Ho pagato il canone R.A.I.

2 febbraio 2009 mario morino

.. di 107,50 euro per l'anno 2009 e mi sono venute delle curiosità. Vediamo il bilancio della RAI e quello della sua diretta concorrente, Mediaset.

Ho esaminato per entrambe il bilancio al 31.12.2007. I bilanci li trovate su internet.

Ecco i principali valori economici (in milioni di euro, in parentesi i costi):

 

voci  principali RAI mediaset  Italia Mediaset Spagna totale Mediaset
ricavi da canone 1.588 zero zero zero
ricavi non da canone 1.644 3.001 1.081 4.082
RICAVI TOTALI 3.232 3.001 1.081 4.082
Costo del lavoro (1.004) ( 384) (   84) ( 468)
numero dipendenti 13.213 5.112 1.194 6.304
E.B.I.T.D.A (Earnings before interests, taxes, depreciation, amortization) 832 1.487 678 2.166
ammortammenti /svalutazioni (681) (824) ( 193) (1.017)
RISULTATO OPERATIVO 151 663 485 1.149
RISULTATO NETTO (5) 506

 

...e quelli patrimoniali (sempre in milioni di euro):

 

voce RAI MEDIASET (tutta)
PATRIMONIO NETTO 700 2.557
POSIZIONE FINANZIARIA NETTA  (in negativo, debiti) + 110 (1.208)

 

Che dire? Mediaset (sia Italia che Spagna) guadagna molto, ma molto di più, sia in termini di EBITDA che di utile netto. E' indebitata, ma in modo molto modesto visto l'EBITDA. La RAI ha addirittura una posizione finanziaria netta positiva, che immagino sia, al 31 dicembre, il punto più basso dell'anno visto che a fine gennaio incassa da noi quasi 1,6 miliardi di euro. Insomma, la RAI naviga in un mare di soldi (nostri), cosa che tendenzialmente favorisce sprechi e inefficenze (difatti il numero di dipendenti e il costo del lavoro in RAI sono piu' del doppio di quelli di Mediaset). Il tutto non mi pare possa essere giustificato da una maggior qualità dei prodotti RAI rispetto a quelli di Mediaset: un Matrix vale un Porta a Porta, il Grande Fratello un Isola dei famosi, un TG1 o TG2 un TG5 (beh il TG4 no, quello fa parte della categoria varietà).

Speravo che si potesse vendere la RAI risparmiando cosi canone e balletti sulla Commissione di vigilanza. Ma con questi numeri, "la veggo buia".

 

34 commenti (espandi tutti)

anch'io vorrei pagare il canone... il condizionale è d'obbligo perché lo pagherei per la radio: radio tre è un gioiello e molti programmi di radio due (caterpillar/ catersport) e l'immancabile radio uno (tutto il calcio è un capolavoro anche se non seguo più il calcio...), eppure: le frequenze radio sono tra le più ostiche da "fissare", lo streaming su web è tra i peggiori, il sito rai è alquanto "criptico"; se i signori della rai pensassero anche per una tv in cui il canone mi dà accesso anche a tutti i loro filmati d'epoca con possibilità anche di scaricarli in forma esclusiva su un pc o anche solo visionarli, darei anche più dei 100 € circa, ma se devo darli per quelle c...e che trasmettono con le solite facce e le solite idee, che vengano pure a staccarmi l'antenna!

la cosa incredibile è che non potrei avere nemmeno il televisore, e questo lo trovo incredibile, perché il televisore lo uso come schermo per collegarci e vedermi telefilm o film che scarico dalla rete dai canali americani con sottotitoli (CSI, MadMen, Prison Break...) che, tanto per dire, hanno dei budget a puntata uguali a una due serie di fiction della rai... solo per valutare gli investimenti!!

Ciao a tutti e buon anno (ormai anche buon anno cinese, and happy ground hog day too).

Sono rimpatriato da qualche mese dopo molti anni all'estero, e ho deciso di non prendere la televisione.

E' una scelta che vi consiglio seriamente di fare. Si vive molto meglio. Ho tre bambini e con internet c'è tutto l'entertainment che si vuole (cartoni, documentari, film, news...). La sera si fa filò e non si ha estranei in casa.

Ho preso questa decisione perchè le poche volte che mi è capitato di vedere i programmi italiani mi hanno fatto molta tristezza.

Sono sotto shock dal fatto che il canone sia 107 euro (ho capito bene?). Cosa dire? A questo punto spero che lo aumentino ulteriormente, un po' come le tasse sulle sigarette.

come avevo scritto sopra, condivido totalmente ciò che scrivi: a cena in genere ci ascoltiamo radio tre con le varie opere con grande beneficio mio, di mia moglie e della bimba. Tutto il resto (come dice il poeta) è noia. Il fastidio nasce dal fatto che non mi piace sentirmi in un qualche modo 'scroccone', ma non tollero nemmeno essere obbligato a pagare un servizio pubblico che di pubblico ha poco

Se non sbaglio il canone lo esigono anche per il monitor del pc (e forse pure del telefonino).Anzi, credo dovresti contarli e pagare un tot ciascuno.

Credo sia la tassa più evasa d' Italia, perfino in Lombardia si fatica a trovare chi la paghi.

allora tra portatili e cellulari in famiglia abbiamo evaso 645 euro. Riemigro.

 

 

...anche il video citofono?

Re(2):

ne'elam 2/2/2009 - 13:53

"...anche il video citofono?"

Questa domanda é stata posta agli organi competenti competenti (!) quasi un anno fa. La risposta ancora non c'é. 

Eh, la legge parla chiaro. La materia è regolata nientemeno che dal Regio Decreto 246 del 1938 (un anno noto per ben altre leggi), che stabilisce che è soggetto al canone TV "chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni", intendendosi per queste ultime anche le trasmissioni televisive.

Pertanto deve pagare il canone chiunque abbia un computer (poiché è atto, tramite streaming in internet, o adattabile, montando una scheda TV o anche solo attaccando un ricevitore USB) o un cellulare di quelli "multimediali" in grado di ricevere le trasmissioni televisive.

Un apparecchio atto o adattabile alle radioaudizioni comprende allora anche il citofono, che puo' essere modificato per captare le onde radio (trasmissioni che se sufficientemente potenti vengono captate comunque, pensate al caso di radio maria).  Anzi, qualunque cosa abbia uno speaker di qualche tipo.

Questa cosa la dice lunga sullo stato del nostro corpus normativo.  Che poi in linea di principio uno potrebbe anche essere d'accordo (dipende dalle proprie idee, chiaro), pero' uno deve dirlo: tutti quanti devono contribuire a tenere in piedi la struttura informativa di Stato.  Dire che puoi non farlo a patto che ci siano certe condizioni, impossibili da porre in essere anche quando uno puo' legittimamente dire di non volerlo/doverlo pagare, e' solo un'ipocrisia.

Un apparecchio atto o adattabile alle radioaudizioni comprende allora anche il citofono, che puo' essere modificato per captare le onde radio (trasmissioni che se sufficientemente potenti vengono captate comunque, pensate al caso di radio maria). Anzi, qualunque cosa abbia uno speaker di qualche tipo.

Giusto. Difatti il canone TV è probabilmente la tassa di cui più difficilmente può essere controllata efficacemente l'evasione, perché (se applicata alla lettera) la formulazione è talmente generica che rientra quasi tutto ciò che abbia un paio di transistor, e quindi tutti ne sono soggetti.

Per confronto: in Germania la formulazione non è molto diversa, ma almeno viene specificata una lista di apparecchi in maniera molto precisa: hai un televisore? Paghi il canone TV. Hai una radio? Paghi il canone radio (minore di quello TV). Hai un computer con la scheda TV (quindi "atto")? Paghi il canone TV. Hai un computer senza scheda TV (quindi "adattabile")? Paghi il canone radio.

A me pare ci sia spazio iniziare atti di disobbedienza civile: si inizia una campagna per non pagarlo, punto e basta. Si fa tutto alla luce del sole, altrimenti e' evasione, e se ne sopportano le conseguenze (multe e quant'altro). Chiaramente, funziona se lo fa un numero sufficiente di cittadini. Non so se sia una strada percorribile ma, sinceramente, mi pare una causa degna. 

A me pare un'ottima iniziativa, se capisco bene usa una scappatia legislativa per imporre il massimo costo all'autorita' preposta a fare i controlli. Come ripetiamo spesso, ogni tanto Grillo ne azzecca una, peccato che sia solo ogni tanto. Dovrebbe circondarsi di migliori consiglieri. 

Dovrebbe circondarsi di migliori consiglieri.

 

Questo, va bene? E' da molto, che si frequentano...secondo me, perchè Stiglitz dice a Grillo esattamente quello che Grillo vuol sentirsi dire.

La proposta qui ripresa di non pagare il canone rai, con la relativa "istigazione" commessa a mezzo blog, potrebbe divenire reato. Infatti il senato, come riportato dal sito di Grillo e da altri, ha approvato una legge appunto sull'istigazione a delinquere su internet.

 

Che dire?

Lo so io che dire:

fate star zitto andrea

:)

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Ai dipendenti pubblici
assunti a vita lavorativa in RAI

 

Gentili Signore e Signori,

son qui, quale comune, semplice ma socialmente impegnato cittadino, a presentare una questione di grande interesse collettivo: la questione pubblica.

Trattasi in verità di una questione fondamentale. Fino ad oggi i ruoli del pubblico impiego sono stati, e sono tuttora, assegnati a vita a poche persone. Trattandosi però di risorse appartenenti all’intera comunità, per loro stessa origine e definizione di pubbliche attività, questo non dovrebbe avvenire.

Palesemente non è possibile che così consistente ed importante parte della cosa pubblica, della Res Publica, sia di fatto di proprietà esclusiva di alcune persone. Al contrario il pubblico impiego andrebbe effettivamente e finalmente reso pubblico, attuando una equa, sana rotazione tra tutti coloro che volessero svolgerlo ed avessero i requisiti necessari.

Proprio la cattiva impostazione data finora al pubblico impiego, che si è potuta perpetuare fino ad oggi per evidente responsabilità di una politica clientelare, ha male indirizzato pure la restante parte della società verso il ben noto degrado. Permettendo una partecipazione collettiva per il tramite della rotazione, il pubblico impiego diverrebbe invece retto fondamento e l'intera nostra società ne verrebbe di conseguenza positivamente trasformata.

Aspetto importante da evidenziare è che il progetto di riforma per un pubblico impiego a rotazione in generale non conduce affatto a dei licenziamenti bensì a delle assunzioni. Infatti parte integrante del progetto è un processo di riassorbimento all'interno della sfera pubblica di molte attività economiche oggi private fino al raggiungimento di una metà dell'intero.

In tal modo, con un assetto economico equilibrato, le esasperazioni che oggi attanagliano il nostro sistema si ridimensionerebbero e, disponendo la sfera pubblica di un consistente serbatoio di lavoro, anche l'istituzione di un lavoro minimo garantito, assistito a sua volta da un reddito da cittadinanza che coprirebbe i brevi periodi tra un'assegnazione e l'altra, diverrebbe una felice realtà.

Rimando ai link sottostanti l'esposizione del progetto. Pur oltremodo conveniente, non potendo questo realizzarsi all'improvviso e per intero, sarà necessario procedere per gradi. Non v'è dubbio alcuno che il primo passo debba essere quello di condurre la RAI, per la prima volta nella sua storia, sotto l'effettiva egida pubblica, comune. L'informazione è elemento di prioritaria importanza, e dubbio non v'è che essa vada strappata dall'influenza di caste e potentati e restituita al popolo italiano.

Questa nota vi giunga allora come informativa di questa iniziativa di trasformazione democratica del pubblico impiego a partire dalla RAI e per fornire a voi, presenti dipendenti pubblici assuntivi a vita, opportunità di esprimervi favorevolmente in merito a quanto qui esposto.

In verità voi stessi avreste dovuto proporre questo progetto già da tempo, perché chi meglio e più di voi avrebbe potuto presentare giuste critiche al rozzo ordinamento dell'assegnazione a vita del pubblico impiego? Piuttosto che attendere che un qualsiasi cittadino come il sottoscritto ve ne chiedesse ragione? Cogliete dunque questa occasione come preziosa opportunità di compiere un dovere che attende d'essere soddisfatto e di presentare altrettanto dovute scuse alla società italiana.

Danilo D'Antonio

Laboratorio Eudemonia
Piazza del Municipio
64010 Rocca S. M.
TE - Abruzzo

tel. 339 5014947

http://Equo-Impiego-Pubblico-a-Rotazione.hyperlinker.org
http://Metamorfosare-Necesse-Est.hyperlinker.org
http://La-politica-dei-Punti-Notevoli.hyperlinker.org

 

 

 

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Effettivamente l'evasione del canone pare assai significativa. Lasciando perdere se deve essere pagato anche da chi ha un semplice schermo e basta, mi sembra ragionevole stimare che il 99% delle famiglie (+ ristoranti, bar, alberghi, società, ecc.) abbiano un televisore. Con quasi 60 milioni di italiani ed un numero sempre maggiore di persone singole o coppie senza figli, non so quanti siano i potenziali pagatori ma certamente molti di più dei 15 milioni che hanno pagato il canone nel 2007. Sparando (qualcuno ha qualche dato più attendibile?) direi un 10 milioni in più.

Una contestazione "alla Grillo" che, nella migliore delle ipotesi, riduca di 2 milioni i pagatori (e sarebbe un successo straordinario) verrebbe semplicemente associata ad un aumento dell'evasione compensabile con un maggior aumento del canone per i 13 milioni di "fessi" (o semplicemente rispettosi della legge) che continuerebbero a pagarlo, magari aumentato a 120 euro.

Penso che la soluzione debba passare attraverso una campagna politica per la cessione della RAI a privati, garantendo magari al compratore un canone (o indennizzo che dir si voglia) a scalare nei primi 3 anni dall'acquisto. Strano che, non dico il PD, ma Italia dei Valori, i radicali, qualche liberale sparso per AN e Lega, e nessun giornale (neanche il Sole 24 Ore che dovrebbe sostenere tutte le possibili priivatizzazioni) non la promuovano. Cerchiamo di convincerli?

"...qualche liberale sparso per AN e Lega..." Dì la verità, questa ti é scappata.

Hai ragione, mi è scappata. Forse qualcuno dell'UDC.

Non hai capito la differenza fra evasione e disobbedienza civile. Sono due cose diverse e hanno un'impatto diverso. 

Mi pare sia un pò come per le elezioni: in Abruzzo la gente non ha votato per protesta o perchè non c'aveva voglia? Se il segnale non è estremamente forte (in termini di numero), chiaro (non paghiamo non perchè vogliamo risparmiare 100 euro ma perchè non riteniamo giusto sovvenzionare una televisione), e diffuso dai media (che ho messo per terzo ma andava per primo) si rischia di non cogliere la differenza.

L'evasione è non solo significativa ma anche assai differenziata sul territorio nazionale. A differenza di altre tasse, dove la stima dell'evasione è complicata, le cose sono abbastanza semplici. Si può assumere con buona approssimazione della realtà che la percentuale delle famiglie che possiede un televisore sia costante sul territorio nazionale. Quindi la percentuale di famiglie che paga il canone da una indicazione molto affidabile del livello di evasione. Avevo una volta travato i dati completi, ma non ritrovo il link. Però la storia è chiara da questo articolo di Repubblica che cito brevemente.

Tra le province col maggior numero di abbonamenti spicca Ferrara, al primo posto, con una media, riferita alle famiglie, dell'86,14% di abbonati. Seguono Rovigo (85,33%) con il picco già citato di Porto Tolle, Livorno (83,46%), Genova (82,37%), Ancona (82,08%), Pisa (81,95%), Bari (81, 96%), La Spezia (81,76%), Venezia (81,48%), Grosseto (81,45%). A fondo classifica, al 103esimo posto, troviamo Napoli con un 46,51% di densità media di abbonamenti. Poi Caserta (50,63%), Vibo Valentia (50,91%), Crotone (51,56%), Palermo (51,69%), Catanzaro (57,94%), Reggio Calabria (59,76%), Messina (63,79%), Cosenza (64,95%), Benevento (64,27%). Tra le altre grandi città la densità degli abbonamenti a Roma è al 72,03% (76esimo posto), a Milano 75,43% (59esimo posto), a Firenze 80,38% (16esimo posto).

Nessuno sostiene sul serio la vendita della Rai ma almeno Di Pietro in campagna elettorale aveva provato a dire che andavano venduti due dei tre canali, insieme ovviamente allo spezzettamento di Mediaset. Si è beccato, dai soliti uomini pratici, dell'estremista irresponsabile.

Allora, della evasione differenziata per provincia ne avevo già parlato in questo post.

Avevo messo il link alla densità di abbonamenti Rai, che documentava la scandalosa disparità territoriale. Quel link adesso non funziona più. I dati sono stati messi in forma meno chiara, ma ci sono. Andate qui e cliccate sulle varie regioni per vedere il livello di evasione.

Non avevo letto o non ricordavo il tuo post, che mi trova completamente d'accordo. Comunque, una evasione media del 35%/40% significa che circa 8/10 milioni di famiglie non  paga il canone. Beffa della beffa per chi, come me, lo paga.

Comunque, una evasione media del 35%/40% significa che circa 8/10 milioni di famiglie non  paga il canone. Beffa della beffa per chi, come me, lo paga.

Embè perchè pensi che l'IVA sia evasa di meno ? :-)

RR

Quanto segue va letto condizionatamente all'ipotesi che pagare la tassa di possesso sugli apparecchi atti a ricevere trasmissioni radiotelevisive abbia un qualche senso economico.

Avevano avuto un'idea intelligente: dato che il "canone" è forfettario (non dipende da quanti apparecchi possiedi), è ottimale farlo riscuotere dall'ente erogatore di energia elettrica, anche perché chi ha un'utenza elettrica al 99,9% ha anche un apparecchio di cui sopra. Una bolletta, un canone: semplice ed efficace. Si offre una microscopica percentuale all'ente energetico (magari compensata da un lieve "ritocco" della cifra) e si cambia leggermente la normativa, spostando la tassazione dal "possesso di apparecchio eccetera" a "contributo al servizio pubblico radiotelevisivo" (un po' come il servizio sanitario nazionale, insomma: se vi piace il paragone...). Dopo un po' il contribuente si assuefa. Perfino l'importo, bimestrale e quindi meno evidente, risulta confuso tra le mille voci complicate della bolletta elettrica... si potrebbe annunciare trionfanti l'abolizione del canone RAI, incassando lauti dividendi elettorali.  Lontano dagli occhi, lontano dal cuore: problema risolto.

Come spessissimo le buone idee in questo strano paese, è finita nel nulla. E le polemiche su come "evadere" "legalmente" il "canone" (aspettando invano di farsi "insaccare" il televisore) continuano a suscitare interesse.

UPDATE: in effetti la proposta - originariamente di Petruccioli, per molti anni presidente della commissione di vigilanza RAI - è stata di recente riesumata da Paolo Romani, parlamentare di FI:

http://blog.panorama.it/italia/2008/12/02/lidea-di-romani-canone-rai-leg...

 

un problema pratico che rende meno immediata l'applicazione di questa idea e' che adesso esistono molti fornitori di energia elettrica.

A me comunque non piace perche' costringerebbe chi non ha la tivu' a dimostrarlo (ed e' gia' cosi', se ben ricordo, per chi vuole cessare l'abbonamento). Inoltre francamente, staccare la corrente a uno per un contenzioso sulla tv mi pare una sciocchezza.

Tutto questo lo dico da pagatore volontario (nel senso che non ho aspettato che la rai mi mandasse una richiesta).

Da insider dell'industria vi dico che:

La polemica sulla qualità dei contenuti, dove si può dire tutto e il contrario di tutto, andrebbe distinta dalle considerazioni sull'organizzazione aziendale.

La Rai racchiude in sè il peggio del peggio della pubblica amministrazione italiana. Ci sono centinaia di dipendenti che letteralmente non fanno niente dalla mattina alla sera. Dirigenti assunti con contratti faraonici, raccomandati da qualche politico magari otto legislature fa, parcheggiati in una stanza con mazzetta dei giornali e auto blu, a cui non vengono assegnati incarichi perché appartenenti alla cordata sbagliata. Dipartimenti interi dove i dirigenti sono in sovranumero rispetto agli impiegati. Le persone di valore, dotate di etica lavorativa o passione creativa, sono affogate in una delle burocrazie più kafkiane della storia. Intere strutture (rai international?) e i loro costi sono ridotte a mero deposito raccomandati e trombati, e potrebbero essere cancellate senza che un solo telespettatore noti la differenza. Tutto, le strutture, le tecnologie, gli ufffci, (gli archivi! che sono un patrimonio culturale degli italiani) è in uno stato di decadimento impressionante, al punto che se vai a una riunione a viale mazzini ti viene un'ansia micidiale, sembra di essere in un film di fantozzi. A pagare il conto sono centinaia di precari, che mandano avanti la baracca, e i fornitori, trattati con condizioni capestro medievali. Tutto ciò mentre vengono distribuiti appalti faraonici agli amici degli amici (come Endemol, partecipata dall'azienda del premier Mediaset) e caché spaventosi a nani e ballerine. In breve è un'azienda morta, dove migliaia di persone inacidite, frustrate e sfiduciate hanno ormai assorbito per osmosi regole di comportamento e valori completamente distorti. Aspettarsi che la politica risolva la questione è da illusi, visto che la Rai è da decenni oggetto di una spartizione forsennata, in parte giustificata con la foglia di fico del pluralismo. Perché mai dovrebbero rinunciare a un bacino di potere, influenza e visibilità così formidabile? Chi gli garantirebbe il piacere di sedersi in uno studio ovattato come quelo di vespa o floris e pontificare in libertà senza paura di essere contraddetti o messi in difficoltà? Il confronto con i bilanci Mediaset è umiliante, così come è ancora più imbarazzante il confronto con quelli della BBC, che ottiene quasi metà delle revenues dallo sfruttamento successivo (vendite internazionali) dei propri prodotti. Di strategie di rilancio ce ne potrebbero essere tante, ma - siccome siamo in Italia - non se ne avvererà nessuna.

Pur campando in questo settore, non pago il canone per silenziosa protesta, perché vedere milioni di euro di denaro pubblico buttati in un'azienda decotta e regalati ai cretini dell'Isola dei Famosi o ai conduttori di uno show posticcio come sanremo, mi indigna. Pago qualsiasi altra tassa, imposta, gabella mi viene inflitta, ma questa no.

Analisi molto interessante, come quella del post originale sui costi sicuramente fuori mercato, nessun dubbio in proposito.

Volevo solo sottolineare come la RAI un minimo di "servizio pubblico" lo deve fare necessariamente, ad esempio a livello dell'informazione regionale (che può avere un certo valore a prescindere dallo share, come per le minoranze linguistiche): intendo dire che istituzionalmente ha anche questi obiettivi e quindi è in un certo senso costretta a produrre pure trasmissioni non giustificate da ragioni di mercato.

Segnalo che la RAI ha reso disponibili le trasmissioni dei suoi programmi in diretta qui.

 

Funziona solo in Italia però.

io non pago il canone rai. ma un po' mi dispiace. perchè dopo aver visto lo spot di vespa tra primo e secondo tempo della partita di ieri, mi sarebbe piaciuto moltissimo poter smettere di pagarlo. solo per quello spot. un esempio di come persino la pubblicità di una trasmissione televisiva può diventare pubblicità per il governo... non oso pensare a come possa essere stata la trasmissione. solo che quella uno può scegliere di non guardarla. lo spot, no.

Io la TV italiana non la guardo. Guardo solo Report (quando lo danno), la Grande Storia (quando la danno) e qualche programma della Angelafamily. Per il resto mi oriento prevalentemente sulla TV tedesca e, qualche volta, su quella austriaca.

Anche in Germania si paga il canone, tuttavia, lì si vede che si tratta di un servizio pubblico. Le trasmissioni con le vallette sculettanti, i quiz e le stupidaggini varie che vediamo in Italia, in Germania si vedono solo sui canali privati. Dopo le ore 20,00, la domenica e nei giorni di festa non c'è nessuna pubblicità. Ovviamente è esclusa anche qualsiasi interruzione per dare spazio ai “consigli per gi acquisti”.

Alcuni mesi fa su Repubblica c’era un servizio sulla TV pubblica francese, alla quale Sarkozy pare voglia proibire di finanziarsi con la pubblicità. Fu intervistato un ineffabile funzionario RAI, il quale disse che la pubblicità fa “parte della cultura moderna” e rende i programmi più interessanti…

La verità è che la RAI non è un servizio pubblico, ma un servizio per i partiti ed i signorotti che li governano, così possono sistemare qualche velina, qualche raccomandato con stipendi faraonici e, soprattutto, controllare il popolo beota.

 

 

 

 

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