Il grafico della settimana, 02-08-17

2 agosto 2017 davide mancino

Un po' di memoria storica sul lavoro in Italia – soprattutto su quello femminile.

La serie storica del tasso di occupazione sul data warehouse Istat è abbastanza lunghetta, per fortuna, e contiene un sacco di storie interessanti. Se uno vuole può usarla per fare un bel salto indietro fino alla fine degli anni '70, quando ancora due donne su tre – e tre su quattro al sud – non lavoravano. Nel lungo termine anche il tasso di occupazione per gli uomini del meridione è calato parecchio, e sono curioso di sapere se qualcuno ha idea del perché.

Incidentalmente, faccio notare anche un altro fattoide: il massimo storico nella percentuale di italiani con un lavoro è stato raggiunto durante gli anni 2000, appena prima che arrivasse la crisi economica. Per tutta la tarda Prima Repubblica – ruggentissimi anni '80 compresi – siamo rimasti invece svariati punti percentuali sotto.

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7 commenti (espandi tutti)

Il calo dell'occupazione maschile al Sud è imputabile praticamente per intero ai giovani con bassa  scolarità. Hanno perso le occupazioni abituali in agricoltura e non hanno guadagnato nelle nuove occupazioni (per esempio cure agli anziani) a basso valore aggiunto che sono andate principalmente alle donne. Hanno anche smesso di emigrare, credo perché la domanda per le loro skills è ormai bassa ovunque. Credo ci sia anche un elemento di ''welfare familiare'' che consente loro di vivacchiare anche senza lavorare, ma non so se è un fattore quntitativamente importante.  Questo articolo fornisce qualche dato aggiuntvo.

Grazie Sandro, molto interessante!

quale potrebbe essere l'effetto dell'immigrazione in questo fenomeno? è possibile che i lavoratori autoctoni (registrati) siano stati in qualche misura rimpiazzati da lavoratori immigrati (non registrati)? In questo modo il numero di persone nei campi sarebbe più o meno uguale ma le statistiche misurerebbero un calo. Questo potrebbe anche spiegare il perchè l'occupazione femminile al sud non solo sia più bassa, ma sia anche cresciuta meno. C'è modo di verificare o falsificare questa ipotesi?

Mi pare che il grosso degli immigrati con regolare permesso lavori al Nord. Per il Sud non so ma il sommerso in agricoltura e nell'edilizia arriva al 90% e passa quindi avere dati affidabili è praticamente impossibile. 

mi riferivo appunto al sommerso in agricoltura e in misura minore nell edilizia. Se registriamo un calo dell'occupazione "regolare" dipende da una meccanizzazione spinta in agricoltura (meno lavoratori nei campi) oppure una sostituzione dell'occupazione registrata con occupazione sommersa? Per l'edilizia c'è una crisi di tale entità che mi sembra impossibile fare una qualsiasi analisi attendibile.

Va controllato, ma credo che questa serie storica di Istat includa stime del lavoro sommerso. L'immigrazione in genere alza la partecipazione alla forza lavoro. In media gli immigrati sono più giovani e più propensi a cercare lavoro, quindi nel rapporto occupati/popolazione alzano il numeratore più del denominatore, rispetto ai nativi.

Sì, per gli scopi del questionario standard LFS non fa differenza fra lavoro bianco o nero

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