Guru dei miei stivali

29 ottobre 2011 michele boldrin

Tal Rampini discettò. Preso da un raro impeto (Duvel) del sabato notte spiego perché, quando non scopiazza traducendo (here and here, thanks to MVLoP per questo ma ve ne son dozzine: cercateli!), straparla.

Buona domenica e saltatene l'articolo, nel caso vi fosse su quel giornalaccio untuoso che ancora comprate!

Allora, il nostro inizia l'articolo parlando di cash, che in italiano è contante, ossia circolante, moneta. Dice che ve ne sono 9000 miliardi, quasi 10mila. È fuori di un fattore di dieci.

Due righe dopo parla di "conti correnti" come se della stessa cosa si trattasse. Va bene, è solo un dettaglio, non impuntiamoci. È comunque fuori di un fattore fra quattro e cinque.

Poi si lancia in elucubrazioni teoriche quindi, prima di arrivare alle medesime, lasciate che vi sveli il numero che il nostro ha sentito a qualche cocktail party e che menziona, ossia i $9-10 trillions. Trattasi di M2: cosa sia M2 lo scoprite leggendo la didascalia a fine pagina e, se proprio non sapete l'inglese, usando Google Translate. Risolto il mistero, dunque: Federico Rampini scrive cose a caso.

Fatemi un favore, guardatelo quel grafico di M2 (per quelli di voi inclini a tecnicismi guardate anche questo, nel caso dovesse uscire la questione nei commenti) perché il suo comportamento nel tempo è rilevante. Aumentava da ben prima della crisi, è aumentata durante la crisi ed è aumentata dopo che la recessione è finita. Vi sono variazioni nell'inclinazione della curva (ci arriviamo) ma la sostanza è che era a 7,500 miliardi prima della recessione, nel 2007, ed è ora a poco meno di 10mila. Son passati 4 anni ed è cresciuta di 2300 miliardi circa. Nella precedente espansione, che durò 6 anni, era cresciuta di un pelino di più, quindi M2 è di circa un 30% più alta di quanto sarebbe dovuta essere sulla base del passato.

Insomma, c'è un'accelerazione nel tasso di crescita di M2; per niente sorprendente alla luce di quanto è successo e delle scelte di policy adottate. Rampini, dal fondo dell'ignoranza più profonda, parla di trappola della liquidità ed invoca la Grande Depressione e gli anni '30. Il poveretto non si rende conto che M2 sta facendo l'opposto di quanto fece nella Great Depression (ho messo quel link del piffero apposta: lo trovi in un attimo su Google facendo "M2 Great Depression"; ossia: se provava lo trovava anche Rampini!) e che il suo argomento non ha alcuna coerenza logica! E se ne esce con il paragone con la Great Depression giusto la settimana in cui ci comunicano che, mal che vada, il PIL USA cresce ad un ritmo di circa il 2% annuo. Immaginatevi se Tremonti potesse dire che l'Italia cresce al 2 (infatti, al 2,5) per cento annuo!

Ovviamente, il contante (vedi sopra), i depositi a vista e le riserve bancarie in circolazione sono aumentati sostanzialmente dal 2008 ad oggi grazie a due gigantesche operazioni di QE (Quantitative Easing) decise dalla FED. Le operazioni della FED hanno alterato la composizione dei portafogli del settore privato, assorbendo titoli di vario tipo e sostituendoli con dollari o ben in contanti o ben in forma di depositi bancari o ben sotto forma di riserve delle banche presso la FED stessa. Queste cose sono lì in sostituzione dei titoli privati e pubblici che la FED si è comprata.

Il punto rilevante, che il nostro non coglie, è che la differenza dal previous peak nell'ammontare dei demand deposits è di circa $300 miliardi, ossia circa 1/10 della quantità di nuovo "contante" che la FED ha immesso nel sistema, in linea con il comportamento delle famiglie in precedenti situazioni di simile natura. Insomma, da questo punto di vista non è successo NULLA! Ma il nostro ci fa l'articolo lo stesso rimasticando, malamente, le cazzate che ha letto Paul Krugman scrivere alcuni mesi fa.

Mi fermo qui, il resto (ci sono un paio di altri numeri completamente assurdi nell'articolo di FR) lo lascio ai lettori. È domenica, dopo tutto, ed abbiamo tutti bisogno d'un passatempo.

Chiudo con due noterelle.

Sul fatto che le imprese, negli USA ma anche altrove, abbiano abbondante cash e se lo tengano abbiamo già discusso. Se lo tengono sia perché c'è in giro molto più cash del normale (per le ragioni di cui sopra) sia perché in situazioni di incertezza politica stai ben attento a metterti a fare grandi spese. E l'incertezza c'è tutta, sia di politica fiscale, che di politica monetaria, che di politica "industriale" in senso lato. Barro & Kydland [non mi sto riferendo ad un articolo dei due, che non esiste, ma a editoriali ed argomenti verbali in istanze separate. Finn ha anche un paper con Carlos Zarazaga sul tema policy inconsistency] credo abbiano colto nel punto, in questo. (Incertezza sulle politiche future) + (Edilizia in coma per qualche anno ancora) = espansione lenta.

Quelli come Rampini, che non capiscono l'economia, sognano disastri per poter scrivere sinistri articoli dove continuano a straparlarne con esiti purtroppo deleteri sulla testa della gente. Ma quelli che devono produrre reddito, creare posti di lavoro, evitare di perdere i soldi che sono stati loro affidati, prima di investire qui o là ci pensano due volte.

L'ho detto mille volte e lo ripeto: PRATICAMENTE TUTTO IL COMPORTAMENTO CICLICO DELL'ECONOMIA USA DAL 2007 AD OGGI È ATTRIBUIBILE A, E SPIEGABILE CON, LA CRISI DEL SETTORE COSTRUZIONI. Il resto dell'economia è back on track e sta crescendo più o meno, quarter in quarter out, al ritmo a cui è cresciuta, in media, negli ultimi 20 anni. L'eccesso di disoccupazione (data la fase ciclica, diciamo dal 9% al 6,5%) è dovuto tutto alla crisi delle costruzioni e dei settori ad essa collegati.

P.S. Mi son talmente rotto di questa diatriba pubblica che, dopo tre anni, ho convinto dei colleghi al Fed di St Louis di scriverci un paper per spiegare l'ovvio. Sarà pronto prima degli orrendi tacchini di fine Novembre. Ma basta guardare i dati senza avere gli occhi foderati di krugmaniano prosciutto e si capisce tutto da soli. Il dibattito di politica economica sta diventando davvero stucchevole. Buona domenica a tutti.

258 commenti (espandi tutti)

Grazie prof.

Soprattutto per il "ps" (spiegazioni autorevoli sull'ovvio sono una cosa di cui si sente parecchio la mancanza, ultimamente, almeno per quei campi, come l'economia, che sono diventati fondamentali per le scelte comuni).

e la crisi del settore costruzioni da cosa è stata innescata?

Portemmo usare questa domanda come test per verificare come le informazioni date dai media sono corrette e come vengono recepite dalla popolazione. Tuttavia chi frequenta questo blog si dice sia mediamente piu' addentro a certi meccanismi. Anche questo pero' puo' essere verificato.

Per quello che ho capito io, è scoppiata una bolla immobiliare alimentata da bassi tassi di interesse (decisione quindi politica di tipo keynesiano, direi) e da spinte governative tendenti a fornire una prima casa anche a persone che normalmente non avrebbero credito. Quindi si tratta di scelte errate di politica economica e politica monetaria. Secondo me cercare di favorire l'accesso alla casa di proprietà anche a persone di basso reddito non è in sé sbagliato, se il decisore politico decide di assumersi i costi in modo trasparente (sulla fiscalità, per esempio) e con l'approvazione dell'elettore/contribuente. Ma qui si è tentato di farlo scaricando il costo su altri (le banche) e confidando che il pasto fosse gratis. Il conto invece è arrivato, come sempre.

Visto che ci siamo, si potrebbe verificare se le schede wikipedia sono corrette, visto che sono utilizzate da milioni di navigatori per farsi un'idea di ogni questione.

http://it.wikipedia.org/wiki/Bolla_immobiliare
http://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_dei_subprime

http://it.wikipedia.org/wiki/Aggregati_monetari

Si puo' anche aggiungere che i meccanismi con cui vengono concessi crediti all'acquisto di case hanno incentivi difficile da gestire. In molti casi, il creditore si rivolge ad un intermediario che fa un po' di shopping e cerca tra vari debitori potenziali chi sia disposto a dare un prestito alla persona in questione. L'intermediario guadagna se il prestito viene concesso (indipendentemente dal fatto che il debitore poi ripaghi il debito) e quandi ha incentivi molto diversi dal creditore. In teoria, gli incentivi di lungo periodo dovrebbero fare in modo che gli intermediari non abbiano interesse ad avere clienti incapaci di ripagare i debiti (ma se ci sono molti intermediari cui il lungo periodo non interessa, questo meccanismo potrebbe non funzionare). A rendere le cose ancora piu' complicate, in molti casi il creditore che emette il prestito iniziale poi lo rivende ad altri. La mia impressione (ma non sono un esperto di economia immobiliare) e' che trovare banche che volessero dare soldi a prestito senza controllare bene quanto i debitori fossero in grado di ripagare divenne ad un certo punto troppo facile. Almeno questi sono gli aneddoti che si sentono in giro. Qualcun altro piu' esperto di me sapra' anche dove trovere dati in materia.

Mi permetterei aggiungere il ruolo di Fanny Mae e Freddie Mac centauri tra pubblico e privato e quindi garantiti dallo stato.

comprendere le radici della crisi mi pare sia l'unico modo serio per cercare di non ritrovarci nella stessa situazione in futuro: esiste, o è mai esistito, un decisore politico e/o monetario in grado di di "assumersi i costi in modo trasparente"? E' questo il cuore del problema?

Fermo restando che spernacchiare certi personaggi può essere un atto di coraggio e di onestà intellettuale così come di goliardia, vorrei venire al netto delle vostre argomentazioni.

Non mi convince del tutto il fatto che l'attuale crisi venga addossata totalmente, se ho capito bene, alla crisi immobiliare. Ora mi sembra che dopo 4 anni, in un paese come gli SU, dove "esisterebbero" meccanismi di mercato piuttosto efficaci ed efficienti, vi sia ancora un alto livello di disoccupazione, non mi sembra possa dipendere solo dalla crisi delle costruzioni.

Ma soprattutto non mi convincono le motivazioni che avrebbero portato alla "bolla": di bolla "keinesiana" ne parlava circa 8 anni fa Robert Brenner sulla "New Left Review" (http://newleftreview.org/A2490). Allora venivano già abbastanza chiaramente delineate le problematiche legate a meccanismi di finanziamento al consumo tesi a supportare le eccedenze produttive. Altro che finanziare i poveri perchè si comprassero le case: questa interpretazione mi ricorda il proverbiale dito che indica la Luna.

 

 

Dal fatto che
- in parte per l'arrivo di forte immigrazione che ha fatto crescere il prezzo delle case 10-15 anni fa in modo molto rapido (Spagna, Irlanda, alcune zone USA):

- in parte perché i cambi legislativi per favorire la casa per tutti hanno reso più facile l'acquisto di case anche con redditi/risparmi particolarmente bassi ed instabili (USA);

- in parte perché la persistente politica di bassi tassi d'interesse praticata da FED e BCE aveva ridotto i tassi reali sui mutui a livelli quasi negativi e senz'altro mai visti prima (USA, Irlanda, Spagna);

- in parte perché l'innovazione finanziaria permetteva di finanziare a breve/brevissimo investimenti di lungo periodo come i mutui ipotecari;

- in parte perché la situazione regolatoria permetteva a banche ed istituzioni finanziare di (pensare di) scaricare su terzi il rischio delle loro posizioni più azzardate;

negli anni 2004-2006 (USA ed Irlanda) e 2005-2007 (Spagna) l'offerta di case e la capacità produttiva installata nell'industria delle costruzioni e del real estate in generale aveva superato di gran lunga il livello della domanda potenziale di lungo periodo. Quando questa, svanita la bolla speculativa, ha cominciato a scendere (e poi crollare: ora sta lentamente ritornando a livelli normali, che sono comunque metà di quelli del 2004-2006) questa capacita'produttiva installata nel settore costruzioni si è trovata senza domanda e tale resterà per lungo tempo. Hence la crisi del settore che, a naso, tarderà un decennio ad essere completamente assorbita.

la ringrazio Prof. Boldrin della risposta come sempre molto chiara. A questo punto mi azzardo a fare una considerazione/domanda: pianificare a livello centralizzato i tassi di interesse (cioé il prezzo del denaro: si può dir così?) non è una follia già vista? Non sarebbe preferibile che a determinare il prezzo probabilmente più importante per gli agenti economici sia il mercato? Grazie e saluti

P.S. anche io preferisco di gran lunga il coniglio al tacchino: sarà perché son veneto anca mi?

 

Ammetto che la mia idea sa molto di U.R.S.S. ma non sarebbe più semplice "pianificare" l'edilizia in modo che chi non può permettersi (magari momentaneamente) l'acquisto possa comunque avere un tetto dignitoso?

se l'affitto è libero e la produttività nel paese è adeguata, ognuno trova la casa in linea con le sue competenze e aspettative. Vivo in uno dei paesi piu' ricchi del mondo eppure vivo in affitto da piu' di due decenni. Se mi devo trasferire devo solo disdire un contratto e farne un altro. Vero, la casa di proprietà è un mito, un obettivo. Ma forse valido solo come pensionato che mette radici.Fintanto che si lavora, comprare casa mi sembra un arcaismo, legato ai tempi dell'agricoltura, dove casa, terreno e territorio erano un insieme inscindibile.

 

Infatti il problema è che in Italia fino a pochi (in senso storico) anni fa, se cominciavi a lavorare in un posto avevi buone possibilità di concludere la tua vita professionale nello stesso posto. Oggi non è più così, la società italiana si è "mobilizzata" da un punto di vista professionale ma non dal punto di vista delle strutture sociali (e anche mentali).

tarderà un decennio

E secondo te un architetto che fra un po' si laurea, che lingua dovrebbe mettersi a studiare? boom edilizio cercasi

- in parte per l'arrivo di forte immigrazione che ha fatto crescere il prezzo delle case 10-15 anni fa in modo molto rapido (Spagna, Irlanda, alcune zone USA):

non solo nei luoghi detti sopra... in veneto la popolazione e' aumentata, per immigrazione, del 10 per cento in dieci-vent'anni (pare che il numero degli immigrati regolari sia dell'ordine delle 800.000 unita')... cosa che ha sostenuto, o perlomeno mantenuto, eccome, il mercato immobiliare, specialmente quello di qualita' per noi mediocre. Le periferie delle grandi citta' (grandi nel senso veneto) sono da tempo zone di "melting pot".

 

in veneto la popolazione e' aumentata, per immigrazione del 10 per cento in dieci-vent'anni ... cosa che ha sostenuto, o perlomeno mantenuto, eccome, il mercato immobiliare,

Mia mamma negli anni 70 pagava a Mestre più d'affitto di quanto portava a casa (lavorava all'Archivio di Stato a Venezia). Per pareggiare i conti, dovette spostarsi a Mira. Aneddotico sì, ma potrebbero esserci stati problemi di penuria di offerta di immobili anche prima ...

Certo che c'era anche prima, ma per ben altri motivi. Tua mamma evidentemente non rientrava nel "blocco dei fiitti", chi lo era pagava circa 10-20.000 lire dagli anni '60, fino all'abolizione della legge relativa! A causa di cio', le case si facevano si', ma per mettere al sicuro i propri guadagni dalla continuamente iper-svalutata lira, e non si affittavano perche' cio' equivaleva a perderne il possesso e quindi deprezzarle drammaticamente (il prezzo di una casa con inquilino era una frazione di quello di una casa libera, non per caso). Dopo l'abolizione del "blocco dei fitti" e l'introduzione dell'"equo canone", nonostante le mille pastoie burocratiche, le case si sono cominciate a costruire anche per affittarle, e i risultati positivi dal punto di vista della domanda si sono visti, giustamente, eccome. Fino all'esplosione della bolla...che peraltro in italia credo non si sia ancora dispiegata del tutto.

Non parliamo poi di quelli, che citano l'M3 che "è 20 volte il PIL mondiale". Senza ovviamente sapere da cosa è formato...

EDIT: Non è affatto la prima volta che scopiazza Rampini, anche Mario Seminerio ha scritto diversi articoli a riguardo.

Barro&Kidland dovrebbe essere Barro and Kydland

Fixed, grazie.

Buona domenica e saltatene l'articolo, nel caso vi fosse su quel giornalaccio untuoso che ancora comprate!

Altro che articolo: il nostro oggi va in prima serata (da Fazio)! Duvel pronta, e complimenti per i tempismo.

Alle volte vivendo all'estero mamma italia ti manca. Altre - come questa - no.

A proposito, ho fatto una ricerca con zero risultati.

Ma cosa hai contro i tacchini di fine novembre?

Fan schifo. Ma noi mangiamo da sempre coniglio quella sera.

i dise in tuto el nordest :"putosto che perder na usansa xe mejo perder na sostansa"

i tacchini fanno schifo solo se non ci si impegna a cucinarli con gusto....nel profondo sud e usando un po di sana ricerca "i vien ben e te te lecchi anca i dei"

ps: pero' il coniglio e' un buon sostituto, basta non invitare i nativi che si offenderebbero quanto noi a vederci servita una pizza al pineapple....

de gustibus

 

I nativi gradiscono il coniglio più del tacchino, anche a Thanksgiving. Ne ho prove abbondanti!

Per quanto mi riguarda, il turkey è ottimo solo sliced ed il giorno dopo. Ho udito dozzine di amici spiegarmi che il loro sarebbe stato la fine del mondo ... la carne che ha è quella che è, non si può cavar sangue dai sassi ... :-)

Ma, appunto, de gustibus. Stavo solo descrivendo i miei :-)

Non ho ricerche da citare ma secondo me date troppo peso a queste cose.

Quando spiego ai miei compagni di univ le cose che leggo in questo ed altri blog sulla crisi economica, la questione dei tassi bassi + accondiscendenza politica viene presa in modo pacifico, e nessuno di noi è un genio.

secondo me date troppo peso a queste cose.
Quando spiego ai miei compagni di univ le cose che leggo in questo ed altri blog sulla crisi economica

Cosa studi e dove?

Economia a Trento, ma sono ancora in triennale quindi nessuno di noi ha esperienze tali da potersi formare idee personali senza l'aiuto di siti come questo o altro materiale.

secondo me date troppo peso a queste cose.

Potresti descrivere con maggior dettaglio a quali cose pensi che venga dato troppo peso, e da parte di chi?

la questione dei tassi bassi + accondiscendenza politica viene presa in modo pacifico,

Anche qui, se puoi dare maggiori dettagli.

Sul sito si parla spesso della disinformazione economica operata da molti giornalisti e opinionisti sulle varie testate. Ciò è molto positivo perchè in questo modo persone come me possono evitare le trappole giornalistiche e propagandistiche.

Quello a cui si da troppo peso mi pare sia la capacità di queste persone di influenzare alcunchè a parte prendersi qualche applauso televisivo. Da appassionato del Wall Street Autumn '08 e conseguenze, mi piace leggerne e discuterne con i compagni di univ, tra cui mi pare di essere il più informato. Se parliamo della bolla immobiliare ovviamente consideriamo anche la questione dei tassi bassi post-9/11 e della deregulation. Si tratta chiaramente di discussioni semplificate perchè nessuno di noi ne sa abbastanza, ma non ho mai sentito nessuno mettersi a confutare la cosa con argomenti giornalistici (divario ricchi-poveri, complotti by moody's, ecc..). Pur essendo i miei compagni tutt'altro che un campione rappresentativo della popolazione (l'n di quelli che si filano queste discussioni è molto piccolo), mi pare che siano toccati molto poco dai guru dell'informazione o almeno che siano ben disposti verso spiegazioni più coerenti e snelle.

Spero di essermi chiarito e aggiungo che nel post non mi riferisco all'argomento degli aggregati monetari e alla questione della liquidità ma alle due noterelle di chiusura ed alla discussione iniziata nei commenti da Matteo Turri e spiegata da Forti-Boldrin sulle ragioni della crisi immobiliare USA, che secondo me è uno dei temi più disinformatizzati di questa crisi.

Sono impressed. Davvero.

L'impressione che ho, andando in giro, è che così non sia, ossia che l'opinione maggiormente diffusa (anche fra studenti universitari di economia) sia quella che passa la TV nazionale, ossia un misto di Voltremont&Brancaccio conditi con qualche spruzzo di populismo alla Ballaro'-Anno Zero.

Forse a TN siete diversi o, forse, è particolare il tuo piccolo gruppo. They call it self-selection :-)

Quoto il Prof. Boldrin e purtroppo contraddico Marco Ruzzante, qua alla facoltà di economia di palermo sostenere idee economiche sensate è come condurre una battaglia contro i mulini a vento. I guru dei miei (nostri) stivali la fanno da padrone. Sarebbe bello poter avere un confronto costruttivo, beato te Marco.

 

Per fortuna esiste nfa.

 

Edoardo Perez

Certo che è così, ma credo sia perchè manchino le spiegazioni corrette (sui media più segiuti almeno), non che le persone non abbiano la capacità di capire. Ovvero: nel momento in cui arriva una spiegazione logica e chiara, i guru perdono peso.

Certo non esiste neanche a TN una platea di studenti che parlano di housing bubble, ma quando l'argomento viene fuori non se ne fa una questione di ideologia.

No, stai trascurando che c'è un confirmation bias pazzesco su tutte queste questioni di economia e finanza. Le persone con cui ho a che fare io sono lettori di lunga data della Repubblica, che guardano raitre (più Annozero su raidue, finché c'era), che su internet trovano siti che confermano tutti i loro sospetti. C'e il blog di Grillo, ad esempio. Di recente sta facendo furore fra alcuni miei amici tale Eugenio Benetazzo, che sul suo sito si presenta come "il più autorevole economista fuori dal coro" ma che purtroppo ho già beccato a sparare le solite frottole sul signoraggio. E, come ho già detto altrove, la mia città (Prato) si è subito innamorata dell'ultimo libro di Nesi, inkazzato nero contro i politici e gli economisti rei di non aver protetto le buone vecchie filature a conduzione familiare dalle grinfie della crudele speculazione e globalizzazione.

Se io oggi provo a fare un po' di conversazione, provando timidamente a dire che Rampini e Report ieri sera magari non mi hanno convinto del tutto, divento un appestato, un traditore o quantomeno un idiota, uno che dal loro punto di vista si è messo in testa di negare cose così evidenti che sanno anche i sassi. Se provassi a negare l'olocausto forse ne uscirei meglio.

Rampini ieri ha svolto un'ottima azione di rinforzo di questi preconcetti. Non mi sembra saggio trattarlo con sufficienza.

Ma hai pensato di rendere partecipe di questo tuo articolo anche la redazione di Repubblica? Sarebbe una gran cosa, IMHO!

Ottima scelta la Duvel! Se dovessi passare dal Belgio, una è pronta per te. Saluti!

Stai tranquillo Alessio, a Repubblica queste cose le leggono. Così come le leggono al Corriere. Le leggono e decidono di far finta di niente.

Il Rampini dibatte con Nichi Vendola. Abbiate cura di cliccare sulla seconda pagina e andare all'ultima domanda, che è quella in cui si parla dei pinguini.

Vabbè, ma che altro deve fare Vendola, scandire "viva Hayek, viva Mises, viva Ayn Rand"?

ha detto cose condividibili:

stiamo sbattendo contro il muro di una decrescita amara che significa politica della miseria. Io vengo da un Mezzogiorno dove la disoccupazione giovanile tocca il 30 per cento e la crescita è l'unico veicolo per centrare obiettivi come il pareggio di bilancio o il contenimento del debito. (e quindi si capisce che anche per NV sono priorità)


Faccio qualche esempio pratico. Le città non devono più crescere, sono cresciute troppo e sembrano quella rana che voleva assomigliare al bue. Ma può fermarsi l'edilizia? No. Si dovrà occupare di riqualificare, riusare, riciclare il costruito. (cfr. quello che ha scritto MB sulla bolla immobiliare).


La sinistra era arretrata sui temi dell'ambiente e quanto alla libertà aveva giustificato i Gulag o Cuba. 

 

direi che ha ragione (ed è meno fumoso di Rampini). In quanto al pinguino, io avevo pensato a quello di Linux, non alla genetica...

Marino, santa polenta, mi vuoi dire chi ha mai chiesto a Vendola o chiunque altro di osannare Hayek, Mises o addirittura la romanziera Ayn Rand? Per favore. Qua si chiede semplicemente un minimo di concretezza e chiarezza. Riporto per intero la risposta di vendola che tu citi.

E' la china della decrescita felice teorizzata da Serge Latouche.
Vendola "La parola decrescita è giusto che accompagni una riflessione e contamini il vocabolario della politica. Ma è difficile usarla come argomento di attualità perché stiamo sbattendo contro il muro di una decrescita amara che significa politica della miseria. Io vengo da un Mezzogiorno dove la disoccupazione giovanile tocca il 30 per cento e la crescita è l'unico veicolo per centrare obiettivi come il pareggio di bilancio o il contenimento del debito. Il punto invece è: quale crescita? La sinistra non può assumere come icona della modernità uno come Marchionne che sa di naftalina e ripropone i vecchi modelli di mobilità. La crescita o è sostenibile o è distruttiva e noi dobbiamo ragionare su una parola nuova come sobrietà che non significa smettere di consumare ma farlo nel modo giusto".

Ecco, a me una risposta del genere fa paura. La prima frase, quella sulla decrescita, è da demagogo di provincia, quella razza che Stefano Disegni si è recentemente divertito a sbeffeggiare. Poi c'è la polemica stantìa contro Marchionne; perché il problema di crescita dell'Italia deriva da lì, no? Dai cattivi capitalisti che per incomprensibili ragioni non vogliono investire in Italia. Poi la cazzata finale sulla sobrietà. Veramente irritante. E in tutto questo uno non capisce, per esempio, se secondo Vendola è o non è una buona idea aumentare le tasse sui precari per permettere alla gente di andare in pensione prima, che è la cosa che veramente conta. E nemmeno si capisce quali politiche per la crescita abbia in mente.

O meglio, a dir la verità entrambe le cose si capiscono benissimo, solo che Vandola non ha l'elementare coraggio di parlar chiaro. Sulla tasse ai precari la risposta è chiaramente ''sì'' visto che questo è quello che fece il governo Prodi con l'appoggio entusiastico del partito in cui allora Vendola militava. E le politiche per la crescita sono quelle in cui il signor Vendola individua le industrie giuste in cui investire (quelle ''sobrie'' e che fanno consumare ma ''nel modo giusto'', dove ciò che è giusto è ciò che piace al signor Vendola), tassa gli italiani e usa i loro soldi per fare tante belle imprese di stato o sussidiate dallo stato. Come nuovo che avanza non c'è male.

Sandro, per quanto riguarda le tasse ai precari penso si tratti delle aliquote previdenziali. Oggi pagano (come autonomi e commercianti) il 20% contro il 33% (parte previdenziale dei contributi) dei dipendenti. Siccome siamo tutti daccordo nell'auspicare un sistema pensionistico per cui ognuno riceva quello che ha dato e per un periodo (quindi età di pensionamento in rapporto all'aspettativa di vita residua all'età di pensionamento) compatibile con il capitale virtuale accumulato siamo quindi anche daccordo che a chi paga 20 venga accantonato 20 e a chi paga 30 30.

Questo purtroppo comporta che a un co,co.co che avesse lavorato esattamente come un lavoratore dipendente e percependo lo stesso lordo, a parità di tutto il resto, verrà liquidata una pensione pari al 60% di quella del lavoratore dipendente. Quindi o non ci si lamenta più delle basse pensioni previste per i co.co.co. o si rinuncia al principio che ciascuno riavrà (rivalutato) ciò che ha versato e si continua a garantire "pasti gratis", o si allineano, magari gradualmente, lealiquote previdenziali. Non vedo altre strade.

Questo discorso vale anche per chi si scandalizza che il fondo parasubordinati sia in attivo e paghi le pensioni degli altri: è in attivo perchè nato da poco (rapporto contribuenti/pensionati altissimo) e ciascuno, con i propri versamenti, sta pagando la sua pensione (miserrima) futura.

Il parasubordinato però deve fare almeno 5 anni da parasubordinato se vuole che i suoi soldi tornino indietro ad kalendas grecas a 67 anni.

Se ne fa di meno di 5, può fare ciao ciao con la manina ai suoi dindini, ma può sempre chiedere al papà pensionato col retributivo a 55 anni un prestito per comprarsi la macchina usata che gli serve per lavorare, che tanto quella aziendale non gliela danno: mica è un dipendente, può usare la sua!
Aneddoto personalmente conosciuto. Nel ricco Nord-Est.

Scusate il parziale OT.

un parasubordinato iscritto alla gestione separata dopo il 1995,se poi passa ad un lavoro da subordinato puo' sommare i contributi senza limiti minimi.Se è stato assunto prima del 1995,per la totalizzazione deve avere almeno 3 anni di contributi e non 5.Se poi lavora meno di 5 anni in tutta la vita e lo fa come lavoratore atipico,non riceve niente proprio come un subordinato che abbia lavorato meno di 5 anni,visto che con il contributivo servono almeno 5 anni (con il retributivo almeno 20).

Ne sei sicuro? Posso avere una fonte?

Io ero fermo al fatto che non fosse possibile ricongiungere i contributi della gestione separata con quelli di altre gestioni. E che fossero necessari almeno 5 anni nella gestione separata per poter maturare una "pensione" e quindi procedere alla totalizzazione.

Se è come dici tu tanto meglio.

 

Quindi bisogna avere almeno tre anni invece di cinque?

La totalizzazione, ai fini del diritto alla pensione di vecchiaia e di anzianità, può essere effettuata tenendo conto dei periodi contributivi delle sole gestioni nelle quali si è in possesso di anzianità contributiva pari ad almeno tre anni.

 

io ho capito cosi',leggendo la frase che hai riportato dal link e alla quale facevo appunto riferimento.E per coloro che sono iscritti all'INPS dopo il 1995,non servono neanche i 3 anni minimi,se ho letto bene.

pero' a me pare che i co.co.pro attualmente paghino un aliquota intorno al 26% o giu' di li e non del 20.Detto cio',pero' andrebbero equiparate tutte le aliquote,dai dipendeti,ai parasubordinati,agli autonomi,commercianti,artigiani ecc ecc,tanto piu' che a regime il sistema sarà contributivo e avrà gli stessi meccanismi di calcolo per tutti.

hai ragione: oggi è il 26% mentre l'accantonamento  rimane al 20%.

Il 20% è la media delle aliquote previdenziali degli ultimi dieci anni

da 2002 a 2011

14-14-16-17-17-23-24-25-25-26 media 20,1 senza aumenti l'accantonamento potrà salire al 26% nel 2019 ma se si vuole equiparae i parasubordinati ai l.d. bisogna aumentare l'aliquota previdenziale.

per i dipendenti

32,7-32,7-32,7+32,7-32,7-33,0-33,0-33,0-33,0-33,0 media 32,85   

26.72%

Resta il fatto che se uno non ha almeno cinque anni di contribuzione alla gestione separata perde tutti i soldi che ha versato.

lo 0,72% non è previdenziale.

Perchè li perde? Non sono ricongiungibili a quelli dia altra gestione?

I l.d. li perdono se non contribuiscono almeno 20 di anni a meno che passino a gestione diversa.

probabilmente la diversità di aliquote complicano la ricongiunzione, basterebbe ridurre gli anni  al 60%.

speriamo nella totalizzazione.

aprofitto di questo sotto-3d per segnalare l'inconsistenza di chi si lamenta di non avere indennità di disoccupazione, malattia e maternità, assegni famigliari, cig

sanno questi signori che a chi li ha questi interventi costano quanto segue in% dello stipendio?

1,61 - 2,68 - 0,68 - 3,40

 

a parte le insistenze su decrescita mentre si scorreggia allegramente dopo vari voli in aereoplano, avete notato che i pinguini sono cretini?

http://www.youtube.com/watch?v=tOnB1ovVEHU&feature=related

Federico Rampini, scrittore e giornalista, corrispondente de la Repubblica in Asia e negli Stati Uniti, nell'anteprima presenta Alla mia Sinistra, in libreria da lunedì 31 ottobre, riflessione sul sogno infranto del liberismo progressista.

Ha detto:

1) la diseguaglianza sociale è la causa principale della crisi

2) un crack che comincia con fallimenti bancari dura almeno sette anni (come per gli specchi?ndr)

3) declino dell'occidente assediato dai paesi emergenti

4) roosvelt ha avuto uno scatto di fantasia per risolvere la crisi degli anni 30

5) bisogna scegliere 100 cose essenziali da fare

6) il Brasile è la vera nuova socialdemocrazia

7) Steve Jobs non pensava ai profitti

......

scusate, non ce l'ho fatta, ho perso il conto. Ne ha dette tante in 10 minuti.

Però ha scritto un libro con tutti i dettagli.

Io non ne so molto a proposito ma quello che so lo condivido qui: riguardo i 7 anni della crisi (come le piaghe di Egitto) pare che l'idea sia presa (in quale maniera non so dato che non ho letto il libro) da qui http://press.princeton.edu/titles/8973.html . Qui http://www.nytimes.com/2010/07/04/business/economy/04econ.html?ref=business&src=me&pagewanted=1 un articolo su libro e autori

L a decadenza e' gravissima, Ilich ne aveva DUE,dico2, cose da fare (l'elettrificazione e i soviet), questo ne ha 100, computational explosion o rincoglionimento?

multimedia

dragonfly 31/10/2011 - 00:27

serata angosciosa, senza dubbio: rampini, renzi, la gabanelli che parla di complotti della cia e di agenti che ti minacciano con la pistola per darti dei soldi, e per finire sul forum di coelestis (astronomia), mi becco pure un copia-incolla di guido rossi nell'ameno  thread  "verso il default".

tutte le volte che mi allontano dai simpson e da "com'è fatto" succede così.

 

agenti che ti minacciano con la pistola per darti dei soldi

Ha mica detto dove?

il sicario dell'economia, di aspetto adeguato al ruolo, compare qui al 47'.

visto il montaggio saltabeccante, devi ascoltare varie amenità fino a 51' 20'', però vale la pena.

si suggerisce che il presidente del burkina-faso, ex alto volta,  sia stato ucciso per il suo non volersi indebitare. a occhio, mi sembra che non sia mai stato un paese di qualche rilevanza strategica, da interessare anche minimamente le multinazionali, men che meno quelle del credito.

 

 

si suggerisce che il presidente del burkina-faso, ex alto volta,  sia stato ucciso per non volersi indebitare. a occhio, mi sembra che non sia mai stato un paese di qualche rilevanza strategica, da interessare anche minimamente le multinazionali, men che meno quelle del credito.

potrebbe essere un altro meccanismo: chi l'ha ucciso potrebbe averlo fatto perché era disposto. lui, ad indebitarsi (di solito per pagarcisi le solite spese dei dittatori, mercenari da una parte e lussi per sè dall'altra).

Realisticamente, l'idea che si possa convincere o pressare qualcuno a indebitarsi non per lucrare normalmente sugli interessi ma per prendersi i beni dell'indebitato non è così irragionevole.

Mettiamo, sono un direttore di banca con un pelo sullo stomaco tipo gorilla, so che caio ha diversi appartamenti in zone di pregio, ed è pure alla canna del gas (mettiamo un investimento sbagliato, una ex moglie che lo vuol spennare, vizi tipo droga e cavalli), gli offro un sostanzioso prestito non per lucrare normalmente sul prestito, ma per prendermi gli appartamenti per la banca o addirittura per me personalmente, sapendo che non può restituirli...


Tutto può essere! L'importante è che sia stata la CIA.

Il mondo sarebbe perfetto senza i malvagi agenti americani: i paesi africani sarebbero all'avanguardia (perchè è colpa degli americani, non sono loro che non son capaci), il mediooriente sarebbe pacificato, il sudamerica sarebbe un paradiso castrista, il comunismo non sarebbe crollato...ops.

(Sì, sono ironico. Specifico: non con il tuo commento, ma con Rai 3)

Specifico: non con il tuo commento, ma con Rai 3

comunque l'idea che almeno una parte del debito del Terzo Mondo derivi dal combinato disposto di élites (sic!, visti i tipi umani, cfr. Bokassa) pronte a indebitarsi per i motivi che ho detto e società poco scrupolose che volevano in cambio giacimenti minerari e altre risorse, non è implausibile.

Poi, la CIA qualche dirty trick l'ha fatto;  almeno limitatamente all' Europa Occidentale il KGB faceva meno danni, si limitava spesso a irretire e ricattare politici con qualche problema con la lampo dei pantaloni... (sono ironico pure io)

 


Marino mi ripeto: tutto è possibile. Però la parte del "tutto" che mostrano su RAI 3 è solo una. Mi fa piacere essere informato che gli USA abbiano giocato sporco a Cuba, meno che si dimentichino sempre di parlare dei crimini di Castro; mi fa piacere essere informato delle ingerenze USA in Venezuela, meno che si sorvoli sugli atteggiamenti dittatoriali di Chavez.

Che facciano informazione è non propaganda.

Il mondo non è più diviso in due blocchi, tranne che nelle loro teste dove i buoni son da una parte ed i cattivi dall'altra.

Scusa Corrado ma che il mondo sia governato in base alla legge del piu' forte non e' cosa nuova. Riguardo la CIA ti ricordo un paio di operazioni: Iran (http://en.wikipedia.org/wiki/Mohammad_Mosaddegh) e Cile (http://en.wikipedia.org/wiki/Pinochet). Queste cose non sono ben conosciute e nulla hanno a che spartire con il complottismo.

potrebbe essere un altro meccanismo: chi l'ha ucciso potrebbe averlo fatto perché era disposto. lui, ad indebitarsi (di solito per pagarcisi le solite spese dei dittatori, mercenari da una parte e lussi per sè dall'altra).

può essere, distinguere i golpisti buoni da quelli cattivi non è però facile, eppoi non intendo allargarmi troppo, infliggendovi a rate la mia irrilevante visione del mondo.

trovo però del tutto spassoso immaginare tony soprano che prima minaccia, pistola in pugno: "accetta questi soldi o ti faccio saltare le cervella!" per poi chiedere timidamente la restituzione a un debitore arrogante che propone l'haircut.

ritenere una successione di fatti  del genere convincente, a me sembra segno di grande confusione sotto il cielo.

 

Oh madonna, ma scrivi queste cose seriamente? Sembrano le trame dei fumetti di Tex Willer (di cui sono ghiotto lettore, sia chiaro)!

TUTTO è ovviamente concepibile e può accadere, so what?

Il fatto che vi siano medici criminali che ordinano cure false o inutili o addirittura mortali per lucrare implica forse che dovremmo abbandonare la medicina e rimetterci ai guaritori?

Ma è mai possibile che non si possa distinguere il patologico ed il criminale dal funzionamento normale di un sistema e che si finisca per fare di tutta l'erba un fascio usando eccezioni (da dimostrare siano accadute, ma chi se ne frega) criminali per giudicare come funziona il sistema finanziario internazionale?

Ma siete impazziti? Davvero, lo chiedo seriamente: siete impazziti? Questa sinistra italiana fa sempre più paura. Andando avanti così inviterò la gente a votare per Alfano e la Carfagna la prossima volta. I ladri, ricordatevelo sempre, sono comunque preferibili agli invasati. 

Scusami lo sfogo, Marino_bib. Siccome moltissime altre volte sei apparso razionale, anche se ideologicamente biased, nei tuoi commenti ora mi cadono le braccia a leggere questo scambio in difesa di quel pezzo di follia che la signora Gabanelli ha prodotto. 

due o tre cose, perchè piuttosto che far votare per Alfano e la Crafagna mi suicido:

 

non volevo difendere il pezzo della Gabbanelli; ho voluto fare un pò l'avvocato del diavolo perché presentare una posizione che non si condivide riducendola a  " ti costringono ad indebitarsi, cioè ti minacciano per offrirti dei soldi" mi sembrava una parodia. Quello che prospettavo in linea generale, come scenario possibile, era  invece una forma estrema del modello greco, o italiano: una leadership locale che cerca e ottiene prestiti senza curarsi di essere solvibile, per profitto proprio e non per lo sviluppo del paese (e che in contesti terzomondisti dove i governi si cambiano by bullet and not by ballot potrebbe sbarazzarsi con le cattive di eventuali ostacoli).

Di fatto stavo dicendo che NON il sistema finanziario, ma le classi dirigenti locali sono all'origine del problema del debito di tanti paesi poveri: nel mio esempio, il direttore di banca col pelo sullo stomaco non potrebbe fare niente se non avesse di fronte il cliente che non sa gestirsi il patrimonio e ha vizi costosi, o nel tuo esempio,COME  il (raro) medico criminale riesce a ordinare cure false, dannose o mortali. Non che tutti i medici sono criminali e che dobbiamo tornare ai guaritori.

last but not least: non sono invasato, anzi. Cerco sempre di capire se in quello che a prima vista sembra una balla clamorosa non possa esserci un filo di verità o un ragionamento con qualche passaggio ragionevole. Poi finisco "inimico a Iddio e agli inimici suoi", visto che su altri blog mi hanno dato del liberista di destra...(vabbè, da un sostenitore del signoraggio: da loro è un complimento) oppure del  sostenitore della globalizzazione liberista (e questo me l'ha detto gente che sostiene i Tea Parties, pensa un pò)

 

Ci riprovo, telegraficamente:

Quello che prospettavo in linea generale, come scenario possibile, era  invece una forma estrema del modello greco, o italiano: una leadership locale che cerca e ottiene prestiti senza curarsi di essere solvibile, per profitto proprio e non per lo sviluppo del paese

NO. L'Italia, e la Grecia, hanno seguito le politiche che la maggioranza dei loro elettori hanno voluto ed approvato. Questo governo è una cosa indecente ma il debito e tutti i disastri italiani (e greci) NON sono il frutto dei 3 anni e mezzo di BS ma di 30 anni in cui al potere ci son stati tutti. Soprattutto, sono almeno al 50% il frutto di richieste sindacali, di tutti i sindacati da CGIL a Confcommercio a ordini professionali. Insomma, è il prodotto del paese. Che poi la casta ci marci ed il paese, in media, ci rimetta, è tutto un altro paio di maniche che NON si spiega proprio con nessun complotto o banchiere che insiste perché si prenda a prestito. Anche perché, e veniamo al fatto cruciale, mentre il debito pubblico italiano cresceva l'acquirente (ossia, il creditore) era il popolo italiano stesso che comprava debito a go-go. Fino a poco prima dell'euro il debito italiano ce l'avevano tutto in tasca gli italiani.

La storiella non funziona nemmeno con i paesi africani, sia chiaro. Esiste una letterattura immane sul tema che prova due cose: il ruolo che le politiche di "aiuto allo sviluppo" di sinistra origine svolgono ed il contributo che a questo danno le classi dirigenti dei paesi stessi. Il direttore di banca con il pelo sullo stomaco è un attore nemmeno necessario per questo dramma! Morale: la gente che vende morali del genere in televisione non fa informazione, fa propaganda e disinformazione.

last but not least: non sono invasato, anzi

Me lo auguro, vivamente. Ma quando leggo certe cose prendo paura. Sia chiaro: in Italia oramai la maggioranza della popolazione mi sembra fuori di senno, da BS a Vendola, passando per quelli in mezzo. Ragione di più per non flirtare mai con le follie propagandistiche. Da quanto leggo questa Gabanelli per un servizio ragionevole ne fa 5 che sono basura.

L'italiano medio non può/vuole ammettere di essere corresponsabile nel disastro. Sempre colpa degli altri - i capitalisti cattivi, la Casta, i comunisti etc. E quindi non è disposto a sacrifici personali: che paghi l'altro, in quanto responsabile. Mi astengo da chiacchere da Bar Sport su cattolicesimo/calvinismo, ma sono terribilmente preoccupato.

vero.

non so se sia un tratto caratteristico della sinistra o meno, ma basta dare un'occhiata ai commenti sui siti , dal fatto al giornale passando per gadlerner, per leggere un campionario da far accapponare la pelle.

ho l'impressione che c'è terreno fertile per un populista peggiore di B.

non so se sia un tratto caratteristico della sinistra o meno

Giovanni Federico ha scritto "italiano", non "italiano di sinistra".

Non leggiamo quel che vogliamo leggere ma quel che c'è scritto.

Anche la destra italica ha i suoi "altri" cui dare la colpa. BS & Co, son 4 anni che danno la colpa all'opposizione, ai magistrati, a Fini, agli speculatori cattivi ed ovviamente al "cetriolo globale".

ho parlto di sx, perchè il discorso è partito da li.

nel mio commento parlo anche del giornale, o se vuoi libero. mi rendo perfettamente conto che c'è un vasto "complottismo" anche negli ambienti di dx (dalla leggenda del britannia a seguire)

per questo concludevo che vedo spazio per un poulista peggiore di B, perchè sia a dx che a sx si stanno facendo strada idee pericolose.

Bisognerebbe intendersi su "peggiore".

In teoria, se analizzo le "idee", trovo gente come Vendola e Grillo portatori di un populismo peggiore di quello di BS, per vari motivi.

Se dalla teoria passiamo alla pratica non esiste populista peggiore di BS. Non tanto per il populismo in sè, ma per il potere economico e mediatico. Il suo populismo è fallito palesemente da mesi, chiunque altro al suo posto si sarebbe gia dovuto dimettere da tempo.

Non lui che può comprare parlamentari, puo corrompere, può influenzare. Per il nostro paese attualmente è il peggio.

appunto

che tra quelli che ci sono oggi, il peggiore sia b. non c'è dubbio.

quello che temo è che deteriorandosi la situazione(il rendimento a 5 anni è uguale a quello a 10 anni, pessimo segno) , possa arrivare qualcuno fuori dal giro attuale, che proponga facili scorciatioie, dal default all'abolizione del parlamento (son tutti ladri, ci costano  un mucchio meglio la democrazia diretta ecc.ecc.) Non invento nulla, sono idee che già circolano pericolosamente.

Ok, d'accordo, anzi potrei infierire di più. Ma non mi aspetto che di colpo diventino tutti più bravi. Anch'io come voi, credo, penso che mediamente si risponda a degli incentivi. Ed allora creare il brodo con gli incentivi giusti è ciò a cui bisognerebbe tendere, al di là di quello che poi tutti continuerebbero a dire e sproloquiare e che alla fine incide solo sui nervi di quelli un pò più sensibili ma non è detto che lo faccia per forza anche nella realtà sociale ed economica. Ci sono grandi calciatori che quando parlano di calcio dicono fesserie immonde, ma sul campo fanno le cose giuste. Durante gli anni del boom economico del dopoguerra l'economia andava, appunto, che era una favola: avete anche dei dati storici che dimostrano che tutti gli italiani dicevano politicamente cose intelligenti dalla mattina alla sera? Vi passo, se volete, che magari la classe politica era migliore (mah!), ma l'italiano medio? E soprattutto abbiamo un'idea precisa di quelli che sono gli incentivi giusti? (Qui la risposta è facile: io no per niente perchè so di essere un poveraccio in queste cose; voi senz'altro ne avete assai più di me - non sono ne ironico ne polemico, sia chiaro, io mi nutro con quello che si scrive su NFA - ma una definizione precisa e dettagliata è lungi dal venire, o mi sbaglio?).

L'italiano medio non può/vuole ammettere di essere corresponsabile nel disastro. Sempre colpa degli altri - i capitalisti cattivi, la Casta, i comunisti etc. E quindi non è disposto a sacrifici personali: che paghi l'altro, in quanto responsabile.

Credo si tratti di un comportamento molto umano e per questo diffuso nelle masse di quasi ogni Paese. A me sembra che gli italiani siano sempre stati cosi', ora forse preoccupa di piu' perche' sembra ci sia una sorta di resa dei conti. Cio' pero' che distingue l'Italia da Paesi piu' avanzati, come Germania, Francia, Inghilterra, direi oggi anche Spagna, e' che le elites italiane, in particolare le elites politiche dei partiti di massa, ma anche moltissimi "intellettuali", coltivano queste pulsioni popolari, se ne fanno alfieri, elaborano teorie fatte di favole, propaganda e disinformazione a go-go, con un sottofondo tipicamente nazionalista, xenofobo, vitimista rispetto a complotti mondiali. In questo le elites italiane assomigliano alle elites tipiche dei Paesi falliti e fallimentari, come Grecia, Argentina e cosi' via.

Cio' pero' che distingue l'Italia da Paesi piu' avanzati, come Germania, Francia, Inghilterra, direi oggi anche Spagna, e' che le elites italiane, in particolare le elites politiche dei partiti di massa, ma anche moltissimi "intellettuali", coltivano queste pulsioni popolari, se ne fanno alfieri

La spiegazione sarebbe tautologica: le elites italiane sono fatte da italiani, elites che a queste "pulsioni popolari" spesso credono loro stesse.

Le nostre elites sono state selezionate negli anni con un sistema nepotista e scarsamente meritocratico, partendo da un' elites nobiliare che (a differenza dei paesi citati) è (quasi) sempre stata succube di potentati stranieri e che poco merito ha avuto nella costruzione del paese. Il Risorgimento è stato ottenuto perdendo 3 guerre di indipendenza (vinte da Francia e Prussia per noi).

PS

Giovanni se ho scritto minchiate sia clemente !!!

 

non voglio rubare il mestiere a giovanni, ma almeno san martino e magenta ricordiamole.

Che c'entra!? Quelle sono battaglie, mica guerre. Le 3 guerre le abbiamo, da un punto di vista meramente militare, perse tutte.

Comunque a Magenta le truppe erano "miste" franco-sarde, comandate da tal francese Mac Mahon (che a Milano oramai tutti pronunciano Mec Mahon), anche su San Martino avrei da ridire: agli austriaci venne dato ordine di ritirarsi in seguito alla concomitante sconfitta di Solferino.

AGGIUNTA:

Comunque il mio punto era che: anche il famoso Risorgimento più che hai meriti delle nostre elites va ascritto alla politica di alleanze del singolo (Cavour). Poi non so se l'esempio che ho scelto, delle tre guerre "perse", sia il più adatto per supportare questa mia tesi.

La spiegazione sarebbe tautologica: le elites italiane sono fatte da italiani, elites che a queste "pulsioni popolari" spesso credono loro stesse.

Le nostre elites sono state selezionate negli anni con un sistema nepotista e scarsamente meritocratico, partendo da un' elites nobiliare che (a differenza dei paesi citati) è (quasi) sempre stata succube di potentati stranieri e che poco merito ha avuto nella costruzione del paese. Il Risorgimento è stato ottenuto perdendo 3 guerre di indipendenza (vinte da Francia e Prussia per noi).

Tutto si tiene, e cosi' anche in molti altri Paesi falliti / fallimentari, che hanno tradizioni storiche similmente negative.

Ma la responabilita' delle elites e' maggiore, le masse italiane (e greche, argentine) sono storicamente semianalfabete, e il 50% almeno esce un passato agricolo da 1-2 generazioni. Le elites invece almeno sanno leggere e scrivere, spesso da generazioni, spesso hanno istruzione superiore, hanno insomma i mezzi culturali per capire i punti deboli italiani, per imparare dall'estero, per far progredire il Paese. Purtroppo per tradizione culturale storica, probabilmente determinata dall'asservimento allo straniero, le elites italiane preferiscono mantenere le masse nell'ignoranza con ridicole favole spesso nazionaliste e xenofobe, allo scopo sia di auto-assolversi per i disastri interni italiani, sia di mantenere consenso, lussi, e una societa' statica che facilita la trasmissione di rendite a parenti e familiari.

Il Risorgimento e' stato comunque il grandioso successo di Cavour principalmente che ha sfruttato magistralmente il materiale umano e sociale molto scarso che aveva a disposizione.  Avessimo leader come Cavour oggi saremmo a posto.  Purtroppo oggi abbiamo macchiette piu' o meno come quelle che hanno animato lo scandalo della Banca Romana, che ha ben indicato il futuro dello Stato italiano.

Per fare un confronto, a Singapore hanno masse con un passato presumo estrememente meno alfabetizzato e progredito di quelle italiane, ma elites locali di buona qualita' sono riuscite a organizzare uno Stato che oggi ha  ricchezza e sviluppo umano paragonabile ai Paesi storicamente da secoli molto piu' progrediti.

Mah, insomma, il grande casino della Grecia l'ha organizzato Costas Simitis, che potrebbe essere considerato "elite locale di buana qualità".

Credo si tratti di un comportamento molto umano e per questo diffuso nelle masse di quasi ogni Paese.

Mica vero. Io conosco abbastanza la Gran Bretagna. L'anno scorso il governo ha presentato un piano lacrime e sangue per il bilancio pubblico. I laburisti si sono opposti, il governo ha perso qualche punto nei sondaggi, ma non è successa la rivoluzione. E sopratutto il governo non è tornato indietro, nonostante che le previsioni economiche siano pessime. Non come in Italia - annunci roboanti e poi al primo NI di un gruppo di parlamentari e/o di una qualsivoglia lobby si torna indietro con la coda fra le gambe. In GB i tagli iniziano a mordere, forse ora il governo perderà più punti nei sondaggi, magari perderà le elezioni. Ma intanto la Gran Bretagna ha la tripla  nonostante una situazione di bilancio pubblico molto peggiore della nostra, sulla carta. Credo una dinamica simile sia avvenuta in Germania. La Francia è come noi

 

elites politiche dei partiti di massa, ma anche moltissimi "intellettuali",

E chi le ha votate, di grazia? Il Porcellum ha prodotto assemblee di yes-men e yes-Women pronti a tutto ma i capi possono decidere. Bossi ha impedito l'abolizione delle pensioni di anzianità (e per questo è un criminale come dice Michele) perchè è convinto di guadagnare voti o di non perderli. Sbaglia? Per carità di corporazione non mi esprimo sugli "intellettuali" italiani.

 

A me sembra che gli italiani siano sempre stati cosi',

Può darsi, lo diceva anche Guicciardini. Fino al 2002 ci facevamo male da soli. Questa è la volta che la nostra irresponsabilità può provocare una crisi finanziaria mondiale paragonabile al 1931*

* non è un refuso...

 

Forse i mercati si fidano di più di GB perchè ha una moneta propria e la relativa banca centrale può essere più elastica, non lo so. Però è vero che Cameron sta facendo di più in questo senso.

Ma non le pare che sia un pò poco prendersela con lo spirito dei tempi? Ripeto la domanda di prima: cosa c'era di più nelle elites e nelle masse durante il boom economico? Penso nulla. Penso che le ragioni del fatto che le cose andavano bene (o solo meglio, comunque ci capiamo su quello che intendo, no?) sia legata ad altri fattori - che non so - che ho voluto riassumere da quell'incompetente che sono con il fatto che c'erano altri incentivi. La mia resta più una domanda che una affermazione.

Stefano, forse, come diceva non ricordo chi, e che son tutti grandi marinai con il mare calmo e nella tempesta che si vede il valore.

La Gabanelli (e chi lavora con lei) si comporta in modo abbastanza semplice: lei ha delle idee; se queste idee trovano conferma nella realtà bene, altrimenti la realtà è sbagliata.

Lei pensa che in Italia ci sia  molta corruzione (vero) e che questo sia un problema (vero), quindi quando parla di queste cose fa un buon lavoro.

Poi lei pensa che le banche e le multinazionali governano il mondo assassinando e complottando (falso), quindi lei fa di tutto per provare questa cosa, pertanto escono puntate come l'ultima.

Questa è l'idea che mi son fatto.

Ognuno può avere le sue idee, ma come diavolo si fà a scrivere che BS è al governo da soli 3 anni e mezzo? Berlusconi ha governato per un sacco di anni, e questa è la sua seconda elezione vinta di fila, ed ha anche tolto l'ICI prima casa senza aver raggiunto il pareggio di bilancio.

 

Da quel che mi risulta prima di Berlusconi c'era Prodi:)

 

Se per elezioni si intendono quelle per il parlamento nazionale, le cose sono andate cosí: nel 1994 vinse Berlusconi, nel 1996 Prodi, nel 2001 di nuovo Berlusconi, nel 2006 di nuovo Prodi, nel 2008 di nuovo Berlusconi; poi si vedrà.

Ma siete impazziti? Davvero, lo chiedo seriamente: siete impazziti? Questa sinistra italiana fa sempre più paura. Andando avanti così inviterò la gente a votare per Alfano e la Carfagna la prossima volta. I ladri, ricordatevelo sempre, sono comunque preferibili agli invasati.

Chiarissimo Prof. Boldrin, con immensa umiltà mi permetto di farle molto rispettosamente notare che "questa sinistra italiana" non è cambiata granchè negli ultimi trent'anni ed è solo per questo che da tempo preferisco i ladri agli invasati. Quando poi trovo, o credo di trovare, un ladro un poco meno ladro degli altri, mi abbandono ad un travolgente waka-waka.

La storiella che ha ispirato il pezzo di Report è stata pubblicata nel 2004. Per i curiosi il testo originale è disponibile qui.

 

Ma è mai possibile che non si possa distinguere il patologico ed il criminale dal funzionamento normale di un sistema e che si finisca per fare di tutta l'erba un fascio usando eccezioni (da dimostrare siano accadute, ma chi se ne frega) criminali per giudicare come funziona il sistema finanziario internazionale?

Ma siete impazziti? Davvero, lo chiedo seriamente: siete impazziti? Questa sinistra italiana fa sempre più paura.

In effetti a sinistra c'è chi, dibattendo in altri luoghi, giudicava che le mafie italiane, con i loro rapporti estorsivi e criminali e con l'uso della violenza a fini di lucro, sono la quintessenza, l'anima vera del capitalismo quando mostra la sua faccia. Nulla di patologico quindi ma la realtà senza maschere. Probabilmente anche se rari, memi del genere girano ancora e rendono verosimili e appetibili narrazioni come quelle di Report.

Ma è mai possibile che non si possa distinguere il patologico ed il criminale dal funzionamento normale di un sistema e che si finisca per fare di tutta l'erba un fascio usando eccezioni (da dimostrare siano accadute, ma chi se ne frega) criminali per giudicare come funziona il sistema finanziario internazionale?

Mi sembra un santo principio.

Una provocazione: se lo stesso principio fosse seguito sempre potrebbe risultare quasi "rivoluzionario". In questo periodo, un altro tema molto dibattuto e collegato a quello di questo thread é il ruolo dell'intervento pubblico nell'economia.

Ad esempio, quando si guarda all'intervento pubblico, dello Stato, e si sostiene qualcosa del tipo "troppo Stato é un freno per la crescita per la sua eccessiva burocratizzazione", come dobbiamo intenderlo? Come un principio generale (e non si spiegherebbero diversi casi Nord-Europei) o come caso particolare? L'eccessiva burocratizzazione é una patologia/crimine dell'intervento pubblico o la normale conseguenza della presenza dello Stato? A voler adottare il principio di cui sopra, forse non si potrebbe piú assumere come regola che la burocratizzazione eccessiva é la normale conseguenza della presenza del pubblico. Si veda ad esempio, intervento pubblico dei paesi Nord-Europei e grado di burocratizzazione. E questa altro che rivoluzione.

 

renzi, la gabanelli che parla di complotti della cia e di agenti che ti minacciano con la pistola per darti dei soldi

Renzi non è stato pessimo come mi aspettavo, direi quasi sufficiente.

Report, invece, è stato un delirio complottista assurdo, dopo 10 minuti ho detto a mia moglie "Quante volte ti devo ripetere che non voglio vedere Voyager?". Penoso! (ma uno che ne capiva qualcosa di economia lo hanno intervistato? Lo chiedo a chi ha avuto il coraggio di seguire fino alla fine).

Poi vado a leggere la posta stamattina e trovo questa lettera (ve la posto tutto, sicuro che potrete apprezzare il fine contenuto umoristico)

Un nuovo 92 sta per esplodere, ma planetario e ben più grave, a partire dall'arresto quantomeno di coloro che hanno commesso consapevolmente il crimine del signoraggio, tra i quali - salvo assoluzione per incapacità di intendere e di volere - governatori delle banche centrali, capi di governo, ministri, responsabili delle banche commerciali, alti dirigenti sindacali, giornalisti, 'economisti' di regime eccetera. Signoraggio primario che consiste nel fatto che la Banca d'Italia, la BCE, la FED, e le altre banche centrali sono incredibilmente private e stampano i soldi al costo della carta e dell'inchiostro per poi venderli, al valore facciale, agli Stati, che glieli pagano con i buoni del tesoro, creando così, attraverso questa immensa truffa, il debito pubblico, per eliminare il quale è sufficiente nazionalizzare le banche centrali; mentre, per eliminare l'ancor più grave signoraggio secondario, occorre pareggiare i tassi passivi a quelli attivi, in modo che gli interessi vadano ai proprietari dei soldi (e allo Stato per i prestiti frutto del moltiplicatore monetario), sicché alle banche vada solo la remunerazione del servizio. Signoraggio dal quale dipendono anche le tasse, che sono illegittime e vanno eliminate, perché servono solo a rastrellare denaro inverato per comprare dalle banche centrali il denaro da inverare.

Se non vi basta c'è anche il video (non uso l'embed per carità di patria).

ma uno che ne capiva qualcosa di economia lo hanno intervistato?

Intervistato si, mandato in onda no.Visto che non l'ha scritto in pubblico (o quasi) preferisco omettere il nome.

Intervistato si, mandato in onda no.Visto che non l'ha scritto in pubblico (o quasi) preferisco omettere il nome.

Ti credo sulla parola: il servizio di Report ha raggiunto tali livelli di abisso che la censura di una voce contraria è perfettamente plausibile e non contribuisce ad abbassare il livello della trasmissione di domenica.

I primi 40 minuti di Report sono stati un'esperienza terrificante. Per chi ha abbastanza stomaco la puntata la trova qua.

I primi 40 minuti di Report sono stati un'esperienza terrificante. Per chi ha abbastanza stomaco la puntata la trova qua.

Io sono arrivato a 20 (credo) e tanto mi è bastato: mai visto (su Report) niente di tanto orrendo (batte anche la puntata su Marchionne).

 

Io sono arrivato a 20 (credo) e tanto mi è bastato: mai visto (su Report) niente di tanto orrendo (batte anche la puntata su Marchionne).

Forse perchè sei un novello spettatore della trasmissione, e ti sei perso chicche come questa o questa.

Una mozione di merito va alla seconda delle puntate qui sopra, dove per dimostrare che "in Germania poi non si sta così bene", catturano a caso  due tedeschi fuori da un ufficio per chiedergli: "ma voi, vi sentite così ricchi?"

No, non sono novello della trasmissione e trovo che talvolta qualcosa di bello lo tirano fuori: ultimamente è un fatto raro, tanto che sto decidendo di smettere.

Però devo ammettere che i due capolavori me li ero persi: a questo punto è difficile scegliere quale è peggio. Per il momento continuo a votare l'ultima, anche se mi hai messo in seria difficoltà.

Effettivamente l'intervistato ha capito che aria tirava sul servizio, e non si è stupito della mancata messa in onda dell'intervista.

A parte lo scoprire che il nostro premier continua a piangere e fottere la puntata di report è stata pessima, ma non solo per la tesi di base del servizio principale (a chi e a che cose servono le agenzie di rating), ma anche perchè ha saltato una serie di passaggi logici, e si vedeva.

Marra... roba da chiamare la polizia postale e denunciare chi ha mandato la mail  per mobbing..

comunque, sul sito di youtube c'era tutta una serie di altri video sul signoraggio, e siccome sono sadico, ecco un commento:

sei tu che non sai di cosa parli, il signoraggio così inteso ed in modo sbagliato è sostenuto principalmetne dall'estrema destra e dagli ultra liberisti della scuola austriaca e di chicago. studia!!!

La cosa tragica è che la bufala signoraggista gira a destra (Forna Nuova e la "moneta di popolo"), all'estrema sinistra e pare pure con Grillo. E che venga usata come sottofondo "teorico " dei vari sostenitori del default e dell'uscita dall'euro, tipo Libero di ieri (o era il Giornale)?

comunque, sul sito di youtube c'era tutta una serie di altri video sul signoraggio, e siccome sono sadico

No, sei proprio masochista: pensavo fossi l'unico ad avere il coraggio di ascoltarlo.

La cosa tragica è che la bufala signoraggista gira a destra (Forna Nuova e la "moneta di popolo"), all'estrema sinistra e pare pure con Grillo

Pure con Grillo? Io la prima volta che ne ho sentito parlare è stato per bocca di Grillo che ne straparla da almeno 5 anni!

Pure con Grillo? Io la prima volta che ne ho sentito parlare è stato per bocca di Grillo che ne straparla da almeno 5 anni!

5 anni? Molto di più. Qui è il 98 (confesso c'ero anche io tra il pubblico).

Attenzione: si sconsiglia la visione agli economisti!

sicari, fmi, etc.

roccog 31/10/2011 - 11:42

bene, bravi, ridete...

perché non confutate con argomenti seri alle dinamiche delle relazioni economiche fra primo e terzo mondo?

credete sia impossibile che le relazioni si siano giocate su un disequilibrio e anche attraverso prove di forza?

secondo voi il caso del Burkina Faso implica che questa nazione fosse così importante da non potersela perdere o essenzialmente  potrebbe essere stata usata come esempio per altri, proprio per la sua nullità diplomatica?

così, giusto per curiosità.

Alcuni anni fa lessi un necrologio di Rampini, credo sul Venerdì di Repubblica, dedicato ad un guru indiano e copiato di sana pianta da un Obituary di The Economist, apparso la settimana prima.

Scrissi a Rampini ricordandogli i suoi anni tanto decandati a San Francisco, dove, come nel resto del mondo anglo-sassone, il plagio è considerato ragione sufficiente per venir buttati fuori da un quotidiano come da un'università.

Non mi rispose e mi sembra di capire che il vizio sia rimasto.

sempre di Rampini, any comments? (l'edizione cartacea, non trovo il link)

A me è sembrato più ragionevole l'articolo dei due analisti finanziari sugli effetti distorsivi dell'Hft

non trovo, a pag. 13 il nostro si occupa di materie prime.

l' hft è in prima di spalla, firmato da giannini.

Sarebbe possibile avere un riassunto per noi expat? Mi piacerebbe avere la possibilita' di commentare :-)

ho il giornale sul tavolo, ma ho trovato solo un editoriale di massimo giannini. niente di serio, l'incipit è :"un fantasma si aggira per il mondo....".

perchè non continuare con : "la sua maglia è bianco celeste, il suo nome è fausto coppi" ? :-)

edizione cartacea del supplemento, inizia in prima pagina e continua a p. 8.

"Borse chi paga il conto degli squali del trading ad alta velocità"

un  pdf (immagine, non testo) si può trovare qui: http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefeconomica/PDF/2011/2011-10-31/2011103120059106.pdf

una versione testo, ma che fa schifo la trovate qui: http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=70972495

Gli operatori di Wall Street e della City di Londra naturalmente respingono le accuse, ribattono che la stragrande maggioranza delle transazioni sono perfettamente legittime, difendono l`Hft come un fattore di efficienza dei mercati, che li rende più liquidi e quindi abbassa il costo del singolo investimento.

Questa è la classica autodifesa che attinge all`armamentario ideologico del neoliberismo: è un leitmotiv ricorrente dall`epoca di Milton Friedman e della scuola di Chicago che posero le fondamenta teoriche per il grande matrimonio fra le Borse e le tecnologie informatiche fin dagli anni 70.

(Oddio, a spanne le ITC degli anni '70 non mi sembrano paragonabili, n. di M.)

Di questo Verbo neoliberista fa parte anche la convinzione che gli operatori del mercato sono i primi ad avere interesse alla regolarità delle transazioni, e quindi sono motivati ad autodisciplinarsi. (Qualcuno potrebbe ricordare che Alan Greenspan diceva la stessa cosa a proposito dei banchieri fino al 2007). A sostegno della loro autodifesa, i grandi hedge fund sono pronti a esibire qualche studio accademico che dimostrerebbe i presunti benefici dell`alta frequenza degli scambia utomatizzati.

e fin qui OK, solite cose (manca solo che prima o poi i programmi acquistino intelligenza propria come la Skynet del ciclo di Terminator), però:

A Londra le autorità di vigilanza hanno multato per 8 milioni di sterline una società di trading canadese, la Swift Trade, per l`uso di una tecnica chiamata "layering".
Si tratta dell`emissione di massicci ordini di acquisto o vendita, che poi vengono cancellati una frazione di secondo prima che vengano effettivamente eseguiti. La tecnica è molto in voga, si direbbe, perché poco dopo il caso londinese anche a New York la Financial Industry Regulatory .Authority haincastrato un reprobo.
In quel caso si trattava della Trilliurn Brokerage Services, multata per 2,3 milioni di dollari.
Stessa  tecnicadi"layering" anche per lei. La pratica della cancellazione repentina di migliaia di ordini poco prima che vengano eseguiti, è molto diffusa. E` chiaro a cosa serve: prima i trader dell`Hft "sparano" sul mercato questi ordini voluminosi, sapendo che avranno l`effetto di spostare i prezzi, poi li cancellano e piazzano altre transazioni per lucrare sui movimenti di prezzi che loro stessi hanno provocato. Tutto questo è molto più raffinato e sottile dell`aggiotaggio vecchio stile, ed è possibile solo grazie alla tecnologia.

Ora, è possibile sondare e manipolare il mercato in questo modo? E se sì. serve a qualcosa di utile?

 

I due analisti finanziari, A. Scarano e G. Bottazzi invece li trovate qui:

http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefeconomica/PDF/2011/2011-10-31/2011103120059194.pdf

e sostengono che queste pratiche (l'uso di ordini annullati un attimo prima di essere evasi) li pagano tutti quelli che poi vendono e comprano realmente e lo vedono come un caso di free riding.

mi viene un amaro in bocca che non ci si crede...

è possibile sondare e manipolare il mercato in questo modo? E se sì. serve a qualcosa di utile?

Se quel che dice Rampini fosse vero, sarebbe una situazione in cui chi fa HFT puo' fare soldi senza rischio. Il fatto che gli HFT mettano ordini sul mercato che poi vengono tolti e' vero, e che lo facciano per avere un'idea migliore (non certa!) di dove si muova il mercato e' anche vero. Ma anche detto cosi' puo' essere fuorviante. Alcuni punti:

  1. Queste strategie non muovono il mercato in modo cosi' significativo: gli ordini che si passano sul mercato (sia che li si voglia togliere, sia che li si voglia tenere) non possono essere molto grandi, altrimenti si muove il mercato in modo troppo significativo e si rischia di farsi male. Bisogna trovare un buon compromesso tra impatto sul mercato su cui si possa fare soldi e non muoverlo troppo, il mercato. Tipicamente il guadagno su ogni trade e' nell'ordine di 1 o 2 punti base (1 p.b. = 1% di 1%).
  2. Queste strategie non sono prive di rischio proprio per questo motivo. Che io sappia (e qualcosa ne so), quasi nessuno nell'industria ha un modello per valutare davvero l'impatto sul mercato di un trade (conosco un solo fondo hedge che lo ha e non mi risultano banche all'appello - questo e' un problema ben piu' serio, peraltro, ma tanto FR quanto i regolatori si guardano bene dal considerarlo). Di conseguenza un qualsiasi HFT sta molto attento, specie dopo il flash crash dell'anno scorso.
  3. Ancora sul rischio: visto che si gioca su manciate di millisecondi, il rischio operativo e' non indifferente. Il fondo hedge di cui sopra, quando fa un trade, se non ha conferma dalla borsa entro 30 millisecondi (almeno, questo era l'intervallo di cui mi parlarono qualche anno fa, nel frattempo le cose potrebbero essere cambiate), cancella il trade.
  4. Malgrado quel che dice FR, la volatilita' intraday non e' aumentata in funzione del numero di HFT. La volatilita' e' aumentata tout court, ma questo e' un altro problema, no? Invece la liquidita' e' aumentata e uno scenario come quell'interessante giorno di ottobre 87 in cui non si riusciva a star dietro ai trade non e' piu' possibile
  5. Ci sono aspetti negativi, o quantomeno oscuri, di cui i regolatori devono occuparsi. Al momento i principali giocatori sul tavolo HFT hanno le loro "dark pools" in cui sono piu' che market marker tradizionali e (poco) meno di mini-borse dentro le borse. Averer piu' chiarezza su queste dark pools non sarebbe male.
  6. Fin qui, gli svantaggi per un fondo pensione non e' che mi siano molto chiari. Uno degli usi che fanno le banche degli HTF e' di offrire algoritmi migliori ai propri clienti: tipicamente, quando si comprano azioni (persino, pensa un po', se si ha questa sana idea di investire in senso "economico", con un orizzonte temporale lungo), lo si fa attraverso un VWAP (Volume Weighted Average Price), in modo da non poter dire "che sfiga, ho comprato a un prezzo ben piu' alto del prezzo medio che hanno pagato gli altri oggi". Le banche hanno interesse a fornire questi algoritmi (ce ne sono a centinaia, il VWAP e' il piu' usato) perche' tengono i clienti buoni. Visto che il VWAP va per forza fatto in approssimazione (non si sa quali saranno i volumi della giornata!), il posto migliore che una banca ha per farlo e' nella sua dark pool, o quanto meno all'interno di un framework HFT. E' probabile che questo sia marginale, ma effettivamente gli algoritmi negli ultimi dieci anni sono migliorati parecchio.

Tanto per intenderci, hanno impatto ben maggiore sui mercati i ribilanciamenti di fine trimestre dei grossi fondi pensione. Nel post-Lehman ci fu uno spostamento di un 4-5% del mercato americano in un giorno su un unico trade gazie all'azione congiunta di fondi pensione. Ci sono altri fenomeni noti, tipo il fatto che ogni terzo o quarto giorno lavorativo del mese escono i nuovi numeri di Barra (fornitore di un modello standard di rischio), per cui la gente si affretta a ribilanciare i portafogli secondo i nuovi dettami, muovendo il mercato non poco. Fatto "interessante", gli speculatori-sporchi-capitalisti-neoliberisti-tutticresciutiachicago-mannaggialloro che l'hanno notato e che ci speculano fanno si' che l'arbitraggio scompaia immediatamente...

L'HFT non e' tutto rose e fiori (l'importanza del punto 5 forse appare marginale in questo mio commento; in realta' e' un punto cruciale), ma di certo non e' il diavolo che questi signori vogliono far sembrare.

gli ordini revocati non spostano un accidente, non hanno mica incontrato la controparte e fatto segnare un prezzo. possono ingannare, anzi sono fatti apposta per..., chi scruta il book di negoziazione cercandoci la luna nel pozzo, tipicamente gli scalper tradizionali, che potremmmo definire come operatori umani ad alta frequenza. questi per certo sono stati del tutto spazzati via, o ridotti a volumi marginali in mercati secondari.

a parte il problema tariffario, cioè l' aggiramento dei broker, gli altri operatori non sembrano danneggiati, gli istituzionali hanno problemi opposti di liquidità del mercato, che non consente loro di riposizionarsi con agilità, da cui i derivati a copertura, gli ordini spezzati su vari hedge found eccecc.

a me sembra tutto un po' pretestuoso, meritevole di indagine di sicuro ma non è che senza hft le cose sarebbero andate meglio. anni fa, si poteva ricavare dal book anche l'intermediario, cioè l'ordine non era del tutto anonimo e nel piccolo mercato italiano sembrava un'informazione importante; ci furono strilli e oscuri presagi quando non fu più possibile, ma il mercato saliva e le polemiche finirono presto; senza risalire al '29, quando inoltrare gli ordini via telefono dopo sembrò opera del diavolo. tutto quello che è nuovo è minaccioso.

(grazie marino,  sul mucchio dei giornali avevo ancora la copia della settimana scorsa!)

Di solito gli articoli di Rampini si trovano qui. Ma sei sicuro di volerlo leggere?

 Mi son talmente rotto di questa diatriba pubblica che, dopo tre anni, ho convinto dei colleghi al Fed di St Louis di scriverci un paper per spiegare l'ovvio. 

Purtroppo c'è un bisogno disperato da queste parti di spiegare certe ovvietà e una prova lampante della confusione e disinformazione ci è stata offerta dalla caciara sugli ultimi referendum. Figurarsi che idea si può fare l'italiano medio dopo che in televisione gli hanno raccontato che la colpa della crisi è del capitalismo ed aggiunge questo all'idea che aveva già capitalismo=clientelismo berlusconiano.

Mi rendo conto che per degli economisti professionisti possa essere frustrante tornare sempre all'ABC però questo è il livello non solo dei lettori non specialisti (che non sarebbe così  grave), ma anche purtroppo di tanti addetti ai lavori che invece di aiutare la gente a capire dicono stronzate.
Possiamo solo chiedervi di continuare (su questo sito e altrove) l'opera meritoria che portate avanti, invitandovi a non dare veramente niente per scontato.

Grazie

Ho letto sul fatto di oggi che la disoccupazione è salita dello 0,3% assieme all'inflazione dello 0,4% rispetto a quella degli altri paesi dell'unione europea..

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/31/disoccupazione-giovanile-al-293-mai-cosi-alta-dal-2004/167513/

Ma non c'è un trade-off tra inflazione e disoccupazione? o siamo di fronte ad una curva di phillips aumentata delle aspettative?

alla Sagra della Zucca di Pecorara: "Il ministro dell'economia Tremonti non ha voluto parlare di temi di attualità né rispondere alle domande dei giornalisti. Si è limitato a rivolgere queste parole ai militanti: "Sta venendo il tempo di mettere la ragione ed il cuore al posto del saggio di interesse, di mettere il pane al posto delle pietre e l'uomo al posto dei lupi". 

 

estiquaatsi !!!

ubi maior si conosca il seguito, tuttavia va pur osservatio che e' cruciale o eliminare il lardo o lo zampino, altrimenti come disse il prof. Vaccadamus, la gatta va tanto.

di la verita', palma, hai preso questo passo dalla lettera che il governo ha mandato a Bruxelles, non e vero ? :-)))

 

questa una figura ben nota in economia  monetaria. Da una idea del rapporto tra moneta (contante e depositi) e PIL negli ultimi 100 anni.  

I dati che interessano (?) Rampini   sono evidenziati in rosso (anni  2007-2010 ).  Lui commenta i valori assoluti, non rapportati a una misura di scala . Cosa insensata, come i suoi commenti sui dati cinesi afflitti dalla stessa ignoranza delle scale.   

Praticamente nessuna delle sue affermazioni  sui dati  e' vera.  Sulle interpretazioni dei (non) fatti  non commento.   E comunque una chicca il suo inciso

(un fenomeno sinistro, perché fu studiato da John Maynard Keynes a proposito della Grande Depressione  

Da una metrica ferrea per  giudicare la rilevanza del problema. 

 

                                       Buona domenica e saltatene l'articolo, nel caso vi fosse su quel giornalaccio untuoso che ancora comprate!

scrive michele boldrin.

Il <<giornalaccio untoso>>, sembra aver deciso, oltre che rimasticare malamente, come scrive lo stesso Prof. boldrin, di rifilarci anche un bel po' di disinformazione. 

Infatti, Andrea Tarquini, corrispondente da Berlino per la Repubblica, soltanto qualche giorno, scriveva di brevetti, in merito a prodotti agricoli. In che termini ne ha scritto? A dircelo, ci ha pensato, egregiamente, il fisico Mauro Venier sul suo blog. Giordano Masini, a sua volta, ha poi chiuso il cerchio.

 

Grazie Salvatore :)

L'articolo di Tarquini sulla Repubblica non ha attivato i commenti. Se a qualcuno interessasse, mi sono permesso di inviare alla redazione web della Repubblica il seguente mail.

Saluti,

Mauro.

---

Spettabile redazione,

il 25 ottobre avete pubblicato sul vostro sito l'articolo "Brevetti, patate e broccoli come auto di lusso - Le mani delle multinazionali sui prodotti agricoli" (http://www.repubblica.it/economia/2011/10/25/news/brevetti-23791788/?ref=HREC2-9).
Articolo che mi ha fatto accapponare la pelle per il cumulo di scemenze che contiene. L'autore non ha assolutamente la minima idea di ciò di cui parla.

Ora, una settimana dopo, vedo con raccapriccio che l'articolo è ancora presente sul vostro sito, che nessuno ha pensato di salvare almeno la faccia di Repubblica togliendolo.

Comunque, se volete imparare qualcosa su brevetti e prodotti agricoli, potete leggere il mio commento al proposito: "Ignoranza brevettata" (http://pensieri-eretici.blogspot.com/2011/10/ignoranza-brevettata.html), egregiamente completato da un ulteriore commento di Giordano Masini: "Il broccolo di Repubblica" (http://lavalledelsiele.com/2011/10/26/il-broccolo-di-repubblica/).

Persino Dario Bressanini, che ha il suo blog presso di voi (http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it), in uno degli ultimi commenti a questo suo intervento "OGM, una panoramica" (http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/06/27/ogm-una-panoramica/) ha scritto che l'articolo di Andrea Tarquini è stato giustamente massacrato.

Sinceramente, tanta ingnoranza scientifica e il suo diffonderla da parte vostra è semplicemente vergognoso.

Cordiali saluti,

Mauro Venier.

Infatti il clima e' cambiato con l'alluvione ligure. Dalle parole di Brunetta ma anche di tanti altri politici traspare la frattura dell'economia della volonta' (politica) e quella della ragione (il mercato). Nella prima esistono privilegi e pasti gratis, nella seconda (come nella vita quotidiana) non e' scontato che ogni giorno si raggiunga la somma necessaria per accoppiare pranzo e cena... in tutto questo gioco paradossalmente certa sinistra, ma anche trasmissioni altrimenti autorevoli come Report, stanno facendo il gioco di Voltremont e compagnia cantante scaricando le colpe sulla "sordida speculazione internazionale" e le agenzie di rating. 

PRATICAMENTE TUTTO IL COMPORTAMENTO CICLICO DELL'ECONOMIA USA DAL 2007 AD OGGI È ATTRIBUIBILE A, E SPIEGABILE CON, LA CRISI DEL SETTORE COSTRUZIONI

Mi scusi Professore, a parte l'articolo di Rampini, devo capire che nell'attuale crisi USA (e occidentale, più in generale) non gioca nessun ruolo lo spostamento della produzione industriale in Cina e negli altri paesi dell'Asia orientale?

Non è una crisi industriale, questa che stiamo vivendo?

Glielo chiedo per tranquillizzarmi (sa, sono papà ...), perché da quel poco che posso capire mi pare di stare assistendo al tramonto della supremazia economica (e quindi politica) dell'occidente.

E ogni opinione contraria ha effetto ansiolitico, e quindi è ben accetta, specie se autorevole come la Sua.

La ringrazio per l'attenzione che riuscirà a darmi.

Se possibile, si può rispondere anche alla mia sulla curva di phillips? 

Non sono Michele Boldrin, ma io seguo i mercati delle materie plastiche (che non sono implicate nel settore costruzioni) e non c'è crisi in questo settore, e mi sento di affermare che il manifatturiero in generale è in crisi fino a un certo punto (negli USA è tornato ai livelli pre-crisi), mentre il settore costruzioni è in crisi nera (e trascina al ribasso il manifatturiero).

Se guardi gli indici del LME per le materie prime vedi che tendono al rialzo. Segno che le industrie (come totale) non sono in recessione.

Mi accodo per avere anche io delle spiegazioni. (Ringrazio in anticipo). Non mi e' chiaro se la crisi USA e quella europea hanno la stessa radice, credo che a questo punto siano fortemente correlate in quanto ritengo che molte banche USA abbiano un mucchio di titoli del debito europeo. Pero' le cause... possiamo dire che la crisi USA deriva dalla crisi di un comparto produttivo (edilizia) mentre quella europea dal debito pubblico ?

Appunto, riguardo alla crisi europea, soprattutto quella italiana, riformulo le considerazioni fatte prima..perchè in italia è aumentata l'inflazione e la disoccupazione nello stesso momento (come scrive il fatto)? La curva di phillips non dice che c'è un trade off tra queste 2 variabili? Aiutatemi a capire..

1. Deve esserci un tradeoff fra inflazione e disoccupazione, la curva di phillips dice (ma bice che dice?).

2. In Italia (ed altrove) in questo periodo (ed in altri) sono invece aumentate entrambe.

3. L'esistenza di una stabile curva di phillips è la colonna portante dell'economia (neo, new, post and what not) keynesiana.

 

1., 2. e 3. sono fatti.

Le conclusioni tirale tu.

P.S. Non userei Il Fatto come fonte di fatti statistici, ma per questa volta fa lo stesso.

Grazie per la risposta; la prima conclusione che posso trarre è la curva non è stabile in questo periodo e l'economia keynesiana non è abbastanza stabile..

Ok, la prossima volta eviterò il "fatto" per le statistiche..

Hanno la stessa radice: troppo debito rispetto alla capacità dei due sistemi economici di pagarlo, quindi cattivi investimenti (il prestito a chi si indebita è un investimento), distruzione di ricchezza, difficoltà a ristabilire equilibrio finanziario.

Perché troppo debito? Fondamentalmente per due ragioni:

a) politica monetaria ha generato per troppo tempo tassi d'interesse bassissimi, creando incentivo a prendere a prestito senza precauzioni;

b) politica fiscale (economica in generale) basata sulla credenza che per crescere occorra "spendere", indebitarsi, domandare, fare deficit o ben di bilancio pubblico o ben di bilancio privato. Insomma, quella che chiamano "politica keynesiana" ...

Poi c'è l'altra domanda: "ok, questo genera eccesso debito, crisi finanziaria, eccetera. Ma perché non si riesce a crescere al 4%?"

La mia risposta è perché è da tempo che non siamo più capaci di crescere al 4%. Solo che ci abbiamo messo più di un decennio ad accorgercene perché la politica di spesa finanziata a debito ci ha permesso di credere che così non fosse per una decina d'anni ... Manca competizione, innovazione, libertà d'entrata, incentivi, capitale umano ... ed i produttivi, se producono, devono pagare per troppi improduttivi. In risposta a questo o si scazzano e fanno pure loro gli improduttivi o vanno altrove, ad Est tipicamente.

Grazie, chiaro... 

difficile asciugare ancora di più la questione; è una gran bella sintesi anche perchè lascia ancora  aperto il dibattito sul " mo' cheffamo?".

a) politica monetaria ha generato per troppo tempo tassi d'interesse bassissimi, creando incentivo a prendere a prestito senza precauzioni;

Altra domanda (da ignorante). Chi prendeva decisioni di politica monetaria era conscio  dei rischi insiti in questa politica?

la risposta più ovvia è no; al massimo collocava tali rischi nel lungo periodo, che non è solo la pace eterna ma, per un politico, solo il prossimo governo.

Chi prendeva decisioni di politica monetaria era conscio  dei rischi insiti in questa politica?

No.

Esiste - e purtroppo domina le banche centrali ed i centri finanziari internazionali una versione del "keynesian-friedmanismo dei banchieri" - secondo cui aumentare liquidità e ridurre i tassi risolve quasi tutti i problemi fatta salva l'acidità di stomaco, l'eczema ai gomiti e, forse, il ginocchio della lavandaia di ci narrò JKJ. Il resto si cura generando liquidità a buon mercato. La curva di phillips è al core di questa follia, ma oltre a quella di phillips ve ne sono svariate altre di "curve immaginarie" su cui tale religione si fonda. Le giustificazioni sono varie e vanno dai prezzi rigidi in ogni direzione (secondo questa teoria 2/3 delle aziende pur di non cambiare il prezzo di vendita fanno continuamente perdite) ai misteriosi "long and variable lags" di Milton Friedman, al moltiplicatore finanziario di Bernanke (se la liquidità va su la borsa va magicamente su, se la borsa va su le aziende investono di più e tutto migliora) a svariate versioni della teoria volgare della domanda effettiva secondo le quali mettendo contante in tasca a chicchessia si genera ricchezza perché qualcosa di utile compreranno. Poi c'è la variante di sinistra che dice: se crei inflazione riduci il salario reale senza toccare il nominale; siccome i lavoratori, che son tonti, non se ne accorgono questo accresce l'occupazione.

Tale religione, paradossalmente, non è maggioritaria fra i macroeconomisti accademici, ma lo è fra quelli che si occupano di politica monetaria - gli altri, ritenendo quella teoria una follia si occupano di teoria (non politica) monetaria, bancaria, crescita, produttività, mercato del lavoro, distribuzione del reddito, eccetera, ritenendo che non ci sia molto da aspettarsi dalla politica monetaria) ed è ovviamente il pensiero unico foraggiato graziosamente (con poche eccezioni: alcune Fed "regionali" USA, un angolo della BCE, qualche raro raro banchiere centrale qui e là) dalle banche centrali di tutto il mondo. Non serve aggiungere che questa è anche LA unica "teoria" economica esistente per quanto riguarda politici e giornalisti. I secondi perché non capiscono, in media, una cippa ed i primi perché la razionalità umana esiste. Perché mai un politico dovrebbe sostenere di non poterci far nulla a certi guai e di essere, fondamentalmente, inutile quando ha a disposizione una "teoria" che gli attribuisce onnipotenza e perdippiù gratis?

Perché questo è il bello: siccome creare liquidità non costa nulla (nemmeno più la carta su cui i biglietti da 500 vanno stampati, tanto il grosso è elettronico) possiamo finalmente avere la moglie ubriaca e la botte piena. E questo, ad ogni politico razionale che si rispetti, deve sembrare il sacro graal. Infatti, ogni volta che cerchi loro di spiegare che è una menzogna ti spiegano che sei tu che non capisci come va il mondo e sei solo un rigido ideologo pieno di teorie.

Bottom line, lo sapevano? In un certo senso sì, ma in un certo senso no. Dipende da come vuoi interpretare la loro buona fede. Quello che è certo e che mi interessa è che noi, collettivamente, come economisti accademici - ossia, i 500-600 macroeconomisti che lavorano nelle università (non nelle banche centrali o al FMI: scusatemi amici cari e cari ex-studenti o ex-colleghi, ma per quanto bene vi voglia capisco e conosco i vincoli sotto cui lavorate ...) con un minimo di pedigree e che, in giro per il mondo, si occupano di queste cose - non c'entriamo nulla. Sono almeno 40 anni che cerchiamo di spiegare che non hanno inventato il pozzo di san patrizio. Ma i miti dell'umanità, si sa, son duri a morire e continueranno a mietere guai per secoli a venire. 

 

Standing ovation: mi ricorda "You can't wake a person who is pretending to be asleep" (proverbio Navajo)

E' un pò di tempo che non passano di qua. Però gli austriaci potrebbero dire che alla fine loro lo dicono da tempo. Sto solo provocando: perchè non hanno ragione?

Perché la loro soluzione al problema di "quale politica monetaria dovremmo avere" consiste in: nessuna.

È un po' come dire: siccome guidando le automobili si rischia di avere un incidente, usiamo tutti i cavalli. A dire il vero vi sono metafore più ardite (tipo, siccome a scopare si rischia di lasciare incinta la persona indesiderata e siccome non so resistere alla tentazione, allora ...) ma credo di essermi spiegato.

Forse un pò troppo sottile per me, colpa mia, ma penso di cominciare a capire.

Non son certo di aver capito ogni singolo riferimento, ma il quadro complessivo che tracci mi sembra abbastanza chiaro: la maggioranza di chi lavora per le banche centrali segue religiosamente teorie e modelli poco affidabili.

Non serve aggiungere che questa è anche LA unica "teoria" economica esistente per quanto riguarda politici e giornalisti.

Questo forse risponde, in una certa misura, alla domanda di Andrea Moro, che si chiede perché l'uomo della strada (o anche la persona istruita, ma non specialista in economia) fatica tanto ad orientarsi tra le varie teorie (o religioni?) economiche.

Quello che noi vediamo sono appunto principalmente gli economisti-opinionisti, o quelli le cui decisioni poi incidono sulla nostra vita di tutti i giorni (banche centrali et cetera).

Bottom line, lo sapevano? In un certo senso sì, ma in un certo senso no. Dipende da come vuoi interpretare la loro buona fede. Quello che è certo e che mi interessa è che noi, collettivamente, come economisti accademici - ossia, i 500-600 macroeconomisti che lavorano nelle università [...] con un minimo di pedigree e che, in giro per il mondo, si occupano di queste cose - non c'entriamo nulla.

Ma allora c'era una buona fetta di economisti accademici che si rendeva conto, prima della crisi del 2008, che il sistema era pericolosamente instabile (anche se magari non sapevano -nel dettaglio- cosa avrebbe potuto scatenare l'effetto domino)?

Esiste - e purtroppo domina le banche centrali ed i centri finanziari internazionali una versione del "keynesian-friedmanismo dei banchieri" - secondo cui aumentare liquidità e ridurre i tassi risolve quasi tutti i problemi ...

Non esageriamo.  Le condizioni sotto cui "aumentare liquidità", o meglio "creare politiche stabilizzanti, che se correttamente attuate indicano quando aumentare o diminuire la liquidità" può essere vantaggioso sono in realtà molto plausibili, a meno che non si voglia considerare la moneta perfettamente neutrale nel breve periodo.  Ma se questo è il caso bisognerebbe spiegare perché le "svalutazioni interne" sono così difficili (vedasi fra l'altro la crisi del 1929, e situazione dei PIGS oggi).  Nonché anomalie come il comportamento dei tassi di cambio reali prima e dopo la fine di Bretton Woods, il fatto che l'uscita dallo standard aurifero sembra essere stato il fattore chiave per il superamento della grande depressione e forse la stessa capacità delle banche centrali di influenzare i tassi di interesse nel breve periodo.

La teoria dei prezzi rigidi potrebbe essere quella più sensata, considerato che in presenza di concorrenza monopolistica bastano piccoli costi di variazione alla singola impresa per creare variazioni plausibili nell'aggregato.[1]  Ma in realtà basta ipotizzare una generica 'viscosità' del livello dei prezzi per trarne la conseguenza che il "prezzo" della moneta non stabilisce l'equilibrio nel breve periodo.  E se la moneta è carente o sovrabbondante rispetto al prezzo fissato, allora i beni (scambiati per la moneta) saranno sovrabbondanti o carenti.[2]  Proprio ciò che ipotizza la tesi della domanda aggregata, che nelle sue linee fondamentali si ritrova già in David Hume.[3]

Tale religione, paradossalmente, non è maggioritaria fra i macroeconomisti accademici, ma lo è fra quelli che si occupano di politica monetaria

Lo è ancora di più tra chi si occupa di macro in economia aperta, come segnala Scott Sumner.  In generale, la tesi  RBC non gode di grande credito tra i macroeconomisti, neanche a Chicago.  Molto spesso si usa RBC per semplificare al massimo, e perché si presume che la banca centrale faccia il proprio lavoro.  Ciò vale a fortiori per chi si occupa di crescita (lungo periodo) o di questioni microeconomiche, come citato più avanti.

Non serve aggiungere che questa è anche LA unica "teoria" economica esistente per quanto riguarda politici e giornalisti.

Anche qui devo dissentire.  Il vero problema di politici e giornalisti è che amano parlare di "domanda", "consumi" ecc. quando ciò non è pertinente, ovvero tutto il contrario di quello che fanno gli economisti di Chicago.  Parlano come se si fosse tornati allo standard aurifero e le banche centrali non esistessero, o fossero ininfluenti (Qui forse farò indignare qualche Austrian, che pure sosterrebbe senza problemi una teoria così poco neutrale come la teoria austriaca del ciclo economico).  In realtà anche con una regola di 'inflation targeting', qualsiasi "stimolo alla domanda" viene controbilanciato dalla banca centrale, in un senso o nell'altro.  Ovviamente i motivi sono essenzialmente quelli da Lei esposti: i politici trovano comoda l'ideologia "keynesiana popolare" secondo cui deficits don't matter e spendere è bello, oppure tagliare le tasse è bello (in genere è solo una delle due).  I giornalisti sono influenzati dai politici, e quelli con una qualche formazione economica sono fermi alla teoria paleo-keynesiana da anni '60 e '70, o a quella ancora più antica delle "crisi capitalistiche da sovrapproduzione".

Ah, la crisi post-2008?  Secondo alcuni fu effettivamente causata da liquidità eccessiva immessa nel sistema (misurata p.es. dall'aumento del PIL nominale) in conseguenza al miglioramento dei fondamentali economici che attenuò le pressioni inflazionistiche.  Altri la considerano potenzialmente non molto più grave del crollo di borsa del 1987 negli Stati Uniti, con la differenza che questo evento fu correttamente compensato dalle banche centrali, la crisi no.

Aggiunto dopo la risposta di Boldrin: Non intendo aprire un dibattito che come Lei fa notare richiederebbe tempo e sforzi, e con ogni probabiltà non risolverebbe l'argomento vista la diversità di prospettive comunque plausibili su argomenti come la macroeconomia e la moneta.  La finalità del mio commento era essenzialmente rendere evidente tale diversità, che non tocca solo i "tecnici che fanno politica monetaria" ma ha implicazioni di più vasto interesse.

Mi prenderò comunque la briga di aggiungere riferimenti, visto che alcune affermazioni contestate possono aver generato equivoci:

[1] Sull'interazione tra concorrenza monopolistica e rigidità dei prezzi esiste una letteratura affermata. Si veda ad esempio Blanchard, Kiyotaki (1987), Monopolistic Competition and the Effect of Aggregate Demand.  Se non erro questo articolo affronta anche la spinosa questione dei costi bassi di price-setting.

[2] Questo approccio al problema della domanda aggregata, detto 'monetary disequilibrium' è sviluppato da autori come Leland Yeager, Robert Clower, Clark Warburton.  L'impostazione è essenzialmente monetarista, ma il focus ideologico appare alquanto diverso dal monetarismo "classico" attribuito a Milton Friedman.  (Nondimeno, anche Friedman riconosceva l'influenza della moneta nel ciclo economico, tanto da attribuire alla Federal Reserve la responsabilità per la Depressione negli anni '30 del 1900: si veda la sua Monetary History of the United States.)  Considerazioni per lo più assimilabili sulla questione del "non-equilibrio" nel caso della moneta si ritrovano in un filone di articoli sulla Legge di Say e sul suo 'vero' significato: si veda in proposito Baumol (1999), Retrospectives: Say's Law.

[3] La citazione di David Hume appare giustificata in quanto egli nel suo saggio On Money distingue correttamente tra effetti di breve periodo di un aumento di moneta (espansivi) ed effetti successivi di lungo periodo (aumento dei prezzi).  In seguito, con considerazione molto moderna, egli chiarisce che la moneta "chiusa nei forzieri" non potrà contribuire con la sua esistenza all'incremento dei prezzi.  Ciò che conta, conclude Hume, non è tanto la quantità della moneta, quanto la sua circolazione più o meno ingente.

Siccome hai scritto una lunga serie di affermazioni incoerenti o false (oltre che criptiche assai) le quali richiedono almeno un paio d'ore di scrittura per essere dettagliatamente smontate, io accetto di discutere con te se e solo se ti identifichi in modo pubblico e credibile.

Quando le discussioni richiedono tempo non discuto con anonimi.

Nel frattempo il commento breve: parole in libertà di uno che crede di aver capito ma invece no.

P.S. Come lo so che credi di sapere e non sai? Perché uno che sa cosa dice non avrebbe mai scritto la seguente valanga di ...ate.

La teoria dei prezzi rigidi potrebbe essere quella più sensata, considerato che in presenza di concorrenza monopolistica bastano piccoli costi di variazione alla singola impresa per creare variazioni plausibili nell'aggregato.  Ma in realtà basta ipotizzare una generica 'viscosità' del livello dei prezzi per trarne la conseguenza che il "prezzo" della moneta non stabilisce l'equilibrio nel breve periodo.  E se la moneta è carente o sovrabbondante rispetto al prezzo fissato, allora i beni (scambiati per la moneta) saranno sovrabbondanti o carenti.  Proprio ciò che ipotizza la tesi della domanda aggregata, che nelle sue linee fondamentali si ritrova già in David Hume.

 

Visto che a qualcuno le teorie di tizioc potrebbero sembrare ragionevoli, perchè prof.Blodrin non fa lo sforzo di spiegarci la loro irragionevolezza? Come me, molti altri saranno interessati...

Se lei, Francesco Nicolai, da un lato mi prova che esiste e dall'altro è poi disposto a difenderle, lo faccio.

Siccome non sono teorie ma sequenze incoerenti di parole, per poterne discutere occorre che chi le difende spieghi cosa significano le frasi che non hanno senso alcuno o sono per lo meno ambigue.

Per cominciare, le faccio un esempio. Scrive il nostro:

Le condizioni sotto cui "aumentare liquidità", o meglio "creare politiche stabilizzanti, che se correttamente attuate indicano quando aumentare o diminuire la liquidità" può essere vantaggioso sono in realtà molto plausibili, a meno che non si voglia considerare la moneta perfettamente neutrale nel breve periodo.

Ora, come lei avrà notato, io NON ho affermato che la "moneta" sia neutrale, né nel breve né nel lungo. Infatti, non lo penso proprio SE per "moneta" si intende il livello del tasso nominale/reale sulla "fiat money" che la banca centrale controlla (diciamo, federal funds negli USA) e/o la quantità dei medesimi messi a disposizione delle banche commerciali, oltre al livello di leverage che si permette a queste di raggiungere (vi sono molte maniere di calcolare il leverage, ma alla fine sono quasi equivalenti). Fra questi effetti NON c'è quello di poter manipolare il tasso di occupazione ed il livello di attività economica a proprio piacimento ed indipendentemente dagli altri fondamentalli del sistema economico, come invece la "vulgata popolare" sembra ritenere.

Ho affermato anche che la teoria basata sulla curva di phillips è altamente dubbia e di, certo, non gode dello status di certezza che la renderebbe usabile per guidare la politica monetaria. La stessa "regola di Taylor" che molti, erroneamente e scioccamente, hanno trasformato in una regola di condotta ottimale quando altro non era che una regola ex-post che John Taylor aveva stimato sulla base dei comportamenti osservati della Fed, è oggetto di eterne ed inconcluse discussioni alle quali partecipa, guarda caso, John Taylor stesso il quale ritiene (ed io condivido, ma lasciamo stare) che la politica monetaria seguita dalla Fed dal 2001 in poi sia sostanzialmente subottimale e causa di molteplici guai! La Taylor rule, insomma altro non è che una razionalizzazione ex post di un comportamento che è stato adottato ma che non sappiamo proprio se è ottimo. In tipico stile da economisti panglossiani, molti si sono poi dedicati a costruire modelli in cui (se ciò che succede nel modello succedesse anche nel mondo) la Fed farebbe bene a fare quello che ha (aveva, infatti) fatto sino ad allora. Non mi chieda di dare la mia valutazione di tale programma di ricerca, visto che mi sembra ovvia dal tono che uso. Come vede, comunque, siamo ben lungi da un tranquillo ed accettato consenso scientifico!

Più in particolare, mentre esiste un consenso che la politica monetaria abbia, nel breve periodo, effetti reali sia su attività economica che inflazione esiste un disaccordo TOTALE sia sull'intensità di quegli effetti, sia sulla loro stabilità rispetto al complesso delle variabili di stato, sia sulla grandezza dell'impatto, eccetera. Il signore in questione, invece sostiene il contrario, che è tutto chiaro e che si possono tranquillamente fare le "politiche stabilizzatrici" se si fanno "correttamente".

Bene. Allora mi deve spiegare, con precisione,

1) in cosa consistano le politiche stabilizzattrici;

2) cosa ci fa ritenere, teoricamente ed empiricamente, che siano ovviamente chiare ed usabili in pratica;

3) in cosa consiste attuarle "correttamente".

Una volta che abbia risposto, in modo preciso ed analizzabile, a tali domande discuteremo.

Per il momento ho dato più di quanto intendevo dare.

Non penso di essere in grado di difenderle - forse perchè è possibile che non le condivida - ed inoltre esisto, tra l'altro anche nella sua lista degli amici di facebook.

A me non interessa se tizioc si presenta spavaldo e sicuro di se; peggio per lui. Quello che mi interessa conoscere è perché queste affermazioni siano "incoerenti e false". 

Dalle miei poche conoscenze di studente undergraduate mi pare sensato che i prezzi abbiano una certa vischiosità, la moneta non sia neutrale ( cosa che condivide anche lei), politiche monetarie in alcune circostanze possano far variare il livello dell'occupazione e del reddito. Il problema, come lei dice, è proprio sulla magnitudo e la stabilità degli effetti. Mi sarebbe piaciuto che avesse approfondito proprio tale punto, anche se richiedeva più tempo di quello a sua disposizione.

 

Ancora una volta non voglio impostare un dibattito qui, ma faccio notare che la risposta di Michele Boldrin equivoca quando afferma che la teoria prevalente fra "le banche centrali ed i centri finanziari internazionali" (parole sue) prevederebbe di poter "manipolare il tasso di occupazione ed il livello di attività economica a proprio piacimento ed indipendentemente dagli altri fondamentali del sistema economico".  Ormai dalla stagflazione degli anni '70 le banche centrali "manipolano" solo fattori nominali, e si dà per scontato che il "livello di attività economica reale" è influenzato soprattutto dai fondamentali.  (Quello che dice la "vulgata popolare" mi interessa poco, ma dovendo scegliere preferirei la vulgata monetaria a quella pseudo-keynesiana.  Se non altro, la prima fa danni più limitati nel tempo, e quando fallisce lo fa in modo più evidente.)

Per quanto riguarda i "centri finanziari", trattandosi di attività profit-seeking, ci si può attendere che le teorie in essi usate abbiano quantomeno un valore euristico, se non come descrizione effettiva della realtà.  Quello che sappiamo per certo è che, in generale, ad una variazione imprevista delle politiche monetarie, le aspettative di mercato rispondono sistematicamente nel senso che ci si aspetta se la moneta influenzasse l'attività nel breve periodo.  Poiché i mercati notoriamente non sono stupidi, tale circostanza la dice lunga sulla magnitudo empirica degli effetti e per certi aspetti anche sulla loro stabilità.  (Su questo interessante argomento, si veda p.es. Johnson & Keleher (1996) Monetary Policy: A Market Price Approach.)

A scanso di equivoci, charisco che non mi interessa contestare le tesi esposte da Boldrin o peggio ostentare spavalderia, ma solo far notare a chi fosse interessato che anche l'approccio che Boldrin stesso cita come mainstream in alcuni ambienti può avere una sua ragion d'essere.

Ancora una volta non voglio impostare un dibattito qui, ma faccio notare che la risposta di Michele Boldrin equivoca quando afferma che la teoria prevalente fra "le banche centrali ed i centri finanziari internazionali" (parole sue) prevederebbe di poter "manipolare il tasso di occupazione ed il livello di attività economica a proprio piacimento ed indipendentemente dagli altri fondamentali del sistema economico".  Ormai dalla stagflazione degli anni '70 le banche centrali "manipolano" solo fattori nominali, e si dà per scontato che il "livello di attività economica reale" è influenzato soprattutto dai fondamentali.

Falso. Nel senso che è falso che io equivoco. Equivoca tizioc, che continua a manifestare la classica spavalderia di quelli che nemmeno sanno di non sapere.

La teoria oggi dominante, quella soprannominata "New Keynesian", teorizza ESATTAMENTE quanto io ho affermato. La sua "equazione fondamentale" è una "New Keynesian Phillips curve" (entrare le parole in Google e vedere cosa si ottiene) che stabilisce un tradeoff, diretto ed indipendente da tutto il resto, fra tasso atteso d'inflazione e deviazioni del reddito (occupazione, nel modello le due sono equivalenti) dal suo livello di stato stazionario o di "trend". In formule (è in TeX), facendo copy and paste dalla prima descrizione a caso trovata in rete via Google

$$!\pi_{t}=\beta E_{t}\left[\pi_{t+1}\right]+\kappa y_{t}$$

Il resto del commento è della stessa qualità: chiunque parli di politica monetaria affermando che "sappiamo per certo" che un unexpected money shock ha un effetto reale, chiaramente non sa di cosa parla (oltre a non aver neanche provato a leggere nulla di quanto prodotto negli ultimi 30 anni circa). Tempo perso.

Bottom line, il solito anonimo che parla a vanvera e si nasconde dietro al nomignolo per molestare senza dover pagare il prezzo dell'imbarazzo. Case closed.

Mi sarebbe piaciuto che avesse approfondito proprio tale punto, anche se richiedeva più tempo di quello a sua disposizione.

Impossibile in un blog. Questa è una materia su cui, da 50 anni, centinaia di persone lavorano senza arrivare ad una conclusione precisa.

L'unica morale è che non si sa e che gli effetti, se vi sono, sono sia piccoli, che irregolari che temporanei.

Suggerirei una lettura importante:

 

Robert E. Lucas, Jr.  “Nobel Lecture: Monetary Neutrality”

 

e i lavori citati in bibliografia.

 

Più in generale suggerirei di affrontare molto seriamente lo studio della Modern Macroeconomics.

Lucas nella sua lecture dimostra che un cambiamento di moneta anticipato non ha effetti sull'attività economica, ed ha perfettamente ragione.  Ma citare Lucas su questo punto al giorno d'oggi significa sfondare una porta aperta.  Oggi il principale indicatore e strumento usato dalle banche centrali è proprio il cambiamento delle aspettative sulla moneta, che per sua natura non può essere anticipato.  Se per assurdo si proponesse oggi un mutamento "anticipato" delle aspettative a x, vuol dire che le aspettative di x esistevano in quanto tali già ieri, e così via.  Evidentemente, se x non influenza l'attività reale oggi, può invece aver influenzato quella passata.  In questo senso va compresa la politica monetaria.  Non come un velleitario bias espansionistico, ma come stabilizzazione che eviti shock di domanda e favorisca il coordinamento e la consistenza dei piani di produzione e consumo.

La teoria dei prezzi rigidi potrebbe essere quella più sensata, considerato che in presenza di concorrenza monopolistica bastano piccoli costi di variazione alla singola impresa per creare variazioni plausibili nell'aggregato.[1]

Cosa significa questa frase, please? Non mi addentro nel resto su cui mi dichiaro ignorante ma questa frase mi sembra chiara ed ho appena finito di studiare queste cose, però continuo a non capire il senso della frase.

Ho letto l'articolo ed il modello proposto mi sembra una valanga di cazzate che non so se venga usata in ambito accademico ma nell'economia reale fa semplicemente ridere... Ci sono N variabili nel modello che nella realtà è impossibile stimare, tipicamente quello che fanno le aziende in concorrenza monopolistica è decidere il prezzo come se si fosse in situazione di monopolio (Marginal Revenue = Marginal Cost) e prima di variare il prezzo si fanno alcuni modelli per capire come reagiranno i competitor (tipicamente si guarda cross-price elasticity e si usa game theory per capire cosa farebbero i principali competitor stimando i loro costi). Quindi no, i prezzi non mi risulta siano rigidi nella realtà.

Poi nella realtà è anche possibile che un'azienda sia in perdita pur seguendo questa regola. Perché? Non perché i prezzi siano rigidi ma semplicemente perché, pur essendo in perdita, sono nella situazione di massimizzare il profitto o, detto in altri termini, quello è il prezzo a cui minimizzano le perdite. Ovviamente nel breve può esistere qualcosa di "rigido" (attento, non nel significato Keynesiano), e.g: i salari dei lavoratori nel breve possono esserlo a causa dei costi di licenziamento. Bene, questo significa che il loro costo marginale sarà nullo e non influenzeranno i costi di produzione (p.s: non è comunque detto che siano al 100% rigidi).

Peraltro il caso estremo di aziende che producono in perdita è nei mercati perfettamente concorrenziali dove le aziende sono price taker. Ma i prezzi son tuttaltro che rigidi (li fissa il mercato anche giorno per giorno) e si produce in perdita a causa del fatto che i costi fissi sono "sunk" e si produce solo quando i prezzi sono abbastanza alti da ridurre le perdite.

grazie, grazie e ancora grazie.

non sai quanta riconoscenza io ti debba.

:-)

"Poi c'è la variante di sinistra che dice: se crei inflazione riduci il salario reale senza toccare il nominale; siccome i lavoratori, che son tonti, non se ne accorgono questo accresce l'occupazione."

Specifichiamo: la variante keynesiana di sinistra. Perché negli altri ambienti di sinistra non mi sembra che generalmente accettino una simile condizione, o almeno non mi sembra che sia così negli ambienti di sinistra eterodossi non marginalisti. Non accettando una sufficiente sensibilità della domanda di lavoro al saggio di salario reale, e non accettando nemmeno una sufficiente sensibilità degli investimenti al saggio d'interesse (tutto ciò come saprai, in seguito alle controversie sul capitale), non possono nemmeno accettare la tua proposizione...

Negli "altri ambienti di sinistra" a parte il socialismo e la dittatura del proletariato, cos'altro suggerirebbero, di grazia?

P.S. Che la dipendenza della domanda di lavoro dal salario reale e degli investimenti dal costo dei fondi per investire possa essere derivata o compromessa, in una forma o nell'altra, dalle cosidette "controversie sul capitale", è una fantasia incoerente di quelli che non capiscono le più elementari nozioni di teoria economica (la qual cosa include una % sostanziale di coloro che in Italia "insegnano" economia politica e materie affini all'università, ma questa è un'altra storia).

Persino Rocco e Greta, che a modo loro massimizzano, mi hanno spiegato l'altro giorno che se sei un'impresa e cerchi di massimizzare i profitti allora assumi più lavoratori quando il loro costo è basso e ti è più facile investire se i fondi per investire costano poco.  Ceteris paribus, hanno aggiunto, che hanno fatto un po' di classico. 

Davvero, ma perché non lasciate la teoria economica a chi l'ha capita e vi evitate così delle figure barbine in pubblico? Non dite che sono cattivo io, siete imbarazzanti voi a ripetere questi comandamenti religiosi appresi in sezione!

Quello che propongono a livello teorico è un pò paradossale, aumentare i salari e far in modo che i lavoratori e i sindacati abbiano la forza sufficiente per contrastare l'aumento del markup, dopodiché non ci sarà nessun effetto sul mercato dei beni perché gli investimenti I non sono sufficientemente sensibili al saggio d'interesse i, e quindi la AD è verticale e tutto si blocca qui, scompaiono quindi le forze riequilibratrici del mercato che avvenivano proprio in corrispondenza del saggio d'interesse.Ora, non sono affato d'accordo neanche io, questo modello non mi sembra molto buono per approssimare la realtà odierna.

Però devo ammettere che sono stato molto, ma molto colpito da una cosa (ancor prima che iniziai a leggere le controversie sul capitale), ovvero su una frase in un vecchio articolo scritto contro di voi: " In particolare, per quanto riguarda la relazione tra investimenti e tasso di interesse, questa non solo è controversa sul piano teorico, ma non è stata rinvenuta dalle ricerche applicate né a livello aggregato né di impresa (ad esempio Chirinko, 1993), tanto che Blinder (1997, p. 240) ha potuto affermare che “l’evidenza empirica circa la sensibilità degli investimenti al saggio di interesse è, a dir poco, dubbia”. "  Questo è uno shock, cioè indipendentemente dalle controversie sul capitale, è il semplice buon senso che mi porta a credere nell'esistenza di questa relazione. Qui ci rimango di sasso, te come risponderesti? (anche se non ho letto i paper, perché di solito sono a pagamento, non credo di certo che confermano le visioni della Cambridge inglese sulle controversie del capitale, ma se davvero dimostrerebbero la quasi totale assenza di quella relazione, forse dovremmo seriamente pensarci sopra...).

P.s. mi sono poi ricreduto su H. Minsky, effettivamente dal punto di vista strettamente scientifico ed empirico non c'è pressoché alcun collegamento tra le sue teorie e la crisi americana. E' stato pubblicizzato a scopi ideologici, e questo non è un bel rispetto per una persona scomparsa non troppi anni fà.

Questo è uno shock, cioè indipendentemente dalle controversie sul capitale, è il semplice buon senso che mi porta a credere nell'esistenza di questa relazione. Qui ci rimango di sasso, te come risponderesti?

Non sono Boldrin e non ho esaminato la questione in dettaglio, ma dal punto di vista macroeconomico fa senso che la relazione non risulti facilmente. La domanda per investimento dipende soprattutto dalla domanda aggregata attesa in futuro, quella che Keynes definiva "business confidence", in quanto da essa dipende l'entità dei rendimenti.  Per di più, proprio a causa della domanda di investimento, un aumento della AD attesa tende a far salire i tassi di interesse di medio-lungo periodo.[1]  Ovviamente il saggio di interesse può comunque influire a parità di domanda futura, ma questa relazione sarà più difficile da dimostrare nei dati.

[1] Si noti che questa influenza delle aspettative implica che il modello IS/LM è alquanto ingannevole. Il problema era già stato notato da King (1993) Will the New Keynesian Macroeconomics Resurrect the IS-LM Model?, Journal of Economic Perspectives.

Almagno, complimenti. Davvero. Almeno a volte si capisce cosa vuoi dire e riconosci dove sono le assurdità.

Ora, data la tarda ora, mi perdonerai se non mi lancio in una lunga lezione che illustri l'evidenza empirica secondo cui le imprese assumono più lavoratori quando il loro salario reale è basso rispetto al valore di ciò che producono ed investono di più quando il costo dei fondi che utilizzano (che NON è il tasso d'interesse a breve che la banca centrale pratica alle banche commerciali, NON lo è mannaggia!!) è basso rispetto ai rendimenti attesi.

Mi basta ricordare che PROPRIO gli strani personaggi a cui fai riferimento sostengono, incazzosi, che per le imprese non assumono se non a salari bassi: perché? Perché la domanda di lavoro, evidentemente, anche per loro reagisce al costo del lavoro. Altrimenti, perché diavolo de-localizzano le imprese? Idem per gli investimenti: perché son tutti a protestare che i tassi d'interese CHE LE BANCHE PRATICANO SUI PRESTITI sono troppo alti e non si può investire? Perché, evidentemente, il costo dei fondi investiti (quello vero, quello che si misura a mezzo di dati micro, non quello inventato da quattro macroeconometrici troppo svogliati e troppo scemi per pensare) conta nelle decisioni di investimento delle imprese.

Ed infine, complimenti again: Hyman era un uomo simpatico, ma raccontava fantasie sue che nulla, assolutamente nulla, hanno a che fare con la realtà. Le fantasie, specialmente se sempliciotte, hanno grande successo di pubblico, si sa. Pensa a Walt Disney ed a Mickey Mouse!

ok, grazie ad entrambi per le precisazioni!

Se l'origine della crisi è troppo debito, allora è sbagliato cercare di curarla con altro debito (eurobonds); è cosí? Oppure gli eurobonds hanno qualche caratteristica particolare che falsifica la precedente affermazione?

Posto  che nessuno sa esattamente cosa siano gli Eurobonds, per come l'ho capita io non dovrebbero rappresentare nuovo debito, ma un trasferimento di debito dagli stati all'Europa (in un modo o nell'altro). Maggiore debito potrebbe risultare dagli incentivi che tale sistema prefigura (e sempre che funzioni).

b) politica fiscale (economica in generale) basata sulla credenza che per crescere occorra "spendere", indebitarsi, domandare, fare deficit o ben di bilancio pubblico o ben di bilancio privato. Insomma, quella che chiamano "politica keynesiana" ...

l'indebitamento come soluzione di politica economica lo capisco, ma cosa c'entra l'indebitamento con la politica fiscale in senso stretto? C'è debito sia in Europa, con tasse alte che negli USA con tasse relativamente più basse?

Poi c'è l'altra domanda: "ok, questo genera eccesso debito, crisi finanziaria, eccetera. Ma perché non si riesce a crescere al 4%?"
La mia risposta è perché è da tempo che non siamo più capaci di crescere al 4%. Solo che ci abbiamo messo più di un decennio ad accorgercene perché la politica di spesa finanziata a debito ci ha permesso di credere che così non fosse per una decina d'anni ... Manca competizione, innovazione, libertà d'entrata, incentivi, capitale umano

mi sbaglio o competizione, innovazione e libertà d'entrata sono tutte facce della stessa questione?

Azzardo una ipotesi: non è che per certi settori (spesso i più innovativi) siamo di fronte a vincoli tecnologici? Cioè hai bisogno di grandi volumi produttivi, oppure di impianti estremamente costosi (penso alle tecnologie per produrre microprocessori) e quindi di grossi investimenti e quindi è difificile entrare in quei mercati? Anzi, in questo caso i bassi tassi d'interesse avrebbero dovuto favorire i grossi investimenti. Sembrerebbe che le banche abbiano preferito finanziare i mutui NINJA (e poi farci i derivati) invece che il prossimo Jobs nel suo garage. Cattivi ricordi della bolla dot.com?

l'indebitamento come soluzione di politica economica lo capisco, ma cosa c'entra l'indebitamento con la politica fiscale in senso stretto? C'è debito sia in Europa, con tasse alte che negli USA con tasse relativamente più basse?

Politica fiscale vuol dire gestione delle entrate, quindi sia quanto prendi che come distribuisci il carico tra i vari produttori di reddito.

non è che per certi settori (spesso i più innovativi) siamo di fronte a vincoli tecnologici? 

Dubito, si è solo spostata la frontiera tecnologica. Visto che citavi la .com bubble faccio presente che dopo la bolla gli U.S. hanno prodotto Google, iTunes, Facebook Twitter, Groupon, Pandora (limitandosi ai piu' conosciuti). Si tratta di servizi in luogo di oggetti, ma se pensi quanto sono valutate le relative compagnie.

Domanda: non siamo più capaci di crescere al 4%, mi torna. Parte dei fattori indicati sono corretti però alcune delle economie che stanno crescendo di più al mondo non sembrano campioni di neoliberismo. Ed anche l'Italia degli anni sessanta era sicuramente più liberale di ora ma non un campione. Quindi c'è altro? la mancata crescita può essere legata a fattori esterni? Limiti tecnologici? In fondo se ammettiamo un limite la cosa diventa spiegabile in quanto passare da 0 a 10% è più facile che da 99 a 99,9%.

Arrivo al punto, ricordo un suo commento, credo dell'anno scorso, in cui diceva che stava discutendo col professor Levine sulla possibilità che la crisi si sia originata dall'aver raggiunto il picco delle tecnologie basate sul petrolio (mi scuso per la pessima sintesi). A che punto siete con la discussione? Avete scritto un articolo? La cosa mi aveva colpito, quindi mi interessa...

non voglio minimamente sostituirmi a michele del quale non ho la preparazione in materia.

Propongo questa immagine, su dati British Petroleum, come base di discussione

 

È lì ... è una teoria. Le teorie sono giochetti con cui si gioca per tanto tempo in privato prima di farle uscire in pubblico ...

La mia risposta è perché è da tempo che non siamo più capaci di crescere al 4%. Solo che ci abbiamo messo più di un decennio ad accorgercene perché la politica di spesa finanziata a debito ci ha permesso di credere che così non fosse per una decina d'anni ... Manca competizione, innovazione, libertà d'entrata, incentivi, capitale umano ... ed i produttivi, se producono, devono pagare per troppi improduttivi. In risposta a questo o si scazzano e fanno pure loro gli improduttivi o vanno altrove, ad Est tipicamente.

 

Questa che descrive assomiglia ad una crisi industriale, o dico fesserie?

 

Se guardi gli indici del LME per le materie prime vedi che tendono al rialzo. Segno che le industrie (come totale) non sono in recessione.

La ringrazio, questo è rassicurante.

 

 

Qualche minuto fa il guru imperversava in una trasmissione chiamata "TG3 Fuori TG". Per i masochisti la puntata è online. La trasmissione inizia con "Il capitalismo è il male, e non si puó regolamentare il male" (M. Moore).

Beh, facendo come con le equazioni, che si eliminando per semplificare i termini comuni a destra e sinistra (ogni rifrerimento è casuale) abbiamo "non si puo' regolamentare il capitalismo". :-)

Ne approfitto per segnalare questo dal blog di PK

Ottimista, ... direi :-)

Magari PK ne approfittasse per ragionare sul fallimento delle politiche basate su bassi tassi di interesse (denaro quasi a costozero) e spesa pubblica come unico volano della crescita, stampa a go-go di carta per sostenere l'economia e defict spending, soprattutto negli stati ora chiamati PIGS (con l'eccezione dell'Irlanda, che debito prime del 2008 non ne aveva e quindi mi riferisco alla "I" solo per l'Italia).

 

sentito questa mattina alla radio. tra poco esce un suo libro, la tesi di base 

è che solo la sinistra può salvarci perchè solo una politica redistributiva può correggere 

gli squilibri che hanno provocato la crisi finanziaria.

Cosa ne pensate?

http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=16C0W1

si ripete il mantra? Cioè, la finanza ha dei problemi, c'è disparità di redditi forse oltre il sostenibile, mancano prospettive di mobilità sociale, ma siamo sicuri che i nessi causali siano quelli che dice Rossi?

Su Rossi-economista non ho le competenze per esprimermi (come Rossi-uomo mi sono fatto una mia idea***) comunque la cosa veramente interessante dell'intervista sono le stoccate feroci a Mario Draghi. Veramente cattivo o_O

 

 

***Es: quando venne nominato commissario straordinario della FIGC disse di essere "superpartes" perchè non si intendeva di calcio, dimenticandosi di essere stato consigliere d'amministrazione dell'Inter.

Da milanista potrei concordare (sei dell'Inter = non ti intendi di calcio) ma non sono così estremista e, soprattutto, credo non sia stata una risposta onesta.

In quell'intervista Guido Rossi spara cazzate. Cosa che non sorprende, essendo egli un estimatore di Tremonti. Anche a lui il consiglio di leggere Krugman. Anzi, di leggerlo ancora di più: consiglio un pezzo classico apparso su Foreign Affairs nel lontano 1994. È del tempo in cui Krugman faceva ancora l'economista a tempo pieno e non si preoccupava troppo di far propaganda alle cause a lui care. In quell'articolo, tra le altre cose, Krugman mette al suo posto Robert Reich, che oggi è uno dei proponenti più rumorosi della teoria ''la disuguaglianza ha causato la crisi''.

Io veramente questa cosa non la capisco. Cosa c'è di sbagliato, soprattutto per persone che si autoproclamano di sinistra, nel dire che la disuguaglianza è cosa indesiderabile di per se, senza inventarsi effetti che non ha (che è la posizione di Krugman)? Non so, qual è l'idea? Che se facciam credere che la disuguaglianza causa la crisi diventa più facile fare politiche egualitariste? Allora, tanto che ci siamo, diciamo pure che la disuguaglianza causa il cancro. Mah.

Cosa c'è di sbagliato, soprattutto per persone che si autoproclamano di sinistra, nel dire che la disuguaglianza è cosa indesiderabile di per se, senza inventarsi effetti che non ha

a parte che mi farebbero comodo le statistiche utilizzate quando questa questione era stata discussa, non sono riuscito a trovarle col tag cloud, e vorrei usarle per contestare il mantra, da bravo invasato... (un dettaglio: ma quanto è affidabile la contabilità secondo cui la differenziazione dei redditi è avvenuta tra lavoratori qualificati e non qualificati? se metto tra i lavoratori qualificati anche i manager e i dirigenti forse introduco qualche bias)

perché la spiegazione si presta a supportare soluzioni semplici e semplicistiche, tipo il protezionismo? (in base alla spiegazione: perdita di posti di lavoro dovuta all'import->

perdita di potere sindacale->mancata redistribuzione per via contrattuale->debito privato in crescita per mantenere il tenore di vita. PS. non contestatela a me, è una spiegazione che ho sentito da fan di Fassina e di Michelle Bachmann/Sarah Palin, quasi con le stesse parole, relata refero)

 

Marino

 

 

 

perché la spiegazione si presta a supportare soluzioni semplici e semplicistiche, tipo il protezionismo?

Si, questo va bene per Fassina o per Sarah Palin. Dai politici non mi aspetto onestà intellettuale. Ma Guido Rossi uno sforzo in più dovrebbe farlo. O se non ha voglia di farlo, dovrebbe star zitto.

Divertente siparietto a L'infedele.

Lerner ha letto parti dell'intervista a Rossi, senza dire chi fosse l'intervistato.

Cacciari lo ha interrotto dicendo: "sono scemenze"; al che Lerner, irritato e con fare da "secchioncello": "Ah sì, ah sì, sai chi l'ha detto, l'ha detto guido rossi! Guido Rossi dice scemenze?"

Questo è esattamente il problema. A Guido Rossi i media italiani hanno assegnato il titolo di grande intellettuale esperto in economia, come d'altra parte avevano fatto con Tremonti. Quindi, anche se dice scemenze queste non possono essere chiamate scemenze. Se poi le scemenze validano i pregiudizi ideologici, non c'è proprio più discussione. Ripeto, le analogie con il caso Tremonti sono veramente impressionanti.

Non so se i capoccia del centrosinistra credono a queste cose o hanno il minimo buon senso di ascoltare qualche vero esperto. Ma anche nella più ottimistica delle ipotesi, ossia che i capoccia del centrosinistra stiano prendendo per il sedere gli elettori facendo un po' di demagogia, il prezzo lo pagheranno inevitabilmente una volta al governo. Qualche osso bisognerà tirarlo, dopo aver raccontato a destra e sinistra che la soluzione a tutto è una bella redistribuzione del reddito, e si perderà un sacco di tempo a discutere di provvedimenti inutili. E il tempo ormai sta finendo.

Ma anche nella più ottimistica delle ipotesi, ossia che i capoccia del centrosinistra stiano prendendo per il sedere gli elettori facendo un po' di demagogia

Nel caso specifico potrebbe essere, perchè Cacciari ha replicato qualcosa come: " ma Rossi ci ho parlato ieri, la pensa come me. Non so perchè ha detto queste cose..."

Questo, francamente, è ancora più sinistro. Rossi che usa il suo prestigio per dire cose che sa essere false ma che sono politicamente comode per la sua parte politica. Niente male come interpretazione del ruolo pubblico dello studioso. Posso solo sperare che sia vera l'alternativa: Rossi parla a vanvera. Dopotutto lo fece anche commentando Tremonti.

Non so se i capoccia del centrosinistra credono a queste cose o hanno il minimo buon senso di ascoltare qualche vero esperto.

Questi veri esperti li dovrebbe andare a trovare e selezionare Fassina?

Questo è esattamente il problema. A Guido Rossi i media italiani hanno assegnato il titolo di grande intellettuale esperto in economia, come d'altra parte avevano fatto con Tremonti.

Se pensi che i media italiani hanno assegnato a Giavazzi e Perotti il titolo di grandi intellettuali esperti in politiche dell'istruzione e della ricerca [0 articoli peer-reviewed in 2ue], puoi ben capire a che infimo livello siamo caduti.

RR

Questo è esattamente il problema. A Guido Rossi i media italiani hanno assegnato il titolo di grande intellettuale esperto in economia, come d'altra parte avevano fatto con Tremonti. Quindi, anche se dice scemenze queste non possono essere chiamate scemenze. Se poi le scemenze validano i pregiudizi ideologici, non c'è proprio più discussione. Ripeto, le analogie con il caso Tremonti sono veramente impressionanti.

Che occorra scrivere un "RossiGuido, istruzioni per il disuso"?

Al massimo "EconomistiInTv, istruzioni per il disuso", altrimenti serve una collana infinita ;)

perché la spiegazione si presta a supportare soluzioni semplici e semplicistiche, tipo il protezionismo?

Si, questo va bene per Fassina o per Sarah Palin. Dai politici non mi aspetto onestà intellettuale. Ma Guido Rossi uno sforzo in più dovrebbe farlo. O se non ha voglia di farlo, dovrebbe star zitto.

Perche, scusa?

E' un boiardo, mica uno studioso

Cosa c'è di sbagliato, soprattutto per persone che si autoproclamano di sinistra, nel dire che la disuguaglianza è cosa indesiderabile di per se, senza inventarsi effetti che non ha (che è la posizione di Krugman)?

A questo proposito suggerisco un altro articolo interessante:

Does Economic Inequality Cause Crises?

Mamma mia, che coacervo di utter nosense.

Inizia col parlare di disuguaglianza cross-country, e già qui qualunque giornalista normodotato avrebbe dovuto chiedergli cosa ne pensava dei milioni di cinesi ed indiani (per non parlare di vietnamiti, thailandesi, malesi, etc.) usciti dalla malnutrizione negli ultimi 20 anni. Transeat.

Fa l'esempio del Brasile come "modello di successo" di protezionismo per ridurre la disuguaglianza, senza considerare l'effetto sulla ricchezza aggregata. In soldoni, il protezionismo il Brasile lo paga in termini di riduzione del benessere aggregato; la riduzione della disuguaglianza che ne consegue ha gli stessi effetti di una tassazione redistributiva, non vedo dove stia il successo.

Parla di evaporazione del "sogno americano", quando il sogno americano è vivo e presente, basta vedere il numero di studenti cinesi e indiani nati in povertà che vincono borse di studio nelle università di mezzo mondo. Tra l'altro fa pure notare che lui ha campato di borse di studio! Si vede che detesta i cinesi...

Infine su Draghi ("infine" perché mi sono rifiutato di leggere oltre) semplicemente vomitevole, sia sul discorso dello swap "organizzato dalla banca americana per nascondere il debito greco" (posso immaginare che i poveri politici greci vi siano stati costretti...) sia ancor di piu' sui paper scritti con Merton! Non so che paper sia, su Google Scholar non l'ho trovato, ma questo signore fa una colpa a Draghi di aver scritto un articolo con uno dei piu' grandi esperti mondiali di finanza? Ma che è, la colonna infame?

Io direi un luminoso esempio della cultura italiana imperante.

sui paper scritti con Merton! Non so che paper sia, su Google Scholar non l'ho trovato, ma questo signore fa una colpa a Draghi di aver scritto un articolo con uno dei piu' grandi esperti mondiali di finanza? Ma che è, la colonna infame?

Il paper lo trovi qui. Ora, io non chiamerei Merton "uno dei piu' grandi esperti mondiali di finanza", ma sono opinioni :-) Il paper sembra interessante dall'abstract e i tre sono persone in gamba. Appena posso me lo leggo, mi pare quanto meno interessante che parlassero di queste cose nel 2003

Hai ragione, "esperto mondiale di finanza" non vuol dire niente :) Scrivevo di fretta, sorry!

Rossi dice che le banche usa hanno 1000 miliardi di dollari di crediti inesigibili per studenti americani che non possono rimborsare i prestiti universitari. Mi sembra (a naso) che ci siano vari zero fuori posto.

Che ne dite?

 se parla dei prestiti totali non ha torto

qui

se invece considera tutti quei 1000 mld inesigibili, direi che sbaglia.

 

Per me è meglio di quello di Rossi. lasciamo stare il solito cappellotto sulla crisi del neoliberismo, 

però dice: 

Tutto ciò comporta una lotta dura, aperta, e impone il rifiuto di scorciatoie e demagogie. Ai giovani va detto con assoluta chiarezza che essi non hanno altro futuro che non sia l’europeizzazione dell’Italia, vincoli compresi. Anche se l’Europa di domani non fosse più dominata dalle attuali oligarchie finanziarie e dai rottami della destra, la condizione per l’Italia per non finire ai margini è che una nuova generazione faccia il lavoro che i padri non hanno fatto: le grandi riforme. Per farle non serve a nulla inveire contro le banche che sono assolutamente necessarie. Occorre porre fine allo spreco enorme delle risorse del Paese.
Il che significa che essenziale diventa lo scontro con quel grumo di rendite, di privilegi, di ostacoli alla mobilità sociale che stanno scaricando sulle nuove generazioni tutti i costi del sistema.
Il punto centrale è che il sistema italiano non può tornare a competere con un’economia aperta dove ciò che decide è la produttività totale del sistema se non si rompe questa sorta di gabbia in cui sono intrappolate le risorse fondamentali del paese.
Stiamo attenti quindi a non sbagliare. È del tutto fuori dalla realtà pensare a un ritorno al vecchio statalismo, così come sarebbe del tutto illusorio sfuggire alla necessità di politiche di rigore e di risanamento finanziario. 

forse c'è un terreno comune 

o forse gli ha dato qualche dritta la figlia Lucrezia...


Sembra finalmente di sentir dire qualcosa di sensato, speriamo che serva a qualcosa.

"L'unico modo di uscire dalla crisi è con politiche di sinistra, una redistribuzione del potere d'acquisto, come negli anni '30"

 

Federico Rampini in diretta su SkyTG24 in questo momento. No comment. 

"L'unico modo di uscire dalla crisi è con politiche di sinistra, una redistribuzione del potere d'acquisto, come negli anni '30"

Federico Rampini in diretta su SkyTG24 in questo momento. No comment.

Con la vostra denigrazione "ideologica", da Veri Ignorantoni della politica, state facendo diventare socialisti anche i giornalisti piccolo-borghesi, figurarsi la borghesia impiegatizia.

Le Sinistre vi dovrebbero dare il Premio Gelato del Nonno, se andranno al potere.

RR

 

Se dire cazzate quando se ne sentono vuol dire essere Ignorantoni della Politica well, proud to be. Per fortuna nessuno qua dentro va cercando consulenze presso il pubblico, quindi ci si puo' permettere di spernacchiare il guru di turno. 

Le Sinistre vi dovrebbero dare il Premio Gelato del Nonno, se andranno al potere.

Considerando che l'impatto di NfA su qualsivoglia dibattito politico in Italia è un o di Rampini, vale la conseguenza di cui sopra. Quando saranno letti da milioni di visitatori ogni giorno... Beh, more of the same I hope:D

edit: siccome siamo tutti qua per imparare, partendo dall'assunto che Rampini dice boiate abnormi (le dice, non è che uno possa fare finta che no), cosa dovrebbe fare un Conoscitore della Politica? Magari qualcuno qui dentro sogna uno scranno in Parlamento.

cosa dovrebbe fare un Conoscitore della Politica?

 

framing ?

Smontare le accuse al "liberismo" spiegando in termini di sinistra (e non metto virgolette) che il protezionismo è peggio o che la spiegazione dei mutui subprime in termini di cattura del regolatore è altrettanto "progressista" di quella basata sulla crescita delle disuguaglianze? O far capire che la concorrenza non è il darwinismo sociale red in tooth and claw?

E soprattutto, anche se non è fine, far capire che il termine in Italia è stato abusato dai liberalidelca...o


Ma quante volte dovremmo farlo?

Per favore: non è colpa nostra se il sistema mediatico-politico italiano è quello che è e la sinistra mediatico-politica prende per il culo il popolo!

La sinistra mediatico-politica in combutta con un governo d'incapaci e delinquenti vi sta trascinando dritti dritti in direzione Grecia prima ed Argentina poi. Son 5 anni e mezzo che lo ripetiamo ed argomentiamo. Se non si è voluto capirlo, che colpa ne abbiamo noi? Se ci censurano, che colpa ne abbiamo? Non so se l'hai notato, ma nelle cosidette trasmissioni di approfondimento (tutte controllate dalla sinistra mediatica) dove, se vogliono, possono collegarsi con noi via satellite, spuntano tutti i tipi di clown ma noi no. Vero, mi hanno invitato ad una in studio, ma in studio a Roma come diavolo ci vado alla sera? Con il jet privato? Evidentemente non gradiscono sentire quello che abbiamo da dire, forse perché le tre o quattro volte che ci siamo stati le abbiamo azzeccate giuste (pensa come sarebbe contento Lupi di sentirsi chiedere in diretta chi ha le pezze sul culo, oggi!) e forse perché, oggi come oggi, siamo fra le poche persone in grado di mostrare come sia in mutande sia la casta di sinistra che quella di destra. Arrogante? Non credo.

Al momento tutte le predizioni per cui, cinque anni fa, ci veniva detto che eravamo pazzi disfattisti si stanno avverando: dal debito, alla non crescita, a Tremonti che è un pagliaccio che non sa di cosa parla, a Fassina che lo stesso solo non sa scrivere bene come Tremonti, a Vendola che è un ciarlatano e non sa cosa dire, alle pensioni e la spesa pubblica che occorre riformare per davvero, all'università ed alla scuola che sono allo sfascio e producono forza lavoro che non è produttiva, sino alle previsioni che le politiche keynesiane non porteranno da nessuna parte, eccetera, eccetera, eccetera.

Persino con Il Fatto mi sto stancando di collaborare, perché è una battaglia impari vista la mole di notizie false e di analisi tendenziose che pubblicano. La sinitra italiana ha scelto la linea populista per arrivare al potere mentre la destra è allo sbando più totale dietro al suo capo delinquente che non riesce a riconoscere d'essere tale. Colpa nostra?

Colpa nostra?

 

Sì, colpa (anche) vostra. Sul fatto che non vi invitino più lo ritengo normale, è un'autodifesa: dite peste e corna dei giornalai italiani, sputtanate le bugie e le falsità (perchè vi leggono) e pretendi che vi invitino ?

La colpa è quella di non fare più rumore (noise), anche se so perfettamente che la vostra attività è quella di insegnare, come blogger di educare, e che il tempo non è una variabile tendente a infinito.

Però, per la miseria, se continuate a parlare divisi (giannino,seminerio ad esempio) non si va molto lontano, dovreste cominciare a dire : se volete parlare con i liberali/liberisti o ci invitate a rotazione, o ve la suonate e ve la cantate da soli. Last, but not least, mentre ritengo che i giornali abbiano gli anni contati, la televisione avrà ancora vita lunga, e editori come SKY sono sempre alla ricerca di contenuti, e se glieli offri (che non sia un talk-show, ma un format diverso, sul tipo di spiegare, weekly,monthly, vedete vobis, le vicende economiche settimanali, raccogliendo anche le critiche e le osservazioni dei partecipanti ai vostri blogs), potreste trovare le porte aperte. Ovviamente la cosa non sarebbe gratis (liberisti sì, fessi no), perchè l'editore paga il format. Proverei perfino con la 7, perchè quello che manca è un presentatore, e io ho altro da fare -).

Quella di fare nFA-TV, Marco, io agli altri glielo spiego da tre anni! Ma non ci sentono, come vedi, e svariate altre cose.

Vabbeh, i panni sporchi laviamoli altrove ...

Basterebbe rifare il blog in maniera più professionale e far partecipare altri editors di valore, magari anche non ecomisti su argomenti più ampi, garantendo pero almeno 4/5 post al giorno, 25 post/sett (minimo sindacale per un successo un po più di massa).
3 post di media alla settimana non vi garantiscono l'accesso a importanti strumenti come essere in prima pagina di news.google.it.
Le visite ci sono (con la keyword noise siete primi su google.it e non è cosa da poco) ma si puo far meglio, la pubblicità paga bene e puo anche finanziare quel ricercatore che un paio di anni fa cercavate. Per es. Dagospia ha incassato 100.000€ dall'eni per un anno di pubblicità. La domanda di informazione di qualità c'è, e molta, solo non è facile venire a conoscenza di questo sito.

Per es. Dagospia ha incassato 100.000€ dall'eni per un anno di pubblicità.

 

Dagospia come business model? "The horror, the horror"...

Basterebbe rifare il blog in maniera più professionale e far partecipare altri editors di valore, magari anche non ecomisti su argomenti più ampi, garantendo pero almeno 4/5 post al giorno, 25 post/sett (minimo sindacale per un successo un po più di massa). 

Ehm, no. Guarda ci sono vari motivi per cui lo spazio sul web sembra illimitato e in realtà non lo è. Per quanto mi riguarda, ed esperienza insegna, più post ci sono, più cala la qualità media. Facciamo fatica a parlare bene di economia, possiamo occasionalmente ospitare qualche articolo su argomenti diversi (come facciamo con la giustizia), ma il nostro non è e non può essere un sito generalista, pena l'annacquamento dei contenuti.

Quanto al numero di post giornaliero, io ho questa esperienza personale: siti che pubblicano più di 1-2 post al giorno non riesco a seguirli. Cerco di seguire marginal revolution, e 3 giorni su 4 non vedo neanche un post perché anche scorrendo i titoli ci sono una 30ina di articoli da vedere, e quel tempo non ce l'ho. Pubblicassero 1-2 cose serie al giorno, non me ne perderei uno. Secondo me la quantità ottimale di post è quella attuale, solo che la distribuzione redattori / collaboratori dovrebbe essere spostata più verso i primi. 

Hai ragione Andrea. Io aggiungerei (la solita tiritera, scusate) che per migliorare nFA bisognerebbe ridisegnare il sito completamente. A oggi, oltre a essere particolarmente brutto (l'aspetto e' quello di un qualcosa che si poteva tirar su in dieci minuti con html dieci anni fa, senza offesa), e' anche poco funzionale e poco estendibile a tipi di contenuti diversi (tipo video di cui si discute sopra). Se volete posso essere meno vago e piu' costruttivo: con chi ne parlo? con Andrea e Marcello?

Direi che arrivi un po' tardi: stiamo (anzi, stanno) rifacendo tutto ed e' quasi pronto.

ottimo (il lavoro in corso). pessimo (il mio tempismo)

Ok, mi è chiaro, magari ragionavo guardando più il successo* che la qualità. Poco ma buono. Rimane cmq molto attesa la nuova grafica.

*(a me piace molto linkiesta, sarà un sito destinato al successo IMHO, e senza entrare nel merito dei contenuti, dal punto di vista di impostazione editoriale è ben pensato un po su tutti i fronti).

Linkiesta si presenta bene, ma a volte i contenuti sono deludenti, perfino terrificanti. Eppure una joint venture potrebbe giovare (soprattutto a loro).

Io non sono d'accordo. Hanno sbagliato completamente la veste grafica, presentandosi come un blog, quando in realta' sono una newsletter/quotidiano online. Va sempre a finire che se controlli la homepage ogni giorno, una buona parte della gente si perde gli articoli che stanno sotto. Adesso vedo che hanno cambiato e messo due colonne, ma ancora non basta. Quando pubblichi una decina di articoli al giorno, si devono vedere tutti nella prima schermata. Almeno i titoli. 

1) Assolutamente no, non si presentano come blog ma come quotidiano (termine senza senso nel web) online. Tant'è vero che c'è il pulsante blog rosso in alto a dx.

2) Devi incentivare le iscrizioni agli RSS e la presenza nei socialnetwork come fb o tw, tuttavia un errore effettivamente c'è, il box "i più letti" (della settimana) dovrebbe andare più in alto. 

3) Ma solo voi over 40 vi fermate alla prima schermata di un sito? :-) (lo dico perché è un leitmotiv di parecchi clienti guadacaso before 1970). Cmq la pagina è strutturata per far scendere gli articoli verso il basso al passare del tempo.

1) Dai un'occhiata al design del New York Times e confrontalo con l'inkiesta. La veste grafica (anche se ora leggermente modificata) era (ora un po' meno) quella diun blog

3) C'e' ricerca sugli habits dei lettori che conferma quanto dico. Cliccare, scrollare costa tempo e fatica, l'opportunity cost of time per un quarantenne e' piu' alto che per un ventenne, thats' it. Nel mio piccolo ho fatto una verifica con i dati nfa. Gli articoli che non sono in cima (cosa che succede quando ne pubblichiamo piu' di uno lo stesso giorno) vengono letti meno. 

1) troppe info al cm^2 e con caratteri troppo piccoli per il mio gusto, ci si perde. Ecco un'altro sito secondo me più equilibrato: http://www.bbc.co.uk/news/  ovviamente sempre per il mio gusto, amo la pulizia e un po di aria fra i vari topics anche se devo scrollare verticalmente.

 
3) sisi conosco bene quelle ricerche, infatti l'articolo nuovo sta in alto proprio per essere messo maggiormente in evidenza, poi mano a mano che la notizia invecchia scala nei box verso il basso a calare d'importanza.

Solo discussioni personali, idee mie di come il web dovrebbe essere, ovviamente.

Perchè non copiate la Heritage Foundation? Hanno un budget di decine di milioni ok, ma qualcosa di cheap lo si può importare. Per esempio qui e qui

Un programma che raccolga in maniera sistematica e coerente le proposte che sono disperse nei meandri del blog. Analisi dei problemi, cause e rimedi, e come impatterebbero sui diversi gruppi sociali. Un programma catalizza il dibattito pubblico ed più facile che giornalisti, politici, economisti, addetti ai lavori lo commentino, piuttosto che l'articolo di un blog. I programmi fanno discutere, vedi le proposte Alesina-Giavazzi, Perotti-Zingales, la lettera dei cento, etc. e li si possono portare in "tour" in convegni, in tv, alla radio, in piazze reali e virtuali.

Una sezione del sito simile a questo con i principali indicatori socio-economici che diano una fotografia immediata dell'Italia. Grafici stilisticamente coerenti e facilmente esportabili con pochi clic all'interno delle pagine di altri blog, forum e social network potrebbero diffondersi in maniera virale.

Visto che un restyling è imminente mi permetto di dare dei suggerimenti:

-le nuance azzurrine-verdognole sono terribad. Molto meglio colori saturi, rosso, blu, bianco.
-gli articoli larghi tutta la pagina rendono difficoltosa la lettura, costringono lo sguardo a spaziare per tutto il monitor col rischio che si confondano le righe
-dato che le risoluzioni dei monitor sono aumentate non poco, per migliorare la leggibilità sarebbe preferibile un font come il Garamond, magari su sfondo bianco, piuttosto che un font senza grazie. (eviterei schifezze come il Times New Roman e simili)

L'esempio sotto è Adobe Garamond Pro

imagebam.com

-le nuance azzurrine-verdognole sono terribad. Molto meglio colori saturi, rosso, blu, bianco.

Arggggggggg colori saturi!!!!! aaaahhhrrggggg Non è una discoteca! Rosso e blu nello stesso sito =trony!

Da imparare a memoria http://attivissimo.blogspot.com/2011/04/i-colori-secondo-uomini-e-donne.html


-gli articoli larghi tutta la pagina rendono difficoltosa la lettura, costringono lo sguardo a spaziare per tutto il monitor col rischio che si confondano le righe

Concordo, larghezza fissa con min-width 960px e max-width 1240px nel css tanto ormai sono due comandi supportati dal 95% dei browsers (il restante 5% è ora che aggiornino gli utenti).


-dato che le risoluzioni dei monitor sono aumentate non poco, per migliorare la leggibilità sarebbe preferibile un font come il Garamond, magari su sfondo bianco, piuttosto che un font senza grazie. (eviterei schifezze come il Times New Roman e simili)

Boh... io sono per i font sans per i testi e al limite i titoli in font serif

Cmq da quel che ho capito si sono rivolti ad un grafico professionista, sarà sicuramente un bel lavoro, il punto è l'importazione dei dati da xaraya a joomla (mi sembra) auguri a chi lo fa.

Discussione inutile... il design e' stabilito, colori, fonts, tutto. Anche il database import (a  drupal) e' completato, grazie al lavoro di Martino Piccinato. Stiamo lavorando per replicare le funzionalita', che non sembra ma non sono poche. Fra due-tre settimane dovremmo esserci, poi andiamo live e cominciamo a lavorare alla moderazione commenti. 

a bene sono contento che l'importazione sia stata fatta, era l'unico punto critico della migrazione al nuovo sito imho

una osservazione a tutti e due: per gli argomenti complessi i format televisivi imho funzionano male.  Il talk show finirebbe in una parodia dei dialoghi platonici con una "spalla" che praticamente dice al "guru" cose fátiche tipo "sì? allora? hai ragione!"; il documentario alla NatGeo/ Piero Angela non funziona con i concetti astratti. A me viene l'orticaria quando i tg ad es. commentano le notizie economiche con una inquadratura (sempre quella) dei traders che si sbracciano in Borsa e degli operai che lavorano non si capisce facendo cosa, (però ci sono tante scintille), o delle rotative del Poligrafico che stampano euro: non trasmettono nessuna informazione aggiuntiva al testo parlato.

 

Propongo, un pò provocatoriamente my two cents di teoria letteraria. Cazziatemi selvaggiamente. Non mi ricordo quale critico letterario marxista (mi pare Sandro Portelli ne L'imperialismo imperfetto, un libro su Conrad iirc) aveva scritto da qualche parte che non è possibile rappresentare in forma narrativa il capitalismo, o meglio l'attività propriamente economica di imprenditori e lavoratori.

Se ci si fa caso, in romanzi e film ti rappresentano infatti i rapporti interpersonali tra gli operai, o le motivazioni extraeconomiche che magari spingono un imprenditore a taroccare i conti, ma non il loro lavoro quotidiano (a differenza di altre attività: vedi il dr. House, i detective dei vari gialli, il capitano Kirk: tutti fanno il loro lavoro, ma il loro lavoro è la soluzione di casi particolari, non il tran tran quotidiano) ; a proposito, chissà come sarà Too big to fail,  su Sky, e mi piacerebbe sapere se qualcuno ha visto Il gioiellino, e se ricadono in questo modello.

Nella narrativa il plot lo mette in moto una infrazione all'ordine: non sono io "invasato" (that term stuck...) che non distinguo tra eccezioni criminali e funzionamento ordinario, è la forma narrativa che lo richiede,dalla tragedia greca e  dall'epica classica fino all'ultimo blockbuster di Hollywood. E di fatto anche il giornalismo è una forma narrativa, si struttura su un plot, dei protagonisti mossi da motivazioni individuali extraeconomiche (vedi alla voce "sesso e potere"), anche se il giornalismo dovrebbe soprattutto trasmettere informazioni.

Tutto questo sproloquio per dire che il blog, il formato testo con eventuali sussidi audiovisivi, simulazioni, tabelle interattive, commenti, wiki, ecc., funziona meglio, anche per rendere comprensibili gli aspetti matematici e formali. Oltretutto, la lettura ha una banda molto più larga della visione/ascolto, trasmette molta più informazione in meno tempo. O sarò io a essere gutenberghiano/eisensteiniano (nel senso di Elizabeth, non Sergei), deformazione professionale.

una osservazione a tutti e due: per gli argomenti complessi i format televisivi imho funzionano male.  Il talk show finirebbe in una parodia dei dialoghi platonici con una "spalla" che praticamente dice al "guru" cose fátiche tipo "sì? allora? hai ragione!"; il documentario alla NatGeo/ Piero Angela non funziona con i concetti astratti. [...] Tutto questo sproloquio per dire che il blog, il formato testo con eventuali sussidi audiovisivi, simulazioni, tabelle interattive, commenti, wiki, ecc., funziona meglio, anche per rendere comprensibili gli aspetti matematici e formali. Oltretutto, la lettura ha una banda molto più larga della visione/ascolto, trasmette molta più informazione in meno tempo. O sarò io a essere gutenberghiano/eisensteiniano (nel senso di Elizabeth, non Sergei), deformazione professionale.

Mi trovo d'accordo con quanto scrive Marino_bib. La TV è efficace per rappresentazioni mediatiche dove l'audiovisivo è preponderante. Per esempio, la TV funziona meravigliosamente per format di divulgazione storico-culturale, perché permette di mostrare luoghi, simulazioni, sceneggiati ed oggettistica mentre il narratore spiega al telespettatore, leggendo un testo da fuori campo. Bravissimi in questo senso Alberto Angela (che fa archeologia) e Philippe Daverio (arte in senso lato). Ma nel campo economico rischia di annoiare, e costringe gli interlocutori o a lunghi monologhi, o a brevi (e quindi necessariamente poco argomentati) interventi che rispettino i tempi televisivi di un dibattito.

Ciononostante, la scarsa alfabetizzazione informatica (ed abitudine all'uso dei nuovi media) in Italia porta Internet in un ambito d'utenza ristretto. Una nFA-TV potrebbe fungere da esca per attirare nuovi utenti sul sito. Per esempio, laVoce.org da tempo attua una strategia per la quale se va in video un redattore del sito anche solo per dire due parole ad un TG, viene aggiunto in sottopancia "laVoce.org". Qualcuno che, incuriosito, va a digitare l'URL sul PC per vedere di che si tratta sicuramente ci sarà!

 

Mi ci portate per i capelli, mentre io volevo tacere. Tacere, perchè so che il dibattito su questi temi è lacerante (per i redattori, non per gli altri, che hanno forse più tempo da perdere..-)).

1. Ho imparato che i gusti dei consumatori non sono mai quello che pensiamo noi. Per lavoro leggo anche ricerche Nielsen, e talvolta ti fanno cascare le braccia, il mondo TV è poi una bestia ancor più strana. Report, ad esempio, nacque come programma esterno, e di sole 12 puntate: nessuno pensava valesse.

2. Chi ha parlato di "divulgativo"? Io pensavo a qualcosa di ironico prendendo spunto dai giornali e dalle trasmissioni di "approfondimento". Per me l'esempio più calzante è quello di Lupi che dice a Tito Boeri che ha studiato l'economia di Topolino, poi ripassato su Youtube con le cifre dette da Boeri, e in sottofondo Lupi. Un autentico spasso. Se vuoi un "format" ti dico Le iene in formato economia, con tanto di cinghiale in premio a chi l'ha sparata più grossa, con dimostrazione numeri alla mano della sparata.

Ma ho poco tempo per approfondire, e il tempo è una variabile tendente a zero anche per me.

Una specie di "The Daily Show" italiano?

In ogni caso io a noisefromamerika ci son arrivato perchè il prof. Boldrin è venuto a Trento al festival dell'economia. Anche questo tipo di presenza aiuterebbe (ma capisco i problemi di tempo e trasporto).

Al tempo facevo ancora economia (prima di capire di non esserne in grado e passare a filosofia), quindi ero certamente più sensibile ai temi economici rispetto ad altri quindi non è detto che l'effetto sia necessariamente positivo. Il tizio che fece una domanda criticando il "pensiero unico" sicuramente non legge il blog adesso.

My two cents da "Italiano Medio";

Concordo con Marino_bib sul fatto che fare qualcosa di "televisivo" parlando di Economia rischia di generare qualcosa di molto poco accativante. Sia per la difficoltà nel raccontare che per il livello medio di chi dovrebbe ascoltare (non perché sia per forza stupido o ignorante ma magari perché ha appena finito il "turno in fabbrica" e non ha il livello di attenzione necessario).

C'è però una cosa che, IMHO, si può raccontare in video, qualcosa che la stragrande maggioranza delle persone non credo colga. Gli "effetti dell'economia sulla vita di tutti i giorni" (passatemi la frase grossolana please).

Credo che dipenda dalla sostanziale ignoranza in campo economico ma dubito fortemente che gli Italiani (anche quelli istruiti) riescano a cogliere i collegamenti tra quanto accade nella loro vita quotidiana e il fatto che lo spread schizzi in alto, o che qualcuno faccia una patrimoniale ("tanto io il patrimonio non cellò!")

Qualcosa del tipo "oggi il signor Bonaventura è andato al supermercato e per prendere il pane ed il latte ha speso tutto lo stipendio! E come mai!?!" risposta "perché quel buontempone del Primo Ministro ci ha fatto uscire dall'Euro!"

Oppure "il figlio del signor Bonaventura ha scoperto durante un viaggio che lui la certa cosa X la paga di più dei suoi amici Tedeschi e che la sua va pure di merda! E perché!?!" risposta "Perché in Italia la concorrenza fa schifo..." ecc... ecc..

Ora i miei sono esempi grezzi, si può tentare qualcosa anche di più sofisticato.

Un sorta di videorubrica per allenare i riflessi incondizionati degli Italiani, in modo che alla cazzata del parolaio in TV scatti in automatico il vaffanc... in cucina.

Quanti italiani fanno "il turno in fabbrica"?

nFA-TV

Uberto Barbini 3/11/2011 - 13:13

Per dire la (triste) potenza della tv, io sono arrivato a nFA perche' un collega che guarda la tv italiana (viviamo in Germania e io non ho interesse) mi ha raccontato che e' arrivato in tv un certo "Michele Boldrin" che ha fatto il culo a tutti e che dopo Castelli non potendo rispondere nulla ha chiesto "ma questo dove lo avete preso?". Sapendo che il ricorso all'autorita' e' l'ultima spiaggia degli imbecilli in malafede mi sono informato... :)

Sto facendo proselitismo per nFA ma purtroppo pare la maggiorparte dei miei amici (persone intelligenti per molti versi) preferisca credere ai miti degli speculatori cattivi/congiura dei mercati.

mi ha raccontato che e' arrivato in tv un certo "Michele Boldrin" che ha fatto il culo a tutti e che dopo Castelli non potendo rispondere nulla ha chiesto "ma questo dove lo avete preso?".

Confermo, anche io ho visto Boldrin in quella occasione, e se non sbaglio poi dalla Dandini.

Peccato non ci siano state altre occasioni per il grande pubblico :-(

l'idea è ottima

Capperi!

Siete "i soli economisti che avevano previsto la crisi" e persino nei dettagli!
In questo sistema mediatico dovreste essere più famosi del signoraggio.

Possibile che solo i ciarlatani riescano a sfruttare questi titoli?

ps: vado a ricondividere la "manovra Boldrin" su G+, è il massimo che posso fare al momento (contro la censura culturale, proviamo il passaparola).

pps: ricordo una lezione su oil-project in cui diceva che servono "un po' di lacrime e un po' di sangue" per ripartire, credo che sia un messaggio ascoltabile, oggi, in Italia (una via di mezzo tra le soluzioni troppo facili per essere vere e quelle troppo dure per accettare di prenderle in considerazione).

Ponzin, perché virgoletti cose che nessuno ha mai detto o scritto?

Perché è quello che al posto vostro molti scriverebbero o direbbero di se, credo, un ironia su un modo di presentarsi (e di presentare) molti millantatori.

Spero di non aver dato l'impressione di essere ironico nei vostri confronti, l'intento era più o meno opposto, nel senso che il fatto di aver descritto bene e per tempo la situazione dovrebbe essere in qualche modo (più serio, ovviamente) sfruttato per avere maggiore credibilità pubblica.

Scusa, ho capito male io. Chiedo scusa.

Caro Boldrin, io non sono un economista e faccio tutt'altro mestiere, e non sono quindi normalmente in grado di intervenire nelle discussioni, ma vi seguo sempre con l'interesse di chi vorrebbe accorciarsi le orecchie.

Ho letto con simpatia personale questo tuo ultimo sconsolato intervento, più che motivato. Per questo forse è una banalità dirlo, ma lo dico con convinzione: nonostante sia questo il panorama, non bisogna mollare.

Ha efficacemente detto Zingales al meeting della Leopolda organizzato da Renzi (à propos, si sa qc di Renzi negli SU? Fatti raccontare da Zingales stesso) che l'Italia è gestita dalla "peggiocrazia", che io tradurrei con "somarocrazia". La scommessa (e l'unica speranza) è quella di accorciare le troppe orecchie lunghe e pelose che appestano la politica nazionale (e il corpus degli elettori che comunque la sostiene). Il noisefromamerika dovrebbe diventare noisefromitaly, ed essere più presente, contrariamente a quel che può sembrare la domanda c'è, eccome se c'è. 

Capisco che nFA-TV sia per ora un sogno, ma andrebbe fatto ogni sforzo per farsi sentire nell'immediato. E' vero che c'è una censura di fatto sui grandi media, ma TV a parte non è così generalizzata. Non sarà moltissimo, ma ad es. il gatto Oscar vi apprezza e vi ospita, e lui anche se talvolta caratterialmente infastidisce, è molto ascoltato. Proverei a farmi ospitare più di frequente.

Il Fatto è un giornale composito (anche troppo) ma è veramente indipendente, ed è letto e stimato  abbastanza trasversalmente. E' vero che non c'è tanto altro, ma bisogna raschiare il fondo del barile, e provarle tutte.

Un'ultima osservazione: so e capisco benissimo che i redattori di nFA hanno tutti tante cose da fare, e che la vita accademica (fuori d'Italia) non è una sinecura, ma a mio avviso il forum soffre di una certa sproporzione a favore dei commenti vs articoli. Non è colpa vostra, e in certa misura conferma che siete apprezzati e seguiti, ma troppi commenti sono di gente (prevalentemente anonima) che scrive perchè ha la tastiera. Disturbano molto e a volte fanno passare la voglia di leggere. Una qualche forma di filtraggio sarebbe a mio avviso auspicabile.

Un cordialissimo saluto con ripetizione dell'invito a non mollare.

 

GD

Persino con Il Fatto mi sto stancando di collaborare, perché è una battaglia impari vista la mole di notizie false e di analisi tendenziose che pubblicano. La sinitra italiana ha scelto la linea populista per arrivare al potere mentre la destra è allo sbando più totale dietro al suo capo delinquente che non riesce a riconoscere d'essere tale. Colpa nostra?

Ovviamente non è colpa vostra, anzi vostro il merito di ostinarvi a combattere contro quelli che sembrano mulini a vento e dovremmo tutti toglierci il cappello.

Sul discorso del fatto credo sia una questione di quantità. A ben guardare sul sito ci sono almeno 4 blog affidabili:

  • il tuo
  • quello di fabio scacciavillani
  • quello de La voce
  • quello del collettivo nfA

Se si riuscisse a reclutare qualche altro contributore (Seminerio/phastidio, IBL?) e faceste leva su vostri studenti/tesisti/amici o colleghi (zingales et simili) e si facesse un po' di mirroring (anche banalmente postare sistematicamente anche su FQ tutti i pezzi più facili o divulgativi di questo sito) si potrebbe arrivare ad un pezzo al giorno almeno sul web.

A quel punto vista la massa critica anche sul giornale cartaceo si potrebbe ottenere  più spazio (diciamo 2-3 pezzi a settimana?) e visto che stanno mettendo su anche una TV...

In sintesi non occorre che facciate di più o consumiate più del vostro tempo, quello che manca per accedere ad una platea più vasta è, a mio modesto avviso:

  • coordinamento con l'altra (poca) gente preparata e per bene di lingua italiana
  • delega a contributori junior (studenti/tesisti)
  • produrre anche video da condividere su youtube
  • marketing e tam tam su social network

E pubblicare direttamente una sezione (magari FLG, che evita sia i tecnicismi spinti che l'eccessiva informalità di altre sezioni che sarebbe forse melgio restassero solo interne) del sito sui social network (FB, G+..) o su aggregatori come ilpost.it (hanno messo il link diretto alle lezioni di Boldrin per oilproject, un blog nFA credo lo ospiterebbero).

Potrebbe essere un passo per raggiungere gli "indignati italiani" (che, secondo me, hanno cospique minoranze disposte ad ascoltare) o almeno per essere abbastanza noti da rendere più difficile l'oscuramento mediatico.

Ops!!!! Segno evidente che oggi ho commentato troppo :(

La prego Boldrin, almeno per il Fatto continui a scrivere!!

Sono il primo che odia le idiozie che scrivono (anche se noto che si concentrano maggiormente sui blog, che son cosa un po' diversa dal giornale), ma è uno dei pochissimi spazi dove alla fine qualcosa dicono e qualcuno fanno scrivere.

Certo, ci sono FSL e Pellizzetti, ma c'è anche Scacciavillani e ci siete pure voi. Se perdiamo anche quello spazio che rimane?

P.S. Ricordo che una volta lei parlando appunto del Fatto ha detto che si, moltissimi dei suoi lettori sono stati rovinati da un'informazione penosa, ma se non si prova a recuperarli dove si va? crede che sia più facile recuperare i lettori di Libero o del Giornale? tra le "tipologie" di lettori del Fatto c'è un po' di tutto: ci sono i fedeli della decrescita, ci sono lettori di nfa, ci sono persone che se gli si spiega qualcosa possono capire, credo che sia un bel servizio quello che fate a questi lettori.

P.P.S. Se invece più che sui lettori o sui blog il probloema a suo parere riguarda la sezione economica del giornale, il loro modo di fare informazione o eventuali censure, è una storia un po' diversa, ma qui deve dirci lei qual'è la situazione!

Ha già risposto Michele qua sotto. Il mio punto è piu' conciso: really? Se c'è un posto nel web dove si fa esattamente quello che chiedi è NfA! In buona compagnia peraltro: 4 anni fa usci' questo libro di cui si parlo' diffusamente anche da queste parti. Diciamo che le reazioni non furono proprio entusiastiche...

Il prezzo di copertina era di € 12. Lo comprai l'anno dopo su una bancarella a € 1. OK sono contento di aver fatto un affare, ma la svalutazione mi ha ispirato riflessioni amare sul seguito delle tesi colà esposte.

Ricordate quando Michele è andato a Ballarò? Ha distrutto tutti (da Castelli a Lupi)..uno così in un paese normale lo avrebbero come ospite fisso con cui confrontarsi e invece..puff è sparito. Il motivo lo immagino: se fosse andato lui, non sarebbe andato manco un politico.....E io di canoni ne avrei pagati anche due :D 

Perché pensano con la stessa coerenza logica di Renato Brunetta, conoscono ed utilizzano dati e fatti come fa la MaryStar Gelmini e scrivono argomentando con lo stesso stile di Giulio Tremonti, ecco perché.

 

Sembra però che Tremonti abbia di recente fatto un'affermazione in parte sensata:

"Mr Tremonti was quoted as telling the prime minister: “I am saying that on Monday there will be a disaster on the markets if you, Silvio, stay at your post and do not go. Because the problem for Europe and the markets, correct or not as it may be, is in fact you.”"

http://www.ft.com/intl/cms/s/0/04d0cf5a-0640-11e1-8a16-00144feabdc0.html#axzz1cjVsxPYN

Mi è capitato spesso di leggere racconti simili. Mi pare che siano rimasti solo loro a difendere la parità aurea, ormai, "the barbarous relic". Ma c'è mai stata veramente nei fatti e non solo formalmente una parità aurea? Non vorrei esprimermi sull'argomento, ne so troppo poco, ma ho sempre visto il credito moderno solo come una versione aggiornata del sistema d'emissione di tratte che i capitalisti commerciali ed industriali si facevano una volta come forma di pagamento. Le banche si limitano a convalidare questo credito e a conferire valore sociale al denaro. Gli austriaci sembrano confondere assieme il denaro creditizio con quello statale a corso forzoso. Comunque questo articolo è particolarmente elementare, ho letto roba loro più elaborata. Ma forse il senso è già tutto li.

 

Qui la Repubbilca (riportata; l' accesso diretto è a pagamento)

Qui il NYT.

e adesso:

NYT, otto novemmbre

e oggi su Repubblica ed. cartacea l'articolo sull'imprenditore  milionario latino che non sa l'inglese.

quo usque tandem...

 

Ho cercato, sia fra i commenti che sul web di quel giornale, che potrebbe anche chiamarsi IlGiornale (mentre troppe delle nostre menti che si credono di sinistra continuano a leggere come fosse la Bibbia), e non ho trovato l'articolo que commentanto da Michele.

Qualcuno mi lancia una mano?

 

Grazie

Basta cliccare sulla parola "discettò" sul sommario di questo post, subito sotto al titolo.

Fabrizio

e sopratutta larepubblica, continua a non permettere di commentare i proprii articoli, roba che neanche ilgiornale.

E i suoi lettori mica se lo chiedono perché.

 

Saludos


Qui c'è una gara a sparare giudizi, che dovrebbe placarsi con la presenza di persone competenti al Governo.

Ora tale Matteo Motterlini affermava sul corrierone che i macroeconomisti sono in crisi d'identità

Chiedo lumi ai macro economisti, naturalmente.

Motterlini è un neuro-economista, vale a dire uno che spiega l'azione economica indagando sul funzionamento del cervello di chi compie, per es., investimenti in borsa.

Da qui alla dimensione macro c'è qualche differenza, credo. 

neuro-economista

Filosofo della scienza. Io questi che la-matematica-ha-ucciso-l'economia li capisco: studiare un modello e non capirlo è terribilmente frustrante!

paper?

luigi pisano 6/2/2012 - 07:23

L'ho detto mille volte e lo ripeto: PRATICAMENTE TUTTO IL COMPORTAMENTO CICLICO DELL'ECONOMIA USA DAL 2007 AD OGGI È ATTRIBUIBILE A, E SPIEGABILE CON, LA CRISI DEL SETTORE COSTRUZIONI. Il resto dell'economia è back on track e sta crescendo più o meno, quarter in quarter out, al ritmo a cui è cresciuta, in media, negli ultimi 20 anni. L'eccesso di disoccupazione (data la fase ciclica, diciamo dal 9% al 6,5%) è dovuto tutto alla crisi delle costruzioni e dei settori ad essa collegati.

P.S. Mi son talmente rotto di questa diatriba pubblica che, dopo tre anni, ho convinto dei colleghi al Fed di St Louis di scriverci un paper per spiegare l'ovvio. Sarà pronto prima degli orrendi tacchini di fine Novembre. Ma basta guardare i dati senza avere gli occhi foderati di krugmaniano prosciutto e si capisce tutto da soli. Il dibattito di politica economica sta diventando davvero stucchevole. Buona domenica a tutti.

Michele, avete/hanno poi scritto il paper?  Mian e Sufi stanno sfornando un paper empirico dietro l'altro a supporto della storia del leverage hangover (l'ultimo esempio e' qui: What Explains High Unemployment? The Aggregate Demand Channel).  Sarei curioso di vedere analisi empiriche "di segno opposto". Ho cercato sul sito della St. Louis Fed (qui) ma non ho trovato nulla. Grazie

HFT

federico de vita 23/4/2012 - 20:22

Ho dato un'occhiata a questa analisi che l'Espresso/Repubblica fa del mondo degli High Frequence Traders. Accanto a spiegazioni ragionevolmente accurate (e sono generoso) c'e' un commento di Rampini assolutamente farneticante: pieno di luoghi comuni, senza un'idea, senza una comprensione dei problemi, senza un briciolo di intelligenza. Inizio a chiedermi se costui abbia un cervello.

Sono molto più sconvolto dall'articolo adiacente che parla del procuratore di Trani e della sua inchiesta sulla finanza internazionale dove ha intenzione di convocare anche Krugman!! Ma questo procuratore è ancora in giro ? Non lo hanno rimosso dopo aver comandato l'ispezione negli uffici di Standard&Poors? Ma in Puglia non hanno altro da fare? Chessò calcioscommesse, sacra corona unità?

Quello non lo avevo letto. Ora che lo ho letto ti do ragione, e' una follia allucinante. Davvero non hanno niente di meglio da fare?

Ad ogni modo questa fobia per gli HFT non riesco proprio a capirla. Sara' la naturale tendenza culturale italiana al complottismo?

ho chiesto in giro di questo delirio di trani, cronico pare. la risposta sconfortata che ho avuto da un avvocato, specialista di testo unico della fnanza e affini, è stata bassamente psicanalitica.

 

 trani era! un importante tribunale, fucina di giuristi e fonte di diritto per tutto il medioevo. poi ancora sede di corte d'appello coi borboni. ora il mondo li ignora, sembra poter fare a meno di loro...ma  chessaranno mai le complessità finanziarie dinnazi alla loro storia secolare? e cercano di fargliela vedere.

mi piace pensare al bicchiere mezzo pieno: le "spiegazioni ragionevolmente accurate", poche righe cmq, sono state un bello sforzo rispetto al livello medio dei commenti sull'argomento. chissà se cominciano ad avere qualche dubbio su rampini e sulle vulgate correnti.

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