto il giornalismo tv e dintorni.

Le invasioni barbariche non l' ho mai visto.

Sono d'accordo su Report.  E poi si DOCUMENTANO, cercano cose che io non saprei nemmeno dove cercare...non dico che ne vengano fuori sempre eccellenti ma almeno fanno o ci provano.

Poi vorrei specificare una cosa. Io non credo che la televisione debba essere solo informazione e approfondimento, può starci di tutto...e con il digitale terrestre o sky (a proposito, lì la qualità mi sembra migliore, o sbaglio?) la cosa sarà sempre più vera: canali monotematici di cucina o di fai da te mi vanno bene. Quello che non va bene è che si spacci una gara di rutto libero per un innocente coro di voci bianche.

OT: Riotta

luigi pisano 21/1/2009 - 09:10

Ma l'avete visto Riotta che consegna un premio a Del Piero con la felpina di Columbia e la naturalezza di un tronco di

betulla???? :)

 

OT galattico, scusate, ma son 2 giorni che ci penso e rido!

Non sono d'accordo nel classificare annozero tra i talk-show e non mi convince l'idea di giudicare l'operato di Michele Santoro solo in base alla trasmissione sulla "invasione difensiva" di Gaza.

Seguo sempre annozero e ritengo che, nonostante una certa spettacolarizzazione, giusto il minimo sindacale per una Repubblica mediatica, si tratti forse di una delle poche trasmissioni di informazione giornalistica della Rai. Apprezzabile che, la conduzione di Santoro, provi ad evitare le risposte divaganti e gli "argomenti a piacere" tipici della nostra tv.

Rispetto alla lite con l'Annunziata, hanno torto entrambi, e' vero che la puntata aveva preso una piega ideologica ed alloristica, tratto comune di ogni confronto televisivo in materia. Lo scatto d'ira di Santoro, al secondo richiamo dell'Annunziata,  potrebbe indicare che anche lui non condivideva la piega presa dalla trasmissione e, semplicemente, non ci stava a fare la figura dell'alunno deficiente davanti al suo pubblico. Ha realmente perso le staffe.

Il grado zero del giornalismo, si e' manifestato il giorno dopo, quando stampa e TG hanno riferito che la lite aveva origine in una trasmissione troppo filo palestinese.

Una notizia falsa, finalizzata a rafforzare il cliché Santoro = Fazioso. Lucia Annunziata sosteneva che la trasmissione era dannosa ed inutile, diretta alla pancia degli spettatori.

Insomma la solita trasmissione in tema di conflitto israelo-palestinese.

Anch'io ho avuto la sensazione di assistere ad un "reality show" ma credo che sia dovuto agli interventi degli ospiti, che hanno adoperato il modello di comunicazione piu' diffuso tra i ggiovani. Quello promosso giornalmente dalla De Filippi e soci.

Santoro NON e' simpatico, non fa nulla per apparire tale e spesso pretende che si risponda alle domande.

Quanti conduttori ospiterebbero Marco Travaglio ??

Sempre in tema di grado zero, vi segnalo che Il Ministro Adolfo Urso ieri, 20/01/2009, a Ballaro' ha commentato le note previsioni UE sul PIL 2009, sostenendo che l'Italia sta molto meglio della Germania in quanto, essendo già in recessione nel 2008 (-0,6%) il calo del 2% equivale ad una riduzione del 1,4% !!

Sprezzante del ridicolo, afferma che il calo previsto per la Germania, -2,3% per il 2009, equivale ad un -4,6% in quanto il PIL tedesco del 2008 e' stimato in crescita di +1,3%.

Riepilogando la perla algebrica del ministro Urso e':

ITALIA -0,6% sommato a -2,0% = -1,40%

GERMANIA  +1,3% sommato a -2,3% = -4,6%

Postulato: la crisi è meno grave se sei già in recessione !! Ti sei già portato avanti col lavoro !

E NESSUNO CHE GLI ABBIA FATTO UNA PERNACCHIA !! 

 

 

 

Riepilogando la perla algebrica del ministro Urso e':

ITALIA -0,6% sommato a -2,0% = -1,40%

GERMANIA  +1,3% sommato a -2,3% = -4,6%

Bestiali questi! Ma sono lobotomizzati?

Ed il cretinetto di consulente che gli ha consigliato la fregnaccia, manco l'algebra sa: (-1.3) +(-2.3) =-3.6, a casa mia!

Fa il paio con la scena muta di Fabio Fazio di fronte alla risposta di Tremonti sul costo del salvataggio Alitalia rispetto alla proposta iniziale di Air-France. Per Tremonti pari sono (costo identico a parole, numeri a sostegno zero). Per Fazio nulla da aggiungere, silenzio assenso ? Boh! Evidentemente si era preparato la domanda, ma non la replica e alla fine l'unica che ha avuto il coraggio di dire qualcosa a Tremonti (su un altro tema comunque), al di là della genuflessione di Fazio, è stata la Litizzetto. Ormai il potere tollera un minimo di critica soltanto dai buffoni, come nel medioevo (BS neppure quello perchè è troppo permaloso e racconta da solo le barzellette su se stesso).

Sartori oramai (well, si fa per dire visto che "oramai" è da un pezzo) straparla.

Come fa uno a dire tante cose senza capo né coda per arrivare a concludere che Tremonti ha "ragione di essere spaventato"?

Non basterebbe ricordare che, qualche rarissima volta, anche Tremonti si ascolta?

Ti sbagli, Michele. Ovviamente non è Sartori, ma un comico di Zelig ...... :-)

Btw, mai provato a mandargli un link (e magari anche a San Giulio ...) con qualche semplice spiegazione delle cause della crisi?

Btw, mai provato a mandargli un link (e magari anche a San Giulio ...) con qualche semplice spiegazione delle cause della crisi?

Non c'è alcun bisogno di mandare il link a vostro Ministro del Tesoro.

I suoi alti dirigenti e collaboratori ci leggono, quindi, se tanto mi dà tanto ...

 

Io, su questa faccenda degli editoriali pensosi, sbattuti in prima pagina, e messi a fare non si capisce bene cosa ho trovato un metro giudizio: se trovo scritte cose che penso, o avrei potuto, benissimo pensare da solo, senza regalare un euro al mio edicolante, allora sono cazzate! Questo non significa solo che quello che io conosco sono cazzate, ma piuttosto che se proprio devo (ri)leggere quello che già potevo sapere da solo, allora tanto vale non darsi pena di leggere editoriali.

Nello specifico dell'editoriale farei notare: a) l'uso di riferimenti tutti politici, più da scafato habitué politicista della buvette di Montecitorio che da accademico politologo; b) l'uso di categorie e frasario, "tutti gli economisti  hanno avvallato la pappatoia" che non sfigurerebbero in un numero speciale de "L'Uomo qualunque"; c) i riferimenti culturali, quali Ruffolo, che ha scritto cose del genere da leggere con in sottofondo musica simile.

Insomma gli editoriali della crisi, dello tsunami... insomma Sartori in versione grunge.

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