Letture per il fine settimana, 25-8-2012

25 agosto 2012 sandro brusco

Questa settimana: evasione fiscale in Grecia; la situazione fiscale di lungo periodo degli USA; la bilancia commerciale dell'area euro; il piano di dismissioni di Brunetta; Susanna Camusso lancia una nuova idea;

Buona lettura e buon fine settimana.

  • Non so quanto sia rappresentativa  questa storia che ho visto sulla stampa anglosassone (ma forse è apparsa anche su quella italiana). Racconta la storia della popolazione dell'isola di Hydra che è insorta quando la ''tax police'' ha cercato di arrestare un ristoratore che non aveva dato lo scontrino. Suggerisce, come minimo, che la Grecia è ben lontana dall'essere un paese normale.
  • Jim Hamilton passa in rassegna i numeri della finanza pubblica (a livello federale, ossia escludendo spese e tasse degli stati) per gli USA negli ultimi 40 anni. Sono cose abbastanza note ma è bene rivederle di tanto in tanto.
  • Un'analisi di Bloomberg in cui si guarda sia all'area euro verso il resto del mondo sia ai singoli paesi. L'unica cosa che mi ha sorpreso è la posizione della Francia, pensavo avessero un deficit di bilancia commerciale inferiore.
  • Il Sole 24 Ore ha pubblicato un lungo articolo di Brunetta in cui spiega più in dettaglio il presunto piano per le privatizzazioni. Sostanzialmente, numeri irrealistici e l'idea di privatizzare vendendo alle fondazioni bancarie e alla Cassa Depositi e Prestiti, dato che tanto sono formalmente fuori dal bilancio pubblico. Non se ne può veramente più di questa gente.
  • La nuova idea della Camusso è che lo Stato si compri le aziende decotte. Solo finché la  crisi è passata, poi si ricollocano sul mercato. Ma anche no, visto che lo Stato dovrebbe finanziare ''direttamente progetti industriali che ci consentano di mantenere in Italia settori fondamentali''. Attendiamo pazienti che la Camusso riscopra le virtù della determinazione amministrativa dei prezzi e, perché no, dei dazi a livello di provincia. 

15 commenti (espandi tutti)

non so se è solo un problema mio, ma non si riesce ad accedere al link della Camusso (dal post, dal sommario invece sì)

grazie

Grecia

Francesco Forti 25/8/2012 - 08:31

In effetti non è normale che la popolazione insorga ma nemmeno che si arresti qualcuno (arrestare significa privare della libertà) per non aver emesso uno scontrino, o anche piu' d'uno.

Ho da raccontare un fatto, che forse è ancora piu' rappresentativo della realtà greca. Visita ad Atene con famiglia, immancabile visita al Partenone. Ai piedi della scalinata che sale verso i monumenti, una serie di cartelli indicavano alcuni legittimi e doverosi divieti, disposti per salvaguardare igene e pulizia del luogo. Ne ricordo due, poi capirete perché: il primo di non fumare mentre il secondo vietava l'ingresso ai cani. Ebbene per salire la scalinata abbiamo dovuto letteralmente scavalcare gruppi di cani, apparentemente randagi, sonnecchianti sui gradini. A sorvegliare il tutto, senza intervenire, alcuni poliziotti intenti con cura a ... non far nulla. Ah, no, una cosa la facevano con gusto: fumare. Uno addirittura appoggiato al cartello che vietava di fumare. Questa "fotografia" mi è rimasta impressa nella mente come situazione emblematica di un paese che riesce quasi piu' dell'Italia ad essere dipinto come "paese dalle leggi draconiane, temperate dalla generale inoservanza". Quando poi si fanno rispettare le norme, la gente insorge.

Grecia

st 25/8/2012 - 12:32

La notizia è stata battuta anche in italia solo con particolari diversi,il ristoratore non aveva omesso di battere lo scontrino(il carcere per uno scontrino è un enormita'),si era rifiutato di far vedere i libri contabili e aveva insultato la GdF greca http://www.ilmondo.it/esteri/2012-08-21/grecia-rivolta-degli-evasori-sul...

Faccio notare che il taglio delle società che lavorano per Comuni ed enti locali è semplicemente un taglio di posti di lavoro che produrrà disoccupazione e recessione. Per noi spreco è quando si inventano società pubbliche solo per creare posti nei consigli di amministrazione.

Traduzione: è spreco solo se si creano posti nei CDA ma non se con l'invenzione di società pubbliche si creano posti di lavoro, anche inutili, per operai e impiegati. Anzi, li' guai a tagliare, perché si crea disoccupazione e recessione. 

Non serve tra noi di nFA discutere di queste "nuove" idee ma magari potrebbe servire far capire a qualcuno di passaggio che il concetto di Camusso ricorda quello usato dai compagni cinesi quando le dighe le facevano costruire a mano da milioni di operai (in terra battuta, non in cemento) ma che anche a Pechino da un po' di tempo hanno cambiato rotta, al grido di "arricchirsi è glorioso".

Il dramma è che fa acqua anche a leggerlo con la categoria della "lotta di classe" o simili. Voglio dire: se creo o sostengo una società inutile (ovvero tenuta in piedi a forza con soldi pubblici a dispetto di ogni logica di mercato) per mantenere dei posti di lavoro, questa società avrà un CDA. Come funziona secondo la signora? Il CDA è cattivo e gli impiegati sono buoni? E in base a quale criterio? Riguarda il numero di Euro erogati in cambio della prestazione professionale? E, in caso, qual'è questo numero, chi l'ha deciso e in base a quale criterio?

Tanto sorpreso per la Francia non lo sono, ma se me lo avessero detto qualche anno fa ci avrei creduto con molta difficoltà, specie considerando che la voce che pesa di più sul suo deficit sono costi per l'importazione di energia.

...ma vorrei far notare una cosa odiosa dell'articolo di Brunetta.
Ancora una volta si inserisce fra i punti di forza dell'Italia il risparmio privato dei suoi cittadini. Sono sicuro di non essere il solo a trovare fastidiosi oltre misura questi cripto-inni alle tasse patrimoniali.
Qui non siamo all'ignoranza, siamo alla goccia che scava, scava...

scuola e concorsi

Ylenia 25/8/2012 - 13:25

Mi permetto di segnalare qui un argomento di cui non si è ancora parlato su fermareildeclino.it, ma immagino che sarà oggetto di dibattito in futuro, il reclutamento degli insegnanti nelle scuole pubbliche italiane. E' appena uscita la notizia del concorsone per 12.000 posti e l'assunzione di precari a vita: http://www.repubblica.it/scuola/2012/08/24/news/immissioni_prof_2012-414... io mi chiedo, è possibile tollerare situazioni del genere? E' giusto che per via di un diritto acquisito la gente debba essere assunta 22 anni dopo aver fatto il concorso? Non dovrebbero essere riesaminate le competenze delle persone in questione? Io non voglio degli insegnanti così per i miei figli. Non solo, il nuovo concorso mi sembra una gran presa in giro, la generazione degli attuali 35enni è stata tenuta fuori per 13 anni (chi si laureava nel 2000 in pari non ha potuto insegnare, l'ultimo concorso è del 1999) e adesso saltano fuori con 12.000 posti, voglio vedere come avverrà la selezione. Penso che il paese dovrebbe interrogarsi su queste cose, questi sono insegnanti pubblici che pagheremo a vita e spesso non valgono i soldi che paghiamo perché la selezione è fatta in maniera inadeguata. Scusate se ho invaso questo spazio, ma è un argomento a cui tengo e penso dovrebbe essere oggetto di dibattito, grazie!

ad Ylenia sulla scuola c'è moooooolto da fare e d dire. Credo che possa essere un tema principe dato che li, a scuola, si forma il futuro del paese.
Ylenia, se vuoi approfondire la cosa sono a disposizione ( la mia mail è nelle note biografiche ).
A presto Antonio

@Ylenia

giuliana allen 26/8/2012 - 15:22

Da professoressa, non statale, appoggio in parte il tuo pensiero conoscendo moltissime precarie statali che si sono fatte il mazzo sempre a loro spese e che hanno contribuito ad educare i nostri figli. Ti chiedo comunque di contattare francesca.chiaromonte@gmail.com

perche' al nostro guppo interessano tutti i punti di vista ed il tuo e' molto valido

giuliana allen

scuola

marco esposito 26/8/2012 - 16:15

Per il poco che posso dire (non sono un redattore) la posizione di nFA sulla scuola è che gli alunni possano scegliere le scuole con un voucher e le scuole possono assumere chi vogliono nel corpo docente.

La selezione la faranno gli utilizzatori (i genitori dei ragazzi massimamente) e non le solite commisioni pastrocchio. La cosa può essere unita alla esperienza della charter school.
Questo, almeno, è quello che ricordo io delle discussioni su nFA, Andrea Moro è il più ferrato e potrà fornire tutte le indicazioni necessarie. 

Il sistema italiano era un imitazione low cost di quello francese, dove i concorsi li fanno ogni anno. Poi sul sistema si sono stratificate rivendicazioni, concessioni, riforme di varia natura fino a creare qualcosa di totalmente privo di senso (Fioroni arrivò a dire che lui riforme complessive non voleva neanche provare a farle, preferiva il "cacciavite").

Il concorso è un filo meglio delle graduatorie (almeno viene evitato lo scempio della raccolta punti), ma cionondimeno il modello è questo: a decidere chi assume sono commissioni che non hanno alcun legame diretto con le scuole, le scuole in quanto tali non prendono in alcun modo parte al processo, e alla fine non sono le scuole -o le commissioni- a decidere la scuola, ma i candidati: il primo sceglie liberamente tra tutte le cattedre disponibili, poi tocca al secondo, e così via. Ovviamente nulla è definitivo, perché una volta assunto in ruolo, e scelto dove farsi paracadutare, rimane il fatto che l'assegnazione è provvisoria. E' compito della burocrazia decidere poi chi va e chi viene, in base ad anzianità, avvicinamenti parentali o coniugali, liste d'attesa...senza che le scuole possano emettere un fiato. Se ho sbagliato qualcosa, vi prego correggetemi.

 

Poi gli studiosi si sorprendono che per il docente italiano, il primo elemento da valutare nella scelta della scuola sia la distanza da casa (evidentissimo elemento di merito, eh...): in realtà la natura e l'ambiente della scuola in cui si lavora contano pochissimo, (1) perché il frullatore di cui sopra rende impossibile scegliere un certo ambiente o una certa scuola, che di anno in anno può cambiare abbastanza profondamente il proprio corpo docenti, (2) perché non è detto che il docente vincitore sappia un bel niente della scuola dove andrà a lavorare (3) perché sempre in virtù di questo immenso frullato di docenti,  nonché della rigidità/omologazione relativa alla programmazione disciplinare, le scuole sono abbastanza livellate (e se cambiamenti ci sono, non dipendono dalle scelte della scuola, come da punto 1), quindi tanto vale stare vicino a casa.

 

Uno dei tanti corollari è che quando i genitori devono scegliere la scuola a cui mandare il figlio, possono scegliere solo in base (1) alla componente sociale ("Mio figlio non lo mando tra gli zappatori" -estendibile anche ai docenti "Non voglio lavorare al CEP"), (2) anche loro alla distanza da casa, (3) fantasie di varia natura. Ricordo che in una scuola cui ero stato assegnato tutti volevano i figli in una certa classe, e premevano sulla Preside. La Preside non sapeva, a settembre iniziato, chi sarebbero stati i prof. di tale classe, visto che il CSA (ex-provveditorato) dormiva, ma intanto i genitori mostravano di saperla lunghissima. Alla fine, nella decantata classe d'élite è arrivata una tizia che insegnava ai ragazzi le sigle delle pubblicità dei supermercati. Generalmente i corsi migliori sono i corsi A -anche se certo, se un Preside ha ambizioni del genere, può creare corsi migliori e peggiori, visto che l'assegnazione dei docenti alla classi è uno dei suoi pochi poteri indiscussi).

Dalla sua  intervista:

 

Servono provvedimenti qui e ora per difendere quel poco di lavoro che è rimasto e ricominciare a redistribuire reddito, che è l’unica strada per lo sviluppo

Difatti lo sviluppo in URSS , che il reddito lo redistribuiva eccome, era tumultuoso.. tra l'altro senza uno straccio di citazione di uno studio economico che dica che la  distribuzione del reddito in Italia è cambiata (non lo è affatto, se ne è già parlato su nFA).


E, visto che per la crisi investimenti esteri non ce ne sono e molti imprenditori italiani stanno scappando dal Paese, io credo che sia meglio decidere che sia direttamente lo Stato ad investire

Questo è  un bel passaggio  dadaista  (oltre a un intervistatore non inginocchiato, ma proprio modello zerbino), non si dice che nessuno vuole investire in Italia  per via  dei pessimi sindacati italiani e delle tasse assurde, la bassa produttività in relazione al costo del lavoro, la legislazione senza nè,nè coda, e che gli stessi motivi fanno scappare gli imprenditori, ma si propone di fa r "intervenire lo Stato " (onnisciente, modello Finmeccanica..), magari aumentando la tassazione. Per produrre cosa e vendere a chi,poi ?


L’Ad (Marchionne) ha salvato la Chrysler grazie ai fondi di Obama, ma non ha certamente salvato la Fiat. È ora di rompere quest’idea e di creare le condizioni per cui ci siano altri produttori in Italia

Qui sono giorni che mi rompo la testa,ma anche mettendo al centro il pensiero dadaista della Camusso non ci arrivo. Se 1 è vero (Chrysler salvata dai fondi di Obama) la soluzione dovrebbe essere "diamo una paccata di soldi a Marchionne, che è quello che proponevo due righe sopra" , invece la soluzione è "facciamo venire gli stranieri che possano rompere le ossa a Fiat". Ora si dà il caso che son due anni che cerchiamo di rifilare Termini Imerese a chiunque,cinesi e sfigati  compresi, ma niente, poi non capisco che logica sia nel tenere insieme "facciamo venire gli stranieri" (punto 3), che non vogliono venire (punto 2 del suo intervento), diamo una paccata di soldi per "mantenere le produzioni"(punto 2), ma non alla Fiat (punto 3), che però è una delle maggiori realtà industriali dell'Italia.


Se i sindacati vogliono avere futuro in questo paese direi che è meglio che si rileggano Di Vittorio, che il movimento dadaista è altro. E possibilmente cambino leader(?)




Amarcord

massimo 26/8/2012 - 01:17

In pratica ha reinventato la gloriosa GEPI . Sarà un caso che la CGIL si è scelta per segretario una studentessa fuoricorso di archeologia? Dal sito della CGIL non risulta che abbia mai lavorato...

 

 

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