L'America e i massacri

11 gennaio 2011 alberto bisin

L'uomo che entra con un fucile in un luogo pubblico (supermercato, scuola, ufficio postale,..) e spara a tutto ciò che si muove è purtroppo un luogo comune in questo paese (l'Amerika). Rispondo a due domande (che mi sono posto da solo) su dove questi massacri siano avvenuti più frequentemente, cioè i) in quale regione e ii) in città o in "campagna". Senza assolutamente alcuna pretesa di stabilire relazioni di causa-effetto.

Prima di tutto le definizioni. Dividiamo il territorio degli Stati Uniti in quattro regioni: Nord-est, Sud, Midwest (non si può tradurre), Ovest. L'attribuzione dei vari stati alle regioni è come da tradizione (secondo una definizione del Census):

 

 

Il Nord-est è giallo, il Sud rosso, il Midwest blu e l'Ovest verde (Alaska e Hawai sono attribuite a Ovest, ma comunque irrilevanti nell'analisi che segue).

La definizione di massacro è necessariamente arbitraria. Ho deciso di applicare la definizione dell'FBI - uccisione di 4 o più persone in un breve periodo e senza soluzione di continuità - alla lista raccolta da Wikipedia. Spero la lista sia esaustiva: l'unico test che ho fatto è controllare che includa tutti gli eventi che ricordo (Oklahoma City non c'è, ma credo sia perché considerato attacco terroristico).

Ho deciso di restringere l'analisi al dopoguerra (pochi eventi in precedenza) e ho eliminato un evento avvenuto su una nave da guerra. Ho escluso gli eventi catalogati come "Other notable accidents" che mi pare riferiscano tipicamente a incendi dolosi. Ho aggiunto l'ultimo evento a Tucson l'altro giorno.

 

 

Regione Eventi Popolazione in milioni Eventi in % del totale Popolazione in % del totale
Nord-est 6 55 21 18
Sud 10 113 36 37
Midwest 3 67 11 22
Ovest 9 72 32 23
Totale 28 307 100 100

 

 

 

L'Ovest è sovra-rappresentato e il Midwest sotto-rappresentato. Ognuno tragga le conclusioni che desidera sull'importanza relativa della cultura da film western.

Per quanto riguarda città e campagna, definisco città una della maggiori 50 aree metropolitane (per intenderci, Tucson, AZ, è una città; Austin, TX, no). 176 milioni di persone, il 57% della popolazione americana, vive in queste città (dati demografici in dettaglio). Ed ecco la tabella.

 

 

Eventi in % sul totale % Popolazione
50 maggiori aree metropolitane 29 57
Altrove 71 43

 

 

 

 

 

La sovra-rappresentazione della campagna è evidente. Sarebbe stata ancora più evidente se avessi definito città le 100 maggiori aree metropolitane. In questo caso avremmo il 32% di eventi in città (1 in più) e circa 65% della popolazione in città (dai 30 ai 40 milioni di abitanti in più).

Ognuno tragga le conclusioni che desidera sull'importanza relativa dell'alienazione da centro commerciale stereotipicamente il centro dell'aggregazione sociale in campagna).

68 commenti (espandi tutti)

Chiedi ad ognuno le sue conclusioni , io mi fermo alle mie impressioni.

Ho considerato come indice #abitanti / evento.

W 1evento / 8,0 milioni 

NE 1 evento / 9,2 milioni ( con 7 eventi invece di 7 sarebbe < 8,0 )

S  1 evento / 11,3 milioni

MW 1 evento / 22,3 milioni

per quanto riguarda la distribuzione geografica il MIDWEST  si distacca nettamente dalle altre regioni.

Non così il NE dal W : considerato che il numero di eventi è piccolo ne basta uno in più al NE perchè surclassi anche se di poco il W.

W e NE sono le regioni con maggiore densità di popolazione ( sottraendo a W le aree desertiche )

Conosco troppo poco gli USA ma ho avuto l'impressione che S e MW siano le regioni più tradizionaliste , pur nella diversità e forse dove il melting pot è meno marcato.

In effetti quando il numero degli eventi è così piccolo ne basta uno per cambiare abbastanza la faccenda. Per curiosità ho costruito la tabella come sarebbe apparsa una settimana fa, ossia poco prima dell'episodio di Tucson.

Regione Numero Eventi % Eventi % Popolazione
NE 6 22,2 18
S 10 37,0 37
MW 3 11,1 22
W 8 29,6 23
Totale 27 100 100

E' sempre vero che il Midwest è l'area più tranquilla, ma le conclusioni sulla differenza Nord-Est/West sono più sfumate. Entrambi sopra la media, il W di più, ma non so se la differenza con NE sarebbe statisticamente significativa.

Se poi, per caso, il pazzo di Tucson fosse stato, che so, a New York la tabella oggi si preenterebbe così:

Regione Numero Eventi % Eventi % Popolazione
NE 7 25,0 18
S 10 35,7 37
MW 3 10,7 22
W 8 28,6 23
Totale 28 100 100

Di nuovo NE e W sopra la media, ma ora il NE fa peggio. Come si dice in questi casi, extra caution in interpreting the data is needed.

Per ampliare il ragionamento di Brusco, ho speso 10 minuti ad applicare una sorta di semplificato metodo bootstrap ai dati in questione. (Il metodo consiste nel simulare una replicazione degli eventi stessi (non in senso letterale...), una volta decisa una varianza degli eventi elementari), e vedere cosa ne consegue nella varianza della variabile derivata, per verificare se le differenze sono "significative" o meno.

Ho fatto la cosa senza pretesa di scientificita' ma solo come giochino.

Il numero rilevante qui, secondo la mia formazione piu' sociologica, e' il tasso su tot abitanti, cioe' il rischio dell'evento (piu' o meno).

Questa la tabella:

Eventi Milioni di abitanti Eventi su 1 milione di abitanti

NE 6 55 0.11

S 10 113 0.09

MW 3 67 0.04

O 9 72 0.13

 

E' evidente che solo il rischio del midwest, 0.04 su un milione, e' sostanzialmente diverso da quello delle altre aree.

L'analisi boostrap/Montecarlo, svolta simulando un numero di eventi centato sul valore osservato e con deviazione standard 1.2 per il Sud e proporzionale al numero di eventi stessi e relativa al valore del sud per altre aree (con 30 ripetizioni) conferma sostanzialmente questo fatto. Che cioe' le differenze tra NE, S e O non sono significative. Solo il Midwest ha un valore significativamente minore ai restanti.

Qui i risultati di questo esercizio:

 

Eventi Milioni di abitanti Eventi/ ab Lower Upper

NE 6 55  0.11 0.08 0.14

S 10 113  0.09 0.07 0.11

MW 3 67  0.04 0.04 0.05

O 9 72  0.13 0.09 0.16

 

Ripeto che questo e' un esercizio fatto molto alla svelta, quindi senza pretese di troppa scientificita', ma solo per showing off a bit (sto seguendo da qualche settimana questo blog ma ancora non capisco se mi ci trovo bene o no (questo e' ovviamente un problema mio!)). Chi voglia piu' dettagli tecnici puo' cercare la mia email su internet non e' troppo difficile (non sono quello su facebook).

rankstatefirearms prevalencefirearms prevalenceregion8Illinois29.3924.86MW31Indiana45.1152.78MW16Iowa38.4950.91MW26Kansas42.8842.55MW17Michigan38.9644.31MW12Minnesota35.4238.75MW32Missouri45.350.6MW23Nebraska40.8551.72MW28North Dakota43.850MW18Ohio38.9733.15MW34Oklahoma47.6455.36MW25South Dakota42.366.67MW13Wisconsin35.7848.45MW AVERAGE MW40.3761538546.93153846 7Connecticut25.4816.67NE9Delaware30.7428.57NE24Maine42.1248NE11Maryland34.9738.27NE2Massachusetts13.0816.16NE19New Hampshire39.335.71NE3New Jersey15.4416.26NE5New York20.1922.48NE15Pennsylvania37.947.03NE6Rhode Island22.3618.75NE30Vermont44.471.43NE AVERAGE NE29.6345454532.66636364 50Alabama57.5157.69S44Arkansas52.5160S4D.C.20.13 S22Florida40.5133.91S46Georgia53.6554.62S45Kentucky53.252.24S49Louisiana55.0461.04S51Mississippi60.2561.54S39North Carolina50.6150.36S42South Carolina5147.46S43Tennessee52.3553.26S33Texas46.2649.32S35Virginia47.9241.38S47West Virginia54.6465.63S AVERAGE S49.6842857152.95769231 41Alaska50.91 W37Arizona48.346.27W10California33.2633.66W14Colorado37.750W1Hawaii11.59 W40Idaho50.8776.47W38Montana48.8376.47W36Nevada47.9742.86W27New Mexico42.9246.88W29Oregon43.9257.69W20Utah39.6151.43W21Washington40.3547.5W48Wyoming54.7887.5W AVERAGE W42.3853846256.06636364  

Un altra variabile importante, nel confronto, sarebbe la densità di armi pro capite nelle regioni. Tutto quello che ho trovato finora in una breve ricerca in google è questo paper (http://www.springerlink.com/content/l5mu897u52005258/fulltext.pdf) che usa due proxy per "Firearms prevalence" (il primo basato sul numero di suicidi avvenuti tramite armi da fuoco, il secondo derivato da un survey).

Evidentemente, la densità di armi da fuoco è massima nel sud e nell'ovest.

bob riesco a capire la differenza fra le due colonne

Due modi diversi di misurare la penetrazione delle armi da fuoco. Una, suicidi con arma da fuoco. L'altra, inchiesta a questionario (se ho capito giusto).

non esistono dati ufficiali sul numero di armi da fuoco, quindi bisogna ricorrere a dei proxy e, come giusto scrivevo:

(il primo basato sul numero di suicidi avvenuti tramite armi da fuoco, il secondo derivato da un survey).

Il primo proxy è semplicemente suicidi con arma da fuoco fratto totale suicidi, il secondo è un hosehold survey dove assumo la domanda sia "avete un'arma da fuoco in casa vostra?" (il paper non dice il testo esatto della domanda) 

Forse sarebbe interessante vedere se la regolamentazione influisce sulle conclusioni. Visto che le norme differiscono anche molto da stato a stato forse, in prima approssimazione, si potrebbe provare intoducendo una dummy

0 Lo stato ha adottato una legge assimilabile al Montana Firearms Freedom Act

1 Lo stato non ha adottatao una legge simile

Qui una mappa (non so quanto accurata) degli stati che l'hanno adottato.

edit: corretto un accento. Grazie Biase.

Piero,

il post di Alberto era motivato da una curiosita' molto semplice, senza alcuna pretesa di stabilire alcun nesso causale: i massacri sono piu' frequenti nelle grandi aree metropolitane o nel resto del paese?

Certo, poi uno puo' introdurre altre variabili esplicative e vedere se la relazione stimata fra incidenza di massacri e localita' urbana o meno sopravvive anche dopo aver "equiparato" questi ulteriori attributi.

Ma, amenocche' uno stia cercando di trovare delle relazioni causali, non so quanto sia interessante introdurre altre variabili di controllo. Infatti, supponi che uno trovi che la differenza di incidenza dei massacri sia tutta spiegata dalla tua dummy di regolamentazione (ovvero, dopo aver introdotto la tua dummy le differenze fra citta' e campagna spariscono). Potresti allora essere tentato di concludere che non e' tanto lo status "citta' o campagna" a spiegare la diversa incidenza, quanto la presenza o meno di regolamentazione sulle armi.

Ma: (a) questa conclusione e' errata perche' l'introduzione o meno delle regole sulle armi e' endogena (magari vengono introdotte proprio perche' in quegli stati avvengono piu' massacri); (b) questo risultato non mi aiuta a capire se i massacri avvengono di piu' in citta' o in campagna. Per quello basta la semplice analisi di Alberto.

Se poi uno vuole cercare di stabilire una relazione causale fra regole sulle armi e incidenza di massacri, allora occorre trovare delle variazioni "esogene" rispetto al fenomeno studiato. Si veda ad esempio l'ottimo studio di Mark Duggan che conclude che, si', effettivamente una maggiore presenza di armi da fuoco porta (in modo causale) ad un maggior numero di omicidi.

(a) questa conclusione e' errata perche' l'introduzione o meno delle regole sulle armi e' endogena (magari vengono introdotte proprio perche' in quegli stati avvengono piu' massacri)

A dire il vero pero' il Montana Firearms Freedom Act non limita il diritto di possedere armi, ma lo espande a discapito delle limitazioni federali. Se ho ben compreso, e'' una liberalizzazione locale ad una limitazione globale. Non penso quindi che abbia un carattere endogeno. Naturalmente si tratta di legislazione recentissima, quindi non puo' avere avuto un effetto sensibile su eventi misurati su un periodo molto piu' lungo. Tuttavia la presenza di una legislazione MFFA-like mi sembra un buon proxy del sentimento pro-guns di un determinato stato.

Ma, amenocche' uno stia cercando di trovare delle relazioni causali, non so quanto sia interessante introdurre altre variabili di controllo. 

 

Dah?! Ed io che ero rimasto all'idea che in distribuzioni multivariate uno potesse condizionare per questo e per quello calcolando marginali e relative correlazioni ...


All right, all right. Intendevo per rispondere alla domanda che si era posta Alberto. Sono d'accordo invece sulla catalogazione di Tucson e Austin.

Il riferimento di Alberto nel post è sbagliato, Austin è più grande di Tucson, circa 780K abitanti, la 15esima negli USA (Tucson circa 550K). La metro area di austin è circa 1.7 milioni. Comunque, se non sono "citta'" queste, non so cosa sia una città. 

A me pare che la dicotomia rilevante sia città vs suburbia, e che stereotipicamente si possa associare l'alienazione alla seconda. Ma come classificarle? Phoenix, la 5a città degli USA, è un continuo suburbano con 10 grattacieli in mezzo, congiunti da strade deserte anche in pieno orario di lavoro. Madison, WI, o anche persino Iowa City, IA hanno una popolazione da città rurale ma ha un centro in cui la gente effettivamente passeggia, ricco di attività culturali e ricreative, magari per merito delle rispettive università. Attività che certamente ci sono anche a Phoenix, ma il senso di alienazione che si prova a girarci è notevole, al contrario delle altre due più piccole cittadine. 

Insomma, quel che voglio dire è che dubito che la dicotomia città - campagna sia rilevante. La campagna USA è piena di centri culturalmente attivi, nel loro piccolo. A me fanno più impressione le grandi città modellate urbanisticamente come centri residenziali sviluppatisi a lato di lunghissime strip-malls. Phoenix, Dallas, Atlanta....

 

Ma, amenocche' uno stia cercando di trovare delle relazioni causali, non so quanto sia interessante introdurre altre variabili di controllo.

Grazie per la puntualizzazione. Non mi sono espresso con chiarezza: a me (ma probabilmente solo a me) sembrava interessante aggiungere una terza domanda: "Ci sono più massacri negli stati dove l'acquisto di un'arma da fuoco è più semplice?" tutto qui (questa volta è corretto ;-), grazie Biase).

Si veda ad esempio l'ottimo studio di Mark Duggan

Interessante, appena ho tempo lo leggo, thanks.

accenti

fausto di biase 12/1/2011 - 23:50

Quì una mappa (non so quanto accurata) degli stati che l'hanno adottato.

 

 

''qui '' si scrive senza accento

Giusto per finire il ragionamento iniziato in precedenza... quello che volevo dire è che sarebbe interessante condizionare sul numero di armi da fuoco presenti, non solo sulla popolazione (anche se chiaramente il numero di armi da fuoco è assolutamente endogeno, quindi non bisogna avere nessuna pretesa, come sottolineava Alberto, di trovare relazioni causali):

Regione eventi (#) popolazione (milioni) eventi (%) popolazione (%) eventi/popolazione prevalenza armi (%) totale armi (milioni) eventi/totale armi
Nord-est 6 55 21 18 0.109 29.6 16.28 0.369
Sud 10 113 36 37 0.088 49.7 56.161 0.178
Midwest 3 67 11 22 0.045 40.4 27.068 0.111
Ovest 9 72 32 23 0.125 42.4 30.528 0.295

Considare il numero di armi da fuoco presenti non cambia di molto l'impressione generale. La regione più "pacifica" è il Midwest, seguita dal Sud. L'unica differenza è il rango relativo del Nordest e dell'Ovest: considerando che nel Nordest ci sono meno armi che nell'Ovest, il Nordest emerge come regione relativamente più "truculenta".

Con tutte le prudenze del caso...

Evidentemente, la densità di armi da fuoco è massima nel sud e nell'ovest.

Beh, visto anche che si tratta di proxi, faccio un po' fatica a vedere l'evidenza. A me pare che le cifre siano piuttosto simili anche per il midwest, con una piccola prevalenza nel ovest.

L'unica regione dove sembra che ci siano meno armi è il nordest.

A questo punto mi pare tu abbia smontato abbastanza la correlazione armi/massacri, dato che le due regioni con la massima incidenza di massacri (molto vicine fra loro) sono quella con l'incidenza di gran lunga minore di armi e quella con l'incidenza massima (seppur di poco rispetto alle altre 2).

Inoltre il midwest, pur avendo una concentrazione di armi molto simile a west e sud, ha poco più di metà dei massacri/abitante.

1. il culto dell'autodifesa

(l'autodifesa degenera facilmente nell'offesa gratuita)

2. la diffusione  delle armi, la scarsa regolamentazione, la facilita` di ottenere armi

3. un abbassamento della soglia di tolleranza al dolore altrui

4. l'esaltazione del narcisismo individuale dei singoli

5. il mancato funzionamento (o l'assenza) di meccanismi culturali di sublimazione delle naturali tendenze all'aggressivita` (tra questi meccanismi culturali includo la famiglia)

i fatti elencati nei punti 1, 3, 4, e 5 sono anche dovuti e certamente rafforzati dal mondo dello spettacolo (cinema e televisione)

Oibò, quante granitiche certezze.

In Italia non abbiamo potuto usufruire dei punti 1, 2 e 5. Inoltre il mondo dello spettacolo ci proponeva i film di Franco e Ciccio e "Carramba che sorpresa".

Eppure siamo comunque riusciti ad effettuare una serie di "eventi", da Piazza Fontana ai recenti attentati alle ambasciate romane, (passando per Moro, Bologna e l'unabomber del nordest) che nulla hanno da invidiare rispetto quelli americani.

Anzi, aggiungerei che questi traguardi sono stati raggiunti senza nemmeno il "punto 4", perchè i nostri pazzi agivano probabilmente in gruppo e, sicuramente per modestia, hanno sempre agito anonimamente.

Considerando le ridotte dimensioni italiche rispetto al colosso USA possiamo finalmente applaudire un'eccellenza italiana nel mondo !

PS

Non fosse abbastanza ovvio è un commento ironico.

scusa, ma quante banalità.....se non ricordo male Washington DC è definita la "murder capital" a causa del numero di omici (che non vengono commessi con le borse della spesa) eppure, nonostante la sentenza Heller, a tutt'oggi vieta il possesso di armi ai privati.

Gli omicidi (e i suicidi) li compiono gli uomini non gli "attrezzi" piombare sulla fermata dell'autobus con una Punto è uguale a sparare al centro commerciale. Quindi bisogna regolamentare le Fiat con buona pace di MArchionne....

Vorrei poi far notare che per una ragione o per l'altra (il nonno cacciatore il papà guardia giurata, la semplice passione ecc) il numero delle case dove è presente un arma non è così diverso, in media, tra Usa e Italia, e che nei giorni tra Tucson e oggi vi sono state tre "stragi" in Italia. L'unica differenza con molti stati americani è la difficoltà, ma diciamo in pratica l'impossibilità, italiana di ottenere il permesso di porto per difesa personale. Ma non mi sembra che questo possa rappresentare un deterrente per il "matto" ne tantomeno per il criminale. Forse, come dice Bill Galston, stratega di politica interna di Obama bisognerebbe reintrodurre il TSO.....

Sicuro che siano solo i matti a comportarsi "da matti" ?

Sui rapporti tra malattia mentale e violenza ti segnalo questo articolo trovato su Phastidio.

L'Italiano c'ha famiglia.

Lui ci tiene molto alla famgila...

Quando s'incazza ammazza la moglie e i figli e al massimo il vicino...

la famiglia prima di tutto...

no, hai ragione ma non cambia i termini del problema, cioè che il bandolo della matassa non sia l'accesso alle armi per il cui divieto, vedi mio post sotto, non ci sono i presupposti pratici. e comunque il problema è il matto o facente...funzione o finzione.... 

http://stason.org/TULARC/society/guns-canadian/8-Doesn-t-the-US-have-man...

Mancano numeri e riferimenti ma, se quanto si dice in questo articolo è corretto, il più alto tasso di omicidi negli USA rispetto al Canada non sembrerebbe legato al possesso di armi per persona, che, peraltro, è simile nelle due nazioni. "If a prohibition could somehow eliminate all firearms, and, therefore, all firearm-related homicides, without _any_ weapon substitution, the US murder rate would still be roughly _double_ the Canadian murder rate.". Senza voler parlare della Svizzera o di Israele, forse i motivi dell'alto tasso di omicidi negli USA sono da ricercare altrove.

 

sarebbe interessante vedere se gli autori dei crimini assurdi , con una legislazione diversa ( canadese , italiana ) , avrebbero potuto avere le armi che hanno usato.

( anche se anni fa un disturbato mentale , in cura presso un centro psichico , che aveva tenuto sotto scacco per un pomeriggio via F.Carcano a Milano e freddato tre persone , risultò in possesso del porto d'armi concessogli e rinnovatogli pare perché rampollo di una famiglia molto agiata ed influente )

QUI

 

Vorrei poi far notare che per una ragione o per l'altra (il nonno cacciatore il papà guardia giurata, la semplice passione ecc) il numero delle case dove è presente un arma non è così diverso, in media, tra Usa e Italia, e che nei giorni tra Tucson e oggi vi sono state tre "stragi" in Italia. L'unica differenza con molti stati americani è la difficoltà, ma diciamo in pratica l'impossibilità, italiana di ottenere il permesso di porto per difesa personale. 

riporto infatti: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/italia-armata/2033808

Un controllo semplice potrebbe venire dalla distribuzione degli omicidi "normali" (non stragi), anch'essi correlati alla facilità di procurarsi armi. Sono più diffusi in città o in campagna? I "contadini" sono più pacifici ma quando impazziscono  lo fanno alla grande?

Questo post mi viene come il cacio sui maccheroni per porre una domanda che ho in mente da tempo, alla quale magari i nostri amici amerikani possono rispondere.

Mi sono sempre chiesto se c'è una grande differenza tra la nostra campagna e quella americana.

La nostra sembra essere un oasi di pace e tranquillità, dove la gente lavora duro ma è sostanzialmente felice, piedi per terra e pochi fronzoli per la testa. La americana, specialmente quella del sud, da l'impressione di essere un posto perfettino ma alienante, come nei film, dove la gente aspetta solo il week-end per andare a sbronzarsi nel bar del paese e passa il tempo libero nell'immenso e immancabile mall.

Io sono stato in amerika solo una decina di volte, e come turista, per cui non ho neesuna prova diretta di questi miei pensieri, ma cari amici che vivono in una tranquilla cittadina vicino Boston sembrano essere abbastanza d'accordo con questa tesi, quasi che il vivere in campagna sia fonte di stress maggiore che vivere in città, e magari queste tabelle sono lo specchio fedele di questo stress "campagnolo"

a parte che parlare di campagna in Italia ha poco senso visto la vicinanza delle città non è che da noi in campagna si scherzi ( per la felicità di Vespa )

scazzi ( avetrana ) 

stevenin ( montagnana )

maso ( s.bonifacio )

erika ( novi ligure )

nessuno di questi è assimilabile a massacro, in nessun caso sono state uccise più di 4 persone, questi sono semplici episodi di violenza domestica, amplificati in modo imbarazzante dai mass-media, e comunque il movente, al di là che gli assassini si possano considerare pazzi o meno, rimane puramente affettivo.

in Amerika i massacri sembrano essere mossi da un senso di malessere di natura sociale.

personalmente ritengo che l'Amerikano medio viva in una cultura dove ogni cosa è esasperata, dalle porzioni di cibo alle libertà alla competitività, senza l'estremo non si è soddisfatti, di conseguenza anche la frustrazione individuale viene esplicitata in una scala maggiore, proporzionale al livello della cultura. Inoltre spesso il modello a cui l'individuo aspira e da cui vuole ricevere gratificazioni è la società, si può ben vedere dal populismo dei politici americani, che propone cittadini modello che si sacrificano per il bene della nazione e degli altri.

I Italia al contrario la famiglia è la radice e spesso il fine ideale di tante nostre azioni, di conseguenza è anche la prima cosa su cui le nostre frustrazioni si sfogano. se il mio obiettivo è essere amato da chi amo e verso cui protendo, e poi vengo tradito, con chi me la prendo? 

massacri? a Tucson 6 morti, a Genova 3 ma è andata bene..... in totale sono almeno 15 i morti in Italia intorno a natale non correlati con crimini.....la masseria Calabrese, la mamma di Faenza, l'ex carabiniere in sardegna, il marito geloso a Genova e un altro che ora mi sfugge. Spostare tutto il problema sull'accesso alle armi non serve a niente, per due motivi primo perchè eliminarne l'accesso non è possibile per varie motivazioni (non ideologiche ma pratiche) secondo perchè cos'è un arma? anche un martello, la sciabola del nonn tenente di cavalleria, il coltello santoku di mia moglie...ecc....

Ricordo poi che nella vicina e civilissima (parole non mie) Svizzera i maschi in età di richiamo detengono il Sig 550 d'ordinanza sotto il letto (una dei più sofisticati fucili d'assalto...).

a parte che parlare di campagna in Italia ha poco senso visto la vicinanza delle città

Bravo! Osservazione molto pertinente, la vastita degli "spazi" nelle aree rurali o montane statunitensi è qualcosa che non esiste in Italia (forse nemmeno in tutta Europa).

Prima di andarci personalmente non sarei nemmeno stato in grado di concepire certi "vastita".

Non ti do torto, per i delitti a sfondo passionale/familiare sicuramente ci sono vari esempi, però, parlando di massacri ( >4 morti) mi sembra che qualche differenza ci sia, magari è solo un'impressione pero i dati lo confermano.

Ma su una cosa probabilmente hai ragione, magari le immense distese di terra con la città più vicina a 500 km mettono più ansia...

Alla fine io non vedo grandi differenze nelle motivazioni e circostanze che possono portare all' atto folle - la differenza mi sembra sempre la presenza delle armi da fuoco, strumenti fatti apposta per colpire in serie.

Il comico inglese Eddie Izzard fa un bello sketch che va un po' cosi - La National Rifle Association dice: le pistole non ammazzano la gente, la gente ammazza la gente. O anche le scimmie ammazzano la gente, se si procurano delle pistole.

A naso (o basandomi sulla sempre pericolossisma esperienza personale) direi che nella "campagna" americana ci sono piu' armi da fuoco per abitante.

"dove la gente aspetta solo il week-end per andare a sbronzarsi nel bar del paese e passa il tempo libero nell'immenso e immancabile mall."

Senza offesa, ma messa così sembra che la gente nelle zone rurali americane non faccia altro che sbronzarsi e bighellonare nei mall. Mi pare piuttosto riduttivo considerando che sono molti gli americani che suonano, fanno teatro, ballo, volontariato oltre a decine di altre attivita' ricreative. Insomma gente che ha altri interessi extra lavorativi oltre a ciucca e shopping. Poi, ovvio, dipende anche dalla zona in cui si vive. Piccolo esempio: per lavoro mi sono trovato a vivere 18 mesi vicino Jackson, in Mississippi (stato povero e arretrato) fra il 2000 e il 2002. Essendo appassionato di teatro e recitazione credevo di trovare poco o nulla, salvo poi scoprire che esistevano compagnie amatoriali e teatri attivi anche in piccole e modeste località. Stesso discorso per quanto riguarda la musica: non ho mai visto tanti giovani in grado di suonare uno o più strumenti come da quelle parti e disposti a fare massacranti viaggi per pochi spicci in locali, fiere e festival. Mio cognato lavora come promoter in Italia e non avete idea delle lagne deve sentire da certe band per fare qualche chilometro in più.

Scusate per la piccola disgressione.

ML

Grazie. A me la digressione è piaciuta.

purtoppo sono poche le persone che hanno un po' di esperienza "americana" che non siano le ferie o il viaggio di lavoro alla corporate di appartenenza...quasi nessuno sa che la percentuale di volontari è molto più alta che in italia e parlo di volontariato serio non di ong che raggranellano soldi ma gente che bada ai poveri fa il pompiere sabato e domenica....

In realta' come gia' commentato da altri i numeri non sono statisticamente significativi: ci sono troppi pochi massacri (per avere significativita' statistica beninteso).

Se osserviamo 9 massacri, l'incertezza statistica e' radice_di_9 = 3.  Nella tabella che segue riassumo i dati su massacri, popolazione in milioni, massacri per milione di abitanti e relativa incertezza, e "numero di sigma" rispetto alla regione con minore frequenza di massacri, ovvero differenze di frequenza diviso la somma quadratica degli errori.  In termini di numero di sigma, la significativita' e' minore di 2.  In fisica delle particelle si chiedono 3 sigma per evidenza e 5 sigma per una scoperta.

regione massacri popolazione frequenza per 1M incertezza n. sigma P(uguale ad Mid-West)
Nord-Est 6 55 0.1091 0.0445 1.25 0.212
Sud 10 113 0.0885 0.0280 1.15 0.251
Mid-West 3 67 0.0448 0.0259 0.00 1.000
West 9 72 0.1250 0.0417 1.64 0.102

Aggiornamento successivo alla prima versione. Rispetto alla prima versione del commento, ho aggiunto alla tabella precedente una colonna con la probabilita' che il numero di massacri osservato in una regione degli USA sia esattamente uguale al numero del Mid-West (l'area con frequenza piu' piccola) e che la differenza sia dovuta esclusivamente a fluttuazioni statistiche (dovute al fatto che osserviamo un piccolo numero di eventi).  Ho fatto approssimazioni ragionevoli (es. errori Gaussiani).

La frequenza di massacri del West risulta con probabilita' ~10% compatibile con l'essere identica la Mid-West, e quindi 90% compatibile con l'essere superiore al Mid-West. Il 90% sarebbe insufficiente per dichiarare un'evidenza in una pubblicazione di Particelle Elementari, ma puo' essere ragionevolmente essere considerato evidenza di un effetto nelle Scienze sociali.  Ma e' bene tenere presente che non si puo' escludere, al ~10% di probabilita', che i numeri osservati siano compatibili con una distribuzione di massacri identica tra la regione con piu' e meno massacri negli USA.

Aggiungo la tabella del confronto tra aree metropolitane e altrove, in questo caso la differenza di frequenza di massacri osservata corrisponde a 2.8 sigma, un livello vicino alla dichiarazione di evidenza sperimentale in fisica delle particelle, corrispondente ad una probabilita' dello 0.48% che le osservazioni rappresentino uguali frequenze entro le fluttuazioni statistiche attese.

area massacri popolazione frequenza per 1M incertezza n. sigma P(uguale ad aree metrop.)
aree metropolitane 8 171 0.047 0.017 0.0 1.0000
altrove 20 129 0.155 0.035 2.8 0.0048

Non voglio lanciare il sasso e poi nascondere la mano (o forse si' e' proprio quello che volevo) ma in queste cose bisogna andare piano con le speculazioni. Io avevo un prior (delle aspettative), che questo tipo di massacri fosse relativamente piu' frequente in campagna che in citta' e nel Sud e nell'Ovest del paese. Avevo anche la convinzione che questo tipo di eventi dipenda in modo rilevante dalla "cultura" del luogo dove avvengono (la convinzione e' coerente col prior). Ben sapendo quanto difficile sia "testare" queste "teorie sociologiche", non mi azzardo a farlo (e se lo facessi sarebbe un lavoro accademico, non per nFA). Pero' mi sono tolto la curiosita' di vedere se nei (pochi) dati si vedesse questa correlazione. (Risultato: si vede ma solo in parte - il Sud sembra fare meglio di quanto mi aspettassi). 

Adesso la discussione ha preso la piega dell'analisi causale - che non si puo' fare ragazzi, non si puo' fare - i dati sulla disponibilita' di armi non aiutano - come spiega Giorgio piu' sopra. Ma anche la questione della significativita' statistica - ragazzi, certo che e' marginale (Alberto, gli standard di nFA sono alti, ma richiedere a questo post gli standard della fisica delle particelle mi par troppo)... Ogni tanto bisogna anche accettare che c'e' poca evidenza, che conclusioni sono difficili da tirare, e anche in questi casi si puo' pero' guardare ai dati.... basta non tirargli il collo. 

A me il fatto che il rapporto citta' campagna sia 30-70 e non 70-30 pare interessante in se'. 


A me il fatto che il rapporto citta' campagna sia 30-70 e non 70-30 pare interessante in se'. 


Why? Di sicuro, fra le molte classificazioni binarie possibili, ce n'e' una che da un 90-10 split ...

Eppoi: sei mai stato a Tucson e/o Austin? A me una sembra campagna e l'altra citta', ma non nell'ordine in cui la tua catalagozione le pone.

fra le molte classificazioni binarie possibili, ce n'e' una che da un 90-10 split

Massacratori maschi 90%, femmine 10%

;-)

secondo me campagna -città non centra....nessuno (lo so che non è politically correct ma ....) ha notato la razza ? praticamente tutti bianchi nordeuropei.....mai visto un afroamericano ad esempio (quelli ammazzano a frotte ma sempre per soldi....) idem latini

Quel cecchino che sparava dai tetti dei centri commerciali un paio d'anni fa era afro americano, poi ricordo che almeno due, delle stragi tra studenti, sono state fatte da studenti di origine asiatica...però, in generale, hai ragione la stragrande maggioranza sembra essere WASP.

PS

Questo si può dire senza passare per razzisti, mentre quando si nota che la maggior parte degli omicidi con arma da fuoco è causato da cittadini afro americani si diventa razzisti :-) Mistery del politically correct!

si, era due neri, zio e nipoti se non erro ma sparavano da dentro un auto modificata per celarsi ma non erano pazzi ma criminali. Per il resto dici bene praticamete tutti wasp ma la p non centra. secondo me è una sindrome da nord europa, dove germania e in svezia ci sono stati casi simili (scuole e asili) cosa che nei paesi latini non è mai capitata.

 

PS io non sono politically correct e me ne vanto e adoro chi mi dice le cose fuori dai denti....

In effetti ho sentito una conferenza di un professore a Stanford ( non riesco a trovare il video o il nome del docente)  che metteva in relazione Etica Protestante, Capitalismo e disordini mentali che possono portare al crimine. Riprendendo Weber, affermava che chi - pur avendo più o meno successo - sente di avere attorno persone più gratificate di lui ( cosa che accade praticamente sempre ) risveglia la cosiddetta " etica protestante del povero "[non sono sicuro si chiamasse esattamente così ]. Per un retaggio culturale, non necessariamente di natura etnica, ma che dipende dal contesto in cui vive, si sente malvisto agli occhi di "Dio" e da qui nasce il fenomeno di pazzia. Ora sto andando a memoria, se trovo il video lo posto. Comunque si dimostrerebbe una certa relazione Usa,Nord Europa e Omicidi.

mah non so se centri la cultura protestante, forse è solo questione di razza nordica, un po' come l'ordine, il rispetto dello stato e della cosa pubblica che sono certo più tipici del nord europa....credo sia difficile arrivare ad una teoria, però certo è indiscutibile che la maggior parte, la quasi totalità, dei pazzi omicidi, che non abbiano motivazione emozionale e sentimentale, abbia una discendenza tale, mentre quelli responsabili di omicidi emozionali passionali siano latini.

Credo sia più corretto paralre di cultura ed educazione "nordica" e non di razza.

Messa giù come sopra sembra che dipenda tutto dall'essere o meno alti e biondi.

Avevo anche la convinzione che questo tipo di eventi dipenda in modo rilevante dalla "cultura" del luogo dove avvengono (la convinzione e' coerente col prior

La suddivisione del fenomeno come più frequente nele campagne, non può dipendere da un maggior tasso di acculturazione, di scolarizzazione, di cultura complessiva insomma di chi vive nelle aree urbane?

non è a mio avviso questione di campagna e cultura, non sono quasi mai degli ignoranti zappaterra ma spesso studenti liceali o universitari oppure impiegati licenziati...Come dicevo sopra mi sembra più un problema di "razza"

Chi fosse interessato ad una mappa interattiva con dati su omicidi con armi da fuoco ecc., qui:

http://www.guardian.co.uk/news/datablog/2011/jan/10/gun-crime-us-state

Peccato che non dividano gli handguns per la population. Perde completamente di significato.

Pazzi

Tommaso Gennari 12/1/2011 - 22:58

Chi invece non vuole dati ma un'idea dei pazzi liberi di parlare negli USA, qui:

http://www.youtube.com/watch?v=Qpkxoql4xz0&feature=related

Nella lista di Wikipedia manca il Virginia Tech Massacre:

http://en.wikipedia.org/wiki/Virginia_Tech_massacre

Qualcuno ha letto/sentito parlare di questo libro sull'argomento? L'ho visto ieri nelle pagine di seconda copertina di un libro di Epstein che sto leggendo.

Guarda, le statistiche su armi da fuoco e relative problematiche vanno prese con le molle. Ho sentito anch'io parlare di quel libro dai miei net pals (che amano svisceratamente il 2. Am.), ma da qualche parte ho letto che ci sono state polemiche sulle sue statistiche, vedi

http://islandia.law.yale.edu/ayers/Ayres_Donohue_article.pdf

ma comunque la tesi di Lott è che se i cittadini sono armati, e in particolare possono portare addosso le armi nei luoghi pubblici (concealed carry), i crimini violenti come rapine,stupri e agressioni diminuiscono. Però si parla di crimini "razionali" come la rapina ( e in qualche misura anche lo stupro è "razionale", se il costo del piacere o dell'umiliazione inflitta alla vittima è troppo alto c'è un effetto deterrente)

Ovviamente, ciò è abbastanza irrilevante nel caso dei massacri, in cui quasi sempre l'assassino dà per scontata la propria morte, cioè il massimo deterrente possibile.

Mi viene in mente comunque il caso Battisti: in pochi hanno fatto notare che Torregiani è sulla sedia a rotelle perché colpito dal padre mentre si difendeva, e l'idea di decine di persone armate in preda al panico che cercano di abbattere l'attentatore mi sembra una ricetta per un massacro. Uno dei miei conoscenti USA (Austin, TX) sosteneva che se gli studenti e professori del Virginia Tech fossero stati armati, avrebbero abbattuto l'attentatore prima che facesse tutti quei morti... ma un professore o un altro studente riuscirebbe a sparare senza esitazione a un suo collega o allievo? Anche nel caso dello psichiatra islamista nella base militare, alla fine è intervenuta la sicurezza della base, non gli astanti.

ma da qualche parte ho letto che ci sono state polemiche sulle sue statistiche, vedi

http://islandia.law.yale.edu/ayers/Ayres_Donohue_article.pdf

Aneddotica: pare che questo articolo sia valso a Donohue una bella citazione (con tanto di foto, indirizzo, e e-mail) sul sito dell'NRA come "nemico pubblico della libertà" (o qualcosa del genere). Grazie a questa citazione in breve tempo la sua casella di posta elettronica è stata intasata da migliaia di messaggi con insulti e minacce di morte. E io che pensavo che insegnare a Yale fosse il massimo della vita...

Mi viene in mente comunque il caso Battisti: in pochi hanno fatto notare che Torregiani è sulla sedia a rotelle perché colpito dal padre mentre si difendeva, e l'idea di decine di persone armate in preda al panico che cercano di abbattere l'attentatore mi sembra una ricetta per un massacro. Uno dei miei conoscenti USA (Austin, TX) sosteneva che se gli studenti e professori del Virginia Tech fossero stati armati, avrebbero abbattuto l'attentatore prima che facesse tutti quei morti... ma un professore o un altro studente riuscirebbe a sparare senza esitazione a un suo collega o allievo? Anche nel caso dello psichiatra islamista nella base militare, alla fine è intervenuta la sicurezza della base, non gli astanti.

sì, ci sono stati casi in cui è successo, ricordo di un professore, ex marine, che usci nel suo truck prese la 45 dal cruscotto e mise fine allo shooting. Certo si può disquisire a lungo su tutto ciò ma vietare alle persone di difendersi in america è come pisciare controvento. Ricordo che la stessa Gifford è una pro secondo emendamento....e spesso gira armata.

Poi ci sono i soliti politici come Bloomberg che dicono amenità...

"il sindaco di New York vede nella diffusione di quest’arma potente e facile da maneggiare un «grave pericolo per la collettività». Lo Stato di New York, come la California, è uno dei pochi dove la vendita di Glock è soggetta a particolari regolamenti ma Bloomberg ritiene che serva ben altro: una legge per tutelare gli esponenti politici dal rischio di aggressioni «con ogni tipo di arma da fuoco». Da qui il sostegno alla proposta di legge del deputato repubblicano Pete King, per rendere illegale il possesso di un’arma a «meno di 300 metri di distanza da un rappresentante del governo federale, statale o locale»"

 

mi spegassero come applicare la cosa e che deterrente avrebbe avuto sulla mente del folle, dato che folle è di sicuro.

A proposito di cose difficili da interpretare... o forse sono io che non riesco a capire cosa c'è dietro questo tipo di fenomeni... è un'invenzione giornalistica, o voi amerikani ne avete già sentito parlare? (con le notizie dall'estero del corriere.it vado sempre coi piedi di piombo)

 

 

Sia il Corriere che Repubblica scopiazzano tutto quello che scrivono sugli USA. Nel caso delle pistole, suggerisco di andare su Google News e digitare qualcosa del tipo glock sales 

allora, a mio modesto avviso e conoscenza dei "polli" la spiegazione potrebbe essere molto banale. Quando gli americani si sentono insicuri non cominciano a gracchiare contro il ministro dell'interno (che poi non è proprio come in Italia dato che è uno stato federale ma è per capirsi...) ma pensano a proteggersi. Casa fanno quindi? si armano (poi uno può essere dìaccordo o no ma è un altra cosa) e cosa comprano (dato che sono pragmatici e attenti ai costi) la migliore arma sul mercato, con un buon numero di colpi, in un calibro gestibile anche dalle mogli (anche come impugnatura) e che costi niente (350 euro, in italia 500 ma è economica anche qui) contro i 1000 dollari e oltre di una classica in acciaio completo.

Mah, io non vorrei addentrarmi in ambiti che non mi appartengono e che conosco poco, anche perché leggendo le statistiche che avete finora presentato, non mi è ancora chiaro se questo tipo di fenomeni siano realmente più frequenti negli US rispetto all’Europa. Ma supponendo che lo siano, è possibile che siano dovuti a diversità nell’organizzazione sociale tra vecchio e nuovo continente?

mi spiego meglio: se io italiano decidessi di dare di matto, strutturando le mie azioni criminali attorno ad un vago e farneticante movente politico, in realtà non sussistente ma utile solo come pretesto per fare un gran casino (mi sembra di capire, che più o meno, sia quello che è successo a Tucson, ma se mi sbaglio correggetemi), probabilmente andrei a cercarmi qualche associazione filo brigatista o giù di lì.

E’ possibile che l’americano medio sia istintivamente meno propenso alla collettivizzazione di qualsiasi attività? E che quindi sia più probabile che sia “attirato” da azioni del tipo da voi citato, piuttosto che dal partecipare a organizzazioni di tipo terroristico o simile?.

Preciso che non intendo assolutamente sostenere che l’americano sia meno socievole o compagnone dell’euopeo (il che sarebbe una cazzata colossale), ma semplicemente che è abituato a sistemi aggregativi differenti. Da architetto mi viene da pensare alla struttura del tessuto urbano, che è pur sempre una manifestazione di come una società mette in rapporto ambito pubblico e privato. Provate a pensare al sistema di strade e piazze all’italiana e alle griglie alla Manhattan

Non voglio certo aprire una discussione di sociologia che non sarei in grado di sostenere, ma forse a livello statistico non è così semplice distinguere tra strage compiuta da una persona isolata e quella compiuta da gruppi organizzati.

 

la migliore arma sul mercato, con un buon numero di colpi

 

un caricatore da TRENTA colpi? quando qualcuno ha fatto notare che i GIs hanno vinto la seconda guerra mondiale con l'M1 che di colpi ne aveva otto? Ma di che hanno paura, che gli arrivi in casa il "commando pim, commando pum, commando omicida" della terra dei cachi?

vedi:

http://davidbrin.blogspot.com/2011/01/not-on-colbert-also-tucson-and-magazine.html

 

beh...in certe zone con certe bande ........rischi di trovarti in casa 4 simpaticoni che di far fuori te e la tua famiglia non gliene frega niente......otto colpi , ti garantisco per esperienza, specie in mano di chi non è un professionista servono a forare il muro e basta.....

comunqu la glock viene venduta col caricatore da 15 anche in italia, io ne ho due, per cui fan teenta colpi e lo cambio in meno di tre secondi (ci metterei meno ma non mi voglio sparare sui piedi o al vicino di linea....

Nord-est, Sud, Midwest (non si può tradurre), Ovest

L'espressione ``Mid-West'' e` ormai entrata e si e` accomodata. Resti pure dove si trova, per carita`. Ma dire che sia intraducibile e` una forzatura impropria. Il punto e` che a seguire questa logica, l'espressione ``Middle-East'' (e con essa tutte le altre) non sarebbe mai stata tradotta in italiano. Siamo tanto caduti nella barbarie (linguistica), che tutto e` diventato intraducibile nella nostra lingua, o piu` precisamente viene considerato tale dai nostri parlanti, in cui si spegne l'uso creativo della lingua, a favore della facolta` adottiva. La lingua non cresce piu`, anzi arretra e perde terreno. Ci vorrebbe una bella tabella che mostri l'estensione della perdita lessicale. Non ce l'ho, ma me ne accorgo senza tabella. Del resto, basta mettere a confronto la televisione attuale con quella degli anni sessanta o settanta, che si puo` rivedere nel canale ``Rai Storia''.

Propongo ancora una volta di sentire cosa ha da dire Leopardi a proposito, anche per sgombrare il campo dalle solite accuse di ``purismo''.

Da torvo parola italianissima e di Crusca, il Caro nell’Eneide (l.2. dove parla del simulacro di Pallade) fece torvamente, parola che non si trova nel Vocabolario. Ci può esser voce più chiara, più naturale, e ad un tempo più italiana di questa? Ma perchè non istà scritta nella Crusca, e perchè a quegli Accademici non piacque di porre la famosissima Eneide del Caro fra i testi, avendoci messo tanti libracci, però quella voce non si potrà usare? Questo lo dico per un esempio [...]. Del resto questo è un derivato senza ardire nessuno, e sebbene anche di questa specie se ne danno infiniti, e così anche giovano moltissimo alla lingua, sì per la moltitudine, sì anche individualmente; nondimeno sono forse di maggior utile i derivati, o usi nuovi di parole o modi già correnti, fatti con un certo ardire. Ma ho portato questo esempio per dimostrare come si possano far nuovi derivati dalle nostre proprie radici, che sebbene nuovi, abbiano lo stessissimo aspetto delle parole vecchie e usitate, sì per la chiarezza che per la naturalezza, per la forma, suono ec. e quindi sieno tanto italiane quanto la stessa Italia. Del qual genere se ne danno, come ho detto, infiniti a ogni passo.
(15. Marzo 1821.)

Tutto quello che ho detto della derivazione di nuove parole o modi ec. dalle proprie radici, o dei nuovi usi delle parole o modi già correnti, lo voglio estendere anche alle nuove radici, non già straniere, non già prese dalle lingue madri, ma italiane, e non già d’invenzione dello scrittore, ma venute in uso nel linguaggio della nazione, o anche nelle scritture anche più rozze ed impure, purchè quelle tali radici abbiano le condizioni dette di sopra in ordine ai nuovi derivati ec. E queste nuove radici possono esser nuove in due sensi, o nuove nella scrittura, ma antiche nell’uso quotidiano; o nuove ancora in questo. V. p.800. fine. Qui non voglio entrare nelle antichissime quistioni, qual popolo d’Italia, qual classe ec. abbia diritto di somministrar nuovi incrementi alla lingua degli scrittori. Osserverò solamente 1. quel luogo di Senofonte circa la lingua attica che ho citato p.741. in marg. notando che la Grecia si trovava appunto nella circostanza dell’Italia per la varietà dei dialetti, e che quello che prevalse fu quello che tutti gli abbracciò (come dice quivi Senofonte) cioè l’attico, come quello che fra noi si chiama propriamente italiano. Giacchè c’è gran differenza tra quell’attico usitato da’ buoni scrittori greci, divulgato per tutto, quello di cui parla Senofonte ec. ec. e l’attico proprio. Nello stesso modo fra il toscano proprio, e il toscano sinonimo d’italiano. V. p.961. capoverso 1. 2. Che senza entrare in discussioni è ben facile il distinguere (almeno agli uomini giudiziosi, perchè già senza buon giudizio non si scriverà mai bene per nessun verso) se una parola usitata in questa o quella parte d’Italia, non però ammessa ancora o nelle scritture o nel vocabolario, ec. abbia le dette condizioni, cioè sia chiara, facile, inaffettata, di sapore di suono di forma italiana. (Giacchè di origine italiana, è sempre ch’ella è usata in Italia da molti, purchè non sia manifestamente straniera, e questo di recente venuta; mentre infinite sono le antiche parole straniere domiciliate, e fatte cittadine della nostra lingua.) In questo caso qualunque sia la parte d’Italia che la usa, una voce, una frase qualsivoglia sarà sempre italiana, e salva quanto alla purità, restando che per usarla nelle scritture si considerino le altre qualità necessarie oltre la purità ad una voce o frase per essere ammessa nelle scritture, e in questo o quel genere di scrittura, in questa o quella occasione ec. 3. Che tutte le lingue crescono in questo modo, cioè coll’accogliere, e porre nel loro tesoro le nuove voci create dall’uso della nazione; e che come quest’uso è sempre fecondo, così le porte della scrittura e della cittadinanza, sono sempre aperte, per diritto naturale, a’ suoi novelli parti, in tutte le lingue, fuorchè nella nostra, secondo i pedanti. E questa è una delle massime, e più naturali e legittime e ragionevoli fonti, della novità, e degl’incrementi necessari della favella. Perchè cogl’incrementi delle cognizioni, e col successivo variar degli usi, opinioni, idee, circostanze intrinseche o estrinseche ec. ec. crescono le parole e il tesoro della lingua nell’uso quotidiano, e da quest’uso debbono passare nella scrittura, se questa ha da parlare ai contemporanei, e da contemporanea, e delle cose del tempo ec. Così cresce ogni momento di parole proprissime e francesissime la lingua francese, mediante quel fervore e quella continua vita di società e di conversazione, che non lascia esser cosa bisognosa di nome, senza nominarla; massime se appartiene all’uso del viver civile, o alle comuni cognizioni della parte colta della nazione: e per l’altra parte mediante quella debita e necessaria libertà, che non fa loro riguardare come illecita una parola in ogni altro riguardo buona, e francese, ed utile, e necessaria, per questo solo che non è registrata nel vocabolario, o non anche adoperata sia nelle scritture in genere, sia nelle riputate e classiche. 4. Ripeterò quello che ho detto della necessità di ammettere la giudiziosa novità a fine appunto di impedire che la lingua non diventi barbara. Perchè la novità delle cose necessitando la novità delle parole, quegli che non avrà parole proprie e riconosciute dalla sua lingua, per esprimerle; forzato dall’imperioso bisogno ricorrerà alle straniere, e appoco appoco si romperà ogni riguardo, e trascurata la purità della lingua, si cadrà del tutto nella barbarie. Il che si può vedere, oltre l’esempio nostro, per quello della lingua latina, perchè questa parimente, dopo Cicerone, mancata, o per trascuraggine e ignoranza, come ho detto altrove, e per non trovarsi nè così perfetti possessori, e assoluti padroni della lingua, nè così industriosi, oculati, giudiziosi, solerti, artifiziosi coltivatori del di lei fondo, e negoziatori della sua merce e capitali, come Cicerone; o per timidità, scoraggimento, falsa e dannosa opinione che la ricchezza della lingua fosse già perfetta, o ch’ella in quanto a se non fosse più da crescere nè da muovere, nè da toccare; o per superstizione di pedanti che sbandissero le nuove voci tratte dall’uso, o dalle radici della lingua, come mancanti di autorità competente di scrittori (il che veramente accadeva, come si vede in Gellio); o anche per falsa opinione che le radici o l’uso, o insomma il capitale proprio della lingua non avessero effettivamente più nulla da dare, che facesse al caso, o convenisse alle scritture ec. ec.: mancata dico per tutte queste ragioni alla lingua latina la debita libertà, e la [790]giudiziosa novità, ebbe ricorso, per bisogno, allo straniero, e degenerò in barbaro grecismo. E come, per fuggir questo male, è necessario dar giusta e ragionata (non precipitata, e illegittima, e ingiudicata e anarchica) cittadinanza anche alle parole straniere, se sono necessarie, molto più bisogna e ricercare con ogni diligenza, e trovate accogliere con buon viso, e ricevere nel tesoro della buona e scrivibile e legittima favella, sì i derivati delle buone e già riconosciute radici, sì le radici che non essendo ancora riconosciute, vanno così vagando per l’uso della nazione, senza studio nè osservazione, di chi le fermi, le cerchi, le chiami, le inviti, e le introduca a far parte delle voci o modi riconosciuti, e a partecipare degli onori dovuti ai cittadini della buona lingua.

(G. Leopardi, Lo Zibaldone, pp 784-790)

 

 

Che il numero di armi per abitante, o la disponibilita' delle stesse, non sia correlato direttamente ai crimini gun-related è un fatto noto, qui un articolo simpatico di Foreign Policy al riguardo. In particolare esistono paesi in cui per la diffusione della caccia e della vita di campagna (Finlandia) o addirittura per disposizione di legge (Svizzera) armi da fuoco anche pesanti sono molto più diffuse che non negli States.

Sarebbe interessante paragonare il tasso di "massacri" (credo che Bisin traduca così l'espressione americana "killing spree") tra diversi paesi, ma non so se sono disponibili questi dati a livello internazionale. Più facile confrontare il semplice tasso di omicidi.

Da una lettura rapida trarrei le seguenti conseguenze:l'Italia ha un tasso basso, più o meno uguale a paesi vicini come la Svizzera (dove ricordiamo che quasi ogni maschio adulto, e anche alcune donne che hanno fatto il servizio militare, possiede un fucile d'assalto), l'Austria, la Slovenia, e anche di altri paesi europei come il Regno Unito, la Spagna, la Germania e la Grecia; solo un po' più alta la Francia.

Gli USA sono fuori scala rispetto agli altri paesi industrializzati del 1o mondo (il tasso è cinque volte più alto di quello italiano, tre volte quello canadese in cui la disponibilità di armi da fuoco è, mi pare, simile). I paesi asiatici ricchi variano dall'estremamente basso (Giappone, nonostante i film di Takashi Miike, e Singapore), e la Corea del Sud che ha un tasso di più del doppio del nostro (piccolo trivia: il massacro - usando la defininizione accettata da Bisin - più grave mai registrato è stato commesso da un poliziotto sud-coreano, che accoppò 50 persone suonando il campanello porta a porta). I paesi nordici dell'Europa occidentale anche hanno variazioni non indifferenti, dal dato quasi nullo dell'Islanda a quello della Finlandia (credo il paese dell'Europa a 12 con più omicidi); più alti in genere gli altri paesi baltici e quelli dell'Europa orientale. Nella top 20 tantissimi paesi dell'America Latina, soprattutto Centrale e Caraibi, la Russia, e qualche paese dell'Africa Sub-Sahariana (dove immagino in alcuni casi gli omicidi possano essere sottostimati).

Questi dati ci possono dire grossolanamente che la legislazione sulle armi da fuoco non è un fattore di importanza determinante rispetto ad altri; probabilmente è un cofattore. Per fare analisi più raffinate, bisogna capire la differenza tra un paese e l'altro della natura degli omicidi (gang-related, associati alla criminalità organizzata, alle violenze domestiche, all'alcool, alla malattia mentale...) e questo tipo di statistiche sono più difficilmente confrontabili tra diversi paesi. Se dovessi scommetterci dei soldi, direi ad esempio che in Finlandia (in rapporto agli altri paesi scandinavi) contano l'elevato tasso di alcolismo e l'isolamento di molte comunità; se questi dati fossero sovrapponibili a quelli di Norvegia e Svezia (non lo so) allora probabilmente la disponibilità di armi da fuoco potrebbe avere un suo peso (ma anche fattori culturabili meno tangibili: la Finlandia è storicamente legata alla Russia e culturalmente all'Estonia, tutti paesi dove gli omicidi sono molto frequenti). Negli USA gli omicidi sono sicuramente concentrati nelle inner cities e quindi collegati allo scontro tra bande; rimane da spiegare se questi aspetti giustifichino da soli il dato abnorme statunitense, o se invece ci sia un eccesso di omicidi anche in ambienti più suburbani, e se questo possa essere correlato a una maggiore tendenza alla violenza privata, ivi compresa quella che sottende al killing spree.

Intanto ieri altri due feriti in una scuola di L.A. per incidente.

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