La lite Tremonti-BS. Ipotesi fantapolitiche.

24 ottobre 2009 sandro brusco

È il fine settimana e quindi mi sento meno in colpa a perder tempo scrivendo oziosamente su vicende di cui non so molto. Visto che magari anche qualcun altro ha tempo da perdere e voglia di discutere oziosamente, butto lì un'ipotesi interpretativa: Tremonti sta provando a diventare presidente del consiglio con l'appoggio di Lega e centrosinistra.

In un post che avevo scritto subito dopo la bocciatura del Lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale mi chiedevo quale fosse la fonte di tanta agitazione nel centrodestra. Scrivere di queste cose è un po' da temerari, perché per capire veramente cosa succede c'è bisogno di informazione sulle correnti cospiratorie che attraversano continuamente i palazzi romani. Noi, di tali correnti, non sappiamo nulla e quindi ci dobbiamo limitare all'analisi dei dati pubblici. Prudenza vorrebbe quindi che non ci si avventuri in materie che non si conoscono bene. Ma, come detto nel riassunto introduttivo, è il fine settimana e un po' di cazzeggio non ci sta neanche così male. Prendete quindi questo pezzo con un grosso grano di sale e se avete voglia pure voi di fantasticare un po' continuate.

Allora, siccome siamo su nFA e anche per il cazzeggio abbiamo le nostre regole, cominciamo con qualche numero. I numeri sono quelli della consistenza dei gruppi parlamentari alla Camera e al Senato, e sono importanti perché, piaccia o no, qualunque tentativo di ribaltone deve basarsi su un'ipotesi realistica di maggioranza alternativa.

Gruppo Camera Senato
Partito Democratico 216 118
Italia dei Valori 27 14
UDC 35 11
Lega Nord 60 26
Misto 21 8
Popolo della Libertà 271 145

La tabella riassume i dati all'ottobre 2009, come riportati da wikipedia. Essenzialmente, il messaggio numerico è questo. La Camera ha 630 seggi, quindi la maggioranza è 316. Il Senato ne ha 322, includendo i 7 senatori a vita, quindi la maggioranza è 162. Alla Camera le attuali opposizioni (PD+IdV+UDC) contano 278 seggi. Questo significa che ne mancano 38 per arrivare alla maggioranza. Al Senato le attuali opposizioni contano 143 seggi. Ne mancano quindi 19 per arrivare alla maggioranza.

Ma i numeri veri sono un po' diversi. Il centrosinistra ha imparato a sue spese che governare con una maggioranza risicatissima, anche solo in una delle due Camere, non è per niente semplice. Se poi tale maggioranza risicatissima non fosse nemmeno uscita dalle urne ma fosse il risultato di una manovra di palazzo le tensioni sarebbero probabilmente insopportabili. Ora, politici che, per ambizione smisurata, fanno cose improbabili ne abbiamo visti, e nel processo danneggiano il paese e la propria parte politica. Ma assumiamo che prevalga un minimo di buon senso e che quindi il ribaltone si faccia solo se ci sono margini di manovra sufficienti.

Esattamente quanto è grande un ''margine sufficiente'' purtroppo è una stima soggettiva. Visto che sto cazzeggiando, butto lì i miei numeri. Diciamo che ci vogliono una ventina in più di deputati e una decina in più di senatori. Ossia, per fare cifra tonda, all'opposizione mancano circa 60 deputati e 30 senatori. E adesso date un'occhiata alla consistenza dei gruppi parlamentari della Lega Nord. 60 deputati e 26 senatori. Dà da pensare, no? Specialmente se si tiene conto che 3 senatori a vita nominalmente del gruppo misto (Ciampi, Levi Montalcini, Scalfaro) sono voti sicuri per il centrosinistra.

Quindi, ci dicono i numeri, in questa legislatura la Lega è l'elettore mediano. Da lì deriva la sua forza contrattuale, che è stata finora utilizzata per spingere provvedimenti di grandissima importanza quali l'istituzione delle ronde. A questo punto a qualcuno deve pur venire l'idea: e se si usasse la posizione privilegiata della Lega per fare qualcosa? E se proprio ai dirigenti leghisti questo non viene in mente, contenti come sono delle proprie cadreghe, deve per forza venire in mente a qualcuno che magari la cadrega l'ha già ma ne vuole una più alta. Signore e signori, vi presentiamo Giulio Tremonti.

In linea generale, si tende a pensare, spaccare con Berlusconi è un'operazione temeraria, sia per la Lega sia per qualche sottogruppo del PdL. L'elettorato non perdonerebbe la svendita ai ''comunisti'' in stile 1994. Ma se si offrissero sicure garanzie, se il primo ministro fosse presieduto da un primo ministro amato e rispettato dal popolo della destra...E allora perché non un governo Tremonti?

Ovviamente per completare il progetto occorre anche il beneplacito della sinistra. E infatti  è da un pezzo che il buon Tremonti fa rumori socialstatalisti; la sinistra, come i cani di Pavlov (lo so, analogia banale, ma non me ne vengono altre) inizia immediatamente a salivare appena sente parlare di lotta al mercatismo, posto fisso per tutti, ''riqualificazione'' della spesa e deliri vari. E poi c'è il sito messo su con Amato, le riunioni dell'Istituto Aspen, il silenzio assordante di PD e IdV di fronte alla nuova porcheria statalista della Banca del Mezzogiorno...  Insomma, tanti segnali che sommati danno l'idea di una direzione di marcia. Di nuovo, ricordate, questo è cazzeggio, niente fonti riservate, niente gole profonde che ci raccontano reconditi segreti. Stiamo semplicemente mettendo in fila le scarse notizie che abbiamo.

Negli ultimi giorni c'è stata l'accelerazione. Prima il documento-fantasma del PdL, la cui esistenza è stata discussa negli organi del partito (Libero e Giornale). Il documento in sé è irrilevante, ma il fatto che venga ripreso dai fogli di Berlusconi è un chiaro indice del fatto che lo scontro non può più essere tenuto in sordina. Poi il consiglio dei ministri che salta, l'intervento di Bossi in difesa di Tremonti, la minaccia di dimissioni. Quest'ultima poi smentita ma, come ci ha ricordato l'ottimo Carlo Stagnaro in relazione alla Banca del Mezzogiorno ''una smentita è una notizia data due volte'' (lui si riferiva all'affermazione che la Banca del Mezzogiorno non sarà un carrozzone).

A questo punto, per la prima volta, le somme hanno iniziato a tornarmi. Continuavo a chiedermi, come mai tanta agitazione nel centrodestra se non si vedono numeri chiari per il ribaltone? I numeri non mi tornavano perché davo per scontata la fedeltà della Lega a BS. L'unico altro gruppo chiaramente organizzato nel centrodestra, quello dei finiani, non è abbastanza numeroso per spostare gli equilibri. Quanti siano esattamente i finiani disposti ad andare fino in fondo in caso di ribaltone non è dato sapere con esattezza. Ma se guardiamo ai dissidenti dell'ultimo voto sulla legge sull'omofobia, contiamo una decina di deputati, mettendo assieme personaggi eterogenei come Della Vedova e Italo Bocchino. Ne servono sessanta, oltre a trenta senatori. Moltiplichiamo pure per tre, siamo a malapena alla metà di quelli che servono.

Ma se ipotizziamo una ripetizione pura e dura del 1994 allora i conti tornano, e la fibrillazione del centrodestra smette di essere un mistero. La ripetizione sarebbe pura e dura perché il ribaltatore sarebbe, esattamente come allora, il ministro del Tesoro del governo BS. Dini allora, Tremonti adesso (il quale nel 1994 aveva appena finito di voltar gabbana, facendosi eleggere con il Patto Segni e passando al centrodestra; ma sto divagando). E l'alleanza politica che permette il ribaltone, ora come allora, sarebbe l'alleanza de facto tra centrosinistra e Lega.

Dobbiamo avere paura di un governo Tremonti appoggiato da Lega e centrosinistra? Chiaro che si, non c'è alcuna speranza che combini nulla di buono. La vera domanda però è se sarebbe meglio o peggio del governo attuale. La risposta è difficilissima, ma sarei inclinato a pensare che sarebbe marginalmente meglio. Ma ho già cazzeggiato fin troppo per mettermi a comparare infinitesimi. Meglio tornare a lavorare.

58 commenti (espandi tutti)

Chi è il pazzo che vorrebbe governare in questo periodo? Con poi il rischio di essere sotterrati dai media berlusconiani per tutto il tempo restante della legislatura e arrivare al voto completamente distrutti. E per fare cosa esattamente vista la diversità delle posizioni politiche? A mio avviso per capirci qualche cosina bisognerà aspettare almeno le amministrative.

Premesso che ho ancora meno informazioni delle tue, faccio davvero fatica a pensare a uno scenario del genere. Per diversi motivi, ma in particolare per questo: che cosa ci guadagnerebbe la Lega? A occhio e croce avrebbe solamente da perderci, in quanto:

1. dovrebbe mitigare le sparate xenofobe e vedrebbe sfumare praticamente ogni speranza di far passare, in tema di sicurezza, provvedimenti, anche inutili e demagogici come quello sulle ronde, funzionali a lisciare il pelo al suo elettorato.

2. ammesso che le interessi, non credo che otterrebbe un federalismo più spinto di quello che le può offrire Berlusconi.

3. non guadagnerebbe poltrone, anzi il ribaltone mandarebbe all'aria anche le alleanze nelle Regioni del nord con conseguenze potenzialmente disastrose (tipo finire all'opposizione in tutte e 3 le Regioni più grandi).

4. Se non ho capito male, nel 1994 Bossi mollò Berlusconi perchè si rese conto che gli stava erodendo la base elettorale; oggi il consenso della Lega è più o meno ai massimi storici e in crescita (tra l'altro ciò è dovuto, a mio avviso, soprattutto alle posizioni aggressive in tema di sicurezza e immigrazione... e così si torna al punto 1).

Carissimo Sandro,

posso chiederti come leggi le prese di posizioni di Gelmini, Brunetta (citati anche nell'editoriale di Giavazzi di ieri) e l'approvazione della mini-riforma universitaria supportata (anche qui) da Giavazzi? Anche l'appoggio a Draghi alla BCE e' uno sviluppo in questa direzione, per dir cosi', anti-tremonti e pro-mkt...chiedo a te perche' dai vari entourage BdI o LaVoce potresti aver avuto qualche dritta su quanto sta succedendo.

Io la vedo cosi': alcune esponenti del Governo (credo, in buona fede, leggasi Gelmini) hanno provato a dar fiducia ad ambienti "tecnici" della opposizione ed hanno da questi cominciato a veder appoggio e sostegno (vedai mutato atteggiamento Giavazzi/LaVoce).

Da li' in poi devono aver pensato: "dopo tutto questi non son cosi' male, tra i pochi in Italia intellettualmente onesti...; perche' non ci abbiamo pensato prima? Ah, perche' Tremonti diceva che gli economisti son tutti pirla, e se il pirla fosse invece lui?".

E' come se all'improvviso alcuni esponenti in buona fede della maggioranza si siano resi conti che un possibile alleato "tecnico" per far alcune riforme si possa trovare nel centro-sinistra...

In fondo, per la riforma stessa della magistratura e per il federalismo la sponda di LaVoce potrebbe esser utile (se si riesce a far fuori GT).

Giavazzi di ieri:

http://corrieredelveneto.corriere.it/notizie/economia/2009/23-ottobre-2009/ridurle-si-puo-crescere-piu-1601909358956.shtml

 

Mah questo spiegherebbe forse anche l'affaire lavoce-brunetta di cui abbiamo parlato. Ma secondo me le cose sono più semplici: Giavazzi, come universitario, è disperato e cerca di supportare ogni epsilon di riforma universitaria che vede. La teoria e' che ogni modifica in senso meritocratico, per quanto pensata male e di effetti insignificanti, serve a creare un precedente, e da li' si procede.

Condivido per quanto riguarda Giavazzi, ma dal punto di vista del Governo, che cosa e' cambiato? Sarei curioso di sapere se questi avvicinamenti ad ambienti invisi a Tremonti sono la causa ovvero l'effetto delle sfortune tremontiane...Un modo per isolarlo forse ci sarebbe e sarebbe di chiedere a LaVoce supporto per una vera riforma in senso federalista dell'economia. A quel punto: hic Rhodus hic salta, se la Lega accetta, a mare GT.

Leggete con attenzione l'articolo di Giavazzi: gia' dall'incipit e' si critico nei confronti del Governo per la sua politica economica ma addossandone le cause al Ministro dell'Economia. GIAVAZZI ci sta provando a separare il loglio dal grano, dove per grano pare intenda (leggi piu' sotto), Gelmini/Brunetta.

Ora, va bene che ci provi come dice Moro, ma scriverne sul Corriere e' qulacosa di piu': fossi in lui non scriverei queste cose, se gia' non avessi qualcosa in mano...

Anche l'appoggio a Draghi alla BCE e' uno sviluppo in questa direzione, per dir cosi', anti-tremonti e pro-mkt...

Veramente lì non ho visto ancora tutto 'sto appoggio (beninteso, sarebbe una cosa ottima per Draghi, e per la BCE). Invece c'è in ballo anche la presidenza dell'Eurogruppo, dove Tremonti è il candidato più accreditato, per via dell'anzianità di servizio in quel consesso, e la sostanziale prospettiva di rimanere (come Governo) fino al 2013. Il fatto è che lo Juncker scade l'anno prossimo, ma potrebbe liberarsi il posto anche prima, se venisse fatto Presidente del Consiglio Europeo lui e non Blair o Balkenende.

La Presidenza dell'Eurogruppo non è una cosa di grande spessore, ma è pur sempre "la Voce di politica economica" dei Paesi dell'Area Euro vis-a-vis la BCE. Da qui, anche il rinnovato afflato etico e per il rigore di bilancio (i quali, peraltro, applaudo personalmente) del Ministro.

RR

Scusate ma l'appoggio a Draghi in BCE non è semplicemente dovuto alla necessità di levarsi dalle palle il principale candidato a capo di un governo tecnico?

Dubito che l'eventuale nomina di Draghi possa essere vissuta da questo Governo come un successo. Se nominano Draghi, è perche gode di grande credibilità internazionale (incluso Wsj), e perchè si incastra bene nel puzzle anche senza un particolare sostegno di Berlusconi. Insomma io la vedrei come una nomina più contro il Governo italiano che a favore.

RR

Ribaltone mi sembra impossibile, sinceramente. Pero' non e' da escludere che Berlusconi tagli la corda (o ci lasci le cuoia) e in quel caso la poltrona da re rimane vuota. Secondo me gia' ci provo' Fini ad uscire dalla mischia ma prendendo la strada sbagliata e tirando fuori discorsi addiritura ragionevoli e condivisibili. Tremonti, piu' pragmatico, decide di calcare la strada che paga con le solite panzane DC.

Sinceramente io, di tutte queste turbolenze, ci capisco ben poco. 

L'impressione è che tutti fiutino la tempesta in arrivo, ma nessuno sa bene da che parte tirerà il vento. Probabilmente ci è difficile comprendere quel che sta succedendo perché la situazione è confusa anche per i protagonisti di questo teatrino (i quali, di conseguenza, si abbandonano all'improvvisazione).

Comunque l'analisi più convincente che ho letto finora è questa:

http://www.corriere.it/solferino/severgnini/09-10-24/02.spm

 

 

Ci capisco, come ho detto, poco anche io. Mi risulta però abbastanza chiaro che in tutto questo la policy c'entra abbastanza poco, per cui sono anch'io d'accordo con il commentatore del sito di Severgnini che riporti. In particolare, la promessa di eliminazione dell'Irap era nel programma del centrodestra nel 2001, nel 2006 e nel 2008. Ogni tanto la ritirano fuori, e tutte le volte c'è qualcuno che fa finta di credere (o crede veramente?) che sia la volta buona. Non so se faranno proprio nulla o la limeranno un po' come peraltro ha fatto il governo Prodi, ma interventi massicci sono impossibili; a meno di aumentare altre tasse o ridurre le spese, ma questo è al momento al di fuori del radar.

Il cosidetto ''dibattito'' tra un Tremonti rigorista e quelli in favore del deficit-spending mi sembra totalmente virtuale. Cosa vuoi far deficit (più di quello che c'è) che  se appena appena i mercati si spaventano restiamo tutti in  mutande? La verità è che Tremonti è per il rigore perché fa quello che farebbe chiunque messo al suo posto. È quindi solo questione di balletto di poltrone. Almeno per quanto riguarda i saldi principali di finanza pubblica la strada è obbligata. 

senza.

palma 24/10/2009 - 18:22

fantapolitica.

Il fenomeno Marrazzo avra' un effetto di tipo Chiamparino/Cacciari (vale a dire: poco ce ne importa) sulle opposizioni. Il discredito di cui soffrira' il PD sara' sufficiente a calmare la finta tempesta.

galan si scoccera' molto e fara' finta di allearsi con Puppato. Per il resto le decisioni sono prese da Bossi e Berlusconi. Il resto son chiacchere. Se Tremonti vuol uscire dal governo, puo' farlo, nulla cambia.

No, Tremonti decide parecchio - questo era il motivo del contendere. Ma gli altri, stolidi come sono, non hanno le competenze per argomentare: bisogna studiare il bilancio.

Alla fine, mi pare che, stranamente, la cosa più giusta l'abbia azzeccata Bossi:

"E' inutile dare spazio a chi fa casino e basta". E ancora, riferendosi ai contrasti nel Pdl: "Sono i soliti pasticcioni del loro partito, ci sono persone invidiose, gente che vuole spendere perché pensa che solo spendendo viene eletta. Ma ora non si può spendere perché l'Europa ci uccide"

RR

Francamente, l'ipotesi di Sandro non mi convince. Cosa ci guadagnerebbe la Lega. Sta già imponenendo l'agenda a SB - cosa potrebbe ottenere di più dal PD? Inoltre gli elettori leghisti potrebbero non gradire e passare al PDL. L'esempio del 1994 non mi sembra valido. Allora si poteva ancora pensare che SB sarebbe stato una meteora. Ma io ci capisco poco dei contorcimenti dei nostri politici

A giudicare dal grazioso teatrino (from 5:45 to 7:50) di battibecchi fra (ex?) amanti politici andato in scena un po' di sere addietro, Sandro non è l'unico a dilettarsi di scenari politici alternativi...
...vabbè...

Andrebbe stampato e appeso sulla Porta del Parlamento questo monito di Tremonti:

Insomma, pensare di diminuire l’Irap oggi non avrebbe senso per Tre­monti, non solo perché l’intera spesa sanitaria viene finanziata con quel bal­zello alle imprese, ma perché è basta­to evocare la possibilità di una ridu­zione dell’imposta per ricevere, ha ri­velato al premier, una lettera con ri­chiesta di chiarimenti dall’agenzia di rating Fitch. E quanto contino le valu­tazioni internazionali Tremonti lo ha ricordato a Berlusconi facendo­gli notare che la prossima settima­na c’è un’asta da 46 miliardi di Btp, e se lo spread sui nostri titoli aumente­rà, l’indebitamento salirà e di parec­chio. Dunque, stop a chi vuole spendere e spandere senza sapere che — si è sfogato il ministro — per una politica diversa l’Italia, che nella Ue è già stata messa in mora per sforamento del de­ficit, dovrebbe accordarsi con gli altri partner europei.

Le Cicale di osservanza giavazziana tornino con il compito rifatto per bene.

RR

 

 

 

Le Cicale di osservanza giavazziana tornino con il compito rifatto per bene.

Oggi Giavazzi stesso torna con un compito fatto meglio. Un testo molto politicista, adatto alle circostanze e al momento "topico" dell'orologio politico. Qualcuno potrebbe anche dire che pone una candidatura.

Comunque. Ci sono delle cose degne di osservazione, come la proposta di

accelerare l’aumento dell'età della pen­sione ripristinando lo spiri­to delle norme Maroni can­cellate dal governo Prodi

Già, perchè questa cosa non si fa? Con tutto il fare e il disfare tipico dei cambi di Governo in Italia, perchè questa cosa è uscita dai radar? Forse che era "fasulla" quella scelta originale, volta solo a mettere un legno in mezzo alle gambe del (sicuro) successivo governo di centro-sinistra?

Beninteso, sarebbe una scelta "seria", mentre ora mi sembra che l'andazzo sia di non rompere le uova di nessun paniere, ma solo di rubare al futuro. Si vedrà.

RR

Giavazzi, nel suo articolo di oggi, sembra sostenere che i debiti delle pubbliche amministrazioni nei riguardi dei fornitori siano già "contabilizzati" nel debito pubblico. A me sembrava che non fosse così, in virtù della Tesoreria Unica. Non sono un esperto e non sono sicuro di quel che dico. Tuttavia all'epoca delle manovre di contenimento delle spese per rientrare nei parametri di Maastricht nel 1995-96, mi sembra che la strategia fosse proprio quella di bloccare, attraverso la Tesoreria Unica, le spese delle amministrazioni pubbliche, costringendole ad indebitarsi con i fornitori. Mi ricordo di queste disposizioni solo perché si applicarono anche alle università e agli enti di ricerca. Allora pensavo che si trattasse di una manovra miope perché i fornitori si sarebbero rivalsi con un rialzo dei prezzi l'anno dopo. C'è qalcuno che possa chiarirmi se è effettivamente vero che i debiti delle pubbliche amministrazioni sono "già contabilizzati"?

Anch'io avevo fatto la stessa riflessione. Se sono già contabilizzati , allora tanto vale renderli disponibili ai fornitori.

Al massimo se lo Stato li tiene per se ( i soldi che servono a pagare i debiti ) può avere un ulteriore guadagno solo dagli interessi ( che dovrebbero essere pochi ) e quindi metterebe in sofferenza tutti i fornitori per quattro soldi !

Ma allora *Giavazzi scrive cavolate* e  * non dovrebbe essere possibile .

Qualcuno ci può aiutare ?

 

 

 

 

Baldassari risponde oggi a Giavazzi su Corriere della Sera : 

http://www.corriere.it/economia/09_ottobre_28/baldassarri_giavazzi_90df3a06-c3e2-11de-a7c3-00144f02aabc.shtml

Dal mio punto di vista bisognerebbe quindi aumentare il Debito Pubblico di altri 60 miliardi . 

Il pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni verso le imprese, ammontanti secondo Giavazzi a circa 60 miliardi di euro, darebbe certamente un forte aiuto alle stesse imprese ma sarebbero immediatamente un aumento di Debito Pubblico. Questi debiti sono infatti contabilizzati in competenza e diventano Debito Pubblico solo quando vengono pagati per cassa, visto che il Debito è appunto alimentato dal Fabbisogno di Cassa e non dal Deficit di competenza.

Avevi colto il punto sopra, lo Stato si finanzia a spese dei fornitori, che non caricano un tasso d'interesse. Per la cronaca, 60bn finanziati tramite BOT a 12 mesi costano in termini di interessi intorno a 500 milioni di EUR. Se ti sembran pochi...

Tra l'altro dipende di che debiti si parla, visto che in alcuni comparti (sanità) essere pagati ad un anno è quasi un miracolo, il tempo medio di recupero è più del doppio.

500 milioni sono pochi rispetto a 60 miliardi . Se ho tirato in ballo gli interessi è perchè sono andato dietro all'ipotesi Giavazzi.

Nell'ipotesi Giavazzi , i 60 miliardi sono già contabilizzati come debito pubblico , allora al Tesoro sono dei pidocchi perchè trattengono questa somma per guadagnare 500 milioni all'anno ( dici tu ).

Nell'ipotesi Baldassari , invece , al Tesoro sono dei geni , fanno "bella" figura davanti agli Italiani e agli altri stati con un debito pubblico basso ( sono ironico ) , ovvero più basso di 60 miliardi che mi sembra rappresenta circa 4% del PIL , ovvero due settimane della vita di 60 milioni di persone .

Possibile che siamo qui a fare delle ipotesi senza sapere come stanno le cose. Ma i giornalisti del Corriere non potevano fare queste domande ? Esiste un Travaglio dell'economia ? ( Un giornalista preciso e documentato che pone delle domande )

A me risulta vera l'ipotesi Badassarri.

A parte il fatto che ciò non vada a grande merito di Giavazzi - il quale potrebbe verificare le informazioni prima di esporsi - la cosa implica, con tutta evidenza, che il debito pubblico sia sempre stato ufficialmente sottostimato, per ovvi motivi.

In particolare, ricordo una recente discussione in ambito confindustriale, nel corso della quale emerse proprio la difficoltà di procedere al pagamento dei fornitori pubblici - molti in attesa anche da lungo tempo - perché una tale azione produrrebbe l'emersione di quest'ulteriore debito, al momento non scritto nero su bianco, con tutte le conseguenze contabili del caso.

Non so se in altri Paesi la prassi sia la medesima - e chiedo lumi a chi ne sia al corrente - ma, se anche così fosse, non credo che in altri luoghi il debito verso fornitori abbia raggiunto dimensioni così imponenti, tali da affossare definitivamente i bilanci pubblici italiani.

Non serve nessun Travaglio (che poi avessi detto Gomez... Vabbé), si tratta di un normale bilancio. Se acquisto dei beni con pagamento a termine, dovro' inserire nello Stato Patrimoniale un debito (verso fonitori). Si tratta di una forma di finanziamento particolarmente vantaggiosa dal momento che tra N giorni ripaghero' al mio fornitore esattamente l'ammontare della fattura C, e non l'ammontare maggiorato di interessi C*(1+i*N/360); non a caso questo tipo di finanziamento dipende dalla forza contrattuale dell'acquirente - e lo Stato di forza contrattuale ne ha tanta, direi quasi a livelli mafiosi (ops). Quindi ha ragione Giavazzi a dire che questi importi sono già ricompresi nell'indebitamento complessivo delle Pubbliche Amministrazioni, dal momento che il bilancio si fa per competenza e non per cassa (spero di non dover spiegare la differenza!).

Il punto di Baldassarri è che il Debito Pubblico è dato dallo stock di titoli di debito in circolazione emessi dallo Stato, dal momento che è su quelli che lo Stato paga il costo del debito (per la cronaca, se io dovessi analizzare la situazione debitoria dell'emittente "Repubblica Italiana" guarderei tutto l'indebitamento e non solo lo stock di titoli emessi, ma io non sono Professore quindi let's leave the point aside). Si tratta di una differenza non solo contabile nella misura di (come scritto prima) di 500 milioni di EUR per anno; . Ora, magari 500 milioni sono pochi rispetto a 60 miliardi, ma sono non trascurabili in una situazione di bilancio come quella attuale.

Alessandro credo - a memoria quindi prego applicare beneficio d'inventario - il trucco stia nel perimetro di consolidamento del bilancio. Se i debiti delle Università non rientrano nel perimetro del bilancio statale, allora bloccando il pagamento dalla Tesoreria Unica riesci a migliorare i tuoi ratio di indebitamento.

Io ricordo che ai bei tempi dell'ingresso nell'euro l'unica cosa che interessava il sottosegretario Giarda (deus ex machina dell'operazione) era il "fabbisogno". La "competenza" era completamente ignorata. Non capisco quindi l'affermazione di Giavazzi. Do per scontato che, come quasi tutti i professori universitari, non sappia molto sul sistema dell'università e della ricerca in Italia (eccetto, immagino, per i "concorsi" nel suo settore), ma credevo che fosse un esperto in tema di debito pubblico.

Do per scontato che, come quasi tutti i professori universitari, non sappia molto sul sistema dell'università e della ricerca in Italia (eccetto, immagino, per i "concorsi" nel suo settore)

Puoi darlo per certo; e perdipiù non conosce nemmeno i sistemi anglosassoni.

RR

Per curiosità: perchè odiate tanto Giavazzi?

Per curiosità: perchè odiate tanto Giavazzi?

Per carità, l'odio è un sentimento che non mi pare abbia mai fatto capolino, in questo caso (e nemmeno in generale).

Però visto che si parla di persone, e quistioni comunque rilevanti, spendo qualche riga per precisare meglio (poi non so se il Prof. Figà Talamanca vorrà dire del suo).

Ecco, direi così, che sono un po' seccato da varie cose - della situazione dell'Italia, ad esempio (come molti altri, anche qui; niente di originale, nevvero...) - beh, se vogliamo scendere nel caso specifico, sono seccato del dibattito in materia di politiche dell'Università e della ricerca. Mica solo di Giavazzi, o da adesso... da parecchio, eh. Se vogliamo precisare ancora meglio, o tematizzare, direbbe una professoressa di italiano, sono un po' seccato del fatto che, data una situazione complessa e problematica come quella dell'U&R italiana, vi sia chi [molti], parlando di merito, qualità, valutazione, ecc. non esprime posizioni congruenti con i concetti, gli orientamenti, le metodologie che "il discorso scientifico" sull'argomento sostiene. O, meglio, che il miglior discorso politico, come informato dal miglior discorso scientifico corrente, sostiene.

Insomma, non ci siamo, siamo fuori strada, quando invece avremmo bisogno innanzitutto di buoni medici. Ma questi non hanno le prime pagine dei giornali, a loro non viene data la parola. Non si interpellano, non si importa il know-how che potrebbero dare. Niente di diverso, probabilmente, da quanto accade per altre politiche. Ma io conosco più a fondo U&R, su quella mi posso esprimere un po'.

L'ho scribacchiato altre volte, eh, e l'ho scritto anche al'interessato, all'inizio di quest'anno, in questa Nota qua. Niente di speciale, chiudiamo qua il discorso.

RR

Non è possibile odiare Francesco Giavazzi. E' molto simpatico, pronto ad ascoltare, curioso delle cose che non sa, a livello personale per nulla arrogante e "saputo" come invece sono molti professori universitari.  Purtroppo  e' anche un po' superficiale e sa molto poco sulle università italiane e sulla organizzazione della ricerca scientifica, fuori del suo settore. Troppo poco in rapporto all'ascolto che viene dato dai politici alle sue opinioni. Un esempio è quello dello IIT, che, assieme alla concomitante soppressione dello INFM, ha prodotto un cambiamento epocale nel sistema di finanziamento della Fisica della Materia, che è ora principalmente affidato alle decisioni di un singolo. Quando Francesco Giavazzi lo ha proposto non sapeva nemmeno che cosa fosse lo INFM e lo confondeva con lo INFN. Come se chi propone una riforma del sistema bancario in Italia confondesse la Banca di Roma con la Banca d'Italia. Certo qualche volta ho polemizzato con Giavazzi, debbo però riconoscergli oltre ad una notevole carica di simpatia una assoluta buona fede.

Credo che siano veramente ipotesi fantapolitiche.
La prassi politica è molto cambiata rispetto al ribaltone del '94; lì si era appena usciti da una 1^ repubblica dove il cambio di maggioranza era "normalissima cosa" e al Quirinale stava un Presidente ancora abituato a queste pratiche. Oggi, non credo che Napolitano potrebbe mai avvallare un cambiamento di questo tipo.

No, Sandro, questo è davvero troppo; è vero che, in ordine sparso, il buon GT:

  • è diventato il leader mondiale del movimento no global;
  • è il principale padrino politico della cultura del posto fisso;
  • è stato direttore di orchestra di finte privatizzazioni;
  • si è inventato una tassa contro le banche e i petrolieri;
  • si è scagliato più e più volte contro le logiche di mercato capitalistiche;
  • ha chiesto a più riprese a tutti gli economisti di tacere.

Ma far cadere il Governo Berlusconi 4 è troppo anche per un arcigno comunista come lui!

 

Non convince neppure me l’ipotesi di fantapolitica.

A me pare che i borborigmi governativi nascano dalla volontà di rintuzzare e mettere nell’angolo la Lega, evidentemente percepita come corpo estraneo e potenzialmente pericoloso. Questo è l’obiettivo primo ed è un obiettivo perseguito ad ampio spettro.

Al seminario bipartisan di Asolo delle Fondazioni FareFu­turo e ItalianiEuropei, che riconoscono come rispetti­vi politici di riferimento Gianfranco Fini e Massimo D’Alema, si è prospettato un asse tra Fini e D’alema.

Le proposte emerse raccolgono consensi ampi; la proposta di estendere il diritto di cittadinanza agli immigrati è addirittura sostenuta da tutto l’arco istituzionale ad esclusione della Lega; la proposta del finiano Adolfo Urso di introdurre nelle scuole pubbliche e private l’ora di Islam, facoltati­va e alternativa a quella catto­lica, sembra studiata apposta per suscitare le rimostranze della Lega.

Dall’altra parte forse Fini ammicca a una parte dell'elettorato leghista

Certe dichiarazioni finiane si prestano ad essere lette come la rivendicazione di proposte tradizionalmente leghiste, quasi volesse candidarsi a progettarle e realizzarle  in alternativa a chi ne ha fatto il proprio cavallo di battaglia. Sottraendole alla Lega potrebbe pilotarle.

http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_18/voto-agli-immigrati-e-cittadinanza-un-asse-tra-fini-e-d-alema-alessandro-trocino_83ec74a0-bbb6-11de-b0a3-00144f02aabc.shtml

Fini conclude con una speranza: «L’anno scor­so ricordo i sorrisini per la nostra proposta di una Bicamerale per i decreti attuativi del federali­smo fiscale, che poi si è fatta». Quest’anno gli pia­cerebbe una riforma nel senso delle misure cita­te, sia pure al ribasso rispetto al progetto biparti­san Granata-Sarubbi * (e infatti Granata, finiano, protesta subito).

Ma va anche oltre: «Sarebbe bel­lo arrivare a un federalismo istituzionale, con il Senato delle Regioni». Con procedura bipartisan, come dice riferendosi a Berlusconi: «Fare rifor­me da soli è legittimo, ma non sempre è politica­mente preveggente» .

 

*Sarubbi ha svolto una tesi di laurea incentrata su un paragone tra la Lega nord ed il Fronte dell’Uomo qualunque; ha partecipato al convegno a Napoli «Povertà e nuovi bisogni», promosso a Napoli dalle Fondazioni Italiani europei e Mezzogiorno Europa, al quale il presidente Napolitano ha inviato un messaggio in cui parlava di una estensione preoccupante delle fasce di disagio nel Paese e in particolare nel Mezzogiorno.

http://www.corriere.it/politica/09_settembre_11/napolitano_sostegno_reddito_lavoro_19696c4a-9eb1-11de-8a40-00144f02aabc.shtml

http://andreasarubbi.wordpress.com/2009/09/11/poverta-italia-sud-napoli-istat

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200909articoli/47601girata.asp

Arriva anche il nodo della "cittadinanza breve" ad agitare le acque nella maggioranza. Su iniziativa del "finiano" Fabio Granata e del cattolico del Pd Andrea Sarubbi, infatti, alla Camera viene presentato un testo bipartisan che porta in calce il nome di cinquanta parlamentari di tutti i gruppi, salvo la Lega, e che propone la riduzione da 10 a 5 anni del periodo di tempo necessario a uno straniero per poter chiedere di diventare cittadino italiano e il passaggio dallo "ius sanguinis" allo "ius soli" per i figli di genitori legalmente soggiornanti e residenti in Italia da 5 anni.

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200910articoli/48408girata.asp

La proposta di introdurre un’ora di religione musulmana facoltiva e alternativa a quella cattolica porta la firma di Adolfo Urso, viceministro allo Sviluppo economico vicino al presidente della Camera Fini. La Lega insorge mentre dal Pd arrivano caute aperture.

 

D'alema prova a mettere zizzania in casa altrui:

La mattina comincia con D’Alema che prende di petto la Lega: «Vedo che per il Veneto si decide da Milano: stanno prendendo gli stessi vizi che contestavano».

 

Le dichiarazioni odierne di Calderoli confermano il ruolo di Tremonti come “anello di congiunzione” della Casa delle Libertà tra la Lega e gli altri. Tremonti funge da cerniera.

http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_25/brunetta_tremonti_vicepremier_37c370d2-c166-11de-b4fa-00144f02aabc.shtml

CALDEROLI - E sulla vicenda è intervenuto anche Roberto Calderoli. «È evidente - dichiara il ministro per la semplificazione durante la trasmissione di Rai Tre «in 1/2 ora», intervistato da Lucia Annunziata -che prima si è messo nel mirino Berlusconi personalmente e politicamente, poi si è provato a farlo con Bossi e la sua famiglia, ora con Tremonti, l'anello di congiunzione della Casa della libertà. L'obiettivo è grosso. Sono i poteri forti che vogliono sovvertire il risultato delle urne». Ma secondo Calderoli, «più che di elezioni anticipate c'è il rischio di governicchi. Qualcuno fa partire qualcuno sulle elezioni anticipate e si inventa un governo di unità nazionale per traghettare il paese chissà dove».

L’accordo Bossi-Tremonti:

http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_24/vertice-arcore_b129356c-c079-11de-9fa6-00144f02aabc.shtml

Bossi ha risposto: «È solido, solido». Nessun problema, dunque, per Tremonti. «Finché sono vivo io - ha assicurato il leader della Lega - non ci saranno problemi con Tremonti». E il taglio dell'Irap, proposta cara alla Lega ma che ha suscitato l'ira del ministro nei giorni scorsi? «Col tempo l’elimineremo»

 

http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_25/fini_tremonti_verderami_eb223ec4-c134-11de-b4fa-00144f02aabc.shtml

Così aspetterà l’incontro con Bossi e Fini per trovare un’intesa sulle Regionali, sicco­me — è il ragionamento del pre­sidente della Camera — il leader del Carroccio si starebbe muovendo dietro Tremonti per otte­nere i candidati governatori di Veneto e Piemonte.

A me pare che alcuni passaggi dell’intervista a Cicchitto confermino che la spaccatura all’interno della maggioranza e la convergenza con l’opposizione nascano dalla volontà di arginare e ridimensionare il ruolo della Lega, percepito come pericoloso e centrifugo.

Il Pdl, come il Pd, vuole arginare una deriva settentrionalista (“deriva”nell’ottica del Pdl nazionale, ma anche del Pd nazionale). La Lega, interpretando gli interessi di una sola parte di un Paese sempre più diviso da interessi che fanno leva sul territorio piuttosto che sulla contrapposizione tradizionale, certamente in quest’ottica può condurre un gioco più facile. Trascuro l'Mpa che non può che avere un ruolo gregario e che ha un ruolo solo in virtù del principio per il quale in democrazia ogni voto conta un'unità: da una parte porta voti e dall'altra drena risorse.

Il monito di Cicchitto: il Pdl, partito nazionale (mi sembra interessante la sottolineatura: "il primo al nord come al sud"), rivendichi il Risorgimento e l'unità nazionale. Forse si potrebbe tradurre: non trascuriamo il bacino elettorale meridionale

L'asse Lega-Tremonti su quale accordo si fonda? La Lega appoggia la candidatura al vicepremeriato di Tremonti. E dal canto suo Tremonti verso la Lega?

I "settori originariamente di destra" hanno cessato di essere di destra? Si qualificano come fautori di che, se non di un'ideologia di destra?

 

http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_26/intervista-cicchitto_7e76ee9e-c1fe-11de-b592-00144f02aabc.shtml

L’impressione è che nel partito e nel governo ci sia un’aperta insoffe­renza nei confronti di Tremonti e del suo asse con la Lega.«Non è così. Siamo tutti consape­voli della figura di Tremonti, e an­che del suo ruolo politico. Figura e ruolo che non sono in discussione. Anche Tremonti però dev’essere con­sapevole che la politica economica non può essere monopolio di nessu­no » .

 

Tremonti sarà d’accordo?
«Nessuno mette in dubbio quanto è stato fatto finora. Ma adesso occor­re una seconda fase, incentrata sulla crescita. In un partito da 270 deputa­ti, che è il primo al Nord come al Sud e ha ministri di peso, la politica economica è oggetto di discussione e di gestione collegiale, sotto la lea­dership di Berlusconi; che poi è l’uo­mo che prende i voti».

 

Come si sta muovendo Fini?
«Fini ha una dimensione istituzio­nale che rispetto e apprezzo. E atten­do con curiosità il suo prossimo li­bro. Invece non condivido le analisi 'tranquillizzanti' sviluppate da setto­ri originariamente di destra, dal Se­colo d’Italia alla fondazione FareFu­turo , che puntano all'omologazione in chiave bipartisan della situazione italiana a quelli di altri Paesi euro­pei » .

 

Di qui la destra, di là la sinistra. Non sarebbe male.
«Magari. Purtroppo non è così, a causa della linea prevalente nell’op­posizione. Per questo l’analisi è illu­soria, determinata anche da com­plessi d’inferiorità verso la sinistra, che non hanno alcuna ragione d’es­sere. Pensiamo piuttosto a costruire un grande partito interclassista, che dialoga con la Chiesa ma non le è su­bordinato, che rivendica il Risorgi­mento e l’unità nazionale e non per­mette alla sinistra di impossessarse­ne in modo strumentale».

 

Mi sembra che la tua ipotesi sia realistica.  Gia' nel governo Berlusconi 2001-2006 Tremonti era stato rimosso ad opera di Fini e Casini, ed e' indicativo che sia tornato al poptere con una Lega molto piu' forte nel 2008. La forza della Lega oggi rende piu' difficile l'operato del fronte che si oppone alla LN, ma non impossibile.  Durante i governi dell'Ulivo 1996-2001 la coalizione trasversale anti-LN ha dato prova di funzionare senza che la LN acquisisse la maggioranza assoluta nel Nord, fatto che sarebbe il vero ed efficace freno a questo genere di operazioni.

Mi sembra che si confermi che i malumori - verosimilmente in tutto l'arco istituzionale - hanno tratto origine dal pericolo leghista: "C’è una parte (consistente) di centrodestra che non vuole morire leghista. Per tanti motivi. Perché, innanzitutto, riconosce l’esistenza di qualche differenza ’pesante' di visione e di sensibilità. E perchè qualche timore sul futuro di un centrodestra a trazione verde inizia ad avercelo"

Le manovre bossiane tenderebbero ad "alzare la posta sulle candidature, 'mollando' il ministro dell’Economia una volta raggiunto l’obiettivo"

Tutti confermano stima e fiducia a Tremonti, gratificandolo del riconoscimento di ministro di economia (in realtà, nella dichiarazione attribuita a Frattini "ministro dell'Economica": sarà mica un lapsus freudiano?) migliore possibile.

 

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2009/10/25/visualizza_new.html_990598983.html

Capitolo a parte è poi la partita che dovrà giocare il Popolo della Libertà con la Lega Nord sulle candidature per le regionali. E uno dei ragionamenti che si fa nel Pdl mette proprio in relazione le candidature con la blindatura della Lega intorno al titolare dell'Economia.

Se al Carroccio sarà garantita la presidenza di due Regioni, una delle quali è il Veneto su cui il Senatur non è disposto a cedere, la Lega potrebbe forse assumere una posizione più neutra nel braccio di ferro tra il Pdl e Tremonti.

 

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200910articoli/48716girata.asp

Il Senatur: è un ottimo economista

La questione, però, non sarebbe stata posta in termini di ultimatum da parte di Tremonti. Il Pdl vuole pesare nella decisione e non subire l’iniziativa della Lega. Saranno infatti gli organi del partito ad esprimersi sulla linea economica del governo e sul ruolo del ministro dell’Economia.

[…]

 Parole che, pur riconoscendo i meriti di una politica improntata al rigore, tradiscono la voglia di dare in fretta un impulso al programma di governo. In questa partita, il Pdl vuole avere voce in capitolo.

«Tremonti -spiega Fabrizio Cicchitto- deve essere consapevole che la politica economica non può essere monopolio di nessuno», ma deve essere «oggetto di discussione e di gestione collegiale, sotto la leadership di Berlusconi». Il capogruppo a Montecitorio spiega che la discussione all’interno della maggioranza è «seria» e riguarda come coniugare il necessario rigore con la diminuzione del carico fiscale sulle imprese.

[…]

vicecapogruppo Italo Bocchino. «Il ministro Tremonti gode della fiducia di tutto il governo e c’è bisogno del suo lavoro al dicastero dell’Economia e c’è però anche bisogno di una maggiore concertazione sulle scelte che facciamo, soprattutto nell’impiego delle poche risorse a disposizione», dice. Non raccoglie nessun consenso l’ipotesi di una promoziona a vicepremier dell’attuale ministro dell’Economia.

Un tema sul quale insiste invece la Lega. Bossi dà il suo via libera all’idea di Tremonti vicepremier, una scelta che «potrebbe stabilizzare la situazione». «Lui -spiega il ministro delle Riforme- dal punto di vista economico è un ottimo ministro e ha tutti i contatti in Europa». Qualcuno "legge" l’offensiva di Bossi come una scelta tattica in chiave regionali. Cioè, il vero obiettivo del Carroccio sarebbe quello di alzare la posta sulle candidature, «mollando» il ministro dell’Economia una volta raggiunto l’obiettivo.

Ancora oggi, il leader del Carroccio ribadisce che il Veneto andrà alla Lega. Di ufficiale non c’è nulla, ma anche dal Pdl si ritiene la partita praticamente chiusa. In ogni caso, il via libera a Tremonti vicepremier viene respinto con fermezza. «Non vedo la ragione, credo si sarebbe dovuto decidere un vicepremier all’inizio del governo, ma ora non vedo che cosa sia cambiato per giustificare» questa nomina, spiega Franco Frattini. Il ministro degli Esteri dice di essere «della stessa linea dei tre coordinatori del Pdl», ma sottolinea anche che Tremonti è «il miglior ministro dell’Economica possibile».

Il parere di Bossi è «importante e autorevole», ma Tremonti è un ministro del Pdl e spetta al Pdl decidere«, rimarca anche Bocchino.

E non mancano i timori espressi anche dalla magazine on line della fondazione finiana Farefuturo:

«C’è una parte (consistente) di centrodestra che non vuole morire leghista. Per tanti motivi. Perchè, innanzitutto, riconosce l’esistenza di qualche differenza ’pesantè di visione e di sensibilità. E perchè qualche timore sul futuro di un centrodestra a trazione verde inizia ad avercelo», si legge su "Ffwebmagazine".

 

http://www.ffwebmagazine.it/ffw/Page.asp?Cat=Archivio&Tipo=UltimeNotizie&AlreadySelected=y&IdTipo=0&Codi_Cate_Arti=50&TitoloBlocco=In%20Primo%20Piano

Una cosa è sicura, non moriremo legisti

 

Ma no, nascono dal pericolo di adulterazione del PdL e della sua ragione sociale. All'elettore del PdL (perlomeno quello tradizionalberlusconiano) non gliene frega niente della "stabilità dei conti pubblici" e dell'influsso financo "morale" espresso da Tremonti. Beninteso, questa del Mezzemaniche della Valtellina è posizione confusa, e non non si applica in modo trasversale a tutte le politiche e in modo consistente (basti vedere lo "scudo fiscale"), ma qui non può non rilevarsi la patente divaricazione con il Tremonti 2001-2005, cacciato da Fini, allora, per il motivo opposto.

Pare che alla gente del PdL non vada giù che si debba fare tutta 'sta penitenza: non si può spendere e spandere, tagliare una tassa là, smantellare dei vincoli qui, e via discorrendo. Quindi Berlusconi convocherà per la prima volta l'organo collegiale direttivo del partito per sconfessare questo andazzo che rischia di far perdere il contatto con le costituencies del partito.

La Lega c'entra poco o nulla, qui sono i Ministri della spesa che si sentono minacciati (e quelli garanti politicamente della diminuzione dele entrate). Ma, ripeto, il pericolo ancora maggiore è quello di dare credito all'idea che governare sia "agire logicamente" nel rispetto di vincoli politici razionali, anzichè dare spazio all'opera vitalistica di affermazione del proprio potere sui meccanismi politico-amministrativi. Anche dei "segnali" vanno bene, purchè si diano quelli... giusti.

RR

 

Io penso che per capire (o, piu' modestamente, per descrivere)  la situazione forse si dovrebbe cambiare paradigma: il punto di vista deterministico e' insufficiente.

Ho l'impressione che tutti i protagonisti giochino partite diverse su piu' tavoli, seguendo strategie non sempre coerenti (un po' si nota, vero?). Quindi eventi e scenari possibili si moltiplicano all'infinito  (ciascuno  una probabilita' infinitesima di realizzarsi): ha quindi poco senso prendere in considerazione uno scenario, singolarmente.

Insomma, piu' che di fantapolitica ci sarebbe bisogno di uno studio di politica stocastica :-)

se fantapolitica (che poi mi sembra invece una visione molto più pragmatica delle tante che circolano, almeno si contano i numeri) dobbiamo fare ci provo anch'io. La mia personalissima visione della situzione mette al centro l'altro "corno" del problema e il suo possibile ed immaginabile futuro, aldilà delle contingenze. Se riconosciamo a Gianfranco Fini una qualsiasi strategia politica, in virtù del suo essere politico di lungo corso che ben sa districarsi nel palazzo, bisogna necessariamente tenerlo in considerazione. A parte l'uso strumentale e "da megafono" (imho) che sta facendo dei cosiddetti libertari e fondazioni varie, insieme ai grandi gruppi editoriali (che però lo usano con abbondante resa) il suo problema principale resta quello di come immaginarsi un futuro.

Se lo fa all'interno delle attuali coalizioni e delle attuali forze, continua a non poterlo neanche immaginare. Nella coalizione di centrodestra, con la lega a quelle percentuali e con quella forza è inimmaginabile. Sarebbe un uomo morto politicamente e morte sarebbero tutte le sue aspirazioni. La sua svolta, ripeto a parte le alleanze incomprensibili, dal mio punto di vista, con qualcuno che forse stando in commissione attività produttive alla camera, giustamente dl suo punto di vista, ritiene di avere molte più possibilità teoriche di partecipazione al cambiamento del pase e non riuscendo mai nonostante siede da 2 legislature in parlamento a contare qualcosa, va anche in una direzione di un chiaro "scontro" post-ideologico con il popolo della lega. Immigrazione, diritti civili etc, che fa intendere che il nostro ha capito benissimo che non è da quelle parti che potrebbe raccogliere i consensi che gli servirebbero (e gli articoli linkati di ffwebmagazine e le uscite quotidiane di Campi ne sono ulteriore conferma). A destra dopo aver dato il liberi tutti con l'accordo 70-30 e aver fatto confluire quel che restava di An (rimasto nelle mani sul piano territoriale degli ex-An Gasparri-La Russa-Matteolo-Alemanno) dentro il Pdl, si è reso conto che questo non sarebbe bastato e ha iniziato a lavorare per crearsi un gruppo di fedelissimi e dargli quel potere territoriale e decisionale che gli serve. Vicenda sicilia docet. A roma chiede maggiore partecipazione nella gestione del partito, in sicilia i suoi uomini fanno gli accordi separati con Lombardo, creano i gruppi autonomi (con Miccichè) e gestiscono gli assessorati (con Strano), non dialogando con nessuno e chiedendo solo, con Granata ufficialmente un vicecoordinatore, primus inter pares, in prossimità delle nomine dei coordinatori provinciali. Perché a parte le operazioni di palazzo et similia, alla fine Fini (e anche D'Alema), sanno benissimo che è con i voti prima o poi si dovranno misurare e i voti dovranno contare. Dico quindi, che a mio parere, nessuna presunzione, posso anche sbagliarmi, ovvio, nessuno è in grado di profetizzare ancora, il nodo è tutto lì. Fini (e anche D'alema) lavorano e lavoreranno per una disaggregazione delle attuali alleanze perché è solo con un rientro in gioco di un grande centro, (montezemoliano o casiniano alleato con rutelli che sarà) che potrebbero immaginarsi un futuro e giocarsela dopo l'uscita di scena di Bs, che è quello il momento fatidico su cui tutto ruota, anche oggi. Mettendo da parte Fini la Lega e D'Alema l'idv e sinistra estrema. In una grande riedizione dell'arco costituzionale, per la creazione del "paese normale" e normalizzato, con una grande, moderna destra europea. In tutto questo il ruolo di Tremonti è necessariamente e strategicamente quello di "nemico", come lo è stato nello scorso governo.

 

ps: E se contiamo i numeri anche del famoso comitato per la Politica economica, presieduto dallo stesso Tremonti. Si legge in una nota del partito che: "Ne faranno parte i coordinatori nazionali, i capigruppo di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, i vice capigruppo vicari, Italo Bocchino e Gaetano Quagliariello, e il responsabile della Consulta Finanze, Marco Milanese".

L'unica cosa che si può facilmente notare è la presenza "anomala" dei Vicecapogruppi (non bastavano i capogruppo, eletti dalla maggioranza del gruppo?), con il coinvoglimento di Bocchino, che serve a qualcuno, evidentemente, per essere prontamente informato. Se li contiamo sarebbero infatti 7 a 2, 6 a 3 o 8 a 1, fate voi.

Noto che in tutti gli articoli date sempre come scontato ed assolutamente pacifico che la Lega sia null'altro che "ciarpame" omologabile al più all' Uomo Qualunque di Giannini.

Questa posizione, a differenza dello stile scientifico sempre invocato da NfA, non viene in alcun modo motivata o giustificata.

Ora io vivo e lavoro in Veneto, frequento la Lombardia, ho clienti in tutta Italia ed opero molto (circa il 40% degli acquisti) con paesi della UE.

Ricordo che in Veneto la Lega alle ultime elezioni ha ricevuto il 28,4% dei consensi, la CDL il 29,3%, quindi in soldoni ogni 3 elettori veneti 1 ha votato Lega, 1 PDL ed 1 per tutto il resto.

La Lega ha saputo allevare in questi anni una nutrita schiera di amministratori locali, GIOVANISSIMI, efficienti, preparati, dinamici. In provincia di Treviso (oltre il 34% di voti) ha conquistato TUTTI i comuni, aveva un ottimo sindaco a S.Donà che è diventato Presidente della Provincia di Venezia, e si tratta di una donna.

Ormai manca solo il comune di Venezia ma è questione di mesi, alle elezioni di marzo 2010 è molto probabile il ricambio. Cacciari è ormai bolso, già la volta precedente si è candidato controvoglia l'ultimo giorno utile.

La Lega ha portato a Roma Luca Zaia che mi sembra stia operando bene, del sindaco Tosi a Verona non occorre nemmeno dire.

Noto invece i primi segni di una possibile dicotomia tra una Lega Lombarda (Milano-Como-Varese) ed una Lega Veneta (si ricordi sempre che qui esisteva una Liga Veneta quando ancora Bossi aveva i calzoni corti); nulla di clamoroso, dichiarazioni di assoluta fedeltà a Bossi, ma sarà interessante capire chi verrà candidato a Governatore.

Una Lega in Veneto con Governatore, la metà dei presidenti di provincia, quasi tutti i sindaci rappresenta un "pacchetto di mischia" formidabile (In Veneto il rugby è sempre andato fortissimo) che può modificare gli equilibri nazionali interni al partito.

Ma soprattutto ha formato una nuova classe dirigente giovanissima che ha portato anche a Roma (ricordo solo l'on. Bitonci) che magari adesso sta facendo apprendistato ma che si paleserà presto.

La CDL invece qui ha operato male, correnti, faide interne, solo Galan si salva, ma è troppo poco.

In sintesi mi pare che ricondurre tutta la Lega alle sole battute di Gentilini (peraltro adorato dai trevisani e tutt'altro che xenofobo o razzista) sia riduttivo.

La Caritas afferma che la provincia di Treviso è tra tutte le italiane quella che ha accolto meglio e meglio integrato gli immigrati, dando lavoro, casa, istruzione ai figli (alle elementari il tasso di stranieri ha superato in molti comuni il 30%). Non sarebbe forse il caso di monitorare meglio e magari senza paraocchi ?

 

 

Noto che in tutti gli articoli date sempre come scontato ed assolutamente pacifico che la Lega sia null'altro che "ciarpame" omologabile al più all' Uomo Qualunque di Giannini.

Questa posizione, a differenza dello stile scientifico sempre invocato da NfA, non viene in alcun modo motivata o giustificata.

Sarebbe tautologica.

Gentilini.. a me personalmente sta simpatico http://www.youtube.com/watch?v=cwtuvx-wtBo

Diciamo che vestire i clandestini da leprotti per far allenare i cacciatori, affondare le barche (senza i clandestini dentro eh!), parlare di rivoluzione, di guerra, di galli e di polli sono però idee squisitamente leghiste. Ed a quel punto.. di che discutere?

Si convengo, è davvero difficile discutere con rimasticature di cose non dette, di frasi ad effetto riportate in modo distorto, di cose ripetute per sentito dire.

Ho tentato di portare la discussione su di un piano un po' più serio, stavo per dire scientifico ma non oso tanto, mi basta civile, documentato con circostanze e numeri, cosa che NfA ha sempre fatto e per questo mi piace.

Peccato, mi sono sbagliato, però non bisogna poi lamentarsi quando idee come la secessione prendono corpo. E temo che certi argomenti risultino molto più penetrati e diffusi di quanto si pensi; giusto per dire, qui in Veneto dà molto più fastidio un romano di un rumeno!

E lo dico da triestino, diventato italiano a 10 anni, dopo aver cambiato 4 nazionalità senza essermi mai mosso da casa mia, quindi con il dolore che solo chi ha passato quelle vicende può capire.

Ma temo che il punto di non ritorno sia già stato superato.

 

Mannò, ti ripeto, alcune delle cose che dicono gli esponenti della lega sono di buon senso. 

Semplicemente credo che la LN mandi avanti esponenti troppo poco credibili nel contesto democratico, facendo un pessimo servizio ai suoi elettori.

Come potrebbe mai esser preso sul serio chi minaccia la rivolta dei Galli (a proposito.. e poi?), chi vuole introdurre i dialetti(quale in particolare?) e parla di sicurezza introducendo le ronde (anche quelle.. si vedono?!)?

E parlo da terrone, a scuola mi hanno insegnato che quelli della Lega Nord sono solo un po' stupidi e tanto razzisti (ma davvero dico, non scherzo). Cose che capitano quando si semina odio. Con il tempo comunque i fatti, come quelli di cui sopra, hanno solo rafforzato in me questa teoria.

Credo che si possa parlare di identità, federalismo e sicurezza senza necessariamente vomitare razzismo e fascismo, ignoranza e pregiudizio.

Altrimenti facessero sta rivoluzione secessionista armata e buonanotte, no?

10 anni fa erano i terroni in padania il problema. Poi i neri. Poi gli islamici. Insomma: sempre gli altri.

Cos'ha fatto di buono la lega per il nord? Non ha reso le città più sicure ne fermato i flussi migratori, non ha realizzato il federalismo. Ed allora?

PS:

E temo che certi argomenti risultino molto più penetrati e diffusi di quanto si pensi; giusto per dire, qui in Veneto dà molto più fastidio un romano di un rumeno!

è una stupidaggine ed è vera solo quando si parla di politica al bar. Nel lavoro e nei rapporti interpersonali questi "pruriti" sono stranamente inesistenti.

è davvero difficile discutere con rimasticature di cose non dette, di frasi ad effetto riportate in modo distorto, di cose ripetute per sentito dire.

Purtroppo è così.

Accanto a commenti basati su considerazioni logiche ed argomentate - e, come ogni espressione di pensiero, legittime quanto opinabili - altri interventi evidenziano schemi mentali che troppe persone non vogliono, né sono in grado di superare, vuoi per scarsa conoscenza dei fenomeni, vuoi per la necessità di far rientrare tutto in analisi preconfezionate che rimangano nel solco delle proprie convinzioni.

La Lega, nel bene e (soprattutto) nel male, è l'esemplare oggetto di tale atteggiamento, anche per proprie responsabilità legate al modo di proporsi. Se ne trova continua esemplificazione negli ambienti culturali auto-elettisi "superiori" e ne ho avuto personale e diretta esperienza anche qui in nFA, quando ho riportato il diffuso e crescente apprezzamento della cittadinanza per l'operato del sindaco Tosi, a Verona: francamente, troverei piuttosto strano che le altissime percentuali di consenso fossero imputabili solamente a supposta incapacità intellettiva o finanche ad analfabetismo dell'elettorato (quello che, per intenderci, è intelligente ed informato esclusivamente se vota per la parte politica ontologicamente infallibile).

Pur non condividendone più d'una posizione ed, anzi, avendo più volte pubblicamente criticato - anche in questa sede - talune proposte leghiste, a me non pare granché utile partire sempre dal concetto che "questi son razzisti, quindi non possono che dir castronerie", meglio se condendo il tutto con l'immancabile sarcasmo, all'unico scopo di soddisfare grandemente l'ego .....

Del resto, si tratta di un normale - benché fastidioso - comportamento della cosiddetta "intellighenzia" sinistrorsa, pedissequamente seguito anche dal gregge - di solito culturalmente meno attrezzato - che s'illude di certificare, così, la propria appartenenza ad una supposta elite.

Pollodimare (ma avete altri pseudonimi da inventarvi? :-)) molte persone mi dicono le stesse cose che tu sostieni, e non ho ragioni per non crederti/vi. Questa superiore "qualità" dell'amministrazione locale veneta della Lega mi incuriosisce e vorrei capire in cosa consiste ed in cosa si sia concretizzata. Parlo sul serio.

Ciò non toglie che i giudizi che noi diamo (soprattutto io) siano pure motivati. Essi si basano su ciò che gli esponenti della Lega dicono/fanno a livello nazionale e/o che viene reso visibile sulla stampa. Ora, okkio al pezzo, non mi dare la versione "stampa di regime, eccetera". Non credo che alcun atto intelligente della Lega (a livello nazionale e governativo) sia stato occultato. Seguo attentamente cosa fanno e dicono e tutte le volte che ne ho detto peste e corna l'ho detto a ragion veduta. Se vuoi andiamo caso per caso: richiederà tempo ma se serve lo si fa.

Quindi il mio giudizio sulla dirigenza nazionale della Lega, che è soprattutto Lombarda, rimane ed è pessimo.

Zaia, tu dici, ha "operato bene". Anche questo non mi risulta. Quando ha aperto bocca o fatto qualcosa lo ha fatto in direzione protezionista ed anti-mercato, oppure per vendere populismo un po' deleterio. COSA avrebbe fatto di approvabile e che noi abbiamo mancato di applaudire.

Ma il tema rimane interessante e vorrei capirne qualcosa. Ora vado un po' di corsa, però il tema va ripreso magari con un articolo ad hoc. Se hai info rilevante da passare, passala, anche via email.

Gentilini (peraltro adorato dai trevisani e tutt'altro che xenofobo o razzista)

Dire: "voglio eliminare tutti i bambini degli zingari" non e' razzista? Veramente? Meno male che non vivo in Italia, perche' a me queste frasi fanno ribrezzo, e cosi' ance le persone che le pronunciano per raccattare voti da persone che mi fanno ancora piu' ribrezzo. Secessione? se sono questi i personaggi che proponete alla guida, lo spero per il resto dell'Italia.

http://www.youtube.com/watch?v=bA-f9i8DYmk&feature=related

In provincia di Treviso (oltre il 34% di voti) ha conquistato TUTTI i comuni,

no, caspita, non tutti!

Parecchi piccoli (piccoli davvero, p.e. Carbonera, Loria, Maserada e soprattutto Zerobranco) si sono "salvati", vedremo come se la caveranno

 

 

Noto che in tutti gli articoli date sempre come scontato ed assolutamente pacifico che la Lega sia null'altro che "ciarpame" omologabile al più all' Uomo Qualunque di Giannini.

Questa posizione, a differenza dello stile scientifico sempre invocato da NfA, non viene in alcun modo motivata o giustificata.

Personalmente non ho mai scritto che la LN sia null'altro che "ciarpame" omologabile al più all' Uomo Qualunque di Giannini.  Per quanto mi diano fastidio giudizi complessivamente liquidatori sulla LN basati su sostanziale ignoranza e disinformazione devo comunque rilevare che alcuni esponenti della LN, fino ai massimi livelli, offrono a piene mani materiale specie verbale e a volte anche scritto che si presta ad essere utilizzato contro di loro e contro tutto il movimento.

[...] La Caritas afferma che la provincia di Treviso è tra tutte le italiane quella che ha accolto meglio e meglio integrato gli immigrati, dando lavoro, casa, istruzione ai figli (alle elementari il tasso di stranieri ha superato in molti comuni il 30%). Non sarebbe forse il caso di monitorare meglio e magari senza paraocchi?

Quanto scrivi e' gia' apparso piu' volte su nFA, vedi ad esempio: [1], [2], [3]. Oltre che riportare la tua opinione personale, che e' interessante ma alla quale si possono opporre vagoni di opinioni personali del tutto opposte, se vuoi argomentare sul tema dovresti produrre dati quantitativi o comunque indicatori quantitativi della qualita' degli amministratori leghisti.  Personalmente sono convinto che nonostante vari limiti e difetti gli amministratori locali leghisti sono di qualita' media superiore a quella degli altri partiti, ma di nuovo andrebbero prodotti indicatori attendibili per sostenerlo in maniera piu' analitica.

Fermo restando che non ho la più pallida idea di come siano i governanti leghisti di livello regionale o locale, e che probabilmente saranno meglio della "elite" che io posso vedere e sentire (calderoli, borghezio, castelli, bossi, cota e salvini), per dare una buona valutazione basta comparare.

Io in Campania ho (in ordine alfabetico): Bassolino,Bocchino,CirinoPomicino,Cosentino,DeMita,Iervolino,LonardoinMastella,Mastella.

Mi fermo qui per carità di patria, ma la mia proposta è sempre valida: vi cediamo in blocco quelli di cui sopra in cambio anche solo di Calderoli. Questo è il mio metro di giudizio.

San Gennaro ha fatto O MIRACOLO! (mica o miracolo, proprio O MIRACOLO!).

Mi ha fatto intuire le grandi doti umane e politiche di Calderoli ;)

Se ora fosse così cortese da darmi anche il progetto della macchinetta di guerre stellari per infilare la gente in blocchi di grafite accetterei volentieri :)

Grazie Marco!

 

E' di oggi questa, peraltro pubblicata sul giornale di famiglia. Qualcosa si muove?

Copioni

sandro brusco 14/11/2009 - 18:01

Anche altri si dilettano di fantapolitica. Io però sono arrivato primo, eh.

Segnalo la magnifica lettera che il viceministro Castelli ha inviato al ministro Matteoli su Alitalia.

Il Castelli sembra assai colpito dal fatto che Alitalia si comporti da monopolista; non si capacita di questo comportamento, da lui chiaramente inatteso quando più di un anno fa voto a favore della monopolizzazione della tratta Roma-Milano, con tanto di sospensione dell'azione antitrust. Già in passato aveva osservato stupefatto le alte tariffe applicate dall'azienda. Ora se la piglia con il pessimo servizio, in occasione dell'ennesimo sciopero del personale. 

Comunque, dopo più di un anno dalla vile porcata a cui lui ha collaborato, qualche dubbio ha iniziato a insinuarsi nella sua testolina. Ci dice il Castelli

L’episodio di ieri mi fa dire però che, rebus sic stantibus, occorre un ripensamento, al fine di ridimensionare il monopolio di Alitalia e aprire le rotte ad altre compagnie, soprattutto sulla tratta Milano-Roma.

Ciumbia, signor viceministro, quanta saggezza. Adesso quanto bisogna aspettare perché lei combini anche qualcosa al riguardo?

Comunque, la parte più divertente è la frase successiva, che è anche la ragione per cui questo commento è finito in calce a questo post.

Mi sarebbe facile trovare in Parlamento forze politiche pronte a presentare norme in tal senso, con la certezza di trovare una maggioranza che le approvi. Del resto, ultimamente, sembra questa una prassi comune.

Statte accuorto, guagliò.

Il Castelli sembra assai colpito dal fatto che Alitalia si comporti da monopolista; non si capacita di questo comportamento, da lui chiaramente inatteso quando più di un anno fa voto a favore della monopolizzazione della tratta Roma-Milano, con tanto di sospensione dell'azione antitrust.

Non mi sembra un'esposizione corretta della lettera di Castelli. Castelli appare cosciente dei rischi dell'attribuzione di un servizio ad un monopolista od oligopolista fin da quando ha approvato il salvataggio Alitalia e semmai addebita ad Alitalia il "dovere di erogare nel miglior modo possibile il loro servizio" secondo non meglio specificati "patti" che "devono essere onorati". Cito:

E’ bene ribadire infatti che i monopolisti, se da un lato godono del privilegio di poter agire indisturbati nel loro settore di competenza, dall’altro hanno l’ineludibile dovere di erogare nel miglior modo possibile il loro servizio. Immaginiamoci cosa sarebbe successo nel Paese se gli oligopolisti della telefonia o della energia elettrica avessero erogato nel 2009 un servizio della stessa qualità di quello erogato dall’Alitalia nell’arco di quest’anno.

Sono tra coloro i quali ritengono che i patti debbano essere onorati, e che quindi la previsione della legge sopra ricordata debba essere difesa.

Dalla lettera io deduco che:

  • governo e parlamento erano coscienti dei rischi dell'attribuzione di un servizio in regime di monopolio
  • pertanto hanno previsto non meglio specificati "patti" riguardo la qualita' del servizio erogato da Alitalia

La critica da fare a Castelli & Co e' di non aver compreso che concorrenza e anti-trust sono piu' efficaci rispetto a pattuizioni col governo al fine di garantire un servizio pubblico di migliore qualita', come mostrano gli esempi piu' comuni nei Paesi avanzati.  Inoltre il fine pur nobile di "salvare" posti di lavoro va confrontato con i costi che ne conseguono in termini di maggiore spesa pubblica e servizi pubblici di peggiore qualita' e piu' cari.

Qui siamo nel campo delle interpretazioni. Però se veramente Castelli & Co. pensavano che, dopo l'istituzione del monopolio, bastasse una qualche promessa di buon comportamento da parte dei nuovi padroni e dei sindacati ... Francamente, non so se è peggio essere completamente deficienti o corrotti.

E no, non hanno ''salvato posti di lavoro''. Primo, il monopolio da che mondo e mondo i posti di lavoro li distrugge. Secondo, la vendita ad Air France, oltre che meno onerosa per lo Stato, avrebbe probabilmente mantenuto gli stessi posti in Alitalia (ed evitato di distruggere quelli dei potenziali concorrenti). Piantiamola con questa sciocchezza.

Dici così perchè ragioni da economista.

Il dipendente Alitalia sa benissimo chi gli ha parato il culo ed è pronto a pagar pegno, i non-assunti dalla concorrenza manco sanno di aver perso un' occasione.

Le domande piuttosto sono: ma quante volte votano i dipendenti Alitalia, che a rotazione son stati "salvati" un po' da tutti? Perchè il resto d' Italia non si incazza per lo spreco dei propri soldi?

pertanto hanno previsto non meglio specificati "patti" riguardo la qualita' del servizio erogato da Alitalia

se é per questo li hanno specificati e come, alla fine di questo vecchio post se ne parla. L'antitrust poi decise. Ciò che venne imposto si trova alle pagine 54-64. Rilevano i punti 36-38. In particolare

...l’Autorità ritiene essenziale che CAI garantisca che i propri listini tariffari mantengano una articolazione tale da assicurare ampia copertura rispetto a tutti i segmenti di mercato, con particolare riguardo alle tariffe scontate che dovranno essere adeguatamente accessibili in tutti i periodi dell’anno, per tutte le rotte, su ogni volo.Inoltre, CAI dovrà garantire su ogni volo la disponibilità di almeno il 10% dei biglietti alla tariffa economy più conveniente tra quella offerta dal Gruppo AZ e dal Gruppo AP sulla medesima rotta, nella corrispondente stagione IATA precedente. Tale misura presenta il vantaggio di tutelare in maniera certa ed istantanea la fascia di consumatori più sensibili al fattore prezzo contro il rischio di un ingiustificato incremento dei prezzi a seguito della fusione. Ciò appare necessario in considerazione della circostanza per cui nel Piano Industriale di CAI si fariferimento a incrementi del ricavo medio per passeggero a partire dalla prossima stagione IATA.

condita da questa trovata alla Brunetta

In secondo luogo, l’Autorità ritiene necessario - ai fini di garantire una migliore fruizione e trasparenza delle condizioni del servizio, rispetto alle quali il vettore potrebbe non avere uno specifico incentivo, a fronte della assenza di concorrenti che possano disciplinare la sua offerta sulle rotte nazionali - che CAI si adoperi ad attivare, entro un mese dall’inizio dell’operatività del nuovo vettore aereo, un numero verde gratuito dedicato alla gestione dei disservizi in caso di cancellazione o grave ritardo dei voli, nonché uno spazio informativo sul sito web della società dedicato all’andamento dell’operativo dei voli, da cui sia desumibile per il consumatore, lo stato del proprio volo in relazione a cancellazioni e ritardi. L’Autorità ritiene altresì opportuno che CAI attivi un servizio di messaggistica per telefonia mobile, che garantisca in tempo reale la piena disponibilità delle informazioni sul volo ai consumatori che ne facciano richiesta.

Ricordo infine che il buon Castelli quando era guardasigilli (e chi se ne dimentica) tacciò l'Antitrust di liberismo selvaggio perché chiedeva di modificare le posizioni più spudorate a difesa degli ordini professionali che il nostro si ostinava a sostenere.

Se a qualcuno venisse in mente, dio non voglia, di utilizzare il colorito linguaggio di Franca Rame per apostrofare il nostro, si ricordi che questa libertà costa 3000 euro. Suggerisco caldamente di spenderli meglio.

 

 

 

I cittadini di uno stato straniero che risiedono regolarmente in Italia da più di cinque anni possono partecipare alle elezioni degli organi delle amministrazioni comunali

Sta succedendo qualcosa di strano. Sembra che dopo Fini e Casini anche una buona parte del PdL voglia prendere le distanze da Berlusconi e Lega usando l'arma della provocazione (elezioni anticipate e voto agli immigrati). Se poi ci aggiungo che Berlusconi dorme da un po' a palazzo chigi e che vuole vendere villa certosa, la storia suona sempre piu' strana.

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