L'italia ce la puo' fare (?)

29 giugno 2006 andrea moro
Leggo su Revelations la segnalazione del manifesto-appello promosso dai radicali "L'italia ce la puo' fare" per uno "statuto degli outsider", e cioe' di quanti, consumatori, giovani, disoccupati, etc... non possiedono una lobby che li tuteli. L'appello e' certamente un po' vago e molto ottimista sulle potenzialita' riformatrici del nostro paese. Vale la pena di segnalarlo perche' raramente in Italia vengono manifestate opinioni di questo tipo.

Il manifesto auspica riforme strutturali, concorrenza e liberalizzazioni, da attuare anche attraverso riforme a costo zero: il superamento degli ordini professionali, l’abolizione del valore legale del titolo di studio universitario, la riduzione a 7 giorni del tempo necessario ad aprire un'impresa. Infine, si propone di salvare quanto di buono si trova nella legge Biagi, e cioe' garantire la flessibilita' del mercato del lavoro, ma attuando meccanismi di protezione dei lavoratori attraverso ammortizzatori sociali piu' efficaci, con sussidi di disoccupazione e meccanismi "welfare-to-work". Tra i primi firmatari alcuni economisti accademici che ben conosciamo.

13 commenti (espandi tutti)

Come sottolineava giustamente il blogger Wobegon in un suo commento, l'appello (anche questa volta) non fa nomi e cognomi, mantenendosi su linee generali e vaghe. Certo, rappresenta un passo avanti, seppur piccolo, nella definizione di quelle che sono le riforme di cui il nostro Paese necessiterebbe; ma non basta. Occorrerebbe anche definire meglio il campo d'azione. Siamo in condizioni tali per cui qualsiasi riforma seria e significativa comporterebbe automaticamente dei costi dal punto di vista sociale, anche perche` intaccherebbe privilegi ai quali nessuno e` disposto a rinunciare.
Quale classe politica avra` mai il coraggio di compiere il primo passo? Non per tornare sul discorso del referendum, ormai archiviato, ma continuo ad essere del parere che per attuare riforme economiche serie bisognerebbe rivedere drasticamente i meccanismi che regolano la vita politica italiana e lo sviluppo del processo decisionale, per disincentivare i comportamenti scorretti ed i teatrini quotidiani ai quali siamo purtroppo abituati.

Mi pare che con il Decreto Legge (Bersani) di oggi ci siamo messi sulla retta via.


1-0 per Prodi.


Speriamo continuino ora.

Tendo ad essere d'accordo con Rebus sulla necessita' d'avere meccanismi decisionali diversi per poter approvare ed implementare riforme economiche serie. Non ho letto il decreto Bersani, quindi non so ancora se e' tanto fumo e poco arrosto o se c'e' anche l'arrosto (il fatto che escludano medici e giornalisti mi fa temere). In ogni caso, se fosse un decreto sostanziale ci fornirebbe un buon test di quale potere di riforma l'attuale forma di governo concede. Le lobbies, passata la partita con l'Ucraina, di sicuro insorgeranno. O forse sono gia' insorte: che fanno i tassisti milanesi?

per rispondere al commentario di michele (boldrin -- immediatmente qui sopra) mi pregio di comunicarvi che i taxisti sono gia' in lotta.
siccome non ho nessuna di che cosa sia il calcio, non so se nessuno se ne accorgera'

have a good 4th july

Proteste di sindacati e associazioni dopo le misure del governo
Il tam-tam corre sui radio-taxi: "Mobilitazione immediata"
Scatta la rivolta dei taxi
blocchi a Linate e Caselle
A Torino rissa con i noleggiatori. Ingorghi alla stazione di Milano

Sono passate soltanto poche ore dall'annuncio delle misure di liberalizzazione varate dal Consiglio dei ministri e già esplode la protesta di una delle categorie coinvolte: i tassisti improvvisano blocchi davanti all'aeroporto milanese di Linate e, poco dopo, a Caselle di Torino. Poi è la volta di segnalazione di ingorghi nelle strade adiacenti alla stazione centrale del capoluogo lombardo: i conducenti si rifiutano di prendere a bordo i clienti. E a Torino è anche scoppiata una rissa tra i conducenti dei taxi e i noleggiatori privati.
Traffico bloccato e proteste dei passeggeri, per una rivolta che sembra rapidamente destinata ad estendersi.
Lo si intuisce dalle dichiarazioni allarmate dei vertici del sindacato di categoria della Cgil: "Siamo letteralmente bombardate dalle telefonate preoccupate dei tassisti che ci chiedono di proclamare subito uno sciopero".
Nella sede del "3570 Radio Taxi" di Roma è stata convocata una riunione d'emergenza dei rappresentanti di tutte le anime della categoria: dall'Unica Cgil, all'Ait, Casartigiani, Cisl, Confartigianato, Cna e Ugl. "Stiamo cercando di capire bene i contenuti del decreto - dicono -. Se nei prossimi giorni non avremo un incontro con il ministro Bersani partiranno le proteste".

E intanto il tam-tam corre sulle onde della radio. L'unione Radio-taxi d'Italia chiama all'agitazione: "Ricorreremo a tutte le forme di lotta possibili per un decreto che ci è stato imposto senza la minima possibilità di confronto".

QED. E non e' che il decreto faccia granche' male ai tassisti. Per quello che ho letto sino ad ora, l'unica cosa che fa e' permettere le licenze multiple (ossia, l'entrata di compagnie con tassisti/dipendenti). Niente di trascendentale visto che, alla fin fine, cio' che conta e' quante licenze vengono date in una data citta', e questo rimane in mano ai comuni, entita' ricattabilissime dalla lobby dei tassisti milionari.

Vediamo come andra' a finire ... pero' e' divertente vedere il sindacato difendere le categorie parassitarie contro gli interessi dei lavoratori dipendenti e dei ceti produttivi! Questi bonzi sindacali hanno proprio la faccia come il culo, con tutte le loro chiacchere pseudo-socialiste e le bandiere rosse al vento, che pena!

beh se in italia ci fosse un governo serio direbbe:

"i tassisti protestano? embe`? noi andiamo avanti"

non e` che per qualche schiamazzo si fermano le riforme necessarie (e in ritardo di 10 o 20 anni)...

io non capisco st`idea della concertazione, non l`ho mai capita. le leggi le fa il parlamento (o chi governa, in generale), i tassisti le rispettano. punto. passiamo al prossimo: i farmacisti...

Giavazzi fa notare che le cose serie restano da fare, oggi sul corriere. Voglio dire: hanno fatto delle norme che colpiscono avvocati notai farmacisti e tassisti. a parte gli ultimi, sono categorie di "ricchi": figurati se RC e compagnia varia si oppongono. Ma una riduzione dei dipendenti pubblici, o qualcosa sul mercato dei prodotti, o liberalizzazioni nel settore commerciale, o riduzione dell'EPL sui lavoratori a tempo indeterminato (dopo la battaglia contro il precariato), sono tutte cose che reputo piu' complicate.

Ieri mattina m'ero messo a scrivere i suggerimenti per il Bersani II ed il Bersani III, ma poi, tra partita con l'Ucraina ed amici in visita, ho rimandato il tutto ad oggi. E Giavazzi e' arrivato prima, dovro' accontentarmi del repetita juvant. Forse occorre chiedere a Francesco di mandarci le copie dei suoi editoriali, che li pubblichiamo automaticamente!

In effetti Giavazzi ha su Michele un vantaggio competitivo: non sa neanche cosa sia il Mondiale!

Francesco: son certo che potrai smentire tali illazioni citandogli a memoria, la prossima volta che l'incontri, la nostra formazione e quella dell'Ucraina nonche' gli autori ed i minuti dei tre goals italiani ... :-)

Mi basta che mi dica chi segnò in Italia-Argentina del 1982 (Italia-Brasile dell'82 è troppo facile)

Non ce la può fare l'Italia (non calcistica), perchè non c'è una lobby che cede e non c'è un governo che insiste.
Comunque ormai l'Ucraina è acqua passata e pure la Germania, anche la protesta dei tassisti, visto che si sta cedendo su tutta la linea.

Tra parentesi Revelations non si trova più....ho cercato anche in Splinder, ma nulla.

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