La libertà di parola in Italia

5 ottobre 2007 andrea moro

Leggo sul Corriere che la Polizia postale, su iniziativa del pm della procura di Roma, ha chiesto a Google nientepopodimeno che l'oscuramento del blog mastellatiodio. E io rimango, ancora una volta, allibito dalla carenza di una vera cultura delle libertà di parola in Italia.

Il nome del blog è certamente provocatorio, ma contiene un'affermazione di natura personale che non riesco a classificare come diffamatoria. I contenuti del sito sembrano essere più informativi che offensivi. Il blog riporta una serie di videoclip, articoli, interviste e lettere dello stesso Mastella. Lo scopo sembra perciò essere quello di esercitare un controllo minuzioso sulle attività e sulle affermazioni del ministro. Scopo che personalmente ritengo di pubblica utilità. Gli autori di mastellatiodio alternano questi contenuti a commenti di natura più ironica che offensiva. Davvero occorreva scomodare la Polizia postale? Davvero la procura di Roma non aveva niente di meglio da fare?

Due riflessioni, una positiva ed una negativa.

Innanzitutto fa ancora una volta piacere come la riduzione dei costi di pubblicazione fornita dalla rete, dai blogs, e da youtube possa permettere ai cittadini di esercitare una efficace funzione di controllo sulla politica impensabile precedentemente. I politici farebbero meglio a prenderne atto ed evitare affermazioni e comportamenti imbarazzanti, piuttosto che ad esercitare patetici tentativi di denigrare gli autori, come ha fatto Mastella associando mastellatiodio al neonazismo.

Spiace invece che, per l'ennesima volta, l'affermazione di verità imbarazzanti si accompagni al rischio di ricevere denunce e (in teoria) condanne. In questo caso non si tratta nemmeno di mettere in dubbio le affermazioni dell'accusato: gran parte dei contenuti di mastellatiodio sono stati creati dell'accusante stesso. Spiace perché, dopo diversi anni passati in America, do ormai per scontato anche in Italia l'esistenza di un diritto alla libertà di parola altrettanto solido e inalienabile di quello vigente negli Stati Uniti. Per chi volesse approfondire il tema, consiglio vivamente la lettura del secondo capitolo di "The Shadow University", che racconta la storia delle battaglie legali avvenute presso la Corte Suprema degli Stati Uniti per dare efficacia concreta al diritto alla libertà di parola. Un'efficacia che, secondo me, ancora manca in Italia.

35 commenti (espandi tutti)

Jesus.... mi sembra una cosa gravissima. Sono letteralmente allibito.

Mastella sarà anche bravo a intrigare, ma come relazioni pubbliche è proprio un ciuccio. Con la sua denuncia ha fatto un enorme servizio al blog  mastellatiodio, comportandosi più o meno come quei dementi che non si rendono conto che il modo migliore per far pubblicità a un film porno è quello di tentare di censurarlo. La vicenda è comparsa sui giornali nazionali e apparirà ancora, scommetto che le visite al blog sono cresciute esponenzialmente. Il blog continua a essere attivo e non mi aspetto che venga zittito any time soon (ovviamente mi auguro che non venga zittito mai); la situazione della libertà di espressione in Italia è sicuramente peggiore che in America, ma siamo pur sempre meglio della Birmania. Anche se venisse effettivamente zittito, con tutta questa pubblicità verrebbero fuori (sono già venuti fuori) 100 blog analoghi.

Insomma, per Mastella la denuncia è proprio un disastro autoinflitto. La cosa triste è che probabilmente non pagherà nulla per questa cattiva pubblicità che si è procurato. Mastella non ha certo bisogno di convincere le masse. Alle ultime elezioni l'UDEUR prese l'1,4% dei voti; chi lo ha votato, mi azzardo a dire, sapeva benissimo che razza di personaggio egli fosse, e dubito che verrà scosso nelle sue convinzioni da storie come la visita al GP di Monza. E dall'alto del suo 1,4% dei voti, probabilmente destinato a cambiare assai poco, il nostro è riuscito a prendersi il Ministero di Grazia e Giustizia e si prendere altri ministeri nel futuro in governi di qualunque colore. 

con tutta questa pubblicità verrebbero fuori (sono già venuti fuori) 100 blog analoghi

Ecco qua uno: iononodiomastellamamifalostessocagare: che riporta persino una campagna per creare cloni del blog originale. Fun!

Neanche troppo fuori tema forse. Vogliam parlare della polemica del giorno dopo sulla trasmissione Annozero di ieri 4 Ottobre e del rischio che adesso il CdA della Rai prenda provvedimenti contro Santoro? Vorrei che fatti di quella gravità (riguardanti, ahimè, anche la Lucania e Matera) non venissero alla luce dopo decenni e in forma semiclandestina. n.

Ferma restando ogni riserva morale e politica sul ministro Mastella, mi sembra di capire che non siamo in presenza di alcuna minaccia alla libertà di espressione.


In realtà, come al  solito, i giornalisti scrivono di cose tecniche senza nessuna competenza e mischiando allegramente pere e mele.


Leggendo la notizia del Corriere, sembrerebbe che la Procura abbia già emesso un provvedimento formale per oscurare il sito, dando mandato alla polizia postale per accertare, anche attraverso google (!?), gli autori del reato: il che rappresenterebbe un esempio di rapidità ed efficienza persecutoria degna della giunta birmana.


Leggendo invece la notizia data in maniera leggermente più tecnica http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/italia/news/2007-10-04_104125949.html si capisce che al momento la Procura si è limitata, di fronte alla denuncia ricevuta da Mastella, ad aprire un fascicolo contro ignoti, dando mandato alla polizia postale di capire di cosa si tratta.


Si trattrebbe in pratica di un semplice atto dovuto.


Ogni volta che la Procura riceve una notizia di reato, deve aprire  un fascicolo d'inchiesta e fare le indagini e quindi,  se riscontra la fondatezza della notizia, deve chiedere il rinvio a giudizio e, medio tempore, cercare di ottenere anche  delle misure cautelari, altrimenti deve chiedere l'archiviazione. In particolare la magistratura non ha la possibilità di scegliere quali reati perseguire, dato che c'è l'obbligatorietà dell'azione penale, quindi anche la più assurda notitia criminis merita un'indagine, salvo rapida archiviazione, come spesso avviene.


Se infatti io domani denuncio NfA come sito diffamatorio contro - per esempio - la categoria dei notai, non vuol dire che dopodomani NfA verrà oscurato, ma solo che la Procura aprirà un fascicolo di indagini, darà un occhiata a NfA e riscontrato che nessun reato è stato commesso, chiuderà il tutto, magari senza che neanche NfA ne venga a conoscenza.


Con ogni probabilità, potrei scommetterci anche un paio di euri, è esattamente quello che succederà con mastellatiodio: il tutto si risolverà in una archiviazione, dato che di semplice esercizio del diritto di cronaca/critica si tratta.


Ciò posto, il Mastella ha perso una buona occasione per star zitto, dato che non c'è nulla di più patetico di un ministro che denuncia chi lo critica.

Grazie per le precisazioni. Ne aggiungo una io: Google e' coinvolta nella vicenda come proprietaria di blogspot, il fornitore del blog. Mi chiedo pero': se io adesso scrivo una lettera alla procura indicando tutti i cloni di quel blog come possibili diffamatori, c'e' qualcuno alla procura che perde una mattina ad "aprire fascicoli?". Non c'e' un minimo di controllo di "plausibilita'"?

Sono d'accordo che la liberta' di parola non sia minacciata in questo caso. Il fatto pero' rivela quanta poca cultura delle liberta' civili ci sia fra i politici e nella stampa: e' uno dei casi in cui occorreva coprire di ridicolo l'autore della denuncia.

Comunque, anche dando la colpa a Mastella per aver attivato la denuncia e aver fatto perdere tempo prezioso alle forze dell'ordine, mi piacerebbe riflettere sul vizietto italico della denuncia per diffamazione. Non capisco se si tratta di una legislazione che ha una definizione piu' comprensiva del reato rispetto ad altrove, o se effettivamente tutte queste denunce vengono di fatto archiviate o ignorate dalle procure, e vengono fatte solo per pura ignoranza o a scopi pubblicitari.

Sabino ha assolutamente ragione. I nostri media hanno la perenne tendenza a scambiare le richieste di indagine per condanne e gli avvisi di garanzie per sentenze definitive. Da quel che capisco, quelli del blog mastellatiodio rischiano veramente qualcosa solo per aver messo su un finto sito di Casini; qui però la faccenda è diversa, si sono appropriati indebitamente di un nome non loro. E in ogni caso la cosa sembra ormai chiarita e non avrà particolari conseguenze legali. La probabilità invece che mastellatiodio venga effettivamente oscurato è essenzialmente zero.

Lo stesso, direi che la vicenda è significativa perché mostra quanto siano spaventati i nostri rappresentanti dal controllo dal basso senza mediazioni. Quello che fa paura di mastellatiodio non sono gli insulti e probabilmente nemmeno la presa in giro. È che il sito documenta attentamente, scrupolosamente, quasi maniacalmente, tutto quello che il nostro beneameato ministro dice e fa. I nostri rappresentanti a questo non ci sono proprio abituati; la loro idea di informazione data la pubblico è il pastone politico del TG1 in cui il giornalista di turno dedica 20 secondi al politico di ciascun gruppo parlamentare ripetendone qualche frase addomesticata.

Può essere utile andare un po' indietro con la memoria. Do you remember July 2006, l'approvazione dell'indulto? Di Pietro e Grillo ebbero l'ardire di pubblicare la lista dei parlamentari che avevano votato a favore del provvedimento. Ne scoppiò un gran putiferio, con politici di destra e sinistra arrabbiatissimi all'idea gli elettori potessero effettivamente venire a conoscenza di quello che combinavano gli eletti. Vale la pena in modo particolare di ricordare le dichiarazioni dell'ineffabile Bertinotti, il quale disse al riguardo

'Lo troverei deplorevole'. Duro il commento del presidente della Camera, Fausto Bertinotti, sull'intenzione di Antonio Di Pietro di pubblicare sul suo sito i nomi dei deputati che hanno votato contro l'esclusione dall'indulto del voto di scambio mafioso. 'Deplorevole -- ha detto Bertinotti -- perché interviene sulle libere scelte dei deputati che sono tutte egualmente morali'.

Claro no? Se il deputato deve render conto all'elettore di come vota la sua scelta è meno libera. Quindi, giusto occultare all'elettore il voto del suo rappresentante.

A costo di fare l'esterofilo, non posso fare a meno di notare che qua in America è prassi comune pubblicare sui media principali il comportamento di voto di deputati e senatori, provvedimento per provvedimento. Qui è un esempio di come Associated Press, una delle più grandi agenzie di stampa, ha riportato un recente voto. Se un politico osasse mettere in dubbio l'opportunità di tale pratica si condannerebbe istantaneamente alla morte politica certa.

Fatemi essere un po' ottimista per una volta. Secondo me, l'osservazione positiva che riporta Andrea è alla fine l'unica che conta. Il controllo dei nostri rappresentanti è diventato molto più facile. Loro non ci sono proprio abituati e danno fuori di matto. Ma mi azzardo a dire che la direzione di marcia è inevitabile, ed è quella giusta. Ragione di più per perdere un po' di tempo a scrivere blogs come questo.

La probabilità invece che mastellatiodio venga effettivamente oscurato è essenzialmente zero.

Di questo non sarei così sicuro. Quest' estate il blog di Piero Ricca è stato oscurato per 20 giorni a seguito di una denuncia di Emilio Fede, protagonista di un video in cui reagiva ad un' intervista aggressiva (conosco poco Ricca, ma mi pare una specie di "iena" autogestita ) sputando addosso all' intervistatore.Tuttora vige l' obbligo di oscurare gli articoli in questione.

Sono d'accordo che il caso in questione, almeno da come viene riferito qui, offra meno appigli per una censura.

Sono d'accordo che il caso in questione, almeno da come viene riferito qui, offra meno appigli per una censura.

Ma esattamente che appigli offriva quello di Piero Ricca (il cui specifico articolo e' tutt'ora oscurato, a quanto mi par di capire)?

E soprattutto, perche' in Italia si continuano a usare server collocati su territorio italiano, anziche' dove esiste il Primo Emendamento?

Non trovo più l'articolo, ma nel video Fede, circondato da guardie del corpo ed incalzato da Ricca sull'illegalità di Rete4, alterna silenzi, insulti e minacce. Ad un certo punto sputa da una scala, verosimiilmente addosso a chi riprende, e la scena è ripetuta più volte con tanto di accompagnamento musicale. Per quanto possa essere tragicomico che sia lo sputatore a denunciare lo sputato e non il contrario, qui Fede è ripreso di persona e fa una figura molto meschina. Per contro in un rapido giro su mastellatiodio ho visto solo commenti critici ma civili, la cosa più dura che ho notato è questo manifesto.

Quanto ai server, la questione è rilevante solo per l' identificazione: se ho un sito in Uzbekistan e la polizia postale viene a casa mia a chiedermi le password per metterlo sotto sequestro io gliele do senza fiatare, e la denuncia è contro di me, non contro l'host. Certo, se uso un sito blog straniero senza attività in Italia i gestori non sono tenuti a dare i miei dati alla polizia italiana, ma poi i visitatori non sanno usare i menu e devo stare attento ad ogni contatto correlato anche indirettamente al sito. Se non ho intenzione di fare nulla di illegale non ne vale la pena.

In realtà la questione dell'oscuramento dei siti internet - al di là dell'inconsistenza della vicenda Mastella - è seria e ci porta dritti dritti al vecchio problema dei rapporti tra libertà di espressione e diritto a non essere diffamato, tra libertà di informazione e uso delle informazioni per fini criminali.

Sul punto ci sono fiumi di libri e articoli e per fortuna lo spazio di libertà col tempo si è allargato.

Ciò non toglie che una tutela a chi è oggetto dell'interesse altrui deve essere riconosciuta, se questo interesse non si traduce in una legittima espressione di idee, ma in esposizione tendezionsa di fatti non veri o, peggio, in accuse di fatti criminali inconsistenti.

In altri termini, se domani (arrabiato per un loro commento che giudico sbagliato) apro un sito internet sul quale avanzo dei semplici sospetti che Sandro Brusco, Marcello Urbani e Enzo Michelangeli sono dediti al turismo sessuale e lo condisco di foto in cui il bel faccione simpatico di Sandro è associato alle faccine di bambine tailandesi, mi sto limitando a manifestare il mio pensiero o sto diffamando ? E i tre che si sentono offesi hanno diritto di chiedere al giudice di intervenire o devono star buoni consentendomi di esercitare il mio diritto ?

Sotto questo aspetto, l'oscuramento del sito non è altro che la riproposizione, nell'epoca di internet, del sequestro delle pubblicazioni diffamatorie e/o eversive (che c'è sempre stato) solo che internet è molto più sfuggente e, soprattutto, è molto più virtuale sicchè diventa assai difficile individuare e colpire i responsabili e chi ci prova rischia di fare la figura di Don Chisciotte contro i mulini a vento

In altri termini, se domani (arrabiato per un loro commento che giudico
sbagliato) apro un sito internet sul quale avanzo dei semplici sospetti
che Sandro Brusco, Marcello Urbani e Enzo Michelangeli sono dediti al
turismo sessuale e lo condisco di foto in cui il bel faccione simpatico
di Sandro è associato alle faccine di bambine tailandesi, mi sto
limitando a manifestare il mio pensiero o sto diffamando ? E i tre che
si sentono offesi hanno diritto di chiedere al giudice di intervenire o
devono star buoni consentendomi di esercitare il mio diritto ?

La Common Law segue un criterio molto semplice: la verita' rappresenta una valida difesa in cause per diffamazione. Questo principio vale anche in molte giurisdizioni di Civil Law, ma non tutte (p.es., non e' sufficiente nelle Filippine).

Una discussione molto dettagliata sta su Wikipedia .

Sul principio siamo d'accordo, ci mancherebbe.

Qui però non stiamo parlando di  reati o di documenti falsificati, ma al più di presentazione tendenziosa di fatti reali.Se un direttore di telegiornale non sa che rispondere a chi gli da del buffone e reagisce a sputi è un problema suo.Inoltre riguardo la privacy non credo di possa applicare ai personaggi pubblici lo stesso metro valido per un cittadino qualsiasi, se no dovremmo chiudere tutti i giornali scandalistici.

Detto questo, l' oscuramento cautelativo dell' articolo incriminato mi sembra un provvedimento ragionevole, il sequestro dell' intero blog decisamente eccessivo.Sulla carta stampata si impongono rettifiche, mica si chiudon testate, almeno non per faccende simili.

Infine credo che una normativa pensata per l' editoria tradizionale vada un po' rivista per i nuovi media: una sanzione ragionevole per la Mondadori può essere mostruosa per un blogger. 

Quanto ai server, la questione è rilevante solo per l' identificazione:
se ho un sito in Uzbekistan e la polizia postale viene a casa mia a
chiedermi le password per metterlo sotto sequestro io gliele do senza
fiatare, e la denuncia è contro di me, non contro l'host.

Boh, io gli potrei dire che non ne so nulla, e si tratta forse di un omonimo. E se non ci credono, che inoltrino alle autorita' competenti richiesta per un warrant, scritta in Uzbeko...

Ok, ma se si son presi la briga di "sniffare" la tua connessione per un paio di giorni è probabile che le password le abbian già e ti faccian notare che questo omonimo è pure coinquilino, a meno che tu sia rigoroso nell' utilizzo di crittografia e quant'altro.Ed essere rigoroso vuol dire anche non venir qui a linkare il tuo articolo attribuendotene la paternità, non pubblicizzarlo su oknotizie o digg o simili, non scriverne a gente che ha la posta su server italiani, non memorizzare le password nel browser, cancellare ogni mail relativa al servizio... mi fermo perchè questo non vuol essere un tutorial, ed io stesso non mi son mai posto il problema seriamente.

In ogni caso il mio punto era che mantenere l' anonimato in rete rispetto alle autorità è possibile ma non semplicissimo, difficilmente vi ricorre uno che si limita ad esprimere opinioni che ritiene legittime in uno stato dove vige la libertà d'espressione.Inoltre pochi blogger ne sanno abbastanza per praticarlo.

E soprattutto, perche' in Italia si continuano a usare server collocati
su territorio italiano, anziche' dove esiste il Primo Emendamento?

 

Che sia perche' dove c'e' il Primo Emendamento sono messi peggio?

Il Worldwide Press Freedom Index 2007 di RSR mette l'Italia in 35a posizione (dopo Taiwan, Bosnia e Gana e prima di Giappone, Uruguay e Cile) mentre gli US sono 48esimi (dopo Romania e Nicaragua).

ma la liberta' di stampa e quella di parola non sono la stessa cosa, occhio...

Prova a rileggere l'articolo che ho segnalato:

The Internet is occupying more and more space in
the breakdown of press freedom violations. Several countries fell in
the ranking this year because of serious, repeated violations of the
free flow of online news and information.

Ad ogni modo qui e qua ci sono esempi di manipolazione di informazioni da parte di CIA/FBI e Vaticano

ma la liberta' di stampa e quella di parola non sono la stessa cosa, occhio...

Uuh? 

la liberta' di stampa e' una parte della liberta' di parola. che la stampa sia soggetta a restrizioni e censure non implica che altri modi di diffusione del proprio pensiero lo siano (per esempio i blogs). per cui, usare la classifica della liberta di stampa come proxy per la liberta di parola non mi pare del tutto persuasivo.

No, non del tutto; questo e' vero. Che ne dici di un "99.9% persuasivo"? Mai sentito parlare di correlazioni? Sembra esistano: quando ti censurano i giornali ti censurano anche i libri, i blogs e la televisione. Certo, ti rimane la liberta' di parola nel cesso, di casa, con la porta chiusa a chiave, la luce spenta e lo sciacquone tirato a ripetizione per evitare che qualcun altro ti senta. Anche questo, ovviamente, fa parte dell'insieme di cose che definisce la "liberta' di parola", solo che non conta un piffero.

Conosci dei paesi dove la stampa e' regolarmente censurata mentre invece alla radio, o alla TV o a quello che tu vuoi, si puo' dire tutto cio' che si vuole? Attendo esempi.

guarda, sino a poco tempo fa in cina era proprio cosi: tutto censurato ma internet era molto meno sotto controllo. infatti sono corsi subito ai ripari stringendo accordi a destra e a manca per evitare che si potesse accedere ai siti pericolosi.

Tra l'altro, fatico a credere che la liberta di stampa in US sia minore di quella in Ghana, come secondo la graduatoria RSF. Fatico proprio. Fatico anche a pensare che l'Italia sia messa meglio degli US, per dire, soprattutto in tema di new media. In US, per dirne una, i blogger ora hanno le stesse garanzie costituzionali (appunto: primo emendamento) dei giornalisti sulla riservatezza delle fonti; in Italia non mi risulta. 

Se guardi il questionario che RSF propina agli amici suoi per fare la graduatoria, noterai che c'e' una breve parte sui new media. Beh, se proprio dobbiamo fare un graduatoria sui new media vs stampa tradizionale, dovremmo comparare quella subsection del questionario con il general indicator. Ma i dati non li forniscono, sul sito. Effettivamente non si puo' dire senza vedere quei dati, pero' sarei curioso di vedere se limitandoci solo ad internet la classifica cambia o no in modo sostanziale. qualcuno ha quei dati?

mi e' venuto in mente che Freedom House ha un indice per freedom of expression tra i suoi subindici. E' la colonna D in questa tabella. A numero piu' alto corrisponde un grado maggiore di liberta. Da questa tabella sembra, per limitarci agli esempi che facevo prima, che gli US (punteggio di 16) superino l'italia (15) e anche il Ghana (14). Non riesco a trovare niente di specifico invece su internet e new media. 

1984?

enzo michelangeli 18/10/2007 - 13:57

Oggi ne ho scoperto una bella. Il figlio di una mia amica sta partendo per una gita scolastica in Italia, e ho chiamato l'hotel che li ospitera' per conoscere le modalita' dell'accesso a Internet. Al momento permettono solo connessioni dial-up attraverso la linea che normalmente e' connessa al telefono, anche se stanno installando ADSL nelle camere. Ho chiesto se hanno un computer a disposizione dei clienti in un business center, e mi e' stato risposto che non l'hanno fatto per ragioni legali: pare che in Italia esista una "disposizione" secondo cui chi permette l'accesso pubblico a Internet e' obbligato a registrare gli indirizzi (URL) di tutti i siti Web visitati con nome e cognome dell'utente; e infatti nelle apparecchiature che stanno installando per l'accesso ADSL e' compresa una stampante che scrivera' tali informazioni su carta, associandole al numero della camera. "Il tutto", ha sospirato chi mi ha risposto, "alla faccia delle norme sulla privacy".

Si', c'e' una legge antiterrorismo a tal proposito (155/2005)

Cattivi e poco fedeli lettori, non vi siete accorti che Marcello Urbani ha dedicato su questo sito un intero post all'argomento? Tsk, tsk, mi avete deluso...

Cattivi e poco fedeli lettori, non vi siete accorti che Marcello Urbani ha dedicato su questo sito un intero post all'argomento? Tsk, tsk, mi avete deluso...

Si', ma non avevo capito che il fornitore d'accesso deve anche tenere un record (cartaceo!) di tutti i siti visitati da ogni utente... 'ste cose non le ho viste ne' in Cina ne' in Vietnam, dove abbondano cybercafes con accesso senza formalita'. (Forse in Birmania, ma non ci sono mai stato ne' intendo farlo...) 

Non credo che la legge si spinga a tanto. Il record, se non ricordo male, devono tenerlo su chi accede, quando, e per quanto tempo.

Non credo che la legge si spinga a tanto. Il record, se non ricordo
male, devono tenerlo su chi accede, quando, e per quanto tempo.

Be', questo e' quello che mi hanno risposto per telefono dall'hotel. Sarebbe interessante se qualcuno che conosce persone che lavorano nell'industria alberghiera potesse avere conferme o smentite in merito.

Il testo non è chiarissimo in proposito:

b) identificare chi accede ai servizi telefonici e telematici offerti, prima dell'accesso stesso o
dell'offerta di credenziali di accesso, acquisendo i dati anagrafici riportati su un documento di
identita', nonche' il tipo, il numero e la riproduzione del documento presentato dall'utente;
c) adottare le misure di cui all'art. 2, occorrenti per il monitoraggio delle attivita';

...

1. I soggetti di cui all'art. 1 adottano le misure necessarie a memorizzare e mantenere i dati relativi
alla data ed ora della comunicazione e alla tipologia del servizio utilizzato, abbinabili univocamente
al terminale utilizzato dall'utente, esclusi comunque i contenuti delle comunicazioni.

Cosa si intenda per "tipologia del servizio utilizzato"? Se non si accontentano di "accesso ad internet" ci va veramente un log delle attività.

Quanto ai registri cartacei sono ammessi solo per piccoli esercizi, per gli altri sono obbligatori quelli elettronici (vi risparmio gli obblighi cui questi sono soggetti per la legge sulla privacy, quasi altrettanto assurda):

4. I dati acquisiti a norma del comma 1, lettere b) e c), sono raccolti e conservati con modalita'
informatiche. Per gli esercizi o i circoli aventi non piu' di tre apparecchi terminali a disposizione del
pubblico, i predetti dati possono essere registrati su di un apposito registro cartaceo con le pagine
preventivamente numerate e vidimate dalla autorita' locale di pubblica sicurezza ove viene
registrato anche l'identificativo della apparecchiatura assegnata all'utente e l'orario di inizio e fine
della fruizione dell'apparato.

In compenso sembra che grazie alla trasandatezza del legislatore la cosa si stia esaurendo:

f) assicurare il corretto trattamento dei dati acquisiti e la loro conservazione fino al 31 dicembre
2007.

ammesso che non sia uscito un'aggiornamento.

Tra l'altro il documento ufficiale è accessibile solo a pagamento: dovremmo pagare pure per sapere quali leggi siamo tenuti a rispettare.

non so se la liberta' di espressione in Italia sia in pericolo. quello che mi sembra di capire e' che il problema essenziale in Italia sia la pessima qualita' dell'informazione. giornalisti e media poco coraggiosi, adagiati su prassi superate, incapaci di fare inchieste serie tranne in rare occasioni. non so se sia cosi' per incapacita' o per convenienza politica. sta di fatto che l'informazione in Italia e' penosa, specie in TV.

ed ecco che per informarsi bisogna iniziare a leggere i blog: un media fantasticamente democratico, capace di innovare e di sperimentare. la mia nota di speranza e' che in futuro forse riusciremo a decidere da noi cosa sia l'informazione senza doverci sorbire i pastoni del TG1.

quando ieri sera ho visto la puntata di Annozero sono rimasto colpito positivamente. grande inchiesta giornalistica. decenza avrebbe voluto che quel giornalista fallito di Mastella avesse presentato le proprie dimissioni stamattina anzicche' continuare a strombazzare nella conferenza di stampa con giornalisti asserviti.

Pietro

ossia: la proprieta' pubblica della RAI ed il duopolio con le televisioni del capo di una delle due bande brigantili che compongono la casta. La RAI e' "loro" (quando sono al governo") e "40-60" quando sono all'opposizione. Le altre sono sempre di Berlusconi. I grandi giornali, invece, appartengono a banche, fondazioni ed accolite economico-politiche che, in ogni caso, fanno riferimento ad una delle due bande suddette. Qual e' la percentuale dei media italiani "tradizionali" che non e' riconducibile direttamente o indirettamente alla casta? Il 2%?

Non vi e' nulla di differente (nell'indignazione di Mastella e nella solidarieta' che al suo compagno di merende esprime la mortadella dal volto umano) dall'indignazione di Berlusconi e compari, quando stavano al governo ed avevano quindi un diritto di proprieta' sulla RAI, contro il medesimo Santoro, Biagi o chicchessia. Volendo fare, per una volta, il "seniano" (da A. Sen) direi che in Italia la liberta' di parola e' da tempo immemore una finzione formale: il diritto formalmente esiste, ma e' effettivamente sospeso e limitato nella pratica dal controllo che la casta esercita su tutto il sistema informativo. E le cose stanno, a mio avviso, peggio ora di trenta anni fa.

Dobbiamo quindi sorprenderci di quanto avviene? Per nulla, tutto normale, tutto nei binari stabiliti da lungo tempo e comunemente accettati; accettati in particolare da un'altra casta italiana, complementare e prossima a quella dei politici: i giornalisti. Forse che sono comparsi in questi giorni editoriali d'indignata solidarieta' a Santoro o a chicchessia sui giornali italiani? Ho dato un'occhiata e non ho trovato NULLA, assolutamente nulla. Ho solo trovato saggie, arzigogolate, mediane, e cerchiobottiste analisi dei grandi saggi di professione, tipo questa di Sergio Romano sul Corriere, ma analoghe cose potete trovare su Stampa, Repubblica eccetera. I giornali di destra non cerchiobotteggiano, ma gongolano perche' ora e' la parte avversa vittima di quel diritto di critica di cui i loro eroi si sentivano vittime cinque anni fa. Anzi, siccome ora ci sono i giudici che danno la caccia agli abusi dei politici di sinistra, gongolano doppio. Imbarazzante. Ed ancor piu' imbarazzante risulta dover ammettere che, almeno in questo caso e probabilmente solo pro domo sua, l'unico ad avvicinarsi ad una difesa semiseria della liberta' di parola sia Bertinotti! I giornalisti, tutti zitti, tutti allineati ognuno dietro al proprio padrone. Patetici? Certo, ma vi e' forse da sorprendersi a fronte della (s)qualita' professionale dei loro scritti che qui come in altri cento blogs viene quotidianamente documentata?

Vista da fuori l'intera sceneggiata, come mille altre prima di essa, sembra un misto di follia e ridicolo, degna solo d'una repubblica bananiera. Il tragico sta nel fatto che i 59 milioni che la guardano da dentro non se ne rendono conto, anzi. Leggono, beoti e compiaciuti, gli arzigogolati argomenti con cui i pennivendoli di regime spiegano al popolo bue perche' tutto questo e' giusto e normale, e che va bene cosi, e che la RAI va mantenuta com'e', ossia di lorsignori.




"Sto ricevendo un grande supporto qui negli Stati Uniti - ha detto Mastella, arrivato a New York venerdì' scorso -. Tutti quelli che incontro mi dicono di andare avanti e di tenere duro. La comunità italo-americana a New York è molto attenta alla politica di casa nostra".


BOH, SI VEDE CHE NON VI HA ANCORA INCONTRATI.
MAGARI, PER FAVORE, SE LO INCROCIATE, FATEGLI PRESENTE CHE LE COSE NON STANNO PROPRIO COME CREDE LUI (E COME VORREBBE FAR CREDERE A NOI).



CFR.:
Politica
MASTELLA A NY: "IN ITALIA C'E' UNA SPINTA ANTICLERICALE"
Fa riferimento ai tempi di Bartolo Longo

http://www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/politica/200710images/mastel...

New York, 7 ott. (Apcom) - "C'è una spinta anticlericale in Italia, un fenomeno simile a quello avvenuto ai tempi di Bartolo Longo a Napoli". Lo ha detto il ministro della Giustizia Clemente Mastella, che è intervenuto alla fine della messa celebrata dal vescovo di Brooklyn Nicholas Di Marzio nella chiesa di St Athanasius.

Bartolo Longo fu beatificato da Giovanni Paolo II nel 1980 per la sua eccezionale conversione avvenuta dopo anni di forte anticlericalismo.

"Sto ricevendo un grande supporto qui negli Stati Uniti - ha detto Mastella, arrivato a New York venerdì' scorso -. Tutti quelli che incontro mi dicono di andare avanti e di tenere duro. La comunità italo-americana a New York è molto attenta alla politica di casa nostra".







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Italian Justice Minister Clemente Mastella Joins 2007 Columbus Week Celebration in New York as Special Honored Guest from Italy


NEW YORK, Sep 29, 2007 (PR Newswire Europe via COMTEX) -- Clemente Mastella, Italy's Minister of Justice, will lead a contingent of Italian dignitaries in the 35,000-marchers strong Columbus Day Parade as the Special Honored Guest from Italy. The parade, which is the world's largest celebration of Italian-American culture and heritage, will be held on October 8.

Minister Mastella was named Special Honored Guest from Italy in recognition of his and Italy's close ties to and friendship with the United States.

"It is impossible to imagine the United States as it is today without the tremendous contributions made by the men and women from Italy who immigrated to our shores," said Louis Tallarini, president of the Columbus Citizens Foundation. "Our countries today are linked by the bonds of family and friendship and by ties of cooperation in international affairs, diplomacy and commerce. We are honored and touched that Minister Mastella has accepted our invitation to join our celebration of Italian heritage, culture and achievement in the United States and remind all Americans of the debt we owe to one of the great nations of the world - Italia."

"During the past 31 years," Mr. Tallarini continued, "Minister Mastella has served the people of the Region of Campania in the Chamber of Deputies and in the Italian Senate. He has been a Member of the European Parliament, the Minister of Labor and, now, the Minister of Justice. He is a tireless advocate for women, children and the elderly and a source of inspiration for the millions of Americans who are of Italian heritage."

As the 2007 Special Honored Guest from Italy, Minister Mastella joins a distinguished roster of Italians who have participated in the Columbus Week Celebration: Franco Frattini, former Vice President of the European Union; Gianfranco Fini, former Minister of Foreign Affairs; Antonio Martini, former Minister of Defense; and Mirko Tremaglia, former Minister of Italians Abroad, among others.

Minister Mastella was born in San Giovanni di Ceppaloni, a small town near Benevento, in 1947. He holds a literature and philosophy degree and began his professional life as a journalist with RAI Corporation, the Italian state-owned broadcasting company. In 1976, at the age of 29, he was elected to the Chamber of Deputies as a representative of Benevento-Avellino-Salerno constituency, in the Region of Campania, and has since been re-elected to the Italian Parliament in eight times.

In addition to his elected offices, Minister Mastella has served Minister of Labor, Undersecretary of State for Defense and as a member of numerous Standing Committees, including those of Constitutional Affairs, Culture and Education, and Defense. He served in the Prime Minister's Office and the Ministry of the Interior and was Deputy Speaker of the Chamber of Deputies from 1996 to 1998 and from 2001 to 2006. He also sat as member of the European Parliament from 1999 to 2004.

In 1998, Minister Mastella founded the new party that led to the formation of the Unione Democratici per l'Europa (UDEUR) party and became National Secretary of the Popolari- UDEUR Party. In 2006, he was elected to the Italian Senate and appointed Minister of Justice under Prime Minister Prodi. He is still leader of the Popolari-UDEUR party.

Minister Mastella is married to Sandra Lonardo, President of the Regional Council of Campania, and they have two sons, Pellegrino and Elio.

New York City's Columbus Day Parade is organized by the Columbus Citizens Foundation, a non-profit organization in New York City committed to fostering an appreciation of Italian-American heritage and achievement. The Foundation, through a broad range of philanthropic and cultural activities, provides opportunities for advancement to deserving students through various scholarship and grant programs. During the 2007-2008 academic year, the Foundation is supporting the education of 849 students. The Foundation has organized New York City's annual Columbus Day Parade since its inception in 1929. For more information, visit www.columbuscitizensfd.org.


Event: 63rd Annual Columbus Day Parade
Date: Monday, October 8, 2007
Hours: 11:45 AM to approximately 3:00 PM
Start: Fifth Avenue and 44th Street
End: Fifth Avenue and 79th Street

Press Contacts: Andrew Decker, +1-212-222-4688, adecker@att.net
Giuliana Ridolfi Cardillo, Italian Cultural Institute,
+1-212-879-4242 x 324, gridolfi@italcultny.org

Web site: http://www.columbuscitizensfd.org


Andrew Decker of Columbus Citizens Foundation, +1-212-222-4688, adecker@att.net

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La liberta` di parola su internet funziona, infatti il sito di cui sopra ha aumentato i contatti da circa 500 al giorno a quasi 3500 (cliccate su ShINYSTAT a fondo pagina del blog oppure qui:

http://s2.shinystat.com/cgi-bin/shinystatv.cgi?USER=mastella&NH=1

 

se uno il senso del ridicolo non ce l'ha, evidentemente non se lo puo' dare: 

 

ANSA  2007-10-08 01:10
MASTELLA, RISCHI DI RITORNO TERRORISMO MAI SCOMPARSO
(di Emanuele Riccardi)
NEW YORK - Per il ministro della Giustizia Clemente Mastella il clima che si è creato in Italia rischia di rilanciare il terrorismo, che nel nostro Paese non è mai sparito completamente. E si respira anche un anticlericalismo simile a quello della Napoli dell'Ottocento, dove in certi ambienti il fenomeno andava di moda.

La seconda giornata italo-americana del Guardasigilli, a New York per le celebrazioni del Columbus Day, anche ieri si e' tinta di toni polemici sulla situazione italiana. Dopo avere deposto una corona di fiori davanti al monumento dedicato a Cristoforo Colombo, a Columbus Circle, a due passi da Central Park, e prima di recarsi a Brooklyn, ad assistere ad una messa - in italiano - nella chiesa di Sant Athanasius, il ministro scambia alcune battute con la stampa in un elegante bar dell'Upper East Side. Si torna a parlare del clima politico italiano, cioé quello che lo stesso Mastella ha già definito più di una volta un vero e proprio linciaggio politico, non solo nei suoi confronti ma anche rispetto al presidente del Consiglio Romano Prodi. Oltre alle polemiche scaturite da 'AnnoZero', riaffiorano quelle precedenti sull'aereo di Stato che lo portò, insieme con il vicepremier Francesco Rutelli, a Milano per seguire il Gran Premio di Monza.

Questa volta il ministro ci va forse ancora più duro: il clima politico attuale "rischia di essere un terreno di coltura di un neo-terrorismo che in Italia non è mai stato eliminato completamente", neppure dopo l'attentato a Marco Biagi. E "questo clima - aggiunge Mastella - rischia di essere uguale a quello della prima volta in cui venne messa in discussione la legittimità di un governo della Dc". Non lo dice apertamente ma il riferimento, neppure troppo velato, è agli anni di piombo e forse anche alla vicenda Moro. Accompagnato dalla moglie Sandra Lonardo, dall'ambasciatore in Usa Gianni Castellaneta e dal Console Generale a New York Francesco Maria Talò, Mastella giunge poi alla Chiesa Sant Athanasius di Brooklyn, per assistere ad una messa in italiano. L'accoglienza è molto calda, e colpisce in particolare la coesione di qu

Alla fine della messa, nella basilica inferiore della grande chiesa anni Venti, a sorpresa Mastella viene chiamato a pronunciare qualche parola dal vescovo di Brooklyn, Nicholas Di Marzio. "C'é una spinta anticlericale oggi in Italia, un fenomeno simile a quello, a Napoli, ai tempi di Bartolo Longo", beatificato da Giovanni Paolo II per la sua eccezionale conversione dopo anni di anti-clericalismo particolarmente spinto, nella seconda metà dell'Ottocento, spiega tra l'altro il ministro, in una sorta di omelia laica. Scambiando poi alcune battute con i giornalisti italiani, Mastella riconosce che le sue parole non sono state pronunciate per caso, e si riferiscono ancora una volta al clima attuale in Italia, legato in particolare ad alcune trasmissioni televisive.

Il ministro è comunque molto soddisfatto dell'accoglienza ottenuta: "Sto ricevendo un grande supporto qui a New York -spiega Mastella- Tutti mi dicono di tenere duro ed andare avanti. La comunità italo-americana è molto attenta alla politica di casa nostra". Oggi sarà l'ospite d'onore italiano della tradizionale parata, sulla Quinta Strada, del Columbus Day, dopo avere assistito a una messa nella Cattedrale di San Patrizio. Sabato sera, Mastella e signora hanno presieduto il tavolo d'onore della cena annuale, nel teatro del mitico hotel Waldorf Astoria, della Columbus Citizens Foundation.


PM CATANZARO: LA PAROLA AL CSM, DOMANI SIT-IN PROTESTA
ROMA - Sono arrivati a Roma ieri sera Mariano Lombardi e Luigi De Magistris, il procuratore capo di Catanzaro e il suo sostituto per i quali il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha chiesto il trasferimento cautelare d'urgenza. A decidere sara' oggi la sezione disciplinare del Csm, che si riunira' in mattinata mentre davanti palazzo dei Marescialli si terra' un sit-in di protesta promosso dal comitato spontaneo 'Pro De Magistris', che a favore del pm ha gia' raccolto 90 mila firme. La presenza a Roma dei due 'incolpati' lascerebbe presupporre una loro richiesta di intervento davanti al 'tribunale delle toghe'. Ma non e' detto che il Csm decida oggi. La settimana che si apre, in ogni caso, si preannuncia infuocata: quando mercoledi' prossimo si riunira' il cda della Rai, non si potra' non parlare delle aspre polemiche sulla trasmissione 'Annozero' dedicata al caso De Magistris.

Lo slittamento della decisione del Csm potrebbe dipendere dall'arrivo, in questi ultimi giorni, di nuovi faldoni di accuse contro i pm di Catanzaro , oltre alle seimila pagine (tra relazione e allegati) della prima ispezione condotta dagli '007' del ministro Mastella per far chiarezza sulla conduzione dell'inchiesta 'Toghe lucane'. Venerdi' scorso - neanche dodici ore dopo la trasmissione di Michele Santoro - Mastella ha allargato il tiro, e ha inviato al Csm un'integrazione all'originaria ''incolpazione'', contestando a De Magistris ulteriori irregolarita', stavolta in relazione alla conduzione di altre due inchieste , 'Why not' (nella quale e' indagato anche il presidente del Consiglio Prodi), e 'Poseidone'. Comportamenti ''gravemente scorretti'' nei confronti dei suoi superiori e dei colleghi; un ''disinvolto rapporto con la stampa'' (specialmente per quanto riguarda l'avviso di garanzia a Prodi); la tardiva iscrizione del registro degli indagati del senatore Luigi Pittelli (Fi) e del generale della Gdf Walter Lombardo Cretella, i cui nomi sono stati tenuti segreti in un armadio blindato della Procura: queste le ultime accuse mosse da Mastella a De Magistris.

Con una mossa a sorpresa, pero', il difensore del procuratore Lombardi (di cui il ministro ha chiesto il trasferimento per omessa vigilanza sul suo sostituto), ha chiesto al Csm non far entrare queste ultime accuse nel fascicolo su cui il 'tribunale delle toghe' dovra' esprimersi. Se l'istanza di inammissibilita' verra' accolta e se la difesa - o l'accusa, che oggi sara' rappresentata dal sostituto procuratore generale Vincenzo Geraci - non presenteranno richiesta di rinvio, allora la sezione disciplinare del Csm comincera' l'esame di merito. Nel caso in cui la decisione arrivi in serata - anche se ai piu' sembra improbabile - il ministro della Giustizia Mastella potra' commentarla durante la puntata di stasera di 'Porta a Porta, in collegamento da New York, dove si trova in occasione del Columbus day.

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