Incentivi per vincere. Perchè no?

23 maggio 2007 fausto panunzi
Nella Liga mancano 3 giornate alla fine e Marca si chiede se bisogna legalizzare los maletines.

A 3 giornate dalla fine, contrariamente a quanto è avvenuto in Italia, il
campionato spagnolo è ancora apertissimo. Real e Barcellona sono in testa, appaiate a 69
punti (ma gli scontri diretti premiano il Real) con il Siviglia a 67 e il
Valencia a 65 (la classifica della Liga la trovate su http://www.gazzetta.it/calcioestero/LIGA/liga.shtml).

Il problema, per chi insegue il Real, è che non tutte le sue avversarie hanno
ancora motivazioni forti (tipo lotta per la salvezza o qualificazione Uefa).
Marca (www.marca.com), uno dei giornali sportivi spagnoli, si chiede allora se
sia giusto che, ad esempio, al Barcellona sia consentito di pagare il Depor o il Mallorca nel caso battano
il Real (anche un bel pareggio sarebbe preziosissimo per il Barca). Da quello
che capisco, attualmente los maletines (che immagino siano dei pagamenti
sottobanco, anche se non conosco lo spagnolo) non sono legali in Spagna (e,
credo, neanche in Italia), almeno per la giustizia sportiva. Perché no? Per
quali ragioni dovrebbe essere proibito al Barca dare incentivi al Mallorca? O,
al contrario, perché non consentire al Real Madrid di dare un premio al Getafe
nel caso pareggi con il Barcellona?[1]

Ho
provato a rispondere a questa domanda, ma non mi sono venute in mente grandi
risposte. Mi sembra ovvio che los maletines per perdere vadano proibite. Ma
quelle per vincere? L’unico argomento a favore della proibizione che mi è
venuto in mente è quello delle asimmetrie finanziarie delle squadre. Il
Barcellona può pagare il Mallorca affinché si impegni, ma se ci fosse il
Mallorca al posto del Barca in testa alla classifica, forse non potrebbe
pagare. Ma mi sembra veramente un argomento debole. In fondo le asimmetrie
economiche tra le squadre hanno già un impatto enorme in termini di capacità di
attrazione dei migliori giocatori e allenatori e nessuno se ne scandalizza. Notata
la pochezza dei miei argomenti, invece che cercarne di migliori, mi sono
auto-assolto pensando che è il caldo tropicale di Milano ad ottenebrarmi il
cervello e ho deciso di girare a voi la domanda.

[1]

In realtà in questo caso le cose sono molto più
complicate. Se il Getafe vince o pareggia con il Barcellona, il Real ha
praticamente la Liga in tasca. Ma allora Capello resterebbe al Real, invece di
essere sostituito proprio dall’attuale allenatore del Getafe, Schuster.

30 commenti (espandi tutti)

legge nFA ... avete seguito il "lio" in cui e' riuscito a mettersi oggi pomeriggio parlando, appunto, di "maletines" come se fossero legali ed usate in Spagna?

Abbastanza patetico, ed ovviamente umilianti i commenti di tutte le TV ed i giornali spagnoli, lungo le linee di "Capello viene desde la Juve, donde los maletines para comprar partidos y arbitros eran la regla ..." con immagine del signor Moggi al telefono a fare da sfondo! 

Qui a Madrid, a sentir la gente, pare che "los maletines" siano una cosa normale, ed anche ben accette dalla consuetudine...qualche amico del barça invece mi diceva di un loro legittimo sospetto sul fatto che il Real possa passare a comprarsi proprio le partite...già ho un'idea su come andrà a finire :-)

Finalmente, grazie ad una vicina di Madrid, ho capito la traduzione di maletines: sono le valigette (tipo le 24 ore), vero?

Ma, se ben ricordo, non è stato proprio il Barca a vincere per un paio d'anni di fila la Liga superando all'ultima giornata il Real sconfitto (o comunque bloccato) dal Tenerife (allenato da Valdano e "tranquillo" in classifica)? E mi pare che lo stesso sia successo anche ai danni del Depo. Erano tutti premi a vincere?

Comunque, che mi frega di Real e Barca... io sto per il Siviglia!

P.s.: perdonate l'autocitazione, ma sul come incentivare le squadre ad impegnarsi di più a fine stagione anche quando sono "tranquille" (ed in mancaza del first best, cioè i playoffs), con il collega Raul Caruso abbiamo scritto questo http://www.lavoce.info/news/view.php?id=20&cms_pk=2303&from=index. Tra l'altro la decisione dell'UEFA "platinata" di ammettere in Champions anche i vincitori della coppa nazionale va nella direzione da noi proposta.

Io non sono favorevole ai playoffs. E' vero che aumentano l'interesse alla fine, ma al prezzo di rendere la regular season più noiosa. E poi credo sia bello che ci siano due tipi di competizione diverse: le coppe con eliminazione diretta (tipo FA Cup) e i campionati (in tutta europa sono senza playoff). Due competizioni diverse, che richiedono abilità diverse (vedi Milan!), le cui diversità vanno salvaguardate. Piuttosto, occorrerebbe rendere più interessante la Coppa Italia, ma mi sembra mission impossible, purtroppo.

Se leggi la nostra proposta, è proprio volta a dare maggior peso alla Coppa Italia e, soprattutto, al girone di ritorno del campionato di A per TUTTE, o quasi, le squadre.

Ragioni basate su argomenti di massimizzazione del benessere sociale faccio fatica a trovarne. Ma forse non è il benessere sociale quello che viene massimizzato.

Una possibile risposta: ex ante gli incentivi non convengono alle grandi squadre. Supponiamo per semplicità (ma non siamo tanto lontani dal vero ...) che Real e Barca siano le uniche due squadre che possono vincere la Liga, diciamo con probabilità 50-50. Supponiamo inoltre per semplicità che siano tali due squadre che decidono se los maletines sono o meno legali.

Il punto chiave è che, dato che le due squadre hanno simili possibilità finanziarie e con alcune ragionevoli ipotesi di simmetria, la probabilità di vincere la Liga non cambia quando si legalizzano i premi.  In particolare, dovrebbero succedere le cose seguenti:

1) Sia Real sia Barca pagano premi con probabilità positiva.

2) I giocatori delle squadre minori si sforzano di più e ricevono più soldi.

3) I giocatori di Barca e Real si sforzano di più come risposta ai maggiori sforzi delle squadre minori.

Ci può essere anche un effetto addizionale: se giocare nel Real diventa più faticoso per i giocatori, nell'equilibrio finale i loro salari dovranno crescere.

Per Barca e Real permettere los maletines è quindi una perdita netta. Se decidono loro (o possono influenzare in modo determinante la decisione) faranno di tutto per proibirli.  Non è molto diverso dai salary caps che vengono a volte decisi negli sport professionistici americani.

Nota comunque che, come in tutti gli accordi collusivi, esiste una forte tentazione a rinnegare l'accordo ex post. Una volta che diventa chiaro qual è la squadra che beneficia pagando i premi, tale squadra cercarà di pagarli più o meno sottobanco. 

D'accordo ma fino ad un certo punto...se accettiamo l'ipotesi che tutte le squadre del campionato si "sforzano" e cioè non la buttano a "tarallucci e vino" nelle ultime di campionato, e se lo sforzo profuso è pari per tutte le squadre che incontrano BCN e Real, perchè abbiamo ammesso implicitamente che le possibilità economiche dei due club sono uguali e accettiamo l'ipotesi "los maletines", allora l'unica variabile che non genera equilibri è il valore "stand alone" di ogni squadra...in poche parole, in una situazione del genere le probabilità di vittoria di Real e BCN non sono 50-50 perchè vi potrebbe essere una sproporzione tra il valore in campo delle squadre che vanno ad affrontare. In quest'ottica, un possibile equilibrio è che, chi deve incontrare squadre sulla carta più forti dovrà sborsare di più...quindi accettando le tue ipotesi, los maletines non sarebbero di fatto un'apertura senza conseguenze...o mettiamo tra le ipotesi anche che Depor e Nastic hanno lo stesso potenziale??? (mai sentito sto Nastic, davvero...ma è la squadra di Tarragona??)

Io credo che legalizzare gli incentivi per vincere sia pericoloso perche' creerebbe un canale legale attraverso il quale sarebbe possibile fare trasferimenti monetari da una squadra ai giocatori di un'altra squadra. Ed il fatto che i trasferimenti siano condizionati solo alla vittoria non mi tranquillizza.

Mi spiego. Immaginiamo per un momento che la mia squadra, il Napoli, ritorni in serie A e che verso fine campionato 2007/08 gioca con l'Inter che si e' gia' assicurata lo scudetto. Il Napoli, invece, e' di nuovo sull'orlo del baratro. Il Napoli non potrebbe legalmente offrire incentivi a perdere ai giocatori dell'Inter. Ma alla fine di Napoli-Inter, il Napoli potrebbe annunciare legalmente che offre ai giocatori dell'Inter incentivi per vincere la partita successiva contro il Livorno. Il pagamento del premio sarebbe condizionato solo al risultato di Inter-Livorno. Ma chi potrebbe dimostrare che non esistesse un accordo previo per il quale l'offerta del premio sarebbe avvenuta solo nel caso il risultato di Napoli-Inter fosse stato favorevole al Napoli?

Potremmo avere dei sospetti se il Livorno non fosse rivale diretto del Napoli. Ma il Napoli potrebbe difendersi spiegando che l'obbiettivo era far perdere punti al Livorno affinche' fosse affamato di vittoria nello scontro successivo contro la Reggina, che era invece una rivale diretta nella lotta per non retrocedere. Il Napoli potrebbe anche aggiungere in propria difesa che per le caratteristiche delle squadre questo sistema di incentivi indiretti sembrava il piu' efficace. Probabilmente continueremmo a sospettare. Ma difficilmente si potrebbe dimostrare l'esistenza di un accordo che preveda la sconfitta dell'Inter contro il Napoli.

Una possibile obiezione al mio argomento e' che trasferimenti monetari da una squadra all'altra sono gia' possibili con la compravendita di giocatori. Per esempio il Napoli potrebbe pagare un prezzo molto elevato per un mezzo brocco dell'Inter (ce ne saranno?) o vendere sotto prezzo un giovane appena promettente (ce ne saranno?). Ma in questo caso il trasferimento monetario potrebbe realizzarsi solo accompagnato da un trasferimento di un giocatore, che potrebbe avere un costo d'efficienza.

In altre parole, sappiamo gia' che esistono dei canali attraverso i quali e' possibile realizzare trasferimenti monetari che non avvenissero. Aggiungere canali nuovi e piu' efficienti difficilmente migliorerebbe le cose.

Una nota finale. Avrete notato che col mio esempio ho cercato di essere realista, pensando al Napoli sull'orlo della retrocessione, all'Inter di nuovo campione d'Italia, a un Livorno a mezza classifica ed ad una Reggina che lotta col Napoli per non retrocedere. La parte triste e' che per confezionare l'esempio ho dovuto consultare la classifica di quest'anno sulla Gazzetta. Manchiamo da tanto tempo dalla serie A che ormai conosco solo (e poco) la parte alta della classifica di serie A. Speriamo bene. Forza Napoli (si puo' dire su nFA?).

Non so siano los maletines, ma che partite incredibili nella Liga. Sia il Barca che il Real hanno pareggiato 2-2 con gol all'ultimo minuto. Il Barcellona, ad un passo dall'aver vinto, ha rimesso tutto in gioco. E se sono los maletines, aspettiamoci una grande partita del Maiorca (che oggi ha pareggiato con il Siviglia) a Madrid domenica prossima.

Oggi Marca quantifica il premio promesso dal Barcellona al Maiorca per pareggiare a Madrid domenica prossima:
<em>El Mallorca tiene una prima de 600.000 euros por puntuar en el Bernabéu<em>

Non male, direi.  

 

Tornano alla ribalta le maletines. Colombia e Uruguay pare siano disposte a pagare il Perù affinchè batta l'Argentina. Il Perù è già sospettato di avere preso soldi nel Mondiale 1978, ma quella volta per perdere dall'Argentina. L'Argentina era in svantaggio nelle differenza reti rispetto al Brasile e doveva fare una goleada. Il Brasile fu costretto a giocare con la Polonia nel pomeriggio così che l'Argentina, che giocava in serata, potesse sapere esattamente il numero di gol di cui aveva bisogno. Finì 6 a 0 con il portiere del Perù, Ramon Quiroga, mio idolo a quel mondiale, assolutamente imbarazzante (Quiroga era un argentino naturalizzato peruviano). Ma se siamo tutti d'accordo che pagare qualcuno per perdere è antisportivo, pagare qualcuno per vincere forse non è una cattiva idea. Quello che trovo bellissimo è che, per vincere o per perdere, i soldi siano sempre incassati dai peruviani.

 

José Mourinho, in preda alla sua consueta foga polemica, secondo me stavolta ha sbagliato bersaglio. Nelle interviste dopo Inter-Roma  l’allenatore dell’Inter ha detto che la Roma, con i soldi risparmiati per il mancato pagamento del premio partita, potrà pagare un premio al Siena per battere (o meglio, per non perdere) l'Inter nell'ultima giornata di campionato.  Un pareggio (o addirittura una vittoria) del Siena darebbe presumibilmente lo scudetto alla Roma che oggi è due punti dietro l’Inter. Il Siena – già retrocesso - ha già un premio di due milioni promesso dal suo presidente, Massimo Mezzaroma, se la squadra arriverà al terzultimo posto. Mezzaroma è un noto tifoso della Roma (suo padre aveva acquistato metà della Roma insieme a Franco Sensi, padre di Rosella, attuale presidente della Roma). Se adesso Rosella Sensi volesse contribuire al premio per il Siena, che male ci sarebbe? Gli incentivi per vincere sono un strumento che potrebbe essere usato per impedire che a fine campionato ci siano partite farsa, in cui solo una squadra ha incentivo a giocare. Perché Mezzaroma può pagare un premio al Siena in caso di vittoria e Rosella Sensi no? E’ chiaro che un incentivo a perdere sarebbe inaccettabile dato che verrebbero imbrogliati gli spettatori (e le televisioni), i quali vedrebbero una partita falsata. Ma se il Siena giocasse seriamente, quale sarebbe il problema? Moratti ovviamente potrebbe a sua volta pagare il Chievo per vincere con la Roma all’ultima giornata (anche se non so se gli resteranno altri soldi dopo che Mourinho avrà chiesto l’ennesimo aumento di ingaggio). Che male c’è, Josè?

 

Fausto, non mi sembra che JM abbia detto che ci sarebbe qualcosa di male. Niente di simile. Anzi, ha dato loro un cortese suggerimento, niente di più ... ci leggi più del dovuto, nelle affermazioni provocatorie del signor allenatore.

Michele, secondo me tu sei buonista - come tutti gli interisti- su Mourinho. In ogni caso, ecco cosa scrive Repubblica

Josè Mourinho usa l'ironia e fa velate accuse di illecito sportivo dopo le dichiarazioni del presidente dei toscani, Massimo Mezzaroma, circa un premio da corrispondere ai suoi giocatori. "Il club giallorosso ha risparmiato sul premio della Coppa Italia, ha qualche soldo in più da spendere"

Ma soprattutto l'ha presa male la Roma: ecco il Corriere dello Sport: La società giallorossa ha acquisito il video dell'intervista dell'allenatore nerazzurro in cui il tecnico ipotizza che il club della Sensi possa pagare il Siena per battere l'Inter nell'ultima di campionato e valuta se rivolgersi agli "organi competenti". Per il portoghese anche il rischio deferimento

 

Te pareva se non deferiscono Mourinho. Hanno la coda di paglia. Mourinho e' stato assolutamente ironico - e come dice michele ha suggerito che lo facciano. E' La Repubblica a interpretare male.

Fausto, perché ti tiri la zappa sui piedi?

Dall'evidenza medesima che tu proponi si deduce che:

1) JM fa dell'ironia cattiva, stile suo. Nè s'incazza né dà giudizi.

2) La squadra dei sore losers se la prende e chiama gli avvocati. Tanto son già al lavoro per far giocare Totti prima che raggiunga l'età della pensione.

3) Fausto Panunzi cerca qualche appiglio per sostenere che JM è cattivo usando i titoli interpretativi del quotidiano La Repubblica (che si edita ed a sede a ...).

Those the facts.

 

La storia del suggerimento è una originale interpretazione (peraltro compatibile con le parole di Mourinho). Ma i titoli dei giornali che citavo servivano a dire che sono pochi a crederci. Tra di essi c'è però, oltre a Michele, Massimo Mezzaroma: «Apprezzo la battuta di spirito - ha detto il numero uno bianconero affidando la risposta al sito ufficiale del club - perché considerata la furbizia di chi l'ha pronunciata, non può essere interpretata altrimenti».

Il procuratore federale ha deferito Mourinho perché ha fatto dichiarazioni lesive della reputazione dei dirigenti della Roma e perché ha adombrato sospetti sulla regolarità di Siena - Inter. Credo che Mourinho volesse veramente alludere alla possibilità che la Roma paghi un premio al Siena. Ma così come non vedo nulla di male nell'eventualità del pagamento del premio, non vedo proprio dove stia la lesione della reputazione della Roma contenuta nelle parole di Mourinho. Sui premi per vincere c'è molta ipocrisia.

Ricordavo di questa discussione che Marco Celentani aveva offerto un buon argomento contro i premi. L'ho riletto, e confermo l'impressione di allora.

L'argomento di Marco è: l'inter potrebbe offrire al Chievo un incentivo per vincere con la Roma (ma implicitamente solo se il Chievo perderà domenica con l'Inter). Come precisava Marco nel suo commento, esistono già dei meccanismi di compensazione (indiretti) per perdere. Ad esempio l'Inter potrebbe comprare Pellissier ad un prezzo spropositato. Lui teme che un canale ulteriore di compensazione potrebbe peggiorare le cose. Vero, ma io credo che tutto sommato il costo di questo canale aggiuntivo sia basso (che gli interisti facciano tutti gli scongiuri del caso, ma perché il Chievo dovrebbe battersi alla morte domenica?), mentre i vantaggi (nel senso di partite più "vere") siano più elevati. 

Mezzaroma è un noto tifoso della Roma (suo padre aveva acquistato metà della Roma

quando si dice nomen omen

Gli incentivi per vincere sono un strumento che potrebbe essere usato per impedire che a fine campionato ci siano partite farsa, in cui solo una squadra ha incentivo a giocare.

Secondo me no. Ti faccio un esempio.

Le finestre di mercato sono d'estate (a campionato fermo) e a natale (il cosiddetto mercato di riparazione) ossia in periodi limitati. Perchè? perchè così il valore sportivo delle squadre non è influenzato. Il mercato di riparazione è (approssimativamente) dopo il girone di andata, ossia quando TUTTE le squadre si devono affrontare nuovamente tra loro.

Se non fosse così, ad esempio l'inter (che ha tre squadre) potrebbe prestare OGNI GIORNATA una decina di giocatori alla squadra che affronta la sua rivale più agguerrita, la roma ad esempio. Il campionato della roma e dell'inter sarebbero uguali? No.

I premi a vincere o altro incentivo sono la stessa cosa (il parco giocatori lo si compra e stipendia con bei soldoni).

Per evitare le partite falsa servono due cose: playoff & playout (e magari ridurre le squadre a 16) e i roster (ossia un sistema che renda meno eterogeneo il valore sportivo (a priori) delle squadre e che quindi esalterebbe le qualità di un allenatore/giocatore (più) bravo (del previsto) e svilirebbe la pietosa megalomania del moratti* di turno). Al contrario i premi a vincere sono un elemento che valorizza le disparità economiche delle squadre contendenti.

Moratti ovviamente potrebbe a sua volta pagare il Chievo per vincere con la Roma all’ultima giornata

Che bello! una competizione avvincente! però il calcio è una cosa, altra cosa è vedere chi ce l'ha più lungo -- poco importa se -- fra ricchi gentiluomini o, più verosimilmente, tra ereditieri, bancarottieri, percepienti randite, corruttori o altri notevoli elementi dell'amata casta.

Il problema non è l'ammontare ovviamente, ma la distribuzione delle risorse (tra i player e nel tempo).

 

* off topic: credo che se si andasse a vedere da dove vengono i milioni che ogni anno entrano ed escono dalle tasche di tale nullafacente, i tifosi dell'inter forse potrebbero essere un po' meno contenti di come lo sono negli ultimi tempi.

Detesto i playoff e i playout, per l'ovvia ragione che sviliscono la regular season. Sono semplicemente una cosa diversa da un campionato come quelli che si giocano in Europa. Su questo però è ovviamente una questione di gusti e possiamo dissentire. Non trovo molto convincente il tuo argomento mercato continuo= incentivi per vincere. Pensa alle coppe europee. L'Uefa non consente il cambio di squadra nelle sue competizioni (almeno dopo una certa data). Ma nella seconda parte ci sono partite a eliminazione diretta,  quindi senza  incentivi a fare pastette.  Quindi la ragione per questa proibizione non ha a che fare con la possibile cessione strategica temporanea di un giocatore alla squadra che gioca contro la mia rivale. 

Infine, le differenze di budget tra le squadre ci sono già. Certo, gli incentivi per vincere potrebbero aumentare il peso di tali differenze. Che però sono già enormi. Quante squadre in Italia potrebbero dare a Mourinho i soldi che gli dà Moratti? 

Quindi la ragione per questa proibizione non ha a che fare con la possibile cessione strategica temporanea di un giocatore alla squadra che gioca contro la mia rivale.

questo può essere un fatto ma oggettivamente non è un argomento (contro il mio ragionamento).

Non dico che il parallelo sia perfetto ma l'esempio del mercato continuo (in particolare nella fattispecie immaginata prima) calza per la seguente ragione. Per me l'inter deve influenzare il campionato della roma SOLO nelle partite in cui si incontrano tra loro e così deve valere per tutti. C'è una ragione per cui in un campionato (senza playoff che sono una cosa a parte) le squadre si incontrano 1) tutte, 2) lo stesso numero di volte e 3) in condizioni simili (mercato limitato). Altrimenti non c'è regolarità (il campionato affrontato da una squadra non è lo stesso affrontato da un'altra) e -- all'estremo -- non ci sarebbe nemmeno motivo per iniziare a settembre e finire a maggio per poi cominciare un nuovo campionato l'anno seguente...

Io come già detto aggiungerei: 4) condizioni iniziali simili.

Poi io non sottovaluterei il tema della disparità associata ai soli premi a vincere: forse si sarà abituato, ma quanti soldi poteva valere per moratti il suo primo scudetto? basta fargli i conti in 15 anni...la cifra penso sia astronomica e preferisco non saperla...:)

All'estremo, ma fino ad un certo punto, i premi a vincere sono anche in contrasto con la multiproprietà di squadre nella stessa serie (o fazioni, in qualche modo organizzate. Bella la GEA).

Se non ti piacciono i playoff, dei premi per partita vinta (ex post! meritati! sport!) li potrebbe pagare a tutte le squadre vincitrici di tutte le giornate chi organizza il campionato (che potrebbe essere un pool di sponsor che stipendia i giocatori e organizza le squadre via roster). Cosa che già succede in coppa, credo.

I playoff sviliscono la regular season se questa è troppo lunga (tipo in nba) e/o se le squadre hanno valori troppo eterogenei (tipo nba).

ma poi banalmente il premio a vincere come fai a dire che non sia un ritardato o anticipato (o entrambe) premio a perdere viste che le squadre si incontrano tutte??

C'è una ragione per cui in un campionato (senza playoff che sono una cosa a parte) le squadre si incontrano 1) tutte, 2) lo stesso numero di volte e 3) in condizioni simili (mercato limitato). Altrimenti non c'è regolarità (il campionato affrontato da una squadra non è lo stesso affrontato da un'altra) 

Proprio a questo servono i premi a vincere. Perché il Siena che ha giocato alla morte contro la Roma  quando non era ancora retrocessa non sia invece un tappetino con l'Inter adesso che lo è.


La stagione lunga serve perchè al crescere del numero di partite diminuisce il valore della singola gara, e quindi anche la probabilità che la singola gara sia decisiva (come inter-chievo o roma-cagliari). Altrimenti, con o senza playoff, il problema delle partite "falsate" ce l'avrai sempre, magari fra chi lotta per entrare ai playoff e chi ormai non può più accedervi.

Per evitare partite falsate serve che ogni partita sia decisiva per entrambe le squadre in campo, ciò lo si può in parte ottenere riducendo e non aumentando il numero di partite. Nel limite che il campionato avesse una sola giornata (e appropriate classifiche avulse e/o spareggi) tutti giocherebbero per lo scudetto e per salvarsi.

Per ridurre le partite devi ridurre il numero di volte che ogni coppia di squadre si incontra oppure ridurre il numero di squadre. Visto che trasferte e partite casalinghe si devono bilanciare, per la serie a c'è solo la seconda opzione che, inoltre, ridurrebbe il numero di squadre nel limbo tra chi lotta per l'europa e chi per salvarsi, cosa che riduce anch'essa il numero di partite falsate.

un minimo di teoria dovrebbe essere sufficiente a spiegare perchè i premi a vincere sono antisportivi e quindi inammissibili.

proposition

i premi a vincere senza premio sono premi a perdere, dove il secondo premio è il prezzo di un'opzione

proof

z dà gratuitamente un premio a x se batte y. questo è un contingent claim simile ad un'opzione binaria.

evento 1: x batte y, payoff >0, prob(1)

evento X2: x non batter y, payoff =0, prob(X2)

l'obiettivo di z è indurre un incentivo ossia favorire un extra effort (c) da parte di x per incrementare la prob di vittoria: prob(1 | c) = prob(1) + epsilon > prob(1).

c può essere visto come il pagamento di x nell'acquisto dell'opzione, tuttavia è un pagamento non contrattualizzato ma arbitrariamente eseguibile.

assunzione (H): prob(1) >0. l'assunzione è generale e non restrittiva (motivazione: numerose agenzie di scommesse quotano tutte le partite di serie a, ossia fanno tale assunzione).

H implica che indipendentemente da c (ossia dall'incentivo) il prezzo del contingent claim dovrebbe essere positivo.

Invece x spende zero per avere un vettore di payoff di misura positiva che è >=0 con almeno un entry >0. x può rivendere (sinteticamente) lo stesso contingent claim per un prezzo > 0 e realizzare un arbitraggio.

z quindi paga x indipendentemente dalla partita tra x e y. Ciò può essere il pagamento di corruzione passata o futura o un tentativo di corruzione. Eventualità che un regolamento sportivo non può ammettere.

http://www.jstor.org/stable/3003143

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