Lettera aperta agli indignati italiani
Non credo sia giusto che i danni causati da pochi violenti distolgano l'attenzione dalle ragioni della protesta; ragioni che tuttavia, con il massimo rispetto per la rabbia e indignazione, mi appaiono confuse e quantomeno dirette all'indirizzo sbagliato.
Cari amici,
non credo sia giusto che i danni causati da pochi violenti distolgano l'attenzione dalle ragioni della vostra protesta; ragioni che tuttavia, con il massimo rispetto per la vostra rabbia e indignazione, mi appaiono confuse e quantomeno dirette all'indirizzo sbagliato.
- Pensate che i nostri problemi vengano dall'esterno e che sia la cattiveria e l'avidità degli speculatori stranieri ad aver ingiustamente attaccato le emissioni di debito del nostro paese.
- Pensate che Draghi abbia fatto male a scrivere insieme a Trichet al nostro governo (suvvia che vuol dire commissariare? Prova ne è la misura in cui il destinatario ha dato seguito ai suggerimenti della della missiva)
- Pensate che sia una buona idea non pagare i debiti
Cominciamo dal primo punto, ma questi speculatori cattivi non vi ricordano i savi di Sion? Ancora una volta la teoria del complotto? Provate a rifletterci un istante con calma. Lo avete visto cosa fa il governo in carica? Avete visto i risultati degli ultimi 15 o 20 anni di governo? Se aveste prestato soldi a uno che, pur guadagnando sempre di meno, continua a fare nuovi debiti e sta lasciando deteriorare i beni che ha dato in garanzia, voi non ce l'avreste qualche perplessità?
Insomma guardate in faccia la realtà: vi pare più plausibile che ci sia in giro qualche malvagio attentatore alla nostra sovranità, oppure che la crudeltà dei mercati finanziari consista semplicemente nel metterci di fronte alle tragiche conseguenze della incapacità e della disonestà della nostra classe politica?
In secondo luogo, ce l'avete con Mario Draghi, colpevole di tradimento e lesa maestà per la lettera scritta al governo. Chi sarà mai questo signore? È uno che si appresta a diventare governatore della Banca Centrale Europea. Uno che i tedeschi, che la difesa del valore della loro moneta l'hanno scritta nella costituzione, reputano in grado di fare un buon lavoro; uno che i supernazionalisti francesi, ritengono in grado di far bene nonostante sia italiano (sì, il nonostante è un po' forte, ma se continua così tra pochi anni sarà eufemistico); uno che i bacchettoni dell'Economist hanno deciso di sostenere perché sufficientemente autorevole e indipendente.
Quale la sua colpa? Quella di aver rammentato a un governo in stato confusionale le poche misure che non è più possibile posticipare per salvare un paese che è ancora (per poco tempo) possibile salvare? Quella di essersi guadagnato le cariche che ricopre senza tessere della p3 o della p4? Quella di non avere padrini politici? Quella di capire l'economia meglio di tante capre che in Italia lasciamo salire in cattedra per meriti politici?
Oppure volete difendere il governo in carica? O un qualche tipo di confuso nazionalismo di cui ci ricordiamo solo ai mondiali di calcio?
Suvvia, se volete protestare contro il dissesto del nostro paese, fatelo contro chi di tale dissesto è il diretto responsabile, non contro chi si è permesso di interrompere il coro delle castronerie servili, che molti giornali riportano pedissequamente per diagnosticare limpidamente qual è il male (bassa crescita) e quale la cura (riforme).
In terzo luogo, prima di chiedere a gran voce di non pagare avete riflettuto sulle conseguenze? Non pagare il debito è possibile. I contratti si stracciano tutti i giorni. Dirò di più, se convenisse al paese non pagare il debito, perché pagarlo? Sarei con voi. Se chi ci ha prestato denaro lo ha fatto senza rendersi conto che saremmo (sareste) scesi in piazza inneggiando al default, peggio per loro.
Ma davvero ci conviene? Vi è chiaro che metà di quel debito lo avete sottoscritto voi? Se non direttamente, indirettamente attraverso le banche e le compagnie assicurative a cui avete affidato i vostri risparmi. Smettiamo di pagare solo il debito detenuto all'estero? Non credete i creditori esteri e gli altri stati possano reagire? Come credete che vivremmo tagliando i rapporti con il resto del mondo (con meno energia elettrica e meno combustibile tanto per fare due esempi significativi)? Insomma, avete pensato che potreste essere voi a subire le conseguenze peggiori di un'iniziativa del genere? Non siete anche voi creditori di qualcuno? Di uno stato che vi paga lo stipendio o la pensione? Delle imprese che trovano sempre più difficile sopravvivere in un ambiente a loro progressivamente più ostile? Che farete quando lo stato non avrà più di che onorare i debiti verso di voi e le imprese private falliranno? Esproprierete le ricchezze dei ricchi? Per quanto potrà durare prima che si arrivi anche a toccare casa vostra e i risparmi di una vita dei vostri genitori? A chi sono andati i proventi di decenni e decenni di indebitamento se non ai vostri genitori? A chi può convenire un meccanismo del genere?
Non pagare i debiti dello stato non è una strada auspicabile per la stessa semplice ragione per cui non è spesso consigliabile, per un privato cittadino smettere di pagare il mutuo o le rate di un finanziamento. Perché i costi superano i benefici; perché diventerebbe molto più costoso (in qualche caso impossibile) anche tenere scambi commerciali.
In conclusione, può essere confortante pensare che il nemico sia uno straniero contro cui stringerci a coorte, ma purtroppo, non è così. Può fare comodo prendersela col medico che ci indica una cura dolorosa, ma l'unico risultato che si ottiene è il peggioramento delle condizioni del malato. Nei momenti di esasperazione la tentazioni di compiere gesti estremi è sempre forte, tuttavia la capacità di resistervi fa la differenza tra un momento di grave difficoltà e il disastro. Alla fine potremmo ritrovarci senza nessun “altro” contro cui recriminare a dover amaramente constatare che chi è causa dei suoi mali può solo piangere se stesso.





