La madre dei furbetti...

18 giugno 2013 alberto bisin

Un amico commercialista, "dopo una giornata di lotta con i pagamenti e i pagatori (inc...ti)" mi mostra un "articolo" pubblicato sul "giornale economico numero 2 e il più attento ai professionisti". 

Lui, l'amico commercialista, si dice sconfortato e pronto a richiedere asilo all'estero. Io posso solo provare a ridurre il suo sconforto rendendolo pubblico e associandovi il mio. Frasi tipo 

 Concorrenza sì, ma non a tutti i costi. La crisi morde e molte imprese (quelle che sopravvivono) si stanno chiudendo a riccio, creando talvolta cartelli per livellare i prezzi o per impedire ad altri soggetti di entrare nel loro mercato. Comportamenti sicuramente censurabili, ma che la crisi in qualche modo pare legittimare.

o anche 

L'Antitrust sa che nei periodi di crisi economica «la pressione esercitata sulla politica perché si faccia carico delle imprese in crisi può far propendere per un rilassamento delle politiche antitrust», diceva lo scorso anno il presidente dell'Agcm. Ma l'Antitrust ribadisce il suo no a deroghe. In un braccio di ferro, però, che, se non opportunamente limitato, potrebbe produrre più vittime che superstiti.

fanno prima indignare per quanto siano pelose e poi, appunto, generano sconforto una volta riconosciuto quanto generale questo punto di vista sia nel paese.

L'analogia, sempre dell'amico commercialista, calza a pennello: "visto che il periodo è tristissimo e la gente fatica a campare, stacchiamo gli antifurti e mandiamo poliziotti e carabinieri in vacanza, così chi deve rubare (per necessità, s'intende!) potrà farlo più tranquillo. E poi smettiamola con questa mania della legalità: homo homini lupus (e chi s'è visto s'è visto)". 

Dimenticavo, in caso un diluvio rigeneratore ci travolga portandosi via i peggiori e quindi graziando il paese: il giornale è ItaliaOggi e il giornalista Roberto Miliacca.  

8 commenti (espandi tutti)

Miliacca

Frenckle 18/6/2013 - 17:17

Prima che mi cadano le braccia definitivamente, segnalo che il nome dell'esimio giornalista si chiama Miliacca, una "l" e una "i" :-)

L'ho già inserito nel mio personalissimo db di perle da conservare...

Per la precisione! Cosa cambia del contenuto?

correggo

E' andata proprio così negli USA nei primi anni '30, durante il c.d. primo New Deal, quando l'amministrazione Roosevelt, le corti antitrust e (ahinoi) parecchi economisti promuovevano il c.d. "associazionalismo" (= cartelli) come via d'uscita dalla crisi e dalla deflazione. Però poi nel 1937 il tavolo venne ribaltato ed arrivò un certo Thurman Arnold a bastonare cartelli, trust e monopoli per i successivi 30 anni.

Forse vivendo in Italia mi stupisce maggiormente lo stupore del Suo amico commercialista (che ha un osservatorio privilegiato sul tema).

Se una buona fetta dei cittadini vota per uno storico concessionario televisivo ed editore di giornali, senza farsi la minima remora dovuta al danno per concorrenza, libero mercato e tutela dei consumatori; se tutto questo accade non una sola volta, ma più volte nel corso di vent'anni nonostante il suddetto abbia DIMOSTRATO di non avere nessun interesse per la libera concorrenza.

Dicevo, in un paese con cittadini del genere, come stupirsi dell'articolo citato?

P.S.

L'Italia è un paese che sui cartelli campa da una vita (certo, ci sono le eccezioni e sono due volte meritorie ma sono, appunto, stupefacenti eccezioni). Finchè non morirà letteralmente di fame temo che continuerà a farlo.

Proprio vero che gli italiani, chiaramente diversi geneticamente dai bravi cittadini di altri paesi, vota Berlusconi perchè tonti, anzi no, desiderosi di essere furbi. Il fatto che da almeno 80 anni si sia insegnato a noi cretini che chi comanda sta meglio, che servire il potere serve più che farsi il mazzo, che studiare non conta nulla se non hai gli amici giusti, ecc. ecc. ecc. Tutto questo non conta nulla perchè i danesi, gli americani, i tedeschi sono comunque migliori di noi. Nella mia infinita stupidità continuo a pensare che se questo sito ha un merito è quello di fare una battaglia culturale che ci insegna a guardare i numeri, a confrontare e, soprattutto a pensare. Non credo sia colpa degli italiani se quando accendono la TV e scorgono un TG si sentono raccontare un sacco di panzane e se sono parte di quella minoranza che sfoglia i giornali si vedono raccontare le stesse panzane ma infiorettate.

P.s. per maggiori chiarimenti si vedano i referendum che in passato gli italiani hannovotato a grande maggioranza e per i quali ci è stata fatta una gigantesca pernacchia...Vaglielo a spiegare al cittadino che la concorrenza, la meritocrazia bla bla bla

Scusate lo sfogo ma a volte....

Accettiamo i complimenti. 

... è che la concorrenza da a molti, quasi tutti, e toglie a pochi.

Peccato che proprio quei pochi siano quelli che governano, comandano, legiferano.

E finchè saranno sempre loro, e noi continueremo a sceglierli, non cambierà mai niente.

Banale quanto vero, vero in quanto banale.

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