Letture per il fine settimana, 31-7-2010

31 luglio 2010 sandro brusco

Questa settimana: in ricordo di Angus Maddison e di David Blackwell; crescita della disuguaglianza e crisi finanziaria; la condanna di Brancher; la verità su crescita del PIL e vittoria ai mondiali; il sondaggio Vendola-Bersani; l'onorevole Matteoli e la teoria delle aste; il referendum sull'acqua.

Buona lettura e buon fine settimana.

  • Quest'anno sono morti due studiosi che sono nomi familiari per gli economisti. Angus Maddison (qui la biografia su wikipedia in inglese, purtroppo quella italiana è molto lacunosa), economista ma soprattutto storico, ha dato un contributo fondamentale alla costruzione della contabilità nazionale come ora la conosciamo e allo studio quantitativo dei processi di crescita. David Blackwell è un matematico che agli economisti è noto, tra le altre cose, per il Blackwell contraction mapping theorem (lo metto in inglese perché in italiano suona strano), un risultato frequentemente usato in programmazione dinamica e con importanti applicazioni in macroeconomia. Ma non solo la sua opera scientifica è stellare, la sua vita è ancora più affascinante. Figlio di un ferroviere, fu infatti il primo afroamericano a essere ammesso tra i docenti di Berkeley.
  • Di questi tempi si discute spesso della relazione tra crescita della disuguaglianza e crisi finanziaria. E' un tema sul quale vale la pena tornare più in esteso ma su cui la gente sembra particolarmente propensa a parlare a ruota libera. Il post di Chris Dillow può servire come introduzione al tema. Ma, ripeto, questa è una cosa su cui vale la pena tornare più in esteso.
  • Aldo Brancher, il noto ministro-lampo, è stato condannato per l'affaire Antonveneta. Dal nostro punto di vista la cosa in assoluto più sconcertante è come il governo non abbia nemmeno fatto finta di voler sostituire il ministro dimissionario. Ricapitolando: Brancher viene nominato ministro pochi giorni prima di andare a giudizio; il suo primo atto è di usare la carica per evitare il processo; la manovra fallisce perché pressioni istituzionali e mediatiche lo costringono alle dimissioni; nessun nuovo ministro viene nominato al suo posto. I suoi compiti come ministro non sono mai stati specificati, quindi ovviamente non è possibile che vengano assegnati ad altri. La domanda è: esiste alcuna interpretazione plausibile dei fatti che non sia che l'unica ragione per la nomina di Brancher fosse di sottrarlo alla giustizia? E se la domanda a questa risposta è ''no'', come ci pare debba essere, non è questa ragione sufficiente per chiedere a gran voce le dimissioni del governo?
  • Marco Celentani, sul blog nadaesgratis, guarda un po' più attentamente lo studio ABN Amro su tasso di crescita del PIL e vittoria ai mondiali. L'articolo purtroppo è in spagnolo, ma mi pare si capisca. In sostanza, la relazione non esiste. La chiusura di Marco è abbastanza misurata: ''Hasta la fecha no disponemos de ninguna evidencia que nos haga sospechar que ganar un mundial pueda tener un efecto sobre el crecimiento, ni bueno, ni malo.'' [Traduzione: Fino ad ora non disponiamo di nessuna evidenza che ci faccia sospettare che vincere un mondiale possa avere un effetto sulla crescita, né buono né cattivo]. Il commentatore barbarroja è più sanguigno: ''Acojonante lo que la gente puede llegar a publicar''. No, questo non lo traduco.
  • Paolo Natale su Europa (ex quotidiano della Margherita e ora quotidiano del PD) analizza con certa scetticismo il sondaggio pubblicato da Repubblica che vede Vendola in (leggerissimo) vantaggio su Bersani in una ipotetica corsa per candidato del centrosinistra.
  • Lo confessiamo, noi sospettiamo fortemente che la stragrande maggioranza dei nostri politici di economia non capisca una beata minchia. Ma ci sono momenti in cui tale sospetto si concreta in assoluta certezza. Le dichiarazioni del ministro Matteoli dopo la gara Tirrenia sono uno di tali momenti. Nella gara per Tirrenia alla fine era rimasto un solo concorrente. Nessun problema, dice il ministro, uno basta e avanza: mica si può vendere a due. C'è di più comunque. Uno può dire: dimentichiamoci le idiozie di Matteoli e facciamo buon viso a cattivo gioco, almeno la società è stata privatizzata e smetterà di essere un peso per lo stato. Well, think again. La ''privatizzazione'' consiste nella vendita di Tirrenia alla società Mediterranea Holding il cui socio principale, con il 37% del capitale, è (rullo di tamburi)...la Regione Sicilia. Quindi, riassumendo, un'altra gara alle vongole che risulta in un'altra privatizzazione alle vongole. Ma siamo sicuri che quando, inevitabilmente, la società busserà di nuovo alle casse dello stato qualcuno se la prenderà con il liberismo selvaggio.
  • Su Chicago-blog un dibattito tra Carlo Stagnaro dell'Istituto Bruno Leoni e  Luca Martinelli di Altreconomia riguardo al referendum sulla ''privatizzazione'' dell'acqua. Probabilmente ci sarà una escalation dei toni con l'avvicinarsi del referendum, quindi questo è probabilmente il momento in cui si possono leggere le cose più pacate sull'argomento.

20 commenti (espandi tutti)

I miei due cent su un paio degli argomenti trattati:

in primis il discorso dell'asta del ministro Matteoli: c'è ancora qualcuno che si stupisce di vedere indicazioni del fatto che in Italia non si sappia affatto cosa vuol dire "contesto competitivo" (o come funzioni)?

Poi il discorso dell'acqua; il tema, specialmente in Italia, è delicato.  Dico specialmente in Italia perché qui è più comprensibile che si abbia paura che meccanismi anche giusti possano essere usati come grimaldello per consentire l'accesso a un potere eccessivo ad alcuni soggetti.  Nel caso presente, il meccanismo della privatizzazione è giusto: la collettività mantiene la proprietà della risorsa e delle infrastrutture e una società privata provvede alla gestione del servizio e/o alla realizzazione/ammodernamento delle infrastrutture stesse in cambio di una concessione di N anni (con N sufficientemente grande per garantire la redditività dell'investimento).

Questo meccanismo permette di avere un servizio allocandone i costi in modo ottimale (dal momento che un soggetto privato si suppone gestisca meglio i soldi di uno pubblico).  Il servizio costa e la società in questione deve trarne un profitto, ma:

  • il servizio avrebbe comunque dei costi che la comunità dovrebbe sostenere, direttamente o indirettamente
  • le società che operano in questi ambiti hanno costi del capitale piuttosto vicini a un risk-free rate (si tratta di business consolidati, di beni primari e di nicchie di utenza gestite quasi in monopolio), quindi il ricarico dovrebbe essere minimo

Il problema quindi parrebbe non porsi, e in effetti il problema non esiste sulla cosiddetta "privatizzazione", quanto piuttosto su altri elementi che (sorpresa!) riguardano molto il contesto pubblico:

  • l'amministrazione taglia le voci di spesa per quel servizio, riversandole interamente sulla bolletta degli utenti
  • l'amministrazione non vigila sui livelli di servizio (qualità dell'acqua, ma anche giustifiche dei rincari)
  • l'amministrazione gestisce la gara di appalto in maniera poco trasparente, permettendo a soggetti "non ottimali" di accaparrarsi il servizio

Concludendo, in cosa la privatizzazione dell'acqua dovrebbe essere diversa da altre privatizzazioni?  In nulla, nel bene e nel male.  E il male riguarda più la mala gestio della cosa pubblica che il far gestire a una società privata un bene di prima necessità.

Anche la vicenda Mills con la condanna e le motivazioni della sentenza avrebbe dovuto far alzare la richiesta di dimissioni. Anro più che nel caso Brancher. Siamo mitridatizzati

Esilarante, sul caso Mills, la ricostruzione di Roberto Benigni, godibile dal minuto 5.20 in avanti di questo video.

 

Aggiungo un paio di pezzi interessanti nei quali mi sono imbattuto oggi:

 

1)  Inchiesta del WSJ sull'utilizzo di "tracking files" da parte dei più visitati siti USA. Nulla di nuovo sotto il sole ma trovo lodevole che i cronisti provino a tratteggiare un quadro preciso, con nomi, numeri, etc.   Da leggere anche gli ultimi due paragrafi:

 

The growing use and power of tracking technology have begun to raise regulatory concerns. Congress is considering laws to limit tracking. The Federal Trade Commission is developing privacy guidelines for the industry.

If "you were in the Gap, and the sales associate said to you, 'OK, from now on, since you shopped here today, we are going to follow you around the mall and view your consumer transactions,' no person would ever agree to that," Sen. George LeMieux, R-Florida, said this week in a Senate hearing on Internet privacy.

 

 

2)  Bel post sul fallimento di Lehman, preso dal blog di un avvocato d'affari americano

 

Obviously, there isn't just one reason why Lehman failed, despite what most commentators would have you believe. But there's one issue that stands out to me as the biggest problem at Lehman — in short, they were misrepresenting their liquidity pool. In a huge way.

...

The answer is that Lehman didn't actually have a $32.5bn liquidity pool; they had, at most, a $2.5bn liquidity pool. That is not a typo.
...
All of this highlights the importance of establishing liquidity requirements with a clear definition of a "liquid" asset — which, fortunately, is something Basel III does, and does rather conservatively.

 

un giornalista americano commenta il NYT e difende (?) il familismo amorale.

dai commenti:

Italy sounds like a ggod place to live. Do they accept immigrants from America?

The current PM is a genuinely cynical political operator who seems to be in politics only to make more money and to stay out of jail": that's how Disraeli started, and he worked out pretty well.

Those damn Italians, always refusing to play the global domination game. We ought to shoot some cruise missiles at them, just on general principles.

Mi offro volontario per segnalare con i laser i bersagli...

No, seriamente, ma come si fa a scrivere commenti di questo tipo? O meglio, non credo sia un problema di essere liberali, sono convinto che anche Karl Marx in persona avrebbe qualcosa da ridire sulla nostra situazione...

Ricordatevi che i commenti sul NYT (come su nFA) sono completamente liberi; la redazione credo censuri solo quelli che usano linguaggio scurrile. Il commento rappresenta solo chi lo scrive e non ha nulla a che vedere con il giornale, non più di quanto un muratore che costruisce un muro è responsabile di quello che la gente vi scrive sopra. Nei fatti poi la probabilità che si trovi un babbeo che dica qualcosa di assurdo e oltraggioso è praticamente il 100%. Il mio consiglio è di concentrarsi sull'articolo principale.

Non sono il difensore d'ufficio di Sailer, pero' credo che fosse sarcastico...

Risulta che in realtà nemmeno l'ultimo partecipante rimasto alla gara, la semi-pubblica Mediterranea Holding, vuole comprarsela. Stavolta Matteoli non può cavarsela dicendo che basta un compratore, visto che il numero è andato a zero! Ma non preoccupatevi, ha già assicurato che per Tirrenia ci saranno ''risorse aggountive''. E meno male, che già mi preoccupavo. 

E che senno' come ci si va in Sardegna? Per non parlare di quelli che sono la' e che per tornare a Milano dovrebbero vendersi la macchina a Olbia e prender l'aereo.

L'aspetto carino della Mediterranea SpA della Regione Sicilia ex  pretendente di Tirrenia è che al capitale partecipa il fondo CAPE presieduto da Simone Cimino e, nel fondo Cape, una cospicua parte del capitale è detenuto da.....tatataratààà dalla Regione Sicilia. Il fondo Cape è quello che tra l'altro ha fatto un'offerta per rilevare l'impianto FIAT di Termini Imerese.

Ceccanti ed Ichino hanno presentato una proposta di legge per un sistema elettorale all'australiana.

Ceccanti ed Ichino hanno presentato una proposta di legge per un sistema elettorale all'australiana.

Buona legge, si puo' discutere se indicare solo la seconda scelta e non anche la 3a, 4a, 5a come credo accada in Australia (ma potrei sbagliarmi).

Condivido; suppongo però che in un sistema "all'australiana" su seggi uninominali (e non plurinominali, come in Australia) gli elettori "strategici" comunque farebbero una scelta tipo "candidato del partito preferito al #1", "candidato del principale alleato di coalizione al #2", quindi le differenze nella distribuzione finale dei seggi sarebbero (credo) minime rispetto ad avere molteplici preferenze.

E, probabilmente, gli elettori di partiti "intrinsecamente contro" come il M5S di Grillo comunque non sosterrebbero candidati di movimenti "tradizionali", anche in collegi più larghi.

Invece, il punto critico è, secondo me, di scegliere esattamente lo stesso metodo elettorale per entrambe le Camere, rendendole ancora di più una il duplicato dell'altra.

Primo voto
“Fare una croce nella casella corrispondente al vostro candidato”
Bianchi
Rossi
Verdi
Gialli
                  
Secondo voto
“Se il mio candidato non può essere eletto sulla base dei primi voti, io voto come seconda scelta per,……”(1)
(1) Attenzione: il secondo voto, qualora, espresso, deve essere diverso dal primo.
Bianchi
Rossi
Verdi
Gialli
                                        
Metodo di funzionamento
a) Ammettiamo che l’esito della votazione sia questo:
Bianchi 80
Rossi 60
Verdi 40
Gialli 20

Sono 200 voti; il quorum è la metà + 1= 101; risultato: quorum non raggiunto.

b) Si esclude il candidato Gialli e si ripartiscono i suoi secondi voti: ne hanno dati 15, 5 per uno agli altri tre candidati.
Per cui il risultato sarebbe:
Bianchi 85
Rossi 65
Verdi 45

I voti validi sono 195; il quorum è 98; risultato: non raggiunto.

c) Si elimina il candidato Verdi e si spartiscono i suoi secondi voti: ammettiamo che siano 35, di cui 5 a Bianchi e 30 a Rossi.

Risultato finale: Bianchi va a 90 e Rossi vince, superandolo con 95 voti.

Questo sistema elettorale produce paradossi.

Supponiamo che l'esito della votazione sia
Bianchi 62
Rossi 50
Verdi 48
Gialli 40

Voti validi 200, quorum 101, non raggiunto.

Si esclude il candidato Gialli e si ripartiscono i suoi secondi voti: 39 per Bianchi, 1 per Rossi. Risultato:
Bianchi 101
Rossi 51
Verdi 48

Sempre 200 voti validi e quorum 101. Bianchi vince le elezioni grazie ai secondi voti di Gialli, il quarto, che risultano decisivi, mentre i secondi voti di Verdi, che è arrivato terzo, non contano nulla!

Un sistema in cui il vincitore delle elezioni può essere deciso dalle preferenze di una minoranza che ha votato per partiti o candidati marginali è ancora più assurdo del porcellum.

Non ho capito perché lo chiami paradosso. Secondo te quale dovrebbe essere il risultato, date le preferenze degli elettori?

Non hai specificato tutte le preferenze, hai detto solo che tra i Gialli in 39 danno la seconda preferenza a Bianchi e 1 a Rossi, ma anche con solo queti dati si può concludere che quando guardiamo all'insieme {Bianchi, Rossi, Verdi} più del 50% degli elettori preferiscono Bianchi a ciascuno degli altri due. Mi pare quindi naturale che Bianchi venga scelto.

Secondo me dovrebbero essere conteggiate tutte le seconde preferenze.

Per come è stato presentato il sistema elettorale da Ichino, le seconde preferenze degli altri (p.es. quelle di Verdi) vengono considerate solo nel caso in cui non si arrivi al quorum dopo aver considerato le seconde scelte di Gialli.

Per questo non ho indicato le seconde preferenze di Verdi, perchè nel mio esempio non sono necessarie.

Nel tuo esempio, qualsiasi fossero, le seconde preferenze di Verdi non avrebbero potuto fare arrivare nessun candidato diverso al quorum. Riesci a fare un controesempio in cui le seconde preferenze non tenute in conto sarebbero decisive?

Hai ragione. In realtà io avevo in mente una situazione più complessa, in cui le seconde preferenze sono numericamente inferiori alle prime, cosa possibile nel modello di Ichino, nel qual caso il quorum si abbasserebbe. Non cambierebbe nulla comunque, perchè se la diminuzione delle seconde scelte rispetto alle prime è x, il quorum si abbasserebbe solo di x/2. (x reale per comodità)

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