Italiano dell'anno 2009: anke noi

1 gennaio 2010 redattori noiseFromAmeriKa

Non ci è piaciuta per niente la scelta del Sole 24 Ore dei 10 protagonisti del 2009, in particolare il primo di quella lista, del quale sentirete presto parlare su questi schermi. Un po' per scherzo allora ci abbiamo pensato anche noi. Abbiamo faticato, ma qualche nome lo abbiamo trovato. Mettiamo in cima alla lista Peppino Englaro, per la dignità, il coraggio e l'onore con cui ha affrontato la triste vicenda accompagnatasi alla morte di Eluana.

Menzioni d'onore:

  • Trapattoni,  che ha quasi portato la sua Irlanda ai mondiali ed è stato beffato da una ingiusta decisione arbitrale.
  • Veronica Lario, per aver trovato il coraggio, unica nella nazione, di mandare veramente a quel paese suo marito.

A voi la parola.

43 commenti (espandi tutti)

Credo che il 2009 possa essere ricordato come quello dei premi senza senso, dopo il Nobel per la Pace, Time e FT...

Oddio, oddio...la classifica degli uomini dell'anno del Sole 24 Ore. Che autorevoli. A me sa molto di esercizio alla Belli e Dannati in doppiopetto, visto che c'è una passata di uomini di establishment, e se Belli e Dannati fa pensare a mercimoni troppo sconci, beh allora il riferimento cinematografico non può che essere Fantozzi con i suoi megadirettori Galattici.

Intanto, noto che fra i dieci "esempi" additati al pubblico encomio vi sono: un condannato per tangenti, Scaroni, e una Manager che ricopre incarichi di primissimo livello in un'azienda guadagnata a mezzo di corruzione in atti giudiziari, la Mondadori. Non c'è che dire: il Sole 24 Ore poteva anche voler dare un segnale che loro, uomini di mercato e merito, certe cose non le sopportano proprio. E invece no, Belli e Dannati, appunto.

Non c'è un nome, che sia uno, di qualcuno sconosciuto al grande pubblico; un nome di quelli che in qualche garage hanno fatto un'innovazione tecnologica o industriale di cui al Sole si sono accorti rispetto a noi tutti.

 

 

Intanto, noto che fra i dieci "esempi" additati al pubblico encomio vi sono: un condannato per tangenti, Scaroni, e una Manager che ricopre incarichi di primissimo livello in un'azienda guadagnata a mezzo di corruzione in atti giudiziari, la Mondadori.

Per tacere del farabutto in decima posizione...

Mi sembra che in quella lista ci siano ben pochi nomi di persone che sono arrivate dove sono arrivate per merito e non per cognome/corruzione/leccaculismo.

Che lista da leccaculismo (podio e penultimo posto)! Ma anche un pò cerchiobottista (10° e ultimo posto, anche un pò una presa per i fondelli). Statalista (da aiuti di stato, quasi tutti). Ed infine buonista. Sono proprio i campioni taliani in cui tutti si riconoscono, come per il cinepanettone.

Mi spiace solo per Draghi, che non se lo merita.

Anche il premio alla "banca italiana" mi sembra una vera idiozia. Secondo me l'uomo dell'anno in Italia è stato quello che ha fatto parlare maggiormente di sè: José Mourinho. Non per la azioni, ma, appunto, per le parole: sero tituli è stata l'espressione dell'anno.

Si può essere più o meno d'accordo - con "Il Sole 24 Ore", o con voi - ma bisogna prestare attenzione al tipo di classifica di cui stiamo discutendo: il quotidiano confindustriale la colloca nell'ambito economico, dal momento che mette in fila "i dieci protagonisti dell'anno 2009 nell'economia italiana".

Il fraintendimento potrebbe originarsi dall'inserimento di Roberto Saviano, che io non trovo particolarmente azzeccato, ma la motivazione rientra nello schema (grassetto mio):

Per aver lodato l'impegno del mondo dell'industria nella lotta alla criminalità organizzata, rinforzando l'idea di un meridione del futuro libero dalle mafie
In una recente intervista a Panorama lo scrittore Roberto Saviano ha lodato l'impegno di Confindustria contro la criminalità organizzata al Sud: lo segnaliamo dunque tra gli uomini dell'economia 2009 come simbolo di un Mezzogiorno che sa che, senza legalità, non ci sarà ripresa. Leader come Ivan Lo Bello, Antonello Montante, Cristiana Coppola lavorano per un'industria che porti al Sud benessere e circolo virtuoso di lavoro e professioni, togliendo consenso sociale a mafie e camorre. Primo critico della mafia globalizzata, Saviano è per tanti giovani la prova che il Meridione del futuro s'è liberato da Cosa Nostra. E nel mondo «il caso Saviano» prova che questo futuro è già il presente.

C'è, ovviamente un po' di autocelebrazione in tale scelta. Vi assicuro, però, che i personaggi citati - in particolare gl'imprenditori siciliani, ai quali aggiungerei anche Marco Venturi - stanno combattendo una battaglia difficilissima e molto pericolosa per l'incolumità personale. Ne ho avuta testimonianza diretta, ed io non so se riuscirei a vivere come loro.

Dunque, la classifica che proponete - pur io apprezzando davvero Beppino Englaro e fregandomene, invece, di Trapattoni - contiene un solo nome che abbia una rilavanza economica: peccato che sia solo pro domo sua, e non incida sul Paese. Sospetto - no, son certo ..... - che la sciura Veronica (nome, peraltro, d'improbabile arte ......) riscuota i favori di una parte dell'opinione pubblica semplicemente perché ora in contrasto con l'uomo di Arcore (in realtà per banali motivi di corna e personale interesse economico) e non mi pare motivazione degna d'essere presa in esame.

Tornando alla graduatoria da cui trae spunto questo post, nemmeno io premierei San Giulio da Sondrio. In una visione che non deve essere in bianco e nero, ma percepire le mille sfumature, il suo unico merito - che, peraltro, gli va riconosciuto - è stato di resistere ai consueti assalti alla diligenza dei colleghi di governo, molto meglio di quanto abbiano fatto i suoi predecessori. In fondo, questa è la vera motivazione che si può leggere, una volta sfrondata la prosa del Sole dalle incredibili leccate di culo (ma chi si stupisce più, ormai, dell'imbelle ed incompetente Riotta ....) Ovviamente non basta, perché quell'atteggiamento rappresenta solo una specie di "minimo sindacale", mancando quasi completamente un'azione volta allo sviluppo, sempre più indispensabile per un Paese che non la vede da decenni (da sempre?) e che è costantemente cresciuto meno degli altri negli ultimi 15 anni. Del resto, la modernizzazione e la sburocratizzazione - meglio: la destatalizzazione - dell'Italietta potrebbero essere portate avanti solo da uomini che credano nella libera iniziativa: non certo da Giulietto nostro, ma nemmeno dal 99% degli altri protagonisti della politica .....

Molto meglio, allora, il governatore Draghi. Peccato che l'autorevolezza guadagnata, anche in campo internazionale, non sia pari alle reali possibilità d'incidere nella viva carne dei problemi. E meglio, decisamente, di Tremonti anche Emma Marcegaglia, impegnata in un compito difficile e che richiede "palle" e diplomazia, anche a causa dei contrasti - già ben noti all'interno di Confindustria - venuti alla luce del sole con le vicende dei rinnovi di alcune cariche associative, in primis Assolombarda ma pure Venezia ed altre.

Non mi soffermerei sulle banche italiane - sulle quali i miei giudizi non sarebbero lusinghieri, per la manifesta incapacità di valutare le imprese sulla base del potenziale che davvero esprimono, anziché a partire dalla sola fotografia del passato espressa dai numeri di bilancio - né sulla figlia di tanto padre, il cui inserimento in graduatoria puzza tanto di genuflessione davanti all'attuale potere.

Lascerei perdere anche Paolo Scaroni, manager abile ma troppo facilitato dalla struttura societaria dell'azienda che dirige e dal tipo di non-mercato interno che garantisce ampie "comodità". Stenderei un pietoso velo su Carlo De Benedetti, che mai ho stimato, esempio eclatante di come le connivenze politiche distorcano le condizioni di mercato: lo definirei un finanziere eccellente nell'opera di distruzione di valore ....

Rimangono Sergio Marchionne, uno dei managers più capaci in circolazione - che potrebbe meritare il primo posto in classifica, sebbene non si faccia mancare qualche vizietto di marca Fiat ..... - ed Astorre Terruzzi: leggetevi la motivazione e, forse, concorderete che questo quasi-sconosciuto più di tutti sia da premiare. Questi sono gli uomini che servono alla nostra economia, e ce ne sono - fortunatamente - anche altri.

la prendo in prestito da Lavoce.info

UN PREMIO PER GIANNI

In quest'anno di crisi, con l'economia che fa meno 5 e il debito pubblico tornato al 117 per cento del pil, il maggiore quotidiano economico italiano ha voluto istituire, per la prima volta nella sua storia, un premio all'uomo dell'anno nell'economia italiana. E come si apprende dal titolo di testa del 31 dicembre 2009, "le grandi firme del Sole 24 Ore" lo hanno attribuito a Giulio Tremonti, ministro dell'Economia. Secondo posto a Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat. Il terzo posto a Emma Marcegaglia, Presidente di Confindustria. Anche lavoce.info non poteva mancare all'appuntamento con i grandi premi di fine anno. Abbiamo così istituito il Premio Indipendenza 2009. E siamo lieti di annunciare che lo abbiamo assegnato a Gianni Riotta, direttore del Sole 24 Ore per il coraggio mostrato nel premiare nell'ordine: 1) il più grande azionista dei più grandi soci di Confindustria, colui che decide quanti soldi dare alle imprese che versano le quote associative a Confindustria, nonché suo grande sponsor per la guida del quotidiano di Confindustria; 2) l'amministratore delegato del più grande gruppo privato socio di Confindustria, proprietaria del Sole 24 Ore; 3) la presidente di Confindustria, proprietaria del Sole 24 Ore. Nell'assegnare a Riotta il prestigioso riconoscimento vorremmo porgli due domande, una facile e una più difficile, nella tradizione delle sue interviste ruvide ed affilate. Prima domanda: come ha accolto Emma il riconoscimento di "uomo dell'anno"? In tempi di sconfinamenti di genere, la risposta non è ovvia. Seconda domanda, quella difficile: chi sono le grandi firme del Sole24Ore? Ne abbiamo interpellate alcune a caso, tra gli economisti maggiormente citati nelle publicazioni scientifiche e riconosciuti a livello internazionale, che collaborano al giornale. Nessuno aveva mai sentito parlare del concorso e del premio. Meglio così. In simili atti di coraggio solo ed unicamente il comandante deve esporsi. Che tempra quel Gianni!

Le grandi firme de lavoce.info

Un po' di autocelebrazione?! Alla faccia dell'understatement... non riesco a immaginare un modo meno valido di esporre una motivazione valida... viene quasi il dubbio che l'abbiano davvero premiato perche' ha lodato l'impegno di Confindustria, non perche' ha sostenuto gli industriali siciliani in lotta contro Cosa Nostra... firme grandi, direi, piu' che grandi firme.

Riotta, se possibile, riesce anche a peggiorarsi... povero Terruzzi, in che pessima compagnia è finito..

Dellla classifica del Sole 24 ore salverei solo Draghi, Marchionne e Terruzzi, pur ammirando lo spirito della "sciura" la poca trasparenza avuta nella vicenda Alitalia non depone a suo favore. Io aggiungerei Mario Lettieri, presidente di Confindustria Napoli, mentre gli amici degli amici si prendevano Alitalia + soldi lui ha fatto una vera operazione di mercato con Alitalia Maintenance , insomma ha dimostrato di avere gli attributi.

Poi, per me, l'Uomo dell'Anno non ha un nome, nè un volto, ed è il Piccolo Imprenditore, che in mezzo al caos italico, acuito dalla crisi e da un sistema bancario terzomondista (altro che Top Ten!!) ha saputo resistere, e sa ancora fare impresa. A lui va il mio personale plauso, non a quelli che si fanno belli con l'altrui denaro.

L'italiano dell'anno è certamente Checco Zalone...meritava certamente il nobel per la pace...

Quali sono?

Può un giornale mettere al terzo posto il suo padrone?

Mi rendo conto che, dovendo trovare dei protagonisti dell'economia italiana era già difficile trovarne 10: ma astenersi dal nominare il padrone, no?

Certo, non sono riusciti a fare meglio (peggio) dell'edizione italiana della rivista Rolling Stones...

A me Peppino Englaro suscita una antipatia fortissima, a prescindere dalla nota vicenda della figlia che comunque, a mio parere, non è stata quasi mai correttamente inquadrata nei media.

Come uomo dell'anno, io scelgo me stesso.

la lista del sole24ore è una delle cose più divertenti che abbia letto ultimamente. semplicemente una barzelletta.

Scrivere il primo post dell'anno per confutare Capaneo non é il miglior modo di iniziare con i commenti su nFA. Lo faccio a malincuore ma dopo aver letto il pensiero dell'avvocato é difficile trattenersi. Dice il Capaneo

A me Peppino Englaro suscita una antipatia fortissima, a prescindere dalla nota vicenda della figlia

A precindere da che, Capaneo? Prescindi dalla nota vicenda e cosa rimane della storia di P.E? Tutto ciò che di lui conosci deriva da quella vicenda, se ne prescindi, di grazia, come fai a farti un'opinione sulla personalità simpatica o antipatica di P.E.? Se ne prescindi cosa rimane? L'accento di P.E.? Il fatto che si chiama Peppino? Lo hai visto mettersi le dita nel naso? Bestemmia in pubblico? Ha preso a pedate il chihuahua di qualche amica tua? O é perché ha cercato senza sotterfugi una soluzione che altri risolvono nel loro privato? E' per questo che ti sta antipatico?

Scriveva Bonito Oliva, uno che in quanto a scemenze non scherza ma che, a proposito del verbo verbo caro agli avvocati come Capanero e all'immortale Totò, in quest'occasione ha fatto un'osservazione pertinente

Lo slogan "A prescindere", che attraversa tutti i suoi film, rappresenta una vera e propria dichiarazione pubblica di poetica, il suo manifesto solitario, che incontra i manifesti di alcune avanguardie storiche, il dadaismo e il surrealismo, che prendevano di contropiede la comunicazione convenzionale e il buonsenso.

Ecco, appunto, nel caso di Capaneo il buonsenso fa precisamente quella fine. E la prova definitiva Capaneo ce la offre alla fine del suo meditato contributo quando afferma

Come uomo dell'anno, io scelgo me stesso

Q.E.D.

Prescindi dalla nota vicenda e cosa rimane della storia di P.E?

Be', una macchia ce l'ha anche lui: e' stato craxiano. Nobody's perfect.

Antipatia e simpatia non rispondono a nessuna logica... sono del tutto irrazionali. Non c'è un motivo particolare per il quale mi sta antipatico. La faccia, i lineamenti, l'espressione del volto, il tono della sua voce... tutte cose, queste, che nulla hanno a che vedere con la vicenda della figlia. O, se preferisci, che prescindono dalla vicenda della figlia.

Il Gabibbo, per esempio, è un altro personaggio che mi sta particolarmente antipatico. Egualmente Luca del duo che presenta la trasmissione "Le Iene", mentre l'altro, Paolo, mi fa simpatia... potrei continuare fino al prossimo capodanno con gli esempi, ma mi fermo qui.

Del film "Fight Club" il dialogo più significativo in assoluto è: "Con chi ti batteresti?", "Contro Gandi!"... io personalmente Gandi lo pesterei a sangue... perchè, quando una persona viene eletta a simbolo di qualcosa generalmente percepito come buono e giusto in un dato contesto sociale io, per istinto, non so perchè, ho voglia di distruggerla fisicamente quella persona... comincia a farmi antipatia la sua faccia, il suo tono di voce, il suo accento... non c'è (e non deve esserci) una logica in questo. E' solo il mio modo di essere.

Detto questo, chissà se esiste qualche battuta di Totò su quelli che prendono se stessi e ciò che li circonda troppo sul serio... forse è il famoso: "Ma mi faccia il piacere!"

Chissà cosa dice Bonito Oliva su quelli che si sentono offesi dal fatto che una persona che nemmeno conoscono possa scrivere su un blog: "Come uomo dell'anno, scelgo me"...

Non riesco ad immaginare attività più idiota che scegliere un uomo dell'anno, ma se proprio devo cimentarmi allora devo dire che:

Peppino Englaro non ha fatto nulla per me quest'anno, come nulla hanno fatto i personaggi indicati dal sole24ore... chi ha fatto di più per me quest'anno è Capaneo... e quindi, per quello che mi riguarda, l'uomo dell'anno è Capaneo. Mi spiace che la cosa ti infastidisca (e lascio alla psicologia spiegarne il motivo), ma devi fartene una ragione.

Del film "Fight Club" il dialogo più significativo in assoluto è: "Con chi ti batteresti?", "Contro Gandi!"... io personalmente Gandi lo pesterei a sangue... perchè, quando una persona viene eletta a simbolo di qualcosa generalmente percepito come buono e giusto in un dato contesto sociale io, per istinto, non so perchè, ho voglia di distruggerla fisicamente quella persona... comincia a farmi antipatia la sua faccia, il suo tono di voce, il suo accento... non c'è (e non deve esserci) una logica in questo. E' solo il mio modo di essere.

TSO

Chesterton sagacemente diceva che il pazzo è uno che ha perso tutto, fuorchè la ragione.

Pertanto, il tuo lo prendo come un attestato di stima.

Comincio a pensare anch'io che Capaneo fosse da includere nell'elenco italiano dell'anno. Come minimo, e' in lizza per il commento nfa dell'anno.

@Capaneo: con queste premesse, direi che tu sei uno di quelli che prenderebbe a calci Mandela perchè si è battuto contro l'apartheid. Chi crede di essere, in fondo, quel presuntuoso? Mica vorrà essere considerato un simbolo.

No, in realtà Mandela non mi fa affatto antipatia, anzi...è un tipo di simbolo differente da Peppino (o Beppino) Englaro...  Mandela, oggi come oggi, non è da salotto bene pseudo-intellettuale... Englaro, al contrario, è una rockstar.

A dir la verità gli atteggiamenti da rockstar li vedo molto di più tra i politici alla Brunetta, Englaro dà fastidio perchè sfrutta quello che gli è successo per una battaglia contro i farisei che pretendono di decidere sulla vita altrui, e per a massa di bigotti sottomessi all' Autorità persone come Englaro dovrebbero nascondersi,  pretendere pubblicamente la libertà di disporre della propria vita è uno scandalo ( molto meglio avere i soldi ed andare silenziosamente in una compiacente clinica svizzzera, come nel caso dell'aborto al settimo mese per disfarsi di un figlio venuto difettoso descritto dalla signora Veronica Lario ).

CAPANEO 1: Antipatia e simpatia non rispondono a nessuna logica... sono del tutto irrazionali. Non c'è un motivo particolare per il quale mi sta antipatico. La faccia, i lineamenti, l'espressione del volto, il tono della sua voce... tutte cose, queste, che nulla hanno a che vedere con la vicenda della figlia.

CAPANEO 2: No, in realtà Mandela non mi fa affatto antipatia, anzi...è un tipo di simbolo differente da Peppino (o Beppino) Englaro...  Mandela, oggi come oggi, non è da salotto bene pseudo-intellettuale... Englaro, al contrario, è una rockstar.

Ahhhhhhhh, ma allora, come da Capaneo 2, c'è una logica! C'è un senso! Perchè per Mandela porta ragioni, non parla di sensazione epidermica.

Ma pensava davvero di impressionarci tutti col Dadaismo; la Follia che in fondo è ragione...e tutto il campionario da scuola dell'obbligo? Ma ci ha preso tutti per dei Renzo Tramaglino qualunque?

No alla Basaglia!

Confondi la logica con la spiegazione. Ho spiegato perchè a me Mandela sta simpatico, mentre a me Englaro sta antipatico. E' ovvio che non tiro i dadi per stabilire se una persona mi piace o meno. Ma nemmeno mi affido a formule matematiche (o, se preferisci, alla logica). Come capita a chiunque altro, le miei antipatie e le mie simpatie si basano su motivazioni ben precise (cioè hanno delle spiegazioni ben precise), ma certamente non può parlarsi di logica o di ragione, in quanto tali spiegazioni rimangono del tutto soggettive e prive di qualsiasi carattere di universalità.

Pertanto, ribadisco che la mia antipatia per Beppino Englaro non risponde ad alcuna logica nè ragione. Può essere spiegata con il fatto che, in alcuni contesti sociali (in particolare quelli popolati da persone che, dieci volte su dieci a torto, attribuiscono a se stesse qualità culturali ed intellettuali di più alto livello) Englaro è stato eletto a simbolo di qualcosa di buono e giusto. E tale simbolo è talmente forte che è diventanto intangibile, sacro... tanto che chi osi anche solo pensare di porsi da un punto di vista più critico, viene letteralmente mobbizzato dal resto del gruppo, come il secchione che è preso di mira dai bulletti che vigliaccamente si coalizzano contro di lui.

E allora io, per mio illogico (perchè soggettivo e personalissimo) ma spiegabilissimo modo di essere, nutro antipatia per quei simboli.

Ritengo che si tratti di una delle tante applicazioni del mio più generale senso di disgusto per il conformismo, e per la peggiore delle forme in cui esso si manifesta, cioè l'anticonformismo socialmente accettato.

Quello che scrivi qui:

Ma pensava davvero di impressionarci tutti col Dadaismo; la Follia che in fondo è ragione...e tutto il campionario da scuola dell'obbligo? Ma ci ha preso tutti per dei Renzo Tramaglino qualunque?

mi costringe ad una ulteriore precisazione.

Più che alla voce Renzo Tramaglino, dovresti guardare alla voce Troll.

Essendo io una persona piuttosto incline alla provocazione (cosa che ho sempre considerato mio unico pregio in mezzo ad un mare di difetti), a volte mi capita di provocare anche involontariamente.

Evidentemente tu non ti impressioni con il dadaismo, ma, come Ne'elam, cadi come un pero nelle provocazioni... lascio a te stabilire quale delle due sia la condizione peggiore. Per quel che mi riguarda, io sono intimamente convinto che di fronte ad una provocazione

  1. Quelli con la puzza sotto al naso la ignorano;
  2. Gli ingenui ci cadono e rispondono piccati;
  3. Gli intelligenti ne fanno spunto di riflessione.

In ogni caso, la provocazione è sempre utilissima al provocatore perchè gli fa comprendere in maniera precisissima che aria tira in un determinato contesto...

Io non ho mai esplicitato su questo blog cosa penso del caso di Eluana Englaro e ho precisato che la mia antipatia per Peppino Englaro è personale (dettata dal fatto che è stato eletto a simbolo di una battaglia buona e giusta per definizione e quindi è un prodotto del conformismo), eppure mi sembra evidente che il modo in cui tu e Ne'lem avete risposto al mio intervento presuppone che la mia posizione sulla morte di Eluana Englaro sia la stessa del Papa...

Il ragionamento implicito, lo capirebbe anche un bambino, che fate è questo: se a Capaneo sta antipatico Peppino Englaro vuol dire che Capaneo non riconosce il diritto dell'individuo di scegliere se farsi curare o meno. Ovviamente non è così... ma anche se lo fosse?

Io - forse perchè sono rozzo e, come dici tu, dispongo solo ed esclusivamente degli strumenti intellettuali che mi sono stati forniti dalla scuola dell'obbligo - ho sempre ritenuto piuttosto superficiale la posizione di chi, di fronte ad un caso tipo quello Englaro, divide il mondo in buoni e cattivi.

Ho colto l'occasione di questi commenti per rileggere (velocissimamente e parzialmente devo dire) come è stato trattato il caso Englaro qui su NFA e non mi sembra che su queste pagine ci si sia sottratti a questa tendenza, che ha dominato i media, a dividere il mondo in buoni e cattivi. Da un lato gli ignoranti e bigotti e dall'altro i colti liberali (a sentire chi sosteneva la necessità di interrompere l'alimentazione); da un lato gli assassini e dall'altro i buoni samaritani (a sentire chi sosteneva la necessità di continuare con l'alimentazione). Tanto non ci si è sottratti a questa tendenza che addirittura si propone Peppino Englaro come uomo dell'anno... giusto per fare un esempio, se proprio dobbiamo parlare di diritto della persona al rifiuto delle cure, io proporrei come donna dell'anno quella tizia che ha rifiutato l'amputazione della sua gamba e ci ha lasciato le penne... lei non se l'è filata nessuno, perchè evidentemente non aveva le carte in regola per alimentare il conformismo con il quale, al contrario, Englaro, con il suo tono da intellettualoide con la puzza sotto il naso, è andato a nozze in certi ambienti... è questo che mi da fastidio, non certo la soluzione che ha infine trovato la vicenda della figlia. E mi da fastidio perchè quando gli intellettuali di un dato contesto sociale rinunciano alla loro indipendenza di pensiero, alla loro capacità critica, come fossero gli ultimi degli idioti che seguono la moda del momento, commettono un crimine gravissimo.

Venendo a ciò che penso del caso di Eluana Englaro (visto che a quanto pare non riuscite a separare le due cose), io dico:

Anche a causa degli intellettuali liberali che non hanno mai nemmeno lontanamente colto il succo della questione, io trovo che Eluana Englaro sia stata virtualmente stesa su una tavola imbandita, alla quale si sono seduti suo padre, i giudici, i politici, i prelati, i giornalisti e tutti ridendo e scherzando amabilmente tra loro si sono cibati come dei porci del corpo della ragazza.

Non c'era nessuna battaglia da combattere... non c'era nessun principio etico da tirare in ballo. Non si trattava di eutanasia. Era solo un caso giudiziario come tanti altri. La costituzione esiste da 60 anni e da 60 anni ognuno di noi ha il diritto di rifiutare un trattamento al quale non ritiene opportuno sottoporsi. Si trattava semplicemente di stabilire se Eluana Englaro aveva espresso, quando poteva, la volontà di non essere sottoposta a quel trattamento, oppure no. Niente di più e niente di meno. Sui criteri utilizzati dai giudici per ricostruire questa volontà possiamo discutere all'infinito, come possiamo discutere all'infinito su qualsiasi altra ricostruizione di un fatto storico operata da un giudice...e sarebbe anche il caso di chiedersi se l'adozione di quei criteri piuttosto che altri sia stata condizionata dalle discussioni sui media...

Per quello che mi riguarda, paradossalmente, il tema è stato trattato nella maniera più intelligente possibile qui.

In ogni caso, a futura memoria, io dichiaro che, nel caso in cui dovessi trovarmi in stato vegetativo permanente, e non si rinvenisse una mia dichiarazione esplicita, scritta o comunque affidata ad altro mezzo di registrazione, al riguardo, la mia volontà non potrà essere in alcun modo ricostruita da terzi attraverso, a mero titolo esemplificativo, testimonianze e pareri resi da miei conoscenti, parenti o amici circa la mia personale filosofia di vita nè deduzioni ricavate da mie frasi pronunciate o scritte con qualsiasi mezzo. Dichiaro, inoltre, che non delego a nessuno la scelta sul mio mantenimento in vita, comrpesi genitori, amici, conoscenti ed altri parenti. In ogni caso è fatto divieto a chiunque di pubblicare o pubblicamente esprimere, con qualsiasi mezzo, descrizioni, resoconti o opinioni circa il mio eventuale stato vegetativo.

Lo preciso perchè non vorrei mai che, trovandomi nella impossibilità di esprimermi, mio padre (velocemente affidata la cura materiale della mia persona a delle suore) chiedesse, poi, di staccare la spina perchè un mio amico gli ha raccontato di quella volta in cui, leggendo sul giornale di un tizio paralizzato, dissi (senza nemmeno pensarci più di tanto) che io non avrei mai voluto vivere così... e non vorrei che magari se il giudice adito prima di staccare la spina volesse approfondire un pò la questione, mio padre impiantasse un casino mediatico al quale poi tutti gli idioti d'Italia faranno a gara a dare il proprio contributo...

...e non vorrei mai che questi idioti di Italia possano approfittare di me, per insinuare (e così potere polemizzare e raccogliere i frutti di tale polemica) che il mio caso nasconda un problema di religione, o di etica o di civiltà, piuttosto che la semplice domanda: "voleva o non voleva che gli fosse staccata la spina?".

 

Confondi la logica con la spiegazione

Ma no sai, io vorrei che le spiegazioni seguissero la logica, tutto qui.

Può essere spiegata con il fatto che, in alcuni contesti sociali (in particolare quelli popolati da persone che, dieci volte su dieci a torto, attribuiscono a se stesse qualità culturali ed intellettuali di più alto livello) Englaro è stato eletto a simbolo di qualcosa di buono e giusto.

Non so di cosa parli. Su nfa non incensiamo nessuno, l'ultima volta che ho preso il turibolo in mano ero un chirichetto e avevo innanzi l'Ostensorio e cantavo Tantum Ergo Sacramentum.

E allora io, per mio illogico (perchè soggettivo e personalissimo) ma spiegabilissimo modo di essere, nutro antipatia per quei simboli.

Ritengo che si tratti di una delle tante applicazioni del mio più generale senso di disgusto per il conformismo, e per la peggiore delle forme in cui esso si manifesta, cioè l'anticonformismo socialmente accettato.

Da come ti descrivi, sembri uscito da qui. L'hai letto? Ti ha impressionato? Ti sei riconosciuto nell'UNICO? A me non piacciono i modelli unici, ma dico così eh...

Più che alla voce Renzo Tramaglino, dovresti guardare alla voce Troll.

Cioè, i troll sono io e gli altri, non tu che parli di eliminazione fisica di chi non ti piace (come hai scritto)? Tu che sul corpo di Eluana scrivi:

Anche a causa degli intellettuali liberali che non hanno mai nemmeno lontanamente colto il succo della questione, io trovo che Eluana Englaro sia stata virtualmente stesa su una tavola imbandita, alla quale si sono seduti suo padre, i giudici, i politici, i prelati, i giornalisti e tutti ridendo e scherzando amabilmente tra loro si sono cibati come dei porci del corpo della ragazza.

Ma ti rileggi? O vai avanti a ruota libera?

Comunque, tranquillo, io per  quanto mi riguarda non verrò più a interrompere i tuoi sonni/sogni corticali, non interferirò mai con lo stato vegetativo di nessuno.

Buonanotte.

Rispondo solo a quanto quotato qui sotto, perchè al resto trovo inutile rispondere visto che se avessi scritto "abracadabra" o "ambarabaciccicoccò" sarebbe stata la stessa cosa.

Cioè, i troll sono io e gli altri, non tu che parli di eliminazione fisica di chi non ti piace (come hai scritto)?

Mi sembra ovvio che ciò che volevo dire è che il troll sono io e che tu non sai distinguere una provocazione in forma di trollata da un intervento normale.

 

Secondo il Sole 24 Ore "il guru del Financial Times Martin Wolf ha scritto ieri che Usa e Regno Unito ci invidiano questo network produttivo". In realta' Wolf ha solo scritto:

Second, we have, quite rightly, substituted public sector borrowing for private sector borrowing, on an unprecedented scale, for peacetime. This can continue for some time, but not forever, as the US and UK come to look like Italy, but without Italy’s healthier private sector finances.

("In secondo luogo, noi abbiamo, abbastanza giustamente, rimpiazzato con indebitamento pubblico l'indebitamento privato, su una scala senza precedenti in tempo di pace. Questo puo' continuare per qualche tempo, ma non per sempre, dato che Stati Uniti e Gran Bretagna vengono ad apparire come l'Italia, ma senza le finanze piu' sane del settore privato italiano").

E' un dramma che in Italia la lingua inglese sia cosi' poco parlata: i cittadini si trovano in continuazione esposti alle mistificazioni dei pennivendoli della nostrana stampa comprata, venduta e sussidiata, senza nemmeno poter controllare le fonti originali.

Grazie per aver ricordato Beppino Englaro, la sua scelta come Italiano dell'anno ha un solo difetto: ci illude di trovarci in un posto migliore di quello che, in effetti, è.

PS: Beppino, non Peppino, mica è napoletano :-))

Giusto, Beppino. Lo avevo già scritto a Michele, ma è troppo impegnato a sciare, evidentemente

Anch'io credo che Beppino sia più geograficamente compatibile. A nostra parziale discolpa, la stampa italiana ha usato entrambe le versioni. Una veloce ricerca ha segnalato esempi di uso di ''Peppino'' su Corriere, Repubblica, La Stampa. Forse sarebbe meglio chiamarlo Giuseppe e basta.

Voto per questo signore http://bit.ly/6trfLD

Auguri a tutti

http://bit.ly/6trfLD

Grazie, e' una storia che non conscevo (romanzata, senza dubbio, ma con stile). Tra l'altro, a modo suo, e' una storia rilevante anche sul piano economico...

Ottime scelte.

Anche se, ammettiamolo, fare meglio del Sole 24 ore era abbastanza facile.

Un sorriso per il 2010

C.

 

Ho visto che più o meno tutti sono d'accordo sulla presenza di Marchionne nella Top 10, anche se io non ne sono così convinto.

A quanto ho capito, Marchionne è stato solo un manager con doti poco sopra la media. Ha ricevuto tanti soldi dallo Stato, solo che, rispetto ai suoi predecessori (i quali, ovviamente, erano sotto la media), è riuscito a migliorare la situazione finanziaria e ha rilanciato la linea della produzione. Ma senza i soldi dello stato, dove andrebbe a finire la Fiat?

Il Sole 24 ore di ieri

http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=P3NNR

...rilievi critici ancora nota "Il Riformista", sono arrivati dagli economisti di Noise From Amerika, un blog cui collaborano docenti universitari italiani emigrati negli Usa...

Il Riformista

http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=P37CJ

Giulio Tremonti vs economisti (o vs razionalità tout court?):

http://www.repubblica.it/2010/01/sezioni/esteri/benedetto-xvi-39/benedetto-xvi-39/benedetto-xvi-39.html

Da segnalare questa perla:

Il futuro degli uomini - ha aggiunto Tremonti - non è nè un oroscopo nè un software nè un palinsesto nè un programma di computer. E' superstizione voler prevedere il futuro delle cose umane, della politica, dell'economia perché questo dipende dall'uomo. Volerlo sapere a prescindere dall'uomo è arroganza. L'arroganza di una conoscenza che si crede illimitata ma che illimitata non è.

 

Mitico! Si è inventato il premio e lo ha pure assegnato: http://www.lavoce.info/articoli/-300parole/pagina1001483.html

Ottima scelta: in questi tempi di politica urlata, Giuseppe Englaro rappresenta una figura esemplare.

Ho appena letto sul 24 Ore che l'Italiano dell'anno ha detto:

"il PIL non fotografa l'Italia, calcolando cibo, cultura e ambiente saremmo al primo posto, serve un ripensamento".

A parte il fatto che si potrebbe dire : "calcolando servizi pubblici, burocrazia, trasporti (treni), etc saremmo all'ultimo posto",  non credevo di dover essere fiero di un Paese in declino permanente, forse irreversibile, perchè facciamo la miglior pizza margherita al mondo !

 

 

cibo, cultura e ambiente = pizza, mandolino e jurnata i soli.

Inizia una nuova discussione

Login o registrati per inviare commenti